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Lungo i vicoli del tempo

ROMANZO (307 pagine) – FANTASCIENZA – Il primo romanzo di uno dei cicli più intriganti della fantascienza italiana, Premio Urania 2001
La vita di un agente segreto temporale non è facile. Viaggiare tra i secoli, vivere sotto copertura in epoche diverse dalla propria, non poter godere delle minime comodità a cui si è abituati, dalla luce elettrica ai semplici servizi igienici. In più occorre tenere d’occhio gli agenti nemici, sempre pronti a cercare di mandare a monte un matrimonio, bloccare un accordo, anche uccidere qualcuno per scatenare una concatenazione di eventi che modifichi la storia e favorisca il loro paese nel futuro. Ma se il servizio segreto in questione è l’UCCI, cioè l’Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano, questi problemi sono il meno. Perché ci sono da affrontare le lotte intestine per la carriera, i superiori poco comprensivi, i colleghi corrotti o semplicemente svogliati. E allora la classica ”lotta contro il tempo” diventa solo un pezzo su una scacchiera molto più complessa.
Lanfranco Fabriani, nato a Roma nel 1959, si è laureato nel 1986 in letterature comparate con una tesi sulla fantascienza post atomica. Sin dagli anni ottanta si è fatto apprezzare con la pubblicazione di racconti su varie pubblicazioni, fino ad approdare al romanzo col presente ”Lungo i vicoli del tempo”, vincitore del Premio Urania nel 2001, premio che ha vinto di nuovo nel 2004 con il seguito, ”Nelle nebbie del tempo”, quest’ultimo vincitore anche del Premio Italia. Al ciclo di Mariani e del Servizio segreto temporale italiano appartiene anche qualche racconto. Di Fabriani Delos Books ha pubblicato anche ”I quadrivi del tempo e dello spazio”, che raccoglie tutti i racconti brevi.
(source: Bol.com)

La lunga strada per tornare a casa

Immagina di avere cinque anni, di conoscere a malapena il tuo nome e di non essere mai andato oltre i confini del piccolo villaggio in cui vivi. Immagina di salire per sbaglio su un treno e che all’improvviso le porte si chiudano. Immagina di viaggiare per un tempo che sembra infinito e, alla fine del viaggio, di ritrovarti catapultato nella più povera, caotica e pericolosa metropoli del mondo, Calcutta. Ora, devi fare una cosa sola: sopravvivere. Sembra un film, invece è la storia vera di Saroo. E ciò che la rende ancora più straordinaria è quello che è successo venticinque anni più tardi, quando Saroo, cresciuto in Australia da una famiglia adottiva, decide di provare a rintracciare sua madre e i suoi fratelli. Non sa il nome del suo villaggio, ma si ricorda perfettamente una cisterna, un piccolo ponte e il fiume in cui andava a fare il bagno. E passa tutte le sue serate, con pazienza e determinazione infinite, a esaminare attraverso Google Earth ogni linea ferroviaria indiana, fino a trovare un luogo familiare. Ma per scoprire se quell’immagine sfocata è veramente la sua casa c’è un solo modo. Andarci di persona. La lunga strada per tornare a casa è una storia commovente e intensa, che racconta con gli occhi di un bambino la drammatica realtà di quelli come lui, soli, per strada, nell’indifferenza di tutti. Ma soprattutto è una storia stupefacente che ha già ispirato milioni di persone in tutto il mondo: un inno alla speranza, al potere dei sogni e al coraggio di non mollare mai.

La lunga ombra della fine

Le lontane ipotesi romanzesche, paradossali, mostruose, utopistiche che la fantascienza continuamente propone, hanno fra l’altro anche il merito di abituarci a guardare ciò che ci sta vicino con l’occhio di chi si chiede “che cosa succederbbe se…”. Ora un giovane scrittore australiano (come N. Shute, autore de L’ultima spiaggia), applica questo “se” non al nostro domani, ma addirittura al nostro “oggi”. Il risultato è uno di quei libri così spietatamente persuasivi che al lettore resta solo da augurarsi di non doverli mai vivere.
Copertina: Karel Thole

La lunga marcia

Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore¿ e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King poteva concepire.
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(source: Bol.com)

Le lune perdute

Astronauti, guardatevi dal sistema delle Lune Perdute: Sospeso nelle oscure profondità degli spazi cosmici, temuto da tutti coloro che percorrono le vie spaziali per motivi leciti, è come El Dorado nello spazio siderale, una gigantesca, cosmica casa da gioco o di piacere, una Casablanca siderale dove tutto è lecito, dove i fuorilegge hanno libera cittadinanza, dove le spie di molti sistemi solari s’incontrano e s’inseguono in una lotta silenziosa e senza esclusione di colpi. In un universo dove le vie spaziali vengono percorse da poderose astronavi, tra colonie emergenti e mondi già civilizzati, l’ombra del pericolo si annida ovunque… perché basta un piccolo incidente, un piccolo passo falso, per provocare una crisi di portata cosmica. E quando un agente speciale del servizio terrestre viene inviato alle Lune Perdute, egli sa già quale potrà essere la posta in palio, sia che riesca, sia che fallisca la sua missione. Ma ogni impresa, anche la più disperata, nasconde in eguale misura successo e insidie, pericoli e ricompense: e tra molti colpi di scena, gradualmente le Lune Perdute rivelano il loro segreto… un segreto che è molto più complesso e pericoloso di quanto gli abitanti degli altri angoli dell’universo potessero immaginare!…

LE LUNE FREDDE

Lo scienziato Cyrus Mobarak progetta di fondare una colonia sui mari di Europa, satellite di Giove. A lui si oppone Hilda Brandt, nel timore che l’arrivo degli uomini modifichi l’equilibrio ecologico del pianeta. Attraverso lo spazio disseminato di armi atomiche, il gelido mondo pare irraggiungibile. E’ un’impresa per pochi che implica coraggio, genio e speranza. Un’avventura nella nuova frontiera.
Copertina: Jacopo BRUNO

LUNA? Sì, ci siamo andati!

La storia dello sbarco dell’uomo sulla Luna e le risposte ai dubbi di chi sospetta che fu una messinscena. Non solo la confutazione di tesi di complotto, ma anche un’occasione per riscoprire una delle più grandi imprese d’esplorazione della Storia

Luna Luna di miele

C’è un racconto di due pagine che è forse il “pezzo” di fantascienza più famoso in Italia; è stato trasmesso più volte alla radio e letto alla TV da Giorgio Albertazzi; non c’è amico o nemico della FS che non lo ammiri e non lo citi come un classico: è “La sentinella” , di Fredric Brown. Ma questo classico di due pagine ha forse finito per fare, involontariamente, un torto ai non meno geniali, estrosi, brillanti racconti lunghi di Brown, che Urania comincia con questo numeroa raccogliere in volume presentando:
1° la storia (esattamente ambientata nel 1972) di un amore lunare russo-americano;
2° la vita e le esilaranti avventure di un topo cosmonauta;
3′ la completa riorganizzazione di tutto il firmamento in un particolare ordine nuovo.
Indice:
Luna luna di miele (Honeymoon in Hell, 1950)
Che succede lassù? (Pi in the Sky, 1944)
Astrotopolino (The Star Mouse, 1941)
Copertina di Karel Thole

La luna e i falò

La storia de “La luna e i falò”, romanzo forse autobiografico, comincia quando il protagonista, di cui conosciamo il soprannome, Anguilla, torna dall’America al suo paese d’origine nelle Langhe, dopo la Liberazione. Ritrova il compagno di un tempo, Nuto, figura solida e integra che rappresenta un punto di riferimento per tutti al villaggio. Con lui ripercorre, in un continuo fluire di ricordi che si confrontano con la realtà del presente, gli anni della giovinezza e ricostruisce la sorte dei tanti che aveva lasciato partendo. Il mondo contadino che Anguilla conosceva è veramente rimasto intatto come appare, malgrado il tempo, gli orrori e le miserie della guerra? Qual è il segreto dei falò della notte di San Giovanni, a cui dai tempi dei tempi i contadini attribuiscono il potere di determinare la fortuna del raccolto? Qual è il segreto di Nuto? Tra paesaggi naturali e paesaggi dell’anima, questo romanzo, l’ultimo di Pavese, è il racconto di un viaggio tra ricordi del passato e nuove consapevolezze politiche ed esistenziali.

Luna di fiele

Una coppia corrompe un’altra coppia: è il semplice tema di Luna di fiele, che ha ispirato a Roman Polanski forse il più scandaloso dei suoi film.
Come la luna di miele sta al matrimonio, così “la luna di fiele” sta ai piaceri detti perversi o devianti; piaceri che tendono a dilatarsi e a occupare tutta la nostra psiche “giacché non si può svegliare una fantasia senza scuotere tutte le altre” (dice un personaggio di Bruckner: “copulare è proprio dell’animale, umana è soltanto la devianza”).
Franz e Rebecca, Didier e Béatrice si incontrano su una nave diretta verso Oriente. Per cinque notti Franz racconterà a Didier la sua storia d’amore con Rebecca: una storia che è un viaggio ai limiti del piacere, in quei territori dove la lussuria si mescola alla ripugnanza e al dolore. Attraverso il racconto di Franz e la bellezza di Rebecca viene attuata nei confronti di Didier e di Béatrice una seduzione che è insieme sfiancamento, come nelle corride.
Un romanzo erotico colto, ricco di finezze, in bilico fra tragedia e umor nero.

Luna affamata

A Moonwell, una tranquilla cittadina inglese, la gente ha l’abitudine di celebrare la Festa dell’Estate come migliaia di anni fa. Forse è un retaggio del passato celtico, forse è un modo per mantenere in vita le tradizioni in una società che sta cambiando la faccia della terra, ma qualcuno sospetta che dietro le tradizioni di Moonwell ci sia molto di più. Godwin Mann, un predicatore evangelista, arriva nella comunità per sradicare il male da Moonwell, ma sa cos’è il Male? Si dice che in una cava non lontano dalla città viva un’entità mostruosa adorata fin dal tempo dei druidi, e che per affrontarla occorre rischiare la vita.

Lucy e Christine

Christine, ventisei anni, morta in una strada delle Midlands.
Un incidente, senza dubbio, opera di un pirata della strada.
Non per Lucy, la sorella minore, che sospetta un’altra verità.
Ma la sua disperata ricerca si trasforma con il tempo in una indagine pericolosa, in una allucinante odissea.
In una Londra notturna e inquietante, scoprirà il segreto che le sta a cuore, a caro prezzo.

Lucy

Un’angosciante presenza vaga tra le case sonnacchiose e i verdi prati che costituiscono il mondo dell’adolescente Lucy Brill. Suo fratello Ethan è scomparso, minato dalla droga, ma qualcosa di lui aleggia nelle stanze che ha abitato: è un sussurro, un invito a Lucy a raggiungerlo, là dove giacciono il suo corpo e la sua mente. “Non temere, sarai la benvenuta”, la rassicura. Turbata e rabbiosa contro i genitori, che la credono vittima di incubi, lei lo seguirà… fino al luogo in cui il male stesso l’attende a braccia aperte…

La lucina

Lontano da tutto, tra i boschi, in un vecchio borgo abbandonato e deserto, un uomo vive in totale solitudine. Ma un mistero turba il suo isolamento: ogni notte, sempre alla stessa ora, il buio è improvvisamente spezzato da una lucina che si accende sulla montagna, proprio di fronte alla sua casa di pietra. Cosa sarà? Un abitante di un altro paese disabitato? Un lampione dimenticato che si accende per qualche contatto elettrico? Un ufo? Un giorno l’uomo si spinge fino al punto da cui proviene la luce. Ad attenderlo trova un bambino, che vive anche lui solo in una casa nel bosco e sembra uscito da un’altra epoca o, davvero, da un altro pianeta. Nuove domande affollano la mente dell’uomo: chi è veramente quel bambino? E quale rapporto li lega? Lo scopriremo a poco a poco, avvicinandoci sempre più al cuore segreto di questa storia terribile e lieve, fino all’inaspettato finale. Con questo suo indimenticabile ”piccolo principe”, Antonio Moresco mette in scena una meditazione commossa sul senso dell’universo e della vita. In un dialogo continuo con gli esseri che popolano i boschi, radici aeree, alberi, lucciole, rondini, Moresco come Leopardi riflette sulla solitudine e il dolore dell’esistenza, ma anche su ciò che lega uomini e animali, vivi e morti. Un libro enigmatico e intenso, perturbante e profondo, destinato a lasciare un segno nell’anima dei lettori.
(source: Bol.com)

Le luci di settembre

Nell’estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all’improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire alla pesante eredità che suo marito le ha lasciato: un cumulo di debiti di cui lei non aveva mai avuto il benché minimo sospetto, e che nelle sue condizioni non è certo in grado di onorare. Ad aiutarla, offrendole un posto di governante, è un vecchio amico del marito, il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann, che vive con la moglie malata in una gigantesca tenuta chiamata Cravenmoore.
Tutto sembra andare per il meglio, Lazarus si dimostra un uomo gentile, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli straordinari esseri meccanici che ha creato nella sua lunga carriera, strani automi che sembrano avere vita propria. Intanto Irene conosce Ismael, il giovane cugino di Hannah, la cuoca di casa, e se ne innamora.
Ma cosa sono quelle luci che brillano nella nebbia intorno all’isolotto del faro? E cosa si nasconde dietro i macabri eventi e le strane apparizioni che sconvolgono inaspettatamente l’armonia di Cravenmoore? Perché Hannah viene uccisa, e qual è il mistero dell’ombra che si è impossessata della tenuta? Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l’oscuro segreto che avvolge Cravenmoore e la fabbrica dei giocattoli di Lazarus, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure, in un mondo labirintico di luci e ombre.
(source: Bol.com)