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Pianeta stregato

Quando la scialuppa della missione scientifica atterra sul pianeta dove vive Lant, il suo pilota (chiamiamolo Purple) non sospetta che i nativi lo scambieranno per uno stregone piovuto dal cielo, né che il locale sciamano tenterà di distruggere l’astronave dalla simbolica forma a uovo. Segue una piccola esplosione atomica e addio navetta: per sopravvivere, l’antropologo venuto da un altro mondo dovrà adattarsi a fare il mago presso una delle tribù, avendo come principale alleato il peloso Lant. Ma il suo obiettivo è un altro, tornare sul luogo dell’atterraggio e comunicare con l’astronave madre, in modo da poter essere salvato. Tra scienza e magia, anzi, ai confini di una scienza tanto avanzata da poter essere scambiata per stregoneria, torna il brillante romanzo scritto a quattro mani da Niven e Gerrold, veri “maghi” della moderna sf americana.
Copertina di Franco Brambilla

Pianeta senza nome (Prima parte)

Eric e Arla sono due disperati avventurieri provenienti dal Pianeta Senza Nome: lui è un ex sacerdote, ora pirata informatico, lei una ragazza con poteri-psi. I due dovranno scoprire cosa effettivamente vogliono i Vitae, la razza che li ha messi in contatto fra loro e che ha un disegno ben preciso per la riconquista – anzi, la ristrutturazione – di un certo settore della galassia. Sullo sfondo, il mistero del mondo su cui ha avuto origine la vita umana, ormai dimenticato da secoli. Che i potentissimi extraterrestri abbiano delle mire proprio sul Luogo Originario?
Copertina di Franco Brambilla

Il pianeta proibito

Quando l’astronave C-57-D avvista il pianeta Altair-4, il comandante Adams e i suoi uomini pensano di dover compiere una missione umanitaria: rintracciare e riportare sulla Terra gli eventuali superstiti della spedizione precedente. Ma Altair-4 è diventato il paradiso privato di un uomo scaltro e pericoloso, il professor Morbius, che lo abita con la figlia e un robot. Non è solo la diffidenza di Morbius a mettere in allarme i terrestri: l’enigma più inquietante è costituito dalla scienza krell, sviluppata dalla razza avanzatissima che un tempo abitò quel mondo. Un allarme giustificato perchè presto una creatura tremenda emerge dalla notte di Altair, cominciando inesorabilmente a uccidere…
Copertina di Franco Brambilla

Pianeta in via di sviluppo

Alan Green non era precisamente un eroe: per dire la verità, Green era un uomo che amava la pace e la tranquillità sopra ogni altra cosa.
Non che quel pazzo mastino sanguinario gli facesse davvero paura, per non parlare della bellissima padrona del cane, la fin troppo generosa Duchessa Zuni, per la quale era lecito
e morale fare all’amore con uno schiavo… bastava tenere un anello al naso per salvare le apparenze. Dopotutto, queste faccende erano comprensibili su quel pianeta sottosviluppato (o per usare il termine prescritto dall’Atto Anticoloniale Galattico, pianeta ‘in via di sviluppo’), violento e singolare, e un uomo poteva cavarsela, a patto di restare in
guardia per ventiquattro ore al giorno. E la grande pianura piatta come un tavolo di biliardo, sulla quale vagavano velieri a ruote, isole fantasma, mercanti astuti e pirati
sanguinari, capitani-mercanti e tutta la fauna stravagante di quella landa vasta diecimila miglia, era un fenomeno abbastanza interessante da suscitare l’interesse di un plotone di etnologi terrestri… con l’unico, sgradevole particolare che la Terra era distante molti anni-luce, Green era un naufrago dello spazio, e tutta la grande prateria pareva considerarlo con un’ostilità testarda, unilaterale, e snervante. Ma il problema più grosso (in tutti i sensi) era costituito da Amra, la moglie-schiava che lo adorava, aveva il carattere di un ciclone, un piccolo plotone di cinque scatenati figlioli e, soprattutto, si era fissata in testa l’idea che Alan doveva diventare un eroe. E malgrado i demoni e gli angeli, i sacerdoti e gli dei, i principi e gli schiavi, i pirati e i maggiordomi, i marinai di terra
e i molto onorevoli membri della Corporazione dei Ladri, doveva essere Amra a vincere.

Pianeta difficile

Quando un uomo d’affari è nei pasticci non ha che da rivolgersi alla Doncaster. La Doncaster offre sempre una via d’uscita, una soluzione molto ingegnosa che non lascia tracce né strascichi sulla Terra. Certo il prezzo è un po’ alto, ma nessuno dei clienti che si sono serviti della Doncaster è mai tornato a reclamare. Mai.
Copertina: Karel Thole

Pianeta di frontiera

Macklin e Doris non sono alieni, anche se lavorano per una civiltà interstellare. Sono umani come noi e tengono d’occhio benevolmente la Terra, considerata un selvaggio pianeta di frontiera. Poi l’astronave dei Monitori viene attaccata dai Kra’agh e Macklin precipita sulla Terra perdendo la memoria. Doris ha il compito non facile di rintracciarlo e ricordargli chi è, perchè Macklin sembra essersi sistemato fin troppo bene nella città di Tombstone, Arizona, dell’anno di grazia 1881. Peccato che non sappia niente dell’imminente sfida all’OK Corral, né che i Kra’agh, sotto mentite spoglie, si sono arruolati nella spietata banda Clanton… Pianeta di frontiera è un pirotecnico romanzo d’azione scritto da Bruce Boxleitner, il Capitano Sheridan della serie TV “Babylon 5”.
Copertina Piero Barbieri

Pianeta dell’esilio

Le esperienze dell’ultima guerra ci hanno reso familiare la parola “resistenza”; di una Resistenza americana, però, nessuno ha mai sentito parlare; gli Stati Uniti, nei due secoli della loro esistenza, non hanno mai provato l’amarezza della dominazione nemica. Ma cosa riserba l’avvenire? Jerry Sohl non è ottimista a questo riguardo, non si fida che degli uomini possano servirsi delle loro meravigliose scoperte solo a scopi pacifici e prevede una guerra breve ma disastrosa in cui gli Stati Uniti e i loro alleati avranno la peggio. Il nemico è duro e spietato e il suo giogo è pesante. Inoltre come si può sperare di liberarsene quando esso ha cosparso l’atmosfera terrestre di un terribile virus che ucciderebbe tutti se ogni mese ciascuno non si sottoponesse all’inoculazione di un vaccino? Ma Emmet Keyes è miracolosamente immune al morbo, e decide di fuggire da casa, nella speranza di trovare qualcuno insofferente come lui del dominio del nemico e che abbia il desiderio di liberare la sua terra. Emmet è giovane e ingenuo, e incappa in tremende avventure e in rischi d’ogni genere, ma è anche testardo e deciso, e riesce a trovare quello che cercava: un’organizzazione di resistenza che si prepara a liberare il mondo: E’ un’organizzazione nuova, inimmaginabile, quale solo un’ardita ma intelligente fantasia poteva inventare, pur restando nel contempo umanissima e possibile.

Il pianeta del miraggio

Escursionisti inter-dimensionali, attenzione: basta imboccare una volta sola il bivio sbagliato del tempo, e la Terra si trasforma in un vero e proprio pianeta-miraggio, sempre elusivo, anche se apparentemente a portata di mano. Si può finire, per esempio, in un mondo dove il famoso presidente americano William Jennings Bryan, la personalità cruciale della Grande Guerra 1912-17, non è stato eletto, con la conseguenza che laggiù l’intera civiltà è arretrata di settant’anni, la tecnologia degli anni Novanta è ancora quella degli anni Venti e i gangster alla Al Capone la fanno da padroni. E i rischi non finiscono qui. Se a questo punto, volendo tornare indietro, si imbocca il bivio giusto e Bryan è stato regolarmente eletto nel 1896, la situazione può addirittura peggiorare, perché quel mondo è dominato da un puritanesimo pettegolo e invadente, e le Chiese Unite per la Decenza ne bandiscono con uguale severità le parolacce e le minigonne, la narrativa d’evasione e i liquori, le sigarette e il baltabarin. Ma forse il bivio giusto non esiste più: muovendo un altro passo, si può finire in un mondo di computer e di stazioni orbitanti o in uno ancora fermo ai carri a cavalli. Oppure si può essere catapultati da una Terra all’altra, senza poter fare nulla per opporsi, costretti a fermarsi per poche ore in ciascuna, a cambiare mondo tutti i giorni, a fare il pendolare tra gli universi. E quanto capita ad Alex Hergensheimer, a partire dal momento in cui, durante una crociera in Polinesia, comincia ad avere il sospetto che qualcosa non quadri: la sua austera motonave è diventata un’allegra Love Boat, gli ultimi novant’anni di storia sono cambiati, e lui stesso ha ora un altro nome, Graham e in tasca un milione di dollari di dubbia provenienza. Che cosa mi è successo? si chiede l’imbarazzatissimo Alex. È finito in un altro universo? Si è spezzato qualcosa nella trama della realtà e il mondo è prossimo alla fine? Qual è il mondo “giusto” e come arrivarci? E, soprattutto, dov’è finito il vero Graham?
Copertina di: Michael Whelan

Il pianeta dei superstiti

No ISBN
La via dell’esilio è dura ovunque, soprattutto fra le stelle, e la consapevolezza di appartenere a una razza turbolenta e messa al bando non rende più tollerabile l’esistenza dei profughi. Così, tra i reietti della Terra che vivono su un lontano pianeta fra gli insettoidi niori, c’è chi è disposto a compiere i gesti più disperati, a tentare le imprese più temerarie, per ridare agli uomini l’antica libertà. E c’è chi invece vede in questo estremo tentativo nient’altro che un sogno pazzesco, destinato a portare alla rovina l’intera comunità dei superstiti. Il volume è completato da un grande romanzo breve: Quattro in uno. La grottesca avventura di quattro esseri umani che, fagocitati da un’ameba mostruosa, perdono l’individualità del corpo e si trovano a condividere un incubo collettivo. Ognuno con le proprie idee, s’intende…
Copertina di Franco Brambilla

Pianeta d’aria

Fra un miliardo d’anni, alla Fine del Tempo, tutta l’atmosfera della Terra sarà svanita, le acque evaporate, e gli esseri viventi costretti a trovare rifugio sul fondo di quelli che una volta erano gli oceani, trasformati ora in densi laghi salati sui quali ristagnano ancora larghe pozze d’aria. Ma quali esseri viventi? Pesci e vegetazione hanno sviluppato nel corso delle ere una vita aerea: enormi vesciche di gas permettono loro di librarsi al di sopra del suolo, consumando un’esistenza rarefatta e singolare. Il Sole e la luna esercitano un’attrazione costante sulla superficie, che è scossa in permanenza da vibrazioni e sommovimenti. Anche i resti dell’Umanità hanno dovuto adattarsi a questa incredibile evoluzione del mondo animale e vegetale, sviluppando una civiltà che naviga per i cieli a bordo di stupefacenti imbarcazioni fatte d’ossa cave e pergamene traslucide. In questo mondo del futuro, fra i più originali creati dall’inesauribile fantasia di Farmer, fa naufragio attraverso una falla nel tempo l’unico superstite della spedizione del capitano Ahab dopo l’incontro con Moby Dick, la balena bianca. Sarà il marinaio venuto da un passato lontanissimo ad insegnare ai suoi remoti discendenti come unirsi per sopravvivere e dare all’umanità la speranza in un nuovo avvenire, oltre la Fine del Tempo.

Pianeta a sorpresa

Colonizzare un nuovo pianeta richiede molto più che stabilirsi su di un’isola appena scoperta della vecchia terra. I nuovi pianeti sono diversi per mille ragioni, diversi dalla terra e diversi fra loro. Ognuna di queste diversità può significare morte e sciagure per una colonia umana. Quando un’astronave gremita di fuggiaschi, scampati ad una catastrofe planetaria, atterra fracassandosi su questo mondo senza nome, alla loro vista appare una situazione piuttosto precaria. Perduta l’astronave, diminuite le possibilità di salvezza, tutto dipende da un giovane in gamba che per caso si trova fra loro. E’ un allievo costruttore di pianeti. Dovrebbe prevedere tutti i problemi che si presentano per fondare una dimora sicura per l’umanità. Ma la difficoltà di soluzione consiste nel fatto che egli era un semplice studente e che stava studiando il pianeta sbagliato.

La piaga Efesto

In Georgia, da una crepa del terreno prodotta da una scossa di terremoto, escono migliaia di grossi coleotteri neri che semineranno il terrore e la devastazione su tutta la costa orientale degli Stati Uniti. Che cosa sono e che cos’hanno questi coleotteri di così terribilmente pericoloso? Il lettore saprà subito qual è il pericolo, ma gli scienziati inviati dal governo in Georgia si perdono in sterili discussioni. Soltanto James Lang Parmiter, professore di entomologia in un modesto college capisce che non si tratta affatto di coleoptera ma di una forma di vita mai conosciuta prima.
Copertina di: Karel Thole

Piacevole inganno

Tre arroganti aristocratici pronti a prendere moglie.
Stephanie McKinley, abile fisioterapista, ammira da sempre il famoso attore Jordan Simpson, per cui rimane scioccata quando scopre che il suo ultimo paziente è l’affascinante divo dagli occhi scuri e dallo sguardo magnetico. Non può sapere, però, che dietro quella facciata si nasconde il ricco e nobile Jordan St Claire!
In convalescenza dopo un incidente a Mulberry Hall, la grandiosa proprietà di famiglia, Jordan si aggira per il palazzo come un animale in gabbia, pronto a stuzzicare la riservata sensualità di Stephanie.
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### Sinossi
Tre arroganti aristocratici pronti a prendere moglie.
Stephanie McKinley, abile fisioterapista, ammira da sempre il famoso attore Jordan Simpson, per cui rimane scioccata quando scopre che il suo ultimo paziente è l’affascinante divo dagli occhi scuri e dallo sguardo magnetico. Non può sapere, però, che dietro quella facciata si nasconde il ricco e nobile Jordan St Claire!
In convalescenza dopo un incidente a Mulberry Hall, la grandiosa proprietà di famiglia, Jordan si aggira per il palazzo come un animale in gabbia, pronto a stuzzicare la riservata sensualità di Stephanie.

Piacersi Non Piacere

Un best seller della psicologia il cui successo è innegabile. 20 ristampe tra il 1987 e il 2015. Vivere con serenità i nostri rapporti con gli altri significa comportarsi con l’equilibrio di chi non subisce e non aggredisce. Piacersi non piacere aiuta a cercare e a realizzare questo equilibrio su noi stessi con semplicità nella vita di tutti i giorni, analizzando le piccole difficoltà dei rapporti quotidiani per risolverle o ridimensionarle. Un libro gradevole e vivace, lontano da ogni pedanteria. Un aiuto a crescere per i giovani, a emergere in mezzo agli altri per i timidi, a imparare a sorridere per gli aggressivi.
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