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La bambina pericolosa

Maria Laura Gangemi: una femmina – vera, appassionata, bellissima con quella “vampa” di capelli neri ricci che le incorniciano il volto minuto – e uno sbirro, determinato fino alla testardaggine, coraggioso e tagliente. Maria Laura Gangemi è tutto questo ed è insieme la donna che, in un tiepido pomeriggio autunnale, attraversa il magnifico Giardino Bellini di Catania per godere della sua pace rigogliosa quando viene attratta da un violento litigio fra ragazzine: accostatasi al gruppo per capire di cosa si tratta, però, si trova inaspettatamente a mal partito e viene derubata del portafoglio con tutto il suo contenuto. Potrebbe essere, questa, una scena come tante di piccola criminalità minorile, se non fosse che, il giorno dopo questo episodio, viene denunciata la sparizione proprio della ragazzina che ha derubato il commissario Gangemi, Angelina. E seguendo le tracce di questa bimba cresciuta troppo in fretta Maria Laura si troverà a dover scavare nel cuore torbido e violento di una famiglia siciliana, nel cuore marcio e omertoso dell’amata e odiata Catania, e soprattutto nel proprio stesso animo. Le tracce di Angelina, infatti, portano sulle pendici dell’Etna, nei luoghi dove il commissario ha trascorso le sue estati di bambina, e sembrano condurre all’antica leggenda della “trovatura” – un tesoro per trovare il quale bisogna sacrificare l’innocenza, il sangue di un bambino innocente – e fanno riemergere come lava ustionante un terribile passato.
Książka ma 334 strony.

La bambina nel buio

Mi troveranno.
Vedranno il sangue sulle mani.
Non avranno pietà.
Come non ne ho avuta io.
1985. In una splendida villa della campagna veneta, Paolo e Manuela festeggiano i loro venti anni di matrimonio. Hanno una bambina dolcissima di undici anni, Moreschina. Tutta la buona società di Venezia è accorsa alla loro festa. Camerieri in guanti bianchi, champagne nei calici di cristallo, danze, flirt, pettegolezzi, allegria.
Eppure, dentro la gioia, vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina. La festa finirà con una tragedia indicibile. 32 anni dopo, una inglesina di trent’anni, Emma Thorpe, sbarca a Venezia. Si porta dietro un segreto. E finisce in un Palazzo sul Canal Grande, che nasconde più segreti di lei.
Il proprietario è il Conte Bonaccorso Briani. Un uomo durissimo, solitario e misterioso.
Il destino mette sulla strada di Emma un seducente commissario siciliano, incallito sciupafemmine.
Indagano insieme in una Venezia affascinante e insolita, avvolta dalla nebbia, frustata dalla pioggia di novembre. In un crescendo di tensione e colpi di scena, il mistero di tanti anni prima trova finalmente soluzione.
È il mistero del buio che tutti ci abita.
Antonella Boralevi ha scritto un romanzo potente che svela il cuore delle donne e affronta con coraggio i temi cruciali dell’anima contemporanea. E ci dice che l’unica salvezza è l’amore.
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### Sinossi
Mi troveranno.
Vedranno il sangue sulle mani.
Non avranno pietà.
Come non ne ho avuta io.
1985. In una splendida villa della campagna veneta, Paolo e Manuela festeggiano i loro venti anni di matrimonio. Hanno una bambina dolcissima di undici anni, Moreschina. Tutta la buona società di Venezia è accorsa alla loro festa. Camerieri in guanti bianchi, champagne nei calici di cristallo, danze, flirt, pettegolezzi, allegria.
Eppure, dentro la gioia, vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina. La festa finirà con una tragedia indicibile. 32 anni dopo, una inglesina di trent’anni, Emma Thorpe, sbarca a Venezia. Si porta dietro un segreto. E finisce in un Palazzo sul Canal Grande, che nasconde più segreti di lei.
Il proprietario è il Conte Bonaccorso Briani. Un uomo durissimo, solitario e misterioso.
Il destino mette sulla strada di Emma un seducente commissario siciliano, incallito sciupafemmine.
Indagano insieme in una Venezia affascinante e insolita, avvolta dalla nebbia, frustata dalla pioggia di novembre. In un crescendo di tensione e colpi di scena, il mistero di tanti anni prima trova finalmente soluzione.
È il mistero del buio che tutti ci abita.
Antonella Boralevi ha scritto un romanzo potente che svela il cuore delle donne e affronta con coraggio i temi cruciali dell’anima contemporanea. E ci dice che l’unica salvezza è l’amore.

La Bambina Nel Bosco

Nel corso di una gita scolastica, Emma, una bambina di soli cinque anni, si smarrisce in un bosco e gli insegnanti si mettono alla sua ricerca. Mylène, la giovane maestra di Emma, trova la piccola in una voragine ma nel tentativo di salvarla si ferisce e rimane imprigionata a sua volta. Tutto quello che può fare è spingere Emma fuori dalla buca, affidarle il suo foulard e dirle di cercare aiuto. La polizia trova velocemente la bambina e la crisi sembra risolta, ma quando a Emma viene chiesto dov’è la maestra, la risposta è spiazzante: «Non lo so». Quale terribile segreto può nascondere una bambina così piccola?

La bambina della sesta luna. Tutta la storia

Nina potrebbe essere una normalissima ragazzina che frequenta la quinta elementare (aiuto! ci sono gli esami) e vive con le zie a Madrid, poiché i genitori hanno un incarico molto importante che li porta all’estero di continuo. Tutto appare molto semplice, da principio. Ma c’è quella strana voglia a forma di stella sulla mano, uguale a quella di suo nonno Misha, un alchimista che vive a Venezia. Proprio quella stella è un segno del destino di alchimista che aspetta anche Nina, un futuro che comincia improvvisamente, una notte, quando il nonno muore in modo misterioso. Nina raggiunge Venezia, accompagnata dal suo cane Adone e dal gatto Platone, pronta a capire cosa stia succedendo. Il nonno aveva predisposto tutto per la piccola nipote, che ritrova una sorta di passaggio di consegne alchemico e una serie di strumenti per affrontare un lungo e pericoloso viaggio nel mistero. Sesta Luna e le sue caratteristiche fondamentali. Età di lettura: da 8 anni.

La bambina che non sapeva piangere

La bambina che non sapeva piangere: Una nuova inchiesta di Max Gilardi by Elda Lanza
«*Un Camilleri in gonnella!*»
**Marco Vichi**
«*La sua scrittura è sempre elegante, colta. I suoi omicidi sono in punta di penna.*»
**la Repubblica**
«*Dalla sua fantasia irrompe la cronaca con delitti da risolvere su e giù per l’Italia, intrighi, il bel mondo, la vita di strada.*»
**La Stampa**
«*Un’autrice che non smette di sorprendere.*»
**la Repubblica**
La notizia è su tutti i giornali: il ricco barone De Brusset è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nella sua abitazione milanese. Sul luogo del delitto, gli agenti hanno trovato anche la figlia Gilla, diva della televisione caduta in disgrazia, sporca di sangue e sconvolta. Il linciaggio mediatico è immediato, e la posizione di Gilla sembra indifendibile, tanto più che la donna, in stato catatonico per il trauma, non può testimoniare. Nessuno ritiene che il caso necessiti di chiarimenti. Nessuno, tranne Max Gilardi. Per lui, novello Ulisse, in perenne tensione tra il richiamo dell’avventura e la nostalgia della sua Napoli, sta per cominciare il gran viaggio. Elda Lanza, giunta al suo quinto libro incentrato sull’avvocato partenopeo, ci accompagna con naturalezza in un cammino che attraversa l’Italia intera. Un dipinto garbato e colmo di umanità, un’orchestrazione di personaggi estremamente reali, un intricato gioco di figure che risultano, al contempo, sorprendenti e familiari. Un romanzo sfaccettato e prezioso, dove l’indagine di Max Gilardi non fa che incorniciare la ricerca della sua Penelope. Una storia sorprendente, che cattura e trascina senza mai perdere la sua distintiva eleganza.

La ballata di Sadjoe e altri racconti

Per Tabachnik, manager di una piccola etichetta discografica a New York, la giornata di oggi è chiaramente uno di quei momenti cruciali della vita in cui è vietato sbagliare. Se n’è andato al Redrüm, uno dei locali rock di tendenza newyorchesi, per ascoltare una band di cui si dice un gran bene e, invece della band, ha scoperto i Taints, il gruppo di spalla o, meglio, la cantante del gruppo. Non è una bellezza e neppure molto intonata ma attira magneticamente lo sguardo! Mentre cantava, si muoveva come una gatta nel suo abitino verde bottiglia metallizzato, corto al punto che, durante l’esibizione, Tabachnik non ha fatto altro che flettere le ginocchia e piegare la testa per guardarle le mutandine.
Ora, nella sala vip del locale, Molly Minx, così si chiama la cantante, se ne sta seduta composta, con la schiena dritta, le gambe appoggiate su un cuscino, le mani affondate nella piega del grembo e il viso rotondo che le spicca sotto i capelli irsuti e biondissimi. Tabachnik non può sbagliare! La ragazza è veramente un porcellino salvadanaio che aspetta solo di essere aperto! Nello stesso istante, a migliaia di chilometri di distanza, tra i monti della Cecenia, è una giornata cruciale anche per il giovane soldato Leksi. Ha diciotto anni, è russo e sta camminando nei boschi innevati della Cecenia in compagnia di una vecchia.
La vecchia si trascina dietro una pala come se fosse una slitta. È una donna cecena e, come ha detto il commilitone Nicolaj, «ha messo al mondo nemici, che a loro volta metteranno al mondo altri nemici». Leksi deve ammazzarla…
Nelle otto storie che compongono questo libro, ci imbattiamo in quegli istanti della vita in cui la gioia e il dolore, il trionfo e l’umiliazione, la vittoria e la sconfitta prendono un’intensità unica e irripetibile. Attraverso una straordinaria galleria di personaggi (il manager Tabachnik, il soldato Leksi, la star del football sul viale del tramonto, l’attrice che riceve finalmente una parte degna delle sue ambizioni, il ragazzo che ruba le ceneri del padre della sua ex), David Benioff, l’autore della *Venticinquesima ora*, ci offre «una raccolta di racconti alla Hemingway» (Entertainment Weekly) in cui si rivela come «uno dei più promettenti scrittori della sua generazione» (George Pelecanos).

La ballata di Jolie Blon

Due omicidi con stupro. Le vittime – un’adolescente classica brava ragazza e una prostituta tossicodipendente – hanno poco o nulla in comune. Il musicista blues Bobby Hulin sembra essere il primo naturale sospettato. Il detective Robicheaux sente però che non c’è lui dietro quei crimini. Emerge una rete di collegamenti che porta a una ricca famiglia dell’aristocrazia terriera, i LaSalle. Cercando di far luce sulla vicenda, l’ex poliziotto cajun si imbatte in una serie di personaggi sinistri, dal boss mafioso padre della prostituta uccisa a un enigmatico venditore di bibbie, per finire con una diabolica figura al servizio dei LaSalle.

La ballata delle prugne secche

Pulsatilla è la vera benedizione del nostro tempo: sta alla condizione della ragazza d’oggi come la Nutella alla merenda, come Bertinotti al cachemire, come “Babbo” a “Natale”. Entrate nel suo fantastico mondo e spiatela tra le braccia di papà e mamma (che si aspettavano un maschietto, e tiè, guarda cosa ti viene fuori), nei primi giochi d’amore, nelle emozioni e negli inciampi, nelle illusioni dell’anima e nelle ossessioni del corpo. Lasciatevi trascinare dalla sua strepitosa ironia e ridete con lei di tutti i miti della meglio gioventù: dalla consultazione dei I-Ching alle “diete da fame”, dal rimorchio su Internet alla fenomenologia del viril sesso. L’idea dell’opera nasce da una semplice indagine: non si è mai sentito un uomo che vorrebbe rinascere donna, non si è mai sentita una donna che vorrebbe rinascere donna. Tirate voi le somme.
Książka ma 120 stron.

La balera da due soldi

‘Una notte… Saranno state più o meno le tre… Camminavamo in rue… No, il nome della via neanche glielo dico… Una strada qualsiasi. Da lontano vediamo una porta che si apre… C’era una macchina accostata al marciapiede… Un tizio esce spingendone un altro… Anzi no, non è che lo spinga… Immagini uno che si porta a spasso un manichino e vuole farlo camminare come se fosse un vecchio amico!… Lo ficca in macchina, si siede al volante… Il mio socio mi lancia un’occhiata e siamo già sul paraurti posteriore… Non per niente allora mi chiamavano il Gatto!… Giriamo per un sacco di strade… Il tizio che guida ha l’aria di cercare qualcosa, di essersi sbagliato… Alla fine arriva al canale Saint-Martin, e allora capiamo cosa cerca… Ha indovinato anche lei, eh?… Il tempo di aprire e richiudere la portiera, e il corpo era già a mollo…’.(Le inchieste di Maigret 9 di 75)
(source: Bol.com)

La baia dell’amore

Finalmente un punto fermo per Romy MacDonald! Figlia di un diplomatico inglese, Romy decide di stabilirsi nello chalet sulla baia di San Francisco che la prozia Prudence le ha lasciato in eredità. Lo chalet cade a pezzi e Romy inizia con entusiasmo i lavori di sistemazione e ristrutturazione. Andrebbe tutto bene se non fosse per il suo unico vicino, un superorganizzato sommozzatore, l’affascinante Chase O’Donoghue, che ha messo gli occhi sullo chalet e sul terreno circostante per realizzare un suo ambizioso progetto. E fra Romy e Chase le ostilità cominciano subito!

La baia dei pirati: assalto al copyright

Scaricare senza pagare – musica, film, software, videogame, libri – è l’attività più popolare in rete. Nonostante leggi sempre più severe, la violazione del copyright è ormai dilagante. Spaziando fra Stati Uniti, Italia e Svezia, questa inchiesta racconta l’emergere di una nuova modalità di pensiero, che inneggia al saccheggio della proprietà intellettuale come atto di disubbidienza civile. Fa parlare le moltitudini di pirati. Documenta le ragioni tecniche, sociali e politiche, e gli interessi, che impediscono la repressione di un fenomeno tanto eversivo. Spiega perché i principi su cui si basa il copyright siano ormai obsoleti, anzi dannosi, incompatibili con il fiorire della libera comunicazione elettronica.
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La bacchetta del fato

Volume conclusivo della serie IL MEGLIO DI WEIRD TALES, curata da Gianni Pilo. In questo volume i racconti: La bacchetta del fato di Jack WILLIAMSON, La rosa di Gaon di Clifford BALL, La taverna disabitata di Stanton A. COBLENTZ, Il lamento della morte di Paul ERNST, Chi sta chiamando, il fantasma? di Harold LAWLOR, e Il sentiero dimenticato di August DERLETH.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (Gli Adelphi)

Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anche molte altre cose: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia». E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori stabiliscono un rapporto di tenace affezione, come fosse il medico che tutti hanno sognato e mai incontrato, quell’uomo che appartiene insieme alla scienza e alla malattia, che sa far parlare la malattia, che la vive ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un «intrattenimento da “Mille e una notte”». Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali “Mille e una notte” – e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un pubblico vastissimo. Nella maggior parte, questi casi – ma Sacks li chiama anche «storie o fiabe» – fanno parte dell’esperienza dell’autore. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normali: l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del sé. Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall’ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive, se non sa nulla di ciò che ha appena vissuto? Rispetto alla normalità, che è troppo complessa per essere capita, e tende a opacizzarsi nell’esperienza comune, tutti i «deficit» o gli eccessi di funzione, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «telaio incantato» del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che le riscatta, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la turba, con la perdita o l’infrenabile sovrabbondanza riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti. Questo è il libro di un nuotatore «in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l’eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza, non nella sobrietà». “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1985.
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### Sinossi
Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anche molte altre cose: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia». E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori stabiliscono un rapporto di tenace affezione, come fosse il medico che tutti hanno sognato e mai incontrato, quell’uomo che appartiene insieme alla scienza e alla malattia, che sa far parlare la malattia, che la vive ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un «intrattenimento da “Mille e una notte”». Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali “Mille e una notte” – e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un pubblico vastissimo. Nella maggior parte, questi casi – ma Sacks li chiama anche «storie o fiabe» – fanno parte dell’esperienza dell’autore. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normali: l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del sé. Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall’ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive, se non sa nulla di ciò che ha appena vissuto? Rispetto alla normalità, che è troppo complessa per essere capita, e tende a opacizzarsi nell’esperienza comune, tutti i «deficit» o gli eccessi di funzione, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «telaio incantato» del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che le riscatta, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la turba, con la perdita o l’infrenabile sovrabbondanza riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti. Questo è il libro di un nuotatore «in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l’eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza, non nella sobrietà». “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1985.

L’ultima tentazione

Inghilterra, 1820 Dopo il suicidio di una delle sue numerose amanti, l’affascinante libertino Luc, la cui fama di seduttore imperversa in tutti i salotti londinesi, decide di ritirarsi in un villaggio sperduto della Cornovaglia e rinunciare al sesso per un anno. Ma quando incontra la bionda Bliss tener fede alla promessa è impossibile. Giovane, indomita e bella da mozzare il fiato, la ragazza lo rende schiavo del proprio desiderio. Più di quanto abbia mai fatto qualsiasi altra donna prima. Davanti a quel corpo sensuale, tutti i buoni propositi di Luc vacillano ritrascinandolo nell’antico gioco della seduzione di cui è maestro. Ma, per la prima volta, c’è anche dell’altro a spingerlo verso la ragazza. E infatti, quando lei si caccia nei guai con la legge a causa del giro di contrabbando di cui è responsabile, Luc si offre di sposarla per controllarla ed evitarle di compiere altri reati. E Bliss, che a sua volta è irrimediabilmente attratta da lui, accetta. Non sarà un matrimonio d’amore, certo. Su questo Luc è chiaro da subito… Ma notte dopo notte, gioco proibito dopo gioco proibito, il più incallito donnaiolo di Londra scoprirà che forse vale la pena di darsi a una donna sola.

L’oro nascosto

Frank, Joe e i loro amici hanno deciso di fare un campeggio nei folti boschi a nord della città. Tutto è tranquillo, tutto fila liscio ma come al solito non manca l’imprevisto costituito da una irriverente e inattesa ospite mortale: una pallottola di carabina che per poco non combina guai. E’ solo il primo di molti altri incidenti che porteranno i nostri due fratelli alla ricerca lunga e disperata di un sacco colmo di pepite d’oro, nascosto tanti e tanti anni prima in una vecchia miniera abbandonata da un cercatore d’oro poi scomparso. Con la tormenta che aiuta i malfattori, la situazione si fa disperata…