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Jacob

Da che esiste il mondo, esistono le Creature della Notte: demoni, vampiri, licantropi, razze di tenebra, divoratori della luce della luna. Unica loro regola, mai innamorarsi di un umano. A difendere questa antica legge pensa Jacob, l’Esecutore. Da oltre settecento anni resiste alla tentazione, convinto di essere immune al desiderio e ai sentimenti, certo di possedere il controllo totale. Finché, in una notte newyorkese, incontra Isabella: salvarle la vita non rientra nei suoi piani ma, nel momento stesso in cui la stringe fra le braccia, tutto cambia. Per tramutarsi in una passione assolutamente contraria alle leggi della notte…

Jackass Flats (Italiano)

Riusciranno un militare girovago e un cowboy abitudinario a trovare il modo di far funzionare la loro storia?
Tate ha l’impressione che la parte migliore della sua vita gli sia sfilata davanti, ecco perché il cowboy passa tutte le sere nei bar. Quando conosce Dave, un giovane soldato di una vicina base dell’esercito, pensa però che le cose potrebbero migliorare. Il loro primo incontro è un po’ rocambolesco, ma presto Tate scopre che lui e Dave hanno abbastanza in comune da rendere i loro appuntamenti interessanti.
Dave non condivide l’atteggiamento dell’esercito nei confronti degli omosessuali e non si preoccupa di nascondere agli amici la sua relazione con Tate. Quando si rende conto che avrebbe dovuto essere più cauto, potrebbe essere ormai troppo tardi. Ma Dave è disposto a combattere per Tate, anche se significa sfidare proprio l’esercito.
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### Sinossi
Riusciranno un militare girovago e un cowboy abitudinario a trovare il modo di far funzionare la loro storia?
Tate ha l’impressione che la parte migliore della sua vita gli sia sfilata davanti, ecco perché il cowboy passa tutte le sere nei bar. Quando conosce Dave, un giovane soldato di una vicina base dell’esercito, pensa però che le cose potrebbero migliorare. Il loro primo incontro è un po’ rocambolesco, ma presto Tate scopre che lui e Dave hanno abbastanza in comune da rendere i loro appuntamenti interessanti.
Dave non condivide l’atteggiamento dell’esercito nei confronti degli omosessuali e non si preoccupa di nascondere agli amici la sua relazione con Tate. Quando si rende conto che avrebbe dovuto essere più cauto, potrebbe essere ormai troppo tardi. Ma Dave è disposto a combattere per Tate, anche se significa sfidare proprio l’esercito.

Jackass flats

Serie Riding Cowboy Flats: Libro 1
Riusciranno un militare girovago e un cowboy abitudinario a trovare il modo di far funzionare la loro storia?
Tate ha l’impressione che la parte migliore della sua vita gli sia sfilata davanti, ecco perché il cowboy passa tutte le sere nei bar. Quando conosce Dave, un giovane soldato di una vicina base dell’esercito, pensa però che le cose potrebbero migliorare. Il loro primo incontro è un po’ rocambolesco, ma presto Tate scopre che lui e Dave hanno abbastanza in comune da rendere i loro appuntamenti interessanti.
Dave non condivide l’atteggiamento dell’esercito nei confronti degli omosessuali e non si preoccupa di nascondere agli amici la sua relazione con Tate. Quando si rende conto che avrebbe dovuto essere più cauto, potrebbe essere ormai troppo tardi. Ma Dave è disposto a combattere per Tate, anche se significa sfidare proprio l’esercito.

Jack delle ombre

Jack è il più grande ladro dell’universo e la «fiamma dell’inferno» il gioiello più famoso: questi i due poli del romanzo, che si attraggono inesorabilmente l’uno verso l’altro. Ma Jack ha molti nemici, umani e non, che ostacolano la sua missione: nemici mortali come il Signore dei Pipistrelli, padrone e tiranno di Glyve principe dell’oscurità. Jack dovrà uscire dalle tenebre per ritrovare la strada della vita. Jack dovrà vivere per realizzare la sua vendetta: una ricerca che pervade tutto il mondo di violenza, sino alla distruzione della grande macchina, al centro dell’universo, che determina l’alternarsi della luce e dell’oscurità.

Jack Barron e l’eternità

Un grande romanzo scritto piu’ di 40 anni fa ma dove le molte “risonanze” con l’attuale situazione politica italiana non sono forse casuali. Da qualche tempo ormai i sociologi, i filosofi ed i politici si pongono una domanda dai riflessi angosciosi: fra venti anni, quando i giovani che oggi «contestano» tutto, si drogano e predicano il libero amore, saranno saliti, come è legge naturale, ai posti di comando, cioè saranno divenuti la cosiddetta «classe dirigente», quale aspetto assumerà la nostra civiltà occidentale? A questa domanda risponde Norman Spinrad, una degli autori piu’ critici della fantascienza americana (non a caso ha vissuto per un lungo periodo in Francia), con un romanzo nella cui trama si sviluppano gli elementi d’inquietudine, come i nuovi limiti della morale, la violenza, le tensioni razziali, il condizionamento della personalità tramite i mezzi di comunicazione di massa, la corruzione politica, la mancanza di qualsiasi ideale che non sia utilitaristico; e quelli ipotizzati per l’immediato futuro, come la ricerca dell’immortalità, l’ibernazione artificiale, la definitiva mercificazione di ogni attività umana superiore. In un’America istupidita dalla televisione, che accantona i suoi problemi dimenticandoli con la droga ed il sesso, una lotta occulta per un potere non limitato entro l’arco di una legislatura o di una vita umana, ma assoluto, ed esteso a tutta l’eternità.

Italiani brava gente… ma non è vero!

“Qui da noi, da sempre, c’è un’abitudine radicata profondamente nella nostra cultura: non si dice mai la verità, soprattutto quando si parla di sé. La frase ‘Vede, io sono un uomo fondamentalmente buono’ va così tradotta: ‘Io sono una carogna, ho subìto troppe umiliazioni nella vita, sono capace di scrivere lettere anonime, delazioni e, spesso, ho pagato degli iettatori professionisti per nuocere ai miei amici più cari’.” Il libro inedito di un maestro dell’umorismo italiano, uno scanzonato e spietato ritratto dei vizi e delle supposte virtù italiche. Ritrovato dai figli nell’archivio di famiglia e presentato per la prima volta ai lettori, Italiani brava gente… ma non è vero! è il racconto satirico di come siamo e di come vorremmo essere. Una galleria di luoghi comuni – dall’ipocondria alla politica, dal sesso alla cronaca, dalla tv all’ossessione per le nuove tecnologie – in cui fa capolino un tema ricorrente, che è (forse) la nostra condanna: la vanità degli italiani. Tra le pagine di questo libro si ride e si riflette, talvolta con amarezza, ma, come accade con i grandi umoristi, ogni stoccata coglie perfettamente
nel segno.
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### Sinossi
“Qui da noi, da sempre, c’è un’abitudine radicata profondamente nella nostra cultura: non si dice mai la verità, soprattutto quando si parla di sé. La frase ‘Vede, io sono un uomo fondamentalmente buono’ va così tradotta: ‘Io sono una carogna, ho subìto troppe umiliazioni nella vita, sono capace di scrivere lettere anonime, delazioni e, spesso, ho pagato degli iettatori professionisti per nuocere ai miei amici più cari’.” Il libro inedito di un maestro dell’umorismo italiano, uno scanzonato e spietato ritratto dei vizi e delle supposte virtù italiche. Ritrovato dai figli nell’archivio di famiglia e presentato per la prima volta ai lettori, Italiani brava gente… ma non è vero! è il racconto satirico di come siamo e di come vorremmo essere. Una galleria di luoghi comuni – dall’ipocondria alla politica, dal sesso alla cronaca, dalla tv all’ossessione per le nuove tecnologie – in cui fa capolino un tema ricorrente, che è (forse) la nostra condanna: la vanità degli italiani. Tra le pagine di questo libro si ride e si riflette, talvolta con amarezza, ma, come accade con i grandi umoristi, ogni stoccata coglie perfettamente
nel segno.

Italian job

Un libro-inchiesta scioccante, un viaggio negli abissi dei nuovi lavori all’italiana. Maurizio Di Fazio racconta un Paese che lavora anche il doppio o il triplo di prima per non perdere un posto non più fisso, e dove sono evaporate in un batter di ciglia tutele e garanzie che si pensavano acquisite per sempre. Progredisce la tecnologia, regrediscono in maniera irrefrenabile i salari e i diritti. Nessun comparto sembra risparmiato, e l’onda lunga della grande crisi cominciata ormai dieci anni fa c’entra ben poco. Dai piloti degli aerei low cost sull’orlo di una crisi di nervi allo sfruttamento nei centri commerciali, negli ospedali, nei call center; dalle corse matte in magazzino, in motorino o in auto per non inficiare i ritmi forsennati imposti da pistole-scanner e misteriosissimi algoritmi al lavoro sporco da dare in «outsourcing», in subappalto alle cooperative e alle agenzie interinali; dall’obsolescenza programmata della manodopera alla diffusione capillare di nuove forme di caporalato, demansionamento, mobbing. Siamo di fronte a un nuovo schiavismo?
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### Sinossi
Un libro-inchiesta scioccante, un viaggio negli abissi dei nuovi lavori all’italiana. Maurizio Di Fazio racconta un Paese che lavora anche il doppio o il triplo di prima per non perdere un posto non più fisso, e dove sono evaporate in un batter di ciglia tutele e garanzie che si pensavano acquisite per sempre. Progredisce la tecnologia, regrediscono in maniera irrefrenabile i salari e i diritti. Nessun comparto sembra risparmiato, e l’onda lunga della grande crisi cominciata ormai dieci anni fa c’entra ben poco. Dai piloti degli aerei low cost sull’orlo di una crisi di nervi allo sfruttamento nei centri commerciali, negli ospedali, nei call center; dalle corse matte in magazzino, in motorino o in auto per non inficiare i ritmi forsennati imposti da pistole-scanner e misteriosissimi algoritmi al lavoro sporco da dare in «outsourcing», in subappalto alle cooperative e alle agenzie interinali; dall’obsolescenza programmata della manodopera alla diffusione capillare di nuove forme di caporalato, demansionamento, mobbing. Siamo di fronte a un nuovo schiavismo?
### Dalla seconda/terza di copertina
Maurizio Di Fazio giornalista, scrittore e autore tv, collabora con la Repubblica, L’Espresso, Il Venerdì, il Fatto Quotidiano, Vanity Fair e GQ.

Italian Cyberpunk

“Secondo lo scrittore Bruce Sterling, lo sviluppo vertiginoso ed incontrollato dell’informatica e dell’interazione elettronica con tutte le attività umane ha portato ad un improvviso mutamento delle prospettive, tanto che la letteratura cyberpunk, da aggressiva propedeutica di un modo immaginifico per descrivere il futuro, si è tramutata in sintassi corrente, in espressione politica e ideologica di un diverso modo d’interagire tra biologia e sviluppo tecnologico. Se in Italia esiste un filone letterario in qualche modo simile non solo a livello ideologico, ma anche e soprattutto come genere letterario al filone americano, allora questa antologia è sicuramente la risposta migliore alle nostre domande.

Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo

Guglielmo Giannini e Umberto Bossi, Achille Lauro e Antonio Di Pietro, le campagne di Almirante per la pena di morte e le esternazioni di Cossiga, la rivolta di Reggio Calabria e gli show televisivi di Berlusconi, i referendum radicali contro il finanziamento pubblico dei partiti e i girotondi capeggiati da Nanni Moretti, per finire – momentaneamente – con Beppe Grillo ossessionato dagli zombie e dal “tutti a casa”: che cosa accomuna eventi e personaggi così disparati? In varia misura discendono tutti dal populismo, che in Italia ha avuto radici profonde e, dopo aver conosciuto l’apogeo in epoca fascista, si è continuamente ripresentato nel dopoguerra sotto svariate spoglie. Un libro per capire come quella che era considerata una pericolosa patologia possa diventare una componente connaturata ai dei regimi democratici.
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Istruzioni per diventare fascisti (Super ET. Opera viva)

«Essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all’Italia di oggi, sembra che non interessi piú a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia piú rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello Stato, meno costosa, piú veloce ed efficiente?» Dando prova di un’incredibile capacità dialettica, Michela Murgia usa sapientemente la provocazione, il paradosso e l’ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. E ci mette davanti a uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte piú nera che alberga in ciascuno di noi.
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### Sinossi
«Essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all’Italia di oggi, sembra che non interessi piú a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia piú rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello Stato, meno costosa, piú veloce ed efficiente?» Dando prova di un’incredibile capacità dialettica, Michela Murgia usa sapientemente la provocazione, il paradosso e l’ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. E ci mette davanti a uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte piú nera che alberga in ciascuno di noi.

Istorie fiorentine

In Roma, come ciascuno sa, poi che i re ne furono cacciati, nacque la disunione intra i nobili e la plebe, e con quella infino alla rovina sua si mantenne; così fece Atene, così tutte le altre repubbliche che in quelli tempi fiorirono. Ma di Firenze in prima si divisono infra loro i nobili, dipoi i nobili e il popolo e in ultimo il popolo e la plebe; e molte volte occorse che una di queste parti rimasa superiore, si divise in due: dalle quali divisioni ne nacquero tante morti, tanti esili, tante destruzioni di famiglie, quante mai ne nascessero in alcuna città della quale si abbia memoria. E veramente, secondo il giudicio mio, mi pare che niuno altro esemplo tanto la potenza della nostra città dimostri, quanto quello che da queste divisioni depende, le quali arieno avuto forza di annullare ogni grande e potentissima città. Nondimeno la nostra pareva che sempre ne diventasse maggiore: tanta era la virtù di quelli cittadini e la potenza dello ingegno e animo loro a fare sé e la loro patria grande, che quelli tanti che rimanevono liberi da tanti mali potevano più con la virtù loro esaltarla, che non aveva potuto la malignità di quelli accidenti che gli avieno diminuiti opprimerla.
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Istantanee d’amore

Nome: Rebecca Andrews. Situazione sentimentale: ha appena scoperto che il suo fidanzato non ha intenzioni serie con lei. Nome: Joe Henderson. Situazione sentimentale: fidanzato con Francine, arrivista e priva di scrupoli, disposta a tutto pur di farsi sposare. Quando Rebecca si sveglia con un anello di fidanzamento al dito, è a dir poco confusa. Soprattutto perchè si rende conto che il suo “fidanzato” non è affatto Stuart, ma Joe Henderson, il famoso fotografo di moda incaricato di ritrarre i suoi abiti da sposa. Cos’è successo in quella notte magica che ha cambiato le loro vite? E come mai lui, così sexy e conteso, ha accettato di sposare proprio lei? Appena ritorna con i piedi per terra, Rebecca scopre che…

Isole nello spazio

John Campbell fu uno dei primi a introdurre nella fantascienza alcuni dei suoi temi tradizionali: il viaggio nell’iperspazio; l’incontro con razze e culture aliene, l’idea stessa di macchine di potenze e di battaglie colossali, le uniche ch’egli giudicava adatte a competere con l’immensità dello spazio interstellare. Le più note tra le sue storie di «super-scienza» sono le avventure degli scienziati terrestri Arcot, Wade e Morey raccolte nel presente volume: romanzi che diedero il senso del meraviglioso a tutta una generazione di scrittori come Isaac Asimov e che raggiunsero una dimensione che non fu mai superata negli anni seguenti. Isole nello spazio presenta nella sua integrità il ciclo di «Arcot, Wade e Morey»: dal primo episodio che si svolge ancora sulla nostra Terra e che vede la costituzione del terzetto dei protagonisti, ai loro successivi incontri con esseri intelligenti del sistema solare e di altre stelle. Completano il volume una prefazione di Isaac Asimov e una prefazione di Lester del Rey appositamente scritte per questa edizione.

Islamofollia

«Alla fine, è sempre colpa nostra. Colpa della nostra coscienza sporca, colpa dell’Europa debosciata e corrotta. Perfino a Rimini. ‘Sono senza Allah, devastati dalla società occidentale’, ha gridato l’imam, commentando il terrificante stupro di una coppia di giovani e una transessuale da parte di un ventenne congolese, in Italia per motivi umanitari, e tre minorenni, due marocchini e un nigeriano. Colpa dell’Occidente decadente e dissoluto. E dire che in casa hanno il versetto del Corano appeso alla porta. Ma l’imam ha puntato il dito, e nessuno ha osato contraddirlo. Al contrario, solo pochi giorni dopo l’agghiacciante episodio, è scoppiata una gran cagnara attorno a un’avvocata che si occupa di pari opportunità. ‘Dobbiamo accogliere. Ma anche educare alle regole chi viene nel nostro Paese’, ha detto pacatamente Carmen Di Genio, ricordando semplicemente che molti stranieri giungono da Paesi in cui le donne sono considerate meritevoli di rispetto quanto un posacenere. Dati confermati del resto anche dall’OCSE, l’organizzazione internazionale che si occupa di cooperazione e sviluppo. Ma no, non si può dire. Apriti cielo. L’islamofollia impone il prezzo aggiuntivo del giustificazionismo radicale, della contrizione perenne, del piagnisteo ipocrita, oppure del silenzio. Anche di fronte ai deliri, alle minacce, agli orrori, agli attentati terroristici. Pena la censura, il pubblico ludibrio, la scomunica, il bavaglio. Ecco, noi non ci stiamo: vogliamo continuare a fare anche in questo caso il nostro mestiere, esporre i fatti, tutti, elencare e smascherare le bugie, chiamare le cose per nome. Vogliamo dar conto nel dettaglio ‘di un’ideologia che giustifica, promuove, celebra e incoraggia questi atti’, per usare le parole illuminanti di un’attivista dei diritti come Ayaan Hirsi Ali. Perché la realtà ci dice che i moderati veri nel mondo musulmano mettono in gioco la propria vita, sono costretti a vivere sotto protezione, ricevono minacce e insulti, vengono emarginati dagli altri musulmani. Gli estremisti dettano legge, tutti gli altri subiscono. Noi vogliamo infrangere il tabù. Raccontare questa follia di cui non si può parlare. Senza arrenderci alla gioia della sottomissione.»

Ishmael

“Maestro cerca allievo. Si richiede un sincero desiderio di salvare il mondo. Presentarsi di persona.” È con questo enigmatico annuncio che Ishmael, un gorilla di immensa saggezza, fa la sua apparizione nella vita di un uomo come tanti, animato da un grande desiderio di conoscenza. Ishmael racconta al suo discepolo la storia stessa dell’uomo, non limitata entro i confini di una breve esistenza, ma estesa a tutto l’arco temporale della vita della terra. Ishmael pone domande esistenziali al suo allievo che lo conducono a comprendere se stesso e il mito della “civiltà del progresso”, che l’uomo si racconta da millenni e che è alla base della folle corsa che lo sta portando all’autodistruzione: è destino dell’uomo governare il mondo? O c’è un destino più alto che possa portarlo a vivere in armonia con la Natura?

Isabel

«*Luminoso, ammaliante.*»
**Colm Tóibín**
«*Un romanzo magnifico e un superbo ritratto d’epoca.*»
**Edmund White**
«*Il romanzo di Banville ricrea magistralmente le atmosfere di Henry James arricchendole di suspense e colpi di scena.*»
**The Observer**
«*Un esercizio di empatia creativa di altissimo livello.*»
**The Sunday Times**
«*Banville è il più originale narratore irlandese della sua generazione.*»
**Irish Independent**
Giunta alla fine di un infelice matrimonio, **Isabel Archer **lascia **Roma**, dove la vicenda matrimoniale si è consumata con tanta amarezza, per andare a **Gardencourt **a portare l’ultimo saluto all’amatissimo cugino Ralph Touchett. Da lì prosegue poi il suo viaggio fino a Londra, dove preleva una cospicua somma di denaro in banca, tra lo sconcerto degli impettiti funzionari in tight e ghette. Perché? Quali sono i suoi piani, ora che non ha più motivo di illudersi sulle vere, sordide ragioni che hanno indotto Gilbert Osmond a sposarla?
Con sorprendente abilità nel tratteggiare, in ogni minimo dettaglio, ambienti, personaggi, atmosfere tra loro anche molto distanti – dalla Londra delle suffragette a un Nord Italia infestato dal tifo –, illuminandoli con salvifica ironia, **John Banville** regala alla memorabile protagonista di ***Ritratto di signora*** di **Henry James **un’imprevista opportunità di crescita e riscatto.
Ora tocca a Isabel, e a lei soltanto, chiudere i conti con il passato e prendere in mano il proprio destino: trovare qualcuno o qualcosa per cui spendere degnamente la propria libertà e la propria fortuna, senza più «dilapidare se stessa fino alla bancarotta emotiva e spirituale».
Un’impresa ardua, anche per una giovane donna con il suo indiscusso «potenziale», e al tempo stesso un pretesto perfetto per un avvolgente romanzo à la James, che non teme confronti con il modello ed è in sé felicemente compiuto.
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### Sinossi
«*Luminoso, ammaliante.*»
**Colm Tóibín**
«*Un romanzo magnifico e un superbo ritratto d’epoca.*»
**Edmund White**
«*Il romanzo di Banville ricrea magistralmente le atmosfere di Henry James arricchendole di suspense e colpi di scena.*»
**The Observer**
«*Un esercizio di empatia creativa di altissimo livello.*»
**The Sunday Times**
«*Banville è il più originale narratore irlandese della sua generazione.*»
**Irish Independent**
Giunta alla fine di un infelice matrimonio, **Isabel Archer **lascia **Roma**, dove la vicenda matrimoniale si è consumata con tanta amarezza, per andare a **Gardencourt **a portare l’ultimo saluto all’amatissimo cugino Ralph Touchett. Da lì prosegue poi il suo viaggio fino a Londra, dove preleva una cospicua somma di denaro in banca, tra lo sconcerto degli impettiti funzionari in tight e ghette. Perché? Quali sono i suoi piani, ora che non ha più motivo di illudersi sulle vere, sordide ragioni che hanno indotto Gilbert Osmond a sposarla?
Con sorprendente abilità nel tratteggiare, in ogni minimo dettaglio, ambienti, personaggi, atmosfere tra loro anche molto distanti – dalla Londra delle suffragette a un Nord Italia infestato dal tifo –, illuminandoli con salvifica ironia, **John Banville** regala alla memorabile protagonista di ***Ritratto di signora*** di **Henry James **un’imprevista opportunità di crescita e riscatto.
Ora tocca a Isabel, e a lei soltanto, chiudere i conti con il passato e prendere in mano il proprio destino: trovare qualcuno o qualcosa per cui spendere degnamente la propria libertà e la propria fortuna, senza più «dilapidare se stessa fino alla bancarotta emotiva e spirituale».
Un’impresa ardua, anche per una giovane donna con il suo indiscusso «potenziale», e al tempo stesso un pretesto perfetto per un avvolgente romanzo à la James, che non teme confronti con il modello ed è in sé felicemente compiuto.