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Ciao futuro

Che cos’è un maestro della SF? Uno scrittore capace di stupire i lettori per almeno due generazioni. In questa categoria rientra appieno Vittorio Curtoni, di cui presentiamo una scelta di ottimi testi di fantascienza, ma non solo. Ciao Futuro, la sua nuova raccolta personale, è un libro d’oro che insieme ai più bei racconti degli ultimi venticinque anni (“Volo simulato”, un classico della SF moderna, o “Quando avrò 64 anni”, una bellissima storia musicale) offre al lettore un campionario a 360° dei possibili mondi curtoniani: dall’amara rifelssione di “Prigionieri” alla vena comica delle “Nuove tragedie in due battute”, alle inquietanti aberrazioni de “La scansione dell’incubo”. Con in più una autobiografia (“Frammenti di vita fantascientifica vissuta”), quattro testi inediti e cinque illustrazioni di Giuseppe Festino.
Indice:
Volo simulato
Buona notte, dolce notte
Vento dal mare
Quando avrò 64 anni
L’uomo dei ricordi
Prima del buio
L’Apocalisse può attendere
Morte di una torta
Pisciando il mio vino
Ciao baldracca
Viaggi
La scansione dell’incubo
Prigionieri
Nuove tragedie in due battute
Copertina di Giuseppe Festino

Chocky

Si sa che quasi tutti i bambini, oltre a parlare seriamente con bambole e orsacchiotti, s’inventano volentieri dei compagni immaginari coi quali dividere i loro giochi. Sono, volta a volta, cow-boy, pirati, maghi, moschettieri, giocatori di foot-ball, o semplicemente altri bambini (di solito più piccoli) da strapazzare e sgridare a piacere. Ma il padre del dodicenne Matthew, protagonista di questo romanzo, del celebre creatore dei Trifidi, nota con una certa perplessità che l’immaginario amico di suo figlio non cambia mai. Chocky, invisibile, è sempre presente, mattino, pomeriggio e sera, segue Matthew a scuola, lo accompagna in vacanza, lo disturba mentre studia, lo ossessiona con mille difficilissime domande, gli insegna un suo bizzarro sistema di calcolo, gli suggerisce inquietanti disegni. E’ il caso di chiamare uno psichiatra? O l’onnipresente Chocky è qualcosa di più, di diverso, da una fantasticheria di un bambino troppo “nervoso”?

La chiave dello spazio

Molti anche oggi affermano che non sarà mai possibile all’uomo varcare i limiti del sistema solare; ma quando verrà il momento, è probabile che una soluzione si troverà, come in questo romanzo dove una Terra sovrappopolata si vede consegnare, quasi per caso, e per motivi non tutti nobili, non tutti disinteressati, la chiave per effettuare dei viaggi interstellari. A volte, come si sa, le scoperte più preziose per l’umanità, hanno un’origine tutt’altro che eroica; ma si sa anche che ciò nulla toglie alla loro grandezza.
Copertina di Karel Thole

La chiave dell’inferno

‘Steve Berry è il re della suspense. I suoi romanzi non si leggono, si vivono.’
James Rollins

‘Steve Berry ha riscritto i canoni del genere. ‘
The New York Times

Un tesoro nascosto tra le montagne
Un segreto bruciato tra le fiamme della guerra
Una minaccia che incombe su tutti noi
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Washington, 1865. Le fiamme infuriano tra i corridoi del neonato Smithsonian Institution. Tutto il personale è stato evacuato, eppure qualcuno è ancora all’interno dell’edificio. Ignorando i preziosi manufatti conservati nelle teche, l’uomo entra nell’ufficio del direttore per prendere un diario e una chiave. Perché da quegli oggetti dipende il futuro degli Stati Uniti…
Arkansas, oggi. Il richiamo dell’avventura è stato troppo forte e Cotton Malone ha accettato la proposta dello Smithsonian: seguire le indicazioni riportate su un’antica mappa rinvenuta negli archivi del museo. In breve tempo, Malone scova una vecchia cassa su cui sono stati incisi degli strani simboli ma, proprio mentre si appresta ad aprirla, viene aggredito alle spalle, tramortito e imprigionato. Quale mistero si cela in quella cassa? Chi lo custodisce con tale determinazione? Per scoprirlo, Malone dovrà fare luce su un ordine segreto che, fin dall’epoca della guerra civile, si muove nell’ombra influenzando il destino della nazione. Ciò che Malone non si aspetta, però, è di leggere nell’elenco dei membri fondatori un nome troppo insolito per essere una coincidenza: Cotton…

Le avventure di Cotton Malone

L’ultima cospirazione
Le ceneri di Alessandria
L’ombra del leone
La tomba di ghiaccio
Il tesoro dell’imperatore
L’esercito fantasma
Il sigillo dei traditori
Le chiavi del potere
La congiura del silenzio
Il patto dei giusti
Il giorno del giuramento
La chiave dell’inferno

(source: Bol.com)

Lo chiamavano gladiatore

Roma, I secolo d.C., sotto l’imperatore Tito. Aurelio fa fallire l’impresa che gli ha lasciato il padre e, minacciato dagli strozzini, è costretto a farsi schiavo per i troppi debiti. Finisce così in una scuola di gladiatori: ha talento nell’arena, ma deve fronteggiare la rivalità dei compagni. Un aiuto gli arriva da Clovia, una donna senza scrupoli che, grazie a un misterioso unguento, ha trovato il modo per potenziare le doti atletiche dei combattenti su cui scommette… Roma, giorni nostri. Valerio si è innamorato di una prostituta ed è determinato a liberarla dai suoi protettori. Da quando è finito sul lastrico, rovinato dal suo socio in affari, però, non ha più un soldo e l’unica sua fonte di guadagno sono i combattimenti clandestini di arti marziali. Per sopravvivere in quel mondo spietato, sarà costretto a ricorrere a soluzioni più estreme… E questo, per quanto strano possa apparire, legherà il destino di Valerio a quello di Aurelio, vissuto duemila anni prima. Per entrambi i combattenti, dietro l’angolo si nasconde l’insidia che potrebbe distruggere le loro vite.
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Chiamate Frederick 7-8024

«Come una gran dama, arrivò l’aprile. Il poeta che scrisse sulla crudeltà dell’aprile forse aveva ragione, ma sta di fatto che quell’anno non c’era nessuna crudeltà in esso. Si annunciò con delicatezza, percorrendo le strade della città a occhi spalancati, con l’espressione ingenua di una fanciulla. E veniva voglia di prenderla fra le braccia, quell’adolescente che sembrava tanto sola e spaurita nel geometrico miscuglio di estranei, intimidita dalle strade e dai palazzi, commovente con quella sua aria da signora materializzatasi dalla fredda pazzia di marzo… E a ovest, nella città alta, di fronte all’edificio che ospitava gli uomini dell’87° Distretto, gialli fiori rampicanti si preparavano a orlare d’oro í muri di cinta del parco, mentre i cotogni aspettavano, per sbocciare, il vero e caldo sorriso dell’aprile avanzato. Per l’agente Meyer Meyer, l’apre era un pagano. Forse per l’ispettore Steve Carella, l’aprile era un ebreo…» Per «il sordo», l’implacabile, cinico, crudele genio del male, era il mese della violenza e della morte.

Chi vuole distruggere l’America?

Come il più celebre romanzo di Mack Reynolds (Ed egli maledisse lo scandalo , Urania 451), anche questo ha inizio in ambiente TV. Ma presto entrano in scena gli agenti di quel super-FBI del futuro che è l’Inter-American Bureau of Investigation (IABI), e l’azione comincia a spostarsi vertiginosamente fino a raggiungere un tragico climax tra le rovine di Manhattan. Chi sta congiurando per distruggere l’America? «Nessuno!» assicura da Budapest un gigantesco cervello elettronico. Ma siccome la minaccia pesa proprio sui cervelli elettronici americani, forse c’è poco da fidarsi.
Copertina di Karel Thole

Chi passeggiava con gli astronauti

Durante la trasmissione in TV dell’ultima Missione Apollo, dietro agli astronauti che nelle loro goffe tute “passeggiavano” sul suolo lunare, s’è visto apparire qualche cosa di “strano”? Qualche cosa che dava una “sensazione di pericolo”? La maggioranza degli spettatori non s’è accorta di nulla o ha creduto che si trattasse di un banale disturbo nella ricezione. Ma a poco a. poco comincia sulla Terra e s’intensifica fino all’orrore una serie di “disturbi” che non hanno nulla a che vedere con la TV

Chi non muore si rivede

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In una notte di Halloween, la trentaquattrenne Courtney Logan sparisce da Long Island senza lasciare traccia. Sei mesi dopo Courtney viene ritrovata. Il suo cadavere galleggia sotto il telone che ricopre la piscina di casa Logan. La polizia sospetta immediatamente del marito Greg, che ha cambiato il proprio cognome per non essere ricollegato al padre, il gangster newyorkese Fancy Phil Lowenstein. Il mistero non può lasciare indifferente Judith Singer, vedova da poco e professoressa di storia con l’istinto dell’investigatrice, che non condivide i sospetti della polizia.
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Chi ha usato questo letto

Queste sette storie erano gli ultimi che Carver ha scritto. Tra di loro è uno dei suoi più lunghi, ‘Errand’, in cui si immagina la morte di Cechov, un Carver scrittore enormemente ammirato e alla cui opera il proprio stato spesso paragonato. Questa bella storia suggerisce che il più grande dei moderni scrittori di racconti brevi poteva, l’anno prima della sua morte prematura, arrivare a scrivere libri più lunghi.

Chi erano gli Dei dell’Uomo

Urania non ha nessuna simpatia per la pseudo fs e la pseudo fantasy a base di pseudo leggende nordiche popolate di draghi e di vichinghi. Perciò il lettore non si preoccupi minimamente se nelle prime pagine di questo romanzo il protagonista parte a caccia di un drago. Si tratta di uno pseudo drago, come è facile capire subito. Il più difficile è capire che cosa sia precisamente, da dove venga, e soprattutto che cosa facciano da quelle parti lui e gli uccelli-della-morte. Ma quanto a questo, fidiamoci di Zach Hughes: chi ha letto Il campo degli UFO (Urania 705) o Il morbo di San Francesco (Urania 741) sa che Hughes non abbandona mai il terreno della più solida e concreta fantascienza.
Copertina di Karel Thole

Chi comanda davvero in Italia: i clan del potere che decidono per tutti noi

Chi ci governa effettivamente e, senza esporsi, influisce nascostamente sulla nostra vita di tutti i giorni? Quante volte ci siamo detti: sarebbe così semplice risolvere quel problema, e allora perché nessuno lo fa? Questo libro cerca di spiegarlo, andando a scovare e portando alla luce le reti nascoste del potere in Italia.

Chi ama torna sempre indietro

Elliott è un uomo di successo. Sessantenne, è un chirurgo di fama, vive a San Francisco e la sua vita privata ruota tutta attorno all’adorata figlia Angie. Un’unica ombra in questo quadro perfetto: Ilena, il suo grande amore, lo ha lasciato solo trent’anni addietro, morendo in un tragico incidente. Un dolore immenso che nemmeno il tempo ha saputo lenire. Per una strana combinazione di eventi, un giorno gli viene data l’occasione di tornare indietro negli anni Settanta, quando era un giovane medico ambizioso e idealista, entusiasta della vita e del proprio lavoro, e perdutamente innamorato. Immerso in quel magico momento di felicità, Elliott si confronta con il passato vivendo intensi momenti di rimpianto e di passione. Purtroppo una scelta dolorosa lo attende: ora sa che un suo semplice gesto potrebbe salvare Ilena e modificare per sempre il corso di quel destino crudele, ma compierlo significherebbe dover rinunciare all’altro grande amore della sua vita: la figlia…

Che pasticcio Bridget Jones!

La vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark. Un brillante spaccato del mondo femminile scritto con lo stile spumeggiante che contraddistingue Helen Fielding, Che pasticcio, Bridget Jones! è il graditissimo ritorno di una delle eroine moderne più amate degli ultimi anni.

Che cosa significa orientarsi nel pensiero?

Nell’ottobre del 1786, Kant si risolse a prendere posizione nella disputa circa il presunto spinozismo di Lessing, accesasi tra il campione dell’illuminismo berlinese Moses Mendelssohn e il fideista Friedrich Jacobi, autore delle celebri Lettere sulla dottrina di Spinoza. Lo fece con il breve scritto “Che cosa significa orientarsi nel pensiero?”. La domanda alla quale Kant cerca di rispondere riguarda come si possa orientare il pensiero nelle questioni di confine che oltrepassano sia il piano logico-formale della razionalità sia quello trascendentale del suo rapporto a priori con la forma dell’esperienza. A partire, anzitutto, dalla questione relativa alla conoscibilità di Dio: alla pensabilità del suo concetto e alla dimostrazione razionale della sua esistenza. Il carattere esemplare del saggio kantiano sta nel modo in cui affronta questo nodo fino a convertire la domanda metafisica per eccellenza nel problema dell’orientamento in filosofia. Così il saggio assume un valore paradigmatico sia per la filosofia kantiana, per il suo carattere intimamente critico, sia per il pensare filosofico in generale.
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