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Quatermass: La Terra Esplode

All’inglese Nigel Kneale la fantascienza deve L’esperimento di Quatermass, Progetto Quatermass e Quatermass e il pozzo, i tre celebri telefilm realizzati per la BBC negli anni ’50, e di cui URANIA ha presentato le sceneggiature ripubblicandole anche nei suoi “Classici”. Ma l’opera che pubblichiamo oggi non è (benché ne sia stato subito tratto il film per grande schermo) una sceneggiatura. E’ un solido, grande romanzo, e una clamorosa conferma del genio narrativo di Kneale.

Quasi tenebra

Nella città di Caldwell ci sono uomini che hanno sacrifi cato il cuore e l’anima a un’entità malvagia, l’Omega. In cambio hanno ottenuto l’eterna giovinezza e una missione: sterminare tutti i vampiri che da secoli popolano la città. Per difendersi dalla voglia di morte dei lesser, i vampiri più forti e coraggiosi si sono riuniti nella Confraternita del Pugnale Nero. Mary ha trent’anni, è umana e non sa nulla della guerra che insanguina Caldwell. Non sa nemmeno che Rhage, occhi verdi, corpo perfetto, è uno di quei vampiri guerrieri, segnato da una maledizione che lo trasforma in un mostro terrifi cante ogni volta che perde il controllo. Ma tra Mary e Rhage scoppia un amore irresistibile, più forte delle leggi che impediscono a un vampiro di amare un’umana, più forte della malattia che ha di nuovo colpito Mary. L’amore potrà sconfi ggere la morte?

Quarto Reich

In una notte di tempesta del 1946, un mercantile si avvicina a Pointe Noire, città sulle coste del Congo, con il suo carico di armi di contrabbando e uomini pericolosi. Hanno una missione da compiere: recuperare un immenso tesoro custodito sotto la Montagna degli Spiriti, nel cuore dell’Africa. L’uomo che ha organizzato la spedizione è Klaus Hassler, ex ufficiale nazista: nel suo folle disegno il tesoro servirà a far nascere un nuovo Reich.
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Il quarto Re Mago

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“Il quarto re” è una raccolta di 23 racconti, scritti da Sgorlon nell’arco di un quarto di secolo e pubblicati, in origine, da vari giornali e periodici. In essi l’Autore esplora una dimensione inedita nella sua poetica, abituata all’ampio sviluppo narrativo del romanzo, ingaggiando con la breve misura concessa da questi testi un’affascinante lotta, nella quale l’ellissi, la formulazione sintetica e l’agilità visionaria della prosa (che sa però, in più d’un’occasione, avvicinarsi alla poesia) sanno infondere alla pagina un’intensità e un colore particolari.
“Io sono uno scrittore che ha bisogno di grandi spazi”, afferma l’Autore nell’Introduzione all’opera, “perciò la mia misura ideale è il romanzo, concepito come unitaria sinfonia, come uno sviluppo narrativo dotato di un suo arco parabolico ben calcolato. I racconti per me sono un po’ l’equivalente dei Lieder o dei madrigali per un compositore. Nel racconto lo spazio si restringe, e il ritmo narrativo di necessità deve farsi veloce, a volte fulmineo”.
Comune denominatore di tutti i brani è una forte tensione spiriturale e religiosa, che sa trovare nel mito e in una trasfigurazione sognante della tradizione un modo inedito e affatto personale di raccontare alcuni di quegli archetipi che stanno alla base del nostro sentire e del nostro pensare.

Il quarto cavaliere

Il Quarto Cavaliere, com’è noto, è la Morte. Ma il romanzo comincia con un incidente minimo, una mattina d’estate, quando una guardia forestale trova uno scoiattolo morto ai margini d’un sentiero in una regione montagnosa dello Stato di Washington. La guardia e alcuni campeggiatori con cui ha parlato muoiono poi la notte stessa, e il contagio si estende inarrestabile ai paesi, alle città, agli stati vicini, finendo per coinvolgere tutti i continenti. Il tema naturalmente non è nuovo: dalla Maschera della Morte Rossa di Poe a oggi, la fantascienza ha immaginato innumerevoli spaventose epidemie causate da bacilli e virus conosciuti e sconosciuti, ma nessuno aveva finora affrontato l’argomento con la competenza medica e il drammatico realismo, la vastità d’intreccio e il suspense mozzafiato che fanno di questo poderoso romanzo di Nourse (trecento fitte pagine) un capolavoro di terrificante verosimiglianza. Chi può dire se domattina, in un angolo qualsiasi d’America, Asia, Africa o Europa, una guardia forestale…?

I quarantanove racconti

Raccolti in volume dall’autore nel 1938, *I quarantanove racconti* sono stati consacrati dalla critica tra i capolavori più significativi della narrativa americana. Con la sua straordinaria capacità di reinventare l’esperienza, Hemingway ci restituisce un’umanità varia e vibrante – uomini, donne e adolescenti chiamati tutti a misurarsi in modo diverso con l’asprezza dell’esistenza -; ora raccontandoci di matadores e corride, di safari dall’esito tragico, di pugili indomabili e di donne fragili e remissive; ora narrando le avventure del suo alter-ego Nick Adams, la passione per la pesca alle trote, le prime delusioni amorose; ora infine tornando con lucidità alla devastante esperienza della guerra combattuta sul campo o nelle retrovie. Nutrono questi racconti tutti i motivi più cari alla saga hemingwayana, narrati con tale intensità che “quando tu hai finito di leggerne uno ti sembrerà che tutto quanto sia accaduto a te e, dopo, tutto quanto ti appartiene: il bene e il male, l’estasi, il rimorso, il dolore, la gente, i posti e il tempo che faceva”.

Le quaranta porte (Narrativa)

Ella Rubinstein ha quarant’anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l’amore. Quando l’agenzia letteraria con cui collabora le invia il romanzo di un autore sconosciuto per un parere, di certo Ella non immagina che un oggetto tanto innocuo possa sconvolgere la sua esistenza. È così che Dolce eresia e la storia dell’immortale amicizia tra il poeta Rumi, lo “Shakespeare dell’Islam”, e il derviscio Shams, suo discepolo, entrano come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Dalla Turchia mistica all’America di una casalinga disperata, Elif Shafak tesse uno straordinario inno all’amore, alla sua inafferrabile bellezza, alla sua infinita capacità di travolgerci. E al tempo stesso una celebrazione delle storie che i libri sanno raccontare, a volte cambiandoci davvero la vita. Un grande romanzo acclamato dalla critica internazionale come il capolavoro di un talento fuori dall’ordinario.
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### Sinossi
Ella Rubinstein ha quarant’anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l’amore. Quando l’agenzia letteraria con cui collabora le invia il romanzo di un autore sconosciuto per un parere, di certo Ella non immagina che un oggetto tanto innocuo possa sconvolgere la sua esistenza. È così che Dolce eresia e la storia dell’immortale amicizia tra il poeta Rumi, lo “Shakespeare dell’Islam”, e il derviscio Shams, suo discepolo, entrano come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Dalla Turchia mistica all’America di una casalinga disperata, Elif Shafak tesse uno straordinario inno all’amore, alla sua inafferrabile bellezza, alla sua infinita capacità di travolgerci. E al tempo stesso una celebrazione delle storie che i libri sanno raccontare, a volte cambiandoci davvero la vita. Un grande romanzo acclamato dalla critica internazionale come il capolavoro di un talento fuori dall’ordinario.

I quaranta giorni del Mussa Dagh

Il libro più appassionante mai scritto sulla tragedia del genocidio armeno.

Verso la fine del luglio 1915 circa cinquemila armeni perseguitati dai turchi si rifugiarono sul massiccio del Mussa Dagh, a nord della baia di Antiochia.
Grande e travolgente romanzo, narra epicamente il tragico destino del popolo armeno, minoranza etnica odiata e perseguitata per la sua antichissima civiltà cristiana, in eterno contrasto con i turchi, con il grande Impero ottomano detentore del potere. Fino ai primi di settembre riuscirono a tenere testa agli aggressori ma poi, cominciando a scarseggiare gli approvvigionamenti e le munizioni, sarebbero sicuramente stati sconfitti se non fossero riusciti a segnalare le loro terribili condizioni a un incrociatore francese.
Su quel massiccio dove per quaranta giorni vive la popolazione di sette villaggi, in un’improvvisata comunità, si ripete in miniatura la storia dell’umanità, con i suoi eroismi e le sue miserie, con le sue vittorie e le sue sconfitte, ma soprattutto con quell’afflato religioso che permea la vita dell’universo e dà a ogni fenomeno terreno un significato divino che giustifica il male con una lungimirante, suprema ragione di bene.
Dentro il poema corale si ritrovano tutti i drammi individuali: ogni personaggio ha la sua storia, ogni racconto genera un racconto. Fra scene di deportazioni, battaglie, incendi e morti, ora di una grandiosità impressionante, ora di una tragica sobrietà scultorea, ma sempre di straordinaria potenza rappresentativa, si compone quest’opera fondamentale dell’epica moderna.

Il libro venne pubblicato nel 1933 ed è stato giustamente considerato la più matura creazione di Werfel nel campo della narrativa.

(source: Bol.com)

Quante vite avrei voluto. 21 storie al bivio

Enrico Ruggeri di storie se ne intende: nella sua lunga carriera di cantautore ha raccolto – con sensibilità di artista – emozioni, situazioni, frammenti di vita degli altri, restituendoli al pubblico sotto forma di canzoni. Poi, nel programma tv “Il bivio”, ha vestito con disinvoltura i panni del conduttore, presentando con passione e coinvolgimento le storie di persone comuni che nella vita si sono trovate a fronteggiare eventi straordinari o che, per uno scherzo del destino, hanno visto cambiare radicalmente il corso della propria esistenza. Sono uomini e donne che hanno risalito la china o perso tutto in un istante, che si sono trasformati nel corpo e nell’anima, o che hanno scoperto dietro un angolo ciò che cercavano da sempre. Ora Ruggeri ripercorre e approfondisce per iscritto le loro esperienze, i loro personali momenti di svolta, aggiungendo tutto quello che, metabolizzato dal tempo, non ha potuto dire davanti alla telecamera. Anche perché queste ventuno persone, ha scritto, sono ventuno modi diversi di meravigliarsi di fronte alla vita, ventuno occasioni per conoscere me stesso. Stimolante fil rouge del libro è il Caso che, con i suoi capricci improvvisi, democraticamente impietoso, ci ricorda che ogni istante della nostra vita rappresenta un crocevia, e che ogni scelta esclude automaticamente tutte le altre.
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Quando vola il falco

Robyn Ballantyne, figlia di un esploratore, medico, scrittore ed evangelizzatore di non limpida fama, decide di partire con il fratello Zouga alla ricerca del padre, disperso anni prima mentre risaliva lo Zambesi. Anche la giovane è animata da ardore missionario e intende documentarsi sull’ancor florida – siamo nel 1860 – tratta degli schiavi per contribuire a porvi fine. Fatalmente, il clipper che la conduce in Africa è una nave negriera, e Robyn ha la disgrazia d’innamorarsi del suo comandante e proprietario Mungo St John, giovane e fascinoso avventuriero che prospera con quel turpe commercio. Giunta in Africa, la ragazza segue la Via degli Schiavi, mentre suo fratello si dà alla caccia grossa e alla ricerca della scomparsa città di Monomotapa e delle sue mitiche miniere d’oro, in un’Africa sempre nuova e imprevedibile, che partorisce dal suo grembo verde cupo idoli di pietra e profetesse nude. Ma non tutta la vicenda si dipana in terraferma: questo romanzo di Wilbur Smith è anche un poderoso racconto di mare che vede come protagonisti d’eccezione gli ultimi velieri e i rudi uomini che li manovravano. Epopea dell’Africa ed epopea della vela: due mondi dissimili ma ugualmente favolosi che si specchiano l’uno nel destino dell’altro, colti nel momento in cui battono gli ultimi colpi d’ala… almeno fino a quando – come asserisce la leggenda africana – i falchi non torneranno a volare.

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(source: Bol.com)

Quando Teresa si arrabbiò con Dio

“Se Dio non è qui, non è da nessuna parte; questo stesso istante è la perfezione”Nonna Teresa si arrabbiò con Dio e con quanti continuavano a credere in Lui dopo la micidiale inondazione del fiume Dnepr.È così che comincia la meravigliosa, magica storia di una famiglia cilena di origine ebreo-russa, una storia di antenati lontanissimi e mitici, reali e immaginari, che risalgono la corrente dei secoli attraverso la lente deformante dell’ironia e della parodia, per diventare romanzo e favola. L’incalzante fantasia di Alejandro Jodorowsky trasfigura e moltiplica gli eventi, mescolando storia e memoria, miracoli e follie. Ci sono antenati sempre avvolti da sciami d’api, stregoni e incantatori di serpenti, stupratori di vecchiette e attentatori anarchici; cappelle incantate e bordelli, terremoti, scioperi di minatori ecariche della polizia.Una saga travolgente che sa unire alla grazia delle novelle yiddish il realismo magico latinoamericano.

(source: Bol.com)

Quando soffia il vento

«Quello che vidi andava al di là della mia immaginazione, della mia comprensione, di tutto quello che sapevo. Le braccia della ragazzina erano ripiegate all’indietro in modo strano, ma quando le sollevò… Non era umanamente possibile, eppure eccola là… Una ragazzina con le ali!» Questo l’incredibile incontro che sconvolge la vita di Frannie O’Neill, una giovane e appassionata veterinaria che, dopo la morte del marito, si è isolata dal mondo, dedicandosi interamente al suo lavoro a Bear Bluff, uno sperduto paesino sulle Montagne Rocciose. L’unica persona alla quale Frannie ha il coraggio di confessare ciò che chiunque prenderebbe per un’allucinazione è Kit Harrison, affittuario della baita vicino al suo ambulatorio, un uomo dal passato non proprio limpido e dal presente piuttosto confuso. Ma Frannie, inconsapevolmente, ha scelto la persona giusta: Kit infatti è un agente dell’FBI che, all’insaputa dei suoi superiori, sta conducendo indagini su un intricato caso legato a esperimenti illegali di manipolazione genetica. Dopo la rocambolesca cattura della ragazzina alata, i due riescono a conquistarne la fiducia: lei dice di chiamarsi Max e di essere fuggita dalla Scuola. Ma che cos’è la Scuola e quali spaventosi segreti custodisce? In un crescendo di episodi agghiaccianti, Frannie e Kit verranno aiutati dalla stupefacente Max a far luce su una serie di delitti e di atrocità, alcuni dei quali riguardano Frannie molto da vicino… Un Patterson nuovo e travolgente, geniale nella capacità di rendere assolutamente vero l’inverosimile. Una vicenda che, nella realtà del romanzo, getta un’ombra inquietante sul nostro presente e ancor più, forse, su un domani non troppo lontano.

Quando siete inghiottiti dalle fiamme

“A volte è utile ricordare a me stesso che non tutti sono come me.” In effetti quello che ha reso David Sedaris una figura quasi leggendaria è la sua indomabile originalità: originalità di scrittura, di immaginazione, di sensibilità. Quest’ultima raccolta di racconti ci porta a scoprire nuove frontiere e nuovi aspetti di quell’immensa landa desolata e bizzarra che è la contemporaneità, popolata di uomini, animali, oggetti così vicini e al contempo così terribilmente strani. Da un – diciamo – affascinante verme parassita che ha albergato per diverso tempo all’interno di una gamba della suocera, si passa ai possibili usi a scopo ricreativo di uno strumento sofisticato come un catetere esterno. Naturalmente non poteva mancare il racconto in cui si spiega per filo e per segno come si fa ad acquistare uno scheletro umano. C’è una storia molto edificante su come prepararsi un caffè quando la fornitura dell’acqua è interrotta e un’altra – imperdibile – su un problema diffusissimo quanto imbarazzante che probabilmente (o forse no) molti passeggeri hanno dovuto fronteggiare in aereo. Ci sono personaggi terribili e indimenticabili: da una baby-sitter provvisoria che arriva dritta dritta da un film horror alla insopportabile e commovente vicina di casa newyorkese. Ci sono le mortificazioni e le umiliazioni che ciascuno di noi cela nel più profondo e di cui di solito cerchiamo di non parlare. Eccetera eccetera. Ma va detto che il nucleo attorno al quale è organizzato tutto il libro è il viaggio di David a Tokyo con l’obiettivo di smettere di fumare. Questo porta con sé una esilarante serie di squarci di vita giapponese. Ma la cosa importante è che il metodo antifumo funziona, e David lo consiglia a tutti: gli è costato solo 23.000 dollari. Come sempre, questa congerie di stralunati e meticolosi ritratti non solo riesce a restituirci alla perfezione la dimensione quotidiana dell’assurdo, ma – come per magia – ci mostra all’opera una strategia emozionante e umanissima capace di toccare il cuore dolente, smarrito, spaventato o semplicemente inferocito di ciascuno di noi. Un’ultima nota: il titolo del libro è ripreso da uno straordinario opuscolo di istruzioni fornito ai propri clienti da un hotel di Hiroshima sul cosa fare in caso di incendi. In realtà l’ultima nota è questa: chi è l’autore dell’immagine sulla copertina?

Quando si ama non scende mai la notte

Mark e Nicole Hathaway sono giovani, affermati, felici. Lui è un brillante psicologo, lei una talentuosa violinista. Vivono in una splendida casa di Brooklyn e hanno una figlia adorabile, Layla. Non ci sono nubi sul loro orizzonte. Ma un orribile giorno, Layla scompare misteriosamente da un centro commerciale di Los Angeles, dove la madre è in tournée. In pochi minuti si consuma una tragedia assurda, incomprensibile, che lascia Mark e Nicole in preda alla disperazione più profonda. Una disperazione che logora e annichilisce, e spinge Mark, dopo mesi di angoscianti ricerche, ad abbandonare casa, lavoro e Nicole per perdersi a sua volta nei bassifondi della città, con la sola compagnia del suo inestinguibile dolore. Ma cinque anni dopo, Nicole riesce a rintracciarlo: deve dargli una notizia sconvolgente, Layla è stata ritrovata nello stesso luogo da cui era scomparsa senza lasciare tracce. Stordito dalla gioia, Mark si precipita a Los Angeles per riportare a casa la sua bambina. È la realizzazione di un sogno che pareva impossibile: la felicità è di nuovo a portata di mano. A bordo del volo per New York, le storie di Mark e Layla si incrociano con quelle di Evie e Alyson, che fanno i conti con un passato ineluttabile come una condanna: Evie è affranta da un lutto che le toglie il respiro; Alyson è divorata da una colpa inconfessabile, che la schiaccia e la corrode. Unite da un solo destino, le loro vite si affacciano a un bivio inaspettato.
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