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L’ultima avventura di Philo Vance

Quando il procuratore distrettuale Markham invita Philo Vance a trascorrere con lui un periodo di vacanza nella splendida tenuta del vecchio Carrington Rexon, Vance sospetta subito che quello sia un invito interessato: forse il vecchio Rexon si trova in una situazione difficile, e desidera avere presso di sé un buon investigatore, Vance non s’inganna: come Markham sa bene, la splendida collezione di smeraldi di Rexon è in grave pericolo… Naturalmente Vance accetta l’invito, e presto si trova a dover risolvere uno dei casi più intricati della sua lunga carriera, È questo l’ultimo romanzo scritto da Van Dine, ed è considerato uno dei più impeccabili.

L’ultima astronave

Che le invenzioni più meravigliose, le più grandi conquiste tecniche siano destinate a portarci soprattutto dei guai, è opinione molto diffusa tra gli scrittori di fantascienza. Qui un ingegnoso “circuito disciplinare”, vero miracolo della scienza, viene subito utilizzato per ridurre la nostra galassia in stato di schiavitù; e un altro ritrovato altrettanto rivoluzionario, la transmateria, fa retrocedere la galassia accanto a un caotico e tenebroso medioevo. La luce, la liberazione, verranno da dove meno le si aspetta: l’ultima astronave, un vecchio pezzo da museo, e il suo intraprendente pilota.

L’uccisore di seta. Anno Domini 1590

Genova, Anno del Signore 1590. La peste torna a flagellare la riviera. Anche Pimain, il Guaritore di maiali, sembra ormai destinato a morirne, ma qualcuno, forse un’allucinazione, forse una creatura in carne e ossa, interviene per salvarlo e l’uomo, smagrito e lucido, è libero di tornare alla sua vita appartata sulle colline in compagnia dei maiali e del cane Mat. È la città di Genova la prima ad avere bisogno delle doti di indagatore di Pimain: un mostro efferato miete vittime tra i tessitori della pregiata seta, ora rifugiati nel convento di Belvedere. Sarà il senso del dovere o l’amore per la bellissima Maddalena, ora pronto a trasformarsi per sempre in una passione piena e vitale, a spingere Pimain ad accettare l’incarico di fermare la violenza della Creatura Oscura? Intanto l’aiuto del Guaritore di maiali è richiesto altrove, e quando a scomparire non è solo l’oro del Doge ma qualcosa di ben più prezioso, persino i servigi di un disertore come Pimain possono fare comodo alla Serenissima Repubblica… Nel terzo e ultimo episodio della serie inaugurata dal “Guaritore di maiali” e proseguita con “II Mistero degli Incurabili”, l’ingegno del protagonista Pimain torna a risolvere enigmi sullo sfondo di una Genova a tratti lirica a tratti brulicante, una formidabile coprotagonista.
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L’uccello che girava le viti del mondo

Un gatto scomparso e la telefonata di una sconosciuta sono sufficienti a rovesciare la vita di un giovane disoccupato in un turbine di avventure. E lo spazio limitato del suo quotidiano diviene il teatro di una ricerca in cui sogni, ricordi e realtà si confondono.

L’U-Boot Scomparso

Il giovane capitano Peace, abile e audace comandante di sommergibili durante la II Guerra Mondiale, accetta l’incarico dai Servizi Segreti alleati di scoprire e distruggere un nuovo tipo di U-Boot tedesco che si nasconderebbe in un punto imprecisato della Costa degli Scheletri, nell’Africa sudoccidentale, dove, per secoli, correnti infide, scogliere e secche non segnate sulle carte nautiche hanno affondato moltissime navi. Comincia così questo romanzo che ha fatto conoscere a tutto il mondo questo scrittore di avventure e spionaggio

L’oumo ideale

Quattro amiche, durante la solita serata del venerdì al ristorante, compilano per gioco una lista ironica e alquanto osé dei requisiti pressoché irraggiungibili del loro uomo ideale: bello, fedele, divertente, ricco e, naturalmente, ben “dotato”. La mattina dopo quella lista scherzosa e imbarazzante viene pubblicata nella newsletter aziendale. E da qui rimbalza su Internet. E poi in TV. In meno di ventiquattr’ore, tutta l’America conosce i più segreti desideri delle quattro. Niente di male, se quei requisiti non pungessero sul vivo qualcuno che li interpreta come una provocazione diretta e personale. Qualcuno che comincia a compilare una propria lista, una lista di morte, in cima alla quale ci sono i nomi delle quattro amiche.
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L’Ottava Nota

Intorno a un inquietante volume dai poteri magici gravita una setta rimasta occulta per oltre ottocento anni. Spetterà a una giovane archeologa e a un brillante storico ricomporre, tassello dopo tassello, un mosaico ricco di fascino. Rebecca Brandewyne tesse con maestria i fili della Storia insieme a quelli di un intreccio denso ed emozionante e si cala nell’animo dei suoi personaggi per risalire ai misteri e alle passioni primordiali che accompagnano l’origine dell’umanità.

L’ottava confessione

È una mattina come tante, a San Francisco, e Cindy Thomas sta dirigendosi verso la redazione del Chronicle quando qualcosa attira la sua attenzione. Una piccola folla di barboni disperati si accalca intorno a un mucchio di stracci, che a un’occhiata più attenta si rivela un uomo, o meglio quel che ne resta, visto che è stato picchiato selvaggiamente e finito con numerosi colpi di pistola al volto. L’istinto di cronista di Cindy si risveglia, insieme all’angoscia per una fine così orribile. Ma nessuno sa dirle chi fosse realmente il morto. I disperati che aiutava, e che ora piangono la sua morte, lo chiamavano Bagman Jesus, e tutti hanno una bella storia su di lui da raccontare. Ma allora chi poteva volergli tanto male da fargli questo? Cindy chiama subito la sua amica Lindsay Boxer della Omicidi, ma Lidsay non può dedicare troppe energie a un caso di così basso profilo. Gli alti vertici infatti la stanno pressando, perché il jet set della città è percorso da una scia di morte. I primi sono stati Isa ed Ethan Bailey, belli, ricchi, sani, felici, trovati cadaveri nella loro villa hollywodiana. Nessun segno di effrazione, nessuna impronta e soprattutto nessuna traccia di violenza sui corpi. E l’elenco è destinato a continuare… Chi è l’assassino? E soprattutto in che modo uccide?
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L’osteria volante

Concepito nel 1914 come opera surreale, questo romanzo non è mai stato così attuale. Chesterton ha immaginato un futuro distopico nel quale l’Islam si è alleato con i potenti della terra, arrivando a dominare il mondo e a imporre le proprie regole. Una situazione paradossale, immaginata apposta per poter suggerire una soluzione ancora più bizzarra. Il divieto non è esattamente di vendere alcolici, e così Mr Pump – oste senza più lavoro – parte con l’erculeo capitano Delroy, spostandosi per l’Inghilterra con una botte di rum, una forma di cacio e l’insegna di un’osteria. Per un po’ il novello Robin Hood delle gole secche riuscirà a gabbare la legge, ma i sostenitori del proibizionismo sono sulle sue tracce. Le avventure rocambolesche dei due eroici spillatori finiranno con lo smascheramento dei potenti, scoperti a bere di nascosto, e l’aiuto degli inglesi… assetati.

L’ospite di Dracula

Questo racconto è la prima apparizione del conte Dracula, il vampiro più celebre di tutti i tempi. In origine doveva costituire il primo capitolo del romanzo, ma in seguito l’autore cambiò idea e lo seppellì in un cassetto da cui lo ripescheranno i suoi eredi una ventina di anni dopo per pubblicarlo come racconto autonomo. In appendice al volume, “Il vampiro italiano” e un estratto dal “Dizionario infernale”.
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L’ospite

Se qualcuno vi dicesse che una razza di alieni spietati complotta dell’ombra per impadronirsi della Terra, di sicuro lo prendereste per matto. E se aggiungesse che soltanto cinque ragazzini sono in grado di salvare il pianeta, probabilmente comincereste a pensare di svignarvela. Ma indovinate una cosa? E’ tutto vero.
Rachel e i suoi amici sapevano fin dall’inizio che era una faccenda strana. Quante volte capita d’imbattersi in un alieno morente che ti dona il potere di trasformarti in qualunque animale tocchi? Questo, però, successe prima che scoprissero quali forze avevano di fronte. Adesso lo sanno. E sanno cosa devono fare. Prima che sia troppo tardi…

L’ospedale dei dannati

Considerato lo studente più intelligente della Polonia meridionale, quando nel 1939 i nazisti invasero il suo paese, Stanislaw Lem dovette pagare un falsario per occultare le sue origini ebraiche, trasfigurando così il suo presente e il suo passato. Si fece assumere come meccanico in un’officina dove escogitò una serie di guasti a scoppio ritardato che i tedeschi subirono senza mai riuscire a risalire al responsabile. Partecipò attivamente alla resistenza e all’organizzazione creata per convogliare nel ghetto cibo e medicine. A partire dalla sua terribile esperienza, Lem scrisse tra il 1948 e il 1950 questa storia ambientata in un ospedale psichiatrico, una sorta di inferno governato da un direttore crudele, dove si è rifugiato a lavorare il giovane medico protagonista. Attorno all’ospedale impazza l’altro inferno, quello spietato dell’occupazione nazista. A un certo punto, alla ricerca di alcuni ebrei che si sospetta si facciano passare per malati di mente, questo secondo inferno abbatte le porte del primo. Tale descrizione della guerra, associata a quelle di pratiche crudeli verso i malati di mente, non piacque alla censura polacca.
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L’orzaiolo

Un romanzo autobiografico. La lunga storia di un libertario errante che ha inizio dalla delusione per “la Resistenza tradita” e la fine del sogno rivoluzionario. L’orzaiolo che non passa mai è il tormento che accompagna un’esistenza vissuta tutta di corsa per il mondo alla ricerca di segnali di altre possibili rivoluzioni. Tutte fallite, o tutte tradite.
Una scrittura molto elaborata ma ridotta all’essenziale, ricca di neologismi frutto di molteplici contaminazioni linguistiche. Uno sguardo disincantato ma acuto, a tratti acido e cattivo, sui principali avvenimenti storici degli ultimi cinquant’anni e sui loro protagonisti.

L’orrore di Salem

Proseguendo in questa fortunata serie, ecco ci giunti al quarto numero della collana IL MEGLIO DI WEIRD TALES. Non c’è alcun dubbio riguardo al fatto che la narrativa fantastica stia vivendo nel nostro Paese un momento di estremo favore, così come non c’è dubbio che la nostra Casa Editrice sia stata la prima ad offrtre ai lettori una panoramica ad ampio spettro il più completa possibile su tutti i molteplici aspetti e filoni specifici della narrativa fantastica. In quest’ottica, la riproposizione agli appassionati di quella che senza ombra di dubbio è la più bella rivista di narrativa fantastica mai apparsa al mondo, si situa come il fiore all’occhiello della nostra Casa Editrice. Vi fanno compagnia questa volta nel mondo del fantastico e del bizzarro, Henry Kuttner, Robert Bloch, P. Schuyler Miller, Johns Hrrington, Francis Flagg, Seabury Quinn, Gans T. Field, Greye La Spina, Julia Boynton Green e Allison W. Harding.

L’orrore di Dunwich

Sulla cupa collina battuta dai venti e dai fulmini degli uragani, si erge la scura casa dei Whateley, dal cui interno si sentono provenire suoni innominabili, sintomatici di misteriose presenze. Quando finalmente gli uomini dei dintorni si decidono ad attaccare la casa per porre termine alle uccisioni di uomini e di animali che si verificano in tutta la zona, scoprono un essere a metà tra un uomo e un mostro alieno che…