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Il grande ritratto

In un misterioso centro di ricerche si sta approntando la Macchina Pensante, ma la geniale invenzione si dimostra alla fine una folle, allucinata utopia devastatrice. I temi tipici di Buzzati in uno sconcertante romanzo fantascientifico dominato dall’inquietudine e dal senso di straniamento.

La grande mattanza

La storia della repressione perpetrata in Italia contro banditi e briganti dal Cinquecento ai primi decenni postunitari. Per la prima volta in un quadro storico così ampio, il racconto di tre secoli di violenze efferate compiute soprattutto nel Meridione: una vera e propria guerra civile.

Chi sono i banditi? Criminali comuni, assassini, ladri, disperati. E ancora: nobili decaduti, artigiani, contadini, giovani ribelli che non accettano il giogo attorno al collo, sia quando viene da un aristocratico del luogo sia quando arriva da un invasore straniero. La loro presenza causa incertezza nelle strade, difficoltà nelle comunicazioni, violenza diffusa. E tuttavia, quando c’è aria di mutamenti di regime essi rappresentano un’opportunità per i potenti che li utilizzano contro i propri nemici. Il libro offre un ampio affresco della reazione ai fenomeni di banditismo dagli albori dell’età moderna fino alla repressione messa in atto nei primi decenni dell’Italia Unita. Emerge un quadro complesso che vede al centro questioni sociali legate alla terra. La lotta del regno sabaudo contro il brigantaggio propriamente detto è quindi solo l’ultimo capitolo di una secolare storia di sanguinose repressioni, in cui i poteri statali che si sono via via avvicendati non sono stati in grado di trovare altra risposta che non fosse il sangue. Certo, è soprattutto in uno stato che si definisce liberale che colpisce la delega assoluta concessa ai militari che governano con leggi eccezionali, stati d’assedio e tribunali militari. Ma Enzo Ciconte ci ricorda che quanto è accaduto nel Mezzogiorno non può essere attribuito alla responsabilità dei soli piemontesi: le truppe venute dal Nord sono state aiutate con le armi da tanti meridionali espressione di una borghesia in ascesa.

(source: Bol.com)

Il grande libro delle amache

Il grande libro delle amache by Michele Serra
Dal 1992 al 2017 Michele Serra, prima dalle pagine dell’“Unità” con la rubrica Che tempo fa, poi da quelle della “Repubblica” con le sue amache, ci ha abituato ogni giorno a un suo corsivo. Per ridere, per riflettere, per lasciarci appesi una domanda, un dubbio. E venticinque anni di consuetudine quotidiana sono un anniversario che merita un regalo. Nasce così l’idea di selezionare e raccogliere in questo volume cento corsivi per ciascuno di questi anni: duemilacinquecento opinioni, che Serra qui si diverte a rileggere, commentare e reinterpretare, aggiungendo qui e là la sua voce di oggi a quella di ieri e aprendo ogni anno con un riassunto dei principali avvenimenti (ma non solo) che diviene sintesi fulminante in grado di restituire la complessità del nostro vivere e delle nostre insensatezze. In fondo al volume una serie di apparati consente al lettore più curioso un’indagine trasversale dei testi – attraverso i protagonisti, i partiti, le tematiche che ci hanno scosso per un quarto di secolo –, per tutti gli altri resta il gusto di sfogliare le pagine, come si sfoglia un album di fotografie. Per ricordarci chi siamo guardandoci allo specchio.

Il grande inverno

**IL ROMANZO PIÙ AMATO DAI LIBRAI**
Quando Ernt Allbright torna dalla guerra del Vietnam è un uomo profondamente instabile. Dopo aver perso l’ennesimo posto di lavoro, prende una decisione impulsiva: trasferirsi con tutta la famiglia nella selvaggia Alaska, l’ultima frontiera americana, e cominciare una nuova vita. Sua figlia Leni, tredici anni, è nel pieno del tumulto adolescenziale: soffre per i continui litigi dei genitori e spera che questo cambiamento porti a tutti un futuro migliore. Mentre Cora, sua moglie, è pronta a fare qualsiasi cosa per l’uomo che ama, anche se questo vuol dire seguirlo in un’avventura sconosciuta. All’inizio l’Alaska sembra la risposta ai loro bisogni: in un remoto paesino, gli All­bright si uniscono a una comunità di uomini e donne estremamente temprati, fieri di essere autosufficienti in un territorio così ostile. Però quando l’inverno avanza e il buio invade ogni cosa, il fragile stato mentale di Ernt peggiora e il delicato equilibrio della famiglia comincia a vacillare. Ora, i tanto temuti pericoli esterni – il ghiaccio, la mancanza di provviste, gli orsi – sembrano nulla in confronto alle minacce che provengono dall’interno del loro nucleo famigliare. Chiusi in un rifugio angusto, ricoperto di neve e immerso in una notte che può durare fino a diciotto ore, Leni e sua madre devono affrontare una cruda verità: sono sole. In quel luogo feroce, ai confini del mondo, non c’è nessuno che possa salvarle.
Kristin Hannah ci regala ancora una volta un’epica storia d’amore e sopravvivenza, un ritratto intimo di una famiglia messa a dura prova nel disperato tentativo di salvarsi da se stessa. Scritto con una prosa elegante e avvolgente e animato da personaggi vivissimi che arriviamo a conoscere nel profondo, *Il grande inverno* ci conduce in una terra dove bellezza e pericolo sono una cosa sola, per raccontarci la storia di una madre e una figlia, due eroine indimenticabili in lotta con una natura selvaggia e le paure più grandi dell’animo umano.
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### Sinossi
**IL ROMANZO PIÙ AMATO DAI LIBRAI**
Quando Ernt Allbright torna dalla guerra del Vietnam è un uomo profondamente instabile. Dopo aver perso l’ennesimo posto di lavoro, prende una decisione impulsiva: trasferirsi con tutta la famiglia nella selvaggia Alaska, l’ultima frontiera americana, e cominciare una nuova vita. Sua figlia Leni, tredici anni, è nel pieno del tumulto adolescenziale: soffre per i continui litigi dei genitori e spera che questo cambiamento porti a tutti un futuro migliore. Mentre Cora, sua moglie, è pronta a fare qualsiasi cosa per l’uomo che ama, anche se questo vuol dire seguirlo in un’avventura sconosciuta. All’inizio l’Alaska sembra la risposta ai loro bisogni: in un remoto paesino, gli All­bright si uniscono a una comunità di uomini e donne estremamente temprati, fieri di essere autosufficienti in un territorio così ostile. Però quando l’inverno avanza e il buio invade ogni cosa, il fragile stato mentale di Ernt peggiora e il delicato equilibrio della famiglia comincia a vacillare. Ora, i tanto temuti pericoli esterni – il ghiaccio, la mancanza di provviste, gli orsi – sembrano nulla in confronto alle minacce che provengono dall’interno del loro nucleo famigliare. Chiusi in un rifugio angusto, ricoperto di neve e immerso in una notte che può durare fino a diciotto ore, Leni e sua madre devono affrontare una cruda verità: sono sole. In quel luogo feroce, ai confini del mondo, non c’è nessuno che possa salvarle.
Kristin Hannah ci regala ancora una volta un’epica storia d’amore e sopravvivenza, un ritratto intimo di una famiglia messa a dura prova nel disperato tentativo di salvarsi da se stessa. Scritto con una prosa elegante e avvolgente e animato da personaggi vivissimi che arriviamo a conoscere nel profondo, *Il grande inverno* ci conduce in una terra dove bellezza e pericolo sono una cosa sola, per raccontarci la storia di una madre e una figlia, due eroine indimenticabili in lotta con una natura selvaggia e le paure più grandi dell’animo umano.

La grande fuga

La madre di Lucy Jorik è tra le donne più famose al mondo. Per questo Lucy è abituata a tenere un comportamento che non metta mai in imbarazzo la sua famiglia… Almeno fino al giorno in cui la combina davvero grossa. Invece di dire “sì” all’uomo più perfetto che abbiamai conosciuto, fugge dall’altare e salta in sella a una moto sgangherata guidata da uno sconosciuto dall’aspetto rude che non potrebbe essere più estraneo alla sua esistenza privilegiata. Nella casa di lui, su un’isola dei Grandi Laghi lontana anni luce dagli agi della sua vita precedente, Lucy spera di trovare una nuova direzione e di scoprire i segreti di quell’uomo che non rivela niente di sé ma che, ne è certa, nasconde qualcosa di profondo e doloroso. Quello che sicuramente scoprirà, mentre le calde giornate estive si susseguono fra brezze profumate e tempeste improvvise, sarà una passione che potrebbe cambiare la sua vita per sempre…Una giovane donna in cerca del proprio destino e un uomo ferito, che vuole imparare di nuovo a credere nelle seconde possibilità. Un racconto divertente, commovente, incantevole.

(source: Bol.com)

La grande frattura: La disuguaglianza e i modi per sconfiggerla

C’è un’enorme frattura che divide il mondo di oggi: quella che separa l’1 per cento ricco dal restante 99 per cento. Un baratro nelle cui profondità si annidano le cause di molti fenomeni politici e sociali che agitano il presente. In queste pagine il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz affronta, in modo chiaro e accessibile, le dimensioni e l’urgenza della disuguaglianza; le sue cause e le sue conseguenze. Ci mostra gli effetti di scelte economiche irresponsabili che negli ultimi trent’anni, in nome della libertà del mercato, hanno acuito il divario tra ricchi e poveri arrivando a minare le basi su cui si fonda il ceto medio. E propone delle soluzioni. Perché la scelta tra crescita e giustizia non è inevitabile; possiamo immaginare di costruire un futuro che sia più prospero e insieme più giusto.

Il grande disegno

Avevamo lasciato gli eroi di Farmer – dai più semplici ai più famosi, da un resuscitato qualsiasi a spiriti illustri come l’esploratore Richard Burton e Mark Twain – lungo le rive di un fiume immenso, su un pianeta sconosciuto dove per motivi misteriosi tutta l’umanità risorge dopo la morte. Ora si tratta di scoprire qual è il disegno oscuro, il motivo insomma, che si nasconde dietro questa grandiosa macchinazione. Man mano che procede, questa saga dantesca si arricchisce di nuovi elementi e nuovi personaggi, costruendo davanti ai nostri occhi un mondo straordinario per varietà e ricchezza d’invenzione. Mescolando abilmente mito, letteratura fantastica, satira sul presente e il futuro, *Il grande disegno* resta uno dei capolavori più godibili della sf moderna. Giustamente, Leslie Fiedler ha scritto che Farmer è il più grande autore vivente di fantascienza.

Il grande disegno

*The Dark Design* is the 3rd book in the epic Riverworld saga, in which almost all of humanity has been resurrected along the shores of a 22 million mile long river. Why have humans been given another chance at life & who’s behind it all? That’s what Sir Richard Francis Burton & Sam Clemens set out to discover in two earlier novels, one by riding the “suicide express” (if you die on Riverworld, you’re resurrected again at a random point on the river) & the other steaming on the greatest riverboat ever seen. Now Milton Firebrass, Clemens’s former enemy, now his lieutenant, is planning to use the dwindling iron supply of Riverworld to create a great airship, which can fly to the North Polar Sea far more quickly than any boat can travel. There he hopes to learn the secret of the mysterious tower thought to house the beings who created the planet. Jill Gulbirra doesn’t care as much about the mission as she wants the chance to captain the airship–in all likelihood the last airship to be constructed. But in landing the coveted role, she faces stiff competition–especially from the greatest swordsman of all, Cyrano de Bergerac, who turns out to be a natural pilot. But even if Jill can win the command of the airship & even if it can reach the river’s headwaters, there’s no guarantee it can get thru the mountain wall that surrounds the tower & it’s likely that agents of the Ethicals–Riverworld’s creators–are on board the airship, plotting its downfall. Worse still, somewhere along the way the airship is sure to encounter the *Rex Grandissimus*, the steamboat stolen by Sam’s archnemesis, King John Lackland.–Craig E. Engler (edited)

Il gran teatro montano. Saggi su Gaudenzio Ferrari

Giovanni Testori esalta il capolavoro di uno degli artisti del passato a lui più vicini: Gaudenzio Ferrari. Il «teatro» a cui il titolo fa riferimento è il Sacro Monte di Varallo, straordinario ensemble di cappelle che racconta e mette in scena la vita di Cristo. Fu il Ferrari a portare alla massima espressione quella che fin dai primi pensieri del francescano Bernardino Caimi doveva diventare una «Gerusalemme delle Alpi», concependo un luogo dove architettura, pittura e scultura – immerse nella natura – chiamano pellegrini e visitatori a un coinvolgimento misterioso. Sin dalle prime visite fatta da ragazzo al Sacro Monte lo scrittore di Novate venne folgorato da questo luogo e, divenuto storico dell’arte, vi dedicò numerosi studi, incentrati su Gaudenzio Ferrari, ma proiettati anche sull’opera di Giovanni D’Enrico e del fratello, Tanzio da Varallo, protagonisti del Sacro Monte nel Seicento. Si deve a Testori il riconoscimento del valore assoluto, oggi condiviso da tutti, del monumento varallino. E questo libro ne documenta gli sviluppi secondo una idea «totale» che la storiografia successiva non ha smento, anzi ha suffragato con nuove prove. Un libro fuori dagli schemi, che intreccia critica e «romanzo», e si rivolge anche a un pubblico di non specialisti.

Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta

Otto storie, tanto perfette e compiute da costituire ciascuna un breve romanzo. Ci sono i personaggi della Vigàta di ogni tempo, l’inventario di una Sicilia dalle inesauribili sfaccettature: avvocati brillanti, chiromanti improvvisate, contadini e studentesse, preti e federali, comunisti sfegatati, donne risolute, un repertorio che suscita il sorriso o la pietà, e sempre un forte coinvolgimento. Ma in queste storie c’è anche un elemento fiabesco, mitico, un improvviso scarto dalla narrazione che ritorna insistente. È una traccia sotterranea che si mescola con il momento storico che è sempre ben definito, al punto che sin dalle prime righe di ogni storia la narrazione viene incastonata in una data precisa, la fine dell’Ottocento, l’alba del 1900, ma più spesso gli anni del fascismo, dello sbarco, del dopoguerra. Quasi sempre è l’ironia, la burla a dominare, o il gallismo brancatiano, oppure l’umanità solidale che non manca mai nelle storie di Camilleri che in quella “piazza della memoria” che è Vigàta, attinge a storie vere o verosimili depositate fra i suoi ricordi, per reinventarle e raccontarle con la sua capacità affabulatoria, tutte spruzzate da una polvere di simpatia.
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Gran circo Taddei e altre storie di Vigata

Otto storie, tanto perfette e compiute da costituire ciascuna un breve romanzo. Ci sono i personaggi della Vigàta di ogni tempo, l’inventario di una Sicilia dalle inesauribili sfaccettature: avvocati brillanti, chiromanti improvvisate, contadini e studentesse, preti e federali, comunisti sfegatati, donne risolute, un repertorio che suscita il sorriso o la pietà, e sempre un forte coinvolgimento. Ma in queste storie c’è anche un elemento fiabesco, mitico, un improvviso scarto dalla narrazione che ritorna insistente. È una traccia sotterranea che si mescola con il momento storico che è sempre ben definito, al punto che sin dalle prime righe di ogni storia la narrazione viene incastonata in una data precisa, la fine dell’Ottocento, l’alba del 1900, ma più spesso gli anni del fascismo, dello sbarco, del dopoguerra. Quasi sempre è l’ironia, la burla a dominare, o il gallismo brancatiano, oppure l’umanità solidale che non manca mai nelle storie di Camilleri che in quella “piazza della memoria” che è Vigàta, attinge a storie vere o verosimili depositate fra i suoi ricordi, per reinventarle e raccontarle con la sua capacità affabulatoria, tutte spruzzate da una polvere di simpatia.
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Gramsci, Manzoni e mia suocera

Gli esperti di politica fanno sempre più fatica a orientarsi in un territorio mobile, di cui è facile smarrire la mappa. Anche perché concentrano l’attenzione sui protagonisti della ribalta politica – i governi, le istituzioni, i partiti – e trascurano il retroscena sociale. In particolare, ignorano quei ‘microclimi d’opinione’ che improntano i mondi locali e i rapporti interpersonali. In questo modo, però, molti fenomeni diventano invisibili e inspiegabili. Per ritrovare la bussola, nello spazio ai confini tra politica e società, Diamanti chiama in aiuto due padri nobili della cultura italiana. E non esita a cogliere i suggerimenti di una ‘politologa pop’ che gli sta vicino…
(source: Bol.com)

Gramsci

Gramsci: Una nuova biografia by Angelo d’Orsi
Una nuova biografia di Antonio Gramsci, condotta alla luce delle tante, importanti acquisizioni documentali degli ultimi due decenni. Una biografia che è attenta soprattutto agli aspetti intellettuali e politici della complessa personalità di Gramsci, ma non trascura l’universo affettivo in cui si colloca la breve esistenza di questo personaggio che è oggi l’autore italiano più studiato nel mondo. Il libro, diviso in quattro parti, ciascuna corrispondente a un ben preciso periodo della vita di Gramsci, si snoda secondo una narrazione lineare ma che mostra di volta in volta le riprese che Gramsci farà in epoche successive di spunti che lancia nei diversi periodi, tra la Sardegna natia e la Torino dove scoprirà la classe operaia e la grande industria, tra la militanza nel Psi e quella successiva nel Partito comunista che contribuirà a fondare, tra comunismo italiano e sovietico, tra Togliatti, Bordiga e Stalin, tra le sofferenze fisiche e quelle spirituali, tra le poche vittorie e le molte sconfitte… Scritto da uno dei maggiori conoscitori della vita e dell’opera del sardo, il libro è rivolto tanto agli studiosi quanto a coloro che di Gramsci sanno a malapena il nome, in un tentativo di farlo conoscere agli uni e farlo rimeditare dagli altri, nella convinzione da cui l’Autore è animato che Gramsci sia oggi terribilmente inattuale (in quanto lontanissimo dai modelli dominanti dell’agire dei politici ma anche di quello degli intellettuali), ma nel contempo drammaticamente necessario.