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Una giornata di Ivan Denisovic

Tre narrazioni da leggere come un’autobiografia spirituale, trasposta nei suoi termini cronologici, ma circolare nell’andamento narrativo: un deportato nel lager; il ritorno ai valori imperituri della Russia profonda dopo la scarcerazione; infine, l’antefatto, la denuncia immotivata che ha messo fine alla libertà.
Una giornata di Ivan Denisovič è il libro che ha rivelato al mondo lo scrittore Solženicyn. In un’opera di classica sobrietà, che per nitore espressivo rimanda alle dostoevskiane Memorie di una casa morta, viene descritta per la prima volta una giornata qualsiasi in un campo di lavoro staliniano dove è rinchiuso un uomo semplice, Ivan.
La stessa autonomia poetica si ritrova nei due racconti successivi. Protagonista della Casa di Matrjona è una povera contadina, presso la quale va a vivere un ex deportato, che mitemente subisce ripetute ingiustizie. Alla stazione di Krečetovka illustra invece la parabola morale di un «uomo sovietico» nel quale il germe della sospettosità staliniana s’è tanto radicato da portarlo a commettere una mostruosa ingiustizia.

Giorgiana Masi: Indagine su un mistero italiano

Un caso mai risolto che ha segnato profondamente e indelebilmente l’identità politica e culturale della generazione che ha vissuto gli anni di piombo.
Quando muore colpita da uno sparo, Giorgiana Masi ha diciotto anni. È il 12 maggio del 1977. Concetto Vecchio riapre l’indagine su un mistero mai dimenticato, e mai risolto, nel quale un’intera generazione si è riconosciuta, con rabbia e con paura, alla fine degli anni settanta. E lo fa in prima persona, avanzando prova dopo prova in una ricerca che getta luce su uno dei capitoli più cupi della storia italiana…

GIORGIA

Giorgia by Guido Sperandio
Non è un harmony, ma una storia vera.
Due donne e un uomo sullo sfondo. L’amore è al centro, in realtà è un confronto tra vincenti e perdenti, dove la distinzione tra le due categorie sfuma fino a diventare impercettibile. La morale sembrerebbe: la vita è così, o paghi subito o poi ma con gli interessi.
È un «I Mini-Minimissimi», brevissimi per arrivare alla parola “fine” prima di annoiarvi

La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009)

Nell’arco di poco più di un decennio – da quel non troppo lontano 1996 in cui fu insignita del Premio Nobel per la letteratura – Wislawa Szymborska è diventata un autore di culto anche in Italia. Né questo vasto successo deve meravigliare. Grazie a un’impavida sicurezza di tocco, la Szymborska sa infatti affrontare temi proibiti perché troppo battuti – l’amore, la morte e la vita in genere, anche e soprattutto nelle sue manifestazioni più irrilevanti – e trasformarli in versi di colloquiale naturalezza e (ingannevole) semplicità. Il volume raduna l’intera produzione poetica della Szymborska, inclusa la recentissima raccolta “Qui”, apparsa in Polonia nel 2009.

La Gioia Di Pensare: Elogio Di Un’arte Dimenticata

Viviamo in un tempo che ci distrae, in un empirismo che ci allontana con forza dalle occupazioni che sanno dare un senso alla nostra esistenza. Eppure questa deprivazione costante delle fonti essenziali di gioia può essere riconquistata ripristinando alcune semplici abitudini. La principale è senz’altro la feconda arte del pensare. Un esercizio a cui dedichiamo sempre meno energie e che proprio per questo impoverisce anche il nostro vissuto emotivo. Basterebbe poco per cambiare, per esempio tornando a usare quell’agenda che si è fatta virtuale, trascrivendo i nostri pensieri e tra- sformandoli in guida per il futuro.
Dopo averci insegnato a ritrovare “la gioia di vivere”, Vittorino Andreoli compie un ulteriore passo avanti con questo libro in cui coinvolge i lettori in un appassionante gioco di pensieri che attivano pensieri. A molti potrà sembrare strano che un semplice taccuino in cui si dispiegano i giorni dell’anno possa servire a compiere una rivoluzione così profonda. “Ciascuno di noi vorrebbe vi- vere meglio, almeno un po’ meglio, sognando il meglio possibile, e per questo c’è bi- sogno di programmare, di immaginare che cosa scrivere giorno dopo giorno in un’agenda dell’anno che è appena cominciato.” Perché annotare i propri pensieri permette di ricollocarci a contatto con il nucleo interiore più profondo, anche quando sono pensieri indignati dalle notizie di cronaca. Pensare serve a capire meglio chi siamo, dove andiamo e dove trovano posto i nostri desideri più intimi. È per questo che l’arte di pensare deve essere coltivata come un giardiniere fa con i suoi fiori più delicati, per non dimenticare un talento così poco produttivo nell’immediato ma fondamentale per afferrare il futuro che sogniamo per noi.

Gioco senza regole

Quasi tutti giocano secondo le regole. Ma Gavin e Liz non sono come gli altri…Vincere a ogni costo. Questo è sempre stato il mantra dell’agente sportivo Liz Darnell. Ora ha tirato le cose troppo per le lunghe e rischia di perdere il cliente più importante: il giocatore professionista di baseball Gavin Riley. Liz sa che avrà bisogno di alcuni inning extra per riconquistarlo e che potrebbe non essere facile, perché ha una cotta per lui da quando l’ha visto per la prima volta. Eppure l’attrazione sembra reciproca. Gavin infatti è sul punto di cedere… soprattutto quando Liz si offre come parte dell’accordo. Ma per rendere più eccitante la sfida, decide di lanciarle una palla curva per vedere cosa è disposta a fare pur di tenerlo come cliente.E quando l’amore all’improvviso entra in campo, né Liz né Gavin sono pronti per lo schema di gioco più importante e coinvolgente.

(source: Bol.com)

Gioco pericoloso

La quarta indagine del commissario Lolita Lobosco Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al San Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.

(source: Bol.com)

Il gioco infinito

Indice:
Gene WOLFE – Piccolo zoo (Petting Zoo, 1997)
Michael SWANWICK – La saggezza della vecchia Terra (The Wisdom of Old Earth, 1997)
Jack WILLIAMSON – L’albero delle lucciole (The Firefly Tree, 1997)
William GIBSON – Tredici inquadrature di una città di cartone (Thirteen Views of a Cardboard City, 1997)
Sharon N. FARBER – I nostalginauti ( )
Geoffrey Alan LANDIS – Ricambio (Turnover, 1997)
John Charles WRIGHT – Trattato di accoglienza (Guest Law, 1997)
Gregory BENFORD – La voce (The Voice, 1997)
Greg EGAN – Yeyuka (Yeyuka, 1997)
Terry BSSON – Storia d’amore in ufficio (An Office Romance, 1997)
James Patrick KELLY – Ragnetto, bel ragnetto (Itsy Bitsy Spider, 1997)
Robert SILVERBERG – Bellezza nella notte (Beauty in the Night, 1997)
Ray BRADBURY – La signora pallida (Mr. Pale, 1997)
Brian Michael STABLEFORD – Il flauto di Pan (The Pipes of Pan, 1997)
Nancy KRESS – Sempre a te fedele, secondo la moda (Always True to Thee, in My Fashion, 1997)
Tom PURDOM – Terra di canarini (Canary Land, 1997)
Tom COOL – Emulatori universali (Universal Emulators, 1997)
Rodrigo Garcia ROBERTSON – La bella Verona (Fair Verona, 1997)
Kim NEWMAN – La Great Western (Great Western, 1997)
Paul LEVINSON – Il caso della lampada mendeliana (The Mendelian Lamp Case, 1997)
Katherine MacLEAN – Baciami (Kiss Me, 1997)
Michael MOORCOCK – Osso di Londra (London Bone, 1997)
Copertina di Marco Patrito

Gioco di specchi (THIRDS Vol. 7)

La vita per Dexter J. Daley non è mai stata semplice, ma lui ha sempre trovato il modo per risollevarsi, e con un sorriso sul volto. Sottratto dalla sua casa e dalle braccia del suo ragazzo e partner nei THIRDS, Sloane Brodie, Dex si ritrova in una situazione misteriosa e letale, tanto quanto il teriano che lo interroga. Dex scopre finalmente che ciò a cui ha sempre creduto in segreto è vero: la morte dei suoi genitori non è stata un incidente.
Scoprire tutta la verità sull’omicidio di John e Gina Daley mette in moto una serie di eventi che cambierà per sempre le vite di Dex e Sloane. Mentre segreti sepolti emergono in superficie e vengono rivelate delle nuove verità, l’amore che Dex e Sloane provano l’uno per l’altro viene messo alla prova, e in gioco c’è più della loro relazione. Come se districarsi tra omicidi e agenzie governative non fosse abbastanza, a Dex sta succedendo qualcosa di inspiegabile, e nulla sarà mai più come prima.
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### Sinossi
La vita per Dexter J. Daley non è mai stata semplice, ma lui ha sempre trovato il modo per risollevarsi, e con un sorriso sul volto. Sottratto dalla sua casa e dalle braccia del suo ragazzo e partner nei THIRDS, Sloane Brodie, Dex si ritrova in una situazione misteriosa e letale, tanto quanto il teriano che lo interroga. Dex scopre finalmente che ciò a cui ha sempre creduto in segreto è vero: la morte dei suoi genitori non è stata un incidente.
Scoprire tutta la verità sull’omicidio di John e Gina Daley mette in moto una serie di eventi che cambierà per sempre le vite di Dex e Sloane. Mentre segreti sepolti emergono in superficie e vengono rivelate delle nuove verità, l’amore che Dex e Sloane provano l’uno per l’altro viene messo alla prova, e in gioco c’è più della loro relazione. Come se districarsi tra omicidi e agenzie governative non fosse abbastanza, a Dex sta succedendo qualcosa di inspiegabile, e nulla sarà mai più come prima.

Gioco Di Specchi

Gioco di specchi by Charlie Cochet
La vita per Dexter J. Daley non è mai stata semplice, ma lui ha sempre trovato il modo per risollevarsi, e con un sorriso sul volto. Sottratto dalla sua casa e dalle braccia del suo ragazzo e partner nei THIRDS, Sloane Brodie, Dex si ritrova in una situazione misteriosa e letale, tanto quanto il teriano che lo interroga. Dex scopre finalmente che ciò a cui ha sempre creduto in segreto è vero: la morte dei suoi genitori non è stata un incidente.
Scoprire tutta la verità sull’omicidio di John e Gina Daley mette in moto una serie di eventi che cambierà per sempre le vite di Dex e Sloane. Mentre segreti sepolti emergono in superficie e vengono rivelate delle nuove verità, l’amore che Dex e Sloane provano l’uno per l’altro viene messo alla prova, e in gioco c’è più della loro relazione. Come se districarsi tra omicidi e agenzie governative non fosse abbastanza, a Dex sta succedendo qualcosa di inspiegabile, e nulla sarà mai più come prima.

Gioco di pazienza per l’87° Distretto

Due cadaveri in una stanza, due pregiudicati che si ammazzano a vicenda, e un frammento di fotografia. Una rapina vecchia di sei anni, l’investigatore di una Compagnia di Assicurazioni, quattro rapinatori ormai morti e dimenticati, e un frammento di una fotografia. Una vecchia immigrata che non parla inglese, la proprietaria di una galleria d’arte, un tale che frequenta locali per soli uomini, una prostituta in disarmo, e un frammento di fotografia. Un morto, due morti, tre morti, quattro morti, e… Quanti sono i frammenti di fotografia? E che cosa significa il foglietto strappato con su scritti alcuni nomi incompleti? E’ un rebus, un quiz, una sciarada, un anagramma. E’ un gioco di pazienza per quelli dell’87 Distretto che non sono forti a risolvere i giochi di pazienza. Se riuscissero ad avere tutti i pezzi di fotografia, se potessero mettere assieme le due metà del foglietto, se riuscissero a escogitare un trucco per far ammettere a un tale che ha mentito, se Arthur Brown accettasse di fare leva sui pregiudizi di una giovane sudista, ecco, allora, forse, ce la farebbero. Pazienza…pazienza…pazienza…pazienza…

Il Gioco delle Perle di Vetro

Il romanzo tratta di un ordine monastico composto di soli intellettuali e collocato nella immaginaria regione di “Castalia”, in un futuro remoto. La voce narrante del romanzo è uno storico dell’epoca. Nella narrazione compaiono solo riferimenti vaghi al mondo di oggi, in genere rappresentato come un passato intellettualmente oscuro e decadente (l’Era del feuilleton). La vita dei monaci del romanzo, e i cerimoniali che osservano, è caratterizzata da una commistione di elementi della ritualità occidentale e orientale.
Le vicende di cui narra il romanzo sono imperniate sulla vita di Josef Knecht: un piccolo orfanello le cui doti vengono notate dal Maestro di Musica e che gli consentiranno di venire ammesso in Castalia oltre ad avere accesso fin da giovane alle scuole che formano “l’élite” dei giocatori di perle. È da notare che Knecht in tedesco vuol dire servitore.
La natura dell’animo di Knecht colpisce immediatamente i suoi insegnanti ed i suoi amici, generando fiducia, e questa farà sì che al giovane studente in pochi anni vengano riconosciuti meriti fuori del comune, fino al punto che verranno affidati a Josef (ormai più grande) compiti diplomatici di grandissima importanza per la piccola comunità Castalia che era di fatto esterna al mondo comune, dove vivevano gli uomini normali. Il suo compito da ragazzo prima (col suo compagno Designori) e da giovane uomo poi (con padre Jacubus) sarà quello di difendere, in accesi dibattiti, la legittimità e la natura di questa regione in cui si coltivano lo spirito, la meditazione e il gioco delle perle. In questi importanti confronti con uomini mondani, il protagonista del romanzo, svilupperà una sua idea sul mondo esterno alla Castalia e sul rapporto che queste due realtà differenti hanno intrattenuto per secoli, oltre che sulla natura di tutti coloro che vivono al di fuori dalla provincia del sapere.
I successi riscontrati, una sensibilità fuori dall’ordinario e un altrettanto notevole fascino, oltre che una padronanza eccezionale del Giuoco fanno sì che Josef si affermi come Magister Ludi in età ancora giovane, specialmente se confrontata con quella dei suoi predecessori. La carica di Magister Ludi è di fatto la più importante onorificenza raggiungibile in Castalia e con essa si accompagnano notevoli impegni e doveri che vengono svolti da questo in maniera esemplare.
In età matura però Knecht inizia ad avvertire il peso che questa situazione comporta e si rende conto di quanto la vita, con la sua continua evoluzione, lo richiami a lei: i troppi anni dedicati a svolgere il ruolo di Magister l’hanno incatenato e il suo desiderio di libertà, la sua voglia di incidere su una realtà più concreta (il suo sogno sarebbe insegnare a giovani studenti la musica, sua grande passione) lo portano a rinunciare alla prestigiosa carica, rompendo una tradizione secolare e creando non poco scompiglio in Castalia, dove proprio grazie alle premonizioni di Knecht si inizia ad intravedere un periodo di decadenza, che porterà all’inevitabile fine di questo pezzettino di mondo, che troppo si era astratto ed arroccato su posizioni che nulla potevano contro le evoluzioni che la storia impone.
E così allontanandosi dalla sua amata regione, Knecht si reca finalmente libero tra gli uomini, e con in tasca solo un piccolo flauto andrà incontro alle avventure che la vita gli riserverà. Per prima cosa decide di portare avanti la sua missione di educatore, come tutore del giovane Tito, figlio del suo vecchio amico Plinio Designori. La vita fuori dalla stantia, ma protettiva cornice della regione di Castalia lo coglie però impreparato e in un finale travolgente, appena dopo aver assaporato la bellezza e l’euforia della ritrovata libertà, Knecht perde la vita inseguendo il ragazzo in una istintiva e personale sfida di nuoto nel freddo lago di Belpunt.

Il gioco della pittura

La pittura, come la musica, non richiede traduzioni ma conoscenza delle tradizioni. La musica esige però d’essere suonata e quindi interpretata. La pittura è. E alla percezione immanente l’infinita sua eredità serve in modo eccellente. Ha bisogno lei del percorso iniziatico ed esoterico che ogni persona che la guarda deve intraprendere da sola. Questi piccoli testi, ma soprattutto queste immagini, ambiscono solo a essere compagni di viaggio.” Philippe Daverio non parla mai di ”Storia dell’Arte” e anche quando affronta, come in questo caso, artisti fra i più grandi della pittura internazionale, racconta delle ”storie”: eccentriche, trasversali, leggere o impegnate, note o mai sentite. Il suo sguardo laterale ci fa vedere molto di più, ci concentra sui dettagli e ci rivela uno scenario più complesso e variegato di quello che tutti abbiamo imparato a scuola. Dettagli biografici, microstorie sociali, temi iconografici, curiosità legate a un capolavoro diventano cinquanta itinerari nella pittura, esercizi di stile e di curiosità, una narrazione vivace e appassionata che apre la mente a nuovi giochi e conduce su strade inesplorate. Se nell’arte, come l’autore spiega nell’introduzione, si riflette un pezzo della nostra anima individuale, guardando queste opere, leggendo le sue parole, apprendiamo anche qualcosa di più su noi stessi e sulla nostra storia: l’arte del passato ”diventa un armadio della memoria nel quale trovare i diversi istrumenti che servono a stimolare e forgiare la sensibilità attuale”.

(source: Bol.com)

Il gioco degli occhi: Storia di una vita

All’inizio di questo libro, il terzo della sua autobiografia, Canetti ci appare circondato dai relitti fumanti del rogo in cui sono stati distrutti i libri di Kien, il protagonista di Auto da fé. Attorno a sé, vede il deserto e un’incombente rovina. Poi, a poco a poco, la scena ricomincia a popolarsi, e le figure che vi si mostrano sono memorabili. Innanzitutto Hermann Broch, che ci viene incontro come «un uccello, grande e bellissimo, ma con le ali mozze». Poi Hermann Scherchen, l’infaticabile direttore d’orchestra «sempre alla ricerca del nuovo». Poi Anna Mahler, figlia del compositore, con la quale Canetti intreccia un complesso rapporto amoroso. Poi lo scultore Fritz Wotruba, irruento e selvaggio, come «una pantera nera che si nutrisse di pietra». Infine Musil, «sempre in armi, pronto alla difesa e all’attacco», nel suo totale isolamento; e Alban Berg, che si espone al mondo nella sua totale gentilezza d’animo, mentre un lieve cenno di ironia gli sfiora la bocca. E, ogni volta, in questi ritratti in movimento, avvertiamo lo straordinario dono fisiognomico di Canetti. Un gesto, un modo di respirare, un accento, una reticenza, tutto diventa cifra di una figura, emblema di un qualcosa di unico, che però svela un tratto della natura di cui siamo fatti. Dietro a quel dono riconosciamo una fonte inesauribile dello scrittore Canetti: la sua «passione per le persone».
A mano a mano che si delineano i profili delle figure, risalta anche, come una presenza palpabile, lo sfondo: Vienna. Di questa città, vista nei suoi ultimi anni di grandezza, nessuno ha saputo tracciare un ritratto altrettanto preciso e affascinante. Come la Vienna dell’Uomo senza qualità, sull’orlo della prima guerra mondiale, questa di Canetti, negli anni che precedono l’annessione nazista, è un sistema di orbite planetarie, dove conducono esistenze parallele alcune forme pure ed estreme del vero e del falso. Per Canetti, il vero erano sei o sette persone che «seguivano una propria strada e non se ne lasciavano distogliere da nessuno». Il falso era un fitto «gracidio di rane», che proveniva da un mondo culturale pieno di vanità e di sapienza mondana, prodigiosamente abile nel giocare le sue carte e insieme inconsistente nel suo ultimo fondo. In questi anni, Canetti attraversa tutte queste orbite incompatibili e qui le descrive con la trascinante immediatezza del romanziere. Ma il vero centro di questo sistema, il suo Sole, è una singola persona, il dottor Sonne, che vuole dire appunto «sole». Osservato per lungo tempo ai tavoli del Café Museum, poi conosciuto e ammirato, quest’uomo che «parlava come Musil scriveva» diventa a poco a poco il centro di gravità nella vita di Canetti, un’ombra benefica, un «invisibile» Sarastro. A differenza dei tanti che si gonfiano e che si agitano, Sonne non ha, apparentemente, un’opera a cui dedicarsi e non si lascia prendere dall’eccitazione. Parla di tutto fuorché di sé, e ogni volta la sua parola illumina quella singola cosa che cade sotto il suo sguardo. In una città sonnambolica e straparlante, è colui che veglia, come la luce discreta e solitaria dietro una finestra, di notte. Col personaggio di Sonne, Canetti ha svelato uno dei suoi segreti e costruito una grande figura romanzesca. Ma non soltanto questo: ha trovato l’occulto punto di equilibrio da cui osservare i rotanti astri viennesi, che solo da quel punto diventano pienamente percepibili.

Giochi d’ombra

New York, 31 dicembre. Il magnate della finanza David Bellino attende l’arrivo del nuovo anno con un gruppo di vecchi amici e la bellissima fidanzata Laura. Nessuno però ha voglia di festeggiare davvero. Gli amici hanno accettato l’invito di David solo per poter finalmente fare i conti con l’uomo che, in momenti diversi, ha distrutto la loro esistenza, portandoli all’infelicità in cui vivono oggi. Ma non ne avranno il tempo, almeno non tutti: David viene ritrovato morto nel suo studio, ucciso da un colpo di pistola. Una vendetta? Ma di chi? E perché? Tutti avevano un movente, e tutti sembrano avere un alibi. Durante i lunghi interrogatori della polizia e le drammatiche conversazioni fra loro riaffiorano i dolorosi ricordi del passato che, come in un assurdo caleidoscopio, si confondono in un gioco di ombre che avvolgono le loro vite. Gli amici del passato e la donna di oggi: sei destini uniti e divisi dal desiderio di amore e amicizia, dal sapore amaro della sconfitta, dalla determinazione a trovare giustizia… Tra la Berlino del dopoguerra, un esclusivo collegio inglese, i bassifondi e i quartieri alti di New York, Charlotte Link tesse una tela di relazioni ambigue e pericolose. Con la consueta sensibilità, rivela le emozioni più profonde e segrete dell’animo umano, in un romanzo avvincente e ricco di colpi di scena che farà luce non solo su un omicidio, ma anche sul lato oscuro di ogni individuo.