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Eros tiranno

Prima che la frase ‘ti amo’ siglasse il rapporto sessuale, prima che eros fosse sequestrato dall’arte ed espulso dalla filosofia, prima che sul sesso scendesse l’ombra del peccato e che il peccato fosse inseguito sin nei meandri dell’intenzionalità e della fantasia, il mondo antico conosceva possibilità inesplorate, cammini interrotti, modi d’indagine e di espressione dai quali ripartire per comprendere chi siamo e dove, magari a nostra insaputa, stiamo andando. Silvia Vegetti Finzi Il desiderio, il piacere, il corpo, dal mondo greco al mondo romano, ai Padri della Chiesa: una delle studiose più note dell’antichità ci conduce con grazia nei territori della passione.

(source: Bol.com)

L’eroina di Port Arthur. Avventure russo-giapponesi (1904)

Fancelli classifica L’Eroina tra le «opere del periodo aureo, ovverossia di produzione autentica di Emilio Salgari… In questa produzione autentica io non esito, largheggiando, ad ammettere anche quella produzione degli ultimi tempi di vita dell’E.S.; di quando, cioè, esaurita la vena fantasiosa, stanche le membra, l’animo turbato dalle precarie condizioni economiche della famiglia, coatto a scrivere per un contratto ferreo che lo legava al tavolino di lavoro, il S. scriveva in modo sciatto e prolisso, ben diverso dal modo di scrivere usato nella sua età d’oro…».

Eroi dell’Olimpo – 3. Il marchio di Atena

Percy Jackson si è risvegliato alla Casa del Lupo, nel Campo dei semidei Romani, senza alcun ricordo a parte il nome di Annabeth. Proprio mentre sta andando a salvarlo, la ragazza scopre che tra Greci e Romani si sta scatenando la guerra, e a bordo della Argo II, la nave volante creata da Leo cerca di raggiungere il Campo Giove insieme a Jason e Piper. Certo il natante, che ospita a bordo un drago di bronzo sputafiamme, non ha un’aria amichevole: i Romani capiranno che la loro è una missione di pace? E la pace, quanto durerà? Atena, infatti, ha affidato ad Annabeth, sua figlia, una terribile missione: «Segui il marchio di Atena. Vendicami.» Percy si ricorderà dei suoi vecchi amici, o sarà passato dalla parte dei Romani? Il gruppo di semidei dovrà scoprirlo in un viaggio per terra e per mare alla volta della splendida e terribile Roma.
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### Sinossi
Percy Jackson si è risvegliato alla Casa del Lupo, nel Campo dei semidei Romani, senza alcun ricordo a parte il nome di Annabeth. Proprio mentre sta andando a salvarlo, la ragazza scopre che tra Greci e Romani si sta scatenando la guerra, e a bordo della Argo II, la nave volante creata da Leo cerca di raggiungere il Campo Giove insieme a Jason e Piper. Certo il natante, che ospita a bordo un drago di bronzo sputafiamme, non ha un’aria amichevole: i Romani capiranno che la loro è una missione di pace? E la pace, quanto durerà? Atena, infatti, ha affidato ad Annabeth, sua figlia, una terribile missione: «Segui il marchio di Atena. Vendicami.» Percy si ricorderà dei suoi vecchi amici, o sarà passato dalla parte dei Romani? Il gruppo di semidei dovrà scoprirlo in un viaggio per terra e per mare alla volta della splendida e terribile Roma.

Eroe della galassia

Nota: prima parte di “Once a hero”, la seconda è in “[La minaccia dell’orda](https://www.goodreads.com/book/show/15785772.La_minaccia_dell_orda “La minaccia dell’orda”)”
La sottufficiale Esmay Suiza si è distinta nello spazio un sola volta, salvando un’astronave della Flotta da un disastroso ammutinamento. Ma non tutti sono concordi al riguardo: c’è anche chi insinua che Esmay abbia partecipato al complotto e cerchi di trarne un vantaggio personale. La corte marziale è inevitabile, come pure un temporaneo esilio sul pianeta in cui è nata. Esmay, però, sente il richiamo dello spazio e dei nuovi pericoli che attendono la Flotta fra le stelle. Per questo decide di lasciare il suo mondo e tornare alle astronavi, al grande balzo che porta nella galassia
Copertina di Franco Brambilla

Ero Amelia Earhart

“Questo romanzo evoca lo spirito di un personaggio mitico e si presenta come una potente opera di immaginazione!” The New York Times. “Per quanto ricordava, aveva sempre desiderato essere un’eroina.” È l’inizio di questo lirico romanzo, ricostruzione delle imprese di un’aviatrice degli anni trenta, Amelia Earhart. Questa donna, che ha compiuto la trasvolata in solitario dell’Atlantico, che vede gli aerei come “veicoli per sognare, sinuosi, virili e femminili al tempo stesso”, maestosi “vascelli che portano il futuro”, ha l’audacia di tentare il giro del mondo. Ma l’organizzatore del viaggio, il marito C.P. Putnam, che lei ama certo molto meno di quanto ami la pura vastità del cielo, ha assoldato un navigatore di quart’ordine: Fred Noonan, avventuriero alcolizzato e misantropo. La radio, poi, funziona male e gli strumenti di bordo non sono stati regolati: è inevitabile un atterraggio di fortuna su un isolotto disabitato, al largo delle coste della Nuova Guinea. Qui Amelia e Fred si accingono alla dura lotta per la sopravvivenza. E la vicinanza forzata avrà conseguenze inattese… Felicemente memore delle grandi e libere avventure di cielo, aria e nuvole di un Saint-Exupéry, questo libro che ha venduto negli Stati Uniti più di 200.000 copie – esplora la psicologia femminile nella sua tensione verso la libertà.
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L’ermellino di porpora

Villecomte, Borgogna. Il cadavere di una giovane donna, Juliette Robin, affonda tra le lenzuola insanguinate del proprio letto: il ventre è stato squarciato, decine di colpi di martello le sono stati inflitti sul viso. I sospetti cadono inizialmente sul marito, Pierre Robin, un avvocato piuttosto rinomato nella regione. C’è un elemento inspiegabile che aggrava la posizione dell’uomo: incredibilmente, dopo cinque anni di matrimonio, la vittima era ancora vergine. Polizia e tribunale sono costretti a collaborare, in un ginepraio di scontri e veleni, nel tentativo di dimostrarne la colpevolezza. Il procuratore incarica dell’inchiesta il commissario Baudry, un poliziotto all’antica, ruvido e scaltro, che inizia a indagare nella vita della coppia. Ma, nel frattempo, le piste si moltiplicano: sette anni prima è stato compiuto un altro terribile omicidio, il cadavere mutilato di una quindicenne è stato ritrovato nei pressi di un paese vicino. I due crimini portano forse la stessa firma, e l’assassino potrebbe colpire di nuovo…La scrittura misurata e solida, l’accurato ritratto di una provincia che amplifica e inasprisce inimicizie e frustrazioni, la caustica ricostruzione dei rapporti di potere che oppongono autorità giudiziaria e forze dell’ordine, e un intrigo che sfida il lettore a ogni svolta investigativa candidano l’esordio di Pierre Borromée a divenire un classico del noir francese contemporaneo.

(source: Bol.com)

L’eredità Ferramonti

Pubblicato con successo nel 1883, “L’eredità Ferramonti” è unanimemente ritenuto il capolavoro di Gaetano Carlo Chelli, ritrattista impietoso della “terza Roma” nell’Italia unita, la fervida neocapitale “bizantina” infettata dal malcostume, dalla mancanza di scrupoli, dagli scandali e da immoralità di ogni tipo. Nel solco della tradizione verista, il romanzo narra la saga di una famiglia di ambiziosi bottegai (in cui spicca la figura di Irene, donna avida e ostinata) che mescola le proprie corruzioni private a quelle degli ambienti politici e finanziari della Roma umbertina, ponendo dinanzi agli occhi del lettore scene e personaggi di sconcertante attualità, inquietanti anticipatori del degrado politico e sociale giunto fino ai nostri giorni. Riscoperto, a poco meno di un secolo dalla prima pubblicazione, nella collana einaudiana “Centopagine” diretta da Calvino, il libro conobbe una nuova, inaspettata popolarità anche grazie al film che nel 1976 ne trasse Mauro Bolognini. Introduzione di Riccardo Reim.
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### Sinossi
Pubblicato con successo nel 1883, “L’eredità Ferramonti” è unanimemente ritenuto il capolavoro di Gaetano Carlo Chelli, ritrattista impietoso della “terza Roma” nell’Italia unita, la fervida neocapitale “bizantina” infettata dal malcostume, dalla mancanza di scrupoli, dagli scandali e da immoralità di ogni tipo. Nel solco della tradizione verista, il romanzo narra la saga di una famiglia di ambiziosi bottegai (in cui spicca la figura di Irene, donna avida e ostinata) che mescola le proprie corruzioni private a quelle degli ambienti politici e finanziari della Roma umbertina, ponendo dinanzi agli occhi del lettore scene e personaggi di sconcertante attualità, inquietanti anticipatori del degrado politico e sociale giunto fino ai nostri giorni. Riscoperto, a poco meno di un secolo dalla prima pubblicazione, nella collana einaudiana “Centopagine” diretta da Calvino, il libro conobbe una nuova, inaspettata popolarità anche grazie al film che nel 1976 ne trasse Mauro Bolognini. Introduzione di Riccardo Reim.

L’eredità di Thuban

Sofia guarda Roma attraverso il cancello dell’istituto dove è cresciuta e pensa che ormai non verrà più adottata da nessuno. La vita all’orfanotrofio le sembra un libro in cui la stessa pagina si ripete all’infinito, fino a quando un giorno un professore di antropologia non la prende con sé. Sarà lui a rivelarle che il neo sulla sua fronte è il segno che in lei dimora lo spirito del drago Thuban. Tremila anni fa questa potentissima creatura sconfisse Nidhoggr, la perfida viverna che voleva distruggere l’Albero del Mondo e alterare per sempre l’equilibrio della Natura. Thuban lo imprigionò nelle viscere della Terra, ma il sigillo è sempre più debole: nutrendosi della rabbia e della stupidità degli uomini, e servendosi di feroci emissari, Nidhoggr sta per tornare. Tocca a Sofia e agli altri prescelti fermarlo nell’ultima, definitiva battaglia. La ragazza drago deve solo scegliere di credere al suo dono. Età di lettura: da 12 anni.
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Un’eredità di avorio e ambra

«*Incantevole*»
**Natalia Aspesi, *la Repubblica***
«*Raramente un libro ha conquistato a tal punto il pubblico amante dell’arte e della letteratura*»
**Livia Manera, *Corriere della Sera***
Un’elegante vetrina nella casa londinese di Edmund de Waal contiene 264 sculture giapponesi di avorio, o legno, non più grandi di una scatola di fiammiferi, raffiguranti divinità, personaggi di ogni tipo, animali, piante. La vetrina è aperta, e i piccoli figli di de Waal possono estrarre i netsuke – così si chiamano i minuscoli oggetti – e giocarci. Come facevano, ha scoperto l’autore, i piccoli figli di Viktor e Emmy von Ephrussi, suoi bisnonni, nel boudoir della madre, in un fastoso palazzo viennese della Ringstrasse, un secolo fa. Prima che Hitler entrasse in trionfo a Vienna e avessero inizio le persecuzioni e i saccheggi nelle case degli ebrei.Ebrei di Odessa erano appunto gli Ephrussi, commercianti di cereali e poi banchieri ricchi e famosi quanto i Rothschild, con ville e palazzi sparsi in tutta Europa. Quello di Vienna, dove i netsuke arrivano nel 1899 da Parigi – dono di nozze ai cugini di Charles Ephrussi, famoso collezionista, mecenate, storico dell’arte, amico di Renoir, Degas, Proust – conteneva tante e tali opere d’arte che i minuscoli oggetti sfuggirono all’attenzione dei razziatori nazisti. Come sopravviveranno alla guerra, e come finiranno a Tokyo, dove de Waal li vede per la prima volta a casa del prozio che glieli lascerà in eredità, sono solo due delle tante, emozionanti sorprese di questo libro che, apparso più di un anno fa, continua a incantare critici e lettori.Affascinato dall’eleganza, dalla precisione, dalle straordinarie qualità tattili delle sculture, l’autore, famoso artista della ceramica, decide di ricostruire la storia dei loro passaggi da una città all’altra, da un palazzo all’altro, da una mano all’altra. Ricostruisce così anche la storia romanzesca della sua famiglia. «Vagabondando» per anni tra l’Europa e il Giappone, attingendo a una quantità di materiali d’archivio, ma soprattutto rivivendo le vicende dei suoi antenati nei luoghi da loro abitati, osservandole con gli occhi dell’artista, de Waal ci regala un libro capace di restituire l’atmosfera di intere epoche, di sigillare intere vite dentro un racconto perfetto.
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### Sinossi
«*Incantevole*»
**Natalia Aspesi, *la Repubblica***
«*Raramente un libro ha conquistato a tal punto il pubblico amante dell’arte e della letteratura*»
**Livia Manera, *Corriere della Sera***
Un’elegante vetrina nella casa londinese di Edmund de Waal contiene 264 sculture giapponesi di avorio, o legno, non più grandi di una scatola di fiammiferi, raffiguranti divinità, personaggi di ogni tipo, animali, piante. La vetrina è aperta, e i piccoli figli di de Waal possono estrarre i netsuke – così si chiamano i minuscoli oggetti – e giocarci. Come facevano, ha scoperto l’autore, i piccoli figli di Viktor e Emmy von Ephrussi, suoi bisnonni, nel boudoir della madre, in un fastoso palazzo viennese della Ringstrasse, un secolo fa. Prima che Hitler entrasse in trionfo a Vienna e avessero inizio le persecuzioni e i saccheggi nelle case degli ebrei.Ebrei di Odessa erano appunto gli Ephrussi, commercianti di cereali e poi banchieri ricchi e famosi quanto i Rothschild, con ville e palazzi sparsi in tutta Europa. Quello di Vienna, dove i netsuke arrivano nel 1899 da Parigi – dono di nozze ai cugini di Charles Ephrussi, famoso collezionista, mecenate, storico dell’arte, amico di Renoir, Degas, Proust – conteneva tante e tali opere d’arte che i minuscoli oggetti sfuggirono all’attenzione dei razziatori nazisti. Come sopravviveranno alla guerra, e come finiranno a Tokyo, dove de Waal li vede per la prima volta a casa del prozio che glieli lascerà in eredità, sono solo due delle tante, emozionanti sorprese di questo libro che, apparso più di un anno fa, continua a incantare critici e lettori.Affascinato dall’eleganza, dalla precisione, dalle straordinarie qualità tattili delle sculture, l’autore, famoso artista della ceramica, decide di ricostruire la storia dei loro passaggi da una città all’altra, da un palazzo all’altro, da una mano all’altra. Ricostruisce così anche la storia romanzesca della sua famiglia. «Vagabondando» per anni tra l’Europa e il Giappone, attingendo a una quantità di materiali d’archivio, ma soprattutto rivivendo le vicende dei suoi antenati nei luoghi da loro abitati, osservandole con gli occhi dell’artista, de Waal ci regala un libro capace di restituire l’atmosfera di intere epoche, di sigillare intere vite dentro un racconto perfetto.

L’eredità celtica. Antiche tradizioni d’Irlanda e del Galles

Un ampio e serio saggio che, lungi dall’identificare la civiltà dei Celti con i simboli della New Age di altre interpretazioni alla moda, analizza le antiche tradizioni dell’Irlanda e del Galles attraverso i testi del francese Dumézil, del romeno Eliade, dell’austriaco Zimmer, dell’anglo indiano Coomaraswamy e, poi, dell’americano Campbell con riferimenti anche alle teorie dello psicologo svizzero Jung. I miti celtici sono visti dai due autori come dei serbatoi dell’immaginario collettivo occidentale, portatori di significati che non si possono completamente ricondurre alle categorie della ragione, o spiegare per mezzo della storia e della scienza.
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Eredi di Matrix

È la notte tra il 20 e il 21 dicembre. Fa molto freddo e nevica. Giulia sta per partorire. Ma non può farlo, perché altrimenti suo marito ucciderà il bambino.
È il mattino del 21 dicembre. Al rintoccare di 12 colpi di campana, Manuela e Angelo, una giovane coppia che non riesce ad avere figli, trova un neonato abbandonato sugli scalini della chiesa e lo porta di nascosto a casa.
I due non hanno idea di chi sia il bambino. Lo scopriranno quando, in seguito, la loro vita verrà sconvolta per sempre.
Sullo sfondo della guerra interiore di Manuela si consuma una guerra tra ex agenti governativi ribelli e l’Organizzazione che governa il mondo. Una guerra che coinvolgerà, loro malgrado, Manuela, Mattia e Antonio (una persona che entrerà a far parte delle loro vite).
Le rivelazioni, gli incontri e gli scontri che si susseguono porteranno Manuela a conoscere la “verità” sul destino dell’umanità e del mondo, prossimo a un cambiamento epocale.

Gli eredi della terra

Before becoming one of today’s most intriguing and innovative mystery writers, Kate Wilhelm was a leading writer of science fiction, acclaimed for classics like The Infinity Box and The Clewiston Test.
Now one of her most famous novels returns to print, the spellbinding story of an isolated post-holocaust community determined to preserve itself, through a perilous experiment in cloning. Sweeping, dramatic, rich with humanity, and rigorous in its science, Where Later the Sweet Birds Sang is widely regarded as a high point of both humanistic and “hard” SF, and won SF’s Hugo Award and Locus Award on its first publication. It is as compelling today as it was then.

Gli eredi della Luna

Un giovane scienziato, Cliff Saunders, ha sposato, una deliziosa creatura, Lucy. Una piccola donna delicata come un ninnolo prezioso, una di quelle «donnine bambola» che commuovono gli uomini per la loro fragilità e la loro ingenuità. Lucy non si è mai interessata di problemi scientifici, non ha nessuna idea di cosa sia un atomo, una centrale elettrica è per lei soltanto un mostruoso groviglio di cavi e di macchine spaventosamente ronzanti, e un disegno tecnico rappresenta ai suoi occhi l’indecifrabile rebus proposto da una maligna Sfinge. Eppure un giorno Lucy si mette a discutere con il marito di radiazioni cosmiche, dell’impiego pratico delle più complicate leggi matematiche, di audaci progetti tecnici. E ne discute con la competenza del più autorevole uomo di scienza, dando dei punti persino al marito che pure, nel suo campo è di una eccezionale abilità. Non solo, ma la fragile donnina che sveniva con la facilità di un’eroina dell’ottocento, si è trasformata al punto da sopportare disagi e fatiche addirittura con indifferenza. Cliff si rifiuta di credere ai suoi occhi e alle sue orecchie, ma col passare dei giorni deve pure arrendersi all’evidenza: Lucy è completamente e profondamente cambiata. Ma in che modo? E perché? Che c’entri per caso l’incomprensibile complesso elettrico di cui i due giovani scoprono l’esistenza nel sottosuolo della loro piccola casa di campagna? Comunque sia, è un bene per Cliff che la moglie abbia subìto quell’inspiegabile trasformazione, perché in caso contrario il troppo furbo Vilgarth raggiungerebbe il suo odioso scopo. E Raquilo non potrebbe portare a termine la sua delicata missione. Chi siano Vilgarth e Raguilo, quale sia lo scopo dell’uno e quale la missione dell’altro, lasciamo, ai lettori di scoprire, per non sciupare il gusto della sorpresa. Diciamo soltanto che « Gli eredi della Luna » è un romanzo facile e divertente, pieno di imprevisti e denso di drammatiche avventure. E’, insomma, un tipico romanzo alla Vargo Statten.
Copertina di Curt Caesar