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Fuoco Su Napoli

Fuoco su Napoli by Ruggero Cappuccio
Napoli non sarà più la stessa. I Campi Flegrei stanno per esplodere e la città sarà presto invasa dall’acqua e dal fuoco. Nessuno ne è al corrente, tranne Diego Ventre – avvocato, affascinante e raffinato affabulatore, amico di politici potenti e di boss della camorra. Trenta giorni non sono molti, ma a Ventre sono sufficienti per progettare l’affare del secolo: vendere e comprare immobili strategici. Una volta superata l’emergenza, i profitti saranno eccezionali. Napoli sarà un’altra città, sarà la Las Vegas del Mediterraneo. Diego Ventre si muove con agilità, convince imprenditori, camorristi e affaristi, ridisegna il piano regolatore e determina il futuro di Napoli. Ricatta, ammalia, seduce, e trova il tempo per corteggiare la bellissima Luce, figlia di nobili decaduti, attratta da quest’uomo sicuro di sé e colto, che dice sempre le cose giuste e sa sorprenderla regalandole un libro rarissimo o facendo aprire per lei le residenze più inaccessibili. Ma Diego Ventre è anche la coscienza della città: ama Napoli e la vuole vedere in cenere, distrutta e purificata, liberata finalmente dall’ingordigia umana e dalla violenza estetica che per secoli l’ha devastata. Intorno a Diego e Luce ruotano personaggi che sembrano interiorizzare le ombre che tra poco copriranno la città. E poi c’è il silenzio, c’è il prima e il dopo. Napoli è irriconoscibile e la macchina operativa di Diego Ventre si mette in moto. Per la città e i suoi abitanti è arrivato il momento di risorgere. O di scomparire per sempre.

Fuoco sacro

Fuoco Sacro è un’originale visione di Sterling del prossimo futuro dell’Europa. È possibile, attraverso complicate operazioni che devastano corpo e mente, raggiungere l’immortalità? È possibile, abolendo i ricordi e i sentimenti, vivere meglio? Il Ventunesimo Secolo volge al termine e una Multinazionale nel campo della medicina domina il mondo economico grazie alle ultime scoperte tecnologiche per l’immortalità. È un mondo di droghe sintetiche, di anarchici metropolitani, di governi paternalistici. Il potere è nelle mani di una gerontocrazia che controlla le più sofisticate tecnologie per ringiovanire e il resto della società si trascina tra piccoli espedienti. Mia Zieman, novantaquattro anni, ha deciso di sottoporsi ai più estremi e dolorosi trattamenti per ringiovanire e vivere per sempre. Ma non vuole sottostare alle regole del gioco, sfidando la Multinazionale. Attraversando varie città della vecchia Europa fugge unendosi a un gruppo di anarchici fuorilegge. È alla ricerca della gratificazione dello spirito, di rivelazioni erotiche, ma scopre ciò che ha più senso nella vita: il fuoco sacro della creatività artistica.

Fuoco e furia

Retroscena clamorosi, segreti di famiglia e ”Trump confidential” in un bestseller che ha fatto infuriare il presidente. Nel novembre 2016, l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti dà il via a un vero uragano nella politica americana, il più violento dai tempi del Watergate. Per documentarne gli effetti, Michael Wolff, giornalista di Washington che già durante la campagna elettorale aveva frequentato il quartier generale di Trump, si installa sui divani della Casa Bianca e osserva da vicino, ”come una mosca sul muro”, le azioni e le discussioni tra lo staff e il presidente. Il suo scopo è raccogliere confidenze esplosive non solo sulle faide interne che portano al licenziamento di strateghi di primo piano come Steve Bannon, l’anima nera della campagna elettorale, ma anche sui rapporti – al limite dell’alto tradimento – tra lo staff di Trump e la Russia e sui giudizi impietosi che i più stretti collaboratori danno del loro capo. Il risultato è un libro che Trump ha tentato invano di bloccare e che è diventato un caso mondiale perché racconta da una prospettiva unica la storia appassionante di un mandato imprevedibile e impetuoso quanto il presidente stesso.

(source: Bol.com)

I fuochi di Azeroth

Morgaine e il suo fido scudiero Nhi Vanye abbandonato Shiuan, un pianeta sconvolto dai terremoti e da terribili maree e inondazioni, giungono alla terra di Azeroth, dove esiste un’altra porta stellare segnalata da fuochi alieni, un’altra porta da chiudere e sigillare per sempre. Su Azeroth però c’è un fattore nuovo, imprevisto: perché qui regnano ancora i terribili, preumani qhal, e i qhal sono al di là e al di sopra della scienza degli umani.

I fuochi dell’ira

La grande e avventurosa saga della famiglia Courteney ci porta alla soglia dei nostri giorni. Per il Sudafrica non sono giorni lieti: l’intero paese è spazzato dai fuochi del conflitto razziale, dalla marea montante della rabbia nera. I fratellastri Manfred De La Rey e Shasa Courteney, continuando a ignorare il loro vincolo di parentela, separati da un odio atavico, ma uniti dalla stessa divorante ambizione di potere, si alleano sui banchi di un governo che vorrebbe i diversi popoli del Sudafrica liberi di svilupparsi e prosperare separatamente. In questa illusione, cozzano contro la feroce realtà dell’apartheid, che rischia di far esplodere il paese e mandare all’aria ogni personale progetto. Scontri di piazza, bombe, attentati, linciaggi: il sangue scorre copioso da una parte come dall’altra, mentre le spedizioni di caccia grossa di un tempo si trasformano in battute di caccia all’uomo e le vendette tribali si consumano in sordide baraccopoli. La morsa del terrore attanaglia indistintamente bianchi e neri, e fa sì che amore, odio e rabbia raggiungano il parossismo nel romanzo che conclude il ciclo dei Courteney e segna il momento più intenso della capacità narrativa di Wilbur Smith.
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(source: Bol.com)

I fuochi azzurri

Il primo segno è la carcassa di una mucca, orrendamente e inspiegabilmente mutilata. Il secondo, è un’automobile che si disintegra senza cause apparenti. Il terzo, è uno scintillante, sussurrante, meraviglioso fuoco azzurro che appare a un bambino mentre torna da scuola. E a poco a poco, in un crescendo che va dalla incredulità, allo stupore, al puro terrore, tutta la cittadina di Millville è soggiogata dal fenomeno. Naturale? Soprannaturale? C’è chi sospetta un esperimento sfuggito di mano agli scienziati, chi teme un’offensiva meteorologica dei russi, chi crede fermamente in un’apparizione della Madonna. E c’è chi vede nella forza distruttiva dei fuochi azzurri una manifestazione di ciò che i greci chiamavano i Fati, le potenze supreme dell’universo, cui perfino gli dei dovevano inchinarsi.
Copertina di Karel Thole

La fune

Ogni notte Bernhardt controlla che la piccola Elisabeth stia dormendo e che Agnes abbia spento la lampada a petrolio in camera da letto, pressa il tabacco nella pipa ed esce di casa. Il villaggio di contadini giace immerso nel silenzio. Le imposte delle finestre sono serrate, dai tetti di paglia sale l’ultimo fuoco del giorno e il bestiame riposa nel fienile, al riparo dai lupi. Mentre cammina, Bernhardt fuma e pensa a suo padre. Potrebbe farlo per ore, se quella notte, arrivato al limitare dell’abetaia, non notasse tra l’erba una sinuosa linea scura appena rischiarata dalla luna: una fune intrecciata e spessa un pollice che scompare nel bosco. Perché è lì? Chi ce l’ha messa, e dove porta?
L’indomani Bernhardt si addentra tra gli alberi, e penetra a lungo nel bosco senza trovare, però, l’altro capo della fune. Al ritorno, a Ulrich e agli altri contadini che, al margine della foresta, se ne stanno intorno alla fune col volto scontroso di chi si è appena svegliato, mostra un taglio sanguinante che parte dalla palpebra e gli traversa la guancia in diagonale.
Senza curarsi del vestito elegante, Ulrich si inginocchia e tende la corda il più possibile: niente da fare, la fune non cede. Raimund fa lo sbruffone e si dice convinto che si tratti dello scherzo di un ragazzino, a cui darebbe volentieri una lezione. Michael si arma di arco e frecce. I tre entrano a loro volta nel bosco e fanno ritorno al calare del sole: Michael e Raimund sembrano sotto shock, Ulrich, svenuto, ha una gamba sventrata.
Mentre le donne del villaggio pregano i mariti di lasciar perdere quel mistero e di occuparsi del grano da mietere, il maestro di scuola Reck, un ometto bizzarro sempre accompagnato da due alani, convince gli uomini a partire, per scoprire dove conduca quella fune. Qualunque cosa succeda, saranno a casa in tempo per il raccolto e tutto tornerà alla normalità.
Passano i giorni e il gruppo non incrocia anima viva, lotta contro lupi e serpenti, saccheggia un villaggio abbandonato e, quasi senza accorgersene, si trasforma in un branco spietato e cieco, interessato solo a conoscere la risposta a quell’enigma.
Con una lingua sobria ma dalla grande potenza evocativa, Stefan aus dem Siepen dà vita a un romanzo allegorico coinvolgente e denso di mistero, che con «un’idea semplicemente geniale» (“Bücherwurmloch”) ci regala una storia universale sulla necessità umana di perlustrare l’oscuro, di addentrarsi nell’ignoto, a rischio anche di voltare le spalle alla felicità che, «quando è troppo grande, diventa una pena».

Fuga nei mondi perduti (Gaean Reach)

Non tutti i mondi della sfera di Gea sono civili colonie terrestri. Alcuni sono “mondi perduti”, avamposti dove le condizioni di vita sono ancora selvagge e violente. Sono i pianeti dell’avventura su sui tutto può accadere, e dove Myron Tane e i suoi compagni di viaggio – una ciurma di incalliti scorridori dello spazio – inseguono il miraggio di una colossale fortuna, sfuggendo a ogni regola e alla temibile polizia interplanetaria… La nuova, sofisticata space opera di Jack Vance è un tour attraverso una galassia di mondi impossibili, uno più affascinante e rischioso dell’altro.
Copertina di Daniele Scerra

Fuga nei mondi accanto

Stai rincasando di notte, dopo un turno di lavoro ingrato, con una delle ultime corse della metropolitana. Sei il solo a scendere alla tua stazione. Sulla banchina non c’è nessun altro. Ma l’unica uscita è bloccata da due figuri dall’aria bieca e feroce, che sembrano portare scritta in fronte la parola “rapina”. Tu non sei un coraggioso, la violenza fisica ti ha sempre fatto paura. E sei già abbastanza avvilito per conto tuo. Questa non ci voleva proprio… O sì?… I rapinatori (lo vedrai subito) sono rapinatori davvero, ma il viaggio cominciato nella metropolitana della tua città, ti condurrà verso stazioni che non avresti mai immaginato.
Copertina di Karel Thole

Fuga dalla terra

Molti appassionati di Fantascienza conoscono McGregor sotto lo pseudonimo di ].T. Mclntosh con il quale ha firmato tutta una serie di ottimi romanzi e racconti. La saga che vi presentiamo inizia in un piccolo paese degli Stati Uniti dove un Tenente dell’Esercito, Bili Easson, è stato inviato a scegliere una persona su mille che potrà lasciare la Terra minacciata da una catastrofe cosmica, per cercare scampo sulle astronavi che faranno rotta verso Marte. Altri colleghi di Bili Easson svolgono analoghi compiti in tutto il resto dei Paese. La scena, dopo le vicissitudini relative alla scelta, si sposterà prima nello spazio e poi su Marte, dove…

Fuga dal futuro

Nella storia della fantascienza americana I’opera di Clifford Simak è esemplare e, al tempo stesso, unica. Partito negli anni Trenta come scrittore di superscienza e avventure sempre però ingegnose e ricche di sorprese, Simak ha trovato una sua voce personale negli anni Quaranta, a cominciare dal celebre ciclo di City (qui pubblicato al n. 182). Negli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta ha scritto alcuni dei suoi romanzi più noti (da La casa delle finestre nere a Camminavano come noi, usciti a suo tempo su URANIA) e negli anni Settanta ha conosciuto una nuova, folgorante stagione creativa contaminando abilmente temi della fantascienza e della fantasy. Questo romanzo lo mostra al meglio delle sue capacita evocative, con una trama semplice ma ricca di trovare e una spiccata bravura nel tratteggiare i suoi personaggi ingannevolmente “normali”, studiatamente “quotidiani” e in realtà consapevoli che sotto il velo della realtà di tutti i giorni si agita un mondo misterioso di cui bisogna scoprire la chiave. Che, forse, e più a portata di mano di quanto non si pensi.
Copertina di: David A. Hardy

Fuga da Tschai

Se la superficie di Tschai pullula di razze e civiltà diversissime il vero enigma del pianeta sta nel sottosuolo. Adam Reith, che ha percorso in lungo e in largo continenti e oceani, che ha superato, con la forza o con l’astuzia, tutti i pericoli concepibili, e che si crede ormai vicinissimo all’astronave della salvezza definitiva, s’accorge d’essere stato troppo ottimista. I suoi viaggi, le sue imprese, sono stati seguiti -fin dal primo giorno da osservatori silenziosi e persistenti: e proprio quando la libertà gli sembra a portata di mano, precipiterà nel loro regno d’ombre, nel loro antichissimo, sussurrante labirinto di talpe, dove il tempo non si calcola a ore o secoli, ma a centinaia di millenni. L’ultimo nemico di Adam Reith sarà il gelo immobile e indifferente di un immenso museo.
Copertina di Karel Thole

Fuga da El Diablo. Il professionista: 4

San Cristobal de las Cruces è una piccola isola a nord di Cuba. Gli indios la consideravano un luogo tabù e gli spagnoli vi costruirono una fortezza. Ma presto l’abbandonarono: troppo difficile rifornirla e l’aria era malsana. Poi, il regime di Fidel Castro istituì un carcere femminile. Il caldo, le malattie e gli effluvi delle paludi fecero presto dimenticare a tutti il vero nome dell’isola. Adesso carcerieri e recluse la chiamano semplicemente EI Diablo. Ed è proprio in quell’inferno in terra che finisce Chance Renard, alla fine di una serrata indagine sui legami tra la CIA e il narcotraffico: una lunga pista segnata da tradimenti e rivelazioni, arrossata da tanto sangue e resa ancora più pericolosa dall’ombra del Voodoo.
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Fueddariu – Sardu – Campidanesu – Italianu

Didionario sardo campidanese – italiano. Fueddus, dicius, suspus, usantzias e custumantzias de sa sotzedadi nostra e de cussa de is babus nostrus.
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### Sinossi
Didionario sardo campidanese – italiano. Fueddus, dicius, suspus, usantzias e custumantzias de sa sotzedadi nostra e de cussa de is babus nostrus.

Il frutto del fuoco: Storia di una vita

La realtà tumultuosa e febbrile degli anni Venti, fra la Vienna di Kraus e la Berlino di Brecht — un periodo in cui «ciò che si abbatteva sugli uomini era più che un grande disordine, erano come tante *esplosioni* quotidiane». L’educazione sentimentale e intellettuale di uno scrittore che ha sempre voluto e saputo «tenere unito ciò che si frantumava in mille schegge». *Il frutto del fuoco* apparve per la prima volta nel 1980.

Frozen Heat

Quando Nikki Heat, la detective della squadra omicidi del dipartimento di Polizia di New York, piomba su un caso più grande di quello che l’ennesima scena del delitto sembra suggerire. Il corpo irriconoscibile di una donna accoltellata viene ritrovato dentro una valigia in un camion frigo. Una morte di per sé già abbastanza spaventosa, ma lo shock aumenta quando scopre che il fatto si lega sorprendentemente all’omicidio irrisolto di sua madre. Questa vittima sconosciuta trascina Nikki in un’inchiesta pericolosa ed emotivamente dura, riportando alla luce quel dramma che la assilla da quando aveva diciannove anni. Affiancata ancora una volta dal romantico e brillante giornalista Jameson Rook, Heat lavora per risolvere il caso del corpo nella valigia e, allo stesso tempo, è costretta a confrontarsi con una parte inesplorata del passato della madre. Affrontando le ripetute minacce che la identificano come la prossima vittima, le ricerche di Heat sveleranno dolorose verità familiari, rivelando un’insospettabile vita nascosta, e la condurranno a riconsiderare il suo passato. L’indagine vedrà Nikki e Rook ai margini di Manhattan e tra le “avenues” parigine in cerca di un killer spietato. Ma la vera domanda è: ora che l’agghiacciante caso della madre si sta sciogliendo, Nikki sarà in grado di affrontare il demone personale che l’ha tormentata per più di dieci anni?
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