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Il brigante di Corte

Corte, Corsica 1772
Quando Sebastiano rapisce Cecilia dalla carrozza del capitano Picard, la crede una traditrice della patria, l’amante di un francese.
L’odio lo divora, i ricordi di un passato doloroso lo tormentano, ma sarà la verità a concedere finalmente un nuovo scopo alla sua vita.
Un viaggio attraverso la Corsica e i sentimenti, sullo scenario di una terra piegata dal Regno di Francia, alla riscoperta della felicità e di se stessi…
BIOGRAFIA:
Patrizia Ines Roggero nasce a Genova nel 1979.
È un’autrice di romance storici. Ad oggi ha pubblicato i romanzi “Sono solo un marinaio” e “Il brigante di Corte”, la trilogia “Paradise Valley” e il racconto “Asso di cuori” (collana Passioni romantiche – Delos Digital).
Alcuni suoi racconti sono presenti nelle antologie di Puntoacapo Edizioni, Delos Books, nei progetti di Io Leggo Il Romanzo Storico e di EWWA European Writing Women Association, associazione della quale fa parte dal 2013.
Sposata e mamma di una bambina, è appassionata di storia americana, soprattutto per quanto riguarda l’epopea western e la cultura dei Nativi Americani.
Insieme ad altre tre autrici è la fondatrice del gruppo Facebook Io Leggo Il Romanzo Storico.
Sito internet: www.patriziainesroggero.it
Pagina Facebook: Patrizia Ines Roggero – Romance
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### Sinossi
Corte, Corsica 1772
Quando Sebastiano rapisce Cecilia dalla carrozza del capitano Picard, la crede una traditrice della patria, l’amante di un francese.
L’odio lo divora, i ricordi di un passato doloroso lo tormentano, ma sarà la verità a concedere finalmente un nuovo scopo alla sua vita.
Un viaggio attraverso la Corsica e i sentimenti, sullo scenario di una terra piegata dal Regno di Francia, alla riscoperta della felicità e di se stessi…
BIOGRAFIA:
Patrizia Ines Roggero nasce a Genova nel 1979.
È un’autrice di romance storici. Ad oggi ha pubblicato i romanzi “Sono solo un marinaio” e “Il brigante di Corte”, la trilogia “Paradise Valley” e il racconto “Asso di cuori” (collana Passioni romantiche – Delos Digital).
Alcuni suoi racconti sono presenti nelle antologie di Puntoacapo Edizioni, Delos Books, nei progetti di Io Leggo Il Romanzo Storico e di EWWA European Writing Women Association, associazione della quale fa parte dal 2013.
Sposata e mamma di una bambina, è appassionata di storia americana, soprattutto per quanto riguarda l’epopea western e la cultura dei Nativi Americani.
Insieme ad altre tre autrici è la fondatrice del gruppo Facebook Io Leggo Il Romanzo Storico.
Sito internet: www.patriziainesroggero.it
Pagina Facebook: Patrizia Ines Roggero – Romance
### L’autore
Patrizia Ines Roggero nasce a Genova nel 1979. È un’autrice di romance storici. Ha pubblicato i romanzi “Sono solo un marinaio” e “Il brigante di Corte”, la trilogia “Paradise Valley” e il racconto “Asso di cuori” (collana Passioni romantiche – Delos Digital). Alcuni suoi racconti sono presenti nelle antologie di Puntoacapo Edizioni, Delos Books, nei progetti di Io Leggo Il Romanzo Storico e di EWWA European Writing Women Association, associazione della quale fa parte dal 2013. Sposata e mamma di una bambina, è appassionata di storia americana, soprattutto per quanto riguarda l’epopea western e la cultura dei Nativi Americani. Insieme ad altre tre autrici è la fondatrice del gruppo Facebook Io Leggo Il Romanzo Storico.

Brevi interviste con uomini schifosi

Con questa raccolta, uscita la prima volta negli Stati Uniti nel 1999, Wallace fa ancora un passo avanti estremizzando ulteriormente la sua cifra stilistica. Qui le tecniche d’avanguardia sono messe al servizio di una visione crudele almeno quanto assurda è la realtà che mostrano. La scelta della formula “intervista” non potrebbe essere piú sarcastica. Come una creatura posseduta Wallace sente le voci e, da autentico sciamano, per esorcizzarle le risputa, ciascuna con il suo timbro inconfondibile, sulla pagina. Sono le voci di un’America allucinata, che per non crepare si vomita addosso tutto il veleno possibile. Questi uomini “schifosi” sono iene che – vittime o carnefici divorano il proprio fianco lacerato. Percorriamo così una galleria di tipi intimamente odiosi, laidi. Dal focomelico che si serve del proprio moncherino come arma di ricatto per portarsi a letto le donne; al depresso che riesce a far suicidare l’analista; fino al ragazzo che sta per tuffarsi in piscina, immobile in fondo al trampolino, un fermo immagine dell’irrealtà o dell’iperrealtà che ci costringe in una morsa. Tutto il non-tempo che intercorre tra il “tuffatore” del mosaico etrusco e “A Bigger Splash” di David Hockey riassunto nel brivido agghiacciato di un adolescente americano. Questa edizione include un saggio di Zadie Smith. Con un saggio di Zadie Smith. Introduzione di Fernanda Pivano.
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Breve trattato sulle coincidenze

Una storia poetica e rivoluzionaria, un romanzo sui sogni capaci di cambiare il mondo, finalista al Premio Calvino 2013. Il postino di Girifalco è un uomo schivo e solitario, che ha il dono di saper imitare le grafie altrui e coltiva il vizio di entrare nelle vite dei compaesani leggendo le lettere prima di recapitarle. Così un giorno, mentre il lento scorrere della vita di provincia prosegue imperturbabile, una novità spunta inattesa dal sacco della posta: una lettera insolita, senza mittente, chiusa con un sigillo di ceralacca. Una carta d’amore, di quelle preferite dal portalettere, che ha tutta l’aria di nascondere un mistero. È il 1969, l’uomo sta per compiere il primo passo sulla Luna, e il postino di Girifalco, come un moderno Mercurio messaggero degli dei, si prepara alla sua missione: svelare una sciagurata passione e salvare il paese dai traffici loschi del sindaco, che vuole vendere il lussureggiante monte Covello per farne una discarica.
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### Sinossi
Una storia poetica e rivoluzionaria, un romanzo sui sogni capaci di cambiare il mondo, finalista al Premio Calvino 2013. Il postino di Girifalco è un uomo schivo e solitario, che ha il dono di saper imitare le grafie altrui e coltiva il vizio di entrare nelle vite dei compaesani leggendo le lettere prima di recapitarle. Così un giorno, mentre il lento scorrere della vita di provincia prosegue imperturbabile, una novità spunta inattesa dal sacco della posta: una lettera insolita, senza mittente, chiusa con un sigillo di ceralacca. Una carta d’amore, di quelle preferite dal portalettere, che ha tutta l’aria di nascondere un mistero. È il 1969, l’uomo sta per compiere il primo passo sulla Luna, e il postino di Girifalco, come un moderno Mercurio messaggero degli dei, si prepara alla sua missione: svelare una sciagurata passione e salvare il paese dai traffici loschi del sindaco, che vuole vendere il lussureggiante monte Covello per farne una discarica.

Breve storia di chiunque sia mai vissuto

‘Il libro di Adam Rutherford è ben scritto, stimolante e divertente. Ma la cosa più importante è che dice sempre le cose correttamente. ‘
Richard Dawkins

‘Magistrale, informativo e delizioso. ‘
Peter Frankopan

‘Un’introduzione alla genetica umana brillante, autorevole, sorprendente e accattivante. Se conoscete poco della storia umana, resterete incantati. Se conoscete molto della storia umana, resterete incantati. ‘
Brian Cox

‘Mi è molto piaciuto e ho davvero molto ammirato Breve storia di chiunque sia mai vissuto. ‘
‘Observer’ – Bill Bryson,

Questo libro parla di te, proprio di te in prima persona. Di te e di tutti i cento e più miliardi di esseri umani che sono nati dall’inizio dei tempi.
Il DNA – il nostro codice genetico, quella lunghissima stringa di A, T, G e C variamente alternate che portiamo nel nucleo di ogni nostra cellula – viene qui letto da Adam Rutherford come un libro di storia. Oggi si può fare.
A saperlo leggere, infatti, il DNA racconta molte cose: nascite, morti, malattie, guerre, carestie, migrazioni e tanto, tanto sesso. Per anni abbiamo letto il DNA solo come un manuale di istruzioni, il codice sorgente della vita. Lo abbiamo studiato, lo abbiamo modificato, abbiamo sperimentato con le sue sequenze e continuiamo a farlo. Ma dal 2001, da quando cioè è stato per la prima volta pubblicato il risultato del Progetto Genoma Umano, ci siamo trovati tra le mani uno strumento fenomenale, che ci ha permesso di fare una cosa inaspettata e nuova: studiare la nostra storia. Poco tempo dopo, grazie agli avanzamenti tecnici della genetica degli ultimi anni, siamo persino stati in grado di studiare il DNA antico, quello rimasto intrappolato in quantità infinitesime nei resti di esseri umani morti da secoli o millenni, e in qualche caso persino decine di migliaia di anni. E abbiamo potuto confrontarlo col nostro e vedere da quello che era rimasto impresso nelle sequenze genetiche tutto ciò che è accaduto all’umanità nel frattempo.
Dimenticate l’algoritmo della vita, il DNA che ‘determina’ la nostra natura o l’evoluzione lineare e inesorabile dalla scimmia verso l’uomo (per non dire della supposta divisione della nostra specie in ‘razze’). Dimenticate tutto, perché ora sappiamo che il DNA è una cosa molto più complessa, affascinante e molto, ma molto più fluida e mutevole di quanto si sospettasse.
Adam Rutherford ci racconta in maniera brillante una bella storia – la nostra storia – correggendo errori ancora troppo diffusi, e per la strada ci narra di Riccardo III d’Inghilterra e delle sue ossa, dell’origine dei capelli rossi, della ‘love story’ coi neandertaliani e delle immense migrazioni compiute dai nostri avi, miglio dopo miglio, dall’Africa a ovunque nel mondo, fino a casa nostra.

(source: Bol.com)

Breve storia della mia vita

«Per i miei colleghi sono semplicemente un fisico come un altro, ma per il pubblico più vasto sono forse diventato lo scienziato più famoso del mondo. Ciò è dovuto in parte al fatto che io corrispondo allo stereotipo del genio disabile. Non posso camuffarmi con una parrucca e degli occhiali scuri: la sedia a rotelle mi tradisce.» Stephen Hawking, dopo l’enorme successo ottenuto con le sue opere divulgative, sceglie di parlare per la prima volta della propria vita, dall’infanzia nella Londra del dopoguerra alla goliardica adolescenza al college, dal manifestarsi della malattia neurodegenerativa che l’ha colpito all’età di ventun anni e l’ha ridotto all’immobilità quasi assoluta al successo professionale e alla fama internazionale. Accompagnato da fotografie inedite, questo racconto autobiografico, sincero, pungente e velato d’ironia, ci presenta un Hawking sconosciuto: lo studente curioso e precoce che i compagni chiamano Einstein, il giocherellone che scommette con gli amici sull’esistenza dei buchi neri, il giovane marito e padre che lotta per conquistare un posto nel mondo accademico, il malato che decide di non arrendersi di fronte all’aggravarsi delle proprie condizioni di salute. Breve storia della mia vita non è solo un eccezionale documento sulla formazione intellettuale di uno scienziato il cui talento è universalmente riconosciuto, ma è anche e soprattutto lo straordinario inno alla vita di un uomo che non si è lasciato sopraffare dalla malattia, anzi ha saputo tenerle testa con grande coraggio e dignità, scoprendo dentro di sé una forza stupefacente quanto quella che governa il cosmo di cui lui vuole sondare le leggi.
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### Sinossi
«Per i miei colleghi sono semplicemente un fisico come un altro, ma per il pubblico più vasto sono forse diventato lo scienziato più famoso del mondo. Ciò è dovuto in parte al fatto che io corrispondo allo stereotipo del genio disabile. Non posso camuffarmi con una parrucca e degli occhiali scuri: la sedia a rotelle mi tradisce.» Stephen Hawking, dopo l’enorme successo ottenuto con le sue opere divulgative, sceglie di parlare per la prima volta della propria vita, dall’infanzia nella Londra del dopoguerra alla goliardica adolescenza al college, dal manifestarsi della malattia neurodegenerativa che l’ha colpito all’età di ventun anni e l’ha ridotto all’immobilità quasi assoluta al successo professionale e alla fama internazionale. Accompagnato da fotografie inedite, questo racconto autobiografico, sincero, pungente e velato d’ironia, ci presenta un Hawking sconosciuto: lo studente curioso e precoce che i compagni chiamano Einstein, il giocherellone che scommette con gli amici sull’esistenza dei buchi neri, il giovane marito e padre che lotta per conquistare un posto nel mondo accademico, il malato che decide di non arrendersi di fronte all’aggravarsi delle proprie condizioni di salute. Breve storia della mia vita non è solo un eccezionale documento sulla formazione intellettuale di uno scienziato il cui talento è universalmente riconosciuto, ma è anche e soprattutto lo straordinario inno alla vita di un uomo che non si è lasciato sopraffare dalla malattia, anzi ha saputo tenerle testa con grande coraggio e dignità, scoprendo dentro di sé una forza stupefacente quanto quella che governa il cosmo di cui lui vuole sondare le leggi.

Breve storia del verbo essere

L’interpretazione del verbo essere è come una costante che attraversa tutto il pensiero linguistico dell’Occidente sin dalle prime opere di Aristotele. E nel suo dipanarsi si intreccia con la filosofia, la metafisica, la logica e perfino con la matematica, tanto che Bertrand Russell considerava il verbo essere una disgrazia per l’umanità. Andrea Moro ricostruisce questa storia: dalla Grecia classica, attraverso i duelli tra maestri della logica nel Medioevo e le rivoluzioni seicentesche, fino al Novecento, quando la linguistica diventa un modello propulsivo per le neuroscienze. Il verbo essere penetra nel pensiero linguistico moderno portando scandalo e, come un cavallo di Troia, insinua elementi di disturbo tali da indurci a ripensare dalla radice la più fondamentale delle strutture del linguaggio umano: la frase.È una ricerca appassionante, quella di Moro, che giunge a scoprire una formula tale da risolvere l’anomalia delle frasi copulari – suscitando così nuove domande, sul linguaggio come sulla struttura della mente.
(source: Bol.com)

BREVE STORIA DEL TALENTO

È il primo giorno dell’estate del 1990. Due giorni prima Roberto Baggio allo Stadio Olimpico di Roma ha segnato alla Cecoslovacchia uno dei gol più belli e indimenticabili della sua carriera. Ma lontano dalle notti magiche dei Mondiali, verso la fine di un pomeriggio assolato, su un campo di terra in una periferia residenziale, quel 21 giugno del 1990, Michele, ”il grande Michele”, realizza tre gol meravigliosi, tre gol più belli di quello, bellissimo, di Baggio. Lo fa davanti agli occhi ammirati e impotenti del narratore di questo romanzo, che gioca bene a calcio, ma non quanto Michele, il suo imbattibile rivale. È l’ultima estate dell’infanzia, il momento della vita in cui si smette di abitare l’infinito e ci si accorge dei propri limiti. E questo rappresenta, per il narratore, la scoperta del superiore talento di Michele: ”la scoperta del limite e quindi la scoperta della morte e della vita”. Perché ”non c’è abbastanza spazio nel medesimo tempo e nel medesimo luogo per due abbastanza bravi nella medesima cosa; uno dei due deve cedere”. L’estate continuerà, banale e decisiva, con i primi amori, le crudeltà appena consapevoli, i turbamenti dell’età di passaggio. Anni dopo il narratore, che ormai ha abbandonato da tempo la città dove è nato e il condominio Prato Verde, tornerà per vedere che ne è stato di quell’estate, di Miriam, il suo primo amore, dell’anticonvenzionale Padre Lucky e soprattutto cosa è successo al grande Michele, il cui talento non ha mai visto brillare negli stadi della serie A. Dopo La dissoluzione familiare (Indiana, 2012), il suo romanzo d’esordio che ha destato grandissima attenzione nella critica, Macioci conferma di essere una delle più importanti voci letterarie delle nuove generazioni. Breve storia del talento è un’appassionata meditazione sulla giovinezza, l’amicizia, il destino e, ovviamente, il talento, consegnata al lettore sotto la forma di un coinvolgente romanzo di formazione, scritto in una lingua limpida, penetrante e incisiva.
(source: Bol.com)

Breve storia del razzismo

L’autore ripercorre la storia del razzismo in Occidente dalle sue origini nel tardo medioevo sino ai giorni nostri. Prendendo le mosse dall’antisemitismo medievale, che escludeva gli ebrei dall’umanità, ricostruisce la diffusione del pensiero razzista sulla scia dell’espansionismo europeo e dell’inizio della tratta degli schiavi in Africa, fino a mostrare come l’Illuminismo e il nazionalismo ottocentesco abbiano creato un nuovo contesto intellettuale per il dibattito sulla schiavitù e l’emancipazione degli ebrei. L’autore traccia per la prima volta negli studi sul fenomeno un confronto articolato tra il razzismo legato al colore della pelle dell’America del XIX secolo e il razzismo antisemita in Germania.
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Breve storia del fascismo

Scritta originariamente per le dispense della “Storia d’Italia” dell’Istituto Luce, questa “Breve storia del fascismo” ha il grande merito di rendere accessibile a tutti una materia complessa e controversa, spesso distorta da interpretazioni di parte e da passioni non ancora spente. Nei testi qui raccolti per la prima volta in volume, e accompagnati da immagini dei protagonisti e della vita pubblica del regime, la scrittura di De Felice è assai più agile e il racconto più immediato che nelle migliaia di pagine da lui dedicate alla comprensione di quei vent’anni della vostra storia. Tuttavia la sua interpretazione resta immutata e questo libro rappresenta anzi “l’ultimo aggiornamento sintetico della sua visione del fascismo”. Completano il volume due importanti saggi sulla questione del nazionalismo e sul periodo da Ada all’inizio della Prima guerra mondiale, fondamentali per comprendere le ragioni e le circostanze dell’avvento del fascismo in Italia.

Breve dizionario di metrica italiana

Da parecchi anni, dopo la condanna crociana, gli studiosi hanno ripreso gli studi sulla metrica. La conseguenza di questo rinnovato interesse è stata la proliferazione di trattati e manuali di mole considerevole. Il dizionario redatto da Giorgio Bertone (che, oltre a voci nuove, raccoglie, riviste e ampliate, le voci di metrica già comparse nel *Dizionario di linguistica, metrica e retorica*, diretto da Gian Luigi Beccaria uscito da Einaudi), snello e «leggero» si offre a diversi tipi di pubblico e al utilizzi diversificati: si può consultare si può leggere, si può studiare seguendo i percorsi indicati dalla funzionale segnaletica interna alle voci. Un’opera diretta quindi, a tutti coloro che leggono e studiano poesia, agli studenti della scuola media e dei licei, come a quelli dell’università.
Il libro ha il pregio di coniugare la serietà scientifica ad un’agile consultabilità. L’esemplificazione non è convenzionale e i non rari accenni a poeti curiosi e meno noti (che si aggiungono alla presenza dei classici) rendono la lettura divertente.

Brave Signora Dei Draghi

Brave ha diciotto anni, è fragile e indifesa. Esiliata dalla sua terra è costretta a fuggire dalle grinfie del Carceriere finché non incontra Dragos, il re vichingo di Neubourg. Brave non può sfuggirgli, è destinata ad essere sua: adesso appartiene al suo popolo. Per la prima volta, vicino a Dragos, sente di poter ascoltare il suo cuore, ma il passato cercherà di dividerli. Una crudele legge si frappone tra lei e il re: per i vichinghi l’amore è solo una debolezza. Brave dovrà imparare ad essere forte e coraggiosa; dovrà affrontare il passato e salvare il suo amore. Perché lei è la Signora dei Draghi e i draghi reclamano il suo sangue.
«No!» gridò ancora Brave, ribellandosi. 
«Ferma!» ringhiò lui. L’agguantò per i capelli e la costrinse in ginocchio. 
Poi, fissandola dritto negli occhi dorati, le disse: «Questo è il regno di Neubourg e queste sono le sue leggi.» 
E la marchiò per sempre.
Potete trovare l’autrice su Facebook: Chiara Mineo Autrice

Brava gente

Tom e Anna hanno sempre desiderato due cose: la sicurezza economica e una famiglia felice. Ma dopo anni di tentativi falliti di avere un figlio non hanno raggiunto né l’uno né l’altro obiettivo. Il costo emotivo e finanziario è diventato insostenibile, i sogni di felicità che avevano coltivato sono in pericolo e anche il loro rapporto si sta progressivamente sfasciando. Poi, una notte, tutto cambia. Viene loro offerta una possibilità di gettarsi tutto quanto alle spalle e di vivere finalmente la loro favola. Ma ben presto scoprono che ogni scelta ha un prezzo, e finiscono dritti nelle mani di un gruppo di uomini senza scrupoli. Uomini che non si fermeranno finché non avranno la vendetta che cercano. Non importa dove e quando riusciranno a ottenerla…

Brasile: Terra del futuro

Nel 1939 Stefan Zweig fu costretto a lasciare L’Europa, ormai sull’orlo della guerra, in cerca di un luogo nel quale ricostruire la propria esistenza. Si orientò inizialmente verso gli Stati Uniti, ma a poco a poco la città che aveva accolto molti esuli del tempo, New York, si rivelò incompatibile per lo scrittore austriaco A partire dal 1941, Zweig si stabilì con la seconda moglie a Petropolis, vicino a Rio de Janeiro, nonostante a un primo impatto, avvenuto nel 1936, lo scrittore avesse dichiarato di aver trovato il Brasile una terra “priva di interessi per lo spirito”. Scritta nel 1941, quest’opera passa in rassegna la storia del paese dal XVI secolo fino al 1940, la sua economia e la sua cultura, fornendone una visione piena di amore per la natura solare e ancora vergine di un paese enorme e dalle infinite potenzialità, un esempio di speranza per il futuro e un modello per l’intera umanità. Durante la sua permanenza, Zweig ebbe sempre ottimi rapporti con i politici locali, che lo accolsero come una celebrità e gli riservarono i funerali di Stato alla sua morte. Ancora oggi, il paese sudamericano è quello che ricorda con maggiore rispetto e gratitudine lo scrittore che, anche in punto di morte, riservò un ultimo pensiero al “meraviglioso” Brasile, che ringraziava per averlo aiutato nel ricostruirsi una nuova vita. Una delle ultime opere del grande autore austriaco, all’epoca tradotta in sei lingue, Brasile. Terra del futuro è un ritratto appassionante, dal contenuto profetico confermato dalla rapida e profonda trasformazione di questo paese, al quale si guarda ancora oggi come a un modello ideale di sviluppo. terra che l’aveva aiutato a ricostruirsi una nuova vita.

Brandon McCoy: Il Team dei Segugi

Brandon è un istruttore di kick-boxing, ma è anche un ragazzo molto disturbato. Nel tempo libero pedina tutte le donne che gli ricordano la sorella, violentata e uccisa quando lui aveva solo otto anni.
Una sera, per caso, sventa lo stupro di Kathleen.
Una donna che assomiglia a sua sorella.
Una donna che diventa un’ossessione.
Una donna che nasconde dei segreti.
Una specie di stalker, un genio dei computer, un noto psicologo, una timida madre di famiglia e un viaggio contro il tempo che segnerà per sempre le vite di ognuno di loro.
***Attenzione***
Brandon McCoy è un romanzo autoconclusivo, ma è anche il primo volume della serie I Segugi che vedrà i protagonisti di nuovo impegnati in altre indagini. Il romanzo presenta atti di violenza che potrebbero turbare un lettore sensibile.
Si consiglia la lettura a pubblico maggiorenne.

Il branco

Il controverso racconto di uno stupro collettivo di due turiste straniere, visto dalla ingiustificabile posizione dei violentatori. L’autore, con un verismo dalla facile e godibile lettura, vi trasporterà nel gorgo della violenza, dove le vere vittime vi sembreranno essere i ragazzi del “branco”. Questo testo “politicamente scorretto” apparve per i tipi della casa editrice romana Theoria nell’ormai lontano 1994, avendo un indubbio successo di pubblico e di critica; nonché una interessante trasposizione cinematografica firmata da Marco Risi con Ricky Memphis e Luca Zingaretti. La Gaffi, togliendolo dall’ingiustificato oblio, lo ha ridato alle stampe corredato con un corposo saggio critico di Filippo La Porta su tutta la carriera dello scrittore.
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### Sinossi
Il controverso racconto di uno stupro collettivo di due turiste straniere, visto dalla ingiustificabile posizione dei violentatori. L’autore, con un verismo dalla facile e godibile lettura, vi trasporterà nel gorgo della violenza, dove le vere vittime vi sembreranno essere i ragazzi del “branco”. Questo testo “politicamente scorretto” apparve per i tipi della casa editrice romana Theoria nell’ormai lontano 1994, avendo un indubbio successo di pubblico e di critica; nonché una interessante trasposizione cinematografica firmata da Marco Risi con Ricky Memphis e Luca Zingaretti. La Gaffi, togliendolo dall’ingiustificato oblio, lo ha ridato alle stampe corredato con un corposo saggio critico di Filippo La Porta su tutta la carriera dello scrittore.