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A cosa serve questo pulsante?: Autobiografia

“Ero brufoloso, portavo la giacca a vento e dei jeans a zampa di elefante con Purple e Sabbath scritto a penna sulle cosce, e guidavo un motorino scassato e rumorosissimo. E sì, volevo diventare un batterista…” Bruce Dickinson, leggendario frontman degli Iron Maiden, è uno dei più iconici cantanti e autori della storia. Ma oltre a vantare una carriera musicale di grande successo, è anche pilota di linea per una compagnia aerea, imprenditore, speaker motivazionale, produttore di birra, scrittore, deejay radiofonico, sceneggiatore per il cinema, e come se non bastasse è anche un campione di scherma a livello internazionale: davvero uno degli uomini più eccezionali e interessanti del mondo. “A cosa serve questo pulsante?” è molto più di un memoir: è una riflessione sugli alti e bassi della vita. Con la sua voce intensa e scanzonata, Bruce ripercorre le imprese esplosive della sua eccentrica infanzia inglese e il folgorante successo degli Iron Maiden, racconta la filosofia della scherma e la sua esaltante esperienza come pilota di boeing, fino ad arrivare alla recente lotta contro il cancro. Coraggioso, sincero, energico e divertente come le performance del suo autore, A cosa serve questo pulsante? è un viaggio intimo nella vita, nel cuore e nella mente di un’autentica leggenda del rock.

A come alibi

Paziente, metodica, sensibile e decisamente simpatica, Kinsey Millhone, «investigatrice privata con regolare licenza dello stato della California», fa parte della ristrettissima schiera dei grandi protagonisti della narrativa gialla. In questo romanzo, che ha segnato il suo sorprendente esordio, è alle prese con un caso che tutti vorrebbero dimenticare: l’assassinio di Laurence Fife. Un caso «vecchio» di otto anni, un omicidio passionale, una brutta faccenda chiusa per tutti. Per tutti tranne che per la moglie della vittima, Nikki Fife. Per la giuria non c’erano stati dubbi: Nikki aveva il movente, la possibilità e l’occasione, e la condannò. Ora Nikki è fuori sulla parola e ha un solo pensiero in mente: dimostrare la sua innocenza e scoprire la verità. E incarica Kinsey Millhone di farlo…

traduzione di Elsa Pelitti

A chi appartiene la notte

Irene Fontana è una giornalista d’inchiesta, messa fuori gioco dalla sua ostinazione a svelare corruzioni e tutelare i diritti dei cittadini. La Contessa è la casa di sua nonna, la casa delle sue vacanze di bambina. Due piani in sasso e una mansarda, in cima a una delle colline dell’Appennino reggiano. Su tre lati, ettari di campi a coltivazione. Sul quarto, il bosco, l’unica terra che non le appartiene. È tornata a vivere lì. Tutto il suo mondo era crollato in meno di un mese e in quello che restava non c’era nulla che le interessasse. Così, ha ricominciato dall’inizio.
Filippo cade dalla Pietra di Bismantova una notte d’estate. Irene è lì, per puro caso, il giorno dopo, quando rimuovono il suo corpo.
La madre del ragazzo non crede al suicidio e chiede aiuto a Irene. Lei parte dalla vita di Filippo, dai suoi amici, dalle sue frequentazioni. Scopre un locale, lo Snoopy, dove nel giorno di chiusura si organizzano festini piuttosto estremi. Incontra un uomo, il Pittore, un artista che vive isolato in una casa museo, in compagnia della sue sculture da incubo. Questa è, in verità, solo una parte di un quadro ben più complesso che parte da lontano. Un patto fondato nel dopoguerra per garantire prosperità. Cinque famiglie, in cinque frazioni diverse dell’Appennino, giovani vite in cambio di un futuro più saldo. «Uno per generazione, perché il patto si trasmette e si eredita. Una vita per la vita di tutti. Bisogna prenderli giovani, quando hanno tutta la vita davanti, il potenziale integro.» Inseguire la vita di Filippo si trasforma in una discesa all’inferno. Ma ciò che appartiene alla notte, appartiene alla notte, le illusioni durano un istante e quando se ne vanno non sono mai esistite. Come i sogni, i miraggi, i miracoli, i demoni.
Fogli scrive il suo romanzo più convinto e convincente, con quel nero che è il colore degli incubi, ma è anche il sordo rumore della verità, il primo da imparare a distinguere.
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### Sinossi
Irene Fontana è una giornalista d’inchiesta, messa fuori gioco dalla sua ostinazione a svelare corruzioni e tutelare i diritti dei cittadini. La Contessa è la casa di sua nonna, la casa delle sue vacanze di bambina. Due piani in sasso e una mansarda, in cima a una delle colline dell’Appennino reggiano. Su tre lati, ettari di campi a coltivazione. Sul quarto, il bosco, l’unica terra che non le appartiene. È tornata a vivere lì. Tutto il suo mondo era crollato in meno di un mese e in quello che restava non c’era nulla che le interessasse. Così, ha ricominciato dall’inizio.
Filippo cade dalla Pietra di Bismantova una notte d’estate. Irene è lì, per puro caso, il giorno dopo, quando rimuovono il suo corpo.
La madre del ragazzo non crede al suicidio e chiede aiuto a Irene. Lei parte dalla vita di Filippo, dai suoi amici, dalle sue frequentazioni. Scopre un locale, lo Snoopy, dove nel giorno di chiusura si organizzano festini piuttosto estremi. Incontra un uomo, il Pittore, un artista che vive isolato in una casa museo, in compagnia della sue sculture da incubo. Questa è, in verità, solo una parte di un quadro ben più complesso che parte da lontano. Un patto fondato nel dopoguerra per garantire prosperità. Cinque famiglie, in cinque frazioni diverse dell’Appennino, giovani vite in cambio di un futuro più saldo. «Uno per generazione, perché il patto si trasmette e si eredita. Una vita per la vita di tutti. Bisogna prenderli giovani, quando hanno tutta la vita davanti, il potenziale integro.» Inseguire la vita di Filippo si trasforma in una discesa all’inferno. Ma ciò che appartiene alla notte, appartiene alla notte, le illusioni durano un istante e quando se ne vanno non sono mai esistite. Come i sogni, i miraggi, i miracoli, i demoni.
Fogli scrive il suo romanzo più convinto e convincente, con quel nero che è il colore degli incubi, ma è anche il sordo rumore della verità, il primo da imparare a distinguere.

A che cosa serve la coppia

A che cosa serve la coppia? Willy Pasini cerca di dare una risposta che tenga conto di tutti i diversi aspetti coinvolti: psicologici, sessuali, sociologici e giuridici e soprattutto dei diversi tipi di coppia. Dopo aver illustrato sulla base di numerosi casi clinici, sondaggi statistici ed esempi tratti dalla vita quotidiana le patologie della coppia moderna, Pasini passa nella seconda parte del libro a trattare le nuove terapie della coppia, ovvero i modi di uscire dalla impasse in cui oggi si trovano molti partner di qualsiasi età e condizione. problema della mancanza di “alterità” del partner e superare i rischi dell’amore narcisistico per il “medesimo”. Prefazione di Ermanno Genre.

A cena con Darwin

A cena con Darwin: Cibo, bevande ed evoluzione by Jonathan Silvertown
«*Dalla prima portata di ostriche all’ultima stilla di vino, il racconto di Silvertown sull’evoluzione della nostra dieta è un’esperienza sontuosa. A cena con Darwin combina storia naturale, biografia, archeologia e biologia, mescolando il tutto in storie gastronomiche che renderanno luminoso il vostro pranzo.*»
**Richard Wrangham, autore di L’intelligenza del fuoco. L’invenzione della cottura e l’evoluzione dell’uomo**
**Uova, latte e farina** sono gli ingredienti fondamentali di una torta, ma sono anche il prodotto di milioni di anni di evoluzione e rappresentano in quel contesto una soluzione geniale al problema della riproduzione fuori dall’acqua. Per le uova, l’idea era circondare l’uovo fecondato con una piccola porzione di mare, arricchito di nutrienti, e chiudere il tutto in un guscio resistente alla disidratazione e alle infezioni. Lo inventarono i dinosauri e va ancora di moda. Se pensassimo a questo quando apriamo la dispensa, toccheremmo letteralmente con mano l’evoluzione darwiniana mentre prepariamo la cena.
Anche il latte ha una storia analoga: è l’invenzione per eccellenza dei mammiferi, che avevano il problema di nutrire i loro piccoli senza poter deporre uova. La farina, infine – una polvere di semi triturati – è l’equivalente vegetale dell’uovo: il sistema che hanno escogitato le piante per colonizzare la terraferma. Questi tre ingredienti sono così nutrienti per un motivo molto chiaro: si sono evoluti nel corso di milioni di anni proprio per nutrire.
Ogni cibo che mangiamo ha un’affascinante storia evolutiva alle spalle: e gli uomini hanno sviluppato la capacità di mangiare ben 4000 specie vegetali. A partire da questo, **Jonathan Silvertown** si diverte a illustrarci, tra un’infinità di storie affascinanti, uno strano menù evoluzionistico, composto di più portate (o capitoli): una *entrée*, una contestualizzazione storica, e poi frutti di mare, zuppa, pesce, carne, verdura, spezie, dolce, formaggio, vino e molta convivialità.
*A cena con Darwin* delinea un **tour gastronomico** del gusto del genere umano che ci aiuta a comprendere l’origine delle nostre diete e dei cibi che sono stati centrali per millenni nelle nostre culture. Nel viaggio incontriamo microbi, funghi, animali e vegetali, l’evoluzione del nostro senso del gusto e dell’olfatto, gli aromi che ci inebriano e quelli che ci repellono, sempre con la selezione naturale darwiniana a farci da bussola lungo il cammino.
Un affresco sontuoso in cui cibo, scienza e società umana si mescolano inestricabilmente tra loro, imbandendo una mensa ricca e variegata, alla quale ci invita, sorridente, l’autore.

A caccia di un angelo

La bionda che entra nell’ufficio dell’investigatore privato di Los Angeles, Elvis Cole, è la cosa più bella che lui abbia mai visto. Accanto a lei, il famoso magnate Bradley Warren. Se non fosse stato per il sorriso della bionda e per l’assegno in bianco che Warren gli offre, Cole li avrebbe buttati fuori. Bradley Warren ha perso qualcosa di molto prezioso che appartiene a qualcun altro: un manoscritto giapponese del XVIII secolo, chiamato “Hagakure”. È una specie di vangelo dei samurai. E vale tre milioni di dollari. Qualcuno lo ha sottratto dalla cassaforte nella villa di Warren a Beverly Hills. Cole deve solo rintracciarlo. Assieme al socio Joe Pike, parte alla ricerca della temibile mafia giapponese che opera a Los Angeles, la famigerata “yakuza”. Come se non bastasse, scompare Mimi, la figlia di Warren il quale furibondo licenzia Cole per incapacità. Ma Elvis è cocciuto e continua le indagini per conto suo fino ad arrivare a una insospettabile e amara verità.

A caccia di ombre

Abby Sinclair si definisce un “pesce pilota”, uno di quei piccoli pesci che nuotano insieme agli squali e ne raccolgono i residui di cibo. Come consulente per un’agenzia di sicurezza di Los Angeles, lei fa lo stesso, solo che i pesci insieme a cui nuota sono stalker, come Raymond Hickle, e i residui che racimola sono frammenti di informazioni essenziali per comporre i profili psicologici dei soggetti come lui. Abby si insinua nella vita di Hickle per scoprire se la fissazione di questo individuo solitario per la conduttrice televisiva Kris Barwood possa sfociare in una minaccia per la vita di lei. Ha imparato a sue spese che il confine tra amore e ossessione può essere sottile e che la verità, a volte, viene a galla quando ormai è troppo tardi. Ma su Raymond Hickle i suoi dubbi svaniscono presto. In un’adrenalinica corsa contro il tempo e contro nemici spietati e imprevedibili, Abby dovrà mettere in campo tutta la sua esperienza e la sua audacia per salvare Kris e se stessa.

A bocce ferme

Un cold case per i Vecchietti del BarLume. Un vecchio omicidio mai risolto, avvenuto nel fatidico 1968, si riapre per una questione di eredità. In questo giallo comico Marco Malvaldi coniuga una formula felice di leggerezza intelligente e intricato delitto, un sottile pennello che dipinge l’acquerello di un’Italia esclusa dalla ribalta mediatica, e che del Paese vero, anche quello più attuale, fa capire molte cose.

(source: Bol.com)

A Bit of My Heart

Puoi amare qualcuno il cui passato è avvolto dal mistero più fitto?
Puoi amare qualcuno che sembra vederti solo come una sorella?
Ma, soprattutto, c’è spazio per altre storie quando un pezzettino del tuo cuore sa già a chi appartiene?
Raven lo scoprirà quando la sua relazione con un bellissimo, ricco e capriccioso imprenditore newyorkese subirà una battuta d’arresto.
Quando chi l’ha sempre protetta riuscirà finalmente a dichiararsi, superando i propri timori.
Stringere a piene mani la felicità sembra un desiderio che aspetta solo di essere afferrato e custodito gelosamente, ma Raven non ha fatto i conti con la brama di possesso e il delirio di onnipotenza del suo ex ragazzo.
Ossessione, ricatto e un passato doloroso graffieranno a sangue una storia d’amore che ha atteso a lungo per poter venire alla luce e che ora non ha nessuna intenzione di soccombere.
EDITING A CURA DI MANDY MOON
[email protected]
FB: [www.facebook.com/mandy.moon.1447?ref=…](http://www.facebook.com/mandy.moon.1447?ref=br_rs)

96 lezioni di felicità

IL NUOVO LIBRO DELL’AUTRICE DEL MAGICO POTERE DEL RIORDINO, CHE HA VENDUTO OLTRE 3 MILIONI DI COPIE NEL MONDO

LA MAGIA DELL’ORDINE PER TUTTI: IL METODO GIAPPONESE CHE RIVELA IL LATO LUMINOSO DELLE COSE

Il mondo lo attendeva, Marie Kondo lo ha scritto. Il libro che svela i principi, i consigli, le intuizioni per mettere ordine nella nostra casa e nella nostra vita: 96 lezioni pratiche accompagnate da incantevoli illustrazioni, per convincere anche i più disordinati ad applicare il metodo Konmari.

‘Il criterio per decidere cosa tenere o cosa buttare sta nella capacità dell’oggetto di irradiare felicità. Al momento di scegliere dovete toccarlo, e intendo proprio tenerlo con fermezza con entrambe le mani, stabilendo un contatto con esso. Prestate grande attenzione alle reazioni del vostro corpo in questo istante. Quando qualcosa vi trasmette felicità, dovreste avvertire una sorta di brivido, come se le cellule del vostro corpo si destassero lentamente. Quando tenete in mano qualcosa che non vi ispira gioia, invece, vi sembrerà che il corpo diventi più pesante.’
Che cosa resterà, infine, dopo che Marie Kondo ci avrà guidato nel Grande Riordino? Un rafforzamento del legame con le cose che ci circondano, un nuovo rapporto, più intenso e fecondo, con gli oggetti che abbiamo scelto. E non saranno mutati solo i sentimenti nei confronti del mondo materiale. Rallenteremo. Assaporeremo il cambiamento delle stagioni. Prendendoci cura delle nostre cose, scopriremo come prenderci cura di noi stessi e dei nostri affetti.

‘Avete bisogno del Grande Riordino, quello che cambia la vita e risolve il problema alla radice. Avete bisogno di Marie Kondo’
La Stampa

‘Il riordino produce effetti visibili e soprattutto non mente’
D di Repubblica

‘Marie Kondo è una delle personalità più influenti al mondo’
Time

‘Il manifesto dell’ordine scritto da una fata zen che è in grado di risvegliare l’anima delle cose’
The New York Times

(source: Bol.com)

87° distretto? Parlate piu forte!

No, per favore. Ecco, proprio in questo momento no. Con il caso dello svaligiatore che da un paio di mesi fa razzie negli appartamenti, lasciando come firma un cucciolo di gatto, ecco, del Sordo quelli dell’87° ne farebbero volentieri a meno. Anche perché sanno che col Sordo, ormai è storia vecchia, il gioco lo conduce lui, quando, come e dove vuole. A essere sinceri, stavolta, il “quando” lo dice subito, in parte, dato che le ore di un giorno sono ventiquattro, e, in parte, dice anche il “come”, con la collaborazione della polizia, ma per spiegare il “dove”, ha scelto il sistema dell’enigmistica. Sicuramente le fotografie che arrivano una dopo l’altra, in buste indirizzate personalmente a Steve Carella, hanno un loro preciso significato, e tutte insieme,è sicuro, costituiscono un messaggio. Già. ma quale? C’è giusto il tempo di mettersi a risolvere sciarade e rebus, con il caso di quel tale inchiodato a una parete, moderno crocefisso senza croce, il caso del Cristo, lo chiamano quelli dell’87°, un caso talmente complicato, un crimine talmente odioso e allucinante, che, quasi quasi, c’è da preferire il Sordo con la sua logica personalissima, difficile da capire, difficilissima da seguire, ancora più difficile da interpretare, perché una cosa è certa: quando sei ben sicuro di aver capito quello che il Sordo dice allora significa che lui vuol dire un’altra cosa. Già, ma cosa?

87° Distretto: tutti presenti

Un’attrice pugnalata, una bomba esplosa in una chiesa, un uomo precipitato dalla finestra e molte oscure vicende. Da Carella a Hawes, da Kling a Meyer, tutti gli agenti dell’87° Distretto sono mobilitati. Un intrecciarsi di avvenimenti, un’unica, ingarbugliata matassa, difficile da dipanare. È una giornata come tante, all’87° Distretto…

87° distretto: l’assassino ha confessato

Di fronte al cadavere della moglie morta ammazzata, sotto gli occhi della polizia, un marito esclama: “Sono contento!” Gli agenti investigativi dell’87° Distretto si chiedono ovviamente il perché di quella frase e cominciano a sospettare che il marito non abbia detto la verità quando ha dichiarato di aver trovato la moglie già morta. Ma una pioggia di indizi devia i sospetti. Dagli indizi poi si passa alle prove, alle testimonianze, a un nome. Per finire con la confessione di un giovane tossicomane. Ma quelli dell’87° Distretto non sono convinti fino in fondo e quando addentano qualcosa sono restii a lasciare la presa. Per loro il caso non è affatto chiuso. E la vittoria finale avrà un amarissimo sapore.

87° distretto: Finchè morte non vi separi

Una ragazza e tre uomini: uno che la sposa, uno che la fotografa e uno che la rapisce. L’uomo che l’ha sposata è Bert Kling, l’agente investigativo più giovane dell’87° Distretto. Quello che l’ha fotografata è l’anziano Alexander Pike, che da quando la conosce stravede per lei. Il terzo, che l’ha rapita, non ha nome e non ha faccia, ma in questo momento è il più importante dei tre perché tiene Augusta nelle sue mani, perché è l’unico a conoscere i motivi del rapimento, perché soltanto lui sa cosa intende fare della ragazza, perché è astuto, cauto, previdente, e perché non ha un nome e non ha faccia. E intanto tutti aspettano la telefonata con la richiesta del riscatto: Ma quale cifra spera di ottenere il rapitore, da un poliziotto che vive della sua paga? E se non fosse un rapimento a scopo di riscatto? Se a portare via Augusta fosse stato invece qualcuno che ha voluto vendicarsi di Kling, qualcuno che Kling ha arrestato, mandato in tribunale, fatto finire in galera? Se è così, allora è possibile dargli un nome e una faccia. Basta controllare uno per uno tutti i fascicoli dei casi di cui Bert Kling si è occupato, scoprire chi degli arrestati è ancora in carcere e chi è già stato rilasciato, cercarli, rintracciarli,sorvegliarli, interrogarli. Su questo caso, gli agenti investigativi dell’87°, troppo coinvolti personalmente, non riescono a lavorare con cuore sgombro e mente lucida come dovrebbero. Ecco perché non se la sentono di rifiutare l’aiuto di Ollie Weeks detto il Grasso, un insopportabile poliziotto dell’83° Distretto, fanatico, sporco, intollerante, rozzo,insensibile, volgare, privo di umorismo, ma con fantasia. E quando non si hanno in mano elementi, la fantasia può servire.

87° distretto – Love or Money

Quattro persone cenano in un ristornate per celebrare un compleanno. Una di esse, un critico letterario, muore avvelenata dall’arsenico. Il killer deve essere uno degli altri commensali. Le indagini vengono svolte di detective Carella e Meyer dell’87° Distretto. McBain scrive il capitolo iniziale di questo ultimo racconto della serie dell’87° Distretto, passando il testimone per la conclusione della novella e del mistero a Richard Lutz. Il racconto è ospitato sul sito della BBC UK.