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Come dimagrire senza soffrire

«Io sono contrario alle costrizioni. Chi mangia troppo lo fa perché è insoddisfatto e placa le proprie frustrazioni a tavola. Per cambiare bisogna avere interessi, amare, fare l’amore, ma soprattutto innamorarsi di se stessi. Basta giudicarsi, basta punirsi, riscopriamo il piacere. Appagando i sensi in modo diverso.
Raffaele Morelli

Comandante Che Guevara

Il volume si compone di due documenti: “Hasta la victoria siempre!” è il discorso pronunciato da Fidel Castro in memoria del Che in Plaza de la Revoluciòn, il 18 ottobre 1967. Il Caudillo Rosso, rievoca la gioventù del compagno di battaglia e la sua scelta di abbandonare la medicina “perché bisogna impegnarsi per salvare l’umanità tutta intera e non una persona per volta” ripercorre gli anni della guerriglia e della lotta clandestina, fino alla vittoria clandestina, fino alle vittoria della rivoluzione. Completa il libro il testo di Comandante Che Guevara, la celebre canzone di Carlos Puebla diventa una sorta di inno per quella generazione che ha sognato (e sogna ancora) di cambiare il mondo.
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Comandante ad Auschwitz

«Höss è stato uno dei massimi criminali mai esistiti, ma non era fatto di una sostanza diversa da quella di qualsiasi altro borghese di qualsiasi altro paese; la sua colpa, non scritta nel suo patrimonio genetico né nel suo esser nato tedesco, sta tutta nel non aver saputo resistere alla pressione che un ambiente violento aveva esercitato su di lui, già prima della salita di Hitler al potere… Si spandono oggi molte lacrime sulla fine delle ideologie; mi pare che questo libro dimostri in modo esemplare a che cosa possa portare un’ideologia che viene accettata con la radicalità dei tedeschi di Hitler, e degli estremisti in generale. Le ideologie possono essere buone o cattive; è bene conoscerle, confrontarle e cercare di valutarle; è sempre male sposarne una, anche se si ammanta di parole rispettabili quali Patria e Dovere».
Primo Levi
Prefazione
Capitolo I: Infanzia e giovinezza: 1900-1916.
Capitolo II: Volontario di guerra: 1916-1918.
Capitolo III: Il Corpo volontario e il Fememord. 1919-1923.
Capitolo IV: Nel penitenziario brandeburghese: 1924-1928.
Capitolo V: Dopo il rilascio. Dagli Artamani alle SS: 1929-1934.
Capitolo VI:Il campo Dachau: Blockführer e Rapportführer: 1934-1938.
Capitolo VII: Aiutante e Schutzhaftlagerführer nel campo di Sachsenhausen: 1938-1940.
Capitolo VIII: Comandante ad Auschwitz: 1940-1943.
Capitolo IX: Capo servizio all’Ispettorato dei campi di concentramento Novembre 1943, maggio 1945.
Capitolo X: Dopo il crollo: 1945-1947.
Appendice
I. La «soluzione finale della questione ebraica»
II. Heinrich Himmler, Reichsführer delle SS.
III. Eichmann, Obersturmbannführer delle SS e capo della Sezione ebraica IV B4 dell’Alto Comando per la Sicurezza del Reich (RSHA)
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### Sinossi
«Höss è stato uno dei massimi criminali mai esistiti, ma non era fatto di una sostanza diversa da quella di qualsiasi altro borghese di qualsiasi altro paese; la sua colpa, non scritta nel suo patrimonio genetico né nel suo esser nato tedesco, sta tutta nel non aver saputo resistere alla pressione che un ambiente violento aveva esercitato su di lui, già prima della salita di Hitler al potere… Si spandono oggi molte lacrime sulla fine delle ideologie; mi pare che questo libro dimostri in modo esemplare a che cosa possa portare un’ideologia che viene accettata con la radicalità dei tedeschi di Hitler, e degli estremisti in generale. Le ideologie possono essere buone o cattive; è bene conoscerle, confrontarle e cercare di valutarle; è sempre male sposarne una, anche se si ammanta di parole rispettabili quali Patria e Dovere».
Primo Levi
Prefazione
Capitolo I: Infanzia e giovinezza: 1900-1916.
Capitolo II: Volontario di guerra: 1916-1918.
Capitolo III: Il Corpo volontario e il Fememord. 1919-1923.
Capitolo IV: Nel penitenziario brandeburghese: 1924-1928.
Capitolo V: Dopo il rilascio. Dagli Artamani alle SS: 1929-1934.
Capitolo VI:Il campo Dachau: Blockführer e Rapportführer: 1934-1938.
Capitolo VII: Aiutante e Schutzhaftlagerführer nel campo di Sachsenhausen: 1938-1940.
Capitolo VIII: Comandante ad Auschwitz: 1940-1943.
Capitolo IX: Capo servizio all’Ispettorato dei campi di concentramento Novembre 1943, maggio 1945.
Capitolo X: Dopo il crollo: 1945-1947.
Appendice
I. La «soluzione finale della questione ebraica»
II. Heinrich Himmler, Reichsführer delle SS.
III. Eichmann, Obersturmbannführer delle SS e capo della Sezione ebraica IV B4 dell’Alto Comando per la Sicurezza del Reich (RSHA)

Com’era lassù e altri racconti

Una ventina di anni fa, Edmond Hamilton, specialista in avventure galattiche libere da ogni preoccupazione di verosimiglianza, si provò a scrivere una storia completamente diversa. La scrisse e se la vide respingere da tutte le riviste a cui l’offrì. “Troppo crudele” gli dissero. “Al pubblico non piacerebbe”. Pubblicato oggi, dopo un lungo soggiorno in un cassetto, *Com’era lassù* è stato accolto come un piccolo gioiello della letteratura fantascientifica; Urania è lieta di offrirlo ai suoi lettori in una cornice d’eccezione, che comprende, fra l’altro, una paradossale “variante” sul viaggio di Colombo verso le Indie, una memorabile figura di capitano spaziale, e una ipotesi sul mondo degli impiegati, che non mancherà di far venire i brividi a quanti lavorano in ufficio.
Contenuto del volume:
* Com’era lassù- (What’s it like out there? – 1962) di Edmond Hamilton
* Un problema di traduzione (Three-part puzzle – 1962) di Gordon R. Dickson
* I ragazzi di Ridgeville (Junior Achievement – 1962) di William Lee
* Il dio del 36° piano (The God of the 36th floor – 1962) di Herbert D. Kastle
* La via delle Indie (Sail On! Sail On! – 1962) di Philip J. Farmer
* Cilindro di comando (Camouflage – 1953) di Henry Kuttner

Colui che sussurrava nel buio

I tre racconti, inediti in Italia, che presentiamo, sono non solo tra i più celebri ma anche tra i più caratteristici di Lovecraft; i foschi paesaggi della Nuova Inghilterra, le antiche case della Boston puritana, il ricordo incombente dei processi alle streghe, le “presenze” extraumane o subumane che gettano a poco a poco il terrore fra gli uomini, tutti i temi cari a questo straordinario pittore dell’ignoto, sono qui rappresentati in una personalissima, allucinata galleria.
Contiene:
COLUI CHE SUSSURRAVA NEL BUIO – The Whisperer in darkness
IL MODELLO DI PICKMAN – Pickman’s model
IL COLORE VENUTO DAL CIELO – The color out of space
SPREZZO DEL PERICOLO – The Prize of Peril
ROBERT SHECKLEY
Copertina: Karel Thole

Colui che apre la via

I primi racconti, perlopiù provenienti dalle pagine di Weird Tales, dello scrittore destinato, di lì a pochi anni, a diventare uno dei maestri dell’horror, col suo indimenticabile Psycho, portato sullo schermo da Alfred Hitchcock. Sono racconti che risentono moltissimo dell’influenza del suo mentore e amico H.P. Lovecraft, a cui Bloch si ispirava.
Sono in tutto 21 racconti scritti tra il 1934 e il 1945: Il festino nell’abbazia – Il divoratore giunto dalle stelle – Il nano – Il Dio senza volto – Colui che Apre la Via – Il demone oscuro – La madre dei serpenti – Il segreto di Sebek – Gli occhi della mummia – Schiavo delle fiamme – Ritorno al Sabba – I canarini del mandarino – Scarabei – Il museo delle cere – Lo strano volo di Richard Clayton – Il mantello – Il sigillo del destino – L’onorario del violinista – La casa dell’ascia – Sinceramente vostro, Jack lo Squartatore – Solo andata.

La colubrina ovvero L’assedio della fortuna

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E’ il 1422, guerra dei Cent’anni. Durante l’assedio delle truppe inglesi al castello di Clericourt, due uomini si incontrano e si affrontano. Una strana partita a scacchi, una grossa parrucca bionda, una misteriosa colubrina (un cannone a mano) e un pestifero ragazzo in grado di compiere miracoli giocano ruoli importanti nella sfida avvincente e simbolica che ne scaturisce. Ma i veri eroi di questa avventura si riveleranno la fortuna e il caso. Nello stile elegante, semplice ma immaginifico di Michel Tournier, un racconto filosofico che ha la leggerezza di una favola.
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Un colpo di vento

Cosa spinge uno stimato e irreprensibile medico di paese ad ammazzare la moglie a colpi d’ascia dopo quarant’anni di matrimonio? E come si può consumare un delitto tanto efferato in un’atmosfera di calma apparente? Muove da qui il racconto di Ferdinand von Schirach, da situazioni di normalità in cui un colpo di vento può scatenare una follia criminale. Dalla sua posizione privilegiata di avvocato penalista, l’autore osserva quotidianamente gli orrori e le violenze della vita di tutti i giorni. Spacciatori, prostitute, skinhead, ma anche famiglie aristocratiche, ricchi uomini d’affari e insospettabili guardiani di museo diventano così i protagonisti di vicende semplicemente inspiegabili dalla ragione. L’avvocato von Schirach rivela un eccezionale talento narrativo: entrando in punta di piedi nelle vicende che racconta, riesce a mostrarcele sotto una nuova luce, invitandoci a rivedere i pregiudizi sui criminali e sulle cause delle loro azioni, e a riflettere sul labile confine fra il bene e il male.
(source: Bol.com)

Un colpo di fortuna

Robb è un giovane insegnae squattrinato, ma la tragica perdita dei genitori in un incidente gli permette – grazie al premio dell’assicurazione – di realizzare il suo sogno: diventare avvocato. In pochi anni, la sua vita si trasforma radicalmente: ha sposato la dolce e sofisticata figlia del proprietario dello studio legale in cui lavora, vive nella spaziosa casa del suocero, ha una bella bambina e gli affari vanno a gonfie vele. Ma all’improvviso la fortuna gli volta le spalle, presentando un conto molto salato da pagare…

I colpevoli hanno paura

In I colpevoli hanno paura è evidente una certa parentela di Chase con Raymond Chandler, evidente soprattutto nella protagonista e in Lew Brandon, l’investigatore di Los Angeles che sembra un Philip Marlowe nel quale si sia spento l’ultimo bagliore di fiducia nel genere umano. Chiamato a Saint Raphael dal socio Jack Sheppey, Brandon viene invitato dalla polizia a identificare un uomo che è stato trovato in una cabina, sulla spiaggia, ucciso con un uncino da ghiaccio. Il morto è Sheppey, e da questo momento Lew si tuffa nelle indagini, facendone un caso personale, tanto più accanitamente, in quanto sente l’ostilità della polizia in una città dominata da persone e interessi che non hanno nulla a che fare con la giustizia. Spericolato e sottile insieme, Brandon è un personaggio fatto per piacere tanto ai fans di Mike Hammer, quanto ai nostalgici di Sherloch Holmes: i suoi ardimenti mozzano il fiato, le sue deduzioni non fanno una grinza, e la conclusione della vicenda, se pure un po’ amara, lascia pienamente convinti.
Copertina di Oliviero Berni

Colpevole o innocente

Avvocato penalista specializzata in casi insabbiati dalla polizia, Bennie Rosato ha avuto modo di conoscere anche i più devianti aspetti della natura umana. Ma niente l’ha preparata a quel che l’aspetta dietro le sbarre della prigione di massima sicurezza di Filadelfia. Accusata di aver ucciso il suo compagno, poliziotto pluridecorato, Alice Connolly da anni si dichiara innocente e, soprattutto, è l’esatta copia di Bennie. E quel che la donna dice all’avvocato al momento dei saluti è davvero sconvolgente: “Sono felice di conoscerti, sorella… gemella”. Sarà vero? Lisa Scottoline, avvocato e autrice di legal thriller, è stata insignita dell’Edgar Allan Poe Award.

Le colpe dei padri

Wendy Hanniford era una giovane, attraente prostituta, trovata morta in un appartamento del Greenwich Village: tutti gli indizi portano all’uomo con cui divideva l’appartamento, trovato in strada coperto del suo sangue; il giovane si toglie la vita in carcere dopo l’arresto, e il caso, per la polizia di New York, è chiuso. Ma il padre della ragazza vorrebbe riaprirlo: così si rivolge a Scudder. Il suo intento non è quello di inchiodare il presunto colpevole, ma di indagare sulla vita della figlia scomparsa, che ormai gli appare come un’estranea. Il detective si profila subito come un personaggio atipico.
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Colossus

Gli uomini non sono perfetti: i generali possono fare un colpo di stato il Presidente può impazzire il pilota di un bombardiere atomico può interpretare male un ordine gli addetti alle stazioni radar possono perdere la testa. L’ideale sarebbe dunque affidare tutti i complicatissimi e delicatissimi problemi della “difesa” a un cervello che non conosce paura, incertezza, rimorso, pietà, a una macchina infallibile a Colossus…

La colonia dei micronauti

Quando la popolazione della Terra è ridotta alla fame da una serie di disastri ecologici, un gruppo di scienziati inventa la miniaturizzazione umana. L’idea è che dei corpi 35 volte più piccoli del normale troveranno abbondantemente di che vivere in un orto, un frutteto, un giardino. Ora quel tema affascinante (Micronauti in giardino, Urania 748) viene ripreso e sviluppato in una sorta di odissea lillipuziana, dove un gruppo di uomini e donne tentano di sottrarsi al controllo dittatoriale del laboratorio grande, per creare una microsocietà di liberi pionieri e coloni. È una sfida non solo contro le autorità, ma contro la natura stessa, che a questi livelli minimi ridiventa spietata, feroce, irta di trappole mortali e di nemici giganteschi e terrorizzanti.
Copertina di Karel Thole

I coloni di Morrow

Nel corso della Seconda Espansione, quando l’Uomo non aveva ancora imparato a dominare le velocità maggiori della luce, molte astronavi si persero ai remoti confini della Galassia; e i loro equipaggi, atterrando su pianeti sconosciuti, fondarono colonie che restarono per secoli e secoli ignote al resto dell’umanità. Ancora oggi accade perciò che astronavi mercantili, o della Flotta da Guerra, o del Servizio di Esplorazione Spaziale, scoprano una di quelle “Colonie Perdute” e si trovino di fronte a problemi umani (o sovrumani… o sub-umani…) di soluzione particolarmente difficile. Ma il ben noto comandante John Grimes una soluzione finisce per trovarla sempre: contro tutti e – a volte – contro tutte…
Copertina di Karel Thole