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Orzowei

NEL SUO ANGOLO D’AFRICA, ISA È UN DIVERSO, UN EMARGINATO, PERCHÉ HA LA PELLE BIANCA. LO CHIAMANO ORZOWEI, “IL TROVATO”. HA UN DURO COMPITO DAVANTI A SÉ: FARSI ACCETTARE DAGLI ALTRI E CONQUISTARSI UN POSTO NEL MONDO.

Gli orrori della Siberia

Gli orrori della Siberia è un romanzo d’avventura, scritto da Emilio Salgari nel 1900. L’ex colonnello del reggimento Finlandia Sergio Wassiloff, polacco trentaseienne nato a Varsavia, e il giovane Ivan Sandorf, studente di Odessa, entrambi esiliati per motivi politici, giungono in piroscafo, scortati da molti cosacchi, a Tobol’sk, da dove i forzati a vita iniziano la marcia a piedi verso la Siberia.
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Gli orrori del trasfinito

La ragazza prese la tessera che Dalroi le porgeva e la guardò sfavorevolmente. — Avete un appuntamento? — No — disse Dalroi — solo chi s’aspetta di vivere a lungo prende appuntamenti. Devo parlare con Peter Madden. — Potete dirmi di che affare si tratta? — chiese la ragazza. — Per il momento non ha un nome — disse Dalroi — ma se non avrò risposte soddisfacenti, dovrò chiamarlo un caso di omicidio. Il protagonista di questo romanzo, come il lettore avrà già capito, è un investigatore del tipo duro. Ma l’oggetto della sua investigazione supera ogni fantasia umana, e le indagini si svilupperanno in un crescendo di orrori fino al più spettacolare, più transfinito dei finali.

L’orrore sotterraneo

Questa volta l’orrore giace ben nascosto sotto i deserti del Sudovest americano. La Umbrella Corporation, l’albero del male i cui piani segreti sono già stati più volte sventati dagli agenti della S.T.A.R.S., ha in serbo una nuova nidiata di mostri “perfetti” e geneticamente mutati: ma non è tutto. Alcuni membri della S.T.A.R.S. hanno rinnegato la propria squadra e sono passati al nemico, pronti a difendere il presidio del terrore. Tuttavia Leon Kennedy, Claire Redfield e Rebecca Chambers – i più coraggiosi “operatives” impegnati in questo scontro mortale – sanno che la possibilità di sconfiggere per sempre il complotto della scienza deviata esiste… basta riuscire a entrare nella base subito e impedire che il nuovo progetto Umbrella venga immesso su Internet.

L’Orrore Di Gow Island

Un’isola di pochi chilometri quadrati. Una stretta pista di atterraggio e di decollo. Alcune baracche per l’alloggio del personale, un capannone a uso di magazzino, la stazione radio e radar. Un aereo schiantato in mezzo alla pista. La semplicità di questo impianto scenico contrasta violentemente con la macchinosità di certi romanzi dai mille e uno personaggi; ma trattandosi di Leinster, il lettore sa bene che la semplicità non andrà a scapito dell’interesse, anzi. E’ proprio quando, con la distruzione del generatore elettrico, i pochi elementi *visibili* scompaiono, che l’orrore di Gow Island assume tutta la sua potenza di suggestione.

L’orrore di Dunwich e altri racconti. Ediz. integrale

Sulla cupa collina battuta dai venti e dai fulmini degli uragani, si erge la scura casa dei Whateley, dal cui interno si sentono provenire suoni innominabili, sintomatici di misteriose presenze. Quando finalmente gli abitanti dei dintorni si decidono ad attaccare la casa per porre termine alle uccisioni di uomini e di animali che si verificano in tutta la zona, scoprono un essere a metà tra un uomo e un mostro alieno che…

Orrore a Crouch End

In questa collana dedicata ai Maestri del Fantastico non poteva certo mancare quello che è considerato attualmente il miglior scrittore di narrativa Horror, ossia Stephen King. Ed eccolo qui puntuale all'appuntamento con i nostri lettori, in un romanzo breve che ha scritto in omaggio a Lovecraft, un autore questo che ha sempre molto apprezzato ed amato.
Parlare di King è assolutamente superfluo. Tutti conoscono assai bene questo grande autore americano, ed i suoi romanzi e racconti, oltre a godere di un'enorme popolarità nel nostro Paese – come peraltro in tutto il resto del mondo – sono stati diverse volte trasportati sullo schermo, riscuotendo anche in questa sede gli stessi consensi di pubblico e critica che hanno sempre conseguito per la narrativa.
Ma King non è il solo in questo volume a tributare il suo omaggio a Lovecraft: altri nomi di tutto rispetto si affiancano a lui nel ricordare con i loro scritti il grande "Solitario di Providence", e fra questi balzano subito all'occhio i nomi di Ted Klein, di Ramsey Campbell, di Basil Copper e Frank Belknap Long.
Infine, a completare un volume eccezionale sotto tutti i punti di vista, abbiamo un inedito di Lovecraft curato ed elaborato sul testo originale da Martin Warnes. Insomma, un libro unico ed insostituibile che arricchirà la vostra biblioteca del Fantastico Orrorifico.

L’orologio liquefatto

Toby Peters è certamente il più scalcinato investigatore privato della Hollywood anni ’40 e sulla sua difficile strada incontra sempre personaggi strambi ed eccentrici. Come il grande Salvador Dalì, il genio del surrealismo, che lo assume e gli affida un caso un po’ particolare. Dalla residenza di Carmel, al pittore sono stati rubati tre dipinti e tre antichi orologi russi che la moglie Gala aveva portato con sé quando era fuggita dall’Unione Sovietica. È ovvio che Dalì ha pagato qualcuno perché rubasse i quadri; un’operazione architettata a scopi pubblicitari. Ma il piano prevedeva il furto di due dipinti soltanto. Se il terzo quadro dovesse essere visto dal pubblico, lo scandalo che ne seguirebbe sarebbe una rovina per la carriera e la fama del pittore. E méntre Peters, accompagnato da Gunther Wherthman, il nano erudito, e Jeremy Butler, il lottatore-poeta, si affanna per salvare la faccia al grande Dalì, un’altra celebrità fa sentire la sua presenza… con una serie di misteriosi delitti.

L’orologiaio di Everton

Un sabato sera del tutto uguale agli altri, tornando a casa dopo la solita partita a *jacquet* con l’amico Musak (uno dei riti capitali della sua esistenza monotona e ripetitiva), Dave Galloway scopre che il figlio Ben se n’è andato, portandosi via il furgone e senza avergli scritto neanche due parole di addio – esattamente come, quindici anni e mezzo prima, se n’era andata la madre di Ben, lasciandosi dietro una scia di profumo volgare, un vecchio paio di scarpe e un bambino di pochi mesi. Su quel bambino il padre si era chinato aspirandone l’odore tiepido «di pane appena sfornato» – e da allora aveva vissuto soltanto per lui. Ogni attimo della sua vita. La notte come il giorno. «Sei felice, Ben?» gli chiedeva, più spesso di quanto avrebbe dovuto, e alla sua risposta affermativa insisteva: «Lo sai che sono tuo amico, vero, Ben?». Ma sì, Ben sembrava felice: era un bravo ragazzo, un alunno modello; forse solo un po’ chiuso, un po’ malinconico. Sulla madre non aveva mai fatto domande. Quando gli viene detto che Ben è scappato con una ragazzina di quindici anni, Lillian, che insieme hanno ucciso un uomo e stanno fuggendo lungo le strade del Middle West inseguiti dalle polizie di cinque Stati, Dave comincia a domandarsi che cosa sa di suo figlio, e del proprio essere stato figlio. Dopo l’arresto Ben si rifiuterà di vedere il padre, ma Dave deciderà di rimanergli ugualmente accanto: perché nel figlio ha riconosciuto quello stesso desiderio di ribellione che appartiene anche a lui, ed è appartenuto a suo padre, quel rifiuto dei limiti che è «il segreto degli uomini» – degli uomini che lo soffocano come di quelli che un giorno varcano la linea di confine. Quel segreto di cui forse Dave sarà ora capace di parlare a suo figlio, e al figlio di suo figlio che Lillian sta per mettere al mondo.

L’oro di Mosè

Nel corso di uno scavo in una grotta di Betania, il villaggio sul fiume Giordano dove fu battezzato Gesù, padre Matteo scopre una serie di scheletri affiancati che portano al collo un collare di ferro simile a quello degli schiavi, ornato da oscure incisioni. All’inizio Matteo, preso dai molti compiti del suo ruolo di Custode e preoccupato per l’insorgere di una serie di malesseri che gli procurano forti dolori, e che si riveleranno per i primi sintomi del morbo di Burger, sottovaluta la scoperta. Ma quando padre Vidigal gli rivela che le incisioni rappresentano lo stemma di Federico II, e attorno a lui cominciano a verificarsi strani fatti, Matteo capisce di aver messo le mani su qualcosa che scotta.
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L’oro bianco

Questo romanzo appartiene alla seconda Trilogia di Thomas Covenant, un uomo dei nostri tempi proiettato nella Landa dove è in atto uno scontro tra le forze del Bene e del Male.
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Ormoni!

“Ormoni!”, esclama spesso riducendo tutto ad un meccanismo naturale. L’amore, la passione, il desiderio, la poesia, l’arte e l’intera vita, divengono ‘mere trasformazioni dell’istinto e delle pulsioni chimiche che gli ormoni, elementi atti alla stimolazione delle funzioni e alla regolazione dell’equilibrio degli importanti fenomeni vitali, hanno perduto’.
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L’orlo della voragine

Che cosa faremmo se la civiltà che conosciamo, con le sue macchine, le sue comunicazioni, le sue comodità, scomparisse dal giorno alla notte? A questa domanda, che ha affascinato decine di scrittori di fs. e milioni di lettori, dà ora la sua risposta McIntosh in un romanzo di eccellente fattura, svelto, movimentato, ben raccontato, che arricchisce il filone della fantascienza catastrofica di una suggestiva immagine: le “isole di terra” circondate da enormi crepacci nelle quali i superstiti tentano di riorganizzare la vita.
Copertina: Karel Thole

Orizzonti e limiti della scienza. 10ª cattedra dei non credenti

Dai cieli all’uomo. Shakespeare e Galileo, Bruno e Newton all’alba della nostra modernità hanno scorto nella volta celeste un Grande Libro in cui erano scritti, “in caratteri matematici”, leggi di natura e destini di individui, popoli e imperi. Oggi che i nostri cieli sono solcati dai satelliti artificiali, qualcuno considera come un Libro il nostro genoma: un Libro non meno enigmatico, in cui dobbiamo decifrare se ci toccherà in futuro salute o malattia, virtù o vizio, prosperità o sventura. Nel volume saggi di: George Coyne e Francesco Bertola, Julian Chela Flores e Edoardo Boncinelli, Alberto Oliverio e Giuliano Avanzini, Giulio Giorello e Bruno Forte, Carlo Maria Martini.
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Le origini del rituale nella chiesa e nella massoneria

*Gli articoli qui riuniti originariamente furono *
*pubblicati sulla rivista “Lucifer” fondata dalla *
*signora Blavatsky e probabilmente sono il risultato di altrettante conversazioni sull’argomento.*
*Nulla da dire sull’importanza del lavoro: il lettore scrupoloso lo vedrà da sé.*
*Piuttosto mette  conto di rilevare, per gli ignari ed i semplici, che la vera Massoneria non è quella *
*semplice, superficiale e malfamata che amici *
*ignoranti e nemici interessati fanno conoscere ma è quella vera Saggezza o Sapienza Antica *
*che è esistita, esiste ed esisterà sempre in quanto *
*risponde a quelle domande che, ad un certo punto della sua evoluzione, un individuo *
*rivolge a se stesso: *
*“Chi sono? *
*Cosa sono venuto a fare in questo mondo? *
*Qual è il compito mio, lo scopo della mia vita?*