55121–55136 di 74503 risultati

Storia della musica

Storia della musica. Dall’antichità classica al Cinquecento Nella civiltà occidentale, la musica è connessa con le arti, con le idee, con gli eventi politici e con le trasformazioni sociali: il suo linguaggio ne dipende strettamente. Su questo principio è fondata la presente sintesi di carattere storico e critico, di cui questo volume costituisce la prima sezione. Dall’antichità classica al Cinquecento si sono affermate due funzioni principali per quanto riguarda il significato e il linguaggio della musica: nella poesia e nel teatro della Grecia, nella liturgia del canto gregoriano, nel canto “improvvisato” degli umanisti italiani, la musica è stata considerata necessario complemento della parola. Con l’invenzione e lo sviluppo della polifonia, culminata proprio nel Cinquecento, alla melodia sono stati attribuiti invece valori autonomi, analoghi a quelli dell’architettura. Con l’esperienza di ascolto e soprattutto mettendo in relazione le composizioni musicali col contesto storico e culturale è agevole comprendere questi significati e ricostruirne il senso. Nello sviluppo dei generi musicali si devono inserire poi le personalità degli autori: dall’anonimato medievale si passa alla rosa dei poeti provenzali e francesi, fino a quando nel Trecento emerge la personalità dominante di Guillaume de Machaut. Seguono gli inglesi e i fiamminghi quattrocenteschi, come Power e Dufay, per entrare con Josquin des Prez nella pluralità della musica cinquecentesca. Storia della musica. Dal Seicento al Novecento In questo volume, la storia della musica in Occidente è divisa in sei parti: la prima e la sesta sono dedicate rispettivamente al Seicento e al Novecento, le quattro interne riguardano il Settecento e l’Ottocento, suddivisi rispettivamente in due parti. Ogni parte è preceduta da un sommario di inquadramento storico ed è seguita da una “guida all’ascolto” e da una bibliografia essenziale. Dal Seicento nella storia della musica occidentale si affermò, con Monteverdi, la drammaturgia che influenzò in maniera decisiva l’intero sviluppo della musica nei secoli successivi. Sempre a partire dal XVII secolo si precisarono i generi musicali e la loro destinazione agli strumenti o alle voci con strumenti. I generi ebbero una loro storia autonoma, sulla quale hanno inciso profondamente alcuni grandi compositori: Bach, Händel, Haydn, Mozart, Beethoven. Le grandi correnti della musica ottocentesca e lo stretto legame instauratosi fra musica e arti sono destinati a protrarsi in maniera decisiva anche nel Novecento, in particolare l’opera di Mozart è qui trattata con speciale approfondimento, in virtù del fatto che appare centrale nella musica dell’Occidente. Altresì è stato dato rilievo ai momenti di transizione che, in certi casi, sono stati molto vivaci, come il passaggio fra Seicento e Settecento, la fine dell’Ottocento, e hanno contribuito all’evoluzione della musica e dei suoi generi attraverso personalità minori ma spiccate.
(source: Bol.com)

Storia dell’Italia moderna. Dal 1861 ai nostri giorni

Dall’Unità alla fine del ‘900
Esistono numerose storie d’Italia dal 1861, anno conclusivo del Risorgimento, ad oggi. Nessuna però si presenta con l’agilità di questa, che condensa in un centinaio di pagine gli avvenimenti dell’Italia unita, i periodi di libertà e democrazia e quello del fascismo, con la partecipazione a due guerre mondiali. Benché lo spazio maggiore sia dedicato agli aspetti politici, non vengono trascurati gli altri, dalla cultura alla società all’economia, in modo da offrire, attraverso una sintesi rapida ma esauriente dei caratteri fondamentali del Paese in cui viviamo, un quadro completo dei fatti e degli uomini che di quei fatti sono stati ora gli attori ed ora le vittime.
Giampiero Carocci
libero docente di storia moderna, è membro della Commissione per la pubblicazione dei documenti diplomatici. Tra le sue opere: Agostino Depretis e la politica interna italiana 1876-1887; Giolitti e l’età giolittiana; Storia d’Italia dall’Unità; L’età dell’imperialismo; Destra e sinistra nella storia d’Italia. Con la Newton Compton ha pubblicato: Il Risorgimento, Storia del fascismo; Storia della guerra civile americana; Storia dell’Italia moderna dal 1861 ai nostri giorni e Storia degli ebrei in Italia.

Storia dell’eternità

Nel 1936, quando scrisse la “Storia dell’eternità”, Borges lavorava in una biblioteca rionale dimenticata in un quartiere periferico di Buenos Aires, dove la topografia ortogonale della capitale argentina si frastagliava in terreni incolti e officine e ortaglie, e dove il tempo sembrava non passare mai. Fu in quel periodo che si delinearono nella sua opera i tratti che oggi chiunque definirebbe, a colpo sicuro, borgesiani, e in primo luogo l’inclinazione a considerare tutto come materiale letterario. Così, per esempio, teologia e metafisica potevano diventare ai suoi occhi cronache della vita di un personaggio chiamato eternità, del quale egli si proponeva di restituire, attraverso episodi ben vagliati, alcune delle fasi che punteggiavano una vita infinita. Senza impedirsi, comunque, di accostare queste storie a divagazioni sulla metafora, sui traduttori delle “Mille e una notte” e sull’arte dell’insulto. Tale procedimento, usato da Borges con discrezione e ironia, ha una straordinaria forza dissestante, nel senso che scalza ogni affermazione dal suo piedistallo di pretesa realtà, come se la realtà stessa non fosse che un genere letterario. E nel contempo ci introduce a un nuovo genere, di cui Borges seppe essere, per un paradosso a lui congeniale, insieme il fondatore e l’epigono.
(source: Bol.com)

Storia del terrorismo. Dall’antichità alle sette islamiche degli assassini dall’Ira

Il saggio di Andrew Sinclair esplora il pensiero e i metodi del terrorismo e dimostra come la strategia del terrore non abbia mai perso la sua efficacia, fin dai tempi della setta degli Assassini e delle orde mongole. L’unica differenza è che le moderne tecnologie permettono lo sterminio di decine di milioni di persone, invece delle decine di migliaia di vittime causate dagli antichi strumenti di distruzione. Nato da una meticolosa ricerca, questo libro analizza l’uso atroce dell’arma del terrorismo, dalla distruzione di Cartagine per mano dei Romani all’attacco suicida alle Torri Gemelle.

Storia del popolo americano. Dal 1492 ad oggi

Quando il racconto della storia esce dalle stanze del potere e si sposta nelle strade, nelle case e nei luoghi di lavoro delle persone non illustri, per dare voce ai «vinti» e agli sfruttati, può davvero scuotere le coscienze di intere generazioni. Howard Zinn è riuscito a mostrare l’altra faccia dell’America, quella che non si insegna a scuola o nelle università. A 35 anni dalla prima edizione, e dopo 2 milioni di copie vendute, “Storia del popolo americano” – che il Saggiatore propone in versione integrale, con una traduzione ampliata e aggiornata – continua a essere uno dei libri di storia più letti al mondo. La prosa di Zinn, limpida, appassionata e documentatissima, abbraccia oltre cinquecento anni: dalla colonizzazione genocida delle Americhe all’indipendenza degli Stati Uniti, dalla guerra civile all’imperialismo del XX secolo, fino all’11 settembre 2001. Il punto di vista non è però quello di Cristoforo Colombo, Washington, Lincoln, Roosevelt o Bush, bensì quello dei nativi americani, degli schiavi neri, delle donne, delle minoranze emarginate, di tutti gli sconfitti e i dissidenti che la «terra delle opportunità» ha rimosso dalla sua narrazione ufficiale. Sottraendo all’oblio le ribellioni contro la schiavitù e la segregazione, i conflitti sindacali, le manifestazioni per la pace, la lunga lotta per l’emancipazione femminile, emergono le atroci conseguenze dei conflitti armati, il costo umano delle decisioni di politici e uomini d’affari, tutte le forme di oppressione – e di resistenza – che la maggior parte degli storici relega fra le note a pie di pagina. Dietro le retoriche del potere e le leggende patriottiche, la storia americana si rivela una storia di razzismo e sfruttamento, le cui poche eccezioni positive, più che alle élite di governo, si devono alle infinite piccole azioni di persone sconosciute. L’intento di Zinn non è però mitizzare il popolo, piangere le vittime e denunciare i carnefici: spesso «il grido dei poveri non è giusto», si rivolge contro altri poveri, non sa riconoscere i veri responsabili. Ma se non si è in grado di ascoltarlo «non si saprà mai che cos’è la giustizia».
**

Storia dei media digitali

Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer, di internet, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica, stampa, cinema, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo.
(source: Bol.com)

Della Storia D’Italia

Ma perché, se v’è colpa, io l’ho aggravata nella presente edizione, aggiugnerò qui: che l’imparzialitá mi sembra consistere non nel non giudicare, ma nel giudicare imparzialmente; che anzi non capisco come possa essere imparzialitá dove non sia giudizio; che senza questo non può essere se non indifferenza, e che le storie (fortunatamente rare) scritte con indifferenza alla virtú od al vizio, alla buona od alla cattiva politica della patria, adempiono male quell’ufficio, che pur si pretende imporre alla storia, di maestra della vita pubblica degli uomini e delle nazioni. Del resto, tutto ciò tocca a una questione piú che letteraria e delle piú importanti nelle condizioni presenti della patria nostra. A qualunque nazione è necessario farsi e tener ferma una politica nazionale.

Storia d’Italia

Isnenghi non fa sconti a nessuno, rompendo miti e leggende, ma non si compiace di questa biblioteca mentale, scientifica, umana che avrebbe potuto dar vita a tre o quattro libri. Un racconto di grande fascino intellettuale e politico che esce dagli schemi scolastici e accademici. Un amaro bilancio della nostra vita, uno zibaldone ben documentato, una storia vista dal sottosuolo. Corrado Stajano, ”Corriere della Sera” Una ricognizione avanzata dentro la memoria nazionale, che trae implicazioni profonde sul chi siamo qui e ora, con una grazia espositiva frutto di mezzo secolo di appassionata didattica. Giorgio Boatti, ”Tuttolibri” Di pochi storici si può dire che abbiano completamente rivoluzionato il proprio campo di studi. Mario Isnenghi è sicuramente tra questi. Gianpasquale Santomassimo, ”il manifesto”
(source: Bol.com)

Stoici antichi

Una raccolta preziosa di testimonianze biografiche e dei frammenti sopravvissuti delle opere di Zenone di Cizio, Cleante di Asso, di Crisippo e dei relativi discepoli. Un’opera in due volumi che oggi Utet rende disponibile sotto forma di un unico ebook con un apparato critico integrato in modalità ipertestuale.

(source: Bol.com)

Stelle morenti

” Il est grand temps de s’apercevoir que ce qui divise les rameaux tient moins de leurs différences que de leurs similitudes, dont le racisme et l’autosatisfaction sont les pires exemples. ” Quand les animauxvilles ont surgi dans le système solaire pour héberger les humains, ils leur ont aussi permis le voyage instantané. Alors l’humanité s’est scindée en quatre rameaux : autant de cultures, autant de modes de vie, autant de systèmes politiques. Qui se méprisent faute de pouvoir se faire la guerre. Aujourd’hui l’heure des retrouvailles a sonné : les animauxvilles ont décidé de convoyer des représentants de chaque rameau pour assister à l’explosion d’une supernova…
Étoiles Mourantes se déroule sept cents ans après Étoiles Mortes (Prix Rosny aîné 1992). Il a reçu le Grand prix de la Tour Eiffel en 1999 et le prix Ozone en 2000.
Lauréats à eux deux d’une douzaine de prix littéraires, Jean-Claude Dunyach et Ayerdhal se sont découverts par leurs œuvres respectives, chacun fasciné par les univers que l’autre mettait en scène. Il leur a fallu quatre ans pour écrire et réécrire Etoiles mourantes, un livre univers pétri d’émerveillement et d’humanisme qui, de leur propre aveu, les dépasse tous deux.

Una stella tra i rami del melo

Tutti continuavano a dire che col tempo sarebbe passata, ma Jamie sa che è solo una di quelle bugie che i grandi dicono nelle situazioni difficili. Da quando sua sorella Rose è morta in un attentato sono passati cinque anni, e ora è peggio che mai: il papà beve, la mamma se n’è andata con un altro e a Jamie sono rimaste tante domande a cui deve rispondere da solo. Anche sua sorella Jasmine, la gemella di Rose, non sembra essersi ripresa: si è tinta i capelli di rosa, si è fatta un piercing e ha smesso di mangiare. Jamie però ha deciso di salvarsi: gioca con il suo gatto Roger, pensa alla maglietta di Spider-Man che desidera tanto e fa amicizia con Sunya, una bambina musulmana, cercando di tenerlo nascosto al padre. Quando un giorno vede alla tv l’appello per partecipare a una trasmissione di giovani talenti, sogna che possa essere un modo per salvare la sua famiglia… Sullo sfondo del piccolo mondo di Jamie rimbombano le grandi questioni dell’umanità, ma è la sua voce trasparente e pura, sono i suoi occhi ingenui di bambino che danno la misura della forza che hanno solo le cose essenziali: l’amore della mamma, la verità della morte, l’immensità della vita.
(source: Bol.com)

La stella Polare ed il suo viaggio avventuroso

Pur seduto alla sua scrivania, Salgari lascia libera la fantasia e parte all’avventura come fosse un membro della spedizione del Duca degli Abruzzi: salpa sulla Stella Polare, un legno del 1882 rinforzato nello scafo e con 22 uomini di equipaggio, capitanati dall’allora ventiseienne Duca degli Abruzzi, che nella notte artica perde due dita della mano per il congelamento.

Stella Polare

Martin Cruz Smith ambienta Stella Polare nella zona del mare di Bering, in piena guerra fredda. Stella polare è una spy story combinata al fascino del romanzo giallo, che ha come protagonista l’ormai famoso Arkady Renko, un investigatore determinato e pieno di risorse, che ha come scopo principale quello di arrivare alla vertità a qualunque costo.