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Negli occhi del lupo

Brianna O’Malley ha diciannove anni e un grave problema: non perdere il ranch che i genitori hanno lasciato in eredità a lei e ai suoi cinque fratelli minori. Purtroppo la faccenda butta davvero male. Infatti, in una terra priva di legge quale il Far West, una ragazza orfana e indifesa, per quanto determinata, può ben poco contro un ricco e potente proprietario terriero pronto a tutto pur di mettere le mani sulla proprietà dei sei giovani fratelli. A Brianna, disperata, non resta che pregare Dio perché le mandi un aiuto… e una supplica tanto accorata non rimane inascoltata. La risposta alle sue preghiere giunge nel villaggio all’improvviso e dal nulla, sotto le attraenti spoglie di un enigmatico mezzosangue fiero e coraggioso, dal passato torbido e misterioso quanto il suo vero nome: di lui, si sa solo che si fa chiamare Lupo. Con Lupo al suo fianco, Brianna sa di essere ormai pronta ad affrontare ogni difficoltà, ogni battaglia, ogni tempesta… anche quella che inevitabilmente giungerà a travolgerle il cuore e i sensi nel vortice di un amore appassionato e inestinguibile.

Necroprocessori

Montreal, Canada. Sophie è una studentessa di colore, riservata, introversa, ma innocentemente aperta a nuove esperienze. Un giorno, attirata da un possibile legame affettivo maturato “chattando” su Internet, la ragazza si reca a un appuntamento col suo spasimante “virtuale”… e sparisce nel nulla. Qualche settimana più tardi, il commissario Eric Brenner dell’Europol assiste agghiacciato alla messa on line dell’agonia e della morte di Sophie, orrendamente trucidata in un snuff-movie offerto all’asta sui siti clandestini del Web. Un serial killer telematico si sta dunque aggirando tra Europa, Stati Uniti e Canada, mietendo vittime al solo scopo di “piazzarle” sul circuito globale della Rete.
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Le nebbie di Afra

Sono stati necessari otto lunghi anni, ma ormai l’impresa è compiuta: il giovane Elias ha finalmente appreso da Derbeer la reale portata delle sue arti magiche e ormai è pronto per fare ritorno ad Afra. Con la magica Pietra degli Elementi, i due dissolvono la cortina di nebbie creata per nascondere la fortezza di Sarkvendal e, una volta all’interno, Elias, attratto da una forza misteriosa, ritrova la corona di Afra e la magica gemma del Mago Derbeer. Ecco finalmente che il destino sembra dargli la possibilità di liberare la sua terra e di riprendere il trono. Ma gli eserciti fedeli di Afra dovranno combattere duramente contro quelli della malefica Soth perché il destino si possa compiere.
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Nebbia sul ponte di Tolbiac

Quando Nestor Burma riceve una misteriosa richiesta d’aiuto dall’ospedale della Salpêtrière, si precipita sul posto a dare un’occhiata. Ma è troppo tardi: Abel Benoit, un vecchio anarchico, è morto prima di poter parlare con lui. Cosa aveva da dirgli? E perché il mondo dell’anarchismo parigino, con il quale Burma è stato intimamente coinvolto, non è più quello di una volta? Che fine hanno fatto i suoi vecchi amici? Forse qualche indizio può fornirlo Bélita Moralés, seducente gitana che a sua volta nasconde tanti segreti e ha alle spalle una vicenda familiare dai risvolti inaspettati. O forse la pista giusta è legata a un altro caso: la scomparsa, avvenuta nel 1936 nei dintorni del ponte di Tolbiac, di una grossa somma di denaro. È un’inchiesta dura e dolorosa, quella che attende Nestor Burma. Ed è ambientata nel XIII arrondissement, il quartiere dove ha trascorso la sua adolescenza misera ma ricca d’ideali: un luogo pieno di ricordi, dove il passato spunta fuori all’angolo di ogni strada. Un’indagine durante la quale si imbatterà nell’amore e nella morte e dalla quale uscirà scosso come non mai. Nebbia sul ponte di Tolbiac è unanimemente considerato il capolavoro di Léo Malet, e le sue sono pagine fra le più felici del noir europeo. ‘Malet è, giustamente, ritenuto fra le voci più alte del noir francese’. Giancarlo De Cataldo ‘Maestro del noir, Malet è giudicato, non a torto, migliore di Simenon’. Corrado Augias ‘Malet ha ceduto al suo alter ego Burma molto di sé, non soltanto l’amore per le pipe taurine: la predilezione del vizio sulla virtù, l’indipendenza non negoziabile, la scorrettezza politica’. Roberto Iasoni, ‘Corriere della Sera’ ‘Uno dei detective più riusciti del noir novecentesco. Un classico. E basta’. Fabrizio d’Esposito, ‘il Fatto Quotidiano’ ‘Funziona ancora, non per nostalgia ma per la singolare miscela di cinismo e ironia del monologare di Burma e per la qualità delle sue figure’. Tiziano Gianotti, ‘D – la Repubblica’ ‘Solo da morto gli fu tributata la caratura letteraria che si meritava, non inferiore a quella di Simenon’. Bruno Ventavoli, ‘TTL – la Stampa’

(source: Bol.com)

Né qui né altrove

Né qui né altrove: Una notte a Bari by Gianrico Carofiglio
È forse il bisogno di riparare all’errore della distrazione il filo rosso che unisce luoghi e personaggi di Né qui né altrove: la storia di un’amicizia al maschile che attraversa il tempo e pone i protagonisti di fronte all’esigenza di archiviare un modo d’essere.Paola Ciccioli, “Panorama”Né qui né altrove è una riflessione sul difficile combinarsi di geografia, tempo e destino: sull’appartenenza e sui confini, sulla memoria e sulle storie.Margherita Losacco, “Alias”L’incontro di tre amici che non si vedevano da vent’anni si trasforma in una notte in giro per la città, tra ricordi e svelamenti, verso una nuova coscienza di sé.Claudia Rocco, “Il Messaggero”La trasformazione di un luogo e con esso della sua gente. L’occasione per recuperare un’istantanea di come eravamo e sovrapporla a cosa si è diventati oggi. Presente e passato, realtà e illusioni.Olga Mugnaini, “La Nazione”Né qui né altrove è una guida sentimentale della città di Bari in forma di romanzo. O anche un romanzo notturno che contiene al suo interno una preziosa mappa emotiva della città. O ancora l’invenzione squisitamente letteraria di un luogo che esiste, ma è altro da quello che scaturisce dalla pagina.Santa Di Salvo, “Il Mattino”Il successo di questo libro sta proprio nel gioco di Carofiglio di illudere il lettore di star ascoltando una confessione sulla sua vita di romanziere per poi, nei punti cruciali, ricordare la sua inclinazione per bugie e menzogne.Francesco Longo, “il Riformista”

Il Navigatore

Una ventina di persone imbarcate sullo yacht del vecchio miliardario Magnusson credono di partire per una crociera nel Pacifico. Il vero scopo del loro viaggio è invece la ricerca dell’isola sacra dei grandi navigatori polinesiani, misteriosamente ignorata da tutte le carte nautiche del globo. Si tratta dunque di una spedizione scientifica che raccoglie uomini e donne di diverse età sotto la guida dell’oceanologo Gunnar Thorkild, suggestivo personaggio metà polinesiano e metà norvegese. Per ragioni che il mondo non ha mai saputo, solo uno di loro riapparirà dopo qualche mese, impazzito e quasi irriconoscibile, in un’isola delle Raivavae. Degli altri e della loro grossa imbarcazione non si saprà più nulla. […] Il loro incredibile segreto è nascosto in queste pagine.

Navi Fantasma

Equipaggi scomparsi nel nulla. Vascelli abbandonati alla deriva. Misteriose presenze che risalgono dai fondali oceanici. Navi fantasma che percorrono in eterno rotte solitarie. Sottomarini mai più emersi dagli abissi.
Una panoramica su queste e altre leggende dei mari.
Dieci irrisolti misteri degli abissi.
Copertina di Luca Morandi, prefazione di Davide Mana.
* * *
Il blog dell’autore: http://alessandrogirola.me/
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### Sinossi
Equipaggi scomparsi nel nulla. Vascelli abbandonati alla deriva. Misteriose presenze che risalgono dai fondali oceanici. Navi fantasma che percorrono in eterno rotte solitarie. Sottomarini mai più emersi dagli abissi.
Una panoramica su queste e altre leggende dei mari.
Dieci irrisolti misteri degli abissi.
Copertina di Luca Morandi, prefazione di Davide Mana.
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Il blog dell’autore: http://alessandrogirola.me/

Le navi di Pavlov

La Guerra, ufficialmente, non c’era. Ufficialmente si era ancora in fase di guerra fredda. Ma questo non impediva che trentasei milioni di uomini si stessero ufficiosamente sterminando nella sola Europa, e che il totale dei morti già superasse la quindicina di milioni. Fu a questo punto (mentre anche i bambini delle elementari venivano chiamati alle armi), fu a questo punto (mentre giungeva a maturazione il «Progetto Mako», condotto dalla Marina degli Stati Uniti sulla base dei noti esperimenti di Pavlov), fu a questo punto che fece la sua comparsa, tra i combattenti di ambedue le parti, il terrificante fenomeno chiamato glotch.
Copertina di: Karel Thole

Naufragio trasparente

Mercer, giovane e inesperto ufficiale medico, è poco più di un cameriere addetto ai passeggeri della Euridice, I’astronave a prova di tutto, che parte per un normale volo verso Ganimede. Goffo, timido, suscettibile, Mercer colleziona rapidamente una serie di brutte figure e di feroci umiliazioni fino al momento in cui l’impossibile accade e l’ordine di abbandono nave viene lanciato dal comandante. Comincia allora un’operazione di salvataggio non meno drammatica di quella del Titanic, dove Mercer, solo con la sua radio, è di colpo l’uomo da cui dipende la vita di tutti i naufraghi rinchiusi a bordo di trasparenti scialuppe di plastica che rotolano nel terrore e nel buio degli spazi interplanetari.
Copertina di Karel Thole

Naufragio

L’Evangeline è una barca fatta su misura per il suo proprietario. Costruita per poter navigare in tutte le acque e in ogni condizione atmosferica, equipaggiata con gli strumenti più sofisticati e tecnologicamente all’avanguardia, l’Evangeline è pronta per la crociera inaugurale. Otto sono i membri dell’equipaggio e diciannove i passeggeri, tutti personaggi famosi: manca solo il proprietario poiché all’ultimo momento un grave problema gli ha impedito di partire. Ma come il Titanic, anche l’Evangeline non è inaffondabile. Colta da una violentissima tempesta al largo delle coste dell’Africa, la barca non resiste alla forza delle onde. Delle ventisette persone a bordo solo quattordici riescono a imbarcarsi su una scialuppa di salvataggio con il minimo necessario per sopravvivere. Eppure numerose erano le scialuppe a disposizione e tutte contenevano cibo e acqua in abbondanza. Quaranta giorni dopo, gli esausti naufraghi vengono tratti in salvo, ma solo sei sono i sopravvissuti. Terminate le scorte, erano ricorsi all’unico mezzo di sostentamento disponibile e avevano compiuto una scelta raccapricciante. Uno dei superstiti, il capitano Vincent Marlowe, viene accusato di omicidio: è lui che aveva il comando della nave ed è lui, quindi, il colpevole. La sua unica difesa è che era necessario uccidere alcuni per salvare gli altri. In un memorabile processo, dove la suspense non viene mai meno e i colpi di scena abbondano, la giuria è chiamata a pronunciarsi su una questione morale: fino a che punto si può arrivare quando è in gioco la sopravvivenza? È lecito sacrificare qualcuno per il bene dei più? Può la legge degli uomini giudicare certe azioni? Dopotutto l’oceano tratta gli esseri umani secondo le proprie regole, e l’imputato era l’unico a conoscerle. Questi interrogativi e le possibili risposte continueranno ad assillare il lettore anche dopo l’ultima pagina.

Naufragio

Descrizione
Questo “Naufragio” (Shipwreck) di Charles Logan che esce contemporaneamente su Urania e in Inghilterra, ha vinto il premio per il miglior romanzo inglese di FS indetto dall’editore Gollancz e dal Sunday Times. Nel campo della fantascienza come in qualsiasi altro, un premio letterario non è sempre una raccomandazione. Specialmente nel campo della fantascienza, anzi, quelle che vengono premiate sono molto spesso le ambizioni sbagliate: il vezzo sempre più diffuso di usare robot e astronavi, mutanti ed extraterrestri, come semplice pretesto per cervellotiche e illeggibili composizioni pseudoavanguardistiche, pseudosurrealiste, che tentano di spacciarsi per “alta cultura” ma nulla in realtà hanno a che vedere con la FS e con la cultura. Nel caso di Logan la giuria inglese ha invece avuto la mano felicissima, premiando un libro di autentica ispirazione fantascientifica: una storia esemplare che, tuttavia, proprio per la sua classica e lineare semplicità fa onore non soltanto alla FS ma a tutta la narrativa inglese contemporanea.

I naufraghi del Poplador

La guerra fra Stati Uniti e Messico vede il Capitano Don Pablo Guzman, comandante della corvetta Poplador, incaricato di incrociare sulle coste Californiane in appoggio ai partigiani messicani. Il genovese Michele Galla, comandante in seconda e fidatissimo uomo di Don Pablo, è con lui; assieme svolgono brillantemente il compito assegnato. Un uragano, che fa naufragare miseramente il Poplador, obbligherà i nostri eroi e l’intero equipaggio a nuove ed inattese avventure. Imbarcati sul Richmond, con la speranza di rimpatriare, si troveranno invece in balia di un gruppo di malfattori. Una tragica fuga, condurrà i naufraghi nell’arcipelago delle isole Marchesi per l’ultima terribile esperienza con gli indigeni del luogo. Salvati in extremis da una nave di passaggio, giungeranno in patria quando le sorti del conflitto saranno ormai decise.