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Un gatto, un cappello e un nastro

Che cosa vi portereste su un’isola deserta? L’autrice di “Chocolat” non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all’occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l’immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita. I racconti di Joanne Harris raccolti in “Un gatto, un cappello e un nastro” sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito. Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato. E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà…

Il gatto in noi

Sarà probabilmente una sorpresa per molti scoprire che William Burroughs, l’efferato cantore di saghe che si svolgono in terre di mutanti e in cui l’umanità è una sopravvivenza arcaica, ha anche scritto uno dei più delicati e percettivi libretti che conosciamo sui gatti – anzi, più precisamente, sul gatto come «compagno psichico». Gatti bianchi, gatti arancioni, gatti persiani; gatti amati, gatti di strada; gatti soprannaturali come piccoli dèi del focolare; creature con un che di felino, un che di umano e un che di «ancora inimmaginabile», frutto di unioni arcane e lontanissime che l’autore si sente chiamato a rievocare e a proteggere come un benefico Guardiano: sono questi i protagonisti a cui Burroughs dà la parola. La sua voce diventa piana, pur mantenendo una vibrazione inquietante. E l’affinità immediata fra l’autore e questi esseri appare palese, ancor più di quella con altri suoi personaggi. Le storie, le osservazioni, hanno una naturalezza carica di intensità, forse perché in queste pagine Burroughs ha nascosto «un’allegoria», visitando il suo passato come una «sciarada gattesca». *Il gatto in noi* è uscito per la prima volta a New York nel 1986 in un’edizione a tiratura limitata e poi, sempre a New York, nel 1992.

Il gatto che leggeva alla rovescia

Il mondo dell’arte moderna è un mistero per molti. Soprattutto per Jim Qwilleran al quale è stata affidata una rubrica di colore nella pagina dedicata all’arte di un giornale, il Daily Fluxion. Perché, bazzicando artisti e mostre, si trova a inciampare in una serie di eventi sconcertanti e terribili. Un uomo ucciso con una pugnalata in una galleria, quadri sfregiati e una caduta fatale da un’impalcatura. Jim Qwilleran decide di investigare. Ma il caso è molto complicato e il giornalista andrebbe senz’altro fuori strada se ad aiutarlo non intervenisse Koko, un eccentrico gatto siamese, intelligente e aristocratico, che legge i titoli dei giornali ed è un grande estimatore d’arte. Un romanzo delizioso e la coppia di investigatori più improbabile, più insolita e più divertente della narrativa gialla.

Garrett

«Chiudi quella bocca sudicia! Sei solo un ingrato stupido ragazzino. Ti è bastato un singolo mese in mezzo a quei bigotti, che pensi siano tuoi amici, per ridurti a essere un fallito identico a loro. Non presentarti mai più qui finché non avrai compreso quanto vile sia il tuo comportamento!»
Quando Bradford Garrett Gordon-Lennox, per tutti Garrett, varca la soglia della casa paterna, quelle sono le prime parole dell’uomo che gli rimbombano in testa. Uno degli insegnamenti che il padre ha voluto instillargli con la certezza che lo comprendesse in pieno: la sua parola era legge. Dopo di che lo aveva cacciato da casa a soli sedici anni per farlo “diventare uomo”.
Da quel giorno sono passati più di dieci anni, ma Garrett non ha ancora perdonato l’Ammiraglio per averlo segregato alla base di Annapolis, imponendogli la sua visione del mondo. Tornare in quella villa, camminare in quelle stanze permeate dalla presenza del genitore, non lo aiuta a scacciare lontano quei ricordi difficili che gli pesano come massi sullo stomaco; nonostante questo è tornato, perché il padre è morto. L’uomo giace inerme dentro una bara di legno, anche se la sua presenza è forte come se fosse ancora vivo.
Garrett deve quindi affrontare il giudizio di estranei e parenti, che arrivano per il funerale, e allo stesso tempo combattere con i ricordi. Deve restare fino al giorno seguente e dimostrare a tutti che si può essere gay e uomini allo stesso tempo. Un intero giorno in cui passato e presente si mescolano come carte in una partita di poker, ma Garrett ha imparato a solcare la tempesta del passato che sopraggiunge a vele spiegate.
ATTENZIONE V.M.18, ALCUNE SCENE ALL’INTERNO DEL ROMANZO POTREBBERO URTARE UN PUBBLICO SENSIBILE!

Garibaldi era comunista

”Il guaio è che da studenti ci siamo abituati a vedere i personaggi storici in maniera semplificata. Alcuni ci sembrano buoni come il pane, pronti a lottare ogni giorno per il bene e per i deboli, in ogni momento generosi e coraggiosi, altri ci sembrano invece personaggi terribili, crudeli, che godono come pazzi soltanto quando vedono soffrire il prossimo. Siamo seri, le cose non possono stare proprio così.”

Immaginiamo di salire su una macchina del tempo a due posti. Accanto a noi, Luciano De Crescenzo. Immaginiamo di viaggiare nel passato e trovarci faccia a faccia coi grandi della Storia, scoprire i loro lati meno consueti, poter fare due chiacchiere come se fossimo davanti a una tazzina di caffè.
Incontrare Adamo e chiedergli com’è andata a finire poi con Eva dopo la faccenda della mela. Incontrare Masaniello per capire meglio la politica di oggi, o Cavour (”uno che dalle mie parti non ha tutta questa popolarità…”) per discutere della questione meridionale. Dire a Romolo: ”Non ho mai capito se tu sei il fratello buono o quello cattivo. A partire da Caino e Abele, fino ad arrivare a John e Lapo Elkann, ce n’è sempre uno con la faccia perbene e un altro che si caccia nei guai”. Incontrare Adriano ”uno dei più simpatici” e Napoleone, che magari così simpatico non sarà stato, però bisogna ammettere che ci sapeva fare. Capire se Nerone era davvero un ”fetente” o se in fondo forse è stato diffamato. O perché Mussolini si è fermato davanti a un bidet… E poi ovviamente scoprire perché, camicia rossa a parte, Garibaldi era comunista.

(source: Bol.com)

I garbati maneggi delle signorine Devoto

Nella Via Privata Vassallo, a Sestri Ponente, il tempo passa lentamente, le tradizioni si rispettano e il clamore del mondo arriva attutito. Regine di questo regno, chiunque vi abiti lo sa, sono le signorine Devoto: Santa, Mariannin e Siria, uguali eppur diverse, e convinte che il genere umano si divida in due: le persone per bene, rispettabili, cristiane e all’antica, e quelle poco raccomandabili, cioè tutte le altre. Miti e riservate, saranno proprio loro, tuttavia, a scendere in campo per prime e con insospettabile decisione quando la tranquillità e il buon nome del loro mondo verranno minacciati. Qualcuno infatti ha messo gli occhi sulle belle proprietà della Via Privata Vassallo, qualcuno pronto anche al crimine pur di ottenere ciò che vuole.
Il romanzo di Renzo Bistolfi è una fotografia degli anni Cinquanta, velata di amabile nostalgia per un luogo e un tempo ormai scomparsi, e per un piccola folla di personaggi di straordinaria umanità.

La Gara Di Ballo (Love in Hospital Vol. 3)

Serena è la più cara amica di Chiara Castellucci, la protagonista della saga ‘Amore sotto anestesia’.
Le due ragazze sono cresciute insieme, sono complementari, eppure estremamente diverse, sia fisicamente che caratterialmente. Chiara è bionda e alta, dolce e conciliante.
Serena è piccola, ben proporzionata, scura di capelli e occhi e bianca di carnagione. A differenza dell’amica ha un carattere forte e volitivo, è un peperino.
Un insormontabile ostacolo la costringe a rinunciare alla sua amata pediatria e a ripiegare su un incarico al pronto soccorso.
Questo lavoro la metterà in crisi, a causa del forte impatto fisico ed emotivo che implica, ma forgerà la sua preparazione ed il suo carattere.
Al pronto soccorso Serena conoscerà due giovani colleghi, Max e Andrea; Max è un ragazzo tranquillo, che la corteggia con discrezione; Andrea è arrogante e volitivo e ben presto entra in contrasto con Serena, che è altrettanto volitiva e sicura di sé.
I due, troveranno inaspettatamente un punto di incontro nella danza; passione che condividono con ardore.
Il terzo libro della serie ‘Love in hospital’, ha un’ambientazione diversa rispetto ai due precedenti. L’azione si svolge in un servizio di pronto soccorso e nelle piste da ballo, dove i protagonisti si sfidano a colpi di battute salaci, scherzi pesanti e passi di danza.

Il gangster dei miei sogni

A pochi giorni dal matrimonio, Isabeau viene lasciata da Jerome, che vola a San Francisco per seguire un corso di cucina giapponese. Non volendosi arrendere, lei decide di lasciare tutto per seguirlo in America. Quello che non sa è che la sua vita sta per essere stravolta integralmente e tutto per uno stupido scambio di valigie. Tra appostamenti, traffico di droga, inseguimenti della polizia e sparatorie, la semplice insegnante di musica si ritroverà ad essere assunta come sicario da uno dei più pericolosi boss di Little Italy. Lei, che non è mai riuscita ad uccidere neanche una zanzara! Ma com’è possibile che siano bastate meno di trentadue ore per far diventare una ragazza all’apparenza così affabile in una pericolosa criminale? E’ quello che cerca di scoprire Frank Taylor, nipote del capoclan del Cartello, la più potente organizzazione di stampo mafioso di tutta la costa.

Gambler (Mike Summers Vol. 3)

Sei pronto a iniziare la partita?
Las Vegas, giugno 2008
Mike Summers deve lasciare Atlanta per qualche giorno per partecipare a un convegno di criminologia a Las Vegas. Ne farebbe volentieri a meno, non gli piace l’idea di rimanere inattivo quando alla Omicidi sono costantemente in lotta contro il tempo. Inoltre, è giunto il momento di mettere ordine nella sua vita – non può più aspettare.
Ma non può sottrarsi all’impegno, e il suo capitano è addirittura convinto che una pausa gli farà bene.
Ciò che nessuno dei due può prevedere è che la pausa sarà in realtà solo un cambio di scena, perché qualcuno ha puntato l’attenzione su quell’insolito raduno di poliziotti provenienti da tutto il paese. Qualcuno che si firma Gambler e, come un vero giocatore, sceglie un mazzo di carte per presentarsi.
Mike e il suo amico e collega Alex Newman sono i primi a cercare di scoprire le regole del gioco, per rendersi presto conto che Gambler le modifica a suo piacimento, rilanciando senza dare loro il tempo di capire che cosa ha in mano. La partita diventa una vera e propria sfida quando al tavolo arriva l’FBI.
Il dedalo di corridoi degli alberghi di Las Vegas, i suoi rumorosi casinò aperti a ogni ora del giorno e della notte, lo Strip con le sue mille insegne al neon che rendono la città un faro nel deserto si trasformano allora in un incubo per un pugno di poliziotti chiamati a fermare un criminale con un progetto misterioso e letale, che procede con la precisione e il rullio vittorioso di una scala reale.
Perché picche è il seme della vendetta.
E l’unico modo per fermare Gambler sarà giocare.
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### Sinossi
Sei pronto a iniziare la partita?
Las Vegas, giugno 2008
Mike Summers deve lasciare Atlanta per qualche giorno per partecipare a un convegno di criminologia a Las Vegas. Ne farebbe volentieri a meno, non gli piace l’idea di rimanere inattivo quando alla Omicidi sono costantemente in lotta contro il tempo. Inoltre, è giunto il momento di mettere ordine nella sua vita – non può più aspettare.
Ma non può sottrarsi all’impegno, e il suo capitano è addirittura convinto che una pausa gli farà bene.
Ciò che nessuno dei due può prevedere è che la pausa sarà in realtà solo un cambio di scena, perché qualcuno ha puntato l’attenzione su quell’insolito raduno di poliziotti provenienti da tutto il paese. Qualcuno che si firma Gambler e, come un vero giocatore, sceglie un mazzo di carte per presentarsi.
Mike e il suo amico e collega Alex Newman sono i primi a cercare di scoprire le regole del gioco, per rendersi presto conto che Gambler le modifica a suo piacimento, rilanciando senza dare loro il tempo di capire che cosa ha in mano. La partita diventa una vera e propria sfida quando al tavolo arriva l’FBI.
Il dedalo di corridoi degli alberghi di Las Vegas, i suoi rumorosi casinò aperti a ogni ora del giorno e della notte, lo Strip con le sue mille insegne al neon che rendono la città un faro nel deserto si trasformano allora in un incubo per un pugno di poliziotti chiamati a fermare un criminale con un progetto misterioso e letale, che procede con la precisione e il rullio vittorioso di una scala reale.
Perché picche è il seme della vendetta.
E l’unico modo per fermare Gambler sarà giocare.

Galileo reloaded. Il metodo scientifico nell’era dellla post-verità

Perché, oggi, è ancora così attuale la storia di Galileo? Dalle pagine di questa biografia pop e insieme rigorosa, Galileo ci parla a distanza di quattro secoli e le sue vicende descrivono un’Italia, e un italiano, decisamente moderni. In un Paese che vive una forte lacerazione generazionale, Galileo può essere per i giovani un esempio di intraprendenza e ambizione degne di uno startupper che sa mettersi continuamente in gioco. E riabilita insieme la figura dell’anziano: a settant’anni compiuti – tanti ne aveva quando finì sotto processo – Galileo non è un vecchio che si rassegna a guardare cantieri come un umarell. Proprio ciò che affronta sul piano umano e scientifico fa della sua storia un racconto necessario per ridare speranza all’Italia. Infine, ma non meno importante, in tempi di post-verità di tutti i generi che sembrano tingere il futuro di sfumature fosche, vale la pena raccontare la storia di Galileo per vedere, a distanza di quattro secoli, che ne è stato del seme del dubbio piantato dal grande scienziato.
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Galera ed esilio. Storia di un comunista

Il 7 aprile 1979, Toni Negri e tanti suoi compagni vengono arrestati in nome di un teorema giudiziario – il celebre «teorema Calogero»: i «professorini» che guidavano Autonomia Operaia erano i capi occulti del terrorismo brigatista – che la storia e i processi smentiranno completamente. Negri fu tra le principali vittime di questa persecuzione, che venne presto percepita come tale da ampi settori dell’opinione pubblica nazionale e internazionale. Questo libro parte da quel 7 aprile e racconta gli anni tremendi delle carceri, speciali e no, su e giù per l’Italia, ma sempre irrimediabilmente distanti dal mondo di «fuori»; racconta i processi, l’assurdo kafkiano che volge in tragedia shakespeariana; racconta poi la vicenda dell’elezione in Parlamento nelle file del Partito Radicale, i tristi giochi della politica, la necessità della fuga in Francia. Infine Parigi, la fragile stabilità della vita dell’esule… E in tutti questi anni: lo studio, il lavoro filosofico e politico. Prosegue con questo secondo volume “Storia di un comunista”: un’autobiografia intellettuale e sentimentale che è anche la biografia di un’intera generazione e un pezzo di storia d’Italia e d’Europa spesso rimosso o deformato. Si tratta, qui, del racconto di una vita quasi distrutta, ma tenacemente coerente; e di luoghi, relazioni, sodalizi, amicizie, inimicizie… Soprattutto, del procedere continuo di una curiosità inesauribile, della lotta per la dignità della vita: «La lotta deve tenerci vivi».
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Il galateo

Il galateo by Roberta Bellinzaghi
Oltre alle situazioni più formali del galateo classico, il volume dipinge varie scene di vita quotidiana in cui dobbiamo saperci comportare con buon senso e buon gusto, sempre all’insegna della moderazione, della spontaneità e della ricerca dell’armonia con gli altri. A un ricevimento, in taxi, in banca, a casa nostra, a teatro o sul lavoro, tante indicazioni per risolvere ogni situazione con stile, conciliando il senso di libertà con il comportamento più adeguato.

La galassia mente

Cento miliardi, o forse più, sono le galassie che abitano l’universo. E cento miliardi, o forse più, sono le cellule nervose che albergano nel nostro cervello. Ma tra l’universo cosmico e quello cerebrale non esiste solo una coincidenza di numeri. Il concetto di infinito è nel caso dell’universo riferito allo spazio cosmico, in quello cerebrale all’elaborazione sconfinata del pensiero. Questa facoltà, nel corso dei millenni, ha spinto l’uomo a salire, uno per uno, i gradini più alti del progresso culturale e gli offre la possibilità di ispezionare i più intimi segreti della mente. Rita Levi Montalcini ricostruisce l’evoluzione del sistema nervoso al fine di capire come si sia arrivati a quella formidabile struttura che è il cervello umano.
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La galassia dei dementi

In un futuro dai confini incerti, in un paesaggio che assomiglia al Far West ma che è invece la pianura a volte nebbiosa, altre assolata, fra l’Emilia e la Romagna, tutto è cambiato. Siamo attorno all’anno 6.000 quando avviene la Grande Devastazione: un’invasione aliena ha distrutto le città lasciando dietro solo rovine, un’incredibile onda d’urto ha raso al suolo ogni sporgenza, ha fatto ribollire gli oceani, la popolazione umana è decimata ed è rintanata in case cubiche simili a termitai. Sono sopravvissuti però i sistemi industriali costruiti nel sottosuolo che continuano a produrre droidi, robot intelligenti che provvedono a ogni cosa e vivono assieme agli esseri umani. La tecnologia è al potere: governa, gestisce, organizza. Gli uomini sono liberi da ogni occupazione e lasciati al lassismo, all’obesità, alle strane manie che li afferrano, vivendo in aree urbane desolate e deserte. I coniugi Vitosi, fra i superstiti, passano il tempo collezionando grucce, oggetti vecchi e intrattenendosi con due robot da compagnia quasi erotica, una Dafne e un Piteco. Ma quando, a poco a poco, si sparge la voce che i robot immortali che avevano creato e amministrato questo nuovo mondo si sono ritirati, offesi dal carico delle incombenze e dalla mancanza di gratitudine a loro dovuta, il caos si propaga e inizia la vera catastrofe. Nuovi, improvvisi incendi sconvolgono le città, i robot domestici cominciano a delinquere, a darsi al brigantaggio e anche la Dafne e il Piteco decidono di scappare, preoccupati dai pericoli crescenti. Da giorni i notiziari riportano inoltre l’allarmante annuncio della fuga di un robot ritenuto molto pericoloso, uno Xenofon, che la Dafne e il Piteco saranno destinati a incontrare sul loro cammino. Su quello dei coniugi Vitosi e degli altri pochi umani sopravvissuti incombe invece un’altra minaccia, sotto forma di insetti giganti. Riusciranno a sopravvivere a questa nuova invasione aliena? Tra funamboliche citazioni mitologiche e vicissitudini spassose, e deliranti, Ermanno Cavazzoni ci risucchia nella sua fantascienza ironica, sfrenata e surreale, dove il futuro ci appare sospetto e un po’ inquietante, un posto stranamente famigliare.

(source: Bol.com)

La Galassia brucia

Un uomo riacquista i sensi in una città straniera, su un pianeta remoto, mentre tutt’intorno infuria l’attacco dei Distruttori. Quest’uomo ricorda appena la Terra. Quest’uomo non sa di essere il membro di un “commando stellare” al suo preciso posto di combattimento. E soprattutto quest’uomo ignora che i missili che gli scoppiano intorno sono stati lanciati da un’altra galassia, milioni di anni prima, all’unico scopo di distruggere lui. Ma tra poco lo saprà. Tra poco sarà l’ora del contrattacco.