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Itaca per sempre

Ulisse è tornato a Itaca. Sotto le spoglie del mendicante, si rivela a Eumeo e a Telemaco, organizza la vendetta, la esegue. Ma a questo punto Malerba comincia a scavare, a introdurre il germe di un’inquietudine, a portare alle conseguenze più dirompenti un’intuizione: come è possibile che Penelope non riconosca mai, neppure nel bagliore di un sospetto, lo sposo? E infatti, la Penelope di Malerba ha riconosciuto subito l’eroe, ma tace. E nel silenzio, nell’inquietudine di una psicologia femminile ricostruita con magistrale sensibilità, si macera, a sua volta chiedendosi: perché? Perché Ulisse si svela a tutti e non a me? Il risentimento di Penelope, che in Omero è appena abbozzato e si concentra tutto nel celebre interrogatorio sul mistero del letto coniugale, nell’Itaca di Malerba innesca il dramma intimo che attira nel suo vortice anche Ulisse, il quale giungerà a dubitare non tanto della fedeltà della donna, ma di se stesso, della propria celebrata astuzia, della propria incrollabile personalità.

Istoria Del Concilio Tridentino (Biblioteca Italiana Zanichelli)

Pubblicata a Londra nel 1619 con lo pseudonimo di Pietro Soave Polano, la Istoria del Concilio tridentino del frate servita veneziano Paolo Sarpi, vissuto tra il 1552 e il 1623, è un’opera in otto libri, che ricostruisce con scrupolo documentario le vicende del Concilio di Trento (1545-63), considerate nell’intreccio di discussioni dottrinarie, interessi di parte e maneggi politici. Nel quadro storico del Concilio confluiscono i grandi avvenimenti della politica internazionale, le vicende dei singoli stati e le grandi figure del tempo (papi, sovrani, politici, cardinali ecc.). La posizione di Sarpi, che già nel 1607 era stato colpito da scomunica per la sua attività pubblicistica antipapale, è fortemente critica nei confronti dell’operato della Chiesa e vicina di conseguenza alle posizioni dei riformati. L’Istoria è un modello di prosa diretta, essenziale, antibarocca.

Istituzioni del mondo musulmano

L’Islam non è solo una religione, è soprattutto il referente storico e sociale di realtà etniche, culturali, politiche, statuali, esistenti da quasi millecinquecento anni ed estese su un territorio che va dal Marocco all’lndonesia, coinvolgendo oggi oltre un miliardo di individui. Spesso diversissime tra loro, tutte queste realtà sono accomunate non solo da riferimenti alla fede in un Dio Unico (Allah), ma anche da un insieme di «istituzioni musulmane». Ciò awiene sia ad un livello direttamente collegato alla fede (come ad esempio nella preghiera rituale o nel pellegrinaggio alla Mecca), sia in forme piú «secolari» come il rapporto uomini/donne, l’amministrazione della giustizia, la gestione del potere, I’organiuazione urbana, ecc.
Ma la «dimora dell’lslam» (dar al-Islam, ossia il mondo musulmano) è stata caratterizzata anche da altri elementi, come il ruolo determinante delle tribú, con conseguenti interazioni tra sedentari e nomadi; la presenza di forme di schiavitú domestica che portarono degli schiavi ad essere addirittura capi di Stato (i Mamelucchi); l’attiva e positiva presenza di comunità non islamiche (cristiane, ebraiche, hindú) e cosí via. Ovviamente rapporti, forme, ruoli, istituzioni hanno subito nel corso dei secoli profonde evoluzioni, fino ai giorni nostri quando sono spesso stravolti al punto da diventare quasi irriconoscibili.
Questo testo discute appunto da un’ottica nuova le istituzioni che nel corso dei secoli hanno regolato, influenzato, condizionato, fatto progredire o frenato il mondo musulmano.
(source: Bol.com)

Istanbul: I ricordi e la città (Super ET)

«Istanbul come malinconia condivisa, Istanbul come doppio, Istanbul come immagini in bianco e nero di edifici sbriciolati e di minareti fantasma, Istanbul come labirinto di strade osservate da alte finestre e balconi, Istanbul come invenzione degli stranieri, Istanbul come luogo di primi amori e ultimi riti: alla fine tutti questi tentativi di una definizione diventano Istanbul come autoritratto, Istanbul come Pamuk».
**Alberto Manguel, «The Washington Post»**
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### Sinossi
«Istanbul come malinconia condivisa, Istanbul come doppio, Istanbul come immagini in bianco e nero di edifici sbriciolati e di minareti fantasma, Istanbul come labirinto di strade osservate da alte finestre e balconi, Istanbul come invenzione degli stranieri, Istanbul come luogo di primi amori e ultimi riti: alla fine tutti questi tentativi di una definizione diventano Istanbul come autoritratto, Istanbul come Pamuk».
**Alberto Manguel, «The Washington Post»**

Israel. Operazione Tel Aviv

Un successo nato dal passaparolaChi vuole cancellare Israele?Perché un’organizzazione neonazista tedesca ha elaborato un virus in grado di sbaragliare le difese informatiche israeliane? Sara Kohn è una ex-agente dell’intelligence israeliana, il Mossad. Donna schiva e tormentata, nella sua ultima missione ha perso il compagno e ha rischiato di morire e da allora ha giurato che non avrebbe mai più impugnato un’arma e passa il tempo annegando i suoi tormenti nell’alcol. Adesso, però, deve scuotersi e venir meno al giuramento perché c’è poco tempo per salvare Robert Lombardi, un professore americano in vacanza a Parigi e suo figlio Pete, il cui talento informatico lo ha portato a infilare il naso nella fitta rete delle operazioni terroristiche neonaziste. L’ex-agente, Sara Kohn, si trova suo malgrado invischiata in una storia la cui gravità sembra allargarsi a macchia d’olio e che rischia di avere come conseguenza la cancellazione di Israele dalla mappa geografica. Accusata di tradimento e di omicidio, si troverà tutti contro, persino lo stesso Mossad. Una corsa contro il tempo, un finale adrenalinico in continua accelerazione: Sara dovrà confrontarsi con i fantasmi del suo passato, gli orrori del presente e una dolce promessa per un futuro possibile. Migliaia di ebook scaricati in pochi mesiUn caso del self-publishing che finalmente diventa un libroUn’organizzazione neonazista trama nel cuore dell’EuropaUn virus informatico infetta milioni di computerUn complotto che rischia di incendiare il Medio OrienteI commenti dei lettori che l’hanno letto nella versione digitale:’Me lo sono letto tutto di fila! Davvero un piacere.”Decisamente incalzante e travolgente. Letto d’un fiato.”Da leggere, ne vale assolutamente la pena.”Sicuramente da leggere e comprare. Complimenti all’autore.”Tantissima azione! In questo libro ci sono moltissimi colpi di scena e una trama che ti lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Io lo consiglio.’Stefano LanciottiClasse ’67, si è laureato in Ingegneria elettronica e lavora nel campo dell’informatica e della sicurezza. Israel. Operazione Tel Aviv è il suo primo libro pubblicato su carta.
(source: Bol.com)

Le isole del paradiso

Il miraggio di una maestosa cascata, un’isola di sogno che per secoli ha incantato i viaggiatori: in questo magico scenario si svolse cent’anni fa la drammatica odissea di una spedizione di coloni in cerca di fortuna. Le isole del Paradiso è l’appassionante rievocazione delle fatiche, delle speranze, delle amare delusioni di quegli uomini. Sbarcati su una spiaggia incantevole, Angelo, Lucia ed i loro compagni si illudono di aver trovato il paradiso. Ma quella vegetazione rigogliosa nasconde le più terribili insidie. Ogni tentativo di costruire un riparo, di coltivare la terra, di sfruttare le enormi risorse del luogo fallisce drammaticamente. Finché dal mare non giungerà un’altra donna, Emma Coe, una principessa creola dotata di misteriose facoltà e di un fascino inquietante.
Le Isole del Paradiso è il capolavoro di un grande scrittore contemporaneo, vincitore del Premio Campiello. Ma è anche il vibrante omaggio alla bellezza della natura di un appassionato viaggiatore e naturalista.

L’isola dell’angelo caduto

Gennaio 1925. Mentre il Duce si assume alla Camera la responsabilità del delitto Matteotti, su una sperduta isola italiana, sede di una Colonia penale per delinquenti comuni e prigionieri politici, viene trovato il cadavere di una camicia nera. A indagare su questa morte, e su quelle che seguiranno, è chiamato un giovane commissario senza illusioni, né fascista né antifascista, un piccolo malinconico eroe involontario. Ha una moglie resa folle dalla tristezza, dalla solitudine e dagli influssi malefici che aleggiano sull’isola. Che sembra intanto sprofondare in una sorta di incantesimo sempre piú insondabile, tanto che forse, ormai, allontanarsi è davvero impossibile…

‘Da allora, anche anni e anni dopo che gli eventi si furono conclusi, conclusi e mai dimenticati, ogni volta che guardava il mare, e vedeva la schiuma di un’onda spaccarsi su uno scoglio, e sentiva le gocce che si schiacciavano sul vetro della finestra a cui appoggiava la fronte, ogni volta, ovunque si trovasse, gli tornava in mente la notte che arrivò sull’isola’.

(source: Bol.com)

L’isola dei senza colore

Due viaggi in Micronesia dischiudono a Sacks una prospettiva sconfinata di orrori, meraviglie e misteri: la cecità cromatica completa ed ereditaria che si manifesta a Pingelap e Pohnpei, in una terra che è un tripudio di colori; il devastante e inspiegato lytico-bodig, che colpisce con una sorta di paralisi progressiva solo certi abitanti dell’isola di Guam, e solo quelli nati in certi anni. Sacks ci racconta questi suoi viaggi passo per passo – o meglio salto per salto dei minuscoli aerei che lo trasportano come cavallette da un’isola all’altra. Ed è come se un Melville neuro-botanico ci riconducesse alle Encantadas per metterci di fronte, con partecipazione profonda e magistrale arte narrativa, all’indecifrato rapporto fra la mente e la natura che ci circonda e di cui siamo fatti.

L’isola dei cani

Bedford Crimm, governatore della Virginia, ha la pessima idea di varare una severissima legge sul limite di velocità. E a Tangier Island scoppia il caos. Gli abitanti dell’isoletta, ex covo di pirati, insorgono dichiarando lo stato di rivolta e chiedendo l’indipendenza dalla Virginia. Ma questi non sono gli unici guai per Crimm che, già alle prese con le presunte infedeltà della moglie e dei collaboratori, deve anche far fronte a un’impressionante serie di delitti e feroci aggressioni che insanguinano le strade. A sbrogliare la matassa viene chiamata Judy Hammer, capo della polizia di Richmond, già protagonista de Il nido dei calabroni, insieme a Andy Brazil, gestore di un sito Internet che si propone come sentinella morale della vita pubblica infestata dalla corruzione.
Fra racconti di pirati e antichi tesori, gare automobilistiche, morti e rapimenti, i due scopriranno ben presto come tutti abbiano qualcosa da nascondere…

L’isola che brucia

Sotto di lei, la scogliera è un precipizio perfetto. L’alba è una cartolina di mare, luce e vento che sferza la natura selvaggia del Cap Corse. Thérèse non vuole guardare giù, ma non ha scelta. Ancora un passo, solo uno, e la vede. Prima un lembo bianco che volteggia in aria, poi quel corpo riverso sulla roccia in modo innaturale, gli occhi vuoti che la fissano. Mamie, sua nonna, è morta. E ora Thérèse maledice se stessa e quell’isola abitata da fantasmi, dove nessuno dice mai la verità. È stata ingenua a credere che mamie volesse davvero lasciarle in eredità quella villa sulla scogliera. Ma era disperata, perché il suo amore se n’era appena andato e lei si era scoperta incinta di un figlio nel momento più sbagliato della sua vita. La Corsica, che Thérèse dovrebbe chiamare casa, è il luogo dove ancora vive suo padre: ma lui non è più la sua famiglia, è solo un’assenza inquietante che non ha mai smesso di farle paura. Per questo non sarebbe mai dovuta tornare. Invece non ha resistito al richiamo di quella terra aspra e senza tempo, dove esistono solo le leggi del sangue. E ora è troppo tardi per i rimpianti, ora deve solo pensare a fuggire e sopravvivere. Perché qualcuno la sta cercando, e vuole farla prigioniera. E solo Thérèse potrà fermare la vendetta dell’isola.
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Sotto di lei, la scogliera è un precipizio perfetto. L’alba è una cartolina di mare, luce e vento che sferza la natura selvaggia del Cap Corse. Thérèse non vuole guardare giù, ma non ha scelta. Ancora un passo, solo uno, e la vede. Prima un lembo bianco che volteggia in aria, poi quel corpo riverso sulla roccia in modo innaturale, gli occhi vuoti che la fissano. Mamie, sua nonna, è morta. E ora Thérèse maledice se stessa e quell’isola abitata da fantasmi, dove nessuno dice mai la verità. È stata ingenua a credere che mamie volesse davvero lasciarle in eredità quella villa sulla scogliera. Ma era disperata, perché il suo amore se n’era appena andato e lei si era scoperta incinta di un figlio nel momento più sbagliato della sua vita. La Corsica, che Thérèse dovrebbe chiamare casa, è il luogo dove ancora vive suo padre: ma lui non è più la sua famiglia, è solo un’assenza inquietante che non ha mai smesso di farle paura. Per questo non sarebbe mai dovuta tornare. Invece non ha resistito al richiamo di quella terra aspra e senza tempo, dove esistono solo le leggi del sangue. E ora è troppo tardi per i rimpianti, ora deve solo pensare a fuggire e sopravvivere. Perché qualcuno la sta cercando, e vuole farla prigioniera. E solo Thérèse potrà fermare la vendetta dell’isola.

ISAAC ASIMOV SU MARTE

Marte, il pianeta rosso, è un simbolo della fantascienza: dai tempi dei “canali” di Schiaparelli a quelli di H. G. Wells e Ray Bradbury, resta uno dei suoi luoghi preferiti. Il mistero che lo circonda continua ad affascinare lettori e scienziati, ed è di pochi mesi fa l’inspiegabile (?) fallimento della missione spaziale americana che avrebbe dovuto cartografare il nostro vicino di casa con un’accuratezza mai prima raggiunta. Ma Marte ha preferito tenere per sé i suoi segreti, e ancora una volta tocca alla fantascienza immaginare una spiegazione soddisfacente. Anzi, più spiegazioni, come dimostrano i racconti contenuti in questa speciale antologia a tema dove Gardner Dozois ha raccolto una brillante serie di ipotesi fantastiche che costituiranno, per i nostri lettori, un’aggiornata mappa del pianeta rosso. In attesa che arrivi quella ufficiale…

INDICE
MARS HOTEL DAL VIVO
Live from the Mars Hotel (1988) 
ALLEN M. STEELE
LE DIFFICOLTA’ DI FOTOGRAFARE LA NIX OLYMPICA
The Difficulties Involved in Photographing the Nix Olympica (1986) 
BRIAN W. ALDISS
WINDWAGON SMITH E I MARZIANI
Windwagon Smith and the Martians (1989 
LAWRENCE WATT-EVANS
RETROSPEZIONE
Retrovison (1988) 
ROBERT FRAZIER
LA GRANDE SFIDA FERROVIARIA DI MARTE
The Great Martian Railroad Race (1988) 
ERIC VINICOFF
TUTTA LA BIRRA SU MARTE
All the Beer on Mars (1989) 
GREGORY BENFORD
LA RUOTA DI SANTA CATERINA
The Catharine Weel (1984) 
IAN MCDONALD
MARTE CERCA BEATNIKS
Mars Needs Beatniks (1984) 
GEORGE ALEC EFFINGER
MARTE VERDE
Green Mars (1985) 
KIM STANLEY ROBINSON

L’ira funesta

A volte basta un niente per sconvolgere la vita di una placida cittadina di provincia. Basta, per esempio, che l’unico farmacista, corso in ospedale dove sta per nascere il suo primo figlio, debba tenere chiuso il negozio: niente medicine per gli anziani e, soprattutto, niente medicine per il Gaggina, un colosso di centotrenta chili con il carattere dell’attaccabrighe di professione. Quel giorno, senza i suoi tranquillanti, non riesce a tenere a bada la propria ira: in sella a un motorino scassato tenta di assaltare la stazione dei carabinieri, irrompe nel bar della locale polisportiva, picchia un vigile che vuole fargli la multa, per poi barricarsi in casa minacciando con una katana da samurai chiunque si avvicini. Al Piccola Russia – così viene chiamato il borgo, dove le strade hanno tutte nomi di “compagni” e la giunta è monocolore dal 1948 – si scatena il consueto passaparola. “L’ennesima follia del Gaggina, state tranquilli, non farebbe male a una mosca” assicura qualcuno. Ma quando il corpo del vecchio Giuanìn Penna, appena tornato dall’America dopo trent’anni di assenza, viene trovato tra i campi, trafitto proprio da una spada, la situazione prende una brutta piega. A sbrogliare la matassa sarà chiamato il maresciallo Omar Valdes, alias “tenente Siluro”, un militare tormentato e dal passato oscuro, in un’indagine ricca di sorprese e di una travolgente

Ipazia. La vera storia

“C’era una donna quindici secoli fa ad Alessandria d’Egitto il cui nome era Ipazia.” Fu matematica e astronoma, sapiente filosofa, influente politica, sfrontata e carismatica maestra di pensiero e di comportamento. Fu bellissima e amata dai suoi discepoli, pur respingendoli sempre. Fu fonte di scandalo e oracolo di moderazione. La sua femminile eminenza accese l’invidia del vescovo Cirillo, che ne provocò la morte, e la fantasia di poeti e scrittori di tutti i tempi, che la fecero rivivere. Fu celebrata e idealizzata, ma anche mistificata e fraintesa. Della sua vita si è detto di tutto, ma ancora di più della sua morte. Fu aggredita, denudata, dilaniata. Il suo corpo fu smembrato e bruciato sul rogo. A farlo furono fanatici esponenti di quella che da poco era diventata la religione di stato nell’impero romano bizantino: il cristianesimo. Perché? Con rigore filologico e storiografico e grande abilità narrativa, Silvia Ronchey ricostruisce in tutti i suoi aspetti l’avventura esistenziale e intellettuale di Ipazia, inserendola nella realtà culturale e sociale del mondo tardoantico, sullo sfondo del tumultuoso passaggio di consegne tra il paganesimo e il cristianesimo. Partendo dalle testimonianze antiche, l’autrice ci restituisce la vera immagine di questa donna che mai dall’antichità ha smesso di far parlare di sé e di proiettare la luce del suo martirio sulle battaglie ideologiche, religiose e letterarie di ogni tempo e orientamento.
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Io, tu e il mare

Sergio Caliandro, affascinante, ricchissimo, arrogante come sempre, forse non del tuttoper caso si imbatte in Suki, top model di fama internazionale, su un’esclusiva spiaggia dellaCosta Azzurra. È l’uomo che sette anni prima l’ha respinta, umiliandola e cacciandola di casa,appena diciassettenne e per di più innamorata di lui alla follia. Ora lui non nasconde di essereirresistibilmente attratto da lei. Ma Suki come può dimenticare il passato e non nutrire un fortedesiderio di vendetta?