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La mentalità dell’alveare

In un futuro molto simile al nostro presente, l’Italia è governata dalla Rete dei Volenterosi: un non-partito nato su Internet che ha vinto le elezioni promettendo una democrazia diretta, onesta e trasparente grazie al web. Leonardo e Camilla sono giovani e laureati, e in quell’Italia vogliono costruirsi una vita. Hanno votato entrambi per quel movimento; lui ha appena vinto un concorso come ricercatore universitario di Economia, e lei, dopo la laurea in Legge, lavora nel sociale. Sono da poco sposati, contano di comprare un appartamento insieme. Ma, quando viene varata una legge che impedisce il pignoramento della prima casa, si rendono conto di non poterselo permettere: le banche ormai concedono mutui solo a tassi altissimi. Così Leonardo ha un’idea e, tramite un accorgimento, riesce a ottenere un tasso agevolato. È un’operazione del tutto legale; Leonardo e Camilla la condividono sul forum del movimento, trovando numerosi consensi. Ma ben presto fraintendimenti e rigidità ideologiche trasformano la vicenda in uno scandalo, complici l’elezione di Camilla al consiglio comunale di Milano e certi sfortunati commenti online di Leonardo. Fra invidie, travisamenti e dubbi legittimi, una piccola polemica diventa una valanga, e Camilla e Leonardo si trovano a fronteggiare la mentalità dell’alveare: una rete in cui tutti indagano, tutti accusano, tutti giudicano, e quasi nessuno ascolta prima di condannare. L’autore di La cospirazione delle colombe torna a inquietare e divertire i lettori con questo pamphlet narrativo, che mette a nudo le contraddizioni della tanto vagheggiata democrazia diretta sul web. Un libro che rivela la capacità di far convivere satira e intelligenza critica, e che proprio per questo non mancherà di far discutere.
(source: Bol.com)

Mendoza in Hollywood

In the twenty-fourth century, Dr. Zeus Incorporated discovered the secret of time travel, but only how to move backward. Now cyborg operatives are enduring the epochs of Earth’s history — immortals dedicated to the company’s great goal: “to make money and improve the lot of humankind.”After centuries of disappointments — including the death of her lover — the Botanist Mendoza is stranded at a remote stagecoach inn in the unspoised desert destined to be renamed Los Angeles. Back East, a Civil War is raging. But in Cahuenga Pass, there is little for Mendoza and her fellow operatives to do. Until one day the door swings open and in walks the doppelganger of Mendoza’s love. And suddenly the Botanist’s life is careening toward disaster…again.

Mendicanti in Spagna

Alla fine del XXI secolo l’uomo sta perdendo la capacità di procreare. I bambini sono oggetto di desideri e di egoismi tra i più sfrenati e molti ricorrono alla genetica per l’inseminazione artificiale, ma soprattutto per modificare gli embrioni perché generino una prole con particolari ed esclusive caratteristiche. In questo romanzo l’autrice racconta con sensibilità la toccante vicenda dei tre protagonisti alle prese con un rischioso esperimento genetico. Gli esiti non saranno quelli sperati e l’esperimento costituirà una minaccia per tutta la società umana. Con questo romanzo Nancy Kress ha vinto il Premio Hugo 1992.
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Mendicanti e superuomini

La Terra è caduta sotto il dominio degli Insonni, i mutanti che non hanno bisogno di riposo. Ma sotto la pressione di turbe umane sempre più inquiete e ribelli – i Mendicanti – i superuomini sono ostretti a rifugiarsi nello spazio. Un secolo di incognite si apre di fronte a coloro che vegliano, e la sopravvivenza stessa della Terra è minacciata. Chi la salverà?
Copertina: Massimo ROSESTOLATO

Memorie di una ragazza perbene

In “Memorie d’una ragazza perbene”, infanzia e prima giovinezza costituiscono la trama quasi romanzesca di una biografia interrotta. Le tappe obbligate di un’educazione sentimentale, l’inevitabile scontro con la famiglia e l’ambiente sociale dell’alta borghesia francese conservatrice e bigotta, i meschini pregiudizi d’un mondo al declino, il decoro e i velluti, gli sguardi oppressivi del parentado, le fragili amicizie, e infine il cugino eccentrico e libero che squarcia quegli ipocriti orizzonti domestici…
Ed ecco i primi dubbi, i contrasti sentimentali, le tensioni che accompagnano questo lungo viaggio verso la conquista di sé.
Nella parte conclusiva, gli anni dell’Università si popolano di alcune tra le più note figure della cultura francese, da Simone Weil a Raymond Aron, da Merleau-Ponty a Roger Vailland, fino all’incontro con Jean-Paul Sartre.

Memorie di un’astronauta donna

Un futuro lontano, galassie popolate di sconcertanti creature e infine i “Terreni”, gli umani dell’avvenire, che si confrontano con le opzioni infinite della biologia, dell’etica, della sessualità, delle relazioni. L’alieno può essere un semplice ermafrodito o una farfalla senziente, una creatura radiale, un millepiedi gigante o un’aerea, impalpabile, sensibile intelligenza. Stabilire un contatto con queste forme di vita è compito degli esperti in comunicazione come Mary, un mestiere affascinante e rischioso dove la regola è l’imprevisto. Tanto più che, per portare a termine le proprie missioni, Mary non può limitarsi al freddo distacco scientifico ma deve lasciarsi coinvolgere e mettersi in gioco, con il corpo come con la mente. Le sue Memorie non sono soltanto un capolavoro della narrativa d’anticipazione, ma un romanzo utopista, influente e modernissimo, attuale ora come quando fu scritto, nel 1962.
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Memorie di un cuoco di astronave

HORS D’OEUVRE – Un’astronave in viaggio oltre i confini del sistema solare.
ENTREES – Un cuoco di bordo che è anche un esploratore del cosmo. Ama tutte le razze della galassia, tranne quelle che disprezzano la buona tavola. Un carosello di avventure su molti mondi impossibili (con qualche difficoltà a rifornire la cambusa).
DESSERT – Lo spumeggiante, movimentatissimo romanzo che ha vinto il Premio Urania di quest’anno, ovvero: la migliore fantascienza del *nostro* mondo.

Le memorie di Maigret

‘Lo so benissimo che questi libri sono pieni zeppi di imprecisioni tecniche. Inutile star lì a elencarle. Sappia che sono volute e gliene spiegherò la ragione … Provi a raccontare a qualcuno una storia qualsiasi. Se non la ritocca un po’, apparirà inverosimile, inventata. Con qualche aggiustatina, invece, sembrerà più vera di quanto non sia’. Enfatizzava queste ultime parole come se si trattasse di una scoperta sensazionale. ‘Rendere le cose più vere di quanto non siano, tutto qua. Ed è proprio così che ho fatto con lei, Maigret: l’ho resa più vero di quanto non sia!’. Sulle prime restai senza fiato. Da quel povero commissario che ero (quello ‘meno vero di quanto non fosse’), non seppi cosa rispondere. Nel frattempo il giovanotto, con ampi gesti e una punta di accento belga, cercava di dimostrarmi che le mie inchieste, così come le aveva raccontate lui, erano più plausibili – non escludo che abbia detto ‘più esatte’ – di come le avevo vissute io. (Le inchieste di Maigret 34 di 75)
(source: Bol.com)

Memorie del presbiterio

“Memorie del presbiterio” è un romanzo rimasto incompiuto di Emilio Praga, poi ultimato dall’amico Roberto Sacchetti. Secondo i critici si tratta della sua migliore opera, composta da una serie di racconti, ordinati secondo il ritmo irregolare della memoria.  
L’autore
Emilio Praga (Gorla, 18 dicembre 1839 – Milano, 26 dicembre 1875) è stato uno scrittore, poeta, pittore e librettista italiano.
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### Sinossi
“Memorie del presbiterio” è un romanzo rimasto incompiuto di Emilio Praga, poi ultimato dall’amico Roberto Sacchetti. Secondo i critici si tratta della sua migliore opera, composta da una serie di racconti, ordinati secondo il ritmo irregolare della memoria.  
L’autore
Emilio Praga (Gorla, 18 dicembre 1839 – Milano, 26 dicembre 1875) è stato uno scrittore, poeta, pittore e librettista italiano.

Memorie dal sottosuolo

Un uomo schivo, vile, che sopravvive a stento senza il sostegno di amici e senza riconoscimenti di nessun tipo, né a livello personale, né lavorativo, racconta di sé.
Lui è in contrasto permanente con la società, e dal suo sottosuolo la osserva, la critica, anche se a volte desidera farne parte.
Il più delle volte però si autocensura e si rifugia nel suo mondo sotterraneo popolato di fantasie sfrenate e deliranti che si alternano a stati di risentimento estremo, avallato dalla consapevolezza che la sofferenza è insita nell’essere umano pensante, e che per lui non c’è scampo.
Questo anti-eroe, però, qualche piccola soddisfazione se la prende, tormentando meschinamente e senza nessuna soddisfazione, chi occupa una posizione sociale ancora più bassa della sua, ed è questo il solo modo di rapportarsi con gli altri che la sua natura gli consente.
Scritto nel 1864, in un periodo buio della vita dell’autore, questo romanzo stupendo e incredibilmente vivace, nonostante racconti di nevrosi e follia, è frutto del vissuto di quegli anni difficili, che ispirano Dostoevskij nel ritrarre l’indimenticabile protagonista di questo imperdibile capolavoro.
Disponibile anche in versione AudioBook.
L’AUTORE
Fëdor Michajlovič Dostoevskij proveniva da una famiglia aristocratica decaduta, e rimase orfano di madre all’età di 16 anni.
Il padre lo iscrisse allora alla scuola del genio militare di Pietroburgo, anche se le sue attitudini erano letterarie, cosi dopo il diploma, rinunciò alla carriera militare e iniziò a scrivere.
Le critiche furono subito positive, e la sua professione iniziava a dargli soddisfazione, ma nel 1849, fu condannato, a causa delle sue frequentazioni socialiste a quattro anni di lavori forzati in Siberia.
Furono quelli anni durissimi, tormentati tra l’altro dall’epilessia, che tuttavia lo ispirarono nella stesura di nuovi romanzi. Nel 1861 Dovstoevskij cominciò la propria attività giornalistica, sfortunata e osteggiata dalle autorità, e la sua vita personale non andò molto meglio: perse moglie e figlio, e rimase solo.
Nel 1866 scrisse il suo capolavoro: Delitto e castigo, e l’anno successivo sposò la sua stenografa. Visse all’estero circa cinque anni e in quel periodo scrisse L’idiota, storia della sconfitta di un uomo «assolutamente buono».
Tornato in Russia, pubblicò nel 1873 I demoni, e iniziò a collaborare con un periodico locale.
L’ultimo romanzo: I fratelli Karamazov, fu scritto tra il 1879-80. Lo scrittore era ormai famoso quando, improvvisamente, fu colto dalla morte il 9 febbraio 1881.
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### Sinossi
Un uomo schivo, vile, che sopravvive a stento senza il sostegno di amici e senza riconoscimenti di nessun tipo, né a livello personale, né lavorativo, racconta di sé.
Lui è in contrasto permanente con la società, e dal suo sottosuolo la osserva, la critica, anche se a volte desidera farne parte.
Il più delle volte però si autocensura e si rifugia nel suo mondo sotterraneo popolato di fantasie sfrenate e deliranti che si alternano a stati di risentimento estremo, avallato dalla consapevolezza che la sofferenza è insita nell’essere umano pensante, e che per lui non c’è scampo.
Questo anti-eroe, però, qualche piccola soddisfazione se la prende, tormentando meschinamente e senza nessuna soddisfazione, chi occupa una posizione sociale ancora più bassa della sua, ed è questo il solo modo di rapportarsi con gli altri che la sua natura gli consente.
Scritto nel 1864, in un periodo buio della vita dell’autore, questo romanzo stupendo e incredibilmente vivace, nonostante racconti di nevrosi e follia, è frutto del vissuto di quegli anni difficili, che ispirano Dostoevskij nel ritrarre l’indimenticabile protagonista di questo imperdibile capolavoro.
Disponibile anche in versione AudioBook.
L’AUTORE
Fëdor Michajlovič Dostoevskij proveniva da una famiglia aristocratica decaduta, e rimase orfano di madre all’età di 16 anni.
Il padre lo iscrisse allora alla scuola del genio militare di Pietroburgo, anche se le sue attitudini erano letterarie, cosi dopo il diploma, rinunciò alla carriera militare e iniziò a scrivere.
Le critiche furono subito positive, e la sua professione iniziava a dargli soddisfazione, ma nel 1849, fu condannato, a causa delle sue frequentazioni socialiste a quattro anni di lavori forzati in Siberia.
Furono quelli anni durissimi, tormentati tra l’altro dall’epilessia, che tuttavia lo ispirarono nella stesura di nuovi romanzi. Nel 1861 Dovstoevskij cominciò la propria attività giornalistica, sfortunata e osteggiata dalle autorità, e la sua vita personale non andò molto meglio: perse moglie e figlio, e rimase solo.
Nel 1866 scrisse il suo capolavoro: Delitto e castigo, e l’anno successivo sposò la sua stenografa. Visse all’estero circa cinque anni e in quel periodo scrisse L’idiota, storia della sconfitta di un uomo «assolutamente buono».
Tornato in Russia, pubblicò nel 1873 I demoni, e iniziò a collaborare con un periodico locale.
L’ultimo romanzo: I fratelli Karamazov, fu scritto tra il 1879-80. Lo scrittore era ormai famoso quando, improvvisamente, fu colto dalla morte il 9 febbraio 1881.
### Descrizione
Nella prima parte, “Il sottosuolo”, il protagonista racconta la sua infanzia e la formazione della personalità più nascosta (il sottosuolo per l’appunto). Nella seconda, “A proposito della neve fradicia”, ripercorre alcuni episodi della sua vita dove più emerge il “sottosuolo”. Segue alcuni compagni di scuola ad una cena, sfoga poi l’amarezza per le offese subite su Liza, una prostituta incontrata in una casa di tolleranza, mostrandole con durezza che cosa l’aspetta nel futuro. Dopo qualche giorno Liza ritorna da lui col desiderio di una vita pura, ma viene trattata con disprezzo e volgarità. Per umiliarla le mette in mano un biglietto da cinque rubli, che poi ritroverà sul suo tavolo quando la donna se ne sarà andata, testimonianza della grande dignità di Liza.

Memoriale del convento

“Se non ci fossero le donne che si parlano tra loro, gli uomini avrebbero già perso il senso della casa e del pianeta” Nel Portogallo del primo Settecento dominato da Inquisizione e auto da fé, incrociano i loro destini personaggi opposti e complementari: Giovanni V re di Portogallo, che per la grazia ricevuta di un erede avvia la faraonica costruzione del convento di Mafra; padre Bartolomeu Lourenço de Gusmão, che mescola scienza e misticismo nel progetto di vincere la gravità con una macchina per volare; Baltasar Mateus il Sette-Soli, ex soldato monco di una mano; Blimunda la Sette-Lune, giovane dotata di poteri occulti che a Baltasar si lega di tenacissimo amore; e il musicista Domenico Scarlatti. In questo prodigioso romanzo storico e d’invenzione, utopia e morte, riso e tragedia, affresco corale e struggente vicenda personale, immaginazione sfrenata e spirito critico si coniugano nella voce, ironica e compassionevole assieme, del narratore messo di fronte all’ipocrisia e all’arroganza dei tempi, ma anche ai primi sintomi di un rinnovamento sociale e culturale.

(source: Bol.com)

Memoriale del convento

Nel Portogallo del primo Settecento dominato da Inquisizione e auto da fé, incrociano i loro destini personaggi opposti e complementari: Giovanni V re di Portogallo, che per la grazia ricevuta di un erede avvia la faraonica costruzione del convento di Mafra; padre Bartolomeu Lourenco de Gusmào, che mescola scienza e misticismo nel progetto di vincere la gravità con una macchina per volare; Baltasar Mateus il Sette-Soli, ex soldato monco di una mano; Blimunda la Sette-Lune, giovane dotata di poteri occulti che a Baltasar si lega di tenacissimo amore; e il musicista Domenico Scarlatti. In questo prodigioso romanzo storico e d’invenzione, utopia e morte, riso e tragedia, affresco corale e struggente vicenda personale, immaginazione sfrenata e spirito critico si coniugano nella voce, ironica e compassionevole assieme, del narratore messo di fronte all’ipocrisia e all’arroganza dei tempi, ma anche ai primi sintomi di un rinnovamento sociale e culturale.

MEMORIA IMPOSSIBILE

Lola Belman è una Haldane, una speciale psico-terapeuta capace di “entrare” nei sogni dei suoi pazienti. Il suo nuovo cliente è un uomo dai sogni sconvolgenti, anzi impossibili, ambientati in tempi e luoghi che non avrebbe mai potuto visitare. Lola decide di chiarire il mistero, ma nel sistema solare c’è un gruppo potentissimo che vuole impedirle a tutti i costi di arrivare alla verità…
Copertina: Daniele Scerra

Memoria delle mie puttane tristi

“L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte di amore folle con un’adolescente vergine”. Comincia così il nuovo romanzo di Gabriel Garcia Márquez, il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci anni alla narrativa. A raccontare è la voce dell’anziano protagonista, un giornalista eccentrico e solitario, che accanto a un’adolescente scopre il piacere inverosimile di contemplare il corpo nudo di una donna che dorme “senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore”. Scopre forse per la prima volta l’amore, quello che non ha mai cercato in tutte le donne che ha incontrato e conosciuto, trovando “l’inizio di una nuova vita a un’età in cui la maggior parte dei mortali è già morta”.