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Il viaggio

Jack e Maddy sembrano proprio una coppia perfetta: lui è a capo di un network televisivo, lei è la sua più brillante conduttrice. Ma sotto la facciata smagliante si nasconde una dolorosa realtà: quella di un marito prepotente e manipolatore, che sottopone la moglie a un’insostenibile, insidiosa pressione psicologica per fiaccarne la volontà. Solo quando Maddy conoscerà altre tristi vicende che somigliano terribilmente alla sua troverà la forza per reagire, grazie anche al sostegno e alla comprensione di un uomo che la ama davvero.

Il viaggio

Era il tempo in cui il magnifico regno elfo di Cormanthor era dominato dai barbari, draghi malefici governavano i cieli e gli abitanti non nutrivano più fiducia in nessuno. Maghi e guerrieri minacciavano i regni poiché mossi dalla loro arrogante e rozza ignoranza anelavano alla gloria. Accadde in quel tempo che, dopo un interminabile viaggio, Elminster giungesse a Cormanthor, alle Torri del Canto, regno di Eltargrim. In quel luogo Elminster visse per più di dodici estati, dedicandosi allo studio della magia, imparando, grazie all’aiuto di una congrega di maghi sapienti, ad avvertire dentro di sé la forza della magia e a farvi ricorso per dominare il male…

Il viaggio

A volte i problemi più gravi sono quelli che non si vedono. Come gli Helmacron. Questi piccoli alieni alti due millimetri sono tornati e vogliono a tutti i costi impossessarsi del cubo della metamorfosi. Naturalmente Rachel e gli altri Animorph non hanno alcun intenzione di cederlo; e quando Rachel tenta di impedire che lo rubino, Marco ci si mette in mezzo e finisce con i piccoli alieni addirittura dentro il naso! Rachel e gli altri non possono permettere che gli Helmacron stiano dentro la testa di Marco, anche perché sono armati e potrebbero provocare gravi danni. Così gli Animorph e Ax mettono a punto un piano per caccia i piccoli alieni; ma dove si svolgerà la battaglia se non nel naso di Marco?

Il viaggiatore

Un viaggio affascinante che porta il lettore nella magica terra del Cathay ai tempi di Marco Polo. Si dice che, mentre Marco Polo si trovava sul letto di morte, amici e conoscenti lo esortassero ad ammettere che tutte le avventure da lui narrate non erano altro che ignobili menzogne.
Il vecchio condottiero allora si sollevò sui guanciali, maledisse tutti e dichiarò: “Non ho narrato neppure la metà di quello che ho veduto e fatto”.
Jennings, in queste pagine, ci racconta proprio quello che Marco Polo, il grande viaggiatore, vide, visse e patì e che non fu mai raccontato.

Il Vesuvio Universale

Il Vesuvio universale by Maria Pace Ottieri
Dalle coltivazioni della Terra dei fuochi alle fabbriche di Pomigliano, dai merluzzi di Somma Vesuviana alle strade della periferia di Ercolano, fino alla nuova Pompei nata duemila anni dopo l’eruzione del 79 d. C.: *Il Vesuvio universale *è il ritratto di una terra di prepotente bellezza, che brulica di vita e non ha intenzione di arrendersi, nemmeno alla minaccia del vulcano che la sovrasta.
«Gli abitanti del Vesuvio sono abituati a tenere conto di una vita sotterranea ricca e piena di sorprese, indipendente dalla loro volontà, estranea all’universo concettuale umano, a sentirsi frantumi di lapilli, volute di fumo, impercettibili grumi di tempo nella vertigine millenaria in cui affonda l’esistenza del vulcano».
Nel 79 d. C. Ercolano e Pompei furono distrutte dall’esplosione improvvisa e devastante del Vesuvio. Investiti dalla lava, pietrificati in un’eterna fuga fallita, i corpi di Pompei attraggono ogni anno migliaia di turisti. L’ultima eruzione del vulcano è stata nel 1944. Oggi il Vesuvio è inerte, e la sua calma apparente, replicata all’infinito sullo sfondo delle foto scattate da Posillipo. Ma se con l’obiettivo si ingrandisse al massimo quella montagna di fuoco, piú che le rocce laviche e la cenere, sarebbero nitide le case, le strade, le macchine, le persone, ammassate in paesi piú o meno piccoli, abbarbicati sui suoi fianchi. Alle pendici del Vesuvio si sviluppa, infatti, non una città, non una periferia, ma una conurbazione, un territorio con decine e decine di centri abitati che ha una densità di popolazione piú alta di quella di Milano e Roma. Da sempre qui, immemori – o noncuranti – del pericolo, gli uomini hanno tenacemente coltivato, proliferato, costruito, distrutto, inquinato, pregato. Chi vive nei paesi vesuviani sembra davvero convinto che il vulcano non si risveglierà mai piú. «Sarebbe fuorviante e frustrante cercare spiegazioni solo nell’ostinazione pervicace e incosciente», dice Maria Pace Ottieri che per capire quella terra è andata ad ascoltare le voci e le storie di chi ci vive. E allora c’è la famiglia Fortunio, che a Somma Vesuviana ha costruito un impero sul pesce dei lontani mari del Nord; c’è Tonino ‘O Stocco, che costruisce e suona tammorre che accompagnano i canti e i balli popolari; c’è Lucio Zurlo, che insegna boxe nella sua palestra in un quartiere difficile di Torre Annunziata; ci sono le voci di Radio Siani con il loro impegno per la legalità; ci sono i morti ammazzati, dal lavoro, dal terremoto, dalla povertà, o da chi nessuno osa accusare. In un’instancabile *quête* tra passato e presente, tra i fasti antichi delle ville romane e i roghi tossici della Terra dei fuochi, tra ricordi leopardiani e interi quartieri abusivi, al ritmo delle traballanti corse della Circumvesuviana, Maria Pace Ottieri intraprende un viaggio alla scoperta delle tante esistenze che resistono in bilico sul cratere.

Il vero un momento del falso

In una pineta alla periferia di Madrid viene ritrovato il corpo di Pumuky, cantante e leader di uno dei gruppi rock del momento. Morto per un colpo alla testa, a ventisette anni. Tutto fa pensare a un suicidio, ma qualcuno ipotizza che sia stato ucciso: magari dal suo migliore amico, o forse dalla sua ex, o da un pusher a cui doveva dei soldi. Il mondo di Pumuky, figlio dell’amore ‘tossico’ tra due giovani artisti, era segnato da fragilità ed eccessi: il grande vuoto per la perdita della madre, l’abuso di cocaina, l’attrazione per donne spesso più mature, l’amicizia quasi morbosa con Mario e Romano, suoi compagni nel liceo più esclusivo della città, con cui ha poi fondato la band dei Sex and Love Addicts. A raccontare la sua vita e a dare conto della sua morte vengono chiamati tredici ‘testimoni’, le persone che più gli erano vicine, legate a lui e fra loro da una fitta rete di relazioni, professionali e affettive. Donne soprattutto, una sventagliata di archetipi femminili che incarnano altrettante maniere di vivere l’amore e il sesso. C’è Olga, donna manager; Valeria, modella con ambizioni intellettuali; Sabina, psicologa affermata e affascinante; ci sono l’ambiziosa, la rassegnata, l’invidiosa… Ciascuna crede di possedere l’elemento decisivo per risolvere l’enigma, per ricostruire la verità. Ma Lucía Etxebarría sa che, oggi più che mai, in un mondo in cui è facile nascondersi dietro l’immagine, ‘il vero è un momento del falso’ – come affermava il manifesto del situazionismo – e che solo il lettore può ricomporre il puzzle e scegliere la propria versione dei fatti. Ironica, pungente e a tratti crudele, in questo romanzo l’autrice di Amore, prozac e altre curiosità mescola le tinte noir all’analisi sociologica, l’erotismo e l’intreccio sentimentale, confermandosi maestra nel raccontare le donne in tutte le loro sfaccettature, tra paure, ossessioni, complicazioni e desideri.
(source: Bol.com)

Il Vento Delle Ore

Sull’onda del ricordo e dell’emozione, la grande scrittrice messicana conduce il lettore lungo i sentieri incantati della memoria, raccontando i momenti più preziosi della sua infanzia e giovinezza a Puebla.
La zia Catita, fantasiosa e tenace, che aveva il dono di predire il futuro; il padre italiano che appena tornato dal lavoro riuniva con un fischio tutta la famiglia davanti a un piatto di pasta; Ángeles adolescente, che sognava di essere magra come Jackie Kennedy e alta come le fidanzate dei Beatles, alternando digiuni e abbuffate sulla scia di dispiaceri ed entusiasmi; il complesso rapporto con la madre, bellissima, forte e tradizionalista, che non perdonò mai la scelta di Ángeles di vivere l’amore liberamente, convivendo con un uomo senza sposarsi.
Attraverso immagini così forti da trasportare il lettore nei luoghi e nel tempo della narrazione, Ángeles Mastretta percorre con il suo stile impeccabile i grandi temi dell’esistenza: la stagione sublime della giovinezza, quella dell’amore e della morte, celebrando soprattutto l’importanza di non lasciarsi sfuggire ogni singola occasione di vita.
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### Sinossi
Sull’onda del ricordo e dell’emozione, la grande scrittrice messicana conduce il lettore lungo i sentieri incantati della memoria, raccontando i momenti più preziosi della sua infanzia e giovinezza a Puebla.
La zia Catita, fantasiosa e tenace, che aveva il dono di predire il futuro; il padre italiano che appena tornato dal lavoro riuniva con un fischio tutta la famiglia davanti a un piatto di pasta; Ángeles adolescente, che sognava di essere magra come Jackie Kennedy e alta come le fidanzate dei Beatles, alternando digiuni e abbuffate sulla scia di dispiaceri ed entusiasmi; il complesso rapporto con la madre, bellissima, forte e tradizionalista, che non perdonò mai la scelta di Ángeles di vivere l’amore liberamente, convivendo con un uomo senza sposarsi.
Attraverso immagini così forti da trasportare il lettore nei luoghi e nel tempo della narrazione, Ángeles Mastretta percorre con il suo stile impeccabile i grandi temi dell’esistenza: la stagione sublime della giovinezza, quella dell’amore e della morte, celebrando soprattutto l’importanza di non lasciarsi sfuggire ogni singola occasione di vita.

Il vento dei demoni

Un fantasma si aggira per la Storia, una pietra scagliata da Dio nella notte dei tempi, portatrice di morte per chiunque vi si avvicini. Una pietra maledetta, cardine di una travolgente avventura che si snoda lungo misteri lontani secoli.

Tutto ha inizio in un villaggio dell’Età dei Metalli, dove due tribù dalle consuetudini diversissime entrano in conflitto per il controllo della Pietra Sacra, nascosta in una grotta nota solo al re e sacerdote di uno dei clan.

Molto tempo dopo, nella Linguadoca del Duecento, una mappa segreta che porta a una caverna nei pressi di un antico castello sarà il motivo delle avventure di un giovane musico, sullo sfondo delle guerre pontificie contro l’eresia catara. E in quello stesso posto, agli inizi degli anni 30 del Novecento, arriva un personaggio ambiguo, il tedesco Otto Rahn, che in virtù delle sue ricerche occulte entrerà in contatto con lo stato maggiore nazista.

Ma la pietra rimbalza nelle brame degli uomini di potere fino ai giorni nostri, dove è oggetto di desiderio nei luoghi in cui spira il vento dei demoni Ed è proprio sullo scenario odierno che riappaiono due personaggi cari al lettore di Buticchi: Oswald Breil e Sara Terracini, la cui solida amicizia potrebbe subire un’inaspettata svolta.

Una storia in cui idealismo e ideologia, passioni assolute e sensuali, alchimia e fondamentalismo s’intrecciano nel ritmo incalzante di un romanzo capace ancora una volta di regalare grandi emozioni.

(source: Bol.com)

Il venditore di cappelli

Non c’è tregua per Max Gilardi: viene contattato dalla polizia in merito alla sparizione di Domenico Sarli, cappellaio. Nel suo negozio è stata infatti trovata una busta indirizzata proprio a Gilardi, che però è vuota. Gli investigatori sono alle prese da un paio di settimane anche con il ritrovamento di un cadavere irriconoscibile, e poi c’è un ragazzo, forse innocente, da difendere. Ma ci sono anche due donne, diversissime tra loro, che si contendono un posto nel cuore dell’affascinante avvocato napoletano, e torbide storie molto in alto che devono venire alla luce… Il terzo libro che Elda Lanza dedica a Max Gilardi rappresenta un lungo tratto di quel viaggio che accompagna l’eroe verso il suo definitivo ritorno: un romanzo nel quale il cappello diventa simbolo di saluto, di eccellenza, di cortesia. Ma anche del cilindro dal quale il prestigiatore estrae il coniglio… Come sempre Elda Lanza non si limita a raccontare Napoli, ma permette al lettore di viverla, con i suoi colori, odori e abitanti…
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Il veleno del ragno

Da qualche tempo, inspiegabilmente, tra i cittadini di Portland, nel “tranquillo” Oregon, si sono diffusi casi di punture di ragni, spesso con esito mortale, come nell’uomo trovato cadavere nella National Forest con in corpo una spropositata dose di veleno e sul viso una smorfia di puro orrore. Nelle indagini vengono coinvolti Joshua Brolin, ex profiler dell’FBI e ora investigatore privato, e la detective Annabel O’Connel, in visita a Brolin. Dopo una telefonata anonima, nella stessa foresta viene scoperto il cadavere di una donna: appeso tra i rami di un albero, pare mummificato, avvolto in quello che sembra il gigantesco bozzolo di una tela di ragno. L’autopsia rivela che la vittima è stata eviscerata: sul corpo nessuna traccia di apertura, come se i suoi organi fossero stati aspirati, proprio la tecnica che usano i ragni iniettando il veleno nelle loro prede.
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Il veleno del cuore

Il veleno del cuore by Barbara Risoli
Siamo nell’estate del 1788, nella Francia pre-rivoluzionaria messa a dura prova da un rigido inverno e in attesa del giorno dell’assemblea degli Stati Generali che precederanno la presa della Bastiglia. I protagonisti sono Eufrasia, figlia del conte Xavier des Fleuves facente parte dei fisiocratici sostenitori del cambiamento, e Venanzio, un assassino prezzolato dal torbido passato. A seguito del mancato matrimonio della ragazza, i due s’incontrano e tra loro viene a crearsi un saldo legame dai risvolti inquietanti che mette in luce i loro animi senza scrupoli e disposti a tutto, per se stessi a scapito degli altri. La richiesta di Eufrasia di inscenare il proprio omicidio, per evitare il convento, e l’esecuzione del servizio da parte del bandito, porta entrambi a cambiare identità celandosi nel cupo scenario della Francia in fermento, in ginocchio sotto la neve incessante dell’inverno 1788. A questo punto la storia si articola tra Nanterre, piccolo borgo vicino a Versailles, e la Bretagna, terra d’origine dei protagonisti. Eufrasia diviene la Vedova, donna sempre celata in un lutto stretto, abile giocatrice d’azzardo e contrabbandiera che arma la rivoluzione incombente. Venanzio si spaccia per il duca Stolfo Rues di un casato inesistente. Una serie di coincidenze li fanno incontrare nuovamente, mentre l’amore di entrambi viene svelato lentamente in un timore reciproco del rifiuto. Ma le promesse sono promesse e…

IL Vecchio Con Gli Stivali E Altri Racconti

“Il vecchio con gli stivali” è stato giudicato il più riuscito pamphlet di colore politico che il fascismo abbia ispirato; e in questa chiave è stato trasposto sullo schermo in un film di Luigi Zampa (“Anni difficili”), alla cui sceneggiatura collaborò lo stesso Brancati.
La ispirazione fondamentale è di satira politica; ed è la difesa dell’italiano qualunque contro le sopraffazioni e le retoriche della dittatura, alleata e complice naturale (si vedano i “consigli” che Aldo Piscitello riceve in famiglia!) di tutte le meschinità, le ipocrisie e le menzogne che allignano nei cuori umani.
Italiano qualunque ma non qualunquista; ché, anzi, proprio in una simile distinzione il racconto trova la sua risentita moralità. […]

Gli altri racconti che gli fanno corona arricchiscono il quadro nel senso del chiaroscuro: tipi e storie di disadattati, di vittime, in qualche modo, di un loro infelice amore per la vita.
Sta a sé la Singolare avventura di Francesco Maria, uno dei più freschi e spassosi racconti antidannunziani che si possono leggere; e il suo pregio consiste nella lievità di mano con cui l’autore (tranne forse che nell’ultima battuta) conduce la sua irriverente dissacrazione etnico-linguistica.
Si vorrebbe arrivare a dire che anche qui cristianamente lo scrittore condanna il peccato e ha simpatia per il peccatore, ha rispetto per l’umanità dei suoi personaggi anche nel pieno infuriare della caricatura. […]

Il vaso dei Ming

Dove vanno a finire gli stupendi, preziosi vasi che mani abili e furtive sottraggono ogni giorno ai proprietari ? E chi sarà lo sconosciuto autore di magistrali, uniche imitazioni che compaiono tanto di sovente nelle vetrine di celebri botteghe ? Un comignolo pendente e diroccato è la chiave segreta di un mistero che Nancy Drew, acuta come sempre, alla fin fine sarà in grado di svelare e dopo esser riuscita ad introdursi nel recinto privato e munitissimo delle pericolose e stravaganti Adoratrici della Natura.

Il vaso d’oro e altri racconti

L’aspirazione a una ragionevole felicità borghese e l’impulso a una vita libera da vincoli e catene: è la lacerante contraddizione che accomuna i personaggi dei tre racconti. Hoffmann opera un radicale capovolgimento della normale prospettiva: fa apparire inconcepibile e assurda la realtà, mentre del tutto “naturali” sono sogni, magie e follie che fanno cadere ogni impedimento all’intuizione delle più segrete e inquietanti verità psicologiche. Grande narratore, egli dà vita a un mondo popolato da esseri irreali e bizzarri, del tutto estranei alla grigia ripetitività dell’universo borghese e riesce nell’intento di ricreare, attraverso la magia della fiaba, tutta l’infantile sensibilità per una realtà che si scopre infinita. La raccolta contiene i racconti: Il vaso d’oro – Il piccolo Zaches, detto Cinabro – Singolari pene di un direttore di teatro.
(source: Bol.com)

Il Vangelo della Maddalena

Una creatura della notte si aggira in Palestina nell’anno zero. È Maria Maddalena, donna sovrannaturale posta da Lucifero sulla strada di Gesù. Il suo sangue dannato può essere salvato soltanto dall’amore di Cristo. Fino a che punto, però, potrà spingersi l’amore divino, prima che quello umano prenda il sopravvento? E fino a che punto Maddalena riuscirà a conservare la propria umanità, senza cedere al demone che è in lei? Le profezie si compiono, gli eserciti celesti si schierano, gli esseri umani reagiscono all’arrivo del Salvatore, creature antiche come Lilith ritornano in scena, e Giuda, il più fedele degli apostoli, si prepara al peggiore dei sacrifici. Pedina involontaria di un gioco cosmico, Maria dovrà trovare il suo posto e raccontare la sua storia, scegliendo tra l’amore di un uomo e il destino del mondo intero.
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