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Nemesi

Quando era entrato nella casa di Anna Bethsen la sera prima, il commissario Harry Hole pensava che sarebbe stato per l’ultima volta. Invece, quella mattina, dopo essersi svegliato sul divano di casa sua, coperto dal cappotto e completamente intorpidito dall’alcol, viene chiamato per un nuovo caso. Giunto sulla scena del crimine, scopre che questa coincide con la casa della donna, dove tutto pare uguale alla sera precedente, se non fosse che ora Anna è distesa sul letto con una pistola nella mano destra e un buco nero nella tempia. Anna era un’artista, la loro era stata una storia di passione, alcol e liti furibonde, e quando la donna, dopo anni, lo aveva invitato a cena, Hole non aveva saputo resisterle. Ma ora lei è morta e lui, che probabilmente è stato l’ultimo a vederla, non ricorda nulla della notte precedente. Quando però riceve una mail anonima che lo accusa di essere coinvolto nella morte di Anna, capisce che qualcuno sta cercando di incastrarlo e che dietro l’apparente suicidio può nascondersi ben altro. Dalla Norvegia al Brasile, seguendo un percorso che lo porta nel cuore della malavita organizzata, in un crescendo di morti, Harry scopre legami insospettabili, tra cui si snoda la forza oscura della vendetta.

Nelle nebbie del tempo

Nelle nebbie del tempo by Lanfranco Fabriani
ROMANZO (283 pagine) – FANTASCIENZA – Premio Urania 2005 – Il secondo appassionante romanzo di uno dei cicli più intriganti e intelligenti della fantascienza italianaIl servizio segreto temporale italiano, l’UCCI, è di nuovo chiamato a intervenire. Qualcuno sta pasticciando con la vita di uno dei personaggi chiave della storia, Cristoforo Colombo. Ma di chi si tratta? Le indagini sembrano condurre a una spiegazione impossibile, a qualcuno che non può rientrare nel ristrettissimo novero degli possessori di macchine del tempo. Almeno finché una vecchia, sporca storia non emerge dal passato. Lanfranco Fabriani, nato a Roma nel 1959, si è laureato nel 1986 in letterature comparate con una tesi sulla fantascienza post atomica. Sin dagli anni ottanta si è fatto apprezzare con la pubblicazione di racconti su varie pubblicazioni, fino ad approdare al romanzo col presente “Lungo i vicoli del tempo”, vincitore del Premio Urania nel 2001, premio che ha vinto di nuovo nel 2004 con il seguito, “Nelle nebbie del tempo”, quest’ultimo vincitore anche del Premio Italia (ultima edizione Delos Digital 2015). Al ciclo di Mariani e del Servizio segreto temporale italiano appartiene anche qualche racconto. Di Fabriani Delos Books ha pubblicato anche “I quadrivi del tempo e dello spazio”, che raccoglie tutti i racconti brevi.

Nelle foreste siberiane

Un noto scrittore e viaggiatore ha deciso di lasciare Parigi. Saluta gli amici, la fidanzata, il lavoro e gli impegni. Per sei mesi andrà a vivere in totale isolamento nelle foreste della Siberia, in una capanna di pochi metri sulle sponde del lago più antico del mondo, a 120 chilometri di distanza dal primo villaggio abitato, senza vicini di casa né strade di accesso. Lo attende una solitudine differente da quella del navigatore o dell’alpinista che attraversano paesaggi e scenari: nei boschi ghiacciati l’uomo sta fermo e viaggia dentro se stesso, e la natura si gode lo spettacolo. Da febbraio a luglio Sylvain Tesson si impone un ritmo preciso. La mattina legge, scrive, fuma, disegna. Seguono cinque lunghe ore dedicate alle faccende domestiche: bisogna tagliare la legna, spalare la neve, preparare le lenze, riparare i danni dell’inverno. La vera sfida di questi sei mesi è scoprire se si riuscirà a resistere. L’ispettore forestale che lo accompagna fin lì è chiaro ed enigmatico allo stesso tempo: “Questo è un posto magnifico per suicidarsi…”. La solitudine può anche rivelarsi fertile. Quando non si ha nessuno a cui esporre i propri pensieri la carta diviene preziosa confidente, e il taccuino compagno fedele. I giorni trascorrono mentre si scruta il lago e la foresta, si pesca per la cena o si beve un bicchiere di vodka dopo una passeggiata tra i monti. Una sedia di fronte alla finestra è un punto di osservazione ideale per cogliere il respiro del mondo, l’inverno, l’arrivo della primavera.
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Nella mente di Grace

È una gelida giornata d’inverno quando Grace Abbott si risveglia in un letto d’ospedale per scoprire di aver perso la memoria in seguito a un incidente stradale. Affidata alla sorella Lisa, con la quale si rifugia nella solitaria fattoria di famiglia, viene raggiunta dalla polizia e informata che il suo fidanzato è stato ucciso. Senza ricordi, Grace non ha alibi. Non le resta che mettersi sulle tracce del proprio passato, anche se quanto viene a scoprire aumenta giorno dopo giorno la sua angoscia. Un fitto alone di mistero avvolge la sua casa, la sua famiglia, la sua infanzia. I sogni si mescolano ai ricordi, la realtà agli incubi. E Grace comincia a pensare che la perdita di memoria non sia dovuta solo all’incidente… Forse negli oscuri recessi della sua mente si nasconde qualcosa di ancora più sinistro e spaventoso di quanto lei stessa possa immaginare?
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### Sinossi
È una gelida giornata d’inverno quando Grace Abbott si risveglia in un letto d’ospedale per scoprire di aver perso la memoria in seguito a un incidente stradale. Affidata alla sorella Lisa, con la quale si rifugia nella solitaria fattoria di famiglia, viene raggiunta dalla polizia e informata che il suo fidanzato è stato ucciso. Senza ricordi, Grace non ha alibi. Non le resta che mettersi sulle tracce del proprio passato, anche se quanto viene a scoprire aumenta giorno dopo giorno la sua angoscia. Un fitto alone di mistero avvolge la sua casa, la sua famiglia, la sua infanzia. I sogni si mescolano ai ricordi, la realtà agli incubi. E Grace comincia a pensare che la perdita di memoria non sia dovuta solo all’incidente… Forse negli oscuri recessi della sua mente si nasconde qualcosa di ancora più sinistro e spaventoso di quanto lei stessa possa immaginare?
### L’autore
E.C. Diskin è cresciuta nei sobborghi di Washington, DC, e di Chicago. Dopo aver svolto per diversi anni la professione di avvocato, è ora una scrittrice a tempo pieno e madre di due bambini. Vive con la famiglia nell’Illinois insieme a un arzillo boxer e un tenero cucciolo di cavapoo.
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Nella gioia e nel dolore

Cinico, sofisticato, libertino e fin troppo attraente, Sebastian Verlaine, visconte D’Aubrey, ha accettato di presiedere in qualità di magistrato il piccolo tribunale della sua contea. Un compito che trova oltremodo noioso, finché al suo cospetto non appare Rachel Wade. Condannata a dieci anni per aver ucciso il marito e rilasciata per buona condotta, la donna sta per finire di nuovo in prigione per vagabondaggio. Sebastian, profondamente colpito, è pronto a usare tutta la propria influenza perché gli venga affidata in custodia in veste di governante. La ragione? “Attrazione sessuale” è la spiegazione che sia lui sia la riluttante Rachel si danno, ma la verità è ben altra, molto più importante e nascosta in fondo al cuore…

Nella colonia penale

Testo tedesco a fronte.
Nella colonia penale si può classificare come un racconto horror, che contiene in nuce molti dei temi cari all’autore boemo.
La storia dell’ultimo utilizzo della terribile macchina di tortura usata in una innominata colonia penale va ben oltre le crude descrizioni del suo funzionamento, segna piuttosto l’ultima, estrema tappa di una giustizia «di Stato» efferata e disumana nei confronti del singolo individuo, paradossalmente alla vigilia di una tragedia di portata ben più vasta, la Prima guerra mondiale.

Nell’intimità

E’ una notte lunga per Jay: ha deciso di lasciare la compagna e i suoi due figli, dopo anni trascorsi tra litigi e riappacificazioni. Mentre si prepara ad abbandonare la sua casa, non può fare a meno di ripensare alla sua vita, di rivivere le trasgressioni dell’adolescenza, i sogni mai realizzati e la paura delle responsabilità. Gli amori passati, gli amici, scorrono davanti ai suoi occhi come in un film, mettendo a nudo tutte le sue debolezze. E’ davvero deciso ad abbandonare la noiosa tranquillità quotidiana, rischiando l’affetto dei figli? Riuscirà a chiudersi dietro le spalle quella porta e diventare un altro uomo? L’alba è vicina, non c’è più tempo per continuare a guardare dentro se stesso e scegliere se non voltarsi più indietro.
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Nell’abisso di Olduvai

Olduvai è una gola rocciosa nelle pianure del Serengeti, nel nord della Tanzania. È il luogo dove nel 1931 Louis e Mary Deakey scoprirono i resti del più antico antenato dell’Homo sapiens, l’Uomo del Basso Pleistocene, che visse due milioni di anni fa. È qui che giunge una spedizione aliena per ricostruire la storia dell’umanità, cinquemila anni dopo la sua estinzione: fra di essi, un Archeologo, uno Storico, un Esobiologo, uno Studioso di manufatti e un Mistico. E c’è un altro componente, Colui-che-Ve-de, una figura dai poteri straordinari, che può “sentire” ed evocare con nitidezza la storia di un oggetto semplicemente sfiorandolo. Gli alieni sono venuti a Olduvai per risolvere un enigma. Mai infatti è esistita una razza così diversa da tutte le altre come l’Uomo. Dopo 17.000 anni da quando si affacciò nello spazio, superando i confini del pianeta natale, la razza umana si è estinta. Ma in quest’arco di tempo -che è un intervallo brevissimo su scala cosmica – ha scritto un capitolo di storia galattica destinato a durare per sempre. Ha conquistato le stelle; ha colonizzato milioni di pianeti, governato un impero con volontà ferrea. E ora, cinquemila anni dopo la sua estinzione, le vette e gli abissi che seppe raggiungere sono ancora un mistero che stimola l’immaginazione e la curiosità della razze del cosmo. È la risposta può essere qui, sulla Terra, nella gola rocciosa dove egli superò per la prima volta la barriera dell’evoluzione, vide le stelle con occhi diversi, giurando che un giorno sarebbero state sue. E attraverso il tocco e la visione di una creatura aliena rivive la parabola dell’umanità, in una storia toccante e profonda.

Nell’abisso

XV secolo. Un destino crudele si è abbattuto sugli abitanti di Borsa, un pacifico villaggio della Transilvania: aggrediti da un piccolo esercito — guidato da un cardinale e da tre misteriosi cavalieri dall’armatura dorata -quasi tutti gli uomini, le donne e i bambini sono stati brutalmente uccisi e i pochi sopravvissuti deportati verso una destinazione ignota. Tocca al giovane Frederic, unico scampato sia alla strage sia al rapimento, raccontare l’inspiegabile tragedia ad Andrej Delàny, un cavaliere tornato al paese natio dopo un lungo esilio, e rivelargli che, tra le vittime, c’è anche suo figlio Marius. Uniti dal dolore e dalla speranza di salvare i prigionieri, Frederic e Andrej non hanno altra scelta se non seguire le tracce degli assassini e ben presto si rendono conto che esse portano a Constàntà, un’importante città sulla costa. Ma il viaggio verso quel luogo si rivela pieno di trappole e di pericoli e soprattutto fa nascere in Frederic un’inquietante serie di domande: perché Andrej si batte solo con una scimitarra? Com’è possibile che guarisca quasi istantaneamente da ogni ferita? E grazie a quale portento riesce a passare indenne attraverso il fuoco? Andrej non sa rispondere: quelle sue singolari capacità lo hanno accompagnato sin dall’infanzia e sono state la causa del suo allontanamento da Borsa, eppure lui le ha sempre considerate una condanna da accettare in silenzio. Quando però scoprirà di non essere l’unico a possederle, allora comprenderà la reale portata di quella condanna, una vera maledizione destinata forse a coinvolgere anche Frederic e legata a una stirpe di guerrieri che si fanno chiamare Immortali…

Nel sole della vita

L’emozionante conclusione della saga dei Werner, già protagonisti di “La coppa d’oro” e “L’arazzo”. Qui, al centro della vicenda troviamo Iris, figlia della splendida Anna, cui Paul Werner ha dovuto in passato rinunciare. Nel fermento degli anni Sessanta, la donna vede vacillare il suo matrimonio, mentre il maggiore dei figli, ormai all’università, viene conquistato dalle idee radicali di un professore di grande fascino e carisma. Così, inconsapevolmente, il ragazzo accelera una serie di eventi destinati a travolgere l’intera famiglia…

Nel segno della pecora

“In una semplicissima newsletter, un giovane agente pubblicitario inserisce la fotografia, in apparenza banale, di un gregge: uno degli animali, una pecora bianca con una macchia color caffè sulla schiena, suscita tuttavia l’interesse di un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi si perdono nel torbido passato coloniale giapponese. Al giovanotto viene affidato l’incarico – ma si tratta in sostanza di un ordine – di ritrovare proprio quella pecora: unico indizio, la foto in questione, ricevuta per posta dal Sorcio, un amico scomparso da anni. Accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali, attraverserà tutto il Giappone sino a raggiungere la gelida regione dello Hokkaido, vivendo una vicenda mirabolante e al tempo stesso realistica nella descrizione di luoghi e circostanze. Considerato l’esordio letterario di Murakami, ‘Nel segno della pecora’ introduce molti dei temi cari all’autore: la solitudine dell’uomo, l’arroganza e lo strapotere della politica, la nostalgia per l’atmosfera esaltante degli anni Sessanta, la passione per il rock e il jazz, l’irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana. Un romanzo che ci trasporta in uno di quegli scenari onirici che nelle storie di Murakami fanno da cassa di risonanza ai nostri dubbi e alle nostre ansie più profonde.” (Antonietta Pastore)
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Nel regno di Hel

“Qualcosa di grande, oscuro, qualcosa che riempì tutto il tunnel arrivò a gran velocità dietro li alieni. Li appiattì al suolo, li schiacciò come se fossero dei sacchetti di carta. Schiacciò file e file di minatori ed esplose verso di noi, inarrestabile. “A terra” gridò David. Mi tuffai, sbattei per terra, mi ferii alla coscia con un osso che sporgeva, e strisciai giù, in mezzo agli scheletri.” (Jalil) Età di lettura: da 9 anni.
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Nel Paese Di Gesù

”Nel paese di Gesù” è il racconto del viaggio di Matilde Serao fra la primavera e l’estate del 1893.
La Palestina inizia a gettare i semi per cambiamenti significativi che cominceranno presto a fiorire. L’Impero Ottomano è vicino alla dissoluzione, l’Ebraismo dell’Europa Centrale è sotto il giogo dell’oppressione e cerca nuovi mezzi di sopravvivenza.
La Chiesa cattolica conserva ancora il suo disprezzo per gli ebrei, come se la volontà di Dio li avesse destinati a soffrire. Nelle sue memorie di viaggio Matilde Serao presenta la Terra Santa come luogo concreto e realistico, senza l’interferenza della propria sensibilità religiosa. Tuttavia questo suo libro può testimoniare i primi anni di immigrazione ebraica in Israele e le difficoltà materiali che provarono gli ebrei della Palestina anche alla vigilia della costituzione dello stato di Israele.

Matilde Serao è stata una scrittrice e giornalista italiana, protagonista del rinnovamento della letteratura e del giornalismo italiano negli anni cruciali tra Ottocento e Novecento. Oltre ad aver lavorato intensamente come giornalista, fu autrice di settanta fra romanzi e raccolte di racconti, la maggior parte di impronta verista. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino di Napoli.
(source: Bol.com)

Nel Paese Dei Ghiacci

 Nel paese dei ghiacci (Paravia, 1896) raccoglie due lunghi racconti di mare (I naufraghi dello Spitzberg e I cacciatori di foche della baia di Baffin) ambientati nelle zone fredde del nostro pianeta, uno degli scenari prediletti da Emilio Salgari. Nel 1910, dopo numerose ristampe, l’editore pubblicò una nuova edizione arricchita dalle illustrazioni di Alberto Della Valle. La scelta a favore dell’artista napoletano non era casuale

Nel nome dello zio

Lo Zio è un boss della camorra, lucido, spietato, con un grande talento imprenditoriale. Un leader e un affarista nato, due doti decisive nei Quartieri Spagnoli. Ha però una fatale debolezza: il Grande Fratello. Non si perde una puntata del GF neanche quando è costretto a vivere in latitanza, braccato dall’agente di polizia Woody Alien, così soprannominato per la bruttezza intellettualoide, che potrebbe incastrarlo grazie a un misterioso informatore. Allora i guaglioni dello Zio – i cinque «mostri» Alberto ‘o Malamente, Germano Spic e Span, Sandruccio la Zitella, Pasquale Bruciulì e Biagio ‘o Femminiello – arruolano un «bravo ragazzo» per mandargli un messaggio dalla Casa: il pusher Anthony, ventenne incensurato, ma in compenso lampadato e depilato. Dopo un estenuante addestramento, Anthony riesce a superare il provino ed entra nel cast. E sarà proprio lui a dare il colpo di? scena. Con una scrittura plastica e uno humour paradossale, Stefano Piedimonte ha trovato un modo speciale di raccontare una realtà dura come quella napoletana: restituisce operai e manager del crimine ai loro gesti, ai loro tic, al loro linguaggio, alla loro infernale quotidianità, e proprio per questo li colpisce nel vivo.