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Suite francese

«Quasi senza saperlo, per una specie di grazia infusa, Irène Némirovsky possedeva i doni del grande romanziere, come se Tolstoj, Dostoevskij, Balzac, Flaubert, Turgenev le fossero accanto e le guidassero la mano mentre lei scriveva sui suoi quaderni … Quando abbiamo finito di leggere le due prime parti di *Suite francese*, resta in noi una strana sensazione di letizia. Non sappiamo se essa dipenda dalla gioia nasco­­sta sotto le tragedie della vita; o dalla felicità fisica di raccontare senza fine. Il tono volentieri lirico; l’eco melodiosa della frase; la ricchezza delle sensazioni; la bellezza della natura; gli animali quasi umanizzati; la luce del sole al mezzogiorno o al tramonto; il chiarore onnipresente della luna si sciolgono e si perdono nella fluidità della vita». Pietro Citati

Il sugo della vita

Santa Maria Maddalena de’ Pazzi è preda di visioni in cui implora Gesù crocifisso stillante sangue dalle piaghe di irrorarla con il sacro liquido, in un bagno di ‘concupiscenzia siziente e saziante’ che le avrebbe fatto raggiungere la beatitudine. In Spagna cuochi e pasticcieri non di rado utilizzano le carni degli squartati e i frammenti dei suppliziati per preparare sanguinolenti vol-au-vent. All’assassino del principe d’Orange, atrocemente torturato per quattro giorni prima di spirare dal dolore, il carnefice pratica una laparatomia sulla pubblica piazza, incanalando in catartico teatro di massa l’antico, inestirpabile istinto di Caino.È nel sangue, sul filo rosso fra puro e impuro, che si rappresenta l’inesausto dramma tra sacro e profano, tra storia del divino e storia di quell’umano che dell’umanità vuol disfarsi. Nel Sugo della vita Piero Camporesi prende in carico la narrazione di questa storia: con maestria racconta la potente carica metaforica del sangue che, rosso e dolciastro, cola sull’immaginario prescientifico a coagulare simboli ora terrifici ora salvifici, connessi alla dissoluzione e alla morte o alla rigenerazione e alla vita. Così il sangue di Cristo acquista la preziosità taumaturgica di un magico unguento che annichilisce i miasmi della malignità: il più squisito distillato, uscito non dalla bottega di un qualsiasi speziale ma dalla grotta meravigliosa del costato del Protomedico che ha sconfitto la morte. Viceversa, per strada le compagnie dei flagellanti si autopuniscono ferocemente salassandosi a staffilate: carnevali di afflizione, riti di violenza sacra, esorcismi collettivi per neutralizzare l’empietà che irrora il tessuto sociale.Poi l’antico enigma del sangue si è dissolto; la società postindustriale – asettica, anemica, emofobica – effonde solo il sangue altrui, nelle fiumane cruente della guerra. Il Saggiatore continua la ripubblicazione del corpus delle opere di Camporesi – avviato con Il pane selvaggio e proseguito con Le belle contrade – e rende al pubblico quest’altra magnifica tavola dell’opulento polittico in cui Camporesi ha ritratto l’umanità nella transizione dal premoderno al contemporaneo.
(source: Bol.com)

Il sugo della storia

Racconti gustosi, stranezze e pregiudizi sul cibo nelle parole di un grande storico dell’alimentazione.
Al di là di informazioni che spesso riempiono lacune che nemmeno sospettavamo di avere (davvero sapevate perché si dice ‘pasta al dente’ e che in Azerbaigian, sulle rive del Caspio, si cucinano ottimi tortellini, affini del resto ai pelmeni siberiani?), queste storie di cibo che si leggono d’un fiato riescono davvero a fare Storia con la maiuscola. Franco Cardini, “Avvenire” 
Alzi la mano o meglio la forchetta chi non ha mai pensato che le melanzane alla parmigiana avessero a che fare con Parma. Invece la dizione corretta è parmigiana di melanzane e viene dal latino parma che significa scudo (la barriera che si costruisce intorno al ripieno). Questa e molte altre sorprese si trovano nel libro di Montanari, grande storico dell’alimentazione che ci aiuta a capire come nasce la nostra cultura gastronomica. Rocco Moliterni, “Tuttolibri”
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### Sinossi
Racconti gustosi, stranezze e pregiudizi sul cibo nelle parole di un grande storico dell’alimentazione.
Al di là di informazioni che spesso riempiono lacune che nemmeno sospettavamo di avere (davvero sapevate perché si dice ‘pasta al dente’ e che in Azerbaigian, sulle rive del Caspio, si cucinano ottimi tortellini, affini del resto ai pelmeni siberiani?), queste storie di cibo che si leggono d’un fiato riescono davvero a fare Storia con la maiuscola. Franco Cardini, “Avvenire” 
Alzi la mano o meglio la forchetta chi non ha mai pensato che le melanzane alla parmigiana avessero a che fare con Parma. Invece la dizione corretta è parmigiana di melanzane e viene dal latino parma che significa scudo (la barriera che si costruisce intorno al ripieno). Questa e molte altre sorprese si trovano nel libro di Montanari, grande storico dell’alimentazione che ci aiuta a capire come nasce la nostra cultura gastronomica. Rocco Moliterni, “Tuttolibri”

Un suddito fedele

Inghilterra, 1109 – Quando nomina tutore del piccolo Philip uno dei suoi sudditi più fedeli e gli affida anche la madre, re Enrico forse non immagina di mettere in una situazione insostenibile l’aitante Richard di Wilmont e l’incantevole Lucinda di Northbryre. Come può sentirsi attratto dalla vedova del suo peggior nemico? si domanda sgomento il malcapitato Richard. come può desiderare un uomo che non potrà mai avere?, si tormenta ogni giorno Lucinda. Ma il cuore, si a, ha delle ragioni che la ragione non conosce e che spingono i due amanti a superare ogni sorta di ostacoli, fra i quali anche i dubbi dell’anima.
(source: Bol.com)

Un suddito fedele (eLit)

Inghilterra, 1109 – Quando nomina tutore del piccolo Philip uno dei suoi sudditi più fedeli e gli affida anche la madre, re Enrico forse non immagina di mettere in una situazione insostenibile l’aitante Richard di Wilmont e l’incantevole Lucinda di Northbryre. Come può sentirsi attratto dalla vedova del suo peggior nemico?, si domanda sgomento il malcapitato Richard. Come può desiderare un uomo che non potrà mai avere?, si tormenta ogni giorno Lucinda. Ma il cuore, si sa, ha delle ragioni che la ragione non conosce e che spingono i due amanti a superare ogni sorta di ostacoli, fra i quali anche i dubbi dell’anima. Storie di re e di cavalieri 1)Prigioniera del cavaliere 2)Un suddito fedele 3)La ballata dell’eroe 4)Sfida al castello

(source: Bol.com)

Un sudario non ha tasche

Sportivi e politici corrotti, un medico con la morte di due ragazze sulla coscienza, un’inquietante organizzazione razzista che ricorda molto da vicino il Ku Klux Klan. Mike Dolan è un giornalista tutto d’un pezzo, e ha un solo obiettivo: portare a galla il marcio della città di Colton. Costi quel che costi. Ben presto però si renderà conto che, pur di non pestare i piedi ai potenti di turno, il suo giornale non darà mai spazio alle storie scomode che lui continua a proporre. Ma Mike è un duro, così si mette in proprio e fonda il “Cosmopolite”, una rivista spregiudicata che pubblica da subito una serie di articoli-denuncia che danno fastidio a molti “intoccabili” della città. E da quel momento la vita di Dolan non sarà più al sicuro. Pubblicato prima nel Regno Unito, poi in Francia e solo successivamente e con difficoltà negli Stati Uniti, questo romanzo presenta un ritratto dell’America che, come ricorda “Thriller Magazine” è “talmente radicale (nel male) che non avrebbe mai potuto trovare qualche pazzo disposto a fargli da editore”. Un libro duro e attuale, un grande classico del noir.
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Sudario

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Cinque agghiaccianti racconti. Un cinema infestato da una disgustosa entità tumorale capace di ricreare l’illusione del grande schermo; un mostro cannibalico rimasto prigioniero per secoli che si libera e cerca vendetta; il sudario di un uomo morto ingiustamente che si anima di spirito di rivincita; un’isola dove morire è più facile che vivere; un reperto archeologico assetato di sangue.
* Figlio di celluloide (Racconto lungo, Son of Celluloid)
* Testacruda Rex (Romanzo breve, Rawhead Rex)
* Confessioni di un sudario (di pornografo) (Racconto lungo, Confession of a (Pornographer’s) Shroud)
* Capri espiatori (Racconto lungo, Scapegoats)
* Spoglie umane (Romanzo breve, Human Remains)

Succhi: Estratti, Centrifugati E Frullati Freschi Di Frutta E Verdura

Con l’arrivo dell’estate, desideri trovare un modo per saziarti con gusto e freschezza?
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Sua eccellenza gradì il rosolio e altre storie

Cinque racconti ambientati sul Lario, una carrellata di ritratti e di situazioni in bilico tra humour e poesia, compongono Sua Eccellenza gradì il rosolio , il libro solidale dell’edizione 2007 di Parolario.
Nel primo racconto, che. dà il titolo alla raccolta, un coadiutore in lotta fra la necessità di tener fede ai voti e le sirene di Eros (nelle forme di una bella parrocchiana) è convocato al capezzale di una arzilla nonnina, la quale, convinta com’è di trovarsi in punto di morte, gli svela in confessione un tiro mancino giocato tanti anni prima ad un gerarca fascista, in visita a Bellano.
Tutta suo padre è la storia (dall’attacco vagamente pirandelliano) di un uomo che scopre un giorno la propria bruttezza, vedendola rispecchiata in quella della sua primogenita neonata, e decide di riscattarla assicurando alla figlia, una volta adulta, un improbabile matrimonio, che si rivelerà un’autentica sorpresa.
La gola mette in scena tre simpatiche sorelle, che decidono di fare un regalo al padre malato, per affrettarne la guarigione: gli comprano con pesanti sacrifici un panino bianco, merce rara in tempo di guerra, ma il prezioso dono passerà da un destinatario all’altro, in una girandola di sacrifici e di rinunce, per finire poi nello stomaco di chi meno se lo merita.
Blu di metilene è il divertente intreccio di due trame che si svolgono nello stesso condominio, risolvendosi in un destino un po’ beffardo: un bambino vuole dimostrare ai suoi compagni di scuola che è possibile fare la pipì blu e combina un coloratissimo guaio; un architetto tenta di agganciare la sua seducente dirimpettaia, vedova fresca, di nascosto dalla moglie, ma l’impresa non è priva di ostacoli.
Protagonista di Addio bocce è invece un impiegato scapolo, tartassato dalla vita, che tenta di ritagliarsi una fetta di successo gestendo la bocciofila del paese, ma resta vittima di un surreale quanto gustoso inganno.

Sua altezza spaziale e altri racconti

Antologia senza presentazione.
Indice:
Arthur C. Clarke – Sua Altezza Spaziale
H. B. Fyfe – Il Klyga (The Klygha, 1963)
C. C. MacApp – Lo scultore (The Sculptor, 1965)
Harry Harrison – Il negozio di giocattoli (Toy Shop, 1962)
J. T. McIntosh – Terminal (At Journey’s End, 1966)
Alice Eleanor Jones – Cresciamo e moltiplichiamoci (Created He Them, 1956)
James White – La capitana dello “Starfire” (The Light Outside the Windows, 1964)
Copertina di Karel Thole

Su una gamba sola

Un incidente di montagna in Norvegia: Oliver Sacks si ritrova su un letto con una gamba che, nella sua percezione, non gli appartiene più. All’inizio, pensa che il suo caso sia semplice e banale. Poi, si trova sprofondato in un «abisso di effetti bizzarri e anche terrificanti». Quella gamba alienata dal suo corpo lo induce a indagare «l’orrore e la meraviglia che occhieggiano dietro la vita e che sono celati, per così dire, dietro la superficie usuale della salute». Perdere la percezione di un arto lede l’immagine di se stessi, obbliga a chiedersi che cosa sia questo Sé che agisce in noi. Anche questa volta, Sacks indaga, e ci fa partecipi della sua indagine, attraverso il racconto: che sarà il racconto di uno strano viaggio «in avanti e all’indietro – perché questa sembra essere la natura del pensiero: ricondurci al suo punto di partenza, alla casa atemporale della mente». “Su una gamba” sola apparve per la prima volta nel 1984.

Uno studio in rosso

Pubblicato nel 1887, Uno studio in rosso è il primo romanzo (di quattro) in cui compare a tutto tondo il personaggio di Sherlock Holmes. Affiancato dal medico John Watson, congedato dall’esercito per una ferita, l’investigatore inglese si contraddistingue per le straordinarie competenze in chimica e anatomia e l’incredibile capacità deduttiva, messa in atto a partire da pochi particolari fisici o da dettagli relativi all’abbigliamento. Uno studio in rosso si incentra sul misterioso omicidio di un uomo, trovato morto in una casa con accanto un anello nuziale da donna e la scritta “Rache” (vendetta, in tedesco) sul muro. In questo primo romanzo sono già presenti quasi tutti gli elementi che renderanno immortale la figura di Sherlock Holmes: la città di Londra avvolta in una nebbia fitta e impenetrabile, il compagno di avventure Watson, emblema del punto di vista dell’uomo comune, e chiaramente lui, Holmes, che in breve tempo comincerà a vivere di vita propria, tanto da ispirare una sterminata produzione cinematografica e televisiva.
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### Sinossi
Pubblicato nel 1887, Uno studio in rosso è il primo romanzo (di quattro) in cui compare a tutto tondo il personaggio di Sherlock Holmes. Affiancato dal medico John Watson, congedato dall’esercito per una ferita, l’investigatore inglese si contraddistingue per le straordinarie competenze in chimica e anatomia e l’incredibile capacità deduttiva, messa in atto a partire da pochi particolari fisici o da dettagli relativi all’abbigliamento. Uno studio in rosso si incentra sul misterioso omicidio di un uomo, trovato morto in una casa con accanto un anello nuziale da donna e la scritta “Rache” (vendetta, in tedesco) sul muro. In questo primo romanzo sono già presenti quasi tutti gli elementi che renderanno immortale la figura di Sherlock Holmes: la città di Londra avvolta in una nebbia fitta e impenetrabile, il compagno di avventure Watson, emblema del punto di vista dell’uomo comune, e chiaramente lui, Holmes, che in breve tempo comincerà a vivere di vita propria, tanto da ispirare una sterminata produzione cinematografica e televisiva.

Uno studio in nero

“Uno studio in nero” vede uniti due miti della letteratura poliziesca: Ellery Queen e Sherlock Holmes. Tutto ha inizio quando il celebre scrittore-detective riceve un anonimo pacchetto contenente un manoscritto ingiallito redatto da un certo dottor John H. Watson. Ellery è assillato da un contratto editoriale che lo obbliga a consegnare il suo nuovo romanzo il più in fretta possibile, ma la curiosità è più forte degli impegni lavorativi e, facendo i salti mortali, riesce a dedicare un po’ di tempo al manoscritto. Anche perché la storia che racconta rappresenta il sogno di ogni appassionato di mystery: ovvero le peripezie cui va incontro l’immenso Holmes nel tentativo di dare un nome e un volto a Jack lo Squartatore! Spetterà proprio a Ellery concludere l’indagine iniziata dal suo illustre predecessore e smascherare una volta per tutte il criminale più famoso della storia. Pubblicato nel 1966 e ammiccante fin dal titolo al capolavoro di Conan Doyle “Uno studio in rosso”, questo romanzo è un piccolo gioiello imperdibile per tutti gli appassionati del poliziesco d’autore, un raro e affascinante esempio della narrativa storica di Ellery Queen.

La struttura psicologia del fascismo

*Il marxismo, dopo aver affermato che in ultima istanza la struttura di una società determina o condiziona la sovrastruttura, non ha tentato alcuna delucidazione generale delle modalità proprie di formazione della società religiosa e politica. Esso ha egualmente ammesso la possibilità di reazione della sovrastruttura ma, anche qui, non è passato attraverso l’affermazione dell’analisi scientifica. Questo articolo rappresenta, a proposito del fascismo, un tentativo di rappresentazione rigorosa, se non completa, della sovrastruttura sociale e dei rapporti con la struttura economica. Non si tratta tuttavia che di un frammento appartenente ad un contesto relativamente importante, il che spiega il gran numero di lacune e, in modo particolare, l’assenza di ogni considerazione sul metodo*. È stato egualmente necessario rinunciare a dare una giustificazione generale di un punto di vista che appare nuovo e limitarsi all’esposizione dei fatti. Per contro, la semplice esposizione della struttura del fascismo ha richiesto, come introduzione, una descrizione d’assieme della struttura sociale.
Va da sé che l’analisi della sovrastruttura suppone lo sviluppo preliminare di quella della struttura, studiata dal marxismo.* (GB)

Strisciava sulla sabbia

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, vorrebbe seguire da vicino un grande investigatore, per vederlo in azione mentre cerca fra mille indizi la pista buona. E’ la fortuna che capita a Robert Kinnaird: solo che qui, nello schema classico della caccia al criminale s’introduce una variante originalissima, una “trovata” fantascientifica che in un certo senso fa impallidire la celebre coppia Sherlock Holmes – dottor Watson.
Copertina di Karel Thole

Le streghe

**«Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore»**.
*Goffredo Fofi*
**«Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba»**.
* Franco Cordelli, Corriere della Sera*
**«Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni»**.
* Donatella Ziliotto*
Un racconto inquietante che vi farà sapere chi sono le vere streghe. Non quelle delle fiabe, sempre scarmigliate e a cavallo di una scopa, ma quelle elegantissime, somiglianti a certe signore che probabilmente già conoscete. Come fare a individuarle? Bisogna stare attenti a chi porta sempre i guanti,a chi si gratta la testa, a chi si toglie le scarpe a punta sotto il tavolo e a chi ha i denti azzurrini, perché tutto ciò serve a nascondere gli artigli, i crani calvi, i piedi quadrati, la saliva blu mirtillo: tutti segni distintivi delle vere streghe. Sapendo questo potrete evitare di venir trasformati in topi.
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### Sinossi
**«Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore»**.
*Goffredo Fofi*
**«Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba»**.
* Franco Cordelli, Corriere della Sera*
**«Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni»**.
* Donatella Ziliotto*
Un racconto inquietante che vi farà sapere chi sono le vere streghe. Non quelle delle fiabe, sempre scarmigliate e a cavallo di una scopa, ma quelle elegantissime, somiglianti a certe signore che probabilmente già conoscete. Come fare a individuarle? Bisogna stare attenti a chi porta sempre i guanti,a chi si gratta la testa, a chi si toglie le scarpe a punta sotto il tavolo e a chi ha i denti azzurrini, perché tutto ciò serve a nascondere gli artigli, i crani calvi, i piedi quadrati, la saliva blu mirtillo: tutti segni distintivi delle vere streghe. Sapendo questo potrete evitare di venir trasformati in topi.