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La vita della mente

È questo non solo l’ultimo libro di Hannah Arendt ma anche il coronamento finale della sua “vita activa”. Rimasto incompiuto, si sarebbe dovuto comporre di tre parti: restano le prime due e un abbozzo della terza. La prima, dedicata al Pensare, si domanda dove si trovi l’io che pensa, quali siano il suo spazio e il suo tempo, concludendo che esso si pone tra passato e futuro, tra la memoria del non più e l’attesa del non ancora. Qui, nel presente del pensare, l’angelo della storia ferma talvolta il suo volo e ci fa essere liberi. Ed è proprio alla libertà che è dedicata la seconda parte, quella che studia una nozione sconosciuta ai greci antichi: il Volere. Solo il cristianesimo si pose infatti il problema di come conciliare la fede in un Dio onnipotente con le esigenze del libero arbitrio. E dal cristianesimo tale questione arriva sino all’epoca moderna, allorché la volontà si scontra con la legge di causalità, o quando ci si sforza di farla convivere con le leggi della storia. In appendice gli appunti della terza parte, dedicata al Giudicare.

Una vita da paura

Poter fare a meno delle donne per un romagnolo è assolutamente inconcepibile. I problemi con la patacca cominciano da ragazzino col catalogo Postal Market aperto alla pagina dell’intimo. I primi traumi sono impossibili da dimenticare. Oggigiorno quello che ci vuole per conquistare la patacca è il look del romagnolo doc: sguardo ammaliante dietro gli irrinunciabili Ray-Ban, capelli in stile mi ha leccato una mucca, ditoni sbriciolati contro i bordi del marciapiede (con ‘ste ciabatte di merda). Per conquistarti la tua patacca devi fare lo sguardo da imprenditore, usare paroloni globalizzati, essere sempre pronto a pagare gli aperitivi. E se sei davvero bisognoso, sei disposto ad attenderla in macchina per ore anche quando licheni e muschi cominciano a crescerti addosso. E tutto per una donna che poi, quando la sposi, il generale Rommel in confronto è un bignè. A volte però mette su quella vocina da pappagallino inseparabile che svolazza. E allora ti arrendi, ti lasci portare ovunque e compri, a rate, tutto. Eccoti in gita all’Ikea, o all’Ipercoop tra file alla cassa e carrelli sghembi (dove scopri di contare meno di un paguro sulla corsia di sorpasso dell’autostrada). Dovunque tu vada, i tuoi mitici sandali dalla suola liscia non ti deluderanno mai. …Il fatto è che il romagnolo non pensa: fa e basta. Col suo sorriso tra il simpatico e la paresi, rimane sempre un grande sburone!
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Vita agra di un anarchico. Luciano Bianciardi a Milano

“Alla fine gli anni macinano coincidenze. Siamo a quarantanni dall’addio di Luciano Bianciardi al mondo. A quasi venti dalla prima edizione di questo libro che gli tolse la polvere della dimenticanza, restituì un posto ai suoi romanzi e luce al suo viaggio solitario, scoperto da migliaia di nuovi lettori, incantati dalla sua ironia, dalla sua rabbia, ma anche dalla sua eccentrica preveggenza. Con questa nuova edizione, Luciano torna a casa, più o meno dove tutto cominciò, casa editrice Feltrinelli appena nata, anno 1954, lui redattore fresco di Maremme e minatori, sceso da uno dei tanti treni che in quei mesi, in quegli anni, stavano portando le braccia e le teste che avrebbero fabbricato a Milano il miracolo economico. Era il tempo giovane del dopoguerra. Il futuro declinato per una volta al presente. Nascevano non solo i palazzi e le fabbriche dalle macerie. Ma anche le case editrici, i giornali, le agenzie di pubblicità e naturalmente la televisione, che in una decina di anni avrebbero svezzato l’italiano medio dandogli uno specchio, una lingua, quattro ruote, una cucina americana, e qualche volta persino una rotonda sul mare. Tutti (o quasi tutti) ne cantavano le lodi, tranne lui. Il provinciale, il guastafeste che di tante addizioni conteggiava quel che andava perduto, a cominciare dai sogni per una Italia diversa, un po’ più giusta, non arresa alla religione del conformismo, del guadagno, dell’arrivismo, del piccolo e del grande potere.”

Visto per Shanghai

Feng Dexiang, arrestato negli Stati Uniti, promette alle autorità americane di testimoniare in un processo contro un capo di una Triade cinese, a patto che la moglie, Wen Liping, possa lasciare la Cina e raggiungerlo in America. Il governo cinese cede a malincuore alla richiesta, ma quando l’ispettrice Catherine Rohn arriva a Shanghai per prelevare la donna e scortarla oltreoceano, Wen è misteriosamente scomparsa. Vittima di un rapimento organizzato dalla Triade? O il governo cinese ha cambiato idea a proposito della cooperazione con gli Stati Uniti? All’ispettore Chen Cao viene affidato l’incarico di indagare sulla scomparsa di Wen e di accompagnare l’ospite americana per la città, illustrandole quanto di meglio la sua terra ha da offrire.
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Viso negato

Latita è nata a Kabul nel 1980. La sua è una famiglia della media borghesia afgana, colta e benestante. Ultima di cinque figli, la sua più grande aspirazione di adolescente è quella di diventare giornalista. Come molte coetanee occidentali, dopo la scuola ama frequentare gli amici, leggere un buon libro, fare un po’ di sport, andare al cinema: è una ragazza allegra, piena di gioia di vivere. Poi, il 27 settembre 1996, la fine di tutto. La setta fondamentalista islamica dei talebani con un colpo di Stato prende il potere in Afghanistan. Le strade si svuotano. Il telefono non suona più. La radio tace. Improvvisamente, anche le cose più normali per una ragazza di sedici anni diventano proibite: cancellato il suo diritto a studiare, a lavorare, a uscire senza la scorta di un parente maschio. Cancellata addirittura la sua identità, con l’obbligo di indossare il “chadri”, abito-armatura che la imprigiona dalla testa ai piedi trasformandola in un fantasma. Ovviamente non è la sola. I talebani cominciano ben presto a emanare editti che se non fossero drammatica mente reali sembrerebbero usciti da un incubo medievale: le donne non possono più lavorare, andare a scuola, frequentare i bagni pubblici, calzare scarpe che facciano il minimo rumore, ridere ad alta voce, incontrarsi in occasioni di festa, affacciarsi alle finestre, nemmeno essere ritratte in fotografia. Non possono essere assistite da un medico di sesso maschile. E allo stesso modo anche a sua madre, una ginecologa, è vietato visitare le pazienti. Ben presto, all’incredulità si sostituisce la paura. In una delle rare passeggiate in città, Latita è testimone diretta di una scena agghiacciante: una ragazza della…………

Una visita a Jules Verne

Nell’estate del 1895 lo scrittore Edmondo De Amicis, accompagnato dai suoi due figli, fece visita al mostro sacro della letteratura Jules Verne, autore, tra le altre opere, di Ventimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni. L’autore francese passò un’intera giornata coi De Amicis e, Edmondo, decise di raccontare quell’irripetibile esperienza.

Visioni digitali: Video, web e nuove tecnologie

Qualcosa di nuovo e straordinariamente vitale ha colonizzato i media digitali e il web negli ultimi dieci anni. Le forme che eravamo abituati a considerare cinema, televisione, giornalismo, editoria, collocandole in campi specifici, oggi non solo tendono a coesistere nello stesso ambiente mediale, ma si incrociano e ibridano in modi inediti e profondi. Dai video di YouTube, Vimeo e Facebook a Instagram, dalle web serie ai tutorial ai film in Realtà Aumentata e al «postcinema»… Si tratta di una vera e propria galassia di fenomeni ed esperienze che rifiutano di farsi catalogare in modi tradizionali e che rivelano i caratteri e le tendenze più sorprendenti della società digitale contemporanea e futura, protagonisti di un sistema economico in tumultuosa espansione nel quale è impensabile prescindere dal software e dagli audiovisivi.

Visioni di terrore

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Annie, una bambina di sette anni, comincia a essere colta da strane crisi durante le quali vede avvenimenti passati che lei non ha vissuto e tragici fatti che puntualmente si verificano. Ma quasi tutti considerano semplici coincidenze questi sogni premonitori. Quando però la piccola “trova” un cadavere e addirittura “vede” quella che potrebbe essere la sua prossima fine la musica cambia…
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Visioni di morte

All’età di sei anni, Mary ha subìto pesanti sevizie e per poco non è stata assassinata. La terribile esperienza le ha però lasciato il dono della chiaroveggenza, che lei ha sempre utilizzato per aiutare la polizia in complicate indagini. Ma quando una catena di efferati delitti insaguina la città dove vive, Mary ha l’agghiacciante premonizione che il maniaco omicida non solo sia il suo antico persecutore, ma che stia inseguendo proprio lei. Ha inizio così una lotta all’ultimo respiro fra l’inerme donna e il suo crudele carnefice…

Il visconte dimezzato

*[Trovi un’edizione con copertina alternativa per questo ISBN [qui](https://www.goodreads.com/book/show/6944820-il-visconte-dimezzato)]*
Il narratore rievoca la storia dello zio, Medardo di Torralba, che, combattendo in Boemia contro i Turchi, è tagliato a metà da un colpo di cannone. Le due parti del corpo, perfettamente conservate, mostrano diversi caratteri: la prima metà mostra un’indole crudele, infierisce sui sudditi e insidia la bella Pamela, mentre l’altra metà, quella buona, si prodiga per riparare ai misfatti dell’altra e chiede in sposa Pamela. I due viscconti dimezzati si sfidano a duello e nello scontro cominciano a sanguinare nelle rispettive parti monche. Un medico ne approfitta per riunire le due metà del corpo e restituire alla vita un visconte intero, in cui si mescolano male e bene.

Il visconte che mi amava

Kate Sheffield, ormai ventenne, è decisa a trovare un buon marito almeno per sua sorella minore Edwina. A farsi avanti è il visconte Anthony Bridgerton, ma Kate si oppone: non è il tipo di uomo che stava cercando. Stranamente ansioso di assicurare un erede al proprio titolo, Anthony sembra nascondere più di un segreto. Ma il destino, maestro di giochi, farà incontrare le anime di Kate e Anthony in modo del tutto inaspettato…

Virus

Gennaio 1954. Un Boeing C-97 Stratocruiser decolla dalla base militare di Buckley Field, nel Colorado. Nome in codice: Vixen 03. Carico top secret: 36 micidiali bombe batteriologiche. Destinazione: Pacifico meridionale. Dopo poche ore di volo, l’aereo scompare nel nulla, durante una tormenta di neve. Dopo quattro mesi di ricerche la pratica del Vixen 03 viene archiviata e insabbiata. Settembre 1988. Dirk Pitt scopre il Vixen 03 sul fondo di un lago ghiacciato nel Colorado. Recupera il relitto e 34 bombe. Ne mancano due. Che fine hanno fatto? Che cosa succederebbe se un’organizzazione terroristica ci mettesse le mani sopra?In uno dei più bei romanzi di Clive Cussler tutto finirà per avere una spiegazione grazie alle inesauribili risorse di Dirk Pitt.

Le virtù cardinali

Alla luce delle grandi questioni del mondo contemporaneo, la riflessione di quattro protagonisti

Viviamo il tempo dell’incertezza, dell’intolleranza, della paura, dell’ingiustizia.

Tornare ai classici e riflettere sulla natura delle virtù cardinali – prudenza, temperanza, fortezza e giustizia – da sempre al centro della riflessione filosofica oltre che teologica, può orientare il nostro agire sia personale che collettivo. Da Aristotele a Machiavelli, da Locke a Hobbes, da Freud ad Arendt fino a Rawls scopriamo come la prudenza, la virtù deliberativa per eccellenza, sia l’unica capace di discernere il bene dal male e orientare le nostre decisioni; come la temperanza consenta agli uomini e alle donne di vivere in una società in cui nessuno impone la propria regola contro le altre; come il coraggio sia conoscenza dei propri limiti e condizione per vincere la paura; e infine come la giustizia faccia sì che i diritti non restino inchiodati entro i confini di comunità politiche chiuse.

(source: Bol.com)

Il vincitore è solo

Igor Malev ha una sola cosa in mente: la sua ex moglie Ewa. Anche se è un uomo ricco, affascinante e di innato carisma, lei lo ha lasciato per uno stilista di grande successo, una ferita, questa, da cui non è mai riuscito a riprendersi. Così decide di riconquistarla. Nella cornice del Festival di Cannes, circondato dal lusso e dagli eccessi della nuova aristocrazia, i vincitori definitivi della gara edonistica della vita moderna, inizia una battaglia lunga ventiquattro ore. Perché Igor è un uomo di rara forza e fredda intelligenza, e quella che vuole non sarà una riconciliazione ordinaria, pacifica. Perché ha fatto a se stesso la promessa di distruggere tutto ciò che si interpone tra lui e la sua amata. Coelho torna ai grandi temi di “Undici minuti” e lo “Zahir” con un romanzo avvincente e ricco di tensione, specchio del mondo in cui viviamo, dove la ricerca del lusso e del successo a tutti i costi spesso impedisce di ascoltare quello che ci sussurra il nostro cuore.

Il villaggio di vetro

Shinn Corners: un agglomerato di case, una trentina di abitanti, compresi i vecchi e i bambini. In questo angolo sperduto d’America, viene uccisa una persona stimata da tutti, una pittrice naïf, molto vecchia, che ha dato fama al piccolo villaggio. E all’improvviso il villaggio sì sveglia, prende coscienza di diritti e doveri, vuole fare giustizia.
Sul posto non esiste un tribunale e la corte competente a decidere si trova in una città a trenta chilometri di distanza. Ma la giuria che dovrebbe giudicare il sospetto omicida non è quella di Shinn Corners. E la gente di campagna diffida, da secoli, di chi abita in città, grandi o piccole, vicine o lontane. Quando la polizia di Stato si reca a Shinn Corners per prendere in consegna l’imputato, trova donne, bambini e vecchi con le armi in mano, disposti a uccidere pur di non lasciarsi sfuggire di mano la vendetta. L’imputato deve essere giudicato sul posto. Ma il colmo è che tutti gli abitanti di Shinn Corners non riescono a comporre una giuria.
**Edizione priva di ISBN
Edition without ISBN
Edición sin ISBN**