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Russka

Dall'anno 180 al 1990, nella grande Russia dove non c'è confine per le pianure e le foreste, dove le paludi come i laghi e i fiumi si perdono oltre all'orizzonte, si intrecciano le sorti di sei famiglie. Nel bene e nel male. Sotto il giogo di crudeli invasori e nell'orgoglio di inebrianti conquiste. Dai mongoli agli zar, dalla rivoluzione al crollo del comunismo: i riverberi della storia raggiungono il piccolo villaggio di Russka, coinvolgono i Bobrov e i Suvorin, i Romanov e gli Ivanov, i Karpenco e i Popov, generazione dopo generazione. Romanzo epico, romantico, avventuroso. E ancor di più. Edward Rutherford dà vita a una folla di personaggi indimenticabili sullo sfondo di un paese che da sempre è il crocevia tra Oriente e Occidente.

Rune

Sinossi

Un romanzo in bilico fra il giallo e l’horror, un grande “nero” di scuola inglese. Su Londra si abbatte una serie di misteriose sciagure che sembrano puntare verso un culto segreto o demoniaco. Di fronte all’atrocità di certi delitti nemmeno Scotland Yard può fare niente, perchè il segreto che essi nascondono è molto più antico.

Rumori fuori scena

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Brillante prova di teatro nel teatro, la commedia mette in scena le imprese goffe di una compagnia di teatranti inesperti, impegnati in un tour che porta in giro per l’Inghilterra la tormentata rappresentazione di una farsa erotica. A dirigerli, un regista che si preoccupa molto più di collocare nel palcoscenico un piatto di sardine che di contenere i suoi attori allo sbando. Si ripete tre volte il primo atto in un crescendo di equivoci, intrighi e storie parallele che si ingarbugliano dietro la scena. La comicità che ne deriva, tenuta alta da un intelligente british humour, ha un effetto dissacrante ma benefico. Lo sguardo acuto che gioca su una tempistica impeccabile, dal teatro si estende al mondo, scoprendone le manie e i capricci e rendendoli amabili con la forza dell’ironia.

Rumba

Porto Alegre, Brasile. John B. Huston si guadagna da vivere scrivendo thriller di successo. Ma quando riceve la telefonata del suo amico Valentin Acosta, la sua vita prende un’impennata. Acosta, reduce da 9 anni di carcere per rapina a mano armata, ha bisogno di Huston per lasciare l’Uruguay, dove si trova, ed entrare in Brasile. Vuole vendicarsi di chi gli ha sottratto il bottino e, soprattutto, trovare gli assassini di Cayetana, una donna misteriosa che aveva conosciuto in un pub prima di entrare in carcere e che da allora non ha smesso di amare. Una volta varcato il confine, Valentin scompare. Per rintracciare l’amico, Huston inizia a indagare, seguendo come unico indizio quel nome di donna, Cayetana. Di lei nessuno sa niente, quasi non fosse mai esistita, eppure tutto sembra portare a lei. Chi può averla uccisa, il boss Petru o il subdolo avvocato di Valentin, Alves? O la bellissima Isabel Osorio, di cui Huston si innamora e che gli sfugge al suono di una rumba? E dov’è finito Valentin? Mentre il rischio si fa concreto come le pallottole che rischia di beccarsi, Huston solleva il velo su una intricata rete di inganni, in cui anche lui sta per essere invischiato…

Una ruga sulla Terra

È bastato lo straripamento di un modesto fiume per mettere in grave crisi una città come Firenze e per farci toccare con mano che la millenaria guerra tra Civiltà e Natura non è affatto conclusa. Che cosa resterebbe del nostro mondo su perorganizzato, supertecnicizzato, dopo un assestamento un po’ drastico del suolo, dopo qualche piccola ruga aggiunta al paesaggio terrestre da un terremoto? Una società di Robinson pazienti e volonterosi, o una società di nomadi ripiombati nella spietatezza e brutalità dell’orda?
Copertina di Karel Thole

La ruga del cretino

**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
La terza figlia di Serpe e Arcadio si chiama Birce, ed è nata storta. Ha una macchia sulla guancia sinistra e ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane. Chi la vuole una così? Chi la prende anche solo come servetta di casa? È l’agosto del 1893 e per i due coniugi, lavoranti presso il rettorato del santuario di Lezzeno, poco sopra Bellano, è arrivata l’occasione giusta. Perché una devota, Giuditta Carvasana, venuta ad abitare da poco a villa Alba, è intenzionata a fare del bene, per esempio aiutare una giovane senza futuro. Per Birce non sarebbe cosa da poco, perché la vita non pare riservarle un destino felice. Come a quella povera fioraia di Torino massacrata per strada. Che, a dire il vero, in quell’estate lontana, non è la prima vittima. I corpi sono a disposizione della sala anatomica dell’università torinese, dove il dottor Ottolenghi, assistente del noto alienista Cesare Lombroso, li analizza con cura, convinto che dalla medicina possa venire un aiuto alle indagini. Oltretutto, dalle tasche delle sventurate salta fuori un biglietto con incomprensibili segni matematici. Indicano un collegamento tra quelle morti? E nel mirino dell’omicida può essere finito lo stesso Lombroso, che già aveva ricevuto un analogo foglietto insidiosamente anonimo? Trovare la soluzione non è cosa per cui possa bastare il rigore della scienza. Forse, fantastica il Lombroso, lo spiritismo potrebbe dare un contributo.
Per quanto a praticarlo siano persone fuori dall’ordinario. Un po’ come la Birce con quella sua macchia, che ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane…
**Nella Ruga del cretino, il mondo di Andrea Vitali, esilarante e pittoresco, si colora con le tinte del giallo, portando le lancette del tempo all’epoca degli albori della psichiatria** e della nascente criminologia moderna. Una prova letteraria che alla felicità narrativa unisce un desiderio di esplorazione che avvince il lettore.
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**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
La terza figlia di Serpe e Arcadio si chiama Birce, ed è nata storta. Ha una macchia sulla guancia sinistra e ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane. Chi la vuole una così? Chi la prende anche solo come servetta di casa? È l’agosto del 1893 e per i due coniugi, lavoranti presso il rettorato del santuario di Lezzeno, poco sopra Bellano, è arrivata l’occasione giusta. Perché una devota, Giuditta Carvasana, venuta ad abitare da poco a villa Alba, è intenzionata a fare del bene, per esempio aiutare una giovane senza futuro. Per Birce non sarebbe cosa da poco, perché la vita non pare riservarle un destino felice. Come a quella povera fioraia di Torino massacrata per strada. Che, a dire il vero, in quell’estate lontana, non è la prima vittima. I corpi sono a disposizione della sala anatomica dell’università torinese, dove il dottor Ottolenghi, assistente del noto alienista Cesare Lombroso, li analizza con cura, convinto che dalla medicina possa venire un aiuto alle indagini. Oltretutto, dalle tasche delle sventurate salta fuori un biglietto con incomprensibili segni matematici. Indicano un collegamento tra quelle morti? E nel mirino dell’omicida può essere finito lo stesso Lombroso, che già aveva ricevuto un analogo foglietto insidiosamente anonimo? Trovare la soluzione non è cosa per cui possa bastare il rigore della scienza. Forse, fantastica il Lombroso, lo spiritismo potrebbe dare un contributo.
Per quanto a praticarlo siano persone fuori dall’ordinario. Un po’ come la Birce con quella sua macchia, che ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane…
**Nella Ruga del cretino, il mondo di Andrea Vitali, esilarante e pittoresco, si colora con le tinte del giallo, portando le lancette del tempo all’epoca degli albori della psichiatria** e della nascente criminologia moderna. Una prova letteraria che alla felicità narrativa unisce un desiderio di esplorazione che avvince il lettore.

Il rubino di fumo

Attento alle Sette Benedizioni… Quando pronuncia per la prima volta queste parole, Sally non conosce ancora il loro significato e il loro potere micidiale. Ma la persona che le sente muore di paura. Così comincia la terribile avventura di una ragazzina di sedici anni nei sordidi bassifondi della Londra vittoriana: perseguitata da canaglie e assassini, cerca di risolvere il mistero della morte del padre, ma ovunque si volti incontra nuovi pericoli ed enigmi. Chi ha rubato il rubino lasciatole in eredità dal padre? E in che modo è legato al traffico d’oppio? La ragazza scopre presto di essere al centro del mistero, e che dalla soluzione di questo dipende la sua vita… Nel primo libro della serie di Sally Lockhart Philip Pullman rivisita il genere classico del romanzo giallo e lo ambienta nella nebbiosa e miserabile Londra di fine Ottocento, in un’atmosfera degna di Dickens: segreti, omicidi, salvataggi miracolosi, un cast di personaggi onesti e ignobili energumeni al servizio di un grande narratore.
(source: Bol.com)

Il rubacuori

Dal “London Tattler”, 6 febbraio: “Circolano voci spiacevoli che, purtroppo, si sono rivelate non un pettegolezzo ma la crudele verità… Sembra che lord Farley non si sia comportato affatto da gentiluomo…”. James Lindford, visconte di Farley, è rientrato dall’Oriente con grandi onori e festeggiamenti, fino a quando il passato non ritorna. Per travolgerlo e trascinarlo nel più rovente degli scandali. Abbandonato dalla fidanzata e aspramente criticato dalla società, James decide di trasferirsi in campagna. Dove le cose sembrano addirittura peggiorare: Phoebe Churchill, la creatura più adorabile che lui abbia mai incontrato, è infatti la sua vicina di casa. Peccato che Phoebe non sia affatto il tipo da cedere a un donnaiolo impenitente, mentre potrebbe essere la donna giusta per insegnargli il vero significato della parola “amore”.

Rubacuori per natura

Quando era caduta fra le braccia dell´infido Julian Phoenix, Patience aveva solo quattordici anni e credeva fosse vero amore. Non le ci era voluto molto per capire che in realtà lui voleva solo il suo corpo e, una volta che anche questo gli era venuto a noia, l´uomo aveva pensato bene di venderla a un ricco nobile come “concubina”. A quel punto i due avevano avuto una lite furibonda, nel corso della quale Patience si era convinta di aver ucciso Julian… Sono passati due anni da quel giorno e la giovane, che nel frattempo ha cambiato nome e si guadagna da vivere come attrice, s´imbatte nel Conte di Ramscar. È lui a proporle di lasciare la precarietà del teatro per seguirlo nella sua splendida tenuta di campagna come dama di compagnia della sorella Meredith. E poi nell´aristocratico mondo della Londra ottocentesca, dove, fra balli sontuosi ed eleganti feste, i due cederanno alla passione più sfrenata. Ma qualcuno trama per dividerli…

Le rovine di Marte e altri racconti

Antologia senza presentazione.
Indice:
Robert F. Young – Le rovine di Marte (A Glass of Mars, 1965)
Raymond E. Banks – Anonima silenzio (The Ear-Friend, 1958)
Robert Moore Williams – Compagno di giochi (Short Trip to Nowhere, 1965)
Gordon R. Dickson – La guerra, la pace e Annie (An Ounce of Emotion, 1965)
Miriam Allen de Ford – Invito a nozze (The Smiling Future, 1965)
Copertina di Karel Thole

Rovine

Immagina il Messico. Una vacanza da sogno, tra mare, sabbia, tequila e tramonti da cartolina. Immagina un’avventura tra amici, sulle tracce di un giovane scomparso nel nulla. La fatica, il caldo, gli insetti, la foresta sempre più impenetrabile. Immagina di avere, a un tratto, paura. Perché qualcuno ti osserva, ti segue. E inesorabile ti spinge verso l’abisso. Immagina di essere in trappola. Allora sarai un animale che lotta per la salvezza. Contro tutti, senza regole, senza certezze, senza pietà. Scott Smith torna con un thriller psicologico intricato e crudele: un viaggio solo andata per l’inferno, con vista panoramica sull’orrore che è dentro ciascuno di noi.

Il rovescio della medaglia

La fortuna del comandante Aubrey e del dottor Maturin sembra essersi esaurita. Dopo la missione nei mari del Sud, Jack Aubrey fa sosta presso le Antille e insegue senza esito una nave corsara nei paraggi delle Azzorre. Poi sbarca in Inghilterra, dove l’armata Surprise dev’essere venduta alla marina per essere smantellata. Ma qui Jack, raggirato da un individuo apparentemente insospettabile, investe alla Borsa di Londra buona parte dei suoi guadagni per poi scoprire di essere stato vittima di una truffa, anzi di un complotto escogitato da qualcuno che lo odia e vuole vederlo in rovina. Jack viene accusato di frode, condannato alla gogna e espulso dalla marina. Ma per fortuna il suo amico Stephen accorrerà in suo aiuto.
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Roverandom. Le avventure di un cane alato

Mentre è in vacanza nel 1925 il piccolo Michael, cinque anni, perde l’amatissimo cane sulla spiaggia. Suo padre, J.R.R. Tolkien, per consolarlo gli racconta la storia di un cane di nome Rover che, trasformato in un minuscolo giocattolo da un mago, affronta una tumultuosa girandola di avventure. Rover finisce nella vetrina di un negozio di giocattoli, poi tra le mani di un bambino che lo smarrisce. Cominciano così le mirabolanti peripezie di Roverandom, come viene ribattezzato, che lo portano a viaggiare a dorso di gabbiano fino alla luna, dove impara a volare, e poi in un palazzo sottomarino abitato da fate, gnomi e sirene. Solo allora l’incantesimo potrà essere rotto, solo allora Roverandom potrà realizzare il suo desiderio più grande: tornare a casa come un cane normale.
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Rover salva il Natale

Si sta avvicinando il 25 dicembre e Rudolph, la renna più forte e più veloce, che sa orientarsi a occhi chiusi tra le stelle, è in sciopero. Babbo Natale sa che c’è solo un animale in grado di sostituire Rudolph: un cane di nome Rover. Riuscirà l’astuto elfo inviato da Babbo Natale a convincere il cane più furbo del mondo a lavorare gratis per una notte intera? Età di lettura: da 8 anni.
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