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Nero Wolfe contro il male

Se non si può parlare di reciproco rispetto tra Arnold Zeck e Nero Wolfe, di sicuro è lecito pensare ad una battaglia tra menti geniali.. Battaglia che inizia fuori dalle pagine dei romanzi (vedi nota a fondo post) e che ci arriva nelle due brevi anticipazioni dello scontro vero e proprio come sensazione.. Una sensazione di pericolo tangibile, tanto che Wolfe arriva a chiedere al suo fido secondo di dimenticare il nome Arnold Zeck.. La prima apparizione ufficiale di Zeck è datata 1948, nell’avventura intitolata Abbiamo trasmesso, che porta Wolfe ad indagare sulla misteriosa morte per avvelenamento da arsenico di Cyril Orchard, direttore de “La fortuna a cavallo”, un giornale di pronostici sportivi, durante la trasmissione condotta da Madeline Fraser, diva del momento della radio.

Nero Wolde, discolpati

Giallofìli di tutto il mondo, unitevi! Sta succedendo una cosa grave, una cosa inaudita: Nero Wolfe è sul punto di ritirarsi a vita privata. Intanto si è messo sotto processo e fa penitenza: niente carne, niente ghiottonerie, niente birra. Eh, sì, perché, mentre lui e l’inseparabile Archie Goodwin indagano su un’aggrovigliata vicenda a sfondo editoriale, la vicenda medesima si tinge di rosso e, quasi sotto il naso dei due, avviene una serie di assassinii. Ed è a questo punto che Nero Wolfe, non solo dice a se stesso «discolpati», ma si mette a fare penitenza e prende una drastica decisione: se non troverà il truffatore, che dovrebbe essere anche l’assassino, chiuderà bottega. Ma noi come faremmo senza Nero Wolfe? E che ne sarebbe di Archie Goodwin? Giallofìli, spremetevi le meningi e date una mano a Nero Wolfe.

Nero Dominante: Genova, 1938

Nero dominante: Genova, 1938 by Armando D’Amaro
Genova, 14 maggio 1938: Mussolini sbarca dalla corazzata Cavour, insieme ai più fedeli gerarchi, per una visita ufficiale di quattro giorni. L’accoglienza platealmente entusiasta dimostrerebbe che il fascismo è al culmine della sua popolarità, ma qualcuno trama nell’ombra. Il commissario Boccadoro ha ricevuto una “soffiata” da un condannato per omicidio e, mentre il Duce, via via, parla in piazza della Vittoria, visita opere pubbliche, stabilimenti industriali e Riviera di Levante, Boccadoro deve condurre una caccia serrata agli organizzatori del complotto, mentre la minaccia assume sempre più spessore, fino a diventare tangibile. L’autore riesce a trasmetterci – mescolando personaggi reali e di invenzione che agiscono in una Dominante perfettamente “ricostruita” – mentalità, atmosfere e costumi di una società dove l’ideologia del regime impera. Un romanzo insieme credibile e godibile su potere, uomini, donne e bambini in un mondo alla vigilia del disastro.

Nero Come L’Inferno: Terza Parte

*“Per tanto tempo aveva pensato di essere uno strano fenomeno della natura; un pupazzo senz’anima che troppo facilmente si era lasciato trasportare da Michel e Samuela in un universo di depravazione. La realtà era che il suo orientamento sessuale non era sbagliato né anormale. E lui aveva scelto di essere finalmente se stesso. Stavolta però, consapevolmente.”*
Kay pensa di stare vivendo un sogno con il suo ragazzo. Dopo tanti ostacoli e incomprensioni finalmente stanno insieme e sembra che Louie non possa essere più innamorato. Ma il dramma è sempre dietro l’angolo per i due caratteri diversi come il sole e la luna. La loro storia è già abbastanza complicata senza che Piero e Cordelia si mettano in mezzo ma pare che gli ex di Louie non siano proprio disposti a farsi da parte.
Sempre più confuso da loro due e tormentato da un passato difficile che torna a galla con prepotenza, dovrà fare chiarezza tra sentimenti nascenti, litigi e pulsioni segrete che preferirebbe non provare ma troppo forti da ignorare.
Per di più il quadro osceno dove è ritratto nudo è di nuovo appeso alla parete della galleria della donna che lo perseguita. Louie non deve assolutamente vederlo, ma si sa, in una città così piccola le voci corrono.
¸.•*´(¸.•* Per saperne di più sul libro, diviso in **tre** parti:
[https://nero-come-linferno.jimdosite.com](https://nero-come-linferno.jimdosite.com)
[https://www.facebook.com/bonnieblakef…](https://www.facebook.com/bonnieblakefictionlgbt/)
…come finisce la tua storia?

Nero & Archie Incorporated

VICOLO CIECO I miei guai cominciarono non appena l’ispettore Cramer varcò la soglia della vecchia casa di arenaria nella Trentacinquesima Strada con uno scatolone di granturco in mano, accusandomi di aver ucciso un uomo. Wolfe, furioso, perché quel giorno aveva dovuto rinunciare alle sue pannocchie, non mosse un dito per venirmi in aiuto, e non disse una parola in mia difesa. Vi confesso, quindi, che rimasi sbalordito quando il mio pachidermico signore e padrone, il giorno dopo, dalla sua «alcova» non solo decise di aiutarmi ad uscire da questo vicolo cieco e pagare la cauzione che avevo versato per essere lasciato libero, ma dichiarò anche, e in presenza di una donna, che sarebbe stata una calamità per lui perdermi per sempre. Ma non voglio dir troppo: aggiungo solo che mancò poco che l’ispettore Cramer non scoppiasse… dalla rabbia, quando un altro scatolone, questa volta pieno di dinamite, arrivò a casa nostra e folgorò il genio di Nero Wolfe, facendogli scoprire il vero assassino e scagionandomi, di conseguenza, da ogni responsabilità. Vostro Archie Goodwin

UN MISTERO PER GOODWIN Con i geni non si sa mai che cosa può succedere. E questo sono in grado di confermarvelo, perché un genio, io, ce l’ho in casa, ed è proprio lui: Nero Wolfe. Sentite e mi darete ragione: una mattina, tra il mucchio delle lettere per Wolfe, trovo una strana lettera per me. Strana perché voluminosa. Infatti, l’apro e ci trovo dentro una cravatta sporca di sangue. Poco dopo ricevo una telefonata da un tizio il quale, dopo avermi chiesto se ho ricevuto la lettera con la cravatta, mi dice di bruciare quest’ultima perché l’ha spedita per errore. La faccenda non mi convince, e quando voglio approfondirla mi trovo di fronte al cadavere di una donna. Wolfe che, in un primo momento, non vuole saperne di aiutarmi a svelare questo misterioso caso, all’improvviso cambia idea e decide di intervenire in aiuto di un cliente implicato nell’aggrovigliata vicenda. Perché Wolfe ha deciso, cosi di punto in bianco, di aiutare, naturalmente dietro un profumato compenso, il signor Kirk, sospettato di omicidio? Non lo so… con i geni non si sa mai che cosa può succedere.

Nella testa di Steve Jobs. La gente non sa cosa vuole, lui sì

Dagli anni Settanta a oggi Steve Jobs ha rivoluzionato l’informatica, il cinema d’animazione e la musica digitale con creazioni che non sono solo campioni di vendite, ma veri e propri oggetti di culto. Non c’è quindi da stupirsi se molti lo venerano come un dio. Oltre che per le geniali intuizioni, Jobs è famoso per la personalità a dir poco difficile: grandissimo egocentrico, fanatico del controllo, autentico sociopatico, di lui si è detto questo e altro. Ma chi è il vero Steve Jobs? Qual è il segreto del suo successo? Questo libro lo spiega addentrandosi nella mente del “papà” del business più clamoroso dei nostri tempi. Jobs è uno spirito elitario ma i suoi prodotti sono “a prova di stupido”. È pessimo nel gestire i rapporti umani, eppure riesce a circondarsi dei migliori collaboratori di caratura internazionale. Si professa buddista e antimaterialista ma sforna oggetti di massa dalle fabbriche asiatiche e li promuove grazie a un’impareggiabile padronanza dello strumento di comunicazione più “grossolano”, la pubblicità. Da questa lunga serie di contraddizioni Jobs ha tratto una filosofia di business che ha portato la sua azienda a conquistare impensabili traguardi in nuovi mercati, attraverso una reale pratica dell’innovazione. Dalla nascita del primo Mac a quella dell’I-Phone, l’autore ripercorre le tappe della vita professionale e privata di Steve Jobs, in una biografia che è anche fonte di spunti per creare il proprio stile di management vincente.
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Nella stanza del duca

Pur di sottrarsi al fidanzamento combinato dal padre con un ricco conte degenerato e violento, Adeline ha messo a punto un piano ben preciso con l’amica Evie: durante una festa, si intrufolerà nella stanza del signor Atwood, il giovane che lei desidera, e si farà sorprendere con lui dalla padrona di casa! Ma Evie decide di sacrificare l’amica a suo vantaggio e la indirizza verso la camera di Edmond, vedovo e duca di Wolverton, che l’ha chiesta in sposa. Quando scoppierà lo scandalo, ogni cosa precipiterà e il burrascoso incontro tra Adeline e Edmond si tradurrà in un matrimonio riparatore, finché il caso e il potere della seduzione…

Nella nebbia

In fondo alla ripida discesa sorge la grande e sontuosa dimora di Mina Petrie. C’è la nebbia fuori che la nasconde alla vista, ma niente di grave se, in fondo alla discesa, non sbucasse all’improvviso Lottie, la cugina di Mina, e se, per tragica fatalità, Katie, amica di Mina, non l’investisse con la macchina. Ma si tratta poi di fatalità? Come mai i freni non hanno funzionato? Quando la polizia comincia a indagare, i primi sospetti vengono a galla. Sospetti gravi per gli ospiti della villa, e per la stessa padrona di casa: Mina. Stephen, il nipote, e Paul, il figlio dell’uomo che lei ha amato perdutamente in gioventù, non sfuggono neppure loro alle indagini. Anzi, Stephen, che è senza alibi, si accusa da sé, scomparendo misteriosamente. Intrighi e misteri, degni di una corte medicea, si sviluppano, s’infittiscono e danno un sapore agrodolce a questo thriller ad alta tensione

Nella bufera

“Vera si svegliò con una strana sensazione di paura. Una tenue luce filtrava dal vetro della porta del corridoio, dov’era accesa soltanto una lampadina da notte.” Vera dovrebbe essere felice, ha appena coronato il suo sogno d’amore sposando il ricco Herman Chatonier. Si è trasferita vicino a New Orleans nella villa di famiglia del marito che sembra determinato a renderla felice. E allora perché Vera ha paura?

Nell’ombra

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Che cosa succede se un’assassina decide di graziare una delle sue vittime e di scomparire? È molto semplice: un altro assassino viene spedito sulle sue tracce per risolvere la “questione”. China sa anche chi è l’assassino che il suo capo le ha messo alle costole. Nikandr Vassilkov è il più bravo della scuderia. Hanno lavorato insieme, tempo prima, ed è come lo descrivono: freddo, spietato, impeccabile. Le armi di China sono sempre state delle altre: il suo fascino naturale e la capacità di farti perdere la testa con una sola occhiata. Sembra che con Nikandr non possano funzionare, ma un imprevisto cambia tutto… e lei e lo spietato killer si troveranno a fare fronte comune contro un avversario ben più letale di entrambi, mentre la tensione sessuale tra loro diventerà il nemico più pericoloso…-Nikandr chiuse gli occhi, gemendo sottovoce. Si mosse leggermente, come a chiederle di accelerare. China lo fece.Il primo schizzo fu lungo, un lungo arco di gocce traslucide, mentre Nikandr gemeva e veniva scosso da un brivido. Poi un secondo schizzo, più breve, un terzo, ancora più breve, e un quarto, che le atterrò sulla mano. Lo accarezzò. Nikandr ormai era steso su un fianco e respirava sempre più lentamente.China gli sollevò il maglione per guardarlo. «Sei bello» sorrise.Nikandr socchiuse appena gli occhi. Poi sbadigliò. «Al massimo sono stanco» disse. Sbadigliò di nuovo. «Ma ora mi alzo, eh. I sonnellini post-coito hanno ucciso più gente della malaria».Lei sorrise. «Hai le statistiche?».«Non mi servono le cazzo di statistiche» borbottò lui. «Mi basta ricordarmi quanti ne ho fatti fuori io con il pisello ancora umido».CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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### Sinossi
Che cosa succede se un’assassina decide di graziare una delle sue vittime e di scomparire? È molto semplice: un altro assassino viene spedito sulle sue tracce per risolvere la “questione”. China sa anche chi è l’assassino che il suo capo le ha messo alle costole. Nikandr Vassilkov è il più bravo della scuderia. Hanno lavorato insieme, tempo prima, ed è come lo descrivono: freddo, spietato, impeccabile. Le armi di China sono sempre state delle altre: il suo fascino naturale e la capacità di farti perdere la testa con una sola occhiata. Sembra che con Nikandr non possano funzionare, ma un imprevisto cambia tutto… e lei e lo spietato killer si troveranno a fare fronte comune contro un avversario ben più letale di entrambi, mentre la tensione sessuale tra loro diventerà il nemico più pericoloso…-Nikandr chiuse gli occhi, gemendo sottovoce. Si mosse leggermente, come a chiederle di accelerare. China lo fece.Il primo schizzo fu lungo, un lungo arco di gocce traslucide, mentre Nikandr gemeva e veniva scosso da un brivido. Poi un secondo schizzo, più breve, un terzo, ancora più breve, e un quarto, che le atterrò sulla mano. Lo accarezzò. Nikandr ormai era steso su un fianco e respirava sempre più lentamente.China gli sollevò il maglione per guardarlo. «Sei bello» sorrise.Nikandr socchiuse appena gli occhi. Poi sbadigliò. «Al massimo sono stanco» disse. Sbadigliò di nuovo. «Ma ora mi alzo, eh. I sonnellini post-coito hanno ucciso più gente della malaria».Lei sorrise. «Hai le statistiche?».«Non mi servono le cazzo di statistiche» borbottò lui. «Mi basta ricordarmi quanti ne ho fatti fuori io con il pisello ancora umido».CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

Nell’oceano della notte

Siamo nel 1999, alle soglie del nuovo secolo e del nuovo millennio. In un modo sovrappopolato e inquinato i grossi industriali e i grossi «trust» economici americani lottano per il sopravvento; il nostro sistema di razionalità tecnologica sta crollando a pezzi e le masse tornano all'irrazionale, ai nuovi culti carismatici religiosi. La NASA, preoccupata solo di budget e di implicazioni politiche, si affanna per difendere un'impossibile sicurezza con le armi e la segretezza e non si accorge che sta per sopprimere un evento di importanza fondamentale: il contatto dell'umanità con un'altra razza intelligente. Solo Nigel Walmsley, anch'egli una specie di alieno, un britannico in America, un individualista nel gruppo della NASA, un astronauta tra gente di terra, virtualmente alienato dal mondo che lo circonda, riesce a comprendere l'importanza del nuovo evento, un evento che trascende le regole del gioco terrestre. Mandato a distruggere l'asteroide Icaro, in apparente rotta di collisione con la Terra, Nigel si accorge che esso è in realtà un'antichissima astronave aliena e disobbedisce agli ordini per esplorare il manufatto extraterrestre, convinto che possa contenere una conoscenza in grado di salvare un mondo dominato dall'inquinamento e dalla miseria. Ossessionato da quest'ansia interiore egli rischia tutto per impedire l'assurda distruzione dell'astronave da parte dell'ignoranza xenofobica dell'autorità costituita. Complesso, avvincente, tecnologicamente accurato, psicologicamente profondo, letterariamente perfetto, Nell'oceano della notte rappresenta una tra le espressioni più mature e compiute della fantascienza moderna, un ideale punto di fusione tra la «space opera» degli anni trenta e quaranta e la raffinatezza stilistica della «new wave» degli anni sessanta.

Nell’occhio del gigante

La razza dei Motie è molto antica e tecnologicamente avanzata, nonostante ignori il segreto della Propulsione Alderson che permette all’uomo di viaggiare nello spazio. La loro complessa cultura si basa su un sistema di feudalesimo industriale ed ogni Motie rientra in un sistema di casta in accordo alla sua configurazione fisica e psicologica. Come le formiche, i Motie sono Padroni, Mediatori, Ingegneri, Guerrieri. Una razza potenzialmente pericolosa. Da 25 anni il Secondo Impero ha isolato i Motie nei confini del loro sistema solare. Magnificamente adattati per ogni compito specifico, sono però condannati a una feroce legge: riprodursi oppure morire. Ma nei pressi della supergigante rossa, la barriera che li separa dagli spazi sconfinati sta per crollare…
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Nell’occhio del delitto

Nell’occhio del delitto: non si dice di solito. Di solito si dice: nell’occhio del tifone. Ma un delitto non è una specie di ciclone che coinvolge e minaccia di travolgere il maggior numero di innocenti? È il caso di Charlotte Cambrey, che ha deciso di provare l’innocenza del fratello Dick condannato per una rapina in banca, ma si trova prestò davanti al cadavere di Edgar Frensham il più accanito accusatore. Una dura impresa per Charlotte, lei all’apparenza è piccola e minuta, e tuttavia gli occhi bruno dorati che illuminano, senza scaldarlo, il suo visetto roseo sono lì a testimoniare una volontà non meno dura delle circostanze. Elizabeth Ferrars con la consueta sottigliezza psicologica e la consueta abilità narrativa è con Charlotte, ne ispira e sorregge la lotta per la verità, una verità da rintracciare in un groviglio di vipere. Strada facendo, Ferrars propone persino alla protagonista un possibile marito nella persona dell’investigatore privato Timothy Royle. È nata una nuova coppia di occhi di lince?

Nel Vortice

Quando una sua vecchia amica trascina Amanda Keel al concerto londinese dei Serial Vortex Amanda la segue senza entusiasmo. Il gruppo sembra uno dei soliti gruppi rock: cinque ragazzi texani, bellissimi (a parte il batterista) e pieni di sé. Quando la sua amica si intrufola nel backstage e riesce a farsi notare dal chitarrista, Amanda resta in corridoio a farle da palo. Ed è in quel corridoio che conosce Dorian Gray, il cantante del gruppo, la sua malinconia e la sua ironia. Amanda e la sua amica seguiranno i Vortex sul tour bus che li sta portando a Newcastle in due giorni di puro rock. Sembra che tutto finisca lì: Dorian torna negli States, destinato a diventare una rockstar, e Amanda continua la sua vita, ma… ormai è caduta nel vortice, anche se non ne è consapevole.-«Posso baciarti?» chiese, di punto in bianco.Mi misi a ridere. «Da dov’è che vieni, tu?».Lui sbuffò. «Abilene, Texas. Dalle mie parti lo chiediamo, prima di farlo».Subito dopo, però, dimostrò che stava mentendo. Si sporse verso di me, sopra alle nostre mani intrecciate e mi trovai le sue labbra sulla bocca. Labbra morbide e un po’ secche. Un’ombra di barba sul mento, pungente.Ora, forse l’ho già detto, ma era bello da far schifo. Era gentile e tranquillo e in fondo l’idea di farci un giro non mi dispiaceva in modo particolare. Risposi al suo bacio, rendendolo un po’ più profondo. Gli appoggiai una mano sul fianco, sotto alle lenzuola, e ci ritrovammo l’uno contro l’altra.Continuammo a limonare per un pezzo, in quella cuccetta, sul tour bus, limitandoci a stare appiccicati e a sfiorarci al di sopra delle rispettive t-shirt.«Quindi alla fine è vera, quella cosa delle groupie» sorrisi, in un momento di pausa.Lui mi baciò di nuovo. «Come groupie non sei un granché. Non sapevi nemmeno chi fossimo, prima di stasera».«Hai capito» dissi.La sua mano, sul mio fianco, iniziò a tirarmi lentamente su la maglietta.«Volendo, sì. Più che altro il nostro campione è Dave, ma non dirò di essermi sempre tirato indietro».Ero eccitata, ma non ero completamente sveglia, se capite quello che intendo. Era un po’ come un sogno molto realistico, anche se sapevo che non stavo sognando. Forse era solo così naturale che non sembrava per niente strano essere lì, sopra quel tizio che conoscevo a stento, e sapere benissimo che stavo per farci del sesso.CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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### Sinossi
Quando una sua vecchia amica trascina Amanda Keel al concerto londinese dei Serial Vortex Amanda la segue senza entusiasmo. Il gruppo sembra uno dei soliti gruppi rock: cinque ragazzi texani, bellissimi (a parte il batterista) e pieni di sé. Quando la sua amica si intrufola nel backstage e riesce a farsi notare dal chitarrista, Amanda resta in corridoio a farle da palo. Ed è in quel corridoio che conosce Dorian Gray, il cantante del gruppo, la sua malinconia e la sua ironia. Amanda e la sua amica seguiranno i Vortex sul tour bus che li sta portando a Newcastle in due giorni di puro rock. Sembra che tutto finisca lì: Dorian torna negli States, destinato a diventare una rockstar, e Amanda continua la sua vita, ma… ormai è caduta nel vortice, anche se non ne è consapevole.-«Posso baciarti?» chiese, di punto in bianco.Mi misi a ridere. «Da dov’è che vieni, tu?».Lui sbuffò. «Abilene, Texas. Dalle mie parti lo chiediamo, prima di farlo».Subito dopo, però, dimostrò che stava mentendo. Si sporse verso di me, sopra alle nostre mani intrecciate e mi trovai le sue labbra sulla bocca. Labbra morbide e un po’ secche. Un’ombra di barba sul mento, pungente.Ora, forse l’ho già detto, ma era bello da far schifo. Era gentile e tranquillo e in fondo l’idea di farci un giro non mi dispiaceva in modo particolare. Risposi al suo bacio, rendendolo un po’ più profondo. Gli appoggiai una mano sul fianco, sotto alle lenzuola, e ci ritrovammo l’uno contro l’altra.Continuammo a limonare per un pezzo, in quella cuccetta, sul tour bus, limitandoci a stare appiccicati e a sfiorarci al di sopra delle rispettive t-shirt.«Quindi alla fine è vera, quella cosa delle groupie» sorrisi, in un momento di pausa.Lui mi baciò di nuovo. «Come groupie non sei un granché. Non sapevi nemmeno chi fossimo, prima di stasera».«Hai capito» dissi.La sua mano, sul mio fianco, iniziò a tirarmi lentamente su la maglietta.«Volendo, sì. Più che altro il nostro campione è Dave, ma non dirò di essermi sempre tirato indietro».Ero eccitata, ma non ero completamente sveglia, se capite quello che intendo. Era un po’ come un sogno molto realistico, anche se sapevo che non stavo sognando. Forse era solo così naturale che non sembrava per niente strano essere lì, sopra quel tizio che conoscevo a stento, e sapere benissimo che stavo per farci del sesso.CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

Nel vento

Quanto tempo impiega un centometrista per correre la sua gara perfetta? Circa dieci secondi. Oppure una vita intera, il tempo di questo romanzo, se sui blocchi di partenza, nella mente di un uomo tormentato dal passato, si spalanca la voragine dei ricordi. Il protagonista sa fin da bambino di essere consegnato alla corsa, e lo sa perché la velocità è il solo rimedio possibile per scappare dai mostri che gli hanno portato via il fratello, ammazzato a bastonate dal padre, una mattina, sulla neve fresca, e poi Caterina, il suo unico amore. Telecamere, sponsor, pubblico eccitato, anabolizzanti e combine, ci sono tutti gli ingredienti che fanno di questa finale la gara definitiva; soltanto il vento della vittoria può riaccendere la luce su un futuro diverso. La solitudine del centometrista come sottile e spietato ritratto di una condizione di vita: l’estraneità a se stessi, ai propri bisogni più intimi; la necessità della corsa come smemoratezza, come anestetico. Emiliano Gucci trasforma il passo dell’atleta in una grande, ventosa metafora: si corre per esorcizzare il vuoto, per la paura di fermarsi a pensare. Si corre e basta, senza nemmeno chiedersi il perché.