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Quando scoppiò la pace

Paul Hoehler, un brillante ricercatore, scopre qualcosa in grado di cambiare il mondo: le “bolle”, ossia campi di forza sferici capaci di impedire l’ingresso o l’uscita di qualsiasi cosa essi racchiudano. I guai iniziano quando i suoi datori di lavoro ai Laboratori Elettronici Livermore approfittano di questa incredibile scoperta per impadronirsi del mondo intero. I centri governativi, le basi militari, tutto viene racchiuso in “bolle”… e nasce l’Ente Pace che si propone di dare una nuova stabilità al mondo. Ma perché i nuovi pacificatori proibiscono ogni genere di ricerca scientifica, mantengono un esercito bene armato e considerano Paul Hoehler il loro peggiore nemico?
Copertina di Karel Thole

Quando lei era buona

Da bambina Lucy Nelson vede il padre alcolista finire in galera. Da quel giorno ha cercato di redimere qualunque uomo le capitasse intorno, per la rovina sua e dei suoi amanti. Quando Roy e Lucy iniziano a uscire insieme, lui lo fa perché sta cercando se stesso, lei perché non sopporta più una madre remissiva e un padre ubriacone. Si innamorano, o cosi credono. Quando Lucy cede alle estenuanti insistenze, alle canzoni romantiche e alle parole rassicuranti di Roy e “va fino in fondo”, rimane incinta. Da quel momento in avanti, come in una tragedia greca in cui, qualunque cosa si faccia, non si può sfuggire al destino, tutto precipita. Lucy non vuole ripercorrere le orme della madre, non vuole diventare la moglie di un uomo egoista, debole e fallito, ma si convince di essere già quel tipo di donna, trascinando il matrimonio – e se stessa – alla rovina. Uscito subito prima del Lamento dì Portnoy, questo terzo romanzo di Philip Roth contiene già tutto il sarcasmo, l’ironia tagliente, l’inquietudine morale delle opere della maturità. Ma possiede una caratteristica che lo rende una stella preziosa: è l’unico romanzo del maestro di Newark ad avere per protagonista una donna. Con Lucy, Roth consegna alla storia della letteratura un personaggio agghiacciante e commovente, incarnazione di una donna che lotta per non sprofondare nella propria follia.
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Quando le macchine si fermeranno

Trenta milioni di americani hanno qualcosa di nuovo e di memorabile in comune. Gli abitanti di New York City e di Burlington, di Boston, di Rochester e Providence, di decine di altre città e centinaia di cittadine e villaggi… tutti hanno vissuto insieme il “grande buio” del 1965, e d’ora in poi nelle loro conversazioni continuerà a ricorrere questa frase: “dove eravate quando le luci si spensero?” Così scrive il New York Times in un commento alla “catastrofe elettrica” che colpì gli stati americani del nord-est alle ore 17,27 del 9 novembre 1965. La catastrofe in questione potrebbe servire da introduzione a questo romanzo, il quale, peraltro, è stato scritto prima del grande buio. Solo che qui, per le ragioni che si vedranno, rimarranno in pochi a chiedersi: dove eravate quando le macchine si fermarono’
Copertina di Karel Thole

Quando la notte

È estate, Marina è in montagna con il figlio piccolo, sola di fronte alla propria incapacità di essere la brava madre che dovrebbe, che vorrebbe, essere – una sensazione che si affanna a nascondere alla famiglia e persino a se stessa. Il suo padrone di casa, Manfred, è un montanaro rude e silenzioso, che nasconde con la ruvidezza il trauma di un doppio abbandono: quello della madre e quello della moglie, che gli ha portato via anche i figli. Il figlio di Marina accidentalmente cade dal tavolo, il sangue scorre, lei è incapace di reagire. Manfred salva il bambino e scopre il “segreto” di quella donna che ha continuato a spiare: Marina non è in grado di accudire il suo bambino. Ben presto però anche Manfred viene smascherato come l’uomo traumatizzato e angosciosamente solo che è: lo smascheramento è tanto più doloroso perché avviene dopo un incidente (in montagna, là dove lui dovrebbe sentirsi più sicuro e forte) nel quale rischia di perdere la vita ma viene salvato da Marina. Per un attimo lunghissimo sono stati l’uomo e la donna che si guardano, si sfidano, si desiderano – e forse si vogliono morti, tanto è intollerabile ed estremo il loro desiderare. E invece si separano. Manfred si fa accudire, invalido, dalla ex moglie. Marina torna dal marito, in città – la vacanza è finita. Quindici anni dopo quell’estate Manfred e Marina si ritrovano.

Quando l’amore bussa

Chi odia, ama!
Macy Keller, dopo aver scoperto dalla madre che Buck Tanner non è il suo vero padre, decide di restituire all’uomo il denaro che le aveva regalato anni prima per poi andare a fondo sulle sue vere origini. Parte per Tanner’s Crossing dove però l’attende una notizia sgradevole e inaspettata: l’uomo che credeva suo padre è morto. A comunicarglielo è Rory Tanner, uno dei figli.
Ripresasi dallo shock, Macy spiega le ragioni del suo viaggio e restituisce i soldi a Rory che però non si fida della donna e decide di indagare su di lei non perdendola mai di vista.
Certo è che il fascino sobrio e semplice della donna e quegli occhi che sanno esprimere ciò che le parole non riescono a dire sono una vera minaccia ai suoi scopi.
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### Sinossi
Chi odia, ama!
Macy Keller, dopo aver scoperto dalla madre che Buck Tanner non è il suo vero padre, decide di restituire all’uomo il denaro che le aveva regalato anni prima per poi andare a fondo sulle sue vere origini. Parte per Tanner’s Crossing dove però l’attende una notizia sgradevole e inaspettata: l’uomo che credeva suo padre è morto. A comunicarglielo è Rory Tanner, uno dei figli.
Ripresasi dallo shock, Macy spiega le ragioni del suo viaggio e restituisce i soldi a Rory che però non si fida della donna e decide di indagare su di lei non perdendola mai di vista.
Certo è che il fascino sobrio e semplice della donna e quegli occhi che sanno esprimere ciò che le parole non riescono a dire sono una vera minaccia ai suoi scopi.

Quando Il Passato Uccide

Non c’è proprio niente che possa illuminare la vita di Meade Underwood, da quando il suo fidanzato è morto in un disastro navale che per pop non è costato la vita anche a lei.

Quando il cielo s’oscura. Modi di vita nel Medioevo

Il volume descrive le credenze, i valori, i comportamenti collettivi che definiscono il complessivo atteggiarsi dell’uomo medievale nei confronti del mondo naturale, del soprannaturale, del proprio stesso corpo.
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Quando ho aperto gli occhi

Jim è stato tutto per Julie: l’ha tolta da una giovinezza difficile e le ha dato un posto diverso in cui vivere e tanti amici affezionati. Gli ultimi suoi doni prima di morire sono stati un cucciolo di danese e la promessa di vegliare sempre su di lei. Adesso – dopo quattro anni – il dolore di Julie si sta sciogliendo: lentamente, comincia a credere in una nuova possibile felicità. Ma chi la vorrà al suo fianco? Richard, che la fa sentire una regina ma che nutre nei suoi confronti aspettative troppo esagerate? Oppure Mike, il suo migliore amico, se solo lei si decidesse a dare una virata romantica al loro rapporto? Alla fine Julie aprirà gli occhi: dopo telefonate mute, sospetti, pericoli sfiorati, capirà chi è l’uomo sbagliato e chi invece quello giusto, anche grazie a un angelo custode molto particolare…

Quando gli elefanti piangono. La vita emotiva degli animali

Gli animali piangono. O almeno emettono suoni che esprimono dolore e sofferenza, e in molti casi sembrano chiedere aiuto. Le persone comuni non hanno difficoltà a credere che i loro cani, gatti, cavalli, e perfino le galline, provino sentimenti primari come il dolore, la gioia, la rabbia e la paura. Ma la scienza ufficiale no: teme di essere tacciata di “antropoformismo”, e preferisce chiudere gli occhi di fronte agli orsi che contemplano rapiti il tramonto o agli elefanti che si fermano a osservare le ossa dei loro congiunti. Per molti aspetti, siamo rimasti ai tempi di Cartesio, secondo cui gli animali sono “bruti insensibili”, macchine comandate dall’istinto e dagli automatismi. Dalle scimmie che imparano il linguaggio dei sordomuti ai delfini che inventano giochi, ma senza trascurare polipi dispettosi e pappagalli che sembrano avere compreso il significato delle parole che pronunciano, Jeffrey Masson e Susan McCarthy, con rigore scientifico e un entusiasmo contagioso, ci insegnano a osservare gli animali in modo nuovo. “Quando gli elefanti piangono” è un libro che ha suscitato infiniti dibattiti nel mondo accademico anglosassone, ed è il primo testo scientifico che prende in esame la vita emotiva degli animali. E nel mostrare la realtà dei loro sentimenti, rende più urgente il bisogno di un’etica della responsabilità che includa il regno animale e rafforzi quella che governa i rapporti fra gli uomini.
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Quando eravamo froci (La cultura)

Negli anni ’70 la nascita del movimento gay in Italia ha cambiato tutto: gli omosessuali, consapevoli e “fieri”, rivendicano diritti e ottengono un maggiore riconoscimento sociale e politico. Ma com’era prima di allora la vita degli omosessuali italiani? “Quando eravamo froci” racconta gli anni della “dolce vita”, la nuova Italia democratica e repubblicana in cui gli omosessuali non avevano ancora voce né identità collettiva, ma erano clandestini e perseguitati a livello sociale e poliziesco. Esistevano, vivevano, si incontravano, si divertivano, soffrivano, in un contesto ristretto dalla rigida morale del potere democristiano e sotto la stretta vigilanza della Chiesa. Prefazione di Natalia Aspesi.
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### Sinossi
Negli anni ’70 la nascita del movimento gay in Italia ha cambiato tutto: gli omosessuali, consapevoli e “fieri”, rivendicano diritti e ottengono un maggiore riconoscimento sociale e politico. Ma com’era prima di allora la vita degli omosessuali italiani? “Quando eravamo froci” racconta gli anni della “dolce vita”, la nuova Italia democratica e repubblicana in cui gli omosessuali non avevano ancora voce né identità collettiva, ma erano clandestini e perseguitati a livello sociale e poliziesco. Esistevano, vivevano, si incontravano, si divertivano, soffrivano, in un contesto ristretto dalla rigida morale del potere democristiano e sotto la stretta vigilanza della Chiesa. Prefazione di Natalia Aspesi.

Quando due mondi si incontrano

In un saggio famoso, Kingsiey Amis ha paragonato certe storie di fantascienza spaziale a dei .. western “in cui l’eroico sceriffo e gli altri buoni sono terrestri mentre i cattivi, sono umanoidi con la pelle verde (ed eventualmente sei dita) e gli indiani delle varie tribù sono rappresentati da varie specie di Mostri con Occhi d’insetto; la sola altra differenza è che, invece della Colt e del Winchester, tutti usano il Disintegratore.” Ma questo aggiunge Amis – non significa che i Mostri e gli Uomini Verdi debbano essere rigorosamente banditi dalla FS. L’importante è che i Verdi, i Rossi, o i Bianchi, o i Neri non siano tutti cattivi (o tutti buoni), e che i Mostri non si riducano semplicemente a un orang-utan surrealista che fugge nelle paludi di Venere, con l’eroina fra i tentacolo.
Indice:
Robert Moore Williams – Quando due mondi si incontrano (When Two Worlds Meeet, 1970)
Jack Vance – Le ragioni degli altri (The Gift of Gab, 1964)
Copertina di Karel Thole

Quando calano le tenebre

Marjorie possiede tutto ciò che una donna possa desiderare, eppure l’inquietudine e l’angoscia la opprimono. Suo marito Jack, schiacciato dal peso delle responsabilità, affonda in un mondo dove insonnia, rabbia e cocaina diventano i suoi compagni abituali. Il detective Lichteiman deve trovare al più presto l’autore di una serie di raccapriccianti omicidi che sconvolgono Beverly Hills. Le loro tre vite si intrecciano in un’atmosfera sempre più cupa e misteriosa, dove il terrore è in agguato. ve. Novità è l’inserto a colori con foto da satellite.
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Quando cala la nebbia rossa

Ultimo romanzo di Derek Raymond, finito qualche mese prima della sua scomparsa e pubblicato postumo, Quando cala la nebbia rossa è l’epilogo perfetto della serie della Factory.
Gust, calzante alter ego criminale del Sergente della serie, è un autentico loser raymondiano, un eroe duro e solitario a cui non rimane neppure la consolazione di essere dalla parte della legge. Ex detenuto in libertà vigilata, viene coinvolto nel furto di una partita di passaporti britannici appena stampati: valore sul mercato nero almeno due milioni di sterline.
Ma il furto dei passaporti è solo la punta dell’iceberg, in ballo c’è molto di più : tanto per cominciare, un paio di missili a testata nucleare sottratti a un arsenale militare russo. E Gust, ricattato da un manipolo di poliziotti senza scrupoli e tentando di mettere assieme tutti i tasselli dell’intricato puzzle, si ritrova nel bel mezzo di un gioco di potere fra ex agenti del KGB, servizi segreti inglesi, mafia russa, delinquenti locali e uomini della Factory. Tutti sono sulle sue tracce, chi per farlo parlare, chi per assicurarsene il silenzio, e finiscono per fargli il vuoto attorno: a Gust non resta che giocare la partita.
Ambientazione nera, personaggi sordidi, dialoghi crudi, il tutto permeato dallo stile secco e dallo humour tipici di Raymond. Al di là dei concetti di bene e male – i cui confini, nell’analisi dell’autore, si disintegrano e confondono –, il “criminale suo malgrado” può solo sottomettersi al suo destino.

Quando ai veneziani crebbe la coda

Una Venezia di sogno, collocata in un’indefinibile epoca del passato: è questo il magico sfondo di un romanzo pieno di invenzioni e di sorprese, che ha qualcosa della fiaba ed è ricco di sottile umorismo.Protagonisti sono, due bambinid i diversa religione (uno è ebreo, l’altro è cristiano), una Befana distartta e due angeli custodi che amano travestirsi da comignoloo da pozzanghera. Per via di un curioso incantesimo, si troveranno coinvolti in una storia pazza, nel corso della quale a tutti i veneziani cresceranno delle magnifiche code di animale. L’incredibiel avvenimento avrà molte, divertentissiem conseguenze, perchè la città intera dovrà tiorganizzare la propria vita, tenendo conto delle scomode “appendici”, fino al sorprendente scioglimento finale.

Qualunque cosa succeda

Questa è la storia di Giorgio Ambrosoli, per cinque anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso a Milano da un killer la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979. La racconta a trent’anni di distanza il figlio Umberto, che ai tempi era bambino, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell’archivio RAl. Sullo sfondo, la storia d’Italia in quel drammatico periodo. Nell’indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Aveva scritto alla moglie: “Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese […] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo”. Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale. Con la prefazione di Carlo Azeglio Ciampi.
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