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La bambola del destino

Sospeso ai confini dell’universo, senza nome, senza principio e senza fine, un pianeta bianco gravita intorno a una stella sconosciuta, nella fiammeggiante regione cosmica dei grandi ammassi globulari. E da questo mondo una leggenda, un mormorio, una speranza, si diffondono in tutta la Via Lattea, alle frontiere dei nuovi mondi, nei luoghi dove i vecchi navigatori degli spazi, pieni di delusioni e di sogni, si riuniscono per narrare storie bizzarre, nate quasi tutte da lunghi anni di solitudine alla ricerca di pianeti abitabili per il genere umano. Ma la leggenda di Lawrence Arlen Knight, il vagabondo degli spazi, che partì in un passato ormai lontano in compagnia di Roscoe, l’unico robot telepatico costruito dall’uomo, è qualcosa di più di un sogno: e un’eco giunge fino alla Terra lontana, mondo ormai abbandonato dagli i/o-mini, popolato da pochi, ricchi privilegiati che accarezzano antiche ambizioni di nobilita e si annoiano, fermi mentre l’intero universo si muove. E dalla Terra, un giorno, quattro esseri umani partono alla ricerca di questa leggenda: Mike, il cercatore di pianeti, bandito dallo spazio senza colpa, duro e ostinato, con una sola filosofia: sopravvivere; Sara, ricca e annoiata cacciatrice di mostri alieni, troppo orgogliosa per permettere che la sua fama anneghi nella noia; Frate Tuck, un uomo che indossa una tonaca e calza vecchi sandali, e dichiara di cercare solo la verità; e George, il cieco, uomo viscido e repellente di aspetto, ma con una voce nella mente, la voce di un amico alieno che lo aspetta ai margini della galassia. E tra paesaggi alieni, sensazioni aliene, bianche città abbandonate e altipiani azzurri e silenziosi, si sviluppa una ricerca nella quale un’enigmatica statuetta lasciata da alieni vissuti in ère immemorabili può essere la chiave per scoprire la verità della vita… o della morte.

Il bambino

Dopo l’enorme successo internazionale de La vedova, torna Fiona Barton con un nuovo mistero per la giornalista Kate Waters.
Un quartiere di Londra in via di riqualificazione, un vecchio edificio che dev’essere abbattuto. Durante i lavori, un operaio scopre i resti di un neonato probabilmente rimasto sepolto per anni: difficile, se non impossibile identificarlo. Ma il mistero del bambino abbandonato tocca il cuore della gente e Kate Waters – la brillante giornalista che aveva seguito il ‘caso della vedova’ – intuisce che anche questa è una storia per lei. Man mano che indaga, Kate scopre collegamenti con un vecchio episodio di cronaca nera: la scomparsa di Alice, una neonata, dall’ospedale in cui sua madre Angela l’aveva appena partorita. Ma Emma, inquieta ghost writer dal rapporto burrascoso con la madre, è persuasa che non sia cosí. Con la grinta e l’umana partecipazione che la rendono una giornalista speciale, Kate Waters ricompone la storia del bambino e con essa una dolorosa vicenda di ossessioni e tradimenti, penetrando nel passato di due donne che speravano di essersi lasciate tutto alle spalle.
(source: Bol.com)

Il bambino segreto

L’estate sta per finire a Fjällbacka, la cittadina sulla costa occidentale della Svezia lentamente si svuota della folla di turisti, e per Erica è arrivato il momento di affrontare una scoperta inquietante: nella soffitta di casa, in un baule dove la madre Elsy conservava i suoi oggetti più cari, ha trovato alcuni diari e una medaglia dell’epoca nazista avvolta in una camicina da neonato macchiata di sangue. Pur spaventata dal rischio di rivelazioni che forse sarebbe meglio continuare a ignorare, decide finalmente di interpellare uno storico esperto della seconda guerra mondiale, da cui ottiene però solo risposte molto vaghe. Due giorni dopo, il vecchio professore viene assassinato. Mentre Patrik cerca maldestramente di conciliare il suo congedo di paternità con il desiderio di partecipare alle indagini, Erica s’immerge nelle pagine del diario di Elsy e nel drammatico passato di cui raccontano, cercando di capire chi è ancora disposto a tutto pur di mantenere il segreto su eventi tanto lontani.
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Il bambino scambiato

È mattina presto e la luce dell’alba deposita minuti pulviscoli dorati sugli scaffali robusti dello studio dell’anziano Kogito, uno scrittore famoso in tutto il Giappone. L’uomo sta guardando il contenuto di un’enorme e vecchia valigia: centinaia di audiocassette, tutte registrate dal suo più vecchio e caro amico, Goro, famoso regista e fratello di sua moglie. Goro gli ha spedito la valigia pochi giorni prima, accompagnata da un messaggio ermetico. E poco dopo Kogito è venuto a sapere che l’amico si è tolto la vita. Senza lasciare scritto nulla, senza un perché. Kogito cerca una spiegazione proprio nella voce di Goro che ha affidato le sue ultime parole a quei fragili nastri. Parole che portano l’anziano scrittore in Germania, alla ricerca di una donna enigmatica che ha conosciuto Goro e che custodisce un libro misterioso. Un libro che parla di un’antica leggenda, la storia di un bambino scambiato, e che è legato a doppio filo a un avvenimento di molti anni prima e che ha sconvolto la vita di un’intera famiglia. Ma è tra le brumose foreste del sud del Giappone che si nasconde la verità sul segreto che Goro ha custodito per decenni nel suo cuore. Ed è lì che Kogito deve trovare il coraggio di tornare. Kenzaburo Oe, premio Nobel per la letteratura, ha definito questo romanzo il più importante della sua vita.

Il bambino indaco

«Chi sei?, chiedo silenziosamente. Qual è il tuo segreto? Perchè non ti conosco?» «Ho attraversato questa storia sotto tensione fino all’ultima pagina. Poi non ho smesso di tornarci col pensiero. Ho pensato che ci sono due vie per attraversare la vita. E non è possibile sceglierle, perché le decide il destino. La prima, la piú diffusa, è quella delle esperienze universali che bussano alla nostra porta. Arriva la nascita, arriva l’amore, arriva la morte. Da uno vanno vestite di blu, da un altro di rosso. Le esperienze fondamentali sono le stesse per tutti, anche se succedono in mille maniere diverse. A qualcuno invece è dato in sorte tutt’altro. Ci sono persone a cui l’universale si presenta completamente stravolto, irriconoscibile. Forse non è piú l’universale, ma un’altra cosa ancora, incomprensibile, inaudita, che non ha nemmeno nome. Il male si installa dove ci dovrebbe essere la tenerezza, la sicurezza piú fiduciosa. L’orrore sboccia nel piú inaspettato dei luoghi. Il bambino indaco si inoltra in quel luogo impossibile, dove le cose primarie crollano, la vita si sfonda precipitando, e la piú pacifica delle condizioni, l’amore per il proprio figlio, va conquistata con la piú astuta e feroce delle guerre». Tiziano Scarpa

Il bambino che parlava con il diavolo

George Davis ha un problema: non riesce ad affezionarsi a suo figlio neonato. Nella speranza di tenere in piedi il suo traballante matrimonio e di riscattarsi come padre e come marito, George va in analisi. Nel corso delle sedute pian piano cominciano a riaffiorare i ricordi perduti della sua infanzia. Quando George aveva solo undici anni, sconvolto dalla morte prematura del padre, aveva iniziato ad avere delle terribili visioni. Incapace di controllarsi, George si abbandonava a comportamenti aggressivi e violenti. Ma quelle visioni erano solo il prodotto di un’immaginazione troppo vivace? Erano forse sintomi di follia? Oppure il piccolo George era posseduto dal demonio?
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Bambini di farina

In una scuola inglese, in una classe di studenti irrecuperabili, i ragazzi vengono coinvolti in una sorta di esperimento scientifico che consiste nel ricevere un sacco di farina di tre chili – il peso di un bambino neonato – e accudirlo per tre settimane, stando attenti che non corra pericoli, non si sporchi, non perda peso e non venga rosicchiato dal cane. Il lavoro di baby sitter è pesante e le insidie sono molteplici: in uno spogliatoio maschile di un campo da calcio, per esempio, la speranza di vita di un bambino di farina si misura in minuti… Età di lettura: da 12 anni.

Bambini del silenzio

Che cos’hanno in comune un bambino di quattro anni biondo e sorridente, figlio e nipote amatissimo e di famiglia più che benestante, e una bambina di nove anni ricoverata in un ospedale psichiatrico in seguito a tremendi abusi? A un primo sguardo, una sola cosa: Torey Hayden, «la maestra dei miracoli», che si trova a occuparsi dei due casi nello stesso periodo. Grazie alla sua straordinaria capacità di vedere i problemi dei bambini attraverso i loro occhi, Torey riuscirà ancora una volta a scavare oltre l’apparenza, per scoprire come anche nelle famiglie più privilegiate si possano nascondere terribili segreti e per mostrare a tutti come anche nelle situazioni più disperate ci possa essere spazio per la speranza e il riscatto. La dedizione, la disponibilità, l’umanità e la competenza sono le sue armi, e la storia di questi due bambini in difficoltà che tornano alla vita ce le mostra in tutta la loro «miracolosa» forza ed efficacia.

Una bambina

«In questi bambini c’è di più. C’è il coraggio. Mentre la sera siamo davanti al telegiornale, a sentire di nuove, emozionanti conquiste in qualche terra lontana, perdiamo i veri drammi che si vivono intorno a noi. È un peccato, perché lì c’è più coraggio che da ogni altra parte. Alcuni di quei bambini vivono con tali incubi e tali ossessioni, nella loro testa, che ogni movimento si carica di straordinario terrore. Alcuni vivono a contatto con una violenza e una perversione che le parole non possono descrivere. Ad alcuni non viene nemmeno concessa la dignità che si concede agli animali. Alcuni vivono senza speranza. Eppure resistono. Quasi tutti accettano la loro vita, non conoscendo altro modo di vivere. Questo libro racconta di una sola bambina. Non è stato scritto per evocare pietà. Né per elogiare un’insegnante. E neppure per deprimere quelli che hanno trovato pace nel non sapere. Questo libro è una risposta a chi mi chiede se non è frustrante lavorare con i malati di mente. È un’ode all’animo umano, perché questa ragazzina è come tutti i miei bambini. Come tutti noi. È una sopravvissuta».

Una bambina e gli spettri

Torey Hayden, psicopatologa infantile, dopo tanti anni di «casi difficili» credeva di essere pronta a tutto, ma non era preparata all’incontro con Jadie, una bambina colpita da mutismo elettivo e completamente chiusa nel suo dolore. Alle origini di tanta sofferenza si celava una realtà sconvolgente: violenze sessuali, abusi emotivi, culti satanici. Solo grazie a tutta la sua esperienza, unita all’amore e alla dolcezza, Torey Hayden ha saputo aiutare la piccola Jadie ad affrontare la sua tremenda realtà e a incamminarsi verso la salvezza.

La bambina con la neve tra i capelli (Pandora)

Macchie di sangue rosso vivo sulla neve bianchissima, e a Hagfors, paesino di poche anime nel sud della Svezia, la consueta tranquillità si spezza all’improvviso. È la sera di San Silvestro quando Hedda Losjö, appena una ragazzina, esce per andare a una festa e scompare senza lasciare tracce. Pochi giorni dopo, sul pavimento di uno scantinato, un’adolescente viene ritrovata senza vita, uccisa con un colpo di arma da fuoco alla nuca. Ma non si tratta di Hedda: nessuno reclama il corpo, e sembra che quella ragazzina, morta così tragicamente, sia arrivata dal nulla. La cittadina, con il suo lago e i boschi silenziosi, non ha mai visto così tanta violenza. E dire che Magdalena Hansson, lasciato il lavoro di giornalista di cronaca a Stoccolma, è tornata a viverci, sperando di trovarvi la serenità, liberandosi dal peso del passato, e di un segreto che non ha mai voluto raccontare a nessuno. Ma quando viene rinvenuto anche il corpo di Hedda, di fronte ai due casi insoluti, e forse intrecciati, Magda, parallelamente alle indagini della poliziotta Petra Wilander, decide di investigare. Scoprirà che dietro la superficie delle apparenze, liscia e ingannevole come quella ghiacciata del lago, si nasconde una verità terribile. Una verità che riguarda tutti gli abitanti di Hagfors, e che cambierà inesorabilmente le loro vite vuote e perfette.
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### Sinossi
Macchie di sangue rosso vivo sulla neve bianchissima, e a Hagfors, paesino di poche anime nel sud della Svezia, la consueta tranquillità si spezza all’improvviso. È la sera di San Silvestro quando Hedda Losjö, appena una ragazzina, esce per andare a una festa e scompare senza lasciare tracce. Pochi giorni dopo, sul pavimento di uno scantinato, un’adolescente viene ritrovata senza vita, uccisa con un colpo di arma da fuoco alla nuca. Ma non si tratta di Hedda: nessuno reclama il corpo, e sembra che quella ragazzina, morta così tragicamente, sia arrivata dal nulla. La cittadina, con il suo lago e i boschi silenziosi, non ha mai visto così tanta violenza. E dire che Magdalena Hansson, lasciato il lavoro di giornalista di cronaca a Stoccolma, è tornata a viverci, sperando di trovarvi la serenità, liberandosi dal peso del passato, e di un segreto che non ha mai voluto raccontare a nessuno. Ma quando viene rinvenuto anche il corpo di Hedda, di fronte ai due casi insoluti, e forse intrecciati, Magda, parallelamente alle indagini della poliziotta Petra Wilander, decide di investigare. Scoprirà che dietro la superficie delle apparenze, liscia e ingannevole come quella ghiacciata del lago, si nasconde una verità terribile. Una verità che riguarda tutti gli abitanti di Hagfors, e che cambierà inesorabilmente le loro vite vuote e perfette.

La bambina con il vestito blu

Kelly Scott, artista famosa per le sue sculture in rame, è decisa a riprendere in mano la sua vita dal punto in cui tanti anni prima si è spezzata. Per questo lascia New York per trasferirsi a Martha’s Vineyard.Senza conoscere il suo difficile passato, è Nora Cooper, con la sua agenzia immobiliare, a venderle la casa dei suoi sogni, ma anche dei suoi incubi. Perché non può bastare ricomprare il cottage dove Kelly ha vissuto l’unico periodo felice della sua vita per dimenticare di essere stata ‘la bambina con il vestito blu’ ritratta da tutti i giornali mentre accompagnava in chiesa la bara di sua madre, assassinata in casa mentre lei dormiva.Cosa ricorda Kelly di quella notte? E cosa continua a sfuggire alla sua memoria?Dopo trent’anni i conti con il passato non sono ancora chiusi. E il ritorno di Kelly a Martha’s Vineyard costringe l’assassino ad entrare di nuovo in azione per proteggere una verità per tanti anni rimasta nascosta.Dopo i bestseller “Prima di dire addio” e “Luce dei miei occhi”, una nuova storia di suspense coinvolge Nora Cooper, affascinante agente immobiliare con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà.NORA COOPER MYSTERIES: una serie dove si intrecciano giallo, suspense, mistero e amore.

La bambina che custodiva i libri

Questa è la storia di una bambina in cerca del suo passato. La storia di un libro che nasconde verità inaspettate. Perché niente è perduto per sempre.

Martha è per tutti ‘la bambina della valigia’. Da Parigi, è arrivata a Liverpool tutta sola, senza una madre e un padre a tenerla per mano e in una culla un po’ speciale: una calda e morbida valigia. Da allora, non ha più lasciato l’affollata stazione e ne ha fatto il suo regno personale. Qui raccoglie tutti i libri che i viaggiatori distratti si dimenticano o abbandonano di proposito. Sono libri che le somigliano molto. Anche loro, proprio come lei, cercano una casa e qualcuno che se ne prenda cura con amore. Così, Martha li custodisce gelosamente in una biblioteca fornitissima, a cui solo lei ha accesso, e con loro stabilisce un dialogo silenzioso nella speranza di scoprire qualcosa di più sui legittimi proprietari. Nella speranza di trovare tra quelle pagine piccole tracce che la conducano ai suoi genitori. È convinta che prima o poi riuscirà a riabbracciarli. Deve solo avere fiducia e continuare a cercare. Fino a quando, all’improvviso, la sua ostinazione comincia a portarla sulla strada giusta. Giorno dopo giorno, inizia a ricevere strane lettere senza mittente e brevi messaggi scarabocchiati su fogli di fortuna: tanti piccoli indizi che le parlano di un passato a lei sconosciuto. Un passato in cui c’è una persona che sembra volerle molto bene e conoscere cose di lei che nessun altro potrebbe sapere. Per la prima volta Martha sente di essere a un passo dal realizzare il suo sogno e questa volta non ha intenzione di lasciarselo sfuggire. Perché è pronta a tutto pur di scoprire il suo posto nel mondo. Anche a risolvere un mistero su alcuni oggetti appartenuti ai leggendari Beatles, che potrebbero finalmente aiutarla a tornare a casa.

Caroline Wallace firma un esordio fresco e brillante, che ha subito incontrato il favore di lettori e librai e si è imposto come uno dei romanzi più originali scritti negli ultimi anni. Quella di Martha è una storia che chiede di essere custodita con cura. Ci invita a credere nel potere della speranza e della meraviglia che circonda ogni cosa, anche gli oggetti più insignificanti. Perché ne basta un pizzico per cambiare un’esistenza intera.

(source: Bol.com)

La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel

Léon, un controllore di volo dell’aeroporto di Orly, entra da un anziano barbiere per farsi tagliare i capelli. E, visto che il negozio è vuoto, inizia a raccontare una strana storia: la storia di una giovane postina che, il giorno dell’eruzione di un vulcano islandese che ha riempito i cieli d’Europa di una nube di ceneri bloccando tutti i voli, è arrivata alla sua torre di controllo in bikini chiedendo il permesso di prendere il volo. Cioè di volare lei stessa, con la sola forza delle sue braccia. Anche il barbiere si ricorda quel giorno: è quando l’aereo su cui viaggiava suo fratello è caduto a causa della nube; vi furono 162 morti, nessun sopravvissuto. E ricorda pure la notizia folle di Providence Dupois, la donna che ha volato e di cui hanno parlato tutti i giornali. Cosí, Léon comincia a raccontare tutta la storia dall’inizio. Da quando Providence, postina con sei dita al piede destro e una vita tempestosa, viene ricoverata in ospedale durante un viaggio in Marocco per un’appendicite e conosce Zahera che ha sette anni, è orfana, e vive fin dalla nascita in ospedale per una malattia congenita ai polmoni che, in assenza di un trapianto, la condurrà certamente alla morte. C’è una ‘nuvola’ in fondo ai polmoni della bambina, una ‘nuvola grande come la Tour Eiffel’. Le due buffe e amabili creature s’innamorano una dell’altra, Zahera ha una visione del mondo tutta sua dove, ad esempio, le stelle sono lanciate in cielo da cannoni cinesi, mentre Providence le fa scoprire il mondo reale tramite Internet. Il loro legame diventa cosí forte che la donna decide di adottarla. Il giorno dell’eruzione, con tutti i documenti finalmente completati, Providence doveva partire per Marrakech e portare Zahera a Parigi. È una promessa che ha fatto alla sua bambina, e dunque non può non arrivare, cascasse il mondo! Cosí l’intrepida postina comincia un viaggio via via piú bislacco tra Parigi e il Marocco, in un crescendo surrealista e divertente che ricorda le fantasticherie di Boris Vian e la materia onirica dei film di Michel Gondry. Fra truffatori senegalesi che si spacciano per maestri cinesi per avere piú clientela, monaci tibetani a Versailles che giocano a bocce con i pomodori verdi e insegnano a volare con l’aiuto di una console Wii, Providence finirà davvero per prendere il volo dall’aeroporto di Orly: con i capelli tagliati e sul corpo nient’altro che un bikini e una fiala di vetro contenente una pozione miracolosa… Una narrazione che attraversa una realtà a tratti crudele e spietata, e la dolcezza della fiaba che restituisce bellezza alle cose e rende la vita piú lieve. Il risultato è un romanzo scoppiettante, dolce amaro, e ricco di immaginazione funambolica.
(source: Bol.com)

Una bambina bellissima

Venus ha sette anni e passa le ore a scuola in uno stato apparentemente catatonico: non parla, non ascolta, non reagisce agli stimoli se non quando è in preda a violenti attacchi di rabbia contro tutto e tutti, trasformandosi in «piccola, terribile macchina di morte». Passo dopo passo, Torey Hayden riesce a conquistare la fiducia della bambina, creando con lei dei canali comunicativi speciali e dimostrandole come la tenacia, la forza d’animo e l’amore siano gli strumenti migliori per interagire con i bambini difficili. Grazie all’aiuto di Torey, Venus troverà, così, un parziale riscatto e la possibilità di una vita normale.

Balthazar

I fantasmi tormentano Skye. Vogliono farle rivivere l’istante in cui hanno esalato l’ultimo respiro, l’incubo finale. Non le danno tregua, dal giorno in cui ha lasciato l’accademia di Evernight. Ormai lontana da lì, Skye non ha dimenticato Balthazar. Lo ha guardato con adorazione tra i corridoi della scuola, senza alcuna speranza, per due lunghi anni, e ora Balthazar è il suo professore di storia.
Ma non è solo un professore. Balthazar è un vampiro. E Redgrave, un vampiro molto più spietato e feroce di lui, è sulle tracce di Skye, e la vuole a ogni costo. Mentre lottano per sopravvivere, Skye e Balthazar devono fare i conti con una scia di odio e rancore lunga quattrocento anni. Fino a scoprire che se il passato ti insegue, solo l’amore ti può salvare.
(source: Bol.com)