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I simulanti

Le origini di Rogue Winter (alias “Pointer” per il servizio segreto terrestre, alias R-OG Uinta, erede al trono della colonia maori su Ganimede) sono a dir poco inquietanti, ma questa è un’altra storia. Rogue è un uomo dotato di insolite abilità e di varie identità. Prima di tutto è un Sinergista, ovvero un raro individuo sempre sintonizzato con lo schema delle cose che lo circondano. Poi è l’unico uomo di tutto il Sistema Solare che conosca una autentica indigena di Titano sotto mentite spoglie, e se ne sia innamorato. Quando la pista del contrabbando di cristalli Meta (che offrono un’illimitata fonte di energia) lo guida su Tritone, a scontrarsi con il duca Manciù della Morte che da anni lui conosce sotto un altro nome, si può star certi che il caleidoscopico gioco delle parti creato da Alfred Bester in questo ultimo romanzo è destinato a trovare un finale pirotecnico.
Copertina di Vicente Segrelles

I simulacri

Nel XXI secolo gli Stati Uniti d’Europa e d’America sono governati da una coppia incantevole: der Alte, il presidente, e la First Lady, vero motore del potere. Popolare e amatissima star televisiva, la donna nasconde segreti che ne potrebbero destabilizzare l’autorità, e si oppone a ogni tentativo di rovesciamento del suo benigno regime. Fra complotti, corporation industriali, conflitti sociali tra élite e massa, tra chi conosce la verità sulla reale natura di der Alte e chi crede ciecamente nella verità offerta al pubblico, si muovono gli altri personaggi del romanzo: il pianista psi Richard Kongrosian, capace di suonare senza toccare i tasti; Bertold Goltz, capo dell’organizzazione dei Figli di Giobbe; Loony Luke, venditore di astronavi che permettono alle famiglie disperate di emigrare su Marte; e poi i simulacri, sostituti robotici degli esseri umani, usati come strumenti fondamentali di un rischioso gioco politico.Un affresco che precorre la politica-spettacolo e la religione dell’apparire, temi che Dick anticipa con gli strumenti analitici della fantascienza, e con un sentimento profondo della condizione umana.

(source: Bol.com)

Il simposio

La filosofia di Platone (428 o 427 a.C. – 348 o 347 a.C.) ha rappresentato il punto di riferimento di una lunghissima tradizione e costituisce le basi del pensiero occidentale. La parte più importante della sua opera è costituita da dialoghi: il Simposio è uno di questi. Mettendo in scena un banchetto i cui partecipanti sono personaggi in vista della società ateniese, fra cui Socrate, Alcibiade, Pausania e Aristofane, Platone discetta lungamente sull’amore. È qui che sono contenute alcune fra le concezioni più famose in proposito, come quella che vede Eros figlio della povertà e dell’espediente e l’uomo come un essere incompleto che, a causa di una punizione divina, è eternamente alla ricerca della metà perduta. Questa straordinaria opera è oggi disponibile, per la cura di Giuseppe Cambiano, anche in edizione digitale, arricchita di note ipertestuali.

Simboli della scienza sacra

La coppa del Graal e la Lingua degli Uccelli, il loto e la rosa, lo Zodiaco e il Polo, la montagna e la caverna, la cupola e la ruota, l’Albero del Mondo e l’Albero della Vita, il ponte e i nodi, il cuore e il granello di senape, la Tetraktys e la bevanda dell’immortalità, l’uovo del Mondo e le porte solstiziali, la Terra Santa e la Città divina – sono questi, e molti altri, i «simboli della Scienza sacra» di cui Guénon ci svela e rivela i molteplici significati in questo libro insostituibile.

I simbionti

Tutto era cominciato con una missione scientifica nell’oceano, a bordo della supernave Sea Venture. Poi, una misteriosa epidemia si era diffusa tra gli uomini dell’habitat marino e aveva indotto il governo a mettere in quarantena l’unità e tutti coloro che avevano partecipato alla missione. Si era poi scoperto che l’agente patogeno non era affatto un comune virus, ma un essere intelligente formato da energia, il Simbionte. Ora i Simbionti si sono moltiplicati e occupano i corpi di numerosi esseri umani, ma non è un’invasione maligna come quella degli ultracorpi: infatti, gli uomini toccati da questa intelligenza sconosciuta sono migliori e più maturi, capaci di capire meglio il mondo e soprattutto le ragioni degli altri. Ma proprio la loro tolleranza e lungimiranza li rendono sospetti agli occhi dei governi della terra. Che non hanno alcun interesse, a quanto pare, a trasformare il nostro vecchio pianeta in un mondo più ragionevole. Il nuovo romanzo di Damon Knight è una moderna utopia, ma anche un racconto serrato e senza esclusione di colpi di scena.
Copertina: Oscar CHICONI

Silver Moon: Il serpente di pietra

Yelena torna alla terra e alla famiglia cui era stata strappata e comincia il durissimo addestramento alla magia. Belve feroci, complotti e minacce di oscuri avversari non sono tuttavia i soli pericoli che deve affrontare nella selvaggia Sitia: un misterioso assassino, che paralizza e uccide come un serpente, ha deciso infatti di impadronirsi dei suoi poteri. Nella lotta per salvare se stessa e il suo mondo, Yelena troverà gli amici di un tempo e soprattutto Valek, l’unico uomo impermeabile alla magia, ma non al suo amore.

Il Silmarillion

Il “Silmarillion”, iniziato nel 1917 e la cui elaborazione è stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. “Opera prima”, dunque (ma anche “ultima”, e di tono assai diverso, ben più elevato delle altre), essa costituisce il repertorio mitico di Tolkien, quello da cui è derivata, direttamente o indirettamente, la filiazione delle sue favole, da “Lo Hobbit” a “Il Signore degli Anelli”, da “Il cacciatore di Draghi” ai racconti di “Albero e foglia”. Si tratta di un’opera che, nella vasta produzione di Tolkien, occupa una posizione di primato, non soltanto temporale, ma anche e soprattutto tematica e formale. Vi si narrano gli eventi della Prima Era, alla quale di continuo si rifanno, come a un necessario antecedente e a una chiave interpretativa, i personaggi e le avventure de “Il Signore degli Anelli”. (Marco Respinti)
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Sillabari

“Forse il modo migliore per leggere quello che insieme a “Il ragazzo morto e le comete”, a “Il padrone” e a “L’odore del sangue” è tra i vertici dell’opera di Parise, è fare come se di Parise non conoscessimo nulla, e questo libro uscisse per la prima volta oggi. Che immagine ci faremmo dell’autore dei “Sillabari”? I suoi racconti sembrano prossimi alla Mitteleuropa di Peter Altenberg: nel sentimento che non scade nel sentimentalismo, nell’asciutta creaturalità, nella musica fintamente trasandata; ma può anche essere un seguace del Robert Walser dei racconti in forma di temi di scuola: meno follemente didascalico, più narrativo, più “carnale”; o può somigliare a uno scrittore americano alla Truman Capote: per lo sguardo acuto e quasi tattile che cala nel mondo dell’adolescenza, per la capacità di dare parole ai trasalimenti privi di parole del corpo”. (Giuseppe Montesano)
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Il silenzio

In media, perdiamo la concentrazione ogni otto secondi: la distrazione è ormai uno stile di vita, l’intrattenimento perpetuo un’abitudine. E quando incontriamo il silenzio, lo viviamo come un’anomalia; invece di apprezzarlo, ci sentiamo a disagio. Erling Kagge, al contrario, del silenzio ha fatto una scelta. Nei mesi trascorsi nell’Artide, al Polo Sud o in cima all’Everest, ha imparato a fare propri gli spazi e i ritmi della natura, e a immergersi in un silenzio interiore, oltre che esteriore: un immenso tesoro e una fonte di rigenerazione che tutti possediamo a cui è però difficile attingere, immersi come siamo dal frastuono della vita quotidiana. Ma che cos’è il silenzio? Dove lo si trova? E perché oggi è piú importante che mai? Queste sono le tre domande che Kagge si pone, e trentatre sono le possibili risposte che offre. Trentatre riflessioni scaturite da esperienze, incontri e letture diverse, e tutte animate da un’unica certezza: che il silenzio sia la chiave per comprendere piú a fondo la vita.

(source: Bol.com)

Silenzio e Onore

Agosto 1941. Hiroko, diciottenne giapponese, viene mandata dagli ambiziosi genitori in California, per completare gli studi. In America trova un mondo completamente differente da quello che ha lasciato e nel quale si integra faticosamente, finché non conosce l’affascinante professor Jenkins con cui inizia una appassionata relazione. Pochi mesi dopo un terribile evento sconvolge gli Stati Uniti: Pearl Harbour è bombardata dai giapponesi e lo scoppio della guerra ha terribili conseguenze sulla vita di Hiroko. Anche lei, come altri suoi connazionali residenti in America, viene rinchiusa in un campo di concentramento…
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Un silenzio disperato

Specialista di psicologia criminale, nella sua carriera Sylvia Strange si è trovata ad affrontare i casi più complessi e disperati, ma quello che le si presenta ora nella persona della piccola Serena sembra quasi impossibile. Muta, terrorizzata e chiusa in se stessa, Serena è appena scampata a un incidente di macchina nel deserto intorno a Santa Fe. Sono molti i misteri che la circondano: è un’immigrata clandestina dal vicino Messico? Cosa contiene il misterioso quadernetto che tiene gelosamente con sé? E perché di comporta come se fosse inseguita da demoni assassini? Quando un cadavere viene rintracciato non lontano dal luogo dell’incidente e Serena subisce un tentativo di omicidio, Sylvia capisce che quei demoni sono vivi e reali, che la bambina è l’innocente pedina di una spietata lotta di potere. E comincia a indagare…

Il silenzio dell’onda

Da mesi, il lunedì e il giovedì, Roberto Marias attraversa a piedi il centro di Roma per raggiungere lo studio di uno psichiatra. Si siede davanti a lui, e spesso rimane in silenzio. Talvolta i ricordi affiorano. E lo riportano al tempo in cui lui e suo padre affrontavano le onde dell’oceano sulla tavola da surf. Lo riportano agli anni rischiosi del suo lavoro di agente sotto copertura, quando ha conosciuto il cinismo, la corruzione, l’orrore. Fuori, ma anche dentro di sé. Di professione fantasma, ha imparato a ingannare, a tradire, a sparire senza lasciare traccia. Una vita che lo ha ubriacato e travolto. Le parole del dottore, le passeggiate ipnotiche in una Roma che lentamente si svela ai suoi occhi, l’incontro con Emma, come lui danneggiata dall’indicibilità della colpa, gli permettono di tornare in superficie. E quando Giacomo gli chiede aiuto contro i suoi incubi di undicenne, Roberto scopre una strada di riscatto e di rinascita.
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Il silenzio dell’innocenza

«Mi chiamo Somaly; o, per lo meno, così mi chiamo adesso. Come tutti, in Cambogia, di nomi ne ho avuti parecchi. Un nome deriva da una scelta provvisoria, lo si cambia come si cambia vita se la sfortuna si accanisce contro di noi, per esempio. Ma non mi ricordo bene dei nomi che ho avuto quando ero piccola. Del resto, non ricordo quasi niente della mia prima infanzia; non so granché delle mie origini e ho ricostruito a posteriori, da vaghi ricordi, quel minimo di storia che sto per raccontarvi…» Nata nella poverissima campagna cambogiana, dove i genitori arrivano a vendere i propri figli all’età di cinque o sei anni per pochi soldi, Somaly Mam, oggi trentacinquenne, ha vissuto parte dell’adolescenza in un bordello, in condizione di schiavitù. Violentata, picchiata e torturata, è riuscita a sottrarsi al suo destino e insieme al marito Pierre Legros ha creato nel 1997 un’associazione no-profit, la AFESIP (Agir pour les femmes en situation précaire) che dalla Cambogia, dove ha la sede principale, si è rapidamente sviluppata in Tailandia, Vietnam e Laos. Nonostante abbia subito numerose minacce, finora Somaly Mam è riuscita a salvare dalla prostituzione e dalla schiavitù migliaia di ragazze. Il silenzio dell’innocenza racconta la sua storia, la storia di migliaia di persone come lei, il dolore e la rabbia, ma anche la speranza che il mondo possa cambiare.
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### Sinossi
«Mi chiamo Somaly; o, per lo meno, così mi chiamo adesso. Come tutti, in Cambogia, di nomi ne ho avuti parecchi. Un nome deriva da una scelta provvisoria, lo si cambia come si cambia vita se la sfortuna si accanisce contro di noi, per esempio. Ma non mi ricordo bene dei nomi che ho avuto quando ero piccola. Del resto, non ricordo quasi niente della mia prima infanzia; non so granché delle mie origini e ho ricostruito a posteriori, da vaghi ricordi, quel minimo di storia che sto per raccontarvi…» Nata nella poverissima campagna cambogiana, dove i genitori arrivano a vendere i propri figli all’età di cinque o sei anni per pochi soldi, Somaly Mam, oggi trentacinquenne, ha vissuto parte dell’adolescenza in un bordello, in condizione di schiavitù. Violentata, picchiata e torturata, è riuscita a sottrarsi al suo destino e insieme al marito Pierre Legros ha creato nel 1997 un’associazione no-profit, la AFESIP (Agir pour les femmes en situation précaire) che dalla Cambogia, dove ha la sede principale, si è rapidamente sviluppata in Tailandia, Vietnam e Laos. Nonostante abbia subito numerose minacce, finora Somaly Mam è riuscita a salvare dalla prostituzione e dalla schiavitù migliaia di ragazze. Il silenzio dell’innocenza racconta la sua storia, la storia di migliaia di persone come lei, il dolore e la rabbia, ma anche la speranza che il mondo possa cambiare.

Il silenzio del testimone

Il famoso avvocato Tony Lord non può negare il suo aiuto a Sam Robb, accusato ingiustamente di un brutale omicidio. Non può tirarsi indietro perché Sam è un suo amico d’infanzia, e perché, vent’anni prima, anche lui ha vissuto un’esperienza analoga, incriminato per la morte della propria fidanzata. Tornato per le indagini a Lake City, la sua città natale, Tony viene risucchiato in un vortice di memorie che pensava di avere rimosso: c’è ancora qualcuno infatti, che ricorda molto bene l’omicidio per cui era stato accusato e lo ritiene ancora il vero colpevole. Prigioniero di un passato tragico e di un presente segnato dal sospetto, Tony dovrà fare appello a tutte le sue forze per risolvere il mistero che avvolge i due omicidi.
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