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La Montagna rossa

L’inverno è alle porte tra i pascoli di renne all’ombra della Montagna rossa, nella Lapponia svedese. Sotto una pioggia che scende incessante da giorni, gli allevatori del clan Balva devono completare la soppressione annuale del bestiame, prima che la tundra si copra di ghiaccio e neve, e parallelamente difendere dinanzi alla corte suprema il diritto alla terra dei sami, il popolo lappone, contro le rivendicazioni dei proprietari dei boschi. Ma il rinvenimento di uno scheletro umano senza cranio cambia le carte in tavola, costringendo il capo del Balva, Petrus Eriksson, a contattare la polizia delle renne per l’identificazione. Non si tratta di un’indagine di routine per Klemet Nango e Nina Nansen: i primi rilievi mostrano che le ossa risalgono al Diciassettesimo secolo, e se appartenessero a un uomo sami potrebbero essere la prova di una presenza ancestrale del suo popolo nella regione. Un popolo sempre più emarginato e condannato all’estinzione, vilipeso dal razzismo e ridotto a elemento di folklore, senza memoria né futuro. Un popolo il cui destino ricorda quello delle vittime dei nazionalismi novecenteschi, ma anche quello dei rifugiati di oggi, nomadi per necessità alla ricerca di una vita migliore. Agli agenti Nango e Nansen spetta il compito di immergersi negli archivi di storici e antropologi, nelle collezioni di antiquari e musei, per illuminare i meandri di una storia di odio e sopraffazione che le istituzioni svedesi vorrebbero cancellare. Tra misuratori di crani e ladri di vestigia aborigene, massaggiatrici thailandesi e ambigue giocatrici di bingo, nel cuore di montagne incantate e foreste senza fine, la pattuglia P9 della polizia delle renne dovrà scoprire la verità e allo stesso tempo restituire dignità alla gente della tundra, dalla cui vita in armonia con la flora e la fauna del Grande Nord il nostro presente miope ha tutto da imparare.

(source: Bol.com)

La montagna infernale

Per Whitman, agente immobiliare, è indispensabile esplorare la zona della vasta e fitta foresta di Wildwood. Ma il luogo è avvolto in un’inquietante leggenda: si parla di un castello, di un ballo in maschera agli inizi del secolo, di una terribile tempesta in cui tutto svanì nel nulla. Senza farsi smontare dalla paura, Whitman, il figlio e due amici decidono di inoltrarsi in quel posto maledetto.
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LA MONTAGNA DI LUCE

Il titolo traduce alla lettera Ko-hi-noor il favoloso diamante di 106 carati posseduto dal rajah di Lahore poi passato alla regina Vittoria. La storia nella quale il diamante viene “incastonato” è presto detta: un ministro del maharajah di Baroda aiuta senza volere un intoccabile, un paria, cadendo di conseguenza in disgrazia. Ha un solo modo per riscattarsi: trafugare al rajah di Pannah il celebre diamante “Montagna di luce” per farne dono al tempio di Brahma. Lo aiuterà nell’ardua e rischiosissima impresa l’amico Toby Randal, un cacciatore inglese. Nella serie ininterrotta di avventure non ci sono presenze femminili. I rischi, i tradimenti, gli inganni, sono i due amici a correrli fino alla finale e immancabile riuscita.

La montagna dell’infinito

Perchè mai si dovrebbe scalare una montagna alta settanta chilometri, la cui vetta supera l’atmosfera del pianeta che la ospita? Forse, perchè raggiungere le vette più alte è un impulso naturale per l’uomo. « La montagna dell’infinito» è uno dei racconti e romanzi brevi compresi in questa antologia, che racchiude il meglio della narrativa di Roger Zelazny, scelto da lui stesso.

La montagna degli orrori

Un uomo viene abbandonato dalla fidanzata. Banale. Cerca di affogare il suo dispiacere nel whysky, e perde l’impiego. Triste ma ancora comune. Ma una sera, esce di casa e inciampa in un cadavere. Questo già esce dalla norma. Il fatto più strano però accade quando tocca il cadavere dello sconosciuto, e non muore come invece dovrebbe. Lui non se ne stupisce, perchè ignora l’esistenza di una sostanza letale e trasmissibile per contagio. Ma se ne accorgono altri, e dal quel momento il giovane si trova coinvolto in un’avventura tale da fargli sospettare, a volte, d’essere impazzito. E un pazzo c’è veramente in questa storia, ma non è lui. E’ un uomo ricchissimo, intelligentissimo, e dotato di un magnetismo che affascina chiunque lo conosca. Tre doti molto pericolose quando si trovino riunite in un megalomane. Spesso, nel corso della vicenda, il giovane protagonista si trova a rimpiangere il suo donchisciottismo che l’ha spinto ad accettare la proposta del dottor Palfrey. Quel pazzo, con i suoi sogni di dominio, è troppo forte perchè un paio di persone da sole riescano a dargli scacco matto, a meno che non succeda un miracolo, come ad esempio quello di scoprire che… Ma questo è meglio che il lettore lo sappia direttamente da John Creasey, perchè dirlo qui sarebbe come rivelare l’assassino a chi sta leggendo un romanzo giallo.
Copertina: Karel Thole

La montagna d’oro

La prima edizione fu pubblicata a Palermo, da Salvatore Biondo, nel 1901, con lo pseudonimo di cap. Guido Altieri e le illustrazioni di Corrado Sarri. 

Monsters

Sinossi

Dove finisce il confortante torpore del quotidiano e comincia l’incubo? E i mostri spaventosi che popolano i brutti sogni sono solo un innocuo prodotto dell’inconscio, oppure gli inquilini, ostili e inesorabili, di un inquietante realtà parallela, pronti a irrompere nelle nostre vite con intenti sanguinari? Una agghiacciante scorreria negli oscuri territori dell’immaginario dove la Carne, il Sangue e la Morte si mescolano in un viluppo di implacabile ferocia.

Monnalisa cyberpunk

L’inquietante futuro descritto da William Gibson e dai suoi colleghi della scuola cyberpunk non è né troppo lontano né irriconoscibile: al contrario, è una rigorosa estrapolazione del mondo di oggi proiettata su un amaro sfondo di grandezze e miserie tecnologiche dell’immediato domani.
Un mondo in cui reti di computer planetarie seguono gli interessi delle grandi corporations, in cui sofisticate operazioni chirurgiche trasformano gli uomini in macchine e viceversa, e in cui chi vuole liberarsi al dominio dei mezzi elettronici totali deve a sua volta fare ricorso a sofisticate tecnologie, tuffandosi in una lotta cibernetica che ha i colori del noir oltre che della fantascienza.
Il parente più prossimo dei romanzi cyberpunk è il film di Ridley Scott Blade Runner, questo “nero metropolitano” del futuro che tanta influenza ha avuto sulle nuove generazioni di scrittori e la cui atmosfera si avverte anche in Monnalisa Cyberpunk, terza parte dell’ideale trilogia sul nostro futuro scritta da William Gibson.
Lo sfondo è costituito, come sempre, da grossi interessi planetari cui si contrappone uno sparuto gruppo di esseri umani (e in particolare una donna) che non vogliono piegarsi né al gioco del potere tecnocratico né alle leggi spietate della malavita organizzata, la potentissima Yakuza.
Attraverso le loro avventure, Gibson ci permette di esplorare un mondo in sfacelo, un mondo di corruzione e di superpotere scientifico dove l’iniziativa è affidata al coraggio di pochi esseri umani, emersi dai bassifondi della “città impossibile” e decisi a giocare il tutto e per tutto per salvarsi la pelle e portare a termine le loro impossibili missioni.
Individualisti quando si vuole, gli eroi di questo brillante e cinico romanzo hanno capito un fatto essenziale: nella Babele del XXI secolo occorre ancora saper decidere secondo il proprio istinto e giocare con la consapevolezza che la vita umana ha un valore molto approssimativo per le leggi di mercato. Uomini o cyborg che siano, essi sanno che la partita è appena cominciata e che sarà molto, molto crudele.

La monetina di Woodrow Wilson

E' una comunissima monetina da dieci centesimi, un "dime" per usare l'espressione americana; risale ai giorni del presidente Wilson, è vero, ma a parte questo non sembra avere nessun'altra peculiarità. E invece Ben, pubblicitario deluso e in cerca di una boccata d'aria che gli permetta di tornare a vivere, scopre che quel "dime" è veramente straordinario e ha la capacità di spalancargli le porte di un'altra dimensione. Come Keith Winton, l'esperto di fantascienza protagonista di un altro memorabile romanzo di desideri esauditi (Assurdo universo di Fredric Brown), anche l'eroe di Jack Finney entra in un mondo dove tutto ciò che ha desiderato sembra a portata di mano. Ma, attenzione, abbiamo detto sembra: nelle storie di desideri si nasconde spesso un doppio fondo, e Finney, l'indimenticabile autore di L'invasione degli ultracorpi, sa che non è facile rivoltare la vita come un guanto. A meno che…

Il mondo sommerso

Lo scienziato Robert Kerans fa parte di una squadra di ricercatori diretta dal colonnello Riggs che ha l’incarico di perlustrare quel che resta di intere città sommerse dalle acque in seguito a una catastrofe naturale di dimensioni straordinarie. Una sessantina di anni prima delle tempeste solari hanno causato un surriscaldamento globale che a sua volta ha prodotto lo scioglimento dei ghiacci polari e quindi un innalzamento delle acque a livello planetario. Ora, con temperature roventi, tropicali anche ai poli, e in mezzo a lagune malsane, ci si trova di fronte a metropoli irriconoscibili, precipitate come sono in un’atmosfera primordiale, e ai sopravvissuti di una civiltà scomparsa, psicopatici, malnutriti, contaminati dalle radiazioni. Kerans sa che le sue rilevazioni sulle nuove forme di vita sono a questo punto del tutto prive di senso. A cosa serviranno mai infatti quando il pianeta diverrà torrido e non ci sarà più il genere umano? Per chi sa di essere destinato all’estinzione non resta che immergersi nel caos di un mondo primitivo e selvaggio, sprofondando in un abisso primigenio.
“L’albero genealogico dell’umanità si stava sistematicamente potando da solo, risalendo apparentemente alle radici e sarebbe giunto un momento in cui un secondo Adamo e una seconda Eva si sarebbero ritrovati soli in un nuovo Eden
Assieme a “Foresta di cristallo”, “Terra bruciata”, “Vento dal nulla”, “Il mondo sommerso” forma la quadrilogia catastrofista di Ballard, in cui i disastri naturali che hanno per protagonisti i quattro elementi – terra, fuoco, aria e acqua – prefigurano un mondo non poi tanto fantascientifico.

Il mondo rubato

“Ascoltami bene. Non interrompermi e non fare domande. Ho poco tempo e molte cose da dirti, tutte molto importanti, e non so se riuscirò ad arrivare alla fine: la magia di guarigione è fallita. Una lettera non basta e del resto io non sono in condizioni di scriverla. Bisogna che qualcuno vada a Pairzit e racconti quello che è successo.” Con queste ultime parole di Qoeth, rappresentante dell’Imperatore ad Attras, colpito a morte dai pirati laztebi, inizia la disperata missione del giovane Keerg, un pellegrinaggio costellato di sortilegi e battaglie, viaggi e pericoli tra le mille città e le mille razze del Mondo rubato. Un’odissea fantasy che porterà l’eroe fino ai confini del mondo, all’eterno inseguimento della danzatrice Damatria, sua compagna di avventure, una fanciulla capace di indovinare il futuro…
Copertina: Luca Michelucci
* supplemento a Urania #1358

Mondo rovente

In una città interplanetaria ancora intenta a esplorare le proprie frontiere, le figure di maggior rilievo sono quelle dei grandi mercanti: ad esempio Nicholas van Rijn e i suoi aiutanti. Gli aiutanti di van Rijn sono tre: David Falkayn e gli extraterrestri Adzel (che è lungo più di quattro metri e ricorda i draghi delle favole) e Chee Lang, appartenente a una razza di felini intelligenti. Buona parte della loro attività consiste nell’assicurarsi informazioni commerciali in anteprima, e l’informazione che esiste un pianeta vagabondo a duecento anni luce da Sol è estremamente importante per loro: soprattutto perché quel pianeta, passando accanto a un sole, libererà i minerali che contiene. Falkayn, Adzel e Chee Lang sono pronti ad affrontare qualsiasi pericolo per impadronirsi di quelle ricchezze, certo; ma se si trattasse di un pericolo assai diverso, che riguarda tutta la civiltà umana?

Un mondo nascosto

Catherine Hubbard decide di tornare nella casa della nonna Georgia, in Vermont, per cercare di riprendersi dal suo secondo divorzio. In quelle stanze piene di ricordi spera di lasciarsi alle spalle le preoccupazioni e i problemi. Catherine trova per caso i diari della nonna che le rivelano una donna molto diversa da quella che lei ha conosciuto. Le pagine ingiallite della memoria ripercorrono gli anni senza celare nulla: la passione mai sopita per Stewart, il suo primo, breve amore, e le incompremnsioni, i dubbi e i segreti che hanno segnato il suo lungo matrimonio. Catherine sente nascere un legame fortissimo con questa donna, così simile a lei, e decide di riprendere in mano la sua vita.

Un mondo impossibile

“Improvvisamente mi ritrovai a terra, la bocca piena di sangue, i polmoni senza aria. Cos’era successo? Mi avevano colpito? Ero ferito? Lasciai la spada, rotolai sulla schiena, mi passai le mani dappertutto, freneticamente, cercando una ferita. Non vedevo niente. Avevo qualcosa negli occhi. Sangue! Mi avevano colpito alla testa. Stavo morendo? ” (Christopher) Età di lettura: da 9 anni.
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IL MONDO E THORINN

Una delle più gradite sorprese riservateci negli ultimi anni è il ritorno alla fantascienza di Damon Knight, il cui talento di narratore non si è per nulla appannato col tempo: Il mondo e Thorinn è forse il romanzo più brillante che abbia scritto dopo Il lastrico dell’inferno. Giovanotto alle prime armi, Thorinn si getta a capofitto (é proprio il caso di dirlo) in un viaggio di ricerca che lo porta a scoprire l’autentica realtà del mondo in cui vive. Ed ecco, in un ideale sommario, le principali avventure di Thorinn alle prese con i misteri della sua terra: 1.Scopre di non essere il figlio di suo padre e precipita nel Mondo di Sotto; 2.”Cade” in Paradiso e si accorge quanto sia più facile entarvi che uscirne; 3.E’ ospite di un branco di demoni e li ripaga di egual moneta; 4.Viene fatto prigioniero su una macchina volante che lo porta sempre più giù nel Mondo di Sotto; 5.Infine, si vede offrire il mondo a un certo prezzo e scopre… il suo vero nome. Non perdete questo romanzo!

Il mondo dopo l’uomo. Tecnica e violenza

In questo libro Günther Anders, uno dei più significativi pensatori del Novecento, pone il lettore di fronte ad un’evidenza: con l’avanzamento della tecnica l’uomo sta mettendo in pericolo la sua esistenza. Anzi, lo ha già fatto attraverso i tragici avvenimenti delle guerre mondiali, della guerra in Vietnam e dello sgancio della bomba atomica. Se l’uomo, peccando di un ingenuo antropocentrismo, credeva di poter dominare la natura attraverso la tecnica, ora la situazione è rovesciata. Non è più l’uomo il soggetto della storia, bensì la tecnica. Quest’ultima è già oltre ciò che l’uomo potesse immaginare. L’essere umano ha i mezzi per autodistruggersi ed egli ha dato prova di poterlo fare senza rendersene conto. La denuncia di Anders è radicale e fa appello alla necessità di riflettere sulla situazione in cui si trova l’uomo nel mondo che egli stesso ha prodotto e nel tempo da lui definito come terza rivoluzione industriale. In questo tempo l’uomo è giunto ad una pericolosa scissione tra ciò che egli è in grado di produrre e le conseguenze ormai non più immaginabili della sua produzione.
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