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Ai trenta all’ora

Dall’autrice di “Piccoli doni” e di “Non si sa mai” un romanzo che esalta la letteratura del gesto quotidiano e che ritrae, dipingendo uno spaccato su Elena e Andrea, quel mondo moderno che si può riconoscere così bene, in tutte le sue peculiarità, solo quando è raccontato. Per scoprire che a volte capita a tutti di ” *vivere ai trenta all’ora* “.

Ai tempi di Anais

Non era che un uomo al volante di una macchina, in una sera di pioggia gelida, prima nel traffico luminoso di Parigi, poi nelle vie della periferia, infine sulla strada provinciale dove altre automobili passavano fra due grandi baffi d'acqua. Aveva visto dei cartelli indicatori, senza leggerli, prima d'ingolfarsi in quella foresta immensa dove gli abeti formavano una grande volta sopra di lui. Egli era il centro eccitato, dolente del mondo, e ogni goccia d'acqua che il tergicristallo spazzava via era un astro; la pioggia obliqua che sembrava inghiottita dai fari era formata da milioni di stelle. Gli altri fari – quegli occhi glauchi che sulla strada uscivano dall'oscurità e vi si precipitavano con un rombo sordo – erano, come lui stesso, meteore che continuavano la loro corsa affannosa nell'infinito.

Ahi serva Italia. Un appello ai miei concittadini

“Il discorso è angoscioso, ma mi sembra giusto farlo, dal momento che sulla questione ho riflettuto molto e riguarda noi tutti. Perché siamo caduti così in basso? Non per orgoglio né per presunzione, ma per ‘disperazione sociale’ mi rivolgo ai miei concittadini per esortarli a fare uno spietato esame critico della coscienza civile evitando ogni formula consolatoria. E la premessa per uscire dall’abisso.” Un uomo e un intellettuale che è stato grande protagonista del dibattito pubblico passa a tutti gli Italiani il suo testimone, in pagine memorabili e di raro impegno. Paolo Sylos Labini, uno dei maggiori intellettuali italiani, è considerato economista di fama mondiale.
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Agura trat

Come fa un timido signore in pensione ad attaccar discorso con la vedova dei suoi sogni la quale, al piano di sotto, non parla amorosamente che con la sua tartaruga? Per fortuna, la tartaruga Alfio non cresce abbastanza, e il timido signore ha il modo così di insegnare all’amata un metodo infallibile per raddoppiare le dimensioni dell’animale: si comincia col pronunciare il nome tartaruga alla rovescia, “agura trat”; e poi… Poi c’è sotto un piccolo imbroglio, ma servirà a rendere felici due persone! Età di lettura: da 6 anni.
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Agonia Della Terra

“Tutto il paesaggio attorno a Middletown era scomparso. I campi verdi, il fiume, le vecchie fattorie sparse qua e là, tutto era scomparso. Ora, pianure desolate di una terra color giallo ocra, si stendevano fino a una catena di monti frastagliati che non erano mai esistiti prima. Il vento soffiava su quel mondo nudo e senza vita…”. Questa la situazione che gli abitanti di una piccola città americana si trovano di colpo a dover affrontare. Ma, risolto l’enigma, dovranno ancora combattere una lunga battaglia per la sopravvivenza loro e del loro mondo condannato.

Agguato ai Nibelunghi

Quando Galia, un’agente speciale israeliana impegnata in una pericolosa missione in Turchia, viene catturata dalle autorità locali, Alex Bartal, che dirige la divisione operativa del Mossad dal quartier generale di Glilot, decide di intervenire per salvare la vita della coraggiosa collega. Questa vicenda non solo scatena un’ulteriore crisi in Medio Oriente ma è anche l’inizio di una misteriosa catena di delitti: uno dopo l’altro, infatti, molti agenti israeliani “dormienti”, appartenenti al cosiddetto “Anello dei Nibelunghi”, vengono eliminati. Si tratta di uomini e donne che vivono e lavorano nelle principali città europee. Hanno una copertura perfetta, agiscono da soli e possono rimanere inattivi per anni ed entrare improvvisamente in azione. Non si conoscono tra loro e nessuno sa chi siano tranne chi li comanda, la cui identità è custodita gelosamente dal capo del Mossad. Convinto che tra i Nibelunghi si nasconda una talpa, Alex Bartal parte alla volta di Berlino per incontrare questo misterioso personaggio, ma l’uomo scompare subito dopo in circostanze oscure. Ha così inizio per Alex una corsa contro il tempo per anticipare le mosse del traditore che continua inesorabile a lasciarsi alle spalle una lunga scia di sangue. Agguato ai Nibelunghi è un thriller dall¿ottimo ritmo in cui l’attualità si mescola al passato dell’Olocausto, con uno stile incisivo e un protagonista che non nasconde le proprie debolezze, particolare che aggiunge alla narrazione incalzante, di stampo cinematografico, un elemento emotivo e romantico.
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### Sinossi
Quando Galia, un’agente speciale israeliana impegnata in una pericolosa missione in Turchia, viene catturata dalle autorità locali, Alex Bartal, che dirige la divisione operativa del Mossad dal quartier generale di Glilot, decide di intervenire per salvare la vita della coraggiosa collega. Questa vicenda non solo scatena un’ulteriore crisi in Medio Oriente ma è anche l’inizio di una misteriosa catena di delitti: uno dopo l’altro, infatti, molti agenti israeliani “dormienti”, appartenenti al cosiddetto “Anello dei Nibelunghi”, vengono eliminati. Si tratta di uomini e donne che vivono e lavorano nelle principali città europee. Hanno una copertura perfetta, agiscono da soli e possono rimanere inattivi per anni ed entrare improvvisamente in azione. Non si conoscono tra loro e nessuno sa chi siano tranne chi li comanda, la cui identità è custodita gelosamente dal capo del Mossad. Convinto che tra i Nibelunghi si nasconda una talpa, Alex Bartal parte alla volta di Berlino per incontrare questo misterioso personaggio, ma l’uomo scompare subito dopo in circostanze oscure. Ha così inizio per Alex una corsa contro il tempo per anticipare le mosse del traditore che continua inesorabile a lasciarsi alle spalle una lunga scia di sangue. Agguato ai Nibelunghi è un thriller dall¿ottimo ritmo in cui l’attualità si mescola al passato dell’Olocausto, con uno stile incisivo e un protagonista che non nasconde le proprie debolezze, particolare che aggiunge alla narrazione incalzante, di stampo cinematografico, un elemento emotivo e romantico.

Agente 064: operazione Demoni

L’espressione *action packed* è usata in inglese per definire quei romanzii o quei film così densi di movimento e gremiti di azioni spettacolari , da garantire il lettore contro ogni minaccia di vuote chiacchere e astratte digressioni. Il romanzo di Laumer che oggi ristampiamo corrisponde perfettamente a questa definizione: dal momento in cui il generale Bravais arriva in missione a Tamboula, gli avvenimenti si inseguono senza concedere né a lui né al lettore (e tantomeno ai Demoni) un solo istante di tregua.
**Ristampa del n. 443*

After dark

Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all’alba. Dalla mezzanotte alle sette del mattino, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. All’Alphaville, un love hotel gestito da Kaoru, un’ex campionessa di lotta libera, una giovane prostituta cinese viene picchiata da un cliente che poi fugge. In una caffetteria poco distante, Mari, una diciannovenne studentessa di cinese in cerca di solitudine, sta leggendo un libro; Takahashi, un giovane musicista jazz disinvolto e chiacchierone, vorrebbe attaccare discorso ma si scontra con la sua reticenza. Tuttavia, quando Kaoru cerca qualcuno che faccia da interprete alla prostituta ferita, Takahashi, che con il suo gruppo sta provando in uno scantinato vicino all’albergo, le suggerisce di rivolgersi alla giovane. Mari viene cosi a contatto con un ambiente a lei estraneo, ma paradossalmente riesce a comunicare con le persone che vi incontra in modo spontaneo e profondo: per la prima volta vince la riluttanza a parlare di Eri, la sorella maggiore, caduta in un letargo volontario dal quale non sembra volersi svegliare. L’immagine della bellissima ragazza che sta per essere inghiottita nel nulla attraverso lo schermo di un televisore apre un pericoloso spazio onirico nel quale rischia in ogni momento di scivolare la realtà.
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After

Elizabeth ha appena festeggiato i diciotto anni con i suoi migliori amici sullo yacht di famiglia. Durante la notte qualcosa la sveglia. Colpi sullo scafo, da fuori, a pelo d’acqua. Liz esce a guardare¿ In mare c’è un cadavere. Il suo. Mentre si osserva galleggiare con un senso di straniamento e vertigine, la raggiunge Alex, un suo compagno di scuola morto un anno prima. Insieme, i due cercano di capire perché non sono andati “oltre”, perché vagano sulla Terra senza poter comunicare con nessuno eppure vedendo e ascoltando tutto, e per colpa di chi sono morti. Elizabeth assiste così alle indagini sul suo omicidio, e scoprirà che tutti, a cominciare dai suoi genitori, sua sorella e il suo fidanzato, nascondono dei segreti. Che forse sarebbe stato meglio non svelare…

Afrodite: Costumi antichi

Ambientato ad Alessandria al tempo degli ultimi Tolomei, il romanzo racconta l’amore tempestoso tra Criside, una cortigiana, e lo scultore Demetrio. Galilea di origine e dai lunghi capelli d’oro (fonte del suo soprannome greco), Criside è orgogliosa della sua bellezza e della sua abilità a vincere la devozione e il servilismo degli uomini. Demetrio, da parte sua, è adorato dalle donne del paese, ma si è stancato della loro devozione tanto da arrivare a preferire la statua da lui scolpita della dea Afrodite e la modella che ha posato per realizzarla, la regina Berenice. Criside è l’unica donna che non si cura di lui; accecato dal desiderio di vincere la sua resistenza, Demetrio è spinto a commettere un furto e un omicidio per lei, al fine di ottenere i tre oggetti che esige in cambio per concedere il suo corpo: lo specchio d’argento di una cortigiana rivale, il pettine d’avorio di una sacerdotessa egiziana, e la collana di perle che adorna l’immagine di culto nel tempio di Afrodite, commettendo anche un atto sacrilego essendo questi gli oggetti cari alla dea.

Africa Orrenda

Giù dai ghermiti scanni,Razza maligna, inetta,Che fra venali inganniPompeggiandoti abjetta,Raccogli infami fruttiDal disonor di tutti! Ah! non bastò di questaPatria incestare il seno?La veneranda testaPremer di giogo osceno?Offrir nudo il materno Fianco al barbaro scherno? Ond’ella, a regnar nata,Con tremulo ginocchioSegue, putta spregiata,Il tenebroso cocchio,Su cui breve fortunaDue manigoldi aduna.
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L’affare dell’anima e altri racconti

Tutti i testi qui presentati o sono inediti o apparvero solo su riviste, e non entrarono a far parte delle raccolte dei racconti pubblicati, come I ventitre giorni della città di Alba oppure Un giorno di fuoco. La loro «riscoperta» si deve al paziente e complesso lavoro filologico di Maria Corti e della sua équipe, che recentemente ha curato per Einaudi, nella NUE, l’edizione critica dell’intera opera dello scrittore. Sono racconti, talora abbozzi di racconti che confluiranno poi in altre opere narrative di vario periodo, compresi comupque nell’arco che va dal ’54 al ’62-63, anno della morte di Fenoglio. Quasi sempre di ambiente langarolo, trattano alcuni temi ricorrenti nella sua letteratura: storie di povere esistenze paesane, legate al mondo della Malora, come Alla Langa, L’esattore, L’affare dell’anima; simboli che ritornano, come la morte per annegamento, ne Il Gorgo. Alla Langa fu pubblicato anonimo nel’ 54, sul «Caffè», rubrica dell’Autore velato, e attribuito ad «uno scrittore all’incirca trentenne, che ha già pubblicato due libri, commerciante, alto un metro e ottanta»; nel frammento Senza titolo, invece, narra dell’incontro tra due ex partigiani ad una ventina d’anni di distanza dalla lotta clandestina, e da alcuni elementi che caratterizzano il personaggio di Nick, traspare abbastanza chiaramente lo stesso Fenoglio. Completa infine questo volume un progetto di sceneggiatura narrativa, che documenta la varia ed intensa attività di Fenoglio negli ultimi anni; progetto di lavoro cinematografico su temi contadini, a metà strada tra l’appunto di sceneggiatura ed il frammento narrativo. Materiali preziosi che documentano il gusto per i dialoghi che Fenoglio andava affinando con lo studio della letteratura anglosassone e che meglio evidenziano il suo sotterraneo lavoro di sperimentazione e di rinnovamento.

L’Affaire Saint-Fiacre

«La contessa di Saint-Fiacre teneva ancora la faccia tra le mani. Era rigida, immobile, come la maggior parte delle altre vecchie. «“Ite missa est… La messa è finita…”. «Solo allora Maigret capì quanto era stato angosciato. Quasi non se n’era reso conto. Senza volerlo sospirò di sollievo […]. «Ancora tre persone… Due… Qualcuno spostò una sedia… Rimaneva solo la contessa, e Maigret ebbe un fremito d’impazienza… «Il sacrestano, che aveva concluso il suo compito, gettò uno sguardo alla signora di Saint-Fiacre, e un’espressione dubbiosa gli si dipinse sul volto. In quel medesimo istante il commissario avanzò. «Giunti accanto a lei, rimasero entrambi stupiti di quell’immobilità e cercarono di vedere il volto che le mani giunte continuavano a nascondere. «Turbato, Maigret le sfiorò una spalla. Il corpo vacillò, come se fino a quel momento fosse stato sorretto da un filo, poi rotolò a terra e rimase inerte. «La contessa di Saint-Fiacre era morta».

L'affare Saint-Fiacre (titolo originale francese L'affaire Saint-Fiacre, pubblicato in traduzione italiana anche coi titoli Maigret e il caso Saint-Fiacre e Il caso Saint-Fiacre) è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
È il tredicesimo romanzo dedicato al personaggio del celebre commissario.