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Il libro prigioniero

In questa storia si parla di fate. E di magia. Molto probabilmente questo vi farà rabbrividire. Bisogna che vi dica però che, se posate il libro adesso, non potrete mai sapere che la fata di questa storia è ben diversa da tutte quelle di cui avete sentito parlare finora. E non potrete sapere cos’è la Valle Nascosta, che ne sia delle sue perdute Frontiere, di tutte le creature che la abitano, dei mille mostri che la infestano e degli altri suoi segreti. Età di lettura: da 9 anni.
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Il libro italiano dei morti

Nel 1070 d.C. sugli Appennini, un cavaliere, grazie all’aiuto di 3 streghe, aveva fatto resuscitare la sua donna dopo averla uccisa.
Spaventato dalla nuova creatura aveva deciso di farla sotterrare “viva” insieme alle streghe.
Più di 1000 anni dopo un soccorritore alpino libera involontariamente la “zombie” che, dopo averlo soggiogato lo violenta dando vita ad un incantesimo che fa resuscitare tutti i morti nelle vicinanze.
Il paesino sulle montagne viene così invaso dagli zombie.
I pochi umani rimasti venderanno cara la pelle dando vita ad una serie di situazioni tragicomiche.

Un libro forgiato all’inferno

Furono i roghi, ad accendere i Lumi. Nello splendore come nella ferocia, il Gran secolo, che tanto amò il paradosso, fu inarrivabilmente paradossale: la meraviglia barocca convisse con il rigorismo formale, l’impulso ascetico con la dissimulazione piú o meno onesta, il libero pensiero con un dogmatismo occhiuto e vendicativo. Solo il Seicento avrebbe potuto generare tutte le grandi idee che alimentarono la modernità, e solo il Seicento avrebbe potuto cercare con tanta pertinacia di distruggerle appena nate. Senza riuscirci, certo, e anzi stimolandole, quasi in virtú di quella ‘reazione uguale e contraria’ teorizzata – non a caso proprio in quegli anni – da Newton.
Ci fu chi pagò con la vita, con il carcere, con l’infamia e il bando le proprie tesi; ma le difese. E le affidò ai libri, che a loro volta patirono la confisca, la clandestinità, il rogo; ma sopravvissero. Perché le idee non bruciano, anche se possono accendere le menti e provocare rivoluzioni. Ed è proprio di quelle idee e di quei libri cosí travagliatamente giunti fino a noi – che forse non li leggiamo nemmeno piú – che siamo gli eredi.
Questo nuovo, coinvolgente volume di Steven Nadler è appunto la storia di un libro sulfureo e dannato, il Trattato teologico-politico; del suo autore, pessimo ebreo, mediocre mercante, buon tagliatore di lenti, immenso filosofo; del suo funambolico stampatore, cui certo non difettava l’ingegno. Ma qual era il messaggio contenuto in quelle pagine vituperate, empie, eversive, che fecero sobbalzare perfino Hobbes? Che la Bibbia è un’opera umana, da leggere in una prospettiva storico-filologica, per trarne l’insegnamento fondamentale: ‘ama il tuo prossimo’; che Dio è la Natura, non la Chiesa con i suoi settarismi e le sue interferenze politiche; che la sovranità dello Stato proviene da una delega e pertanto va esercitata in nome del benessere comune; che la filosofia, la ricerca del retto sapere, è parte di quel benessere e che perciò a ogni cittadino deve essere consentito ‘non solo pensare quello che vuole, ma anche dire quello che pensa’.
Amore, anticonfessionalismo, liberalismo, tolleranza: ecco le ‘bestemmie’ di Spinoza. Un ennesimo paradosso seicentesco, per noi, che però possiamo considerarlo tale anche grazie al coraggio di un filosofo e all’avventurosa sopravvivenza del suo Trattato.
(source: Bol.com)

Il libro delle storie di fantasmi

**«Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore»**.
*Goffredo Fofi*
**«Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba»**.
* Franco Cordelli, Corriere della Sera*
**«Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni»**.
* Donatella Ziliotto*
Quattordici capolavori della paura scelti da un grande maestro dell’imprevisto. Un caposaldo della letteratura horror che ha stregato i lettori di tutte le età. «E un fatto singolare» osserva Roald Dahl «ma, nelle migliori storie di fantasmi, il fantasma non c’è. O, per lo meno, non si vede. Si vede però il risultato delle sue azioni. Ogni tanto potete avvertire un fruscio alle vostre spalle, o intravedere tracce fugaci della sua presenza…» E infatti elusivi e imprevedibili sono i fantasmi tratteggiati dagli autori dei quattordici racconti scelti e qui riuniti da Dahl con mano maestra.
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### Sinossi
**«Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore»**.
*Goffredo Fofi*
**«Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba»**.
* Franco Cordelli, Corriere della Sera*
**«Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni»**.
* Donatella Ziliotto*
Quattordici capolavori della paura scelti da un grande maestro dell’imprevisto. Un caposaldo della letteratura horror che ha stregato i lettori di tutte le età. «E un fatto singolare» osserva Roald Dahl «ma, nelle migliori storie di fantasmi, il fantasma non c’è. O, per lo meno, non si vede. Si vede però il risultato delle sue azioni. Ogni tanto potete avvertire un fruscio alle vostre spalle, o intravedere tracce fugaci della sua presenza…» E infatti elusivi e imprevedibili sono i fantasmi tratteggiati dagli autori dei quattordici racconti scelti e qui riuniti da Dahl con mano maestra.

Il libro della giungla

Nel cuore della foresta dell’India Settentrionale, il piccolo Mowgli viene accolto da una famiglia di lupi che lo educherà alle leggi della giungla. Sotto la guida del saggio orso Baloo imparerà il linguaggio degli animali, a cacciare e a pensare come loro. Vivrà presso gli umani per un breve periodo di tempo e porterà avanti una lotta atavica contro la malvagia tigre, sua persecutrice fin da neonato. Denso di azione ed emozionante, questo libro cattura l’attenzione dei ragazzi con le sue avventure, le situazioni assurde, l’ironia verso le usanze umane e, al contempo, esalta l’amicizia, la fedeltà familiare, il valore dei sentimenti e della libertà.

Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares

“Il libro di Soares è certamente un romanzo. O meglio, è un romanzo doppio, perché Pessoa ha inventato un personaggio di nome Bernardo Soares e gli ha delegato il compito di scrivere un diario. Soares è cioè un personaggio di finzione che adopera la sottile finzione letteraria dell’autobiografia. In questa autobiografia senza fatti di un personaggio inesistente consiste l’unica grande opera narrativa che Pessoa ci abbia lasciato: il suo romanzo”. (Antonio Tabucchi)
> > Questo audiobook in edizione integrale vi è offerto in esclusiva per Audible ed è disponibile solamente in formato audio digitale.
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Il libro del servizio segreto

In letteratura, le discussioni su chi sia stato ad avere per primo una certa idea sono sempre oziose e meschine. E’ il trattamento dell’idea, che conta (e questo dipende dallo scrittore); mentre sono poi le circostanze, la fortuna, a portarla al successo. Detto questo, e senza voler togliere nulla agli attuali fortunatissimi specialisti del romanzo e del racconto spionistico, occorre ricordare che, anche qui, la fantascienza era arrivata per prima. La figura dell’agente speciale o segreto che sia, armato di avveniristiche armi e incaricato di improbabili missioni, compare nella f.s. anni e anni prima di 007 e delle sue imitazioni. I racconti qui riuniti – tutti decentissimi – a cominciare da quello di Asimov – non rappresentano quindi un «adeguamento» alla moda del giorno, ma sono al contrario la conferma di quello che è sempre stato uno dei più brillanti e spettacolari filoni della fantascienza.
Indice:
Isaac ASIMOV – L’agente e il professore (The Key, 1966)
Wilson TUCKER – “Z” come Zebra (Able to Zebra, 1953)
A. E. VAN VOGT – Agente Wentworth: invasione respinta (The Ultra Man, 1966)
Joseph P. MARTINO – Agente Michelson: Operazione Micronesia (Delivery Tube, 1966)
Philip K. DICK – F.B.I. non risponde (Holy Quarrel, 1966)
Copertina di Karel Thole

Il libro dei motti e delle riflessioni

Osservazioni, aforismi, notazioni, umori e malumori, slanci e ritrosie, cinismo, diffidenze, autoironia di un grande narratore che scrive ironicamente in queste pagine: “Se scuoti un aforisma ne cade fuori una bugia e ti avanza una banalità”.

Il libro dei morti

Una sfida al limite dell’impossibile per l’agente del FBI Pendergast: al dipartimento di Mineralogia del Museo di Storia Naturale di New York viene recapitato un pacco pieno di una sostanza molto simile alla sabbia. Si tratta di un chilo di frammenti di diamanti multicolore, l’intera collezione del Museo. Per salvare la credibilità dell’istituzione, e soprattutto i fondi dei mecenati, i curatori organizzano un grande evento: il restauro e la riapertura al pubblico della Tomba di Senef, la perfetta ricostruzione di un tempio egizio chiuso al pubblico negli anni Trenta. Ma, nel corso dei lavori, alcuni addetti impazziscono all’improvviso e si trasformano in folli assassini. Un susseguirsi di scene a incastro che, con ritmo ossessivo, svelano i segreti di una mente omicida, un’indagine avvincente come uno scavo archeologico.

(source: Bol.com)

Il Libro Dei Morti Viventi

I morti viventi camminarono tra noi per la prima volta in una famosa notte del 1968. Da allora gli zombi sono apparsi più volte per le strade del mondo. Quella massa informe di resuscitati un tempo si muoveva lenta e inarrestabile, mossa da un unico stimolo: la fame e il conseguente desiderio di carne umana. Oggi le loro motivazioni sono più complesse. Oggi i morti viventi si sono evoluti e il confine che li separa dagli esseri umani diviene sempre più sottile. Questa antologia raccoglie i migliori narratori contemporanei di letteratura dell’orrore e ha il merito di aver fatto conoscere ai lettori italiani un genere: lo splatterpunk.

Il libro dei labirinti

L’immagine del labirinto ha una storia millenaria per la ragione che l’uomo è da sempre affascinato da ciò che gli parla della condizione umana e cosmica. Esplorando graffiti rupestri, pavimenti di cattedrali e palazzi antichi, l’autore visita le profondità storiche di questa idea primordiale e ricostruisce un modello, sempre uguale e sempre variato, di qualcosa in cui abitiamo da tempo immemorabile, tanto che non possiamo pensare nei termini che esso ci impone.

Il libro dei colmi

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Il colmo per un cane? Avere una fidanzata nuova di zecca… Una sequenza di colmi e record per innumerevoli personaggi e categorie, intervallati da qualche vignetta sullo stesso tema. Un libricino simpatico e divertente, da leggere da soli o per far ridere gli amici.
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Il Libro De Kipli

«Checché ne dicano gli uomini della sua scorta privata, la struttura delle poesie de Kipli è di una semplicità disarmante: c’è un testo iniziale per lo più verboso e faticoso, specie a leggerselo da soli, e un capovolgimento finale che, con alterna fortuna, salva la prima parte, riuscendo a nobilitarla come preambolo o premessa. Questi celebri capovolgimenti; spesso esercitati con marcata ambiguità (“Madame Bovary sono io e tu sei Rodolphe Boulanger”), si collocano per lo più a fondo pagina cosicché, nel rispetto de Kipli e dell’acquirente, sconsigliamo di leggere l’ultima, o le ultime frasi di una poesia, prima di aver letto la medesima. Quando voltate pagina puntate quindi sul titolo e scendete lentamente mettendo a fuoco una riga alla volta.
Per quanto riguarda Rokko Smithersons avrei voluto avvalermi della sua collaborazione, ed egli si era, anzi, inizialmente impegnato a girare il «primo tempo» di questo libro. Poi la crisi economica che ha travolto il mondo del cinema lo ha pesantemente demoralizzato e non vuole più saperne di scendere dal suo yacht. Non posso che sopravvolare su di egli e augurare a tutti una buona lettura. » (Corrado Guzzanti)