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Losing it. Credevo che il cielo fosse azzurro

Bliss Edwards ha ventidue anni e le manca solo un semestre per finire il college. È intelligente e carina, ma tremendamente timida e insicura. Questa sua insicurezza la rende goffa e in particolare con i ragazzi non sa davvero come comportarsi. In più c’è un problema: è l’unica tra le sue amiche ad essere ancora vergine. Anzi, per lei non è esattamente un problema, però quando lo confessa a Kelsey, la sua migliore amica, questa non le lascia scelta: la situazione dev’essere risolta a tutti i costi. E il modo più veloce e semplice per perdere la verginità è l’avventura di una notte. Ma il suo piano si rivela tutt’altro che semplice. Quella sera Bliss incontra Garrick, un ragazzo stupendo con cui scatta subito una forte attrazione, ma arrivata al dunque, Bliss scappa via con una scusa a dir poco strampalata. Come se la cosa non fosse stata già abbastanza imbarazzante, il giorno dopo, a lezione, scopre che in realtà Garrick è Mr. Taylor, il suo nuovo professore di teatro…
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Loro, i terrestri

Ciò che accadrà alla specie umana dopo la catastrofe ormai ritenuta da molti vicina e inevitabile (nucleare, ecologica o tecnologica, o tutte e tre insieme). Questo romanzo di Anderson, uno dei suoi più belli e toccanti, la dà per avvenuta, e getta sul tappeto di desolazione, caos e barbarie di un nuovo medioevo, i disperati problemi che i superstiti dovranno affrontare per riunire i fili della civiltà. Ma i viaggi del colonnello Drummond tra le rovine del mondo, la sua indagine tra i “nuovi terrestri”, non sono una storia di puro orrore. Al contrario, basterà capovolgere il punto di vista perchè tutto appaia sotto una luce disumanamente, e tuttavia ottimisticamente, umana.

Loro due in quella foto

Hélène ha soltanto quella vecchia foto in bianco e nero a ricordarle com’era sua madre, morta quando lei aveva tre anni. Nelle sue lunghe giornate di bibliotecaria, cullata dal silenzio intimo dei libri e degli altissimi scaffali, non si stanca mai di guardarla: tre figure in pieno sole, due uomini e una ragazza, vestiti di bianco. Lei, la madre, sta nel mezzo, l’ombra di un sorriso sul volto. Tutto, in quella foto, parla di leggerezza, estate, vacanze spensierate. E di un tempo ormai finito. È per saperne di più di quel tempo, e di quella donna che è uscita dalla sua vita troppo presto, che Hélène decide di scoprire chi sono i due sconosciuti: magari, così, saprà qualcosa in più anche su quella ragazza bella e fragile, il viso dai tratti slavi incorniciato da un caschetto. Hélène pubblica quindi la foto su un giornale; un messaggio in bottiglia che arriva, inaspettatamente, al suo destinatario: si chiama Stéphane, è francese ma vive in Inghilterra, dove studia gli alberi secolari, e in uno dei due uomini della foto ha riconosciuto il padre. Qualcosa – forse l’irresistibile richiamo di un misterioso passato – attira Hélène e Stéphane l’una verso l’altro: in una corrispondenza prima cauta, poi sempre più coinvolgente, in cui a poco a poco si disvela la storia dei genitori. E intanto, tra le righe di quelle lettere, si fa strada un nuovo amore. Che Hélène e Stéphane dovranno trovare il coraggio di vivere fino in fondo. Perché è lo stesso che ai due della foto era toccato perdere.
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Loro

Un colpo di pistola nella notte, Bernie Malin è un uomo morto. Loretta, la giovane amante che giaceva di nascosto con lui, fugge, portando in grembo Jules, il figlio illecito di quel tragico rapporto. È il tramonto degli anni trenta in un’America patriarcale e sanguinolenta: le prostitute passeggiano davanti ai collegi cattolici, l’aria odora di polvere da sparo e temporali, i giovani crescono nell’ossessione del potere, delle macchine costose, del denaro facile. Lo spettro della Seconda guerra mondiale si avvicina a grandi passi minacciando il sogno americano, e quando gli uomini vengono chiamati alle armi madri e figli devono lottare da soli con tutti i mezzi possibili per sopravvivere. Loretta – che ha trovato nel matrimonio con un vecchio poliziotto l’illusionedi una protezione –, Jules e la seconda figlia Maureen iniziano così a spostarsi di città in città alla ricerca di una nuova vita, precipitando in giri di malaffare e criminalità, incontri torbidi e stupri, in una Detroit offuscata di edifici grigi e refoli sulfurei.Loretta affronterà il dolore della vedovanza e di un altro fallimentare matrimonio; Jules troverà nella delinquenza e nella politica la strada per emanciparsi da una situazione di minorità; Maureen verrà coinvolta in un giro di prostituzione e, una volta scoperta, sarà ridotta in fin di vita dalle botte dell’ennesimo marito della madre.Nel terzo capitolo dell’Epopea americana, Joyce Carol Oates riscrive il racconto epico dell’America spregiudicata e selvaggia, dalla Grande depressione fino alla sommossa di Detroit del 1967, la più tragica rivolta civile della modernità. Le storie di Loretta, Maureen e Jules – fratello spirituale del Julien Sorel di Il rosso e il nero – sono intrise di satira e miraggi apocalittici, viaggi di fortuna e corse in ospedale, incubi abissali e sogni microscopici in cui il destino sembra aver scelto la sua vittima sacrificale: loro.

Loris, Frutto Proibito

Romance – romanzo (247 pagine) – Perché dovrei rifiutarla? Per la promessa che ho fatto di non innamorarmi mai più? Al diavolo, meglio approfittarne… sarà solo una volta, poi non accadrà più!

Loris nasconde un passato terribile che lo ha segnato profondamente. Ha fatto una promessa alla madre scomparsa; promessa che gli vieta di innamorarsi.

Comincia a vacillare quando in ufficio si presenta Scilla, neo assunta dalla bellezza indiscutibile, che dimostra di essere intelligente, dolce e sensibile. È il massimo per un uomo, e Loris, che è il suo capo, inizia a provare qualcosa, anche se non vuole ammetterlo.

Un viaggio di lavoro a Milano segna la svolta. Dopo un primo momento in cui i due legano diventando ottimi amici, la situazione precipita. Loris, invitato a cena dal cugino milanese, si presenta in compagnia di Scilla, spacciandola per la fidanzata. Un bacio maledetto apre un solco tra i due…

Sarà la madre, che si presenta in sogno a Loris, a tentare di dare una svolta in positivo. Incita il figlio a dichiararsi, cancellando quella promessa che non ha più ragione di esistere.

Loris racconta a Scilla il suo passato; torna il sereno, ma un nuovo ostacolo giunge inaspettato a infrangere la tranquillità faticosamente raggiunta.

Il futuro si prospetta tutt’altro che roseo per i due… l’amore riuscirà a trionfare sconfiggendo le avversità?

Marco Canella nasce a Copparo (FE) nel 1979, e vive a Tresigallo (FE). Nel 2012 ha vinto il concorso La Città del Principe di Carignano (TO), con il racconto Anche gli angeli portano le scarpe, e per quattro anni consecutivi, dal 2011 al 2014, si è aggiudicato il premio delle Unità produttive dell’industria e dell’artigianato, con altrettante prose in versi. Ha collaborato con il quotidiano La Nuova Ferrara e con l’associazione Borghi Autentici d’Italia. Con Delos Digital ha già pubblicato racconti in diverse collane e il romanzo Senti come canta il cuore in Odissea Romantica.

(source: Bol.com)

Lorenzo Pellegrini e le donne

“Lorenzo Pellegrini e le donne” è il terzo titolo della Epopea Fantastorica Italiana di Enrico Brizzi, ma ancor prima è un romanzo felice, che inneggia alla stagione verde e spregiudicata dei vent’anni. Qui si racconta dell’amore del protagonista per la soave Irene Maier, e di come sia complicato fidanzarsi nel 1950, in particolar modo se ti trovi a essere un giornalista in erba, amante dello swing e sottoposto agli obblighi di leva. A bordo della Vespa da 98 cc ribattezzata “la freccia amaranto”, il lettore accompagna Lorenzo, sempre in movimento fra Bologna, le Tre Venezie e l’Oltralpe già austriaco, nei suoi itinerari iniziatici attraverso un’Italia orgogliosa e libertina. Conquistare la propria autonomia, e imparare a stare al mondo con stile: queste le priorità per il giovane protagonista, combattuto fra l’amor cortese e un’irresistibile tendenza a finire in situazioni boccaccesche. D’altronde, gli amici sono sempre pronti a frequentare nuovi locali, le ragazze a mettersi in gioco, e insospettabili maestri a guidare gli apprendisti nei territori ancora inesplorati della vita adulta. Sullo sfondo, il fantasmagorico scenario già presentato ne “L’inattesa piega degli eventi” e “La Nostra guerra”: l’Italia è uscita vincitrice dal conflitto mondiale, ma si trova gravata dall’ingombrante presenza di un Mussolini sulla via dell’esaurimento nervoso, e dei suoi litigiosi gerarchi.

Lorenzo de’ Medici

Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico (1449-92), è uno dei personaggi più rappresentativi della storia italiana. Nessun intellettuale, infatti, ebbe nelle proprie mani altrettanto potere e nessun uomo di governo fu così consapevole della propria cultura. Buon politico e mediocre banchiere, ottimo poeta e scadente stratega, Lorenzo diede prova in più occasioni di coraggio fisico e destrezza, ma ebbe anche un raffinato gusto per l’arte, e fu padrone di Firenze senza mai mostrarlo apertamente.
Ricco, elegante, colto, sciupafemmine e ambiguo, capace di slanci generosi e, se necessario, di una buona dose di crudeltà, egli impersona pregi e difetti di un’età irripetibile, oltre che il culmine dell’epopea dei Medici, la famiglia che più di ogni altra ha promosso lo splendore del Rinascimento.
Con lo sguardo complice e il passo sicuro di chi conosce a fondo epoca e luoghi, Giulio Busi segue Lorenzo nella sfera privata, negli amori e nelle amicizie, e lo accompagna nella sua ascesa alla ribalta della politica italiana e internazionale: la Firenze di Leonardo e del giovane Michelangelo, la Milano opulenta degli Sforza, la Roma degli intrighi pontifici, la Napoli florida di Ferrante d’Aragona, la Venezia dei traffici e dei sospetti.
Attorno a Lorenzo, intanto, si muove la scena concitata del Quattrocento italiano. Tutti lo ammirano, alcuni lo odiano, qualcuno cerca di ucciderlo. Nel duomo di Firenze, nell’aprile 1478, i pugnali dei congiurati massacrano suo fratello Giuliano. Lui sfugge d’un soffio alla morte, e subito si abbandona a una vendetta implacabile. Uscirà dalla tormenta più forte, più solo, più Magnifico che mai.
In questa biografia elegante, rigorosa nelle fonti ma anche poetica e ironica, la straordinaria vita di Lorenzo de’ Medici trova finalmente un racconto all’altezza dei suoi fasti e delle sue contraddizioni.
(source: Bol.com)

Lord Darcy / 2

Compito di Lord Darcy è quello di risolvere misteri che sfidano la ragione. Forse il colpevole ha usato le scienze proibite e forse no, ma non c’è stanza chiusa, non c’è paradosso che Darcy non sappia dipanare. In un mondo dove la fisica si tinge di surreale e il fattore m, nell’espressione E=mc2, non indica solo la “massa”, l’investigatore della Corona deve tener conto anche dell’impossibile. In questo secondo e ultimo volume delle sue avventure, vi proponiamo inchieste inedite e casi limite, tutti in versione scrupolosamente integrale.

INDICE
L’IMBROGLIO DEL GUADO
The Muddle of the Woad (1965) 
UN PIZZICO DI IMMAGINAZIONE
A Stretch of the Imagination (1973) 
UNA QUESTIONE DI GRAVITA’
A Matter of Gravity (1974) 
LA FIALA DI IPSWICH
The Ipswich Phial (1976) 
LE SEDICI CHIAVI
The Sixteen Keys (1976) 
IL NAPOLI EXPRESS
The Napoli Express (1979) 

Londra tra le fiamme

Ned è vivo… Incredibile ma vero.
Ned la foca, uno dei protagonisti di *Fuoco nella polvere*, è sopravvissuto all’attacco subìto nella sua ultima avventura. Ed è tornato per sorprenderci con una scorribanda ancora più bizzarra, che lo vedrà al fianco di Jules Verne, Mark Twain e di un giovane H.G. Wells, insieme ad altri ospiti, tra cui Toro Seduto, una scimmia marziana, un robot. Sullo sfondo di un’invasione marziana nello stile della *Guerra dei mondi*, Ned la Foca, avventuriero, scrittore futurista e amante dei pesci, si ritrova catapultato in un mondo che non ha scelto. Insieme a tutti gli altri personaggi di questa ambientazione fantastica, deve affrontare la devastazione causata da un viaggiatore nel tempo, il protagonista del romanzo di H.G. Wells *La macchina del tempo*, che ha aperto, moltiplicandole, crepe nel continuum temporale.
> «*Londra tra le fiamme* è un susseguirsi di sorprese e colpi di scena mozzafiato, un gioco violente che dovrete cavalcare senza l’aiuto delle briglie o sella. Quindi rilassatevi, accendete il ventilatore, schiaffatevi sotto le coperte, raddrizzate la schiena e assaporate questa storia di sigilli dischiusi, di brutali invasori marziani e, anche se è difficile crederlo, di veri eroi. Per non parlare del pesce…»
Joe R. Lansdale

Londra

”Luogo di grande ricchezza storica, di instancabile creatività e innovazione, con grandi spazi verdi e un numero impressionante di capolavori architettonici, Londra ha qualcosa per tutti i gusti: a voi la scelta” (Emilie Filou, Autrice Lonely Planet). Esperienze straordinarie: foto suggestive, i consigli degli autori e la vera essenza dei luoghi. Personalizza il tuo viaggio: gli strumenti e gli itinerari per pianificare il viaggio che preferisci. Scelte d’autore: i luoghi più famosi e quelli meno noti per rendere unico il tuo viaggio. In questa guida: Tower of London in 3D; cartina estraibile; gita di un giorno; cartina del British Museum.

(source: Bol.com)

Lo voglio!

BLUE HERON SERIE 2

La perfezione sembra la caratteristica principale di Honor Holland, precisa, impeccabile e organizzata come nessuno mai. Tanto che a ogni compleanno ha un bizzarro appuntamento fisso e imprescindibile. Una sorta di messa a punto, per essere certa di non stare invecchiando troppo, o troppo in fretta. Quando però, viene inaspettatamente mollata a trentacinque anni dall’uomo che ha frequentato, di nascosto, per una vita, il muro di perfezione dietro al quale si è a lungo nascosta crolla improvvisamente, rendendola avventata e impulsiva, al punto di prendere decisioni impensabili per lei. Infatti, un po’ per fare ingelosire quel farabutto, un po’ per spirito di solidarietà, accetta di sposare Tom Barlow, che ha bisogno di un matrimonio di convenienza per ottenere la Green Card. Ma trattandosi di Honor, c’è da aspettarsi che questo finto fidanzamento si riveli la cosa più autentica che le sia mai capitata. Così perfetta come solo l’amore può essere.
(source: Bol.com)

Lo stregone di Linn

Con questo volume si conclude il Ciclo di Linn, iniziato con L’impero dell’Atomo. L’ascesa del mutante Clane nel Sistema Solare, culmina con la presa diretta dei potere da parte sua, non prima però di aver dovuto respingere un tentativo d’invasione da parte di una razza di alieni provenienti dagli spazi galattici, che hanno messo a ferro e a fuoco sia la Terra che gli altri pianeti dell’impero di Linn. Anche i contrasti con Czinczar, il Capo dei barbari di Giove, vengono a cessare a favore di una salda amicizia che lega indissolubilmente tutti gli abitanti del Sistema Solare.

Lo Strano Caso Dell’orso Ucciso Nel Bosco

**Le indagini dell’ispettore Santoni

Un romanzo geniale per settimane in vetta alle classifiche

Una nuova straordinaria indagine dell’ispettore più amato dagli italiani **
Un corpo senza vita giace sulla neve nell’apparente tranquillità del bosco. Accanto al cadavere, sul tronco di un albero, è stato inciso un cuore con all’interno il nome della vittima e una lettera greca. L’assassino ha lasciato la sua firma, un segno destinato a ripetersi e a seminare il panico tra i vicoli del paesino di montagna. L’ispettore Santoni, però, non riesce a indagare con la sua solita lucidità. Qualcosa – qualcuno – offusca la sua mente investigativa. E intanto il crimine continua a spandersi come una macchia di sangue, lentamente ma inesorabilmente. Gli abitanti di Valdiluce hanno paura: la loro cittadina, che una volta era un posto tranquillo e rilassante, rischia di trasformarsi nella tana di un pericoloso serial killer. Il tempo stringe per Marzio Santoni: stavolta in gioco c’è la vita di tutta la valle…

**Una lettera greca
Un corpo senza vita
Un thriller geniale

Un autore da 60.000 copie
Finalista al Premio Strega**

‘È nel saper cogliere il valore non superficiale dei dettagli che Matteucci, giovandosi della concretezza imposta dal giallo, trova la sua cifra narrativa più convincente.’
Giorgio Montefoschi, Corriere della Sera

‘Un romanzo che cattura, che squarcia un velo sui vizi e sui segreti di una piccola comunità di provincia, che appassiona e intriga, che si nutre di indizi che il disgelo potrebbe cancellare.’
Il Sole 24 ore

Franco Matteucci

Autore e regista televisivo, vive e lavora a Roma. Ha scritto i romanzi La neve rossa (premio Crotone opera prima), Il visionario (finalista al premio Strega, premio Cesare Pavese e premio Scanno), Festa al blu di Prussia (premio Procida Isola di Arturo – Elsa Morante), Il profumo della neve (finalista al premio Strega), Lo show della farfalla (finalista al Premio Viareggio – Rèpaci). È autore di una serie di gialli di grande successo che hanno per protagonista l’ispettore Marzio Santoni: Il suicidio perfetto, La mossa del cartomante, Tre cadaveri sotto la neve, Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco e Delitto con inganno. I suoi libri sono stati tradotti in diversi Paesi.

(source: Bol.com)

Lo sterco del diavolo: il denaro nel Medioevo

Il denaro nel senso in cui lo intendiamo oggi è un prodotto della modernità. Non è un protagonista di primo piano del Medioevo, né dal punto di vista economico e politico né da quello psicologico ed etico; è meno importante e meno presente di quanto non lo fosse nell’Impero romano, e soprattutto assai meno centrale di quanto non diventerà nei secoli successivi. Dai pulpiti medievali risuona la condanna dell’avarizia come peccato capitale e le parole dei monaci e dei frati elogiano la carità ed esaltano la povertà come ideale incarnato da Cristo. Non l’accumulo, non la ricchezza garantiscono il buon vivere. La salvezza è nel dono e nel sostegno ai deboli. La pecunia è maledetta e sospetta, perché né il denaro né il potere economico sono arrivati a emanciparsi dal sistema globale di valori proprio della religione e della società cristiana. La moneta sonante tornerà a girare con i rifornimenti di metallo prezioso, con lo sviluppo dell’economia cittadina, con la fondazione alla fine del XV secolo di istituti di credito per la sussistenza di molti poveri e con la nascita di una sorta di mercato unico. Sarà una rivoluzione lenta e silenziosa a modificare i pensieri delle donne e degli uomini del Medioevo e della stessa Chiesa, una rivoluzione che ha nome “capitalismo”.

Lo spirito errabondo

«Il tram comparve in lontananza, e Henry James fu preso dall’agitazione. Cominciò a muovere concitatamente le braccia quando era ancora a mezzo chilometro di distanza. Temeva che non si fermasse e mi esortò a salire a bordo con tutta l’agilità di cui ero capace, perché non avrebbe sostato che un istante; inoltre, se non avessi prestato la massima attenzione, avrebbe potuto trascinarmi via e, se non uccidermi, almeno maciullarmi e mutilarmi. Io gli assicurai che ero abbastanza abituato a salire sui tram. Non quelli americani, mi disse lui, che erano di una crudeltà, di una disumanità e di una spietatezza inconcepibili. Fui a tal punto contagiato dalla sua ansia che, quando il tram si fermò e io potei salirvi, ebbi quasi la sensazione di essere sfuggito per miracolo a morte certa. Vidi Henry James che guardava il tram, lì in piedi in mezzo alla strada con le sue gambette corte, e mi parve che stesse ancora tremando per il pericolo da me scampato per il rotto della cuffia». Maugham fu non solo un maestro del romanzo e del racconto, ma un saggista estroso, che talvolta – e vorremmo fosse accaduto più spesso – si abbandonava alla vena vagabonda del suo umore, così incontrando i soggetti più disparati: da un pittore come Zurbarán a un grande filosofo politico come Edmund Burke – e perfino Kant, il quale, pur nella quotidianità scandita da ritmi draconiani, emerge come abile giocatore di carte e di biliardo oltre che, beninteso, estensore della celebre Critica. Lo seguiremo anche in un’escursione nella detective story, tra Hammett e Chandler, per percorrere infine con lui una superba galleria di ritratti dal vivo di altri romanzieri, dove spicca, tenero e spietato, quello di un Henry James pomposamente, perdutamente aggomitolato nei suoi grovigli verbali anche di fronte alla più effimera, scontata chiacchiera salottiera. Cuori delicati e buoni, e lingue che non sono né l’una né l’altra cosa, costituiscono la migliore compagnia del mondo, rileva a un certo punto Maugham. E qui magistralmente lo prova.
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