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Dalla Tragedia Alla Farsa: Ideologia Della Crisi E Superamento Del Capitalismo

Dalla tragedia alla farsa: Ideologia della crisi e superamento del capitalismo by Cinzia Arruzza
Per stabilizzare la finanza internazionale, dopo la crisi che ne ha travolto il folle equilibrio, biliardi di dollari sono stati praticamente regalati dai governi alle istituzioni bancarie di tutto il mondo. Perché non è stato mai possibile mobilitare risorse anche solo lontanamente comparabili per affrontare la drammatica piaga della povertà e la rovinosa crisi ecologica? In queste pagine Slavoj Žižek tratteggia il fallimento morale della modernità nei termini dei due eventi che hanno aperto e chiuso gli anni Zero, il micidiale uno-due della nostra Storia, il diritto della tragedia, il gancio della farsa. Con l’11 settembre 2001 e il credit crunch globale il liberismo è morto infatti due volte: come dottrina politica e come dottrina economica. Žižek smonta l’ingranaggio dell’ideologia liberista individuandone il nucleo utopico e perverso, che ne ha determinato la crisi. E per combattere l’irrazionalità del capitalismo globale, Žižek ritiene necessario imparare dai fallimenti della sinistra novecentesca: solo così si potrà formulare una nuova ipotesi di emancipazione dell’umanità, un’ipotesi che – in un senso, come leggerete, molto speciale – il «gigante di Lubiana» non esita a ridefinire comunista.

Dalla tragedia alla farsa

Per stabilizzare la finanza internazionale, dopo la crisi che ne ha travolto il folle equilibrio, biliardi di dollari sono stati praticamente regalati dai governi alle istituzioni bancarie di tutto il mondo. Perché non è stato mai possibile mobilitare risorse anche solo lontanamente comparabili per affrontare la drammatica piaga della povertà e la rovinosa crisi ecologica? In queste pagine Slavoj Žižek tratteggia il fallimento morale della modernità nei termini dei due eventi che hanno aperto e chiuso gli anni Zero, il micidiale uno-due della nostra Storia, il diritto della tragedia, il gancio della farsa. Con l’11 settembre 2001 e il credit crunch globale il liberismo è morto infatti due volte: come dottrina politica e come dottrina economica. Žižek smonta l’ingranaggio dell’ideologia liberista individuandone il nucleo utopico e perverso, che ne ha determinato la crisi. E per combattere l’irrazionalità del capitalismo globale, Žižek ritiene necessario imparare dai fallimenti della sinistra novecentesca: solo così si potrà formulare una nuova ipotesi di emancipazione dell’umanità, un’ipotesi che – in un senso, come leggerete, molto speciale – il ‘gigante di Lubiana’ non esita a ridefinire comunista.
(source: Bol.com)

Dalla terra alla storia

Dalla terra alla storia by Paolo Matthiae
Uno dei maggiori protagonisti dell’archeologia orientale rievoca origini, sviluppi e risultati delle piú affascinanti imprese degli ultimi decenni. Sempre attento a rilevare, nel passaggio suggestivo dalla terra dello scavo all’interpretazione della storia, l’inestimabile contributo che le scoperte recano alla ricostruzione di un lontano passato fondamentale per lo sviluppo della civiltà umana, che vide il sorgere e l’affermarsi delle prime città, dei primi stati territoriali, dei primi imperi a vocazione universale nella storia mondiale.
«Le scoperte rievocate e illustrate nelle pagine di questo libro hanno in comune alcune caratteristiche fondamentali. In primo luogo, sono il frutto, in modi certo diversi, di esplorazioni archeologiche sistematiche di lungo periodo. In secondo luogo, sono state realizzate, approssimativamente, nell’ultimo mezzo secolo. In terzo luogo, a un giudizio oggettivo e di nuovo in modi diversificati, hanno avuto un significato rivoluzionario. Il loro valore leggendario dipende, da un lato, dal forte impatto di innovazione che è tipico di tutte e, dall’altro, dal loro carattere inatteso e sorprendente. La notevole varietà di queste scoperte, in ambiti differenziati della ricerca storica, ha inciso, volta a volta, sulla storia politica, sulla storia religiosa, sulla storia sociale, sulla storia economica, sulla storia artistica, sulla storia letteraria e, in diversi casi, su piú di una di esse…Se è vero che non v’è nulla di piú concreto e reale di una scoperta archeologica, è altrettanto vero che le interpretazioni prime di quella scoperta, che sono un’esperienza esaltante, non hanno nulla di definitivo perché esse sono solo un contributo, primario e fondamentale, alle innumerevoli valutazioni storiche future. Le interpretazioni che per ciascuna delle scoperte raccolte in questo saggio sono qui presentate, spesso già oggetto di accesi dibattiti negli ambienti scientifici, nella maggior parte dei casi sono di questo tipo ed esprimono solo una parte iniziale del lungo loro tragitto, di fatto inesauribile, dalla terra alla storia».

Dalla Peste Nera alla guerra dei Trent’anni

Un’opera in quattro volumi divisa tra storia moderna e storia contemporanea, concepita pensando a un lettore non specialista, ma anche agli interessi e alle domande di un appassionato. Pur mantenendo la divisione tradizionale tra storia moderna e contemporanea, segnata dalla cesura del 1815, questo Manuale si presenta profondamente innovativo sotto diversi aspetti. Non è una storia esclusivamente italiana o europea, è una storia narrata, caratterizzata da uno sforzo squisitamente letterario.

Dalla parte di Bailey. Qua la zampa!

E se esistesse un cane che non muore mai? Un cane che si reincarna in diverse vite, ricordandosele tutte, una per una? Questa è la magnifica storia di Bailey, raccontata dalla sua stessa, adorabile voce di cane. Ingenuo e spaurito, quando viene al mondo è un bastardino randagio che fatica a capire come girano le cose: non è svelto quanto i fratelli ad accaparrarsi le coccole della sua adorata mamma, va in pezzi per la delusione quando la sua cagnetta preferita viene insidiata da rivali ben più scaltri di lui e quasi muore per lo spavento quando si trova di fronte all'”animale uomo”. Ma ogni volta che rinasce, Bailey è un po’ più saggio e disinvolto. Finché arriva Ethan, un bambino speciale che gli insegnerà il senso del gioco, della lealtà, dell’amore, dell’amicizia; in una parola, il senso dell’esistenza. Nelle vite successive, quando ormai, da cane poliziotto, si ritroverà capace di imprese straordinarie, sarà sempre Ethan il suo pensiero fisso e la persona che vorrà a tutti i costi ritrovare. E quando succederà, Bailey compirà per lui la sua azione più bella, più vera e più grande.
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Dalla mano nera a cosa nostra

Sono presenti in questo libro tutti i protagonisti, di oggi e di ieri, della mafia e della lotta alla mafia. Da Joe Petrosino, il poliziotto italoamericano inviato a Palermo dalle autorità statunitensi per troncare la testa della “Piovra”, a Cesare Mori, il “prefetto di ferro” che Mussolini mandò in Sicilia “per colpire al cuore banditismo e mafia”; da Al Capone, il gangster più famoso di tutti i tempi, a Lucky Luciano, che ebbe un ruolo di primo piano nel favorire lo sbarco degli Alleati in Sicilia, fino a Luciano Liggio e Totò Riina. Lo scenario è scandito da processi, pentimenti (a partire da quello decisivo di Tommaso Buscetta), stragi e agguati per togliere di scena oppositori spesso eroici.
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Dall’atomo all’io

I progressi della scienza non coinvolgono solo pochi addetti ai lavori; in realtà interessano tutti, perché influenzano e modificano aspetti culturali e anche pratici del nostro essere e vivere quotidiano. Per questo tutti dovrebbero conoscere almeno alcuni capisaldi della fisica, dell’astronomia, della biologia, delle neuroscienze. Per esempio: che la materia è ordinata e segue uno schema logico di regole ben determinate; che l’Universo è iniziato all’origine del tempo e da allora si espande continuamente; che l’origine della vita è ancora sconosciuta ma tutti deriviamo da organismi molto semplici esistiti sulla Terra miliardi di anni fa; che il rapporto tra l’Io e il suo cervello si dimostra elusivo e misterioso anche alle più raffinate indagini delle neuroscienze. Rendere accessibili le affascinanti scoperte della scienza mediante un’esposizione semplice, ma aderente al sapere scientifico: ecco la motivazione che ha spinto cinque scienziati di fama internazionale a scrivere questo libro. Prefazione di Giovanni Caprara, Presidente UGIS (Unione giornalisti scientifici italiani).

(source: Bol.com)

Dal passato, incubi per l’87°

E’ Inverno, fa freddo e per Jimmy Harris la vita non è più la stessa da quando dieci anni prima ha perso la vista durante un’azione nella giungla vietnamita. In quel crudo inverno che paralizza la metropoli, non sospetta però che la sua vita sta per essere troncata spietatamente. Ma ora che è lì, sdraiato sull’asfalto con gli occhi vuoti, che importanza può avere per lui, se quel cielo promette altro freddo, altro gelo? Per gli infermieri che aspettano che quelli della scientifica abbiano fatto il proprio lavoro invece importa, perché intirizziti come sono hanno fretta di caricare il cadavere sull’ambulanza e di portarlo all’obitorio. Per Steve Carella e Meyer Meyer dell’87° Distretto il problema è diverso. Hanno freddo anche loro, ma sono soprattutto preoccupati di arrivare presto a scoprire chi ha ucciso Harris e perché. Sanno che meno tempo passa dal momento in cui l’assassino colpisce, maggiori sono le probabilità di trovare le sue tracce. Ma l’assassino, più veloce della polizia, segna altri punti a suo favore colpendo ancora. Per l’87° Distretto, il caso sta diventando un incubo, come quello che per anni ha tormentato Jimmy Harris…

Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo

“Che cosa sappiamo sull’universo, e come lo sappiamo? Da dove è venuto, e dove sta andando? L’universo ebbe un inizio e, in tal caso cosa c’era prima? Il tempo avrà mai una fine?” Con questi quesiti Stephen Hawking ci introduce in una straordinaria avventura: un’emozionante cavalcata nel tempo. L’espansione dell’universo, il principio di indeterminazione, le particelle elementari e le forze della natura, l’origine e la sorte dell’universo, l’unificazione della fisica sono le grandi tappe di questo viaggio indimenticabile. Ma oltre a riassumere le conoscenze tradizionali Hawking illustra le ultime teorie sulla fisica dei buchi neri, il principio antropico, la teoria dell’universo inflazionario, l’universo contenuto in una bolla. Introduzione di Carl Sagan.

Dal big bang ai buchi neri

Stephen Hawking è la più celebre tra le grandi figure della scienza contemporanea. Con questo saggio – diventato un classico della divulgazione scientifica – ha permesso anche ai non specialisti di accostarsi alle più importanti scoperte della fisica degli astri, rendendole chiare e avvincenti. Come ebbe origine l’universo, e perché? Quando è cominciato il tempo? Avrà mai fine? Il cosmo è destinato a espandersi per sempre, o un giorno comincerà a contrarsi? Nel creato c’è posto per un creatore? Sono quesiti che l’uomo si pone da sempre, e a cui la scienza comincia a dare risposte verificabili. La struttura dello spazio e del tempo, la loro storia e il loro destino, il principio di indeterminazione, le particelle elementari, i buchi neri, l’unificazione della fisica: queste le tappe di un viaggio appassionante verso le frontiere estreme della cosmologia, in un libro che si è imposto come bestseller internazionale.

Dal Big Bang ai buchi neri

Che cosa sappiamo sull’universo, e come lo sappiamo? Da dove è venuto, e dove sta andando? L’universo ebbe un inizio e, in tal caso, che cosa c’era ‘prima’? Qual è la natura del tempo? Il tempo avrà mai fine?” Con questi quesiti Stephen Hawking ci introduce in una straordinaria avventura: un’emozionante cavalcata nel tempo. L’espansione dell’universo, lo spazio e il tempo, il principio di indeterminazione, le particelle elementari e le forze della natura, l’origine e la sorte dell’universo, la freccia del tempo, l’unificazione della fisica sono le grandi tappe di questo viaggio indimenticabile. Ma oltre a riassumere le conoscenze tradizionali, Hawking illustra le ultime teorie sulla fisica dei buchi neri, il principio antropico, la teoria dell’universo inflazionario, quella delle corde e delle supercorde, l’universo contenuto in una bolla…

Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini

Cos’hanno in comune la regina Maria Antonietta, Vandana Shiva, Peter Sellers, Fabrizio De André, Virginia Woolf e George Harrison? La risposta è nel libro che avete tra le mani: il racconto di una passione che si intreccia, inestricabile come un gelsomino rampicante, con amori letterari, pittorici e cinematografici, ricordi di viaggi, aneddoti di vita giardiniera e riflessioni sulle sfide e le frontiere della felicità sostenibile. Serena Dandini ci conduce in una passeggiata sentimentale alla ricerca della bellezza che potrà salvarci, con un libro dedicato “a chi voleva cambiare il mondo e invece dopo un po’ si è accorto che è stato il mondo a cambiargli i connotati”. Viaggiando tra parchi incantati e vivai sconosciuti, imbarcandoci sulle navi di cacciatori di piante d’altri tempi, sbirciando gli amori romantici per un raffinato musicista o per un carico di concime, scopriamo insieme con lei che non è mai troppo tardi per mettere dei fiori nei nostri cannoni e bombardare almeno il perimetro del balconcino di casa. Perché, come recita un antico proverbio cinese, chi pianta un giardino semina la felicità.

Dai Canti di Castelvecchio

I Canti di Castelvecchio sono una raccolta pascoliana del 1903: il titolo pare voglia creare un collegamento con i “Canti” leopardiani, suggerendo così, secondo l’interpretazione di Giuseppe Nava, l’ambizione ad una poesia più elevata.

Castelvecchio è la frazione di Barga, in Media Valle del Serchio, nel quale Pascoli aveva acquistato una casa in cui soggiornò molto a lungo, dedicandosi alla poesia e agli studi di letteratura classica (sono famose, e tuttora visibili, le tre scrivanie per lavorare nelle tre lingue, italiano, latino, greco). Qui gli parve di aver finalmente ricostituito il “nido” distrutto di San Mauro.
I Canti di Castelvecchio sono fitti di richiami autobiografici e di rappresentazioni della vita in campagna. Il motto iniziale è il medesimo di Myricae: “arbusta iuvant humilesque myricae” (piacciono gli arbusti e le umili tamerici; ma Pascoli traduce myricae con “cesti” o “stipe”). In tal modo, Pascoli recupera il legame con la raccolta precedente e la poetica del “fanciullino”, accentuandone però la valenza simbolica.
I Canti di Castelvecchio si rivelano inoltre una raccolta interessante per l’uso esteso del linguaggio fonosimbolico, ma soprattutto post-simbolico: abbondano infatti i termini tecnici e gergali tipici del versante barghigiano e della lucchesia.

Il dado è tratto

Un giorno può avere il respiro di un’epoca: forse lo pensava anche Giulio Cesare, quando decise di varcare il Rubicone. Andrea Giardina

Nel gennaio 49 a.C., Cesare, conquistatore delle Gallie, sfidò un ultimatum senatorio. Alla testa di alcune coorti legionarie varcò il Rubicone, pronunziando una celebre frase. Nello stesso giorno occupò Rimini, presidio strategico della terra Italia. Si spinse poi verso sud, minacciando la stessa Roma, cuore di una res publica ormai egemone sul Mediterraneo. Pompeo, incaricato di fermarlo, rispose con una mossa meno celebre ma altrettanto fatidica. Ordinò all’intera classe politica di abbandonare la città e di seguirlo, per contrattaccare dal meridione della Penisola o, addirittura, dai Balcani. Il panico fu inenarrabile. Mai i romani si erano trovati di fronte a una situazione del genere. L’Urbe, nella sua secolare storia, era stata sempre difesa, con alterne fortune, da nemici esterni e interni. A Cesare essa fu invece abbandonata, assieme al suo ricchissimo tesoro. Che cosa avvenne in quei terribili giorni? Come si giunse a una situazione tanto sconcertante? Roma era davvero indifendibile? Quali furono le conseguenze della fuga pompeiana? Per rispondere occorre ricostruire la temperie politica e istituzionale che aveva trasformato la gloriosa res publica in un sistema logoro e corrotto, nel quale ormai troppi non credevano più, e che Cesare riuscì a piegare con rapidità impressionante.

(source: Bol.com)