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Mr Lars sognatore d’armi

In un mondo ancora diviso tra due superpotenze, Pop-Ori e Bloc-Occ, i sognatori d’armi vengono impiegati da entrambe le parti per progettare ordigni mortali. Ma le armi terrificanti che i due blocchi sfornano regolarmente sono in realtà cianfrusaglie senza alcun potenziale bellico, frutto delle intuizioni paranormali dei “sognatori’ e dal valore puramente estetico. Tra visioni lisergiche di motori a vapore, autori di fumetti che diventano inconsapevoli padroni del mondo e minacciosi satelliti alieni che incombono sulla Terra, l’anno 2004 immaginato da Philip K. Dick è un mondo allucinato che riflette una delle più crudeli e pessimistiche visioni del futuro dell’uomo. Tutti vengono manipolati, e spesso non si riesce a capire in quale livello di realtà ci si trovi, fisica o virtuale. Le macchine, gli androidi e i dispositivi elettronici condizionano le azioni degli individui, e gli uomini sono interessati solamente al controllo economico e politico del pianeta.Mr Lars sognatore d’armi racconta un’America immersa nel clima paranoico della Guerra Fredda, tra situazioni grottesche e visioni distorte della realtà.

(source: Bol.com)

Mozart a Praga: 1787-1791

Una ricognizione nel nome di Mozart, a partire dai suoi viaggi nell’amata Praga e dalle musiche che andava componendo negli ultimi anni di vita. Un volume che, attraverso testimonianze, documenti e spartiti poco noti, ci restituisce il sapore della città boema, un ritratto di quell’ospite di eccezione e cittadino adottivo, e delle loro profonde affinità. Ricco di curiosità e godibile, grazie a descrizioni dettagliate dei luoghi frequentati da Mozart e ancora oggi intatti, il testo di De Martini offre al lettore l’affascinante possibilità di organizzare passeggiate sulle orme del compositore.
Nel suo ultimo squarcio di vita, così ricco di capolavori, Mozart trovò a Praga la felicità e la voglia di vivere che Vienna non gli aveva dato. Nella città sono ancora numerosi i luoghi del passaggio del musicista, e altrettanto numerose sono le testimonianze culturali e letterarie che a lui si riferiscono.

Motore rotto blues

Tredici terrificanti storie sulla lotta tra l’homo mechanicus e le macchine, a cui ci siamo ciecamente affidati. In una tecnocrazia impazzita, tre miliardi di congegni che ormai decidono per noi, il momento della verità sarà anche il momento del crollo? Senza aspettare i vari premi Hugo, Nebula ecc., i massimi quotidiani USA hanno già decretato un trionfo a questo libro. “Fantasia, mordente, intelligenza, continua sorpresa, che cosa si può volere di più da un autore?” scrive THE WASHINGTON EVENING STAR. E il NEW YORK TIMES: “Un umorismo pessimo, ma adeguato all’apocalisse che ci aspetta… Gran parte di questo libro è ancora profetica, ma la realtà si sta rapidamente mettendo al passo”.
Indice:
Elettrokillers (The Trouble with Machines, 1968)
Motore rotto blues (Broke Down Engine, 1969)
Casalux (Lofthouse, 1969)
Piena di fiducia nel dottor Clockwork (Calling Dr. Clockwork, 1965)
Principessa n. 22 (Princess n. 22)
Ufficio assistenza affari amorosi (All for Love, 1965)
Dialoghi con Kathy (The Katy Dialogues, 1958)
Nessuno muore di fame (Nobody Starves, 1963)
Muscadine (Muscadine, 1958)
Rifiuti (Disposal, 1969)
Ehi, che succede? (To the Rescue, 1965)
Un posto nella società (Joker for Hire, 1963)
Terminal (Terminal, 1965)
Copertina di: Karel Thole

Un mostro in vacanza

**… IL PALLONE EMISE UN FORTE GEMITO GUTTURALE.**
In quel momento, mi resi conto che non era affatto un pallone. Si trattava di una creatura. Una creatura viva. Quello che stavo guardando era un mostro.
Sì, davanti ai miei occhi c’era Re Viscigommolo in persona, con tanto di corona dorata!

I mostri di Hitler

L’attrazione del nazismo per le scienze occulte ha richiamato da sempre l’interesse degli storici e degli studiosi del Terzo Reich, i quali hanno scorto nell”immaginario soprannaturale’ una delle chiavi per spiegare l’ascesa, la popolarità e la peculiarità del regime hitleriano. Ma perché proprio in Germania, e non negli altri paesi europei, il pensiero soprannaturale trovò un’adeguata espressione politica e ideologica? Perché l’esoterismo, il paganesimo, l’astrologia, il paranormale o le teorie pseudoscientifiche come la ‘teoria del ghiaccio cosmico’ ebbero così grande successo presso il popolo tedesco? Per quale motivo nemmeno i vertici del partito – da Himmler a Goebbels allo stesso Hitler – ne rimasero immuni, ma anzi operarono al fine di ridefinire e riorganizzare la scienza e la religione tedesche?
Per Eric Kurlander la risposta a queste domande va trovata nella volontà della leadership nazista di conquistare il consenso popolare non solo attraverso la propaganda, il controllo dei media, la creazione di miti e leggende di una supposta tradizione nordica a sostegno di una nuova comunità su base etnica o razziale, ma anche mediante la manipolazione delle coscienze. E questo allo scopo di attuare i due capisaldi dell’ideologia nazista: la conquista dello ‘spazio vitale’ e la distruzione del giudeobolscevismo, in altre parole la guerra all’Est e lo sterminio degli ebrei d’Europa. Ecco allora un Terzo Reich popolato di veggenti, maghi, sensitivi e rabdomanti, spesso in lotta fra loro per accattivarsi le simpatie del potere; di ciarlatani che setacciano il paese alla ricerca delle prove dell’esistenza di un’ancestrale patria tedesca; di pseudoscienziati impegnati a diffondere dottrine prive di ogni fondamento scientifico, a mettere a punto le armi miracolose che avrebbero assicurato la vittoria finale o a condurre orribili esperimenti sulle ‘cavie umane’ prigioniere nei campi di sterminio. Un mondo soprannaturale fatto di magie, folclore, rune, lupi mannari, streghe e vampiri. Un mondo di demoni, che, come scrisse Carl Gustav Jung, seppero suggestionare e portare alla catastrofe un popolo smarrito.
Frutto di lunghi anni di ricerche condotte su un’impressionante mole di documenti rinvenuti negli archivi tedeschi, I mostri di Hitler affronta un argomento cruciale per la comprensione del Terzo Reich scavando nel cuore più oscuro della Germania nazista.

(source: Bol.com)

Mostri dallo spazio

**VOLEVO SOLO USCIRE DA LÌ!**
Decisi di riprovare a sfondare la vetrata. Ma non feci in tempo ad alzarmi; il mostriciattolo tacque di colpo.
Rimasi immobile.
Tutti gli alieni cominciarono a muoversi. In silenzio, si avvicinarono gli uni agli altri fino a schierarsi in un grande triangolo giallo. Poi, rotolando e rimbalzando più veloci che mai, si lanciarono all’attacco.

Mostri

Da un laboratorio governativo di ricerca fuggono due creature – l’una malvagia e l’altra buona – entrambe spaventosamente mutate rispetto agli animali che erano in origine. Per chi le incontra, sono portatrici di una sconfinata crudeltà o di una forma d’amore nuova ed esaltante, ma per gli scienziati che hanno dato loro la vita quel che conta è solo ritrovarle. Inevitabilmente, esse arriveranno a fronteggiarsi, nel momento culminante di questa straordinaria storia, in bilico tra terrore e fantascienza, ricca di una sottile e insinuante suspense.

Mossa pericolosa

Una visita troppo sospetta. Chi ha distrutto la telecamera di Maggie Dunlap, detective esperta in tradimenti? Non ci sono dubbi: c’è un’unica pista da seguire. Temendo per la sua incolumità, però, l’investigatore Newton la invita a trasferirsi da lui. Una mossa molto pericolosa!

Mossa decisiva

Harry è un giornalista appena uscito da tre anni di galera per una colpa che non ha commesso.
Rientrare nel giro è difficile, soprattutto per l’ostracismo del giornale per cui scriveva. Per fortuna al suo fianco ci sono la moglie Nina e l’amico Johnny, tenente di polizia.
Ciò nonostante quando Reah, la moglie di un miliardario, si presenta per proporgli il finto rapimento della figliastra Odette lui non riesce a rifiutare.
Ha bisogno di soldi e l’offerta è allettante, inoltre non sembrano esserci rischi visto l’accordo tra tutte le parti.
Così Harry organizza il tutto ma quando la truffa sembra organizzata nei dettagli ecco che le cose iniziano ad andare storte.
Amici e nemici si mischiano, tutto si stringe intorno ad Harry che sembra destinato a soccombere.

Mosley Walter – 2005 – Un bacio alla cannella

La rivolta razziale che ha sconvolto Los Angeles è ormai un ricordo, anche se vivo e doloroso, ma per Easy Rawlins la vita non è mai stata facile. Sua figlia Feather si è ammalata, e per poterla curare servono 35.000 dollari, da reperire in fretta. Easy sta per accettare la proposta del suo amico Mouse, che lo vorrebbe coinvolgere in una rapina, quando finalmente gli viene offerto un nuovo incarico: ritrovare un ricco ed eccentrico avvocato e la sua amante, una ragazza soprannominata Cinnamon, entrambi scomparsi. Per risolvere il caso, Easy dovrà però lasciare la amata e odiata Los Angeles, di cui conosce gli angoli più remoti, e tuffarsi nella San Francisco del Flower Power. Tra hippies, traffici di droga e delinquenti senza scrupoli, non sarà facile portare a termine la sua missione, e ancor meno salvarsi l’anima.

Moshi moshi

In Moshi-Moshi, Yoshie’s much-loved musician father has died in a suicide pact with an unknown woman. It is only when Yoshie and her mother move to Shimo-kitazawa, a traditional Tokyo neighborhood of narrow streets, quirky shops, and friendly residents that they can finally start to put their painful past behind them. However, despite their attempts to move forward, Yoshie is haunted by nightmares in which her father is looking for the phone he left behind on the day he died, or on which she is trying-unsuccessfully-to call him. Is her dead father trying to communicate a message to her through these dreams?

With the lightness of touch and surreal detachment that are the hallmarks of her writing, Banana Yoshimoto turns a potential tragedy into a poignant coming-of-age ghost story and a life-affirming homage to the healing powers of community, food, and family.

Published in 2010 in Japanese in Tokyo, it has sold over 29,000 copies there so far. In Moshi-Moshi, Banana’s narrator addresses the poignant question, how do you rebuild your life when your much-loved father loses his life in shocking circumstances?”
(source: Bol.com)

Moscerine

Qui dentro ci sono nove racconti a forte carica umoristica in cui la narrazione esalta aspetti microscopici talvolta invisibili dell’esistenza, insospettabili trame, elementi irrilevanti eppure capaci di ribaltarne il racconto. In quasi tutte queste storie esiste un imprevisto trascurabile, un tarlo, un insetto che si insinua sornione nella trama, si intrufola, si accomoda, si incista, si nutre al buio, fa la tana, corrode, si ingrassa, prolif ica, crepa e def lagra sino a provocare il ribaltamento della trama e costringere la storia a riscrivere il f inale. Mentre ci disponiamo ad osservare il disegno che incessantemente la vita traccia sulla tela dei personaggi, nel momento in cui giriamo il quadro scopriamo che un qualche diavolo di inaccessibile vizio, una sequela di accenti di cui non ci siamo accorti, uno scivolone, una carezza involontaria, una luce accesa nella casa di fronte, hanno mutato del tutto la scena. E così a cucire le trame dei destini della vita ma anche della morte è un f ilo invisibile di fulminee irrilevanze, moscerine appunto in grado di travolgere gli eventi e di precipitare i personaggi da situazioni sentimentali in disgrazie irresistibilmente comiche o così indicibilmente tragiche da sf iorare la farsa. Non può darsi che all’origine della Terra sia stata la lenta e irriducibile ascesa di un pidocchio al trono e che il Big Bang sia stato scatenato nell’attimo in cui il pidocchio poggiò il suo puntiforme deretano sull’intoccabile velluto che ahinoi! mascherava il caos?

Moscacieca

Vivere significa progettare ciò che ancora non è e si vuole che sia. Sopravvivere significa dibattersi per non farsi sopraffare. Oggi la politica si è trasformata in una convulsa agitazione di tecnici della sopravvivenza. L’agitazione può dare l’impressione di voler dischiudere chissà quale futuro e, invece, somiglia tragicamente al gioco della moscacieca, dove il caos inghiotte la comprensione e la volontà si smarrisce.
Paralisi della rappresentanza, congelamento della competizione tra idee progettuali, ossessioni unanimistiche, allergia per il pensiero non allineato. Ciò che ci ostiniamo a chiamare governo è il mero esecutore e garante della forza normativa del fatto. Nel tempo esecutivo solo lo status quo è legittimo. Il resto è solo velleità, agitazione sterile e senza prospettive. Che è quanto dire che la frustrazione della democrazia è stata interiorizzata, è entrata nel midollo della società.
(source: Bol.com)

Mosca cieca

Da tempo in guerra contro le potenze occidentali, il leader del Fronte Unico Islamico di Dio, progetta di portare un attacco direttamente contro il territorio degli Stati Uniti grazie a una nuova e micidiale arma nucleare, la testata Scorpion, lanciata dal più moderno e silenzioso sottomarino del fronte, l’Egira. Secondo i piani, l’Egira dovrebbe attraversare il Mediterraneo e l’Atlantico e, giunto al largo della Groenlandia, lanciare i propri missili contro Washington, per ritornare poi indisturbato in patria passando sotto la calotta polare. Ma qualcosa va storto e l’Egira è costretto ad affondare due sommergibili americani, l’Augusta e il Phoenix.
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Mosaico perfetto

Celia Cable, una bellissima donna dall’aspetto angelico e dall’anima nera, viene trovata morta in una canoa, nel cuor della notte, in mezzo a un lago. Alle indagini risulta che aveva appena rifiutato di concedere il divorzio al marito, il quale voleva sposare la sua antica fiamma, Anna Bayne, che era già stata la sua fidanzata tre anni prima. Ma altre persone si trovano coinvolte nel caso, e i sospetti rimbalzano dall’una all’altra, in un crescendo di interesse, raro anche per un romanzo giallo. Poi la verità balza fuori, incredibile, dopo che altre due vittime si sono aggiunte alla prima. Un romanzo, in cui Mignon G. Eberhart ha senza dubbio profuso il meglio delle sue indiscutibili qualità di narratrice.

Morty l’apprendista

Mortimer, detto Morty, non ha le idee chiarissime su quel che vuol fare da grande. Almeno fin quando non diventa l’apprendista di un insolito maestro: la Morte, proprio quella con la falce, in persona. Una volta appurato, con notevole sollievo, di non dover essere necessariamente morto per poter svolgere il lavoro, Morty si appassiona alla nuova materia, anche se ben presto scoprirà che essere apprendista della Morte non è poi così romantico e affascinante come sembrava. Pericoli e sfide terribili lo attendono, forse troppo grandi anche per lui, il predestinato.