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Ogni Cosa È Illuminata

Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano di nome Jonathan Safran Foer decide di fare un viaggio in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo è un coetaneo del posto, Alexander Perchov. detto Alex, che così si presenta nel suo personalissimo linguaggio: “Il mio nome per la legge è Alexander Perchov. Ma tutti i miei amici mi chiamano Alex, perché è una versione del nome più flaccida da pronunciare. Mia madre mi chiama Alexi-basta-di-ammorbarmi perché sempre la ammorbo”. Insieme ad Alex, che lavora per i “Viaggi Tradizione”, ci sono anche suo nonno, che a dispetto di una cecità psicosomatica fa l’autista, e una cagnetta puzzolente chiamata Sammy Davis Jr Jr in onore del cantante preferito del capofamiglia. Il racconto del loro viaggio, di una comicità irresistibile, ma a tratti anche straziante, si alterna a capitoli di una vera e propria saga ebraica, attraverso la quale Jonathan ricostruisce, sul filo della memoria famigliare, le vicende di un villaggio dal Settecento fino alla sua quasi totale “cancellazione” a opera dei nazisti. Un percorso impregnato di vita vera, storie d’amore, vicende tragiche e farsesche. Un romanzo che parla di persone e luoghi che non esistono più, delle verità dolorose che si celano dietro ogni famiglia, della necessità di ritrovare e reinventare di continuo il passato per illuminare il presente e dare un senso al vivere.
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Ogni angelo è tremendo

Ogni angelo è tremendo è la storia di una bambina che diventa adulta. Che nasce di notte, a Trieste, mentre soffia una bora nera che spazza via ogni cosa e rende ogni equilibrio impossibile. Di una bambina che cresce in una famiglia in cui sembra sia soffiato quello stesso vento impetuoso dell’est. Di una bambina che impara presto a riconoscere i vuoti che la morte lascia, quei vuoti che somigliano tanto agli abbandoni che la stessa bambina deve subire, da parte di un padre e di una madre desiderati e imprendibili. Di una bambina che non dorme mai, e fa (e si fa) molte domande, a cui nessuno sembra voler o poter dare risposte. Ma è anche la storia della scoperta del mondo e della sua bellezza, della natura e delle sue forme. Di una bambina che si fa ragazza e si apre ai primi palpiti di amore e amicizia, ai sussulti dei poeti e degli scrittori. È la storia di una ragazza che scende a rotta di collo le scale di casa, la notte in cui il terremoto irrompe. È la storia della scoperta della grande città, Roma, e del terrorismo e, finalmente, del potere della scrittura e dei libri. Quella bambina, quella ragazza, quella donna è Susanna Tamaro, che ci consegna il suo libro più intimo e coraggioso. Una autobiografia che è anche romanzo di formazione, e un inno alla vita unico nel suo genere.
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### Sinossi
Ogni angelo è tremendo è la storia di una bambina che diventa adulta. Che nasce di notte, a Trieste, mentre soffia una bora nera che spazza via ogni cosa e rende ogni equilibrio impossibile. Di una bambina che cresce in una famiglia in cui sembra sia soffiato quello stesso vento impetuoso dell’est. Di una bambina che impara presto a riconoscere i vuoti che la morte lascia, quei vuoti che somigliano tanto agli abbandoni che la stessa bambina deve subire, da parte di un padre e di una madre desiderati e imprendibili. Di una bambina che non dorme mai, e fa (e si fa) molte domande, a cui nessuno sembra voler o poter dare risposte. Ma è anche la storia della scoperta del mondo e della sua bellezza, della natura e delle sue forme. Di una bambina che si fa ragazza e si apre ai primi palpiti di amore e amicizia, ai sussulti dei poeti e degli scrittori. È la storia di una ragazza che scende a rotta di collo le scale di casa, la notte in cui il terremoto irrompe. È la storia della scoperta della grande città, Roma, e del terrorismo e, finalmente, del potere della scrittura e dei libri. Quella bambina, quella ragazza, quella donna è Susanna Tamaro, che ci consegna il suo libro più intimo e coraggioso. Una autobiografia che è anche romanzo di formazione, e un inno alla vita unico nel suo genere.

Oggi avrei preferito non incontrarmi

“Sono convocata. Giovedì alle dieci in punto.” Una giovane donna senza nome, in una città rumena, un appuntamento obbligato e temuto con i servizi segreti del regime di Nicolae Ceausescu. Durante il tragitto in tram per presentarsi all’interrogatorio, immagini e figure della vita attraversano la mente della protagonista: l’infanzia in una cittadina di provincia e il desiderio semierotico da lei provato per il padre, il primo matrimonio con un uomo che “non era capace di picchiarmi e perciò si disprezzava”, i racconti strazianti del nonno sulla deportazione. E poi la giovane amica Lilli, uccisa da una sentinella alla frontiera con l’Ungheria mentre tentava di fuggire dal paese; e Paul, le sue giornate e le sue notti trascorse fin troppo spesso nell’alcol, ma anche i momenti di felicità vissuti insieme a lui, come bagliori fuggevolmente accesi. Tutto si affaccia alla memoria e si intreccia al presente, agli interrogatori e alle vessazioni, all’angoscia quotidiana e agli stratagemmi con cui il pensiero cerca tenacemente di non soccombere. Con questo romanzo Herta Müller ci offre un’esplorazione toccante e magistrale su come la dittatura arrivi a impadronirsi di ogni fibra dell’umano.
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Oggetto quasi

Nell’immaginario di José Saramago gli oggetti si distraggono spesso dalle loro funzioni di oggetti per assumere un’indipendenza pericolosa, come può esserlo la fantasia. Così capita che una penisola possa recidere il proprio legame con il continente per diventare una ‘zattera di pietra’ oppure che una piccola preposizione si inserisca autonomamente in un testo e cambi il corso della storia a partire dall ‘assedio di Lisbona’.Nei racconti di questo libro – raccolti nel 1978 – l’epidemia di indipendenza si diffonde. In Sedia la protagonista principale è appunto la sedia occupata da una vittima senza nome che cade al rallentatore (ma non è difficile riconoscervi il dittatore portoghese Antònio de Oliveira Salazar, poco eroicamente morto per una caduta dalla sedia su cui riposava). In Embargo il protagonista non è tanto l’impiegato che sta andando a lavorare in auto, ma l’auto stessa, sorta di macchina infernale che si ribella all’embargo sul petrolio voluto dagli arabi e porta alla morte, incollocato al sedile, il padrone-conducente. In Riflusso la cronca della costruzione di un gigantesco cimitero serve per esorcizare la paura di morire di un despota. E un oggetto, un oggetto quasi, è in fondo anche il centauro dell’omonimo racconto, un’anima a cui due corpi e due esperienze della sensibilità non possono dare pace se non nell’istante finale.Nei racconti di Saramago l’elemento fantastico ci restituisce un mondo forse meno funzionale ma senz’altro più corrispondente al vero. Lo si può attraversare come un nuovo territorio.

Oggetti di reato

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Qualcuno perseguita Beryl Madison. Qualcuno che la spia e la minaccia con telefonate oscene. La donna, terrorizzata e stanca di scappare, finisce una sera con l’aprire la porta a colui che poi sarà il suo assassino. Gli indizi che emergono sotto il microscopio della dottoressa Kay Scarpetta, capo dell’ufficio di medicina legale, si trasformano poco a poco in un incubo che minaccia la sua vita stessa.
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Odore di caffè

Partenopeo in esilio, Pazzaglia dice che non mangia, non beve qualcosa che venga da Napoli, senza pensare, senza vedere e sentire facce e voci, odori, luce, musica di Napoli. Ma l’autore è anche narratore di Storia. E ogni tanto la Storia affiora, ma con discrezione, con qualche notizia, con qualche data che proprio gli scappa dalla penna. Ed è uno scrittore satirico, che vuol far sorridere evocando personaggi come la “cassiera chiamata Brigida” del caffé “americano”. Qui veniamo a sapere come si legge o non si legge il futuro consultando i fondi di caffé. Non manca, infine, un giallo, che naturalmente si svolge in una “Torrefazione”. Il tutto accompagnato dalle fotografie di Oreste Pipolo.

Odissea di Omero

Il più affascinante e attuale poema omerico nella versione neoclassica che lo rivelò ai lettori italiani. Ulisse, un personaggio che continua ad affascinare i lettori di ogni paese; l’eroe errante che, mentre cerca di tornare in patria, scopre nuovi paesi, parla con gli dèi, è oggetto delle loro decisioni, sfida l’ignoto, porta a termine una spietata vendetta. Questo capolavoro immortale viene qui riproposto nella versione di Ippolito Pindemonte, amico e sodale di Ugo Foscolo, pubblicata, dopo lunghi anni di lavoro, nel 1822.

Odi Barbare, E Rime E Ritmi Di Giosue Carducci (Classic Reprint)

Excerpt from Odi Barbare, e Rime e Ritmi di Giosue Carducci Le ville e il verde piano d’ argentei fiumi rigato contempla aerea, le messi ondeggianti ne’ campi. About the Publisher Forgotten Books publishes hundreds of thousands of rare and classic books. Find more at [www.forgottenbooks.com](http://www.forgottenbooks.com) This book is a reproduction of an important historical work. Forgotten Books uses state-of-the-art technology to digitally reconstruct the work, preserving the original format whilst repairing imperfections present in the aged copy. In rare cases, an imperfection in the original, such as a blemish or missing page, may be replicated in our edition. We do, however, repair the vast majority of imperfections successfully; any imperfections that remain are intentionally left to preserve the state of such historical works.

Un occhio nel paese dei ciechi

Autore di una famosa saga fantasy (quella del Bosco dei Mythago) e di numerosi romanzi di fantascienza ortodossa, l’inglese Robert Holdstock gode di notevole prestigio anche fra i lettori più esigenti. Il suo interesse principale è rivolto al mito e alle culture extraterrestri, e quando (come nel caso di questo romanzo) l’azione si sposta nel futuro e nello spazio profondo, è ovvio che ci troveremo davanti a miti e riti non di questa terra. Nessuna meraviglia, perciò, che i veri protagonisti del libro non siano gli smaliziati terrestri e nemmeno i loro sofisticati strumenti di analisi, ma la razza straniera che vive su un mondo inviolato, la stirpe inumana che ci inquieta (e, al tempo stesso, ci seduce) con il mistero dei suoi millenari enigmi.
Copertina: Oscar CHICONI

L’occhio nel cielo

E’ di moda, da qualche anno, il cosiddetto problema dell’alienazione. Molta gente si sente, o dice di sentirsi, a disagio nel proprio mondo, estranea, tagliata fuori; peggio ancora, ha l’impressione di essere manipolata, usata come oggetto, ridotta a passivo strumento in un gioco maligno e incomprensibile. A quanti soffrono di tali afflizioni, vere o immaginarie, consigliamo la lettura di questo libro, dove in seguito a un incidente scientifico, otto persone diversissime (un negro, una zitella, un vecchio militare, un ingegnere con la moglie, un poliziotto, ecc.) si trovano a vivere in un mondo che non ha grottescamente più nulla a che fare con quello conosciuto da loro. C’è chi cerca di adattarsi, chi cerca di uscirne. Ma solo per entare in un altro mondo, completamente diverso dal primo, e altrettanto pazzesco. E così di seguito, in un crescendo di alienazioni, una più sbalorditiva, pericolosa e assoluta dell’altra, vicino alle quali la nostra pur deplorevole società sembrerà poco meno che un paradiso.
**Ristampa del n. 201*

Occhio di gatto

In occasione della prima retrospettiva delle sue opere, la pittrice Elaine Risley torna a Toronto, la città dove è cresciuta. È trascorso molto tempo da quando se ne è andata e mentre osserva con occhio critico i cambiamenti nella città, ripercorre gli anni della sua giovinezza, guardandoli come attraverso il suo occhio di gatto, quella biglia multicolore che da bambina teneva sempre con sé e che adesso, come un caleidoscopio, le permette di vedere il mondo sotto le sue molteplici sfaccettature. Riemergono così, con lancinante chiarezza, momenti e atmosfere di un passato difficile e mai dimenticato: l’infanzia girovaga al seguito del padre entomologo, il controverso rapporto con la madre e il fratello e soprattutto gli spettri di un’amicizia solida ma ambigua con la compagna di scuola Cordelia. Sconfiggere il fantasma delle violenze e dei soprusi subiti non sarà facile ma necessario: Elaine potrà farlo solo a patto di esplorare le radici della sua personalità e smuovere gli strati sommersi della propria coscienza. Con la sua straordinaria capacità di leggere nelle mente dei personaggi, Margaret Atwood ci guida nelle profondità del cuore e della mente, rivelando emozioni ed esperienze legate a un periodo fondamentale della vita di tutti noi: l’infanzia.

L’OCCHIO DI BEL

J. Coyne è autore di romanzi occultistici che per la loro carica di mistero e terrore sono stati paragonati a Rosemary’s Baby e all’Esorcista. Sennonché in questa nuova opera l’occulto, si trasferisce a poco a poco su livelli ancora più sconcertanti e ambigui; finché paradossalmente ci ritroviamo nel campo ben noto (anche se non meno pericoloso) della fantascienza cosmica.
Copertina di Karel Thole

L’occhio del lupo

Un lupo che ha vissuto una vita da lupo, braccato, fuggitivo nella gelida Alaska. Un ragazzo che viene dall’Africa Gialla, ha conosciuto l’Africa Grigia e l’Africa Verde, diventato un famoso narratore di storie. I due si ritrovano davanti alla gabbia di uno zoo, si fissano in silezio. Il lupo, chiuso nella sua disperazione, guarda il mondo con un occhio solo. Allora anche il ragazzo, con estrema delicatezza, tiene chiuso uno dei suoi: attraverso queste due solitudini fluiscono le immagini e finalmente viene raggiunta la rasserenante pace dell’amicizia e della confidenza. Quando a Daniel Pennac, notissimo autore per adulti, è stato chiesto in un intervista quale preferisse tra i suoi libri, ha risposto «Un libro per ragazzi, L’occhio del lupo, la storia di un piccolo africano che incontra un vecchio lupo guercio venuto dall’Alaska».
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### Sinossi
Un lupo che ha vissuto una vita da lupo, braccato, fuggitivo nella gelida Alaska. Un ragazzo che viene dall’Africa Gialla, ha conosciuto l’Africa Grigia e l’Africa Verde, diventato un famoso narratore di storie. I due si ritrovano davanti alla gabbia di uno zoo, si fissano in silezio. Il lupo, chiuso nella sua disperazione, guarda il mondo con un occhio solo. Allora anche il ragazzo, con estrema delicatezza, tiene chiuso uno dei suoi: attraverso queste due solitudini fluiscono le immagini e finalmente viene raggiunta la rasserenante pace dell’amicizia e della confidenza. Quando a Daniel Pennac, notissimo autore per adulti, è stato chiesto in un intervista quale preferisse tra i suoi libri, ha risposto «Un libro per ragazzi, L’occhio del lupo, la storia di un piccolo africano che incontra un vecchio lupo guercio venuto dall’Alaska».

L’occhio del Golem

Un compito tanto arduo quanto delicato spetta a Nathaniel, ora che fa parte del Ministero degli Interni. Il giovanissimo e intraprendente mago deve individuare i membri della “Resistenza”, responsabili degli attentati che colpiscono Londra. Ma le sue indagini si rivelano infruttuose, come i tentativi di infilarsi nel gruppo. Sulle tracce del golem, il mostro apparentemente indistruttibile che getta la città nel panico, Nathaniel parte alla volta di Praga, ed evoca il jinn Bartimeus.

Occhi vuoti

Polo Nord, settore canadese, 20 ottobre. Inizio dell’inverno artico: il sole è appena tramontato e per sei mesi non sorgerà più. All’avveniristico centro di ricerca Trudeau cinque scienziati di fama internazionale spariscono all’improvviso. Muniti di torce per fendere il buio, i soccorritori si precipitano a perlustrare il pack e rinvengono tre cadaveri con gli arti non ancora congelati. Giacciono in pose innaturali, come contorsionisti del circo, e hanno gli occhi vuoti, misteriosamente privi di pupilla e iride. Nello stesso momento, non lontano da lì, il quarto scienziato si toglie il casco e, incurante del gelo che gli morde i polmoni, si spoglia, strato dopo strato. Poi si stende sul ghiaccio e, avviato il motore del suo gatto delle nevi, lo osserva scomparire inghiottito dalle tenebre. E si lascia morire… Thriller d’atmosfera tutto giocato sul registro dell’angoscia e della paura, il romanzo va a scavare nella pericolosa area in cui scienza e politica entrano in collisione, con risultati talvolta disastrosi.
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Occhi verdi

Elizabeth Cameron, contessa di Havenhurst, è una delle più belle giovani donne d’Inghilterra. Anche Thornton è un uomo di rara avvenenza, ma di grande mistero: non si sa nulla del suo passato nè delle origini della sua ricchezza… Dai salotti della Londra bene alle selvagge highlands scozzesi, il tempestoso, drammatico, sensuale, dolce, intrigante rapporto fra Elizabeth e Ian si arricchisce di colpi di scena, scandali, gelosie e malintesi finchè i due innamorati si arrenderanno alla voce del cuore.