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L’ascesa dei Deryni

Immaginatevi che il Galles non sia proprio il Galles. Provate a pensare ad esso come a Gwynedd, terra di magia e di avventura, immersa nelle nebbie incantate e misteriose dell’Inghilterra medievale. Provate a pensare che l’Inghilterra non sia proprio l’Inghilterra, quanto piuttosto lo scenario di un meraviglioso, indimenticabile Medioevo, parallelo, carico – come quello storico a noi noto – di molte luci e poche ombre, ma in cui la magia è una forza potente e scoperta, insinuata anche fra le alte gerarchie della Chiesa, e in cui la lotta per la supremazia fra gli Uomini e la razza telepate dei Deryni scandisce l’intero corso della storia. Se tutto questo vi è possibile, siete entrati nel mondo incantato di Gwynedd, così com’è scaturito dalla fantasia di Katherine Kurtz, e potete ora percorrerlo, in compagnia del giovane principe Kelson, condividendone il fato. Un trono, legittimamente, lo attende. Un trono cui è legato il destino degli Undici Regni di Gwynedd; ma sulla sua strada c’è Charissa, la maga Deryni che ha già assassinato suo padre e che ora alimenta la ribellione contro di lui!

L’artista della fuga

Chi è Nola Brown?
Nola è un mistero.
Nola è un problema.
E Nola dovrebbe essere morta.
Il suo corpo è stato trovato su un aeroplano misteriosamente precipitato dal cielo mentre lasciava una base militare segreta in Alaska. L’ufficiale comandante conferma: è morta. Anche il governo US conferma. Ma Jim “Zig” Zigarowski ha appena scoperto la verità: Nola è ancora viva. E sta fuggendo. Zig lavora alla base militare aeronautica di Dover, dove cerca di sistemare i corpi dei militari caduti nelle missioni segrete dell’Esercito americano. Nola era un’amica della figlia di Zig, e una volta le aveva salvato la vita. Mentre scava nel suo passato, scopre che i problemi seguono Nola ovunque. Artista di guerra dell’Esercito americano e soldato addestrato, durante la sua ultima missione Nola ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che le ha fatto guadagnare un nemico: uno che farà di tutto per farla stare zitta. Insieme, Nola e Zig hanno due possibilità: svelare un gioco di prestigio ai più alti livelli del potere, oppure morire nel tentativo di smascherare il segreto più misterioso dell’Esercito americano – una cospirazione che affonda le proprie radici secoli prima e che arriva fino alla storia del più grande artista della fuga: Harry Houdini.
Il thriller che ha sconvolto l’America. La consacrazione definitiva di Brad Meltzer, che con questo romanzo mozzafiato ha conquistato la scena in maniera definitiva catturando l’attenzione di tutti, dai maestri del thriller ai lettori.
«L’artista della fuga è un romanzo-fionda. Brad Meltzer, con mano esperta, lo tira indietro e lo lascia andare, lanciando l’eroina più atipica in un thriller ad alto rischio e ad alta tensione che non vi lascerà prendere fiato. Un consiglio: allacciate le cinture!».
Michael Connelly
«Questo romanzo è come un siluro che per 400 pagine squarcia le acque più profonde prima dell’impatto. Godetevi uno dei migliori thriller di sempre».
David Baldacci
«Meltzer è un maestro e qui è al suo apice. Era dai tempi di Uomini che odiano le donne che non si vedeva un personaggio del genere. Preparatevi a conoscere Nola».
Harlan Coben
**
### Sinossi
Chi è Nola Brown?
Nola è un mistero.
Nola è un problema.
E Nola dovrebbe essere morta.
Il suo corpo è stato trovato su un aeroplano misteriosamente precipitato dal cielo mentre lasciava una base militare segreta in Alaska. L’ufficiale comandante conferma: è morta. Anche il governo US conferma. Ma Jim “Zig” Zigarowski ha appena scoperto la verità: Nola è ancora viva. E sta fuggendo. Zig lavora alla base militare aeronautica di Dover, dove cerca di sistemare i corpi dei militari caduti nelle missioni segrete dell’Esercito americano. Nola era un’amica della figlia di Zig, e una volta le aveva salvato la vita. Mentre scava nel suo passato, scopre che i problemi seguono Nola ovunque. Artista di guerra dell’Esercito americano e soldato addestrato, durante la sua ultima missione Nola ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che le ha fatto guadagnare un nemico: uno che farà di tutto per farla stare zitta. Insieme, Nola e Zig hanno due possibilità: svelare un gioco di prestigio ai più alti livelli del potere, oppure morire nel tentativo di smascherare il segreto più misterioso dell’Esercito americano – una cospirazione che affonda le proprie radici secoli prima e che arriva fino alla storia del più grande artista della fuga: Harry Houdini.
Il thriller che ha sconvolto l’America. La consacrazione definitiva di Brad Meltzer, che con questo romanzo mozzafiato ha conquistato la scena in maniera definitiva catturando l’attenzione di tutti, dai maestri del thriller ai lettori.
«L’artista della fuga è un romanzo-fionda. Brad Meltzer, con mano esperta, lo tira indietro e lo lascia andare, lanciando l’eroina più atipica in un thriller ad alto rischio e ad alta tensione che non vi lascerà prendere fiato. Un consiglio: allacciate le cinture!».
Michael Connelly
«Questo romanzo è come un siluro che per 400 pagine squarcia le acque più profonde prima dell’impatto. Godetevi uno dei migliori thriller di sempre».
David Baldacci
«Meltzer è un maestro e qui è al suo apice. Era dai tempi di Uomini che odiano le donne che non si vedeva un personaggio del genere. Preparatevi a conoscere Nola».
Harlan Coben

L’artiglio del Falco d’Argento

Per quattro lunghi giorni, Keli ha atteso il segno, la visione destinata a sancire il suo passaggio dall’adolescenza all’età adulta: ha tremato di fame, freddo e paura, sperando così di ricevere il suo nome di uomo e di comprendere la missione a lui assegnata nel mondo. L’unica breccia nel silenzio ostinato che gli dèi sembrano riservargli è l’apparizione di un falco d’argento, che ghermisce il braccio del ragazzo e, fissandolo coi suoi occhi nerissimi, gli affida un messaggio oscuro e inquietante: Sii un Artiglio per il tuo popolo.
**

L’Arte Italiana in Quindici Weekend E Mezzo

Flavio Caroli è uno storico dell’arte dalle indiscusse capacità narrative. In questo saggio che diventa un romanzo, dialoga con un’amica di lunga data accompagnandola per quindici weekend e mezzo alla scoperta di grandi artisti, monumenti universalmente noti e gioielli nascosti (scelti dopo una oculatissima scrematura) nei luoghi nevralgici dell’arte italiana.** **Passeggiando per le vie dei centri storici o raggiungendo musei fuoriporta, ci presenta in un racconto ricco di immagini protagonisti come Andrea Mantegna, che si può incontrare nella basilica di Sant’Andrea, a Mantova, non solo attraverso le sue opere ma anche sotto forma di un busto scolpito posto nella Cappella funeraria, e promette: «Si innamorerà dello sguardo lontano di chi vede la grandezza del passato, e subito dopo ne percepisce la caducità e la cenere, e non può che rifugiarsi nella melanconia, e dar vita, con quella, agli unici antidoti concessi agli umani, che sono l’arte e la bellezza». A Venezia, dopo una sosta allo storico Harry’s Bar, ci propone l’incontro con Giovanni Bellini alle Gallerie dell’Accademia: «La linea belliniana incontra la linea introspettiva dell’arte occidentale, con una carta in più, risolutiva: la luce come elemento realistico, drammatico e drammatizzante». Ai grandi artisti e alle loro imprescindibili opere affianca aneddoti poco noti, come l’importanza della Cascina Pozzobonelli di Milano, senza la quale il Castello Sforzesco non sarebbe come lo vediamo oggi. Un graffito presente nel portico mostra infatti l’aspetto originario del castello, con la Torre del Filarete, crollata nel 1521: fu su questa immagine che l’architetto Luca Beltrami si basò per ricostruire la torre fra il 1892 e il 1905.
Un percorso nella storia dell’arte che si fa via via racconto personale: «Ricordi quando io ero poco più che un ragazzo, e tu mi sgridavi perché – a tuo dire – perdevo tempo con gli artisti, invece di occuparmi di te?». Oggi le opere di alcuni di quegli artisti, gli avanguardisti degli anni Sessanta appartenenti alla corrente dell’Arte Povera, sono raccolte** **al Castello di Rivoli, cui dedicare un ultimo, mezzo weekend: «Incontrerai le grandi metafore insite nell’occupazione dello spazio: metafore legate al naufragio della civiltà classica in Jannis Kounellis; metafore della socialità in Luciano Fabro; metafore dell’infinita ambiguità dei linguaggi che generano l’immagine figurativa in Giulio Paolini».
La felice penna di Flavio Caroli ci indica la via per comprendere appieno il patrimonio artistico italiano, nella convinzione che i capolavori sono il riassunto dei pensieri più profondi di un’epoca storica, e costituiscono «l’apertura visionaria verso il tempo che verrà».
**
### Sinossi
Flavio Caroli è uno storico dell’arte dalle indiscusse capacità narrative. In questo saggio che diventa un romanzo, dialoga con un’amica di lunga data accompagnandola per quindici weekend e mezzo alla scoperta di grandi artisti, monumenti universalmente noti e gioielli nascosti (scelti dopo una oculatissima scrematura) nei luoghi nevralgici dell’arte italiana.** **Passeggiando per le vie dei centri storici o raggiungendo musei fuoriporta, ci presenta in un racconto ricco di immagini protagonisti come Andrea Mantegna, che si può incontrare nella basilica di Sant’Andrea, a Mantova, non solo attraverso le sue opere ma anche sotto forma di un busto scolpito posto nella Cappella funeraria, e promette: «Si innamorerà dello sguardo lontano di chi vede la grandezza del passato, e subito dopo ne percepisce la caducità e la cenere, e non può che rifugiarsi nella melanconia, e dar vita, con quella, agli unici antidoti concessi agli umani, che sono l’arte e la bellezza». A Venezia, dopo una sosta allo storico Harry’s Bar, ci propone l’incontro con Giovanni Bellini alle Gallerie dell’Accademia: «La linea belliniana incontra la linea introspettiva dell’arte occidentale, con una carta in più, risolutiva: la luce come elemento realistico, drammatico e drammatizzante». Ai grandi artisti e alle loro imprescindibili opere affianca aneddoti poco noti, come l’importanza della Cascina Pozzobonelli di Milano, senza la quale il Castello Sforzesco non sarebbe come lo vediamo oggi. Un graffito presente nel portico mostra infatti l’aspetto originario del castello, con la Torre del Filarete, crollata nel 1521: fu su questa immagine che l’architetto Luca Beltrami si basò per ricostruire la torre fra il 1892 e il 1905.
Un percorso nella storia dell’arte che si fa via via racconto personale: «Ricordi quando io ero poco più che un ragazzo, e tu mi sgridavi perché – a tuo dire – perdevo tempo con gli artisti, invece di occuparmi di te?». Oggi le opere di alcuni di quegli artisti, gli avanguardisti degli anni Sessanta appartenenti alla corrente dell’Arte Povera, sono raccolte** **al Castello di Rivoli, cui dedicare un ultimo, mezzo weekend: «Incontrerai le grandi metafore insite nell’occupazione dello spazio: metafore legate al naufragio della civiltà classica in Jannis Kounellis; metafore della socialità in Luciano Fabro; metafore dell’infinita ambiguità dei linguaggi che generano l’immagine figurativa in Giulio Paolini».
La felice penna di Flavio Caroli ci indica la via per comprendere appieno il patrimonio artistico italiano, nella convinzione che i capolavori sono il riassunto dei pensieri più profondi di un’epoca storica, e costituiscono «l’apertura visionaria verso il tempo che verrà».

L’arte di uccidere

Un cadavere vestito da Farone egizio, un’automobile guidata da un morto, un uomo impiccato in una strada fantasma sono gli ingredienti di un micidiale manicaretto di morte. Secondo volume che vede come protagonista l’ispettore Bencolin.

L’arte di amare (eNewton Classici)

**Edizione integrale
Testo latino a fronte
Cura e traduzione di Cesare Vivaldi
«Se c’è qualcuno tra i tanti lettori che non conosce l’arte di amare mi legga, poi potrà amare con stile».**
È un manuale che diverte e incuriosisce, quello di Ovidio: una geniale e colorata sequenza di scene maliziose, di quadri brillanti; un inno all’eros, ora sussurrato, ora gridato. La seduzione e l’amplesso sono per Ovidio un’arte vera e propria, al pari di quella oratoria o di quella militare. Serve talento, ma la si può imparare. E nei suoi versi ha confezionato un elegante repertorio di casistica amorosa, un vero e proprio catechismo del corteggiamento e dell’atto amatorio che, ammonisce il poeta, ha come supremo fine la totale soddisfazione di entrambi i partner.
**Ovidio**
nacque a Sulmona nel 43 a.C. Di famiglia benestante, fu mandato a Roma a studiare eloquenza e a tentare la carriera pubblica. Si segnalò presto come poeta con gli *Amores*, cui seguiranno le *Heroides *e la tragedia *Medea*, andata perduta. La sua opera più famosa resta *Le metamorfosi*. Esiliato a Tomi, sul Mar Nero, nell’8 d.C., vi morì nel 17. La Newton Compton ha pubblicato in edizione integrale con testo latino a fronte anche *L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco* e *Le metamorfosi*.
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### Sinossi
**Edizione integrale
Testo latino a fronte
Cura e traduzione di Cesare Vivaldi
«Se c’è qualcuno tra i tanti lettori che non conosce l’arte di amare mi legga, poi potrà amare con stile».**
È un manuale che diverte e incuriosisce, quello di Ovidio: una geniale e colorata sequenza di scene maliziose, di quadri brillanti; un inno all’eros, ora sussurrato, ora gridato. La seduzione e l’amplesso sono per Ovidio un’arte vera e propria, al pari di quella oratoria o di quella militare. Serve talento, ma la si può imparare. E nei suoi versi ha confezionato un elegante repertorio di casistica amorosa, un vero e proprio catechismo del corteggiamento e dell’atto amatorio che, ammonisce il poeta, ha come supremo fine la totale soddisfazione di entrambi i partner.
**Ovidio**
nacque a Sulmona nel 43 a.C. Di famiglia benestante, fu mandato a Roma a studiare eloquenza e a tentare la carriera pubblica. Si segnalò presto come poeta con gli *Amores*, cui seguiranno le *Heroides *e la tragedia *Medea*, andata perduta. La sua opera più famosa resta *Le metamorfosi*. Esiliato a Tomi, sul Mar Nero, nell’8 d.C., vi morì nel 17. La Newton Compton ha pubblicato in edizione integrale con testo latino a fronte anche *L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco* e *Le metamorfosi*.

L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco

L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco by Publio Ovidio Nasone
Cura e traduzione di Cesare Vivaldi
Testo latino a fronte
Edizioni integrali
Il far bene l’amore, il saper sedurre, conquistare e poi trattenere a sé la persona desiderata è per Ovidio un’arte vera e propria, al pari di quella oratoria o di quella militare. Autentico breviario della raffinatezza e della frivolezza di una società gaudente e mondana, giunta ormai all’apice della sua potenza, i tre poemetti proposti nel volume sono un esempio di erotismo elegante, un repertorio di casistica amorosa, un catechismo del corteggiamento e dell’atto amatorio che, insegna Ovidio, con sapiente indugiare e repentino affrettarsi deve compiersi con la totale soddisfazione di entrambi i partner. Il genio di Ovidio si rivela in una serie vivacissima e colorata di scene maliziose e brillanti, inno a una giovinezza che sta fuggendo, tra teneri sussurri, grida e dolcezze.
«Se c’è qualcuno tra i tanti lettori che non conosce l’arte di amare mi legga, poi potrà amare con stile.»
Ovidio
Publio Ovidio Nasone nacque a Sulmona nel 43 a.C. Di famiglia benestante, fu mandato a Roma a studiare eloquenza e a tentare la carriera pubblica. Si segnalò presto come poeta con gli Amores, cui seguiranno le Heroides e la tragedia Medea, andata perduta. La sua opera più famosa resta Le metamorfosi. Esiliato a Tomi, sul Mar Nero, nell’8 d.C., vi morì nel 17. La Newton Compton ha pubblicato in edizione integrale con testo latino a fronte L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco e Le metamorfosi.

L’arte di amare

L’amore è indispensabile all’esistenza. Eppure, in molto casi, ne si ignora il vero significato. Per lo più l’amore viene scambiato con il bisogno di essere amati. In questo modo un atto creativo, dinamico e stimolante si trasforma in un tentativo egoistico di di piacere. Ma il vero amore – sostiene Fromm – è un sentimento molto più profondo, che richiede sforzo e saggezza, umiltà e coraggio, ma soprattutto è qualcosa che si può imparare.

L’arte della serenità

La serenità, che può essere definita la chiave di volta del nostro benessere psicofisico, nasce dal naturale equilibrio fra interiorità ed esteriorità e si situa sulla linea di demarcazione fra opposte esigenze; è quell’armonia verso se stessi e verso gli altri che viene messa a dura prova dagli avvenimenti, positivi o negativi che siano. Come fare a conservarla o a ripristinarla quando si sia perduta? Il problema è stato dibattuto dai saggi di tutti i tempi e di tutti i paesi. Partendo dalle loro considerazioni, l’autore svolge una serie di riflessioni – riguardanti le situazioni pratiche della nostra esistenza – che mirano ad un duplice scopo: identificare le cause profonde che mettono in crisi la serenità e realizzare, con queste stesse meditazioni, una particolare specie di difesa e di terapia, quella che un tempo si chiamava cura dell’anima.

L’arte dell’abbraccio

L’arte dell’abbraccio by Sarah Wider, Daisaku Ikeda
**Le parole del buddismo e dei grandi poeti svelano la forza rivoluzionaria degli affetti e delle vere relazioni per sconfiggere ansie e paure e fare della propria vita un faro di positività.** «*Se accendi una lampada per qualcuno, la sua luce illuminerà anche il tuo cammino.*» Nichiren «*Quando le amicizie sono reali, non sono filamenti di cristallo o ricami di brina, ma la cosa più solida che conosciamo.*» Ralph W. Emerson
Ispirato alle parole di poeti e pensatori, questo libro è un elogio alle relazioni che danno un senso alla vita. Sono le relazioni che ci legano ad amici e genitori, agli insegnanti, ai grandi artisti e scrittori del passato che vivono ancora nelle loro opere. O il legame con la natura e con le tradizioni. Il dialogo tra il grande pensatore e maestro buddista Daisaku Ikeda e la studiosa Sarah Wider mette in luce il valore di costruire legami e tesse le lodi di coloro che si impegnano a gettare ponti, dai grandi poeti alle persone comuni. Le donne soprattutto, con le loro azioni quotidiane, hanno un particolare dono per mettere le basi per la pace e l’armonia. Le parole di saggezza dell’insegnamento buddista si fondono alle suggestioni della poesia per guidarci costruire una rete di relazioni autentiche, a partire da quella con se stessi.

L’arrivo

Gli Andaliti sono finalmente arrivati sulla Terra. Ax e gli altri Animorph hanno ora degli alleati nella lotta contro l’invasione degli Yeerk. Gli Andaliti però sono solo quattro. Non certo sufficienti per sconfiggere migliaia di Yeerk. Non abbastanza da impedire che altri esseri umani vengano infestati. Tutti sono dell’opinione che la battaglia deve continuare. Ma gli Andaliti non hanno alcuna intenzione di combattere a fianco degli umani. Sono convinti che le loro capacità non siano all’altezza della situazione. E pretendono che Ax scelga da che parte stare. Ax si schiererà con i suoi amici o con la sua gente? Età di lettura: da 9 anni.
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L’arpista del vento

La terra di Hed, è risaputo, non è mai stata una fucina di eroi. Tutti i suoi abitanti – compresi i principi che la reggono – sono contadini, ed anche Morgon, Signore di Hed, è un contadino. Ma non solo questo. Perché in un mondo da cui la magia è misteriosamente scomparsa in un remoto passato, e nel quale il sapere esoterico è affidato ai Signori degli indovinelli, Morgon può essere considerato un adepto, il miglior allievo della scuola di Caithnard, unico risolutore di un indovinello rimasto inspiegabile per oltre settecento anni. E poi Morgon ha tre stelle in fronte, identiche a quelle incise su un’arpa che solo lui può suonare e sull’elsa di una spada che solo lui può impugnare. Così, senza volerlo, il principe di Hed viene coinvolto in un viaggio fantastico e in un’avventura misteriosa, nel viaggio verso la montagna di Erlenstar assieme all’arpista del Supremo, per cercare risposta a una domanda che neppure lui ancora conosce. La trilogia de Il Signore Degli Enigmi è composta dai romanzi: Il Signore Degli Enigmi Di Hed, L’Erede Del Mare E Del Fuoco, L’Arpista Del Vento.

L’Armata Perduta Di Cambise

Nel 523 a.C. l’imperatore persiano Cambise spedì un esercito nel deserto egiziano per distruggere l’oracolo di Amon a Siwa. Ma la spedizione fu sorpresa da una tempesta di sabbia che la seppellì completamente: cinquantamila uomini trovarono così una morte orribile. Duemilacinquecento anni dopo, una serie di omicidi sembra ricollegarsi a quei lontani avvenimenti. Sulle tracce dell’assassino si mettono l’ispettore Yusuf Khalifà e Tara Mullray, figlia di un archeologo scomparso, che in breve scoprono come tutta la vicenda ruoti attorno a un misterioso reperto che permetterebbe di localizzare l’armata perduta. Sulle tracce del ”pezzo” ci sono anche il pericoloso terrorista Sayf al-Tha’r e le ambasciate inglese e americana interessate alla sua cattura. I due investigatori si trovano così coinvolti in una feroce vicenda di complotti internazionali, terrorismo e spionaggio che li condurrà, alla fine di una rischiosa caccia all’uomo, alla dolorosa e sconcertante soluzione dell’enigma.

(source: Bol.com)

L’armata a cavallo

*L’armata a cavallo* è un’antologia di brevi storie ispirate alla guerra civile e scritte con uno stile che riesce a intrecciare sangue e romanticismo, lirismo e barbarie. Eroi a volte feroci, a volte buffi, i personaggi di Babel’ sono tutti esuberanti, uomini vivi, con pregi e colpe che danno vita a una fiumana, una valanga, una tempesta dove tuttavia ciascuno ha il proprio volto, i propri sentimenti, il proprio linguaggio. Con uno stile che cerca di smitizzare la violenza, Babel’ mette in luce il rovescio della crudeltà e la forza bruta dei leggendari cosacchi, resttuendo la dimensione umana di coloro che hanno combattuto e sono morti per la rivoluzione.

L’arma mutante

Un pianeta ricco di domande senza risposte: come ha fatto la colonia umana che ci vive, tagliata fuori da tutto e da tutti, a subire un’epidemia? Perché i sintomi della malattia sono sconosciuti al mondo medico? E perché all’arrivo di un’astronave medica, invece di gioire, tentano invece di distruggerla? A tutte queste domande risponderà Calhoun, il protagonista di questo primo episodio della tetralogia dedicata all’astronave Esculapio 20 e alle sue avventure: solo tre di questi romanzi hanno visto la luce in Italia.