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Elegante finzione

Belli, ricchi e impossibili. Un loro semplice sguardo è sufficiente a sbaragliare le difese di qualsiasi donna: sono gli uomini che chiunque vorrebbe avere al proprio fianco.
Per dimenticare il proprio passato, e perseguire il suo sogno professionale, Jenny Kent ha deciso di rubare l’identità della sua defunta amica Bella Rossini. Quando però si trova di fronte Dante, rampollo della famiglia Rossini giunto a Sydney per cercare Bella, Jenny non può far altro che confessare il suo segreto, ma Dante la convince inaspettatamente a proseguire la finzione e a seguirlo in Italia, dove tra eventi mondani e serate di gala tra i due sboccerà un’inattesa passione.
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### Sinossi
Belli, ricchi e impossibili. Un loro semplice sguardo è sufficiente a sbaragliare le difese di qualsiasi donna: sono gli uomini che chiunque vorrebbe avere al proprio fianco.
Per dimenticare il proprio passato, e perseguire il suo sogno professionale, Jenny Kent ha deciso di rubare l’identità della sua defunta amica Bella Rossini. Quando però si trova di fronte Dante, rampollo della famiglia Rossini giunto a Sydney per cercare Bella, Jenny non può far altro che confessare il suo segreto, ma Dante la convince inaspettatamente a proseguire la finzione e a seguirlo in Italia, dove tra eventi mondani e serate di gala tra i due sboccerà un’inattesa passione.

Elefanti In Giardino

*Elefanti in giardino* è un libro di memorie e ricordi, la rievocazione di colori e immagini, di spazi sconfinati e di lontananze esotiche, di sapori e atmosfere che hanno accompagnato – e spesso consolato – l’autrice nel corso della sua esistenza. In queste pagine Kuki Gallmann condivide con i lettori la storia delle sue movimentate vicende personali: dall’infanzia italiana al trasferimento in Kenya, alle tragedie che le hanno portato via il marito e il figlio, alla lotta per la difesa della natura grandiosa e selvaggia del suo ranch. Il mondo scomparso della campagna veneta si fonde così con la magia dell’Africa, mentre il racconto si snoda attraverso paesaggi e atmosfere mozzafiato, sulla spinta di una memoria libera di correre all’inseguimento di un colore, di un odore, del fruscio furtivo di un animale nella savana. Un libro che è l’omaggio di una donna all’Africa e alla libertà.
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### Sinossi
*Elefanti in giardino* è un libro di memorie e ricordi, la rievocazione di colori e immagini, di spazi sconfinati e di lontananze esotiche, di sapori e atmosfere che hanno accompagnato – e spesso consolato – l’autrice nel corso della sua esistenza. In queste pagine Kuki Gallmann condivide con i lettori la storia delle sue movimentate vicende personali: dall’infanzia italiana al trasferimento in Kenya, alle tragedie che le hanno portato via il marito e il figlio, alla lotta per la difesa della natura grandiosa e selvaggia del suo ranch. Il mondo scomparso della campagna veneta si fonde così con la magia dell’Africa, mentre il racconto si snoda attraverso paesaggi e atmosfere mozzafiato, sulla spinta di una memoria libera di correre all’inseguimento di un colore, di un odore, del fruscio furtivo di un animale nella savana. Un libro che è l’omaggio di una donna all’Africa e alla libertà.

Eleanor Oliphant sta benissimo

IL CASO EDITORIALE DELL’ANNO, PUBBLICATO IN 35 PAESI, PER MESI IN VETTA ALLE CLASSIFICHE
Una protagonista che dice sempre quello che pensa. Diventerà un’amica di cui non potrete fare a meno.

‘Un fenomeno che ha dato vita a un nuovo genere letterario.’
The Guardian

‘Imperdibile. Uno degli esordi più riusciti dell’anno.’
New York Times

‘Non ha eguali.’
The Observer

‘Commovente e saggio. Leggetelo.’
People

‘Indimenticabile e vero.’
Daily Mail

L’unica cosa che conta è rimanere fedeli a ciò che si è veramente

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il ‘tutto’ che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.

Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che secondo la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. In corso di pubblicazione in 35 paesi, è il romanzo d’esordio più venduto di sempre in Inghilterra, dove è da più di un anno in vetta alle classifiche. Ha vinto il Costa First Novel Award e presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Una storia di resilienza, di forza, di dolore, di speranza. Un grande romanzo con una grande anima.

(source: Bol.com)

Eia eia alalà

Nell’Italia del Duemila può presentarsi l’avventura autoritaria di un nuovo Benito Mussolini? Anche oggi siamo un Paese strozzato da una crisi pesante, con una casta di partiti imbelli e un possibile conflitto tra ceti diversi. Sono queste assonanze con gli anni Venti del Novecento che hanno spinto Giampaolo Pansa a scrivere Eia eia alalà, un antico grido di vittoria riesumato dallo squadrismo fascista. Il racconto inizia con la lotta di classe esplosa tra il 1919 e il 1922, guidata dai socialisti e sconfitta dall’inevitabile reazione della borghesia; prosegue con la marcia su Roma e il violento affermarsi della dittatura fascista;arriva fino alla Seconda guerra mondiale e al dramma dello sterminio ebraico nell’indifferenza collettiva.Tra narrazione e ricostruzione storica, il risultato? il ritratto duro, tagliente e senza sconti di un’Italia che assomiglia non poco a quella di oggi: distratta, egoista e forse pronta ad accettare nuove tragedie.
(source: Bol.com)

L’egregio e l’algoritmo della morte sospetta

Un pensionato di Vinovia non sta ricevendo la pensione da tre mesi. Allo sportello dell’INPS gli dicono che il motivo è niente meno che la sua morte. Disperato per l’assurda risposta, il pensionato cade dalle scale e muore davvero. Parte da questo raccapricciante episodio l’indagine di un misterioso detective, che tutti chiamano l’Egregio ma nessuno conosce. Con lui collaborano due ex carabinieri che hanno aperto un’agenzia investigativa proprio a Vinovia, paese nel quale non succede mai niente e per questo così ricco di serenità e di bellezza. L’indagine, attraverso rocambolesche avventure, porterà a scoprire un disegno criminale dalle vaste proporzioni. Non si conteranno le morti sospette, le truffe e le evasioni fiscali per milioni di euro.

Egoisti, egocentrici, narcisisti & Co.

Egoisti, egocentrici, narcisisti & Co.: Guida per non soccombere a capi e colleghi ‘tossici’ by Bärbel Wardetzki
Siete alle prese con capi egocentrici o poco rispettosi? Con manager preoccupati solo di mettersi in bella mostra? E che dire di colleghi o sottoposti che avvelenano la vita lavorativa esaltando se stessi, mettendo gli altri in difficoltà o svilendoli? Sono solo alcuni dei comportamenti tipici dell’esercito di narcisisti che si aggira per gli uffici e occupa tutti i livelli della scala gerarchica. La psicoterapeuta Bärbel Wardetzki ricorre a numerosi esempi per illustrare le varie sfaccettature delle manifestazioni narcisistiche nel mondo del lavoro e suggerisce strategie intelligenti per migliorare il rapporto con capi e colleghi “difficili” e affrontarli senza esaurirci o deprimerci.

Gli effetti collaterali delle fiabe

La vita di Melissa è molto lontana dai sogni e dai progetti che sentiva di poter realizzare fino a pochi mesi fa: dopo aver mandato all’aria un prestigioso dottorato a Londra per amore, l’amore le ha sbattuto la porta in faccia, fregandosene altamente di tutti gli anni passati insieme e del suo cuore spezzato. E ora lei si ritrova disoccupata e sola, con il timore di fidarsi di nuovo.
Stefano Marte, invece, è esattamente dove vuole essere: è brillante, carismatico ed è l’erede dell’impero di famiglia, un’azienda domotica di successo internazionale. Melissa e Stefano, due vite agli antipodi, non erano destinati a incrociarsi, eppure una serie di coincidenze li porta l’uno sulla strada dell’altra. La sintonia è immediata, almeno fino a quando lei non scopre chi è lui. Perché Melissa sa esattamente che tipo di uomo vuole al suo fianco, e di certo non è un figlio di papà che crede gli sia tutto dovuto. Il problema è che Stefano è disposto a darle l’unica cosa che lei desidera: il lavoro dei suoi sogni, l’opportunità per riscattarsi e dimostrare il suo valore. Rifiutare non è un’opzione. E, comunque, è solo lavoro. Basta relegare i sentimenti in un angolo insieme al brivido di eccitazione che prova ogni volta che lo vede. E poi lei è una donna razionale, ha già perso tutto per amore una volta, non cadrà mai più vittima del principe di turno. Quello che Melissa non sa è che ogni fiaba ha i suoi tranelli e le sue magie, e restarne immune si rivelerà più difficile del previsto.
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### Sinossi
La vita di Melissa è molto lontana dai sogni e dai progetti che sentiva di poter realizzare fino a pochi mesi fa: dopo aver mandato all’aria un prestigioso dottorato a Londra per amore, l’amore le ha sbattuto la porta in faccia, fregandosene altamente di tutti gli anni passati insieme e del suo cuore spezzato. E ora lei si ritrova disoccupata e sola, con il timore di fidarsi di nuovo.
Stefano Marte, invece, è esattamente dove vuole essere: è brillante, carismatico ed è l’erede dell’impero di famiglia, un’azienda domotica di successo internazionale. Melissa e Stefano, due vite agli antipodi, non erano destinati a incrociarsi, eppure una serie di coincidenze li porta l’uno sulla strada dell’altra. La sintonia è immediata, almeno fino a quando lei non scopre chi è lui. Perché Melissa sa esattamente che tipo di uomo vuole al suo fianco, e di certo non è un figlio di papà che crede gli sia tutto dovuto. Il problema è che Stefano è disposto a darle l’unica cosa che lei desidera: il lavoro dei suoi sogni, l’opportunità per riscattarsi e dimostrare il suo valore. Rifiutare non è un’opzione. E, comunque, è solo lavoro. Basta relegare i sentimenti in un angolo insieme al brivido di eccitazione che prova ogni volta che lo vede. E poi lei è una donna razionale, ha già perso tutto per amore una volta, non cadrà mai più vittima del principe di turno. Quello che Melissa non sa è che ogni fiaba ha i suoi tranelli e le sue magie, e restarne immune si rivelerà più difficile del previsto.
### Dalla seconda/terza di copertina
Anna Nicoletto vive a Padova con il marito e due figli. Quando non scrive, si divide tra i libri, la pizza e le maratone delle serie tv in lingua originale. Gli effetti collaterali delle fiabe, il suo primo romanzo, auto-pubblicato inizialmente su Amazon, ha riscosso un incredibile successo, ed esce ora per Piemme nella sua versione cartacea.

Edward Snowden. Un uomo solo al comando. Cyberwar, hacker, USA e Cina. Cosa c’è dietro il Datagate

Edward Snowden. Un uomo solo al comando. Cyberwar, hacker, USA e Cina. Cosa c’è dietro il Datagate by Caffo (a cura di) Antonino
È giovane e ha il mondo ai suoi piedi. Ha svelato come l’NSA, agenzia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, spii sistematicamente cittadini americani e stranieri, spingendosi a monitorare il traffico web in tutto il mondo. PRISM è la punta dell’iceberg che Edward Snowden ha contribuito a svelare e che adesso non può più gestire. Questa è la sua storia.

Un’educazione Sentimentale

Un’educazione sentimentale by Joyce Carol Oates
Amore e violenza, indissolubilmente legati, sono il tema di questi racconti di Joyce Carol Oates, scrittrice americana che nel 1970 ha ricevuto il National Book Award. Il sentimento amoroso dice la Oates, è probabilmente l’essenza di ciò per cui io scrivo: amore crudele, spesso violento e distruttore, a volte demoniaco, emozione eterna e insondabile che non ammette esitazione e compromessi, amore che è sempre un’esperienza sconvolgente, un’esplosione, un’irruzione, un assalto che scuote lo spirito e il corpo. Un amore marchiato dalla nostra civiltà violenta e ipocrita che Joyce Carol Oates esplora nelle sue parti più oscure e minacciose.

Un’educazione milanese

“Cerco ponti in cui lo spaesamento e il sentirmi a casa coincidano. E su quei ponti finiscono con l’apparire, teneri e meridiani, i fantasmi che mi riconducono là dove io sono cominciato e dove è cominciata, per me, questa città.” Questa è una ricognizione autobiografica ed è il racconto della città che l’ha ispirata. Si entra nella storia dagli anni Cinquanta: l’infanzia nei nuovi quartieri periferici, con le paterne “lezioni di cultura operaia”, le materne divagazioni sulla magia del lavoro sartoriale, la famiglia comunista e quella cattolica, le ascendenze lombarde e quelle leccesi, le gite in tram, le gite in moto, la morte di John F. Kennedy e quella di papa Giovanni, Rocco e i suoi fratelli, l’oratorio, il cinema, i giochi, le amicizie adolescenziali e i primi amori fra scali merci e recinti incustoditi. E si procede con lo scatto della giovinezza, accanto l’amico maestro di vita e di visioni, sullo sfondo le grandi lotte operaie, la vitalità dei gruppi extraparlamentari, il sognante melting pot sociale di una generazione che voleva “occhi diversi”. A questa formazione si mescola la percezione dell’oggi, il prosciugamento della città industriale, i progetti urbanistici per una Grande Milano, le trasformazioni dello skyline, il trionfo della capitale della moda e degli archistar. Un romanzo autobiografico magistralmente scritto, lo sguardo teso della visione: la storia di una città, di una generazione.

Una Educazione Amorosa

Una educazione amorosa by John Banville
John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è **uno dei più grandi romanzieri contemporanei**. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 **Pietro Citati** sul **Corriere della Sera** ha definito il suo L’intoccabile “**un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant’anni**” per “la vastità, la ricchezza, il terribile riso”), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il **Booker Prize** per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l’Irish Book Awards, l’European Literary Award, l’Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo **Premio Nobel per la Letteratura**. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di ** “romanzi gialli” di altissima qualità**, ambientati nella Dublino anni ’50, che hanno come protagonista l’anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la **BBC** e RTÉ hanno tratto una **serie TV** nel 2014. «Billy Gray era il mio migliore amico e io mi innamorai di sua madre.» Alexander Cleave, anziano attore ormai in declino, viene inaspettatamente scelto come protagonista di un film intitolato L’uomo con la maschera, basato sulla biografia di un uomo che non era quello che diceva di essere. E durante le riprese, in un mobile gioco di specchi, si trova a rievocare l’esaltante storia vissuta da quindicenne, in una piccola città irlandese negli anni Cinquanta: gli incontri proibiti in un casolare appena fuori città; gli impeti di passione sul sedile posteriore dell’auto di Mrs Gray, nei mattini assolati o nei pomeriggi tempestosi; le bugie, i sotterfugi, le gelosie, i timori, le calde lacrime e le esplosioni di gioia. Ricordi che il caleidoscopio della memoria mescola al sogno, tingendoli di colori diversi, di volta in volta bui o luminosi, mentre il fantasma della figlia, scomparsa dieci anni prima in circostanze misteriose, si fa strada ogni giorno di più. Passato e presente convergono, nel tentativo di dare un senso all’iniziazione amorosa dell’adolescente, ma anche alla sofferenza del padre. Il romanzo di un’esperienza unica, quasi un rovescio di Lolita, raccontata con una lingua inventiva, sinuosa e insinuante, che accarezza ed emoziona.
«*Un maestro la cui prosa regala un piacere continuo e quasi fisico.*»
**Martin Amis**
«*Banville è capace di una scrittura limpida e scorrevolmente pericolosa, come una lama, e possiede un talento quasi feroce nel leggere l’anima degli uomini.*»
**Don DeLillo**

Educata al piacere

I duchi degli scandali 3

Londra, 1820.
Nick, futuro Duca di Barrington, e Alice Tombs si ritrovano fidanzati per via di una partita a carte, ma nessuno dei due è minimamente interessato a sposare l’altro. Lei desidera solo coltivare i propri studi e partire per l’India, mentre Nick non ha intenzione di abbandonare le sue abitudini da scapolo. Tuttavia sposandosi potrebbero godere di una maggiore libertà continuando a dedicarsi ai reciproci interessi.
La loro unione dunque inizia come un vero e proprio contratto e, fra le varie condizioni, Alice chiede che, durante il primo mese insieme, il carismatico marito le insegni tutto ciò che conosce sull’arte amatoria.
Il sensuale percorso di educazione erotica rischia, però, di mandare all’aria i presupposti su cui si fonda il loro accordo matrimoniale.

(source: Bol.com)

Edison: Come inventare di tutto e di più (Lampi di genio)

Edison è stato definito l’uomo che inventò il futuro. Fu lui che cominciò a distribuire l’energia elettrica nelle case, che inventò la lampadina e il modo di riprodurre la voce e la musica, che rese utilizzabili da tutti il telefono e la radio. Guadagnò milioni di dollari e investì il denaro nella ricerca con l’idea che la scienza migliora la vita.
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### Sinossi
Edison è stato definito l’uomo che inventò il futuro. Fu lui che cominciò a distribuire l’energia elettrica nelle case, che inventò la lampadina e il modo di riprodurre la voce e la musica, che rese utilizzabili da tutti il telefono e la radio. Guadagnò milioni di dollari e investì il denaro nella ricerca con l’idea che la scienza migliora la vita.

L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore

I libri del Festival della Mente
È possibile abitare il mondo senza fughe in un’improbabile trascendenza, e senza deliri d’onnipotenza? La forza, la temperanza, il coraggio, in breve tutte quelle che un tempo si chiamavano virtù, esistono ancora? Sembra siano state dimenticate. Tuttavia in una società mobile, complessa, frammentata si sente la necessità di darsi un’identità, di trovare corrispondenza negli altri. E se non si riesce a concedere fiducia, si cerca almeno di evitare la delusione. Per questo le virtù riaffiorano o quanto meno comincia a sentirsene il bisogno. Ma cos’è propriamente virtù? È l’unico modo che abbiamo d’inventarci la vita, di darle ‘forma’ e divenire, così, padroni di noi stessi e, a pieno titolo, soggetti. Ma virtù è anche saper prendere distanza da sé: come un guardarsi da fuori per poterci giudicare – per quanto possibile – spassionatamente e poter guadagnare così uno sguardo privo di pregiudizi e perciò più trasparente sul mondo. Praticare le virtù vuol dire prendersi a cuore, avere cura di sé. Ma ogni nostra azione è sempre relazione, anzi noi stessi lo siamo. Infatti, non si può essere felici da soli. Per questo le condotte personali entrano inevitabilmente in circolo con le pratiche sociali e sono proprio le virtù che allentano le resistenze e permettono l’instaurarsi di rapporti giusti con gli altri. Come diceva Spinoza: nulla è più utile all’uomo che l’uomo stesso. Per questo l’estetica dell’esistenza si coniuga con la realizzazione del bene.

L’edificazione di sé: istruzioni sulla vita interiore

È possibile abitare il mondo senza fughe in un’improbabile trascendenza, e senza deliri d’onnipotenza? La forza, la temperanza, il coraggio, in breve tutte quelle che un tempo si chiamavano virtù, esistono ancora? Sembra siano state dimenticate. Tuttavia in una società mobile, complessa, frammentata si sente la necessità di darsi un’identità, di trovare corrispondenza negli altri. E se non si riesce a concedere fiducia, si cerca almeno di evitare la delusione. Per questo le virtù riaffiorano o quanto meno comincia a sentirsene il bisogno. Ma cos’è propriamente virtù? È l’unico modo che abbiamo d’inventarci la vita, di darle ‘forma’ e divenire, così, padroni di noi stessi e, a pieno titolo, soggetti. Ma virtù è anche saper prendere distanza da sé: come un guardarsi da fuori per poterci giudicare – per quanto possibile spassionatamente e poter guadagnare così uno sguardo privo di pregiudizi e perciò più trasparente sul mondo. Praticare le virtù vuol dire prendersi a cuore, avere cura di sé. Ma ogni nostra azione è sempre relazione, anzi noi stessi lo siamo. Infatti, non si può essere felici da soli. Per questo le condotte personali entrano inevitabilmente in circolo con le pratiche sociali e sono proprio le virtù che allentano le resistenze e permettono l’instaurarsi di rapporti giusti con gli altri. Come diceva Spinoza: nulla è più utile all’uomo che l’uomo stesso. Per questo l’estetica dell’esistenza si coniuga con la realizzazione del bene.