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I riti dell’infinito

Nel subspazio, la Terra non è un pianeta unico. Esistono quindici mondi esattamente identici, anche se tutti hanno subito una mutazione. Quando appaiono le misteriose Squadre D, quando si verifica una Situazione Materia Instabile, nessuno può prevedere quello che accadrà… Nessuno, tranne il professor Faustaff. Col suo gruppo di uomini, Faustaff viaggia tra una Terra e l’altra, cerca di impedire la distruzione che minaccia i pianeti paralleli. Dalla Los Angeles di Terra 3 alla San Francisco di Terra 1, la sua lotta non conosce confini. Ma, d’improvviso, le cose precipitano, il nemico si scatena, la morte incombe su tutte le Terre… E, su T zero, iniziano i riti dell’infinito. OMICRON # 5.

I Ricordi del Capitano d’Arce (Classic Reprint)

Excerpt from I Ricordi del Capitano d’Arce I cocci rotti avevano dovuto pagarli gli altri, gli amici di casa, il Comandante stesso, pover’uomo, di ventato un orso, un Otello, una bestia feroce. Ti ram menti, Serravalle, quando la signora Ginevra ti si svenne quasi nelle braccia, ballando in casa Maio° Era tanto delicata, poveretta! E le piaceva tanto il ballo, che suo marito, per la tranquillità dell’alcova coniugale, si rassegnava ad essere di tutte le feste, insieme a lei. About the Publisher Forgotten Books publishes hundreds of thousands of rare and classic books. Find more at www.forgottenbooks.com This book is a reproduction of an important historical work. Forgotten Books uses state-of-the-art technology to digitally reconstruct the work, preserving the original format whilst repairing imperfections present in the aged copy. In rare cases, an imperfection in the original, such as a blemish or missing page, may be replicated in our edition. We do, however, repair the vast majority of imperfections successfully; any imperfections that remain are intentionally left to preserve the state of such historical works.

I ribelli dell’impero. Il preludio a Dune

Con l’inganno e l’omicidio, Shaddam è riuscito a diventare l’uomo più potente dell’universo, colui che siede sul Trono del Leone d’Oro, l’Imperatore. Il suo regno è però minacciato dall’insaziabile sete di conquista del Barone Vladimir Harkonnen e dai piani delle Bene Gesserit, una setta dagli arcani poteri, che complotta da secoli per instaurare il proprio dominio, basato sulla religione e il terrore. Solo pochi lottano per la pace e la giustizia. Tra loro il duca Leto della casa Atreides, pronto a tutto pur di salvare la propria discendenza, e i misteriosi ribelli di Dune, il pianeta della spezia che allunga la vita e permette il viaggio nello spazio.

I ribelli del sole

Secondo libro pubblicato in Italia di Perry Rodan e le sue avventure.

I ribelli del Bounty

Nel 1788 il Bounty, veliero della marina reale britannica, si prepara a salpare per l’Oceano Pacifico. E’ comandato dal sottotenente William Bligh, un uomo talmente duro nei confronti del suo equipaggio che fra i marinai scoppia la rivolta. Bligh e altri 18 uomini vengono abbandonati in pieno oceano in una piccola scialuppa. Il Bounty gira la prua e viaggia a gonfie vele verso la Polinesia, verso la libertà. Ma i marinai sanno che verranno catturati, a Londra li aspetterà la morte. Questo volume riporta l’allegato di giochi e test.
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I ribelli

Maestro delle passioni, Márai si dedica in questo romanzo non già ai triangoli amorosi ma a un altro legame che può raggiungere una tensione rovente: quello che tiene insieme un gruppo di adolescenti in rivolta contro tutto e pronti a tutto. E riesce a far penetrare il lettore al centro di un groviglio di errori e furori, complicità e tradimenti, insofferenze e viltà – di attrazioni inconfessabili e di ambigue ripulse. Qui la materia è offerta dalle vicissitudini e dalle avventure di un gruppo di ragazzi, anzi una banda come loro stessi si definiscono, nella tarda primavera del 1918, in una cittadina dell’Alta Ungheria lontana dal fronte, dove la vita, placida e sonnacchiosa in apparenza, è profondamente inquinata dalle venefiche esalazioni della guerra. Abbandonati a se stessi mentre i padri combattono chissà dove, in balìa soltanto dei demoni della loro «rivolta contro l’utile e il pratico», della loro fantasia e della loro tracotanza – e anche di un erotismo tanto più acceso quanto più implicito –, dichiarano guerra al mondo degli adulti inventandosi giochi molto, troppo pericolosi. Un oscuro commediante, che diventa il loro mentore occulto coinvolgendoli nelle sue trame perverse, li trascinerà verso un epilogo tragico e inevitabile. Apparso a Budapest nel 1930, I ribelli non fu più ripubblicato finché, nel 1988, Márai ne fece una sorta di preambolo all’ampio ciclo L’opera dei Garren, e lo rimaneggiò apportandovi parecchie modifiche. Su questa stesura si è fondata Marinella D’Alessandro, offrendo però al lettore in appendice i passi espunti.

I racconti inediti Vol 2

I racconti inediti di uno dei più famosi e apprezzati autori di genere di tutti i tempi: Philip Kindred Dick. L’opera complessiva, presentata in due volumi nella collana economici tascabili, contiene diciassette racconti di ottimo livello ancora inediti in italia, come Cripta di cristallo, Mutazione imperfetta, Allucinazioni e altri ancora, oltre alle preziose tracce di due romanzi che Dick non riuscì mai a scrivere. In appendice, per dare sapore al tutto, il curatore della raccolta Sandro Pergameno ha aggiunto un interessante saggio del critico e accademico inglese Anthony Wolk su P.K.D.. Come tutte le letture di questo profondo e geniale autore, difficilmente si riesce a comprendere quale sia il paradosso e quale la realtà, e l’immersione nella sua prosa pulita e allucinatoria ci riporta ad atmosfere entusiasmanti di cui la narrativa contemporanea tout-court pare debitrice e in qualche modo deficitaria.

I racconti inediti Vol 1

I racconti inediti di uno dei più famosi e apprezzati autori di genere di tutti i tempi: Philip Kindred Dick. L’opera complessiva, presentata in due volumi nella collana economici tascabili, contiene diciassette racconti di ottimo livello ancora inediti in italia, come Cripta di cristallo, Mutazione imperfetta, Allucinazioni e altri ancora, oltre alle preziose tracce di due romanzi che Dick non riuscì mai a scrivere. In appendice, per dare sapore al tutto, il curatore della raccolta Sandro Pergameno ha aggiunto un interessante saggio del critico e accademico inglese Anthony Wolk su P.K.D.. Come tutte le letture di questo profondo e geniale autore, difficilmente si riesce a comprendere quale sia il paradosso e quale la realtà, e l’immersione nella sua prosa pulita e allucinatoria ci riporta ad atmosfere entusiasmanti di cui la narrativa contemporanea tout-court pare debitrice e in qualche modo deficitaria.

I racconti di Sebastopoli: VERSIONE INTEGRALE

Nell’inverno del 1854 un giovane entusiasta Tolstòj, allora ufficiale d’artiglieria, chiese e ottenne di essere trasferito nel Caucaso, nella città di Sebastopoli assediata dai francesi e dai loro alleati turchi. Animato da un fervente patriottismo e da un’idea nobile della battaglia, il servizio effettivo sul campo gli insegnò presto gli orrori e le meschinità della guerra, mostrandogli soprattutto le deplorevoli condizioni in cui versava la fanteria russa, (una disarmante sorpresa per un ventiseienne aristocratico proveniente da Mosca, quale lui era), evidente sintomo della debolezza della monarchia russa. Iniziò con vivida lucidità a registrare sul suo diario quello che accadeva durante le diverse fasi d’assedio, e l’effetto che esso sortiva sugli uomini comuni e sui compagni d’armi. Il suo massimo obiettivo era catturare la verità in tutta la sua crudezza, per mostrare al pubblico colto del suo paese il coraggio e la viltà, la vanità e l’eroismo, l’esaurimento sia fisico che emotivo dei difensori che i dispacci militari non erano in grado di comunicare. Ne I racconti di Sebastopoli, pubblicati separatamente fra il 1855 e il 1856, nei quali già s’intravede il genio che in seguito scriverà quello che forse è il più grande romanzo mai scritto, Guerra e pace, Tolstòj riuscì ad esprimere in modo magistrale il fascino dell’uomo verso la guerra, la gioia quasi infantile di fronte alla prospettiva di assistere al conflitto, ma anche l’intorpidimento emotivo nell’affrontare la morte, infine il dissidio dell’uomo di fede nell’accettare, senza poter giustificare, l’inferno che gli uomini sono capaci di ricreare in terra.

I racconti della Kolyma

Racconti spesso molto brevi, dedicati a un qualche “caso” della vita quotidiana nella funesta regione dei lager della Kolyma: un’occasione di abbruttimento, depravazione, assurdità, barbarie, abiezione, pietà, solidarietà, coraggio, lotta per la sopravvivenza, resa, morte; una qualsiasi delle occasioni che hanno segnato il destino di milioni di esseri umani (decine di milioni: non conosceremo mai il loro numero) nella Russia sovietica. Nulla riscatta l’orrore di questo macabro mondo, neanche la natura, che con la sua asprezza sembra allearsi con gli aguzzini per facilitarne il compito, una natura maligna che ruba le ultime briciole di umanità. Eppure a quella natura Salamov sa dare anima in subitanei, velocissimi squarci visionari, e la cosa crudele che circonda i prigionieri prende vita e testimonia di una lotta tra forze primordiali in cui l’uomo è soltanto timida comparsa. Ognuno, dopo aver letto questo libro, sperimenterà la morbosa ossessione del pane che ispira le cronache dei campi di concentramento. Ma si chiederà anche perplesso da dove, da chi venga a Salamov quella tenera ironia che a tratti illumina l’universo torturante che gli diede in sorte la storia. “I racconti della Kolyma” apparvero per la prima volta in volume nel 1978 in Occidente e nel 1992 in Russia.
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I racconti dei Vedovi Neri

I Vedovi Neri sono un gruppetto di rispettabili signori che una volta al mese si riuniscono a cena, senza le mogli, per risolvere un piccolo o grande mistero. Che cosa è stato rubato a un collezionista sicuro di aver subito un furto, ma incapace di individuare l’oggetto mancante? Quale segreto nasconde una collezione di bustine di fiammiferi? Come fa una ragazza a “vedere” un incendio mezz’ora prima che scoppi, a migliaia di chilometri di distanza? Cosa si nasconde dietro un’edizione completa delle opere di Shakespeare? Uno dei più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi si cimenta con il giallo creando dodici racconti-rompicapo il cui deus ex machina, degno della miglior tradizione degli Sherlock Holmes e dei Poirot, è un impagabile cameriere che porge la sorprendente soluzione dei misteri con la stessa grazia discreta con cui versa vino d’annata.

I quattro portalettere

John Malone, l’avvocato perseguitato da casi impossibili, ha trovato finalmente un cliente in grado di pagare la parcella. Un enigmatico assassino si accanisce contro i postini di Chicago, e quel cerbero del capitano von Flanagan ha già trovato il suo capro espiatorio: Rodney Fairfaxx, un vecchìo miliardario eccentrico che attende da anni una lettera della sua fidanzata perita nel naufragio del Titanic ed è convinto che le poste americane gliel’abbiano sottratta. Malone, incaricato di difendere Fairfaxx in tribunale, deve trovare il vero assassino prima che stermini tutti i postini della città.

I quarantanove racconti (Oscar classici moderni Vol. 78)

«Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire.» Così, nella prefazione a questa raccolta, Hemingway descrive il suo duro lavoro sulla scrittura, fucina di uno stile inconfondibile. Uno stile asciutto e rigoroso, capace di dare risonanza all’esperienza individuale senza perdere il contatto con gli elementi della realtà che la fondano.
*I quarantanove racconti*, riuniti in volume dall’autore nel 1938, sono stati considerati fin dal loro apparire una delle opere fondamentali di Ernest Hemingway, forse il punto più alto e rappresentativo della sua tecnica narrativa. Accanto a un gruppo di storie che hanno per protagonista Nick Adams – alter ego dell’autore -, spiccano alcuni racconti dall’architettura perfetta, fra cui *Le nevi del Kilimangiaro*, *La breve vita felice di Francis Macomber* e *Colline come elefanti bianchi*.
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### Sinossi
«Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire.» Così, nella prefazione a questa raccolta, Hemingway descrive il suo duro lavoro sulla scrittura, fucina di uno stile inconfondibile. Uno stile asciutto e rigoroso, capace di dare risonanza all’esperienza individuale senza perdere il contatto con gli elementi della realtà che la fondano.
*I quarantanove racconti*, riuniti in volume dall’autore nel 1938, sono stati considerati fin dal loro apparire una delle opere fondamentali di Ernest Hemingway, forse il punto più alto e rappresentativo della sua tecnica narrativa. Accanto a un gruppo di storie che hanno per protagonista Nick Adams – alter ego dell’autore -, spiccano alcuni racconti dall’architettura perfetta, fra cui *Le nevi del Kilimangiaro*, *La breve vita felice di Francis Macomber* e *Colline come elefanti bianchi*.

I premi Hugo dal 1976 al 1983

Continua la rassegna dei romanzi brevi e racconti che hanno vinto i Premi Hugo. Questa volta l’Antologia, curata da Sandro Pergameno, raccoglie le storie vincitrici degli Hugo tra il 1976 e il 1983. Dal libro sono assenti quattro storie, che non inserisco poiché presenti in altre antologie che metterò nelle prossime settimane. I Racconti: 1976 – Il Boia torna a casa di Roger Zelazny, Ai confini di Sol di Larry Niven, L’ingegner Doll di Fritz Leiber. 1977 – Houston, Houston ci sentite? di James Tiptree Jr., Con qualunque altro nome di Spider Robinson, L’uomo del bicentenario di Isaac Asimov, Tricentenario di Joe Haldeman. 1978 – Stardance di Spider e Jeanne Robinson, Occhi d’ambra di Joan D. Vinge, Jeffty ha cinque anni di Harlan Ellison. 1979 – La luna dei cacciatori di Poul Anderson, Cassandra di Carolyn J. Cherryh. 1980 – Mio caro nemico di Barry Longyear. 1981 – Il mantello e il bastone di Gordon R. Dickson, La grotta dei cervi danzanti di Clifford Simak. 1982 – Il gioco di Saturno di Poul Anderson, La variante dell’unicorno di Roger Zelazny, Lo spacciatore di John Varley. 1983 – Anime di Joanna Russ, Servizio antincendio di Connie Willis e Elefanti malinconici di Spider Robinson.