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Notturno italiano

È un’intera parabola storica quella che si respira in Notturno italiano, centrato sugli anni di trapasso tra Ottocento e Novecento. Lucio Villari avvicina il lettore a un “tempo drammatico’ per l’Italia e l’Europa, a un'”atmosfera di attesa e profezia’. La sua trama parte dall’ultimo quarantennio dell’Ottocento, che segnò l’epilogo degli ideali patriottici, con la “prosa’ che seguiva alla “poesia’ dell’Unità. Poi la narrazione si tinge volta per volta di entusiasmo o di incubo. Nello Ajello, ”L’Espresso” Era un secolo fa, ma le similitudini si sprecano: forse perché così accade in tutte le epoche di transizione. Il famoso storico Lucio Villari racconta il ventennio di passaggio tra XIX e XX secolo, e l’Italia che si modernizza, tra decadentismo, socialismo rivoluzionario, capitalismo acerbo e aggressivo, le cannonate di Bava Beccaris, Giolitti, il futurismo e la nascita della radio. Massimiliano Panarari, ”il Venerdì di Repubblica” Con il gusto intelligente dello storico, Lucio Villari mescola sapientemente la vita e la grande cultura europea del primo Novecento alle irrequietudini di casa nostra. Luigi Mascilli Migliorini, ”Il Mattino”
(source: Bol.com)

Le notti selvagge

Quattro giorni prima di essere premiato per il suo film Le notti selvagge, Cyril Collard moriva di Aids. Il romanzo, largamente autobiografico, è la storia di Jean, trent’anni, uno che si getta furiosamente nella vita, che non sa tirarsi indietro, che vuole provare tutto. Ma Jean si brucia: è sieropositivo. L’incontro con Laura, diciassette anni, disadattata, gli rivela un modo diverso di vivere i sentimenti: è assalito da uno struggente desiderio di tenerezza, di pulizia, di amore ma ormai è troppo tardi.

Notti selvagge

Lui è tutto quello che il suo corpo desidera. E tutto quello che la sua fede condanna.
Sono luce e ombra, giorno e notte, bellezza eterea e fascino tenebroso… Se è inevitabile che tra due poli opposti scoppi un coinvolgimento irresistibile, la loro non può che essere una torbida passione da vivere di nascosto, al riparo delle tenebre, perché il mondo non accetterà mai la loro unione.
Sally Mae ha una bellezza esile e diafana, tanto sono chiari i suoi occhi e i suoi capelli, mentre Tucker McCade è un mezzosangue e ha la pelle scura e il fisico possente di chi discende da una stirpe guerriera. Quello che li divide è anche il rapporto con la violenza: peccato imperdonabile per lei che è una devota quacchera, risorsa utile al ristabilimento dell’ordine per lui in quanto Texas Ranger. Nonostante tutto un’attrazione fatale è divampata tra i due, travolgendo fede e buon senso, così ora non potranno più sottrarsi al giudizio degli altri e la loro passione sarà esposta alla luce del sole e della verità…
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### Sinossi
Lui è tutto quello che il suo corpo desidera. E tutto quello che la sua fede condanna.
Sono luce e ombra, giorno e notte, bellezza eterea e fascino tenebroso… Se è inevitabile che tra due poli opposti scoppi un coinvolgimento irresistibile, la loro non può che essere una torbida passione da vivere di nascosto, al riparo delle tenebre, perché il mondo non accetterà mai la loro unione.
Sally Mae ha una bellezza esile e diafana, tanto sono chiari i suoi occhi e i suoi capelli, mentre Tucker McCade è un mezzosangue e ha la pelle scura e il fisico possente di chi discende da una stirpe guerriera. Quello che li divide è anche il rapporto con la violenza: peccato imperdonabile per lei che è una devota quacchera, risorsa utile al ristabilimento dell’ordine per lui in quanto Texas Ranger. Nonostante tutto un’attrazione fatale è divampata tra i due, travolgendo fede e buon senso, così ora non potranno più sottrarsi al giudizio degli altri e la loro passione sarà esposta alla luce del sole e della verità…

Notti di luna piena

Se molto si è scritto in tema di Vampiri, questa è indubbiamente la prima antologia organica sui Lupi Mannari che vede la luce in Italia. Il tema del Lupo Mannaro, o Licantropo, è sempre stato estremamente affascinante, e questo assunto è ampiamente dimostrato dal fervore incondizionato che hanno sempre riscosso, e continuano a riscuotere, le molte pellicole cinematografiche che vengono prodotte. La figura del Licantropo è prettamente europea e, nell’ambito continentale, vorrei dire direttamente mediterranea. Il nostro Paese infatti, sia per contesti naturali, che per quantità di leggende su questo specifico, è assai ricco di esempi. È un fatto incontrovertibile che la figura dell’uomo-lupo è molto più presente al nostro immaginario fantastico e dell’orrore di quanto non lo sia quella del vampiro, dello zombi o del fantasma.
In questo volume è presente tutta una crestomazia delle migliori storie sui Lupi Mannari, scritte dai migliori autori del settore. Siamo sicuri che vi piaceranno e non rammaricatevi quando sarete giunti alla fine del libro: stiamo infatti già preparandone un secondo!
INDICE
INTRODUZIONE
LA LUPA BIANCA DELLE MONTAGNE HARTZ di F. Marryat
HUGUES, IL LUPO MANNARO di S. Menzies
LUPO – CHE – CORRE di A. Blackwood
IL SIGNORE INCONTRA UNA PREDA DEGNA di H. Warner Munn
IL DIARIO di H. Warner Munn
TABÙ di G. Household
I LUPI AFFAMATI DELLA STEPPA di J. Wysocki
IL LICANTROPO di C. Edgar Bolen
LA MALEDIZIONE DELLA STREGA di A. Eadie
GIANNI PILO: STORIA E RACCONTO di D. Cammarota AZUNA di G. Pilo

Notti d’amore

I ricordi, quando si rivivono, sono ancora più dolci, basta saperli accettare.
Meg e Steven una volta si amavano, lui le aveva chiesto anche di sposarlo. Ma una furibonda lite ha messo la parola fine alla loro storia. Steven non riesce a crederci e non si rassegna all’idea che tra loro due possa essere tutto finito e che Meg abbia deciso di abbandonare la piccola città di Wichita per cercare il successo come ballerina nella grande mela: New York City. Quindi quando Steven viene a sapere che Meg è tornata per curarsi da una brutta caduta, decide che è arrivato il momento di riconquistare la sua donna.
Meg sa che appena rivedrà Steven, il suo primo amore, tutti i ricordi torneranno a galla così come le sensazioni che quell’uomo aveva saputo regalarle. Lei non vuole ricascarci, è lì solo per guarire, poi tornerà alla sua più grande passione: la danza classica.

Le Notti Bianche

Le notti bianche by Dostoevskij Fëdor LeggereGiovane
Eroe del romanzo breve Le notti bianche, opera del periodo cosiddetto romantico di Dostoevskij, è la figura del sognatore, nella cui piatta esistenza, chiusa in uno sterile mondo di fantasticherie, piomba per un breve attimo la giovane Nasten’ka. Simbolo del pulsare delle emozioni, Nasten’ka offrirà per la prima volta al sognatore scampoli di vita vera, finché una sua lettera, con l’annuncio delle proprie nozze, non lo “risveglierà” per riportarlo al suo illusorio destino di sogni. Sullo sfondo di una Pietroburgo deserta e quasi magica, si inserisce l’intenso dialogo tra i due protagonisti, pure voci, la cui identità è l’oggetto stesso delle loro riflessioni e della loro autocoscienza.

Notti al circo

Un nome è sulla bocca di tutti: Sophie, in arte Fevvers, è la Donna Alata. È il 1899 e in un camerino della Alhambra Music Hall di Londra un giovane californiano, Jack Walser, è venuto a intervistarla. E Fevvers gli racconta come è nata una stella: abbandonata in un cesto davanti a un bordello, è stata allevata da Lizzie, una delle ragazze. Le singolari protuberanze che ha sulla schiena (sono forse ali?) l’hanno ben presto destinata a fare il quadro vivente, ma la vita per lei ha in serbo ben altre sorprese: l’attendono il trapezio e la gloria, e poi Parigi, Berlino, Londra e Mosca. Finzione o realtà? Inizialmente scettico, il giornalista soccombe al fascino irresistibile di Fevvers, tanto che si ritrova a Mosca come clown del circo.
«Sogni, miti, fiabe, metamorfosi, inconscio ribelle, viaggi epici e una sensualissima celebrazione della sessualità nelle sue manifestazioni più gioiose e più oscure». Ian McEwan
«Un’opera gloriosa». «Times Literary Supplement»
«Una delle migliori scrittrici del secolo». «The Sunday Times»
«Notti al circo incanta, è strepitoso». «Literary Review»
«Incredibilmente divertente e tremendamente
serio al tempo stesso. Un grande romanzo». «Observer»
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### Sinossi
Un nome è sulla bocca di tutti: Sophie, in arte Fevvers, è la Donna Alata. È il 1899 e in un camerino della Alhambra Music Hall di Londra un giovane californiano, Jack Walser, è venuto a intervistarla. E Fevvers gli racconta come è nata una stella: abbandonata in un cesto davanti a un bordello, è stata allevata da Lizzie, una delle ragazze. Le singolari protuberanze che ha sulla schiena (sono forse ali?) l’hanno ben presto destinata a fare il quadro vivente, ma la vita per lei ha in serbo ben altre sorprese: l’attendono il trapezio e la gloria, e poi Parigi, Berlino, Londra e Mosca. Finzione o realtà? Inizialmente scettico, il giornalista soccombe al fascino irresistibile di Fevvers, tanto che si ritrova a Mosca come clown del circo.
«Sogni, miti, fiabe, metamorfosi, inconscio ribelle, viaggi epici e una sensualissima celebrazione della sessualità nelle sue manifestazioni più gioiose e più oscure». Ian McEwan
«Un’opera gloriosa». «Times Literary Supplement»
«Una delle migliori scrittrici del secolo». «The Sunday Times»
«Notti al circo incanta, è strepitoso». «Literary Review»
«Incredibilmente divertente e tremendamente
serio al tempo stesso. Un grande romanzo». «Observer»

La notte

“Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (…) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all’Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell’anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto?” (dalla Prefazione di F. Mauriac)

Notte senza stelle

Il Mondo Sotterraneo. Un luogo di minacciosa oscurità da cui prudentemente Drizzt Do’Urden vorrebbe tenersi alla larga. Una solitaria e nobile missione spinge tuttavia il valoroso elfo ad inoltrarsi in quella regione inquietante ove non affiorano le ombre e ove potrà ricongiungersi con i suoi amici a Blingdenstone, la città degli gnomi, per poi raggiungere Menzoberranzan, la città degli elfi. Solo allora Drizzt potrà finalmente comprendere quali insidiosi pericoli possano dalle tenebre minacciare i cari compagni a Mithril Hall. Le sue armi sferzeranno colpi mortali contro creature malvagie, e un tumulto di emozioni si scatenerà nel suo animo, quando il suo sguardo indugerà esitante sulla sua terra d’origine.
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Notte senza fine

Caldo infernale stanotte nel quartiere residenziale alla periferia di una selvaggia Los Angeles. Aria rovente in casa Clark. Irrespirabile. Svegliati, Jody. Sguscia fuori dal tuo sacco a pelo. Sei da Evelyn, ricordi? Stanotte dormi a casa sua. È lei che ti sta chiamando. Svegliati, Jody, non hai sentito quel rumore? Ma jody Fargo conosce Evelyn Clark dai tempi dell’asilo e fin d’allora la sua amica del cuore aveva dimostrato un’innata inclinazione al melodramma. Pazzesco, la solita fifona la sveglia nel cuore della notte solo perché crede di aver sentito un’insignificante rumore al piano di sotto. Un bicchiere caduto, una porta sbattuta, chissà! E per Evelyn è già allarme rosso. Poi la porta si apre ed Evelyn scompare. Evelyn la fifona, la visionaria, fluttua nell’oscurità, sospesa nell’aria si allontana lungo il corridoio buio.Non per magia, non per incanto. Qualcuno l asta portando via, dopo averle piantato nel ventre una lancia da combattimento. E Jody non crede ai suoi occhi. Ma la rivolo di sangue che scorre fin nell’inguine, a quello sì. La punta della lancia che ha trapassato il corpo di Evelyn ha sfiorato anche lei. Fortunata, Jody. L’abominevole lanciere fetido di morte non l’ha vista, ma lei ha visto lui. Ora tutto prende forma, ogni dettaglio di quell’incredibile visione da incubo che assume i contorni della realtà: Casa Clark alla mercé di una banda di criminali. Bisogna scappare. Ma non da sola. Andy, il fratellino di Evelyn dorme nella stanza di fronte. E con lui Jody tenta il tutto per tutto. La notte è lunga, Jody, devi correre, non fermarti. E non credere a tutto ciò che vedi: finalmente all’alba il nemico è andato via. Ma qualcuno potrebbe essere rimasto in agguato, qualcuno che forse è braccato e disperato come te. La notte è ancora lunga, Jody, una notte senza fine…

NOTTE MESSICANA

E’ nella splendida baia Di Cancun che Janine,nota scrittrice di gialli,spera di trovare l’ispirazione per il prossimo
romanzo,ma non ha fatto i conti con il vicino di casa,l’affascinante Canton. E un pò per gioco un pò per deformazione
professionale o per paura di essere travolta da un’irresistibile passione,Janine inizia a raccontargli bugie e a comportarsi
in modo davvero strano.Ma Canton non è un tipo a cui piacciono gli scherzi…

Notte incantata

Londra, 1820
Non c’è donna, nubile o sposata, che non concederebbe le proprie grazie ad Alexander, Granduca di Nevgaria e ambasciatore del suo piccolo regno a Londra. Qualcuna, come l’amica di Meagan Tavistock, arriva addirittura a rivolgersi a una fattucchiera perché l’aiuti a conquistare l’affascinante straniero. Ma inaspettatamente l’amuleto preparato dalla maga esercita il suo influsso sull’ignara Meagan, che dopo un ballo finisce per abbandonarsi a una travolgente notte di passione tra le braccia del granduca. Quando, la mattina seguente, l’incanto svanisce, i due amanti si ritrovano in una situazione piuttosto compromettente. Per salvare la reputazione della giovane, Alexander propone allora un matrimonio riparatore, che però Meagan è restia ad accettare. Perché non può evitare di chiedersi se ciò che li lega sia vero amore o soltanto l’effetto del sortilegio.

Una notte ho sognato che parlavi

Queste pagine narrano la storia quotidianamente e banalmente vera di Tommy, un simpatico e riccioluto adolescente autistico. E del suo straordinario rapporto con il padre, Gianluca Nicoletti.
Di un bambino che a tre anni era tanto buono e silenzioso – forse persino troppo – e di suo padre che, quando un neuropsichiatra sentenziò: «Suo figlio è attratto più dagli oggetti che dalle persone», non trovò tutto ciò affatto strano. (In fondo, era stato così anche per lui: aveva cominciato a parlare tardissimo e ora si guadagnava da vivere proprio parlando; quindi, prima o poi, pure Tommy avrebbe iniziato a farsi sentire.) In seguito, con l’arrivo dell’adolescenza, le cose in famiglia improvvisamente cambiarono: quel bambino taciturno diventa un gigante con i peli, forzuto, talvolta aggressivo, spesso incontrollabile, e Gianluca, chiamato in causa dalla moglie sconfortata, si scopre – suo malgrado – un genitore felicemente indispensabile.
«Il padre di un autistico di solito fugge. Quando non fugge, nel tempo lui e il figlio diventano gemelli inseparabili.
Tommy è la mia ombra silenziosa» scrive Nicoletti.
«È un oracolo da ascoltare stando fermi, e senza troppo arrabattarsi a farlo agitare sui nostri passi.
Molto più interessante è respirarlo e cercare di rubare qualcosa del suo segreto d’immota serenità.»
E allora ecco il racconto dolceamaro, sempre franco e disincantato, di un piccolo universo quotidiano, fatto di impegnative (per il padre che deve pedalare per due) e piacevoli (per il figlio che va a rimorchio) gite in tandem su e giù per Roma, di meno piacevoli visite negli uffici della Asl per ottenere un permesso di parcheggio per disabili irragionevolmente negato, di acrobatiche organizzazioni famigliari per conciliare lavoro- scuola-terapie-svago (districandosi fra deliziose insegnanti di yoga, esperti di ippoterapia, demotivati insegnanti di sostegno, svogliati operatori sociosanitari), e poi di risse verbali per un posto a sedere in autobus, di quesiti su come gestire la nascente (e prorompente) sessualità di Tommy e su come affrontare «un domani» il suo futuro. Perché l’autismo – di cui si sa ancora pochissimo – non è un disturbo infantile: dall’autismo non «si guarisce».
*Una notte ho sognato che parlavi* è dunque un memoir ironico e commovente, talvolta struggente, spesso allegro, e insieme un libro-verità che racconta con grande coraggio una patologia, troppo spesso rappresentata in modo fantasioso e iperbolico, oggi diffusissima.
E, cosa che non molti sanno, una vera e propria emergenza sociale, la prima causa di handicap in Italia.