55825–55840 di 66978 risultati

Dentelungo e altri estranei

Tutte le storie dell’americano Edgar Pangborn si svolgono sulla Terra, e precisamente negli Stati Uniti. Ma in tutte (salvo che nel misterioso Caso Ponsonby) accanto ai personaggi umani ci sono degli estranei. Questi estranei tuttavia, che vanno dal Dentelungo che rapisce la moglie di Harp Ryder, ai sorprendenti viaggiatori che si presentano a far benzina in una favolosa Chevrolet del 1937, questi estranei sono diversissimi dai normali extraterrestri della fantascienza tradizionale. Per cui sulle riviste americane specializzate si discute a non finire se i racconti di Pangborn siano propriamente fantascientifici o non piuttosto di fantasy. La discussione è oziosa. Come quelli di Edgar Poe, i racconti di Edgar Pangborn non hanno bisogno di una classificazione precisa: sono straordinari, e tanto basta.
Indice:
Dentelungo (Longtooth, 1970)
Buoni vicini (Good Neighbours, 1960)
La scimmia di Maxwell (Maxwell’s Monkey, 1964)
Il caso Ponsonby (The Ponsonby Case, 1972)
Vecchia “Chevvy” per l’Olimpo (Pick-up for Olympus, 1953)
Darius (Darius, 1972)
La bestiola (Wogglebeast, 1965)
Uovo d’Angela (Angel’s Egg, 1951)
Gli scriccioli nella barba di papà (The Wrens in Grampa’s Wishker, 1960)
Copertina di Karel Thole

Il denaro, il debito e la doppia crisi

Il denaro, il debito e la doppia crisi by Luciano Gallino
«Quel che vorrei provare a raccontarvi è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza, e quella di pensiero critico».
Causa fondamentale della sconfitta dell’uguaglianza è stata, per Gallino, dagli anni Ottanta in poi, la doppia crisi, del capitalismo e del sistema ecologico, strettamente collegate tra loro. La stessa crisi del capitalismo ha molte facce: l’incapacità di vendere tutto quello che produce; la riduzione drastica dei produttori di beni e servizi; il parallelo sviluppo del sistema finanziario al di là di ogni limite. A questa crisi il capitalismo ha reagito accrescendo lo sfruttamento irresponsabile dei sistemi che sostengono la vita – il «sistema ecologico». Il tutto con il ferreo sostegno di un’ideologia, il neoliberalesimo, che riducendo tutti a mere macchine contabili dà corpo a una povertà dell’azione politica quale non si era forse mai vista nella storia.

Il demone del Dartmoor

Tre ragazze morte, un anno dopo l’altro. Precipitate di notte da uno strapiombo nelle acque di un torrente. E i testimoni oculari ogni volta certi che le vittime siano state spinte nel vuoto da un essere invisibile. L’ennesimo mistero della brughiera per gli abitanti del villaggio di Stapleford, dove le superstizioni si tramandano di padre in figlio. Però a tutto c’è un limite, che viene raggiunto quando un giovane attore precipita da una finestra sotto gli occhi della moglie, di una collega e di altri presenti. Tutti concordi: è stata una mano dal nulla a spingerlo incontro alla morte. Al criminologo Alan Twist e all’ispettore Hurst di Scotland Yard, ora, l’arduo compito di discernere la realtà dalle allucinazioni. Scoprendo se davvero una creatura demoniaca infesti le lande sperdute del Dartmoor, o se piuttosto dietro agli omicidi non si celi una mente diabolica. Perché chi è convinto di avere visto un assassino invisibile potrebbe, semplicemente, non aver visto un assassino visibile.
All’interno, il racconto ”La vedova Licitra” di Vincenzo Vizzini.
(source: Bol.com)

Il demone a Beslan

Il demone a Beslan by Andrea Tarabbia
Marat Bazarev è quello che è sopravvissuto e sopravviverà.
È l’uomo che, con i suoi compagni, una mattina di sole di settembre è entrato nella scuola numero 1 di Beslan. E lì ha dato inizio alla fine. 334 morti, di cui oltre la metà bambini: questo il bilancio dei tre giorni di sequestro in cui più di mille persone sono state tenute in ostaggio da un commando di separatisti ceceni. Marat è l’unico fra gli attentatori a essere uscito vivo dalla scuola, catturato dalla polizia russa e imprigionato in un carcere di massima sicurezza a Mosca. E qui, chiuso in una cella gelida e isolata, scrive la sua ultima confessione. È pronto ad assumersi la responsabilità che gli spetta, ma ha anche un’urgenza più forte: raccontare la sua storia.
È così che comincia: con Marat e il suo migliore amico Shamil seduti sull’erba di un anfiteatro in un pomeriggio di pace, con Shamil che ridendo si allontana nella boscaglia e dopo pochi passi lancia un urlo terrificante. Nascosti sotto un mucchio di pietre e frasche trovano sette corpi straziati: è il primo segnale. A casa li attende un villaggio saccheggiato e deserto, le porte delle case spalancate e nessuno dei familiari e degli amici.
È così che comincia: Marat in quel pomeriggio terribile capisce che non esiste più una legge e nemmeno le regole, che non c’è onore né coraggio, ma solo paura. E allora si unisce ai guerriglieri in montagna, e con loro si prepara a un’azione in grado di rimbombare da un capo all’altro del mondo. È così che comincia: in un giorno di festa pieno di fiori, in una scuola alla periferia del Caucaso e del mondo.
Facendosi carico di tutto il peso e la colpa della voce di Marat, Andrea Tarabbia immagina una storia di vento, fango, sangue e vendetta, la storia di un’amicizia che resiste a tutti gli orrori. Con delicatezza e profondità, racconta il viaggio dentro il male nella sua forma più umana e disperata, a confronto con i demoni che terrorizzano l’Occidente. E lo fa con una forza che non si dimentica.

Demon’s touch (eLit)

I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito ad annullare… Un guerriero che non si può toccare senza morire… Una donna che desidera solo averlo per sé… Torin, posseduto dall’odioso demone della Malattia, sa di essere condannato alla solitudine perché il minimo contatto con la sua pelle causa infermità e morte e scatena terribili epidemie. Il piacere carnale che tanto brama è destinato a rimanere per l’eternità una mera fantasia, un sogno irrealizzabile. Finché non incontra Keeley, la Regina Rossa, una creatura dal fascino conturbante e letale che fin dal primo incontro mette a dura prova il suo ferreo autocontrollo. Immortale e bellissima, lei è decisa a sedurlo con ogni mezzo, ma la battaglia dei sensi che ingaggia con il Signore degli Inferi potrebbe rivelarsi devastante per entrambi. E Torin può fare affidamento solo sulla propria forza di volontà per impedire a Malattia di ucciderla e strappargli così anche l’ultimo brandello di anima. In attesa dell’uscita dell’ultimo episodio della serie de I Signori degli Inferi, sempre su eLit a ottobre, non perdete l’occasione di rileggere gli altri avvincenti episodi della saga.

Demon’s destiny

I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere…
Un guerriero intrappolato nell’oscurità… Una donna decisa a salvarlo da se stesso…
Dopo aver sopportato indicibili torture negli Inferi, Kane non vuole avere niente a che fare con la bellissima Josephina. Anche se è stata lei a salvarlo, anche se è l’unica ad accendere in lui una passione divorante e, chissà come, è riuscita a insinuarsi nel suo cuore ferito. Perché quella donna sensuale e dolcissima, per metà umana e per metà Fae, rischia di risvegliare Disastro, il demone che dorme dentro di lui. E le conseguenze sarebbero terribili. Il loro amore è proibito, il loro destino inevitabile: vivere separati o morire insieme. A meno che…
(source: Bol.com)

Demon – seconda parte (Urania)

Demon – seconda parte (Urania) by John Varley
**DEMON – seconda parte (1984)** Si conclude con questo romanzo la grande avventura cominciata sul numero scorso (*Demon – prima parte*, n. 144) e i cui antefatti si possono leggere nei nn. 107 e 121, *Titano* e *Nel segno di Titano*. In quella che è una delle più ampie saghe pubblicate su “Urania”, e oggi su “Urania Collezione”, ritroviamo Cirocco Jones e gli altri avventurosi che hanno preso parte all’esplorazione del gigantesco enigma cosmico noto come Gea, il mondo vivente: per la nostra civiltà agli sgoccioli si tratta di una sfida che può fare la differenza fra una tecnologia stagnante e la porta su nuovi mondi. Un sogno da opporre allo spettro della nuova Guerra mondiale, per impedire che sia vanificata ogni ricerca nel cosmo.

|

|

La democrazia non esiste

La democrazia è una religione laica che identifica le proprie basiliche nei palazzi del potere, la curia nel governo, gli ordini nei partiti, il clero nei politici, le prediche nei comizi, le messe nelle elezioni, i fedeli negli elettori, i confessionali nelle cabine elettorali e i segni della croce nel voto. Ma, come in tutte le religioni, dietro alle colorite e folcloristiche apparenze dei riti e delle cerimonie, che distraggono e attraggono i cittadini, si nascondono le fosche e losche realtà dell’uso e dell’abuso del potere, che ammaliano e corrompono i politici. Piergiorgio Odifreddi dedica questo libro a svelare le contraddizioni nascoste e le distorsioni lampanti della democrazia. Inizia sezionando con il bisturi della logica concetti come la Cittadinanza (perché mai la può avere il discendente di un coevo di Cavour, ma non chi frequenta oggi le scuole in Italia?) e lo Stato, in quanto area racchiusa in confini spesso discutibili e non democratici, nel senso di non accettati dal popolo, come ha dimostrato il recente esempio della Catalogna. Prosegue poi con la Costituzione e i tentativi di manipolarla, i Diritti e i diversi modi di intendere il ”dovere” e il ”volere”, e i Candidati, candidi solo nel nome, per approdare alle odiatissime Tasse imposte dallo Stato Vampiro. Il libro procede con luciferina chiarezza per parole chiave, analizzando minuziosamente la democrazia e le istituzioni. È quindi un utile strumento per imparare a ragionare politicamente e a formulare domande indiscrete, a partire da quella primordiale: siamo cittadini di un sistema democratico e palese, o sudditi di un regime totalitario e invisibile?

(source: Bol.com)

La democrazia della vita quotidiana

Scritte nel 1968 e rimaste per molti anni inedite, queste riflessioni di Lukács sulla questione della democrazia costituiscono il vero e proprio testamento politico del filosofo, che si misura in esse con la crisi del “socialismo realizzato” di stampo sovietico e con le contraddizioni del sistema capitalistico occidentale, delineando un nuovo concetto di democrazia capace di dar forma all’intera società. Per Lukács la parola democrazia non denota solo, come nella cultura politica corrente, un complesso di istituzioni e di pratiche intese a garantire il potere d’intervento dei cittadini nelle questioni politiche. Per il pensatore ungherese democrazia è invece il nome che assume il rapporto attivo del singolo con l’intera società in cui vive, considerata in tutte le sue dimensioni. La democrazia è la “concreta forza ordinativa politica di quella particolare formazione economica sul cui terreno essa nasce, opera, diviene problematica e scompare”.
**

Demenza Digitale

Demenza Digitale by Manfred Spitzer
«Se c’è un libro che va letto, tra i tanti apparsi sulla questione della società digitale, è quello di Manfred Spitzer.» Il Sole 24 Ore «L’analisi spietata di uno dei più noti e autorevoli studiosi della Rete.» La Stampa «Dalla penna di uno dei più rinomati neuroscienziati tedeschi, si tratta di un documentatissimo saggio che vuole dimostrare come i media digitali siano pericolosi per la nostra mente e il nostro corpo.» Panorama Senza computer, smartphone e Internet oggi ci sentiamo perduti. Questo vuol dire che l’uso massiccio delle tecnologie di consumo sta mandando il nostro cervello all’ammasso. E intanto la lobby delle società di software promuove e pubblicizza gli esiti straordinari delle ultime ricerche in base alle quali, grazie all’uso della tecnologia, i nostri figli saranno destinati a un radioso futuro ricco di successi. Ma se questo nuovo mondo non fosse poi il migliore dei mondi possibili? Se gli interessi economici in gioco tendessero a sminuire, se non a occultare, i risultati di altre ricerche che vanno in direzione diametralmente opposta? Sulla base di tali studi, che l’autore analizza in questo libro documentatissimo e appassionato, è lecito lanciare un allarme generale: i media digitali in realtà rischiano di indebolire corpo e mente nostri e dei nostri figli. Se ci limitiamo a chattare, twittare, postare, navigare su Google… finiamo per parcheggiare il nostro cervello, ormai incapace di riflettere e concentrarsi. L’uso sempre più intensivo del computer scoraggia lo studio e l’apprendimento e, viceversa, incoraggia i nostri ragazzi a restare per ore davanti ai giochi elettronici. Per non parlare dei social che regalano surrogati tossici di amicizie vere, indebolendo la capacità di socializzare nella realtà e favorendo l’insorgere di forme depressive. Manfred Spitzer mette politici, intellettuali, genitori, cittadini di fronte a questo scenario: è veramente quello che vogliamo per noi e per i nostri figli?

Delitto nel campo di girasoli

**Vincitore del concorso Ilmioesordio
Un caso per il vice commissario Vergari
Il ritrovamento del cadavere di una bambina sconvolgerà la vita monotona di un paesino**
Borghereto, sonnolento paesino dell’Umbria, ha poco da offrire a chi è in cerca di avventura. Così Leyla, una ragazzina con una passione smodata per il mistero e i libri gialli, passa il tempo scorrazzando in bicicletta per le campagne assolate. Finché una mattina, fra i campi di girasoli, trova il corpo senza vita di una bambina. Leyla si sente improvvisamente catapultata in una delle storie dei suoi libri, tanto più che il caso è affidato proprio a sua madre, il vice commissario di polizia Mirella Vergari. I primi sospetti sembrano subito convergere su un anziano del posto, un uomo scontroso e solitario, detto lo “Strambo”, con pesanti precedenti penali. Il superiore della Vergari, il commissario Pantasileo, spinge per chiudere rapidamente il caso incriminando il vecchio, ma Mirella non è convinta della sua colpevolezza e si ostina a indagare, coinvolgendo negli interrogatori anche altre insospettabili figure del paese. Tutti, a quanto pare, hanno qualche segreto da nascondere… E mentre cerca di tenere a bada la voglia della figlia di intrufolarsi nelle indagini, sarà proprio il suo fiuto a fornirle la chiave per arrivare alla verità…
**Vincitore del concorso Ilmioesordio
Riuscirà un’insolita coppia di investigatrici a far luce sull’inquietante delitto nel tranquillo paesino di Borghereto, prima che qualcun altro si faccia male?**
«Sorprendente questo giallo che ha come protagonista un’adorabile, terribile e intelligente ragazzina ed è arricchito da una credibile galleria di personaggi e da una trama fluida e gradevole. Complimenti davvero. Ottima prova.»
«Un romanzo che parla di crimini, ma anche di legami familiari e di scelte di vita. Il lettore riesce a entrare nelle scene e a vedere fisicamente i protagonisti come se stesse assistendo a un film poliziesco.»
**Marzia Elisabetta Polacco**
Nata a Bari, ha trascorso l’infanzia a Roma, finché a diciassette anni si è trasferita in Germania per inseguire il sogno di diventare una ballerina di danza classica. Due anni dopo è tornata in Italia per finire gli studi e conseguire una laurea in Filologia slava. Dopo aver trascorso lunghi e freddi mesi in Slovenia, ha deciso di seguire il cuore e mettere su famiglia nella ridente campagna umbra. Attualmente insegna danza classica a Orvieto, dove abita in compagnia di quattro gatti e un pazientissimo marito.
**
### Sinossi
**Vincitore del concorso Ilmioesordio
Un caso per il vice commissario Vergari
Il ritrovamento del cadavere di una bambina sconvolgerà la vita monotona di un paesino**
Borghereto, sonnolento paesino dell’Umbria, ha poco da offrire a chi è in cerca di avventura. Così Leyla, una ragazzina con una passione smodata per il mistero e i libri gialli, passa il tempo scorrazzando in bicicletta per le campagne assolate. Finché una mattina, fra i campi di girasoli, trova il corpo senza vita di una bambina. Leyla si sente improvvisamente catapultata in una delle storie dei suoi libri, tanto più che il caso è affidato proprio a sua madre, il vice commissario di polizia Mirella Vergari. I primi sospetti sembrano subito convergere su un anziano del posto, un uomo scontroso e solitario, detto lo “Strambo”, con pesanti precedenti penali. Il superiore della Vergari, il commissario Pantasileo, spinge per chiudere rapidamente il caso incriminando il vecchio, ma Mirella non è convinta della sua colpevolezza e si ostina a indagare, coinvolgendo negli interrogatori anche altre insospettabili figure del paese. Tutti, a quanto pare, hanno qualche segreto da nascondere… E mentre cerca di tenere a bada la voglia della figlia di intrufolarsi nelle indagini, sarà proprio il suo fiuto a fornirle la chiave per arrivare alla verità…
**Vincitore del concorso Ilmioesordio
Riuscirà un’insolita coppia di investigatrici a far luce sull’inquietante delitto nel tranquillo paesino di Borghereto, prima che qualcun altro si faccia male?**
«Sorprendente questo giallo che ha come protagonista un’adorabile, terribile e intelligente ragazzina ed è arricchito da una credibile galleria di personaggi e da una trama fluida e gradevole. Complimenti davvero. Ottima prova.»
«Un romanzo che parla di crimini, ma anche di legami familiari e di scelte di vita. Il lettore riesce a entrare nelle scene e a vedere fisicamente i protagonisti come se stesse assistendo a un film poliziesco.»
**Marzia Elisabetta Polacco**
Nata a Bari, ha trascorso l’infanzia a Roma, finché a diciassette anni si è trasferita in Germania per inseguire il sogno di diventare una ballerina di danza classica. Due anni dopo è tornata in Italia per finire gli studi e conseguire una laurea in Filologia slava. Dopo aver trascorso lunghi e freddi mesi in Slovenia, ha deciso di seguire il cuore e mettere su famiglia nella ridente campagna umbra. Attualmente insegna danza classica a Orvieto, dove abita in compagnia di quattro gatti e un pazientissimo marito.

Delitto in cattedra

Il caso più difficile che alla polizia possa capitare di risolvere è l’omicidio di un uomo che non ha nemici. Un uomo che tutti amano: la moglie, i colleghi, gli allievi. Come il professor Bradley Brown, docente di scienze politiche all’Università di Duke, nella Carolina del Nord. Eppure, Brown è stato ucciso con una dose di cianuro che qualcuno gli ha versato nel cocktail di scampi, a un ricevimento accademico. E poche ore prima, la boccetta del veleno è stata vista su una scrivania, nella segreteria della facoltà, dove molti avrebbero potuto impadronirsene. Possibile che quell’uomo riservato e tranquillo avesse una doppia vita? E che almeno una persona lo odiasse in segreto? La polizia locale, affiancata da quella universitaria, si trova di fronte a un mistero che sembra insolubile, e quando arriva alla fine delle indagini scopre una verità tragica come un’atroce beffa del destino.

Il delitto di lord Arturo Savile (Liber Liber)

Dall’incipit del libro: “Era l’ultimo ricevimento di lady Windermere, alla vigilia della primavera. Bentink House, più dell’usato, brulicava di visitatori. Sei membri del ministero eran venuti direttamente dopo l’udienza dello speaker, con tutti gli ordini e le decorazioni. Le belle donne indossavano i più eleganti costumi e, in fondo alla sala dei quadri, la principessa Sofia di Carlsrühe, grossa dama del tipo tartaro, con occhietti neri e stupendi smeraldi, parlava con voce stridente un pessimo francese e rideva senza ritegno di quanto le si dicesse. La società, certo, presentava uno strano miscuglio: superbe mogli di Pari e violenti radicali discorrevano insieme affabilmente: predicatori popolari e scettici famosi faceano gruppo. Uno sciame di prelati incalzava da un salone all’altro, quasi dandole la caccia, una prima donna vistosa. Sulla scala eran raccolti vari membri dell’Accademia reale, travestiti da artisti, e la sala da pranzo, fu un momento zeppa di genii. Era insomma una delle più splendide veglie di lady Windermere, e la principessa vi si fermò fino a dopo le undici e mezzo. Partita lei, lady Windermere tornò nella galleria dei quadri, dove un famigerato economista esponeva in tono solenne la teoria scientifica della musica a un virtuoso ungherese spumante di rabbia. Lady Windermere prese a discorrere con la duchessa di Paisley.”
Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.
Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.
**
### Sinossi
Dall’incipit del libro: “Era l’ultimo ricevimento di lady Windermere, alla vigilia della primavera. Bentink House, più dell’usato, brulicava di visitatori. Sei membri del ministero eran venuti direttamente dopo l’udienza dello speaker, con tutti gli ordini e le decorazioni. Le belle donne indossavano i più eleganti costumi e, in fondo alla sala dei quadri, la principessa Sofia di Carlsrühe, grossa dama del tipo tartaro, con occhietti neri e stupendi smeraldi, parlava con voce stridente un pessimo francese e rideva senza ritegno di quanto le si dicesse. La società, certo, presentava uno strano miscuglio: superbe mogli di Pari e violenti radicali discorrevano insieme affabilmente: predicatori popolari e scettici famosi faceano gruppo. Uno sciame di prelati incalzava da un salone all’altro, quasi dandole la caccia, una prima donna vistosa. Sulla scala eran raccolti vari membri dell’Accademia reale, travestiti da artisti, e la sala da pranzo, fu un momento zeppa di genii. Era insomma una delle più splendide veglie di lady Windermere, e la principessa vi si fermò fino a dopo le undici e mezzo. Partita lei, lady Windermere tornò nella galleria dei quadri, dove un famigerato economista esponeva in tono solenne la teoria scientifica della musica a un virtuoso ungherese spumante di rabbia. Lady Windermere prese a discorrere con la duchessa di Paisley.”
Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.
Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Un delitto di classe

Nere sono le divise degli studenti. E nere le candele che Terence Fielding, housemaster anziano di Carne School, accende sulla sua tavola. Sono i simboli dell’austerità e della distinzione. Ma anche della morte violenta di Stella Rode. Per aiutare una vecchia amica, George Smiley, ormai in pensione, accetta di indagare sul caso e scopre che, oltre le rispettabilissime apparenze, a Carne si celano rancori furibondi, invidie atroci e complicità odiose. Esistono quindi troppi moventi e troppi possibili colpevoli. Ma Smiley ha i suoi metodi per stanare l’omicida… Dai grandi intrighi internazionali al velenoso ginepraio di un college inglese, Smiley si trova ancora una volta solo contro il Male. Alta tensione e qualità letteraria garantite dal marchio originale di John le Carré.

(source: Bol.com)

Il delitto del cervello

L’immagine di uomo adottata dal diritto, quella cioè di persona libera, razionale, consapevole e padrona delle proprie azioni, viene oggi messa radicalmente in discussione dalla ricerca neuroscientifica. Dagli studi più recenti emerge che certe emozioni hanno spesso il sopravvento sulla ragione, che a nostra insaputa siamo condizionati dalle circostanze e che il nostro io è meno solido di quanto pensiamo. La genetica e le neuroscienze sembrano dunque costringere l’ordinamento giuridico a tornare su alcuni suoi quesiti centrali: l’agire criminale è da ritenersi normalmente libero, frutto di un’intenzione consapevole del soggetto? Ha senso punire chi è “determinato” all’aggressività? Si moltiplicheranno le assoluzioni grazie agli esami cerebrali dell’imputato? Gli psicopatici dovranno essere “scusati” a motivo del loro (presunto) deficit di empatia? Temi tipici delle aule di giustizia, ma fondamentali anche nella concezione generale dell’essere umano; temi che sotto la pressione delle scienze cognitive da più parti si propone di ridefinire, come è già accaduto in alcune discusse sentenze. Andrea Lavazza e Luca Sammicheli offrono la prima panoramica unitaria e ragionata delle ricadute giuridiche, filosofiche e sociali di tali complesse questioni.
Con una conclusione che non necessariamente vede il cervello “uccidere” mente e diritto.