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I Bastardi di Pizzofalcone

Non hanno neanche il tempo di fare conoscenza, i nuovi investigatori del commissariato di Pizzofalcone. Mandati a sostituire altri poliziotti colpevoli di un grave reato, devono subito affrontare un delicato caso di omicidio nell’alta società. Le indagini vengono affidate all’uomo di punta della squadra, l’ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano con un passato chiacchierato ma reduce dal successo nella caccia a un misterioso assassino, il Coccodrillo, che per giorni ha precipitato Napoli nel terrore. E mentre Lojacono, assistito dal bizzarro agente scelto Aragona, si sposta tra gli appartamenti sul lungomare e i circoli nautici della città, squassata da una burrasca fuori stagione, i suoi colleghi Romano e Di Nardo cercano di scoprire come mai una giovane, bellissima ragazza non esca mai di casa, e il vecchio Pisanelli insegue la propria ossessione per una serie di suicidi sospetti.

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I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

Luigi Palma, detto Gigi: commissario.
Che vorrebbe crederci, e ci crede

Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: sostituto commissario.
Che non crede a chi se ne vuole andare

Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore.
Che cerca sé stesso in un altro posto

Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo.
Che ha un altro sé stesso nella testa

Ottavia Calabrese, detta Mammina: vicesovrintendente.
Che sembra una, e invece no

Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente.
Che cammina su due strade

Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto.
Che sembra uno, e invece sí

Ognuno di loro ha qualcosa da nascondere.
O da farsi perdonare.

(source: Bol.com)

Basta poco: pensieri forti e gesti semplici per una nuova ecologia della vita quotidiana

Basta poco per cambiare il mondo, passo dopo passo. E basta poco a chi vuole vivere bene, felice e senza sprechi.
Dopo *Non sprecare*, Antonio Galdo ritorna sul necessario (e possibile) cambiamento del nostro modello di consumo e di sviluppo, raccontando le grandi idee che potrebbero salvare il pianeta, ma anche i comportamenti quotidiani che migliorano il mondo intorno a noi.
Se la crisi globale rischia di rendere tutti più poveri, forse vale la pena di riscoprire la sobrietà; se l’inquinamento e lo sfruttamento delle risorse naturali sta minacciando il nostro futuro, forse bisogna capire che si può vivere meglio con meno; se le nostre giornate sono assediate dal lavoro, dal traffico, dallo stress, forse si può tornare a un rapporto più equilibrato con il tempo e lo spazio che ci circonda.
Come possiamo liberarci dalla dipendenza del petrolio? Come possiamo utilizzare meglio gli strumenti tecnologici che abbiamo, senza farcene dominare?
Come tornare al piacere della normalità, senza finire nell’ossessione della decrescita?
Un libro di storie da tutto il mondo, alla frontiera dell’innovazione, ma anche della dimensione individuale delle nostre scelte quotidiane.

Il bassotto e la Regina

Platone è un bassotto dal pelo duro e la coda a pennello. Un cane da salotto, di quelli nati per fare compagnia agli uomini. A Yuri, per esempio, studente di filosofia «con gli occhiali perennemente appannati».
Ma durante le vacanze Yuri segue la sua Ada su una nave da crociera, lasciando il bassotto alle cure del portiere. E proprio nella solitudine della notte di Natale avviene per Platone l’incontro che gli cambierà la vita. Nella cantina del palazzo, il Tatuato – cranio rasato e muscoli da sollevatore di pesi – nasconde scatoloni pieni di animali di contrabbando: scimmie, iguane, serpenti a sonagli, una saggia tartaruga leopardo di nome Leo, e lei, la Regina, una giovanissima levriera afghana, «poco piú che un gomitolo di neve». Per Platone è il colpo di fulmine. Ma il cuore della Regina è altezzoso, e neanche le canzoni che il bassotto intona giorno e notte per tenerle compagnia riescono a conquistarla.
A raccontarci questa storia tenera e profonda, dal suo osservatorio speciale tra le foglie di un albero, un pappagallo che conosce tutte le lingue del mondo, e tutte le pieghe dell’anima.
Melania Mazzucco ci appassiona e ci commuove col piú classico dei generi, regalandoci una favola intensa e luminosa sul coraggio dei propri sogni e sulla magia che a volte la vita regala – come a Laika, il cane astronauta che diventò una stella.

Basquiat. Vita lucente e breve di un genio dell’arte

Graffitista di strada, grafico e poi pittore, Jean-Michel Basquiat è stato il Jimi Hendrix del mondo dell’arte: in meno di un decennio è diventato una star dell’arte internazionale, e un culto per i giovani di tutto il mondo. È morto per overdose a ventisette anni. Questo libro è la biografia completa, e traccia un percorso dall’infanzia problematica dell’artista al suo effimero passaggio attraverso il bianco mondo dei galleristi e collezionisti “nouveau riche” e “radical chic”.

Basilico e sangue

È la vigilia di Pasqua in Camargue e Simona Ottonello, capo della sezione omicidi di Genova, si ritrova ad essere testimone di un delitto. Un uomo viene ucciso sotto i suoi occhi nel salotto dell’Hôtellerie du Parc, un piccolo albergo a Pont de Gau, una manciata di chilometri da Saintes-Maries-de-la-Mer dove era arrivata pochi giorni prima in compagnia di un’amica, Luisa Cerutti, giovane avvocato genovese, per concedersi qualche giorno di riposo. In un freddo mattino di febbraio di quindici anni prima, a Francoforte, il corpo di Mario è squassato da dolori. La sera precedente qualcuno ha cercato deliberatamente di investirlo. Lui sa perfettamente chi è stato, e sa che deve scappare se vuole salvarsi. Ma Mario non fugge solo dai suoi assalitori. Fugge da un passato di violenza vissuto all’ombra delle acciaierie di Cornigliano a Genova e, soprattutto, da una storia di sangue che gli ha cambiato la vita. Due vicende apparentemente slegate che corrono lungo il romanzo su tracce parallele che lentamente convergono sino a rivelare i moventi di tre omicidi, svelarne i colpevoli e, insieme, disegnare i contorni di un’esistenza rabbiosa.
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Un barattolo mostruoso. Piccoli brividi

Evan Ross è stato lasciato a vivere con la vecchia zia Kathryn per un paio di settimane mentre i suoi genitori cercano casa ad Atlanta. Un giorno scopre con la sua amica Andy un barattolo di vetro in un vecchio negozio di giocattoli con un’etichetta su cui c’è scritto “sangue di mostro”. Il barattolo è pieno di melma verde che sembra respirare, e che comincia a crescere sempre di più… Età di lettura: da 10 anni.
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Un barattolo mostruoso N.3

**SENTÌ L’ULULATO LACERANTE DELLE SIRENE DIETRO DI SÉ.**
Sentì grida rabbiose. Sentì i tonfi rapidi di molti passi. Lo stavamo inseguendo.
“Dove posso nascondermi?” si domandò, angosciato. “Dove sarò al sicuro? A casa? No. Quello è il primo posto dove mi cercheranno. Dove? Dove?”

Il bandito misterioso (eNewton Zeroquarantanove)

Inghilterra, anni Trenta. A Londra imperversa Lew Daney, uno svaligiatore di banche che nessuno è mai riuscito a catturare. Daney è anche un assassino, e per questo la polizia non lesina gli sforzi per catturarlo e mandarlo alla forca. Ma invano. Finché un giorno dalla Rhodesia arriva Timothy Jordan, capitano della polizia coloniale, che si getta anima e corpo nella difficile impresa di agguantare il criminale. Alla fine, dopo pirotecnici colpi di scena, ci riuscirà.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Inghilterra, anni Trenta. A Londra imperversa Lew Daney, uno svaligiatore di banche che nessuno è mai riuscito a catturare. Daney è anche un assassino, e per questo la polizia non lesina gli sforzi per catturarlo e mandarlo alla forca. Ma invano. Finché un giorno dalla Rhodesia arriva Timothy Jordan, capitano della polizia coloniale, che si getta anima e corpo nella difficile impresa di agguantare il criminale. Alla fine, dopo pirotecnici colpi di scena, ci riuscirà.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

La banda di via Panisperna

Roma, primi anni Venti. Nel vecchio istituto di fisica di Via Panisperna un gruppo di studenti, guidati da Enrico Fermi, nell’entusiasmo e nella spregiudicatezza giovanile, scoprono la chiave per violare i segreti del nucleo atomico. Quei ragazzi, tra cui Majorana, Amaldi, Pontecorvo, Segrè e Rasetti, diventeranno i protagonisti della nascita della fisica moderna e vivranno i momenti fondamentali che hanno segnato il secolo scorso: dal fascismo al boom economico, passando per la Seconda Guerra Mondiale e l’era atomica, fino ad arrivare alla Guerra Fredda. La banda di Via Panisperna non è solo il racconto di grandi scoperte scientifiche, di eventi che hanno segnato la nostra epoca, ma anche una storia di gioventù e amicizia, sogni e ambizioni, misteri e domande, a cui in alcuni casi non si è ancora trovata una risposta.

(source: Bol.com)

Bananananda

Esce, riproposto da Fontana Editore in edizione ebook, un pregevole testo di Leo Anfolsi: Bananananda. Unico autore italiano, e vivente, fortemente voluto da Franco Battiato nella sua casa editrice l’Ottava (1998), e unico autore a non essere stato poi ripubblicato da Neri Pozza (credo che questa cosa diverta molto l’autore), quando Battiato smise di occuparsi di editoria. Le crude logiche di marketing lasciano spesso abbandonate ai margini della strada, perle come questo Bananananda, un buffo titolo mistico che nasconde il senso di un’illuminazione di Sé che passa, anche o soprattutto, sul filo teso di un’ironia lucida e affilata come un’amorevole spada samurai. Bananananda racconta il viaggio verso la conoscenza di sé e lo fa con una scrittura cangiante e tersa, le parole sono ironiche e sfacciate, vicinissime o profondissime, a seconda “dell’angolazione” del lettore, ma comunque ineluttabilmente amorevoli. Difficile rimanere indifferenti e non partecipare (almeno sulla carta) al viaggio che ci viene proposto in Bananananda.

(source: Bol.com)

La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca

Budapest, inverno del 1944. Sono i mesi in cui Adolf Eichmann e i nazisti ungheresi deportano e sterminano centinaia di migliaia di ebrei. Un commerciante padovano quarantenne, Giorgio Perlasca, si ritrova nel consolato spagnolo, riuscirà a salvare dalla morte cinquemila ebrei di Budapest, producendo salvacondotti falsi e organizzando rifugi.

Bambole di pietra

Nella seconda metà del xviii secolo Déodat de Dolomieu, geologo e viaggiatore, filosofo e pittore, valente conversatore e seduttore, si avventura nella regione delle Alpi, senza servitù e con qualche pregiata bottiglia di vino e una non modica quantità di caffè nel nécessaire. Viaggia per quasi un mese, spesso a piedi, tra montagne fatte di ‘pietre calcaree luminose, biancastre e grigiastre’. È incantato a tal punto da quella roccia da portarsene dietro più di un frammento che, una volta tornato in Francia, spedisce all’amico Théodore-Nicolas De Saussure. Nel 1792 Saussure battezza quel tipo di roccia dolomia, in onore dell’amico. Nella prima metà del secolo successivo l’intera catena di monti fatta di quelle pietre calcaree viene chiamata Dolomiti. Così comincia la ‘leggenda’ di quelle magnifiche montagne affiorate, come per magia, dal fondo del mare 250 milioni di anni fa. Una leggenda che risale appunto alle scoperte dei geologi viaggiatori di fine Settecento e inizio Ottocento, prosegue con le prime avventure degli alpinisti, si muta in una vera e propria ‘dolomitologia’ a opera di numerosi scrittori e giornalisti, e vacilla inevitabilmente quando emergono gli interessi turistici, in primo luogo lo sci, l’hotellerie di lusso e i riti delle vacanze-intrattenimento. Bambole di pietra narra la storia di questa leggenda attraverso un racconto avvincente in cui sfilano in prima persona tanti protagonisti, dall’eroe italiano Cesare Battisti a quello tirolese Andreas Hofer, dallo scienziato Dolomieu al mito alpinistico di casa Reinhold Messner, dallo scrittore Dino Buzzati al cineasta Luis Trenker.

(source: Bol.com)

La bambola di porcellana

È ormai trascorso un anno da quando Malo è tornato dal Regno delle Ombre. Da allora Lili, la piccola mercante di sogni dagli occhi dorati, occupa tutti i suoi pensieri. Quando, in un luna park di Edimburgo, il ragazzo rivede due abitanti del paese immaginario, decide di seguirli, determinato a reincontrare la sua amica. Sfortunatamente, il Regno delle Ombre si è trasformato più in un incubo che in un sogno a occhi aperti. Trovato rifugio dal sinistro Sir Luke, Malo non si sente per nulla rassicurato dall’interesse del suo ospite verso una meravigliosa bambola di porcellana. Quali oscuri disegni nasconde il misterioso fabbricante di giocattoli? Malo farebbe qualsiasi cosa pur di non restare al suo servizio, ma l’amicizia merita di affrontare qualunque rischio…

(source: Bol.com)