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La nuova dinastia

Mi chiamo Astridius, principe dei folletti, re degli stracci, ultimo miserabile rampollo di una stirpe perseguitata, e in questo libro racconto la mia storia. Sono figlio di un uomo buono giustiziato con una falsa accusa di stregoneria, per il fatto di essere un divinatore. Questo è il nome che danno a coloro che possono vedere i folletti, creature fatte di aria e di follia. Vederli e ascoltarli: i folletti non tacciono mai. La loro compagnia, vi do la mia parola, non è uno scherzo, anche se hanno riempito la mia sterminata solitudine permettendole di non essere totale. I folletti ci danno la capacità di conoscere il futuro, perché ce lo raccontano con le loro piccole voci ossessive. Ma del futuro ci raccontano soprattutto i disastri. Hanno una predisposizione per i disastri. La vita di un divinatore è assordata da questo continuo triste cicaleccio. In effetti è terribile essere a conoscenza delle sciagure che stanno per arrivare. L’ossessione di evitarle vi riempie l’anima. E quindi noi divinatori ripetiamo le profezie udite, nella speranza che qualcuno faccia qualcosa per scongiurarle, qualcosa di intelligente, ma l’intelligenza è un bene prezioso e non sempre abbondante. Quello che puntualmente otteniamo sono odio e persecuzioni. Le persone non vogliono conoscere le verità terribili e odiano chi le preannuncia. Ci accusano di essere noi a causare, evocandolo, il dolore che invece vogliamo solo evitare. Quando ho scoperto di avere lo stesso dono di mio padre, di essere anche io un divinatore, per qualche istante ho avuto la scelta: tapparmi le orecchie, vivere in pace, pascolare le mie pecore, fabbricare il formaggio. Oppure come mio padre intervenire e battermi con tutte le mie poche forze perché il male non inghiotta il mondo. Ho fatto la scelta di combattere. Mi chiamo Astridius, principe degli stracci, re dei folletti, e ho vinto la mia guerra.
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### Sinossi
Mi chiamo Astridius, principe dei folletti, re degli stracci, ultimo miserabile rampollo di una stirpe perseguitata, e in questo libro racconto la mia storia. Sono figlio di un uomo buono giustiziato con una falsa accusa di stregoneria, per il fatto di essere un divinatore. Questo è il nome che danno a coloro che possono vedere i folletti, creature fatte di aria e di follia. Vederli e ascoltarli: i folletti non tacciono mai. La loro compagnia, vi do la mia parola, non è uno scherzo, anche se hanno riempito la mia sterminata solitudine permettendole di non essere totale. I folletti ci danno la capacità di conoscere il futuro, perché ce lo raccontano con le loro piccole voci ossessive. Ma del futuro ci raccontano soprattutto i disastri. Hanno una predisposizione per i disastri. La vita di un divinatore è assordata da questo continuo triste cicaleccio. In effetti è terribile essere a conoscenza delle sciagure che stanno per arrivare. L’ossessione di evitarle vi riempie l’anima. E quindi noi divinatori ripetiamo le profezie udite, nella speranza che qualcuno faccia qualcosa per scongiurarle, qualcosa di intelligente, ma l’intelligenza è un bene prezioso e non sempre abbondante. Quello che puntualmente otteniamo sono odio e persecuzioni. Le persone non vogliono conoscere le verità terribili e odiano chi le preannuncia. Ci accusano di essere noi a causare, evocandolo, il dolore che invece vogliamo solo evitare. Quando ho scoperto di avere lo stesso dono di mio padre, di essere anche io un divinatore, per qualche istante ho avuto la scelta: tapparmi le orecchie, vivere in pace, pascolare le mie pecore, fabbricare il formaggio. Oppure come mio padre intervenire e battermi con tutte le mie poche forze perché il male non inghiotta il mondo. Ho fatto la scelta di combattere. Mi chiamo Astridius, principe degli stracci, re dei folletti, e ho vinto la mia guerra.

NUMB Anna

LA STORIA D’AMORE ITALIANA VINCITRICE AI WATTYS, con oltre 1 milione e 200 mila visualizzazioni online.

‘Non si è mai in un posto per caso. Si finisce sempre per essere dove dobbiamo.’

L’aeroporto è intasato di auto parcheggiate al sole e bagagli a mano trascinati in tutta fretta. Nel cielo, il rumore assordante di un aereo in partenza. L’ultima volta che Anna ha raggiunto sua nonna Evelin in Inghilterra aveva soltanto sette anni. Ora, a diciott’anni, e al suo primo viaggio da sola, si sente irrequieta. Chiunque si sentirebbe così. Perché questa volta non si tratta di una vacanza estiva come le altre. Anna è stata ammessa al Magdalene College di Cambridge e la sua vita sta per cambiare: una nuova casa, nuovi amici, un nuovo mondo tutto da scoprire. Ha organizzato questo viaggio nel minimo dettaglio. Eppure quel che ancora non compare nei suoi appunti, scritti con precisione sull’agenda, tra gli orari dei corsi da seguire, è il nome di Nicolas, né l’enorme mistero dei suoi occhi. Non c’è nemmeno il fiume Cam, lento e dolce, che dalle sue sponde la guarda e le ricorda che siamo sempre dove dobbiamo essere. Anna si sente totalmente impreparata a tutto questo. Un universo di emozioni sconosciute l’attende. Così come l’incontro con un nuovo sentimento. L’amore. Con una scrittura intensa, incisiva e carica di emozioni, Diego Ferra ha saputo conquistare il cuore delle lettrici.

La serie Numb è stata infatti per mesi in classifica su Wattpad, nella categoria ‘Storie d’amore’, fino alla vittoria ai Wattys, il concorso annuale che premia le storie migliori e più seguite della piattaforma, totalizzando oltre 1 milione e 200 mila visualizzazioni. Ora, arriva finalmente in libreria, in una nuova, inedita versione.

(source: Bol.com)

Nulla al mondo di più bello

‘Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre’, disse una volta Winston Churchill. Con l’abilità del narratore, la documentazione dello storico e la passione del tifoso, Enrico Brizzi racconta il calcio che nessuno ha mai visto in televisione: prendono vita in queste pagine i protagonisti, le partite e i retroscena di anni drammatici e appassionanti, quelli che vanno dalla vittoria italiana della Coppa del mondo nel ’38 agli scalcagnati tornei di guerra, e da questi alla stagione della ricostruzione dominata dagli ‘invincibili’ del Grande Torino.

Parigi, 1938, Vittorio Pozzo, commissario tecnico della Nazionale, festeggia la Coppa del mondo vinta dall’Italia per la seconda volta consecutiva. ‘Nulla al mondo di più bello’, afferma commosso. È l’apogeo del calcio italiano con i suoi campioni e le loro storie fantastiche: Meazza, il fuoriclasse nato poverissimo e diventato grazie al calcio l’uomo più popolare della sua Milano; il cannoniere Silvio Piola, sottratto in nome della ragion di Stato alla Pro Vercelli e consegnato alla Lazio; il ‘Fornaretto’ Amedeo Amadei e gli altri alfieri giallorossi che riusciranno infine a portare lo scudetto sulle sponde del Tevere; e ancora, il bolognese Biavati, imprendibile inventore del ‘doppio passo’, e lo scatenato triestino Colaussi. Mentre l’Italia tutta festeggia, ha inizio l’odiosa discriminazione razziale e i venti di guerra travolgono il pallone. La fortissima Austria viene ‘annessa’ alla Germania, in Francia i nazionalisti storcono il naso di fronte alla presenza dei primi giocatori arabi e neri fra i ranghi della Nazionale, in Russia le purghe decimano intere squadre, gli esuli baschi e catalani in fuga dalla Spagna di Franco si rifugiano a giocare in Messico. Quando la parola spetterà agli eserciti, i calciatori italiani saranno chiamati a mandare avanti sino all’ultimo momento possibile il torneo di Serie A, la ‘distrazione di massa’ che più di ogni altra dovrebbe garantire una parvenza di normalità al Paese prossimo a trasformarsi in campo di battaglia. Con la pace, ecco Valentino Mazzola chiamare il Toro alla carica rimboccandosi le maniche della casacca; l’epopea granata restituirà orgoglio e fiducia a un’Italia battuta, umiliata e smaniosa di riscatto sotto le nuove insegne repubblicane. I campioni del pallone sono gli spiriti benevoli che presiedono al ‘meraviglioso giuoco’, gli uomini che hanno regalato emozioni ai padri dei nostri padri e, così facendo, hanno accompagnato e reso unica la storia del nostro Paese.

(source: Bol.com)

Novelle divertenti del Decamerone

Nelle novelle del Decamerone sono, molto spesso, presenti alcune delle tematiche predilette dal Boccaccio, come la beffa, la fortuna e la peripezia; in questo modo, l’autore mette in evidenza l’aspetto ludico e grottesco, caratteristiche assai evidenti nei suoi personaggi. Uno dei fini ultimi dei suoi racconti è l’intrattenimento finalizzato al riso e alla spensieratezza, peculiarità ottime per avvicinare i più giovani alla lettura; una sana distrazione che incentiva l’arricchimento del bagaglio culturale personale. Età di lettura: da 10 anni.
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Nove vite come i gatti

”La felicità è essere contenti di quello che si ha. E io non posso proprio lamentarmi. Ho avuto tanto senza mai scendere a compromessi. Ho battagliato, certo. Ma fa parte del gioco.” Ironica, irriverente, ostinata, Margherita Hack ha attraversato il Novecento con lo sguardo rivolto verso il cielo per indagare l’universo, ma ha sempre voluto tenere ”i piedi ben saldi per terra”, mettendo la propria intelligenza e sensibilità al servizio di tutti. Diventata un simbolo della passione scientifica e civile in Italia, la Hack ripercorre la propria entusiasmante esistenza: racconta l’adolescenza in tempo di guerra e la scoperta dell’astrofisica, ricorda l’importanza dei principi che hanno guidato la sua vita, dall’etica del lavoro all’impegno sociale, testimonia la sua partecipazione alle vicende del nostro Paese e riflette sul futuro della ricerca scientifica in Italia. Il suo è il racconto di una donna di scienza controcorrente, che a oltre novant’anni si diverte ancora a provocare scompiglio e che rappresenta per tutti noi un raro esempio di libertà e coerenza.

(source: Bol.com)

I nove custodi del sepolcro. Parthenope trilogy

L’archeologo Nico Valenti Albani ha appena fatto una scoperta stupefacente nel ventre della città partenopea, risalente addirittura al primo secolo avanti Cristo. Nel frattempo nell’isola di Malta un uomo sta fuggendo attraverso le stradine del centro storico della capitale. Ha commesso un grave errore: ha rivelato alla persona sbagliata di essere in possesso di un prezioso reperto… Dopo qualche tempo il mercante d’arte Lorenzo Aragona e sua moglie Àrtemis si trovano a un ricevimento sul faraonico yacht di un miliardario russo, ancorato al largo di Santorini, in Grecia. Viktor Babikov, famoso collezionista di opere d’arte, vuole la loro consulenza su un antico manufatto dalla forma singolare, con una misteriosa iscrizione in greco. Babikov l’ha acquistato da un mercante maltese, poi stranamente scomparso. Ma Lorenzo conosce bene il venditore: è Sante Spiteri. Che fine ha fatto il suo vecchio amico? Inizia così una pericolosa caccia al tesoro che porterà ancora una volta Lorenzo a indagare sulle leggendarie radici della sua città, Napoli, fino a calarsi negli abissi del mare per risolvere uno dei suoi più antichi e oscuri enigmi.
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Le nove chiavi dell’antiquario

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI LA CATTEDRALE DEI NOVE SPECCHI Avvincente come La biblioteca dei morti Leggendario come I pilastri della terra Un grande thriller di Martin Rua Parthenope Trilogy Le indagini del mercante d’arte Lorenzo Aragona Gerusalemme, 1118. Alcuni monaci del neonato Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, più tardi noti come Templari, fanno una scoperta inquietante nelle viscere del Monte del Tempio. Berlino, 1945. Un gruppo scelto di uomini si inoltra nella capitale del Terzo Reich devastata dai bombardamenti, per recuperare un prezioso manufatto. Napoli, 2012. La vita dell’antiquario Lorenzo Aragona procede tranquilla, finché una giovane donna dell’Est, comparsa misteriosamente, lo trascina in una drammatica vicenda dai risvolti esoterici. Ma chi è veramente Anna Nikitovna Glyz e che cosa lega suo nonno al nonno di Lorenzo? Per scoprirlo, i due iniziano un viaggio seguendo tracce e simboli da interpretare e decifrare. Un viaggio che, da Gerusalemme a Berlino, porta a Napoli e a Kiev, fino a Roma, e che presto assume i contorni di una fuga. Perché tutti gli indizi che Anna e Lorenzo trovano conducono a un misterioso e millenario enigma… il Codice Baphomet. Cosa si cela dietro questo antichissimo arcano ideato e tenuto segreto sino a oggi dai leggendari maghi caldei? Un successo nato dal passaparola Nove chiavi Nove simboli Nove custodi Quale enigma lega la vita di un antiquario napoletano all’antichissimo potere del codice dei templari? ‘Ciascuno di noi conserverà una chiave e un simbolo; noi che siamo i nove fondatori del nostro Ordine, come nove erano coloro che accompagnarono l’Architetto nel suo ultimo viaggio, custodendone anche il segreto più tremendo. Prendiamo tutto e richiudiamo per sempre questa grotta.’ ‘L’enigma dei templari nel romanzo di Rua. Un incastro letterario da cui ha origine una ragnatela di misteri.’ La Repubblica ‘Martin Rua costruisce un intreccio tra Medioevo, Germania nazista e la Napoli di oggi.’ Il Mattino ‘Uno dei casi letterari dell’anno.’ La Gazzetta del MezzogiornoMartin RuaÈ nato a Napoli dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle Religioni. I suoi studi si sono concentrati particolarmente su massoneria e alchimia. Dopo un viaggio a Praga e poi a Chartres ha dato vita a Lorenzo Aragona, il personaggio dei suoi romanzi, in bilico tra avventura ed esoterismo. Ha iniziato come scrittore autopubblicato arrivando a vendere migliaia di copie del suo ebook in poche settimane. Le nove chiavi dell’antiquario, pubblicato dalla Newton Compton nel 2013, è stato per settimane nella classifica dei libri italiani più venduti e i diritti di traduzione sono stati acquistati in Francia.

(source: Bol.com)

Il Novantatré

*Il Novantatré* è l’ultimo romanzo di Victor Hugo, frutto della vegeta e operosa vecchiaia dello scrittore: l’intricatissima vicenda è ambientata durante l’apogeo della Rivoluzione, nell’anno forse più tragico e più sanguinoso, l’anno della crisi, quando la Convenzione, ormai decimata, ha abdicato nelle mani di Robespierre e Danton e i realisti, approfittando del disordine civile, ingaggiano nella Vandea una lotta disperata. Hugo, con un ritmo serrato e intenso, amalgama abilmente il racconto storico con il romanzo di avventure, creando un affresco di grande potenza e dalle tinte corrusche, in cui i personaggi si muovono in preda a sentimenti contrastanti, in perenne lotta con se stessi. Figure leggendarie e gloriose, scolpite a tutto tondo, che si imprimono tenacemente nella memoria del lettore.

Notturno salentino

Una masseria in Salento, una festa, estate. Una Puglia arsa dal sole, meravigliosa e impenetrabile, colonizzata da ricchi milanesi e romani e dalle loro case di villeggiatura, abitata da personaggi astuti e imprevedibili. La tenuta accanto a quella in cui si svolge la festa è appena stata comprata da Livia, che ha poco più di quarant’anni, due figli piccoli, Marta e Tito, e un compagno, Boris, che l’ha lasciata per l’ennesima volta sola, per un viaggio di lavoro. Con lei si sono trasferite due donne, per aiutarla durante la vacanza a badare ai bambini e a sistemare la nuova casa: Cynthia, una conturbante e sensuale ragazza nigeriana, e la polacca Klara, una giovane intransigente e nevrotica.
Livia conosce Brando, un misterioso e affascinante signore più grande di lei, che pare non avere altro scopo al mondo se non sedurla. Per gioco e per vendetta, decide di uscire con lui.
L’indomani, in un pozzo in fondo al giardino della tenuta, Livia trova il corpo senza vita di Antonio Locandido, un fabbro salentino giovane e sfacciato che ha avuto l’ardire di flirtare con entrambe le ragazze che lavorano per lei. E tutto inizia a precipitare.
In un girotondo di turbamenti e bugie, menzogne e omissioni, Livia, che si trova a essere tra i sospettati della polizia, cerca di mettere ordine nella realtà e fare i conti con se stessa, mentre l’indagine intorno alla morte di Antonio si infittisce.
In un crescendo di tensione, *Notturno salentino* può essere letto come un thriller hitchcockiano in cui una donna vede la propria vita sconvolta e messa sottosopra da un evento imprevisto e molti enigmi, ma anche come un affresco che indaga l’animo umano e la complessità dei rapporti che legano una famiglia, finiti i primi ardori dell’amore, quando la routine quotidiana comincia a presentare il conto.
Uno splendido romanzo che ricorda grandi successi internazionali come *Gone Girl* e *La ragazza del treno*, in una sintesi originale e raffinata, impreziosita dalla magnifica ambientazione salentina.
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### Sinossi
Una masseria in Salento, una festa, estate. Una Puglia arsa dal sole, meravigliosa e impenetrabile, colonizzata da ricchi milanesi e romani e dalle loro case di villeggiatura, abitata da personaggi astuti e imprevedibili. La tenuta accanto a quella in cui si svolge la festa è appena stata comprata da Livia, che ha poco più di quarant’anni, due figli piccoli, Marta e Tito, e un compagno, Boris, che l’ha lasciata per l’ennesima volta sola, per un viaggio di lavoro. Con lei si sono trasferite due donne, per aiutarla durante la vacanza a badare ai bambini e a sistemare la nuova casa: Cynthia, una conturbante e sensuale ragazza nigeriana, e la polacca Klara, una giovane intransigente e nevrotica.
Livia conosce Brando, un misterioso e affascinante signore più grande di lei, che pare non avere altro scopo al mondo se non sedurla. Per gioco e per vendetta, decide di uscire con lui.
L’indomani, in un pozzo in fondo al giardino della tenuta, Livia trova il corpo senza vita di Antonio Locandido, un fabbro salentino giovane e sfacciato che ha avuto l’ardire di flirtare con entrambe le ragazze che lavorano per lei. E tutto inizia a precipitare.
In un girotondo di turbamenti e bugie, menzogne e omissioni, Livia, che si trova a essere tra i sospettati della polizia, cerca di mettere ordine nella realtà e fare i conti con se stessa, mentre l’indagine intorno alla morte di Antonio si infittisce.
In un crescendo di tensione, *Notturno salentino* può essere letto come un thriller hitchcockiano in cui una donna vede la propria vita sconvolta e messa sottosopra da un evento imprevisto e molti enigmi, ma anche come un affresco che indaga l’animo umano e la complessità dei rapporti che legano una famiglia, finiti i primi ardori dell’amore, quando la routine quotidiana comincia a presentare il conto.
Uno splendido romanzo che ricorda grandi successi internazionali come *Gone Girl* e *La ragazza del treno*, in una sintesi originale e raffinata, impreziosita dalla magnifica ambientazione salentina.

Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo

Il “notturno” in musica è una composizione di carattere lirico e melodico, veicolo di atmosfere sognanti e sentimenti ambivalenti, e in senso ampio ispirata alla notte. Nei cinque racconti di questa raccolta prevale l’ambientazione notturna delle scene cardine, la qualità onirica e comunque surreale delle vicende e soprattutto quell’alternanza di toni lievi e toni gravi che contraddistingue anche il genere musicale. Una sinestesia quasi perfetta dunque. Ma con un’importante eccezione: se il rigore della costruzione di parole in Ishiguro assorbe e maschera pressoché del tutto le tempeste della vita, è nel rapporto dei protagonisti di *Notturni* con la musica che il disagiò si rivela. Il crooner del primo racconto, per esempio, uno di quei vecchi cantanti melodici americani ormai fuori moda, ha alle spalle un passato di successi di cui vorrebbe tanto trattenere qualche brandello. La serenata – ovviamente notturna – che dedica alla moglie a bordo di una gondola, sembrerebbe il romantico pegno d’amore di un gentiluomo d’altri tempi ed è invece il primo atto di una cinica (e un po’ ridicola) operazione di restyling. Come mai, allora, gli occhi gli si riempiono per un momento di lacrime?
La commozione, quasi impercettibile, affiora anche sul viso di altri personaggi: il sassofonista jazz di grande talento e scarsa fortuna che, per dare un impulso alla sua carriera, viene convinto dall’ex fidanzata a sottoporsi a un radicale intervento di chirurgia estetica; il chitarrista spiantato che, in attesa di mostrare al mondo la purezza del suo genio, si accontenta di servire ai tavoli di un baruccio di campagna ed è costretto a chiedersi se si tratti davvero di una condizione transitoria; la virtuosa del violoncello che non produce una nota e si affanna a tenere accesa la luce riflessa della sua stima. Lacrime fugaci, imbarazzate, per tutti loro, lacrime fuori posto, che spesso accompagnano la comicità bislacca di Ishiguro proprio là dove raggiunge il suo apice.
Così un insegnate di lingue dà fondo al suo ingegno infantile per mascherare un piccolo danno in casa di amici di gioventù, arrivando perfino a inscenare un’improbabile incursione canina. Il tentativo fallisce, naufraga pure il rapporto con gli amici, forse già naufragato da tempo. Ma su una terrazza – di notte – la musica di Sarah Vaughan può ancora farci ballare e convincerci, per un momento, di essere proprio nel posto giusto.

Notti piene di sogni

Al principio lui percepì soltanto una voce femminile nel buio. Poi, quando si accesero le luci, Noah Thorne capì di essere piombato su qualcosa di insolito e di selvaggio. Alex Bennett, la giovane arredatrice che Noah aveva assunto, per quattro anni aveva fatto la domatrice di leoni. C’era dunque da stare in guardia. Lei aveva un passato che non finiva mai di sorprenderlo. Perché, dal momento in cui s’incontrarono, le notti si riempirono di sogni sconvolgenti? In che modo il destino aveva intrecciato le loro esistenze?

Le notti di San Pietroburgo

Russia – Inghilterra, 1822
Pur di ritrovare la sorellina Anya, rapita da due loschi sconosciuti, Emma Linley-Kirova sarebbe disposta anche a stringere un patto con il demonio. E Dimitri Tipov, il temuto re della malavita di San Pietroburgo conosciuto come Zar dei Miserabili, è l’unico che possa aiutarla. Bellissimo, affascinante, potente e immensamente ricco, Dimitri ha tutto ciò che si può desiderare, eppure il suo unico scopo nella vita è vendicarsi del malvagio padre. Per lui, Emma è soltanto un delizioso mezzo per raggiungere i suoi fini. Ma durante il pericoloso inseguimento che li porta dalle scintillanti sale da ballo della Russia alle assolate strade del Cairo, il selvaggio desiderio che prova per quella giovane indipendente e coraggiosa cresce a dismisura. E finisce per metterlo di fronte alla necessità di scegliere tra la sua tetra ossessione e una promessa d’amore.
Un uomo arrogante e sexy, una donna coraggiosa e anticonvenzionale, una passione travolgente e sensuale.

Le Notti Bianche

Le notti bianche by Fedor Dostoevskij
**QUESTO LIBRO È A LAYOUT FISSO**
“Si prospettava una notte incantevole, una di quelle che solo quando si è giovani si rendono possibili, caro lettore. Il cielo era così stellato, così luminoso che, osservandolo, risultava inevitabile chiedersi: è mai possibile che sotto una volta celeste di queste proporzioni esistano persone irritate e riottose?”.
Così inizia Le notti bianche, pubblicato per la prima volta nel 1848 e ispiratore dell’omonimo film di Luchino Visconti (1957) con Marcello Mastroianni e Maria Schell. Il protagonista, che parla in prima persona senza mai pronunciare il suo nome, è un uomo che vive ai margini della società, con l’unica compagnia dei propri sogni. Quattro notti basteranno a sconvolgere completamente il suo animo.
“Quando si è infelici, avvertiamo più intensamente la sofferenza altrui e il sentimento non si frantuma, ma si concentra (…)”.
Durante una passeggiata notturna e solitaria, avviene un incontro fatale con una ragazza, Nasten’ka, la quale accenderà nel protagonista la speranza di poter coronare un nuovo sogno: l’amore.
Un romanzo sentimentale, breve ma intenso, in cui emerge il dissidio interiore fra il desiderio di vivere e l’alienazione dalle cose terrene.
Fëdor M. Dostoevskij (1821- 1881), scrittore russo di fama mondiale, è autore di numerosi romanzi, tra cui Memorie dal sottosuolo (1864), Delitto e castigo (1866) e L’idiota (1869).

Notti Africane

Piccoli ricordi, episodi apparentemente insignificanti, immersi nel silenzio degli spazi e delle notti africane. Insieme anche la malinconia struggente dei ricordi di dolore, delle persone scomparse, che affollano la mente e la scrittura di una narratrice contemporanea.

La Notte Ritorna

La notte ritorna by Mary Higgins Clark
Erano le sei e mezzo di una sera come tante a Manhattan e il sole basso allungava le ombre quando il marito di Laurie Moran fu barbaramente ucciso sotto lo sguardo innocente del figlio, al campo giochi non lontano da casa. Timmy aveva solo tre anni e fu l’unico a vedere in volto l’assassino del padre e a incrociare quegli occhi blu che ancora oggi tormentano i suoi sogni. Un efferato delitto per il quale neanche Laurie è mai riuscita a darsi pace, perseguitata dalla promessa fatta dal killer prima di uscire di scena: «Di’ a tua mamma che adesso tocca a lei. Poi sarà il tuo turno». Ora, a distanza di anni, Laurie si ritrova ancora alle prese con la morte, questa volta come produttrice di un nuovo programma televisivo dedicato a vecchi crimini rimasti irrisolti. Il primo caso ad andare in onda riguarda l’omicidio di Betsy Powell, una ricca signora trovata morta soffocata nel suo letto l’indomani mattina della festa di diploma della figlia e delle sue tre migliori amiche. All’epoca la notizia aveva fatto molto scalpore. Riaprendo il caso e invitando in studio le quattro ragazze, ormai donne, per ricostruire quelle terribili ore, Laurie è certa di avere per le mani un successo garantito. Ma non appena le telecamere si accendono, diventa chiaro che ognuna di loro sta nascondendo segreti. Piccoli e grandi. E un paio di occhi blu sta osservando da molto vicino lo svolgersi degli eventi… Alla sua pubblicazione in Inghilterra e USA, “”La notte ritorna”” ha conquistato già nella prima settimana i vertici delle classifiche dei libri più venduti ed è stato bestseller n. 1 del New York Times. Mary Higgins Clark – «la Signora dell’alta tensione», come l’ha definita il New Yorker – regala ai suoi lettori un nuovo capolavoro di suspense.