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Sono Stato Fortunato – Autobiografia

Ogni vita è caratterizzata da avvenimenti e incontri che la rendono interessante, ma se la vita è quella di un uomo che ha avuto la fortuna di nascere due volte, la prima come ingegnere e la seconda come scrittore, le storie da raccontare si moltiplicano.
Alla soglia dei novant’anni l’ingegnere-filosofo più amato d’Italia torna in libreria con una nuova autobiografia, ampliata dai ricordi, dagli aneddoti e dalle riflessioni che hanno colorato la sua seconda vita, quella che inizia con la pubblicazione di *Così parlò Bellavista*. Il primo libro diventa dunque lo spartiacque di una storia che spazia dai primi amori ai recenti successi, raccontata attraverso le persone e le esperienze che l’hanno resa straordinaria. E ciò che all’apparenza può sembrare irreale altro non è che un’esistenza felice, trascorsa *relativamente* bene, dice lui, perché *grazie a Dio* qualche contrarietà l’ha avuta.
Con la stessa coinvolgente grazia con cui ha raccontato i compagni di scuola, i primi amori, il lavoro di informatico, ma soprattutto la sua Napoli, Luciano De Crescenzo fruga nei cassetti della memoria per offrire ai lettori la narrazione inedita di una vita che lo ha reso tifoso, umorista, filosofo, atleta, ottimista, buono, fortunato, ingegnere, presepista, pressappochista, dubbioso, felice, ma soprattutto scrittore.
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### Sinossi
Ogni vita è caratterizzata da avvenimenti e incontri che la rendono interessante, ma se la vita è quella di un uomo che ha avuto la fortuna di nascere due volte, la prima come ingegnere e la seconda come scrittore, le storie da raccontare si moltiplicano.
Alla soglia dei novant’anni l’ingegnere-filosofo più amato d’Italia torna in libreria con una nuova autobiografia, ampliata dai ricordi, dagli aneddoti e dalle riflessioni che hanno colorato la sua seconda vita, quella che inizia con la pubblicazione di *Così parlò Bellavista*. Il primo libro diventa dunque lo spartiacque di una storia che spazia dai primi amori ai recenti successi, raccontata attraverso le persone e le esperienze che l’hanno resa straordinaria. E ciò che all’apparenza può sembrare irreale altro non è che un’esistenza felice, trascorsa *relativamente* bene, dice lui, perché *grazie a Dio* qualche contrarietà l’ha avuta.
Con la stessa coinvolgente grazia con cui ha raccontato i compagni di scuola, i primi amori, il lavoro di informatico, ma soprattutto la sua Napoli, Luciano De Crescenzo fruga nei cassetti della memoria per offrire ai lettori la narrazione inedita di una vita che lo ha reso tifoso, umorista, filosofo, atleta, ottimista, buono, fortunato, ingegnere, presepista, pressappochista, dubbioso, felice, ma soprattutto scrittore.

Sono stato fortunato – autobiografia

Sono stato fortunato – autobiografia by Luciano De Crescenzo
Ogni vita è caratterizzata da avvenimenti e incontri che la rendono interessante, ma se la vita è quella di un uomo che ha avuto la fortuna di nascere due volte, la prima come ingegnere e la seconda come scrittore, le storie da raccontare si moltiplicano.
Alla soglia dei novant’anni l’ingegnere-filosofo più amato d’Italia torna in libreria con una nuova autobiografia, ampliata dai ricordi, dagli aneddoti e dalle riflessioni che hanno colorato la sua seconda vita, quella che inizia con la pubblicazione di *Così parlò Bellavista*. Il primo libro diventa dunque lo spartiacque di una storia che spazia dai primi amori ai recenti successi, raccontata attraverso le persone e le esperienze che l’hanno resa straordinaria. E ciò che all’apparenza può sembrare irreale altro non è che un’esistenza felice, trascorsa *relativamente* bene, dice lui, perché *grazie a Dio* qualche contrarietà l’ha avuta.
Con la stessa coinvolgente grazia con cui ha raccontato i compagni di scuola, i primi amori, il lavoro di informatico, ma soprattutto la sua Napoli, Luciano De Crescenzo fruga nei cassetti della memoria per offrire ai lettori la narrazione inedita di una vita che lo ha reso tifoso, umorista, filosofo, atleta, ottimista, buono, fortunato, ingegnere, presepista, pressappochista, dubbioso, felice, ma soprattutto scrittore.

Sono come il fiume che scorre

In queste pagine non solo le convinzioni dell’autore riguardo al destino del mondo e dell’uomo, ma anche i risvolti autobiografici. La raccolta di racconti è inoltre preceduta da un’introduzione in cui Paulo Coelho racconta come è diventato scrittore.
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Sonetti Lussuriosi

”Sonetti lussuriosi” è una raccolta di sonetti a sfondo erotico del poeta toscano Pietro Aretino, risalenti al 1526. L’opera consiste in due libri che raccolgono rispettivamente sedici e tredici composizioni.

Pietro Aretino è conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso, fra cui i conosciutissimi ”Sonetti lussuriosi”.
Figura di letterato amato quanto discusso, se non odiato (e per molti fu semplicemente un arrivista ed uno spregiudicato cortigiano). Per questa che oggi potrebbe apparire incoerenza fu, per molti versi, un modello dell’intellettuale rinascimentale, autore anche degli apprezzati ”Ragionamenti”.
La figura di Pietro Aretino ha segnato in un certo qual modo il XVI secolo contribuendo in maniera determinante al definitivo superamento della visione teologica ed etica propria dell’età di mezzo.

Il libro è illustrato con i disegni di Édouard-Henri Avril (Paul Avril).

(source: Bol.com)

Sonderkommando: Diario di un crematorio di Auschwitz, 1944

Il Sonderkommando, la squadra speciale di detenuti ebrei obbligati a lavorare nelle camere a gas e nei crematori di Auschwitz-Birkenau, ha in Salmen Gradowski il suo maggiore testimone. Scritto molto probabilmente nella primavera del 1944, questo diario è il primo documento pubblicato che racconta il cuore della terribile esperienza dello sterminio degli ebrei all’interno dei lager tedeschi, destinati a distruggere l’intero popolo ebraico dell’Europa e coloro che nel progetto nazista di Nuovo Ordine Europeo non avrebbero mai avuto il diritto alla vita. Gradowski scrisse con la morte addosso, per raccontarci di uomini che sono riusciti a resistere al male anche grazie al pensiero di poter consegnare ai vivi la loro storia disperata, vincendo per sempre l’oblio.«Di Auschwitz non si saprà mai tutto perché alcuni accadimenti sembrano destinati a rimanere senza parole» Elie Wiesel«Quest’opera merita un posto d’onore in quella “letteratura sui lager” che trova in Levi e in Solzenicyn i suoi massimi esponenti. Questo diario può sicuramente essere considerato alla pari di capolavori quali Se questo è un uomo e Una giornata di Ivan Denisovic» Millenovecento

Sonavan le quiete stanze: sullo stile dei Canti di Leopardi

Appassionato studioso di poesia italiana, Mengaldo mette a frutto le sue conoscenze di filologia, storia della lingua, linguistica e stilistica per indagare nel profondo uno dei capolavori massimi della nostra storia letteraria: i “Canti” di Leopardi. E lo fa soffermando l’analisi sulle differenze e sulle costanti interne alle quattro fasi dei “Canti”: Canzoni, Idilli, Canti pisano-recanatesi e ultimi Canti. Ne emerge non soltanto l’individualità linguistica e stilistica di ciascuna delle quattro grandi fasi rispetto alle altre, ma anche, di volta in volta e secondo lo stesso principio, l’individualità dei singoli canti.
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Sommario di decomposizione

«Mi basta sentire qualcuno parlare sinceramente di ideale, di avvenire, di filosofia, sentirlo dire “noi” con tono risoluto, invocare gli “altri” e ritenersene l’interprete – perché io lo consideri mio nemico»: parole come queste, allorché il *Sommario di decomposizione* fu pubblicato a Parigi nel 1949, non potevano che dividere i lettori, suscitando in essi o scandalo o ammirazione. A quell’epoca Cioran era solo un oscuro apolide, autore di alcune opere importanti che nel suo paese, la Romania, erano state ignorate da tutti. Alla cultura francese, in quegli anni incline all’*engagement*, Cioran contrapponeva solitariamente negazione e ironia; e con queste pagine scopriva una lingua – il francese – rivelandosene subito maestro. Non alla maniera di Sartre, ma piuttosto a quella di Chamfort e di Pascal. Con un solo gesto, Cioran presentava tutto se stesso. Così, non meraviglia che questo libro, ritenuto da molti il suo maggiore, abbia avuto la ventura di incontrare come traduttore in tedesco uno dei poeti più alti del secolo: Paul Celan.

Solomon Kane

Solomon Kane è uno dei personaggi più straordinari creati da Robert Ervin Howard, l’autore del ciclo di “Conan il barbaro”. Spadaccino inglese, sorretto da una fede incrollabile e da un coraggio eccezionale, Kane si cimenta in avventure fantastiche contro le Forze del Male, tra civiltà perdute, creature diaboliche e mostri di ogni genere. Ambientate alla fine del XVI secolo, le sedici opere qui raccolte (racconti, alcuni dei quali pubblicati postumi, poesie, frammenti, da “Teschi sulle stelle” a “Solomon Kane ritorna a casa”) collocano le sfide di un eroe cupo e glaciale sullo sfondo di un’epoca di violenza, miseria, sfruttamento e lotte religiose. Da questo ciclo è stato tratto il film diretto da Michael J. Bassett e interpretato da James Purefoy, Max Von Sydow, Rachel Hurd-Wood e Pete Postlethwaite.
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Solomon Kane

Solomon Kane è uno dei personaggi più straordinari creati da Robert Ervin Howard, l’autore del ciclo di Conan il barbaro. Spadaccino inglese, sorretto da una fede incrollabile e da un coraggio eccezionale, Kane si cimenta in avventure fantastiche contro le Forze del Male, tra civiltà perdute, creature diaboliche e mostri di ogni genere. Ambientate alla fine del XVI secolo, le sedici opere qui raccolte (racconti, alcuni dei quali pubblicati postumi, poesie, frammenti, da Teschi sulle stelle a Solomon Kane ritorna a casa) collocano le sfide di un eroe cupo e glaciale sullo sfondo di un’epoca di violenza, miseria, sfruttamento e lotte religiose.

Solo per te

L’unica strada che porta alla felicità è la libertà: la libertà di vivere – e amare – seguendo il proprio cuore. Per conquistarla un ragazzo dovrà usare tutto il suo coraggio, ma non si troverà a combattere da solo.

Nella piccola città conservatrice di Sierra Pines, in California, il reverendo Gabriel è la legge. Suo figlio Willy segue i suoi precetti, finché a Sacramento non conosce un uomo. Quando lo incontra di nuovo nella sua città natale, comincia a frequentarlo proprio sotto il naso del padre.

Reggie è il nuovo sceriffo di Sierra Pines. La sua dedizione al lavoro gli impone di non ostentare la propria sessualità; quando rivede Willy, però, non può impedirsi di pensare che loro due siano fatti per stare insieme. Decide comunque di mantenere il segreto di Willy fino al momento in cui il ragazzo non sarà pronto a mostrare al mondo chi è veramente. Oltre all’ostilità della chiesa e degli abitanti della città, Reggie dovrà affrontare anche i pericoli legati al suo lavoro, che rischiano di porre fine alla sua storia d’amore con Willy ancor prima che questa riesca a spiccare il volo.

(source: Bol.com)

Solo le montagne non si incontrano mai

Somalia, 1994. Murayo, una bambina gravemente malata, viene lasciata in un ospedale militare italiano per essere curata. Il padre va a visitarla una volta e poi sparisce. La piccola diventa la mascotte dell’accampamento fino al momento del ritiro del contingente. Ma il militare che avrebbe dovuto accompagnarla all’orfanotrofio di Mogadiscio non se la sente di abbandonarla, le vuole bene e decide di portarla con sé. Murayo arriva in Sicilia e diventa il centro di una nuova famiglia. È convinta di aver perso tutti i suoi cari e la Somalia resta per lei solo un lontano ricordo. Fino a quando, quattordici anni dopo, una puntata della trasmissione Chi l’ha visto? rimescola di nuovo le carte e accade quello che nessuno avrebbe mai immaginato: Murayo riconosce suo padre in un campo di rifugiati in Kenya. Solo le montagne non si incontrano mai è l ‘incredibile storia di una ragazza che intraprende il viaggio più importante della vita per ritrovare la sua famiglia. Una vicenda segnata da situazioni imprevedibili e coincidenze fatali che travolgono anche tutte le persone a lei vicine. L’aiuta in questa impresa una donna determinata come Laura Boldrini, da anni impegnata nella difesa dei diritti dei rifugiati, che racconta con grande coinvolgimento come una perdita può trasformarsi in una conquista. Perché oggi Murayo non è più divisa tra due padri ma unita a tutti e due..

Solo il budino ascolta i miei sospiri

“America’s irrepressible doyenne of domestic satire.”
THE BOSTON GLOBE
Madcap, bittersweet humor in classic Erma Bombeck-style. You’ll laugh until it hurts and love it! “Any mother with half a skull knows that when Daddy’s little boy becomes Mommy’s little boy, the kid is so wet, he’s treading water. What do you mean you’re a participle in the school play and you need a costume? Those rotten kids. If only they’d let me wake up in my own way. Why do they have to line up along my bed and stare at me like Moby Dick just washed up onto a beach somewhere?”

Solitaire Station

Un vero capolavoro della fantascienza che ha vinto tutti i premi più importanti: Premio Locus, Premio Science fiction Chronicle, Premio Nebula, Premio Hugo.
La Stazione spaziale Solitaire, posta oltre l’orbita di Marte, è stata creata per costruire e lanciare nel cosmo le navi-luce alla ricerca di mondi abitabili. È popolata da migliaia di persone, gente che anni di isolamento e la nostalgia della Terra e delle proprie famiglie hanno reso fragile, turbolenta e facile preda di una temuta e arrogante organizzazione chiamata Magnificenza che sta cercando di assumere il controllo della Stazione.In questo scenario si muovono Bill, un ritardato perseguitato da tutti, e John, agente della Sicurezza della Stazione. Il suo non è un lavoro facile, ma mai avrebbe pensato di dover affrontare una situazione talmente esplosiva da costringerlo a scardinare le strutture della stessa Solitaire Station.
Traduzione italiana di Armando Corridore

SOLE DOLCE DEI RICORDI

“Si guardavano e capivano che adesso dovevano vivere entrambe, furiose com’erano, in quello stesso appartamento. Naso contro naso”. Katja, scampata all’assedio di Leningrado, ma irrimediabilmente segnata dalla guerra, cresce a Taskent dove sopravvive grazie alla sua rapace voglia di vivere, dedicandosi al contrabbando. Vera, sua figlia, è una bambina dallo sguardo torvo e beffardo, dotata di un precoce talento artistico e destinata a un futuro successo come pittrice. Sullo sfondo della Taskent multicolore del dopoguerra, crogiolo di culture e Babele di lingue, le due eroine, due personalità forti e complesse, intrecciano le proprie vite in un romanzo ricco di colori e di suoni, in cui la vita, l’arte e la bellezza avranno il sopravvento sulle mostruosità della guerra.
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