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Il caleidoscopio

Tre sorelle, separate da bambine: un uomo, deciso a trovarle e riunirle. Hilary, la maggiore, cresce sperando di rivedere la sua famiglia; Alexandra, dolce e stupenda, vive in Francia, dove ha sposato un potente personaggio; Megan, infine, è troppo giovane per ricordare, ma c’è un segreto, legato alla sua nascita, che permette a Hilary di costruirsi un’esistenza dominata dall’ambizione. E poi c’è John, brillante legale e detective privato, la cui vita è perseguitata da queste donne che non ha mai conosciuto…

Caldo come il fuoco

Il primo bacio potrebbe essere l’ultimo…

Metà demone e metà gargoyle, Layla ha poteri che nessun altro possiede e per questo i Guardiani, la razza incaricata di difendere l’umanità dalle creature infernali, l’hanno accolta tra di loro pur diffidando della sua vera natura. Ma la cosa peggiore, un’autentica condanna, è che le basta un bacio per uccidere qualunque creatura abbia un’anima. Compreso Zayne, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da sempre. Poi nella sua vita compare Roth, e all’improvviso tutto cambia. Bello, sexy, trasgressivo, è un demone come lei, e non avendo anima potrebbe baciarlo senza fargli alcun male. Layla sa che dovrebbe stargli lontana, che frequentarlo potrebbe essere molto pericoloso. Ma quando scopre fino a che punto, tutto a un tratto baciarlo sembra ben poca cosa in confronto alla minaccia che incombe sul mondo.

(source: Bol.com)

Caldi Sguardi D’Amore

Ogni donna sogna un uomo bello, virile, seducente e irresistibile. E qualcuna è tanto fortunata da trovarlo per caso.Fammi impazzire.Molly Drake non sa più cosa fare per impedire che il suo capo le rubi ogni idea brillante, spacciandola come propria. Forse concentrarsi per un po’ sul suo autista, Alec Materson, potrebbe aiutarla a rilassarsi. Sembra l’incarnazione del sogno erotico di ogni donna. E quando la fantasia diventa realtà…Ardenti desideri.”Guarda, guarda che bel ragazzo sta potando la siepe di fronte”. Basta questo per far scattare il gioco della pagliuzza corta tra Kasey e le sue colleghe. Chi perde dovrà sedurlo. Per Kasey è una sorpresa scoprire, quando lo invita a bere qualcosa, che si tratta di Sam Ashton, per cui aveva una cotta da piccola. La serata promette fuoco e fiamme.Fantasie in otto millimetri.Meg Delancy organizza un tour per il paese con le telecamere del proprio programma, alla ricerca dell’uomo più sexy della West Coast. Quando incontra Clint Walker, pensa che la ricerca potrebbe anche finire lì. È l’uomo che tutte vorrebbero sotto le lenzuola. Anzi… perché non provarlo un po’?

La calda estate del commissario Cataldo

Guiglia, un paese di villeggiatura dell'Appennino modenese dove sembra non accadere mai nulla. Finché, nel corso di una rovente estate, la pace del luogo non viene sconvolta da una catena di macabri eventi: un presunto suicida, una losca vicenda che riemerge dal passato, un "forestiero" enigmatico, un gruppo di amici che ha molto da nascondere… Ad indagare è il commissario Cataldo, un siciliano anomalo, alto e biondo. Mentre il quieto mondo della provincia rivela la ferocia delle sue inquietudini e dei suoi rimorsi, nell'ombra della sua insospettabilità l'assassino torna a colpire ancora…

Calamity (Fanucci Editore)

Tutto ebbe inizio quando Calamity, l’ardente stella rossa, illuminò il cielo, dando inizio all’era dominata dagli Epici. Il destino di David Charleston è stato legato alla loro malvagità fin da quella storica notte. Steelheart ha ucciso suo padre, Firefight ha segnato per sempre la sua vita. Ora non restano che i nemici che abitano Ildithia, la città di sale, il luogo in cui risiedono tutte le risposte e dove avrà inizio la battaglia finale contro gli oppressori. Perché David e i suoi Eliminatori sono sempre più vicini a carpire il segreto che gli Epici si ostinano a celare, così come i loro punti deboli. Una battaglia impari, in cui ogni cosa è messa a repentaglio. Ma quando tutto sembra ormai perduto, uno spiraglio di salvezza illumina il destino degli Eliminatori. La fine non è ancora giunta, e David è abbastanza coraggioso e folle da affrontare faccia a faccia il più potente degli Epici e ristabilire per sempre il giusto corso degli eventi. O perire.
Il terzo e conclusivo capitolo di una saga irripetibile, l’epopea di una genia di eletti votati all’estremo sacrificio, mossi da un invincibile anelito di libertà.
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### Sinossi
Tutto ebbe inizio quando Calamity, l’ardente stella rossa, illuminò il cielo, dando inizio all’era dominata dagli Epici. Il destino di David Charleston è stato legato alla loro malvagità fin da quella storica notte. Steelheart ha ucciso suo padre, Firefight ha segnato per sempre la sua vita. Ora non restano che i nemici che abitano Ildithia, la città di sale, il luogo in cui risiedono tutte le risposte e dove avrà inizio la battaglia finale contro gli oppressori. Perché David e i suoi Eliminatori sono sempre più vicini a carpire il segreto che gli Epici si ostinano a celare, così come i loro punti deboli. Una battaglia impari, in cui ogni cosa è messa a repentaglio. Ma quando tutto sembra ormai perduto, uno spiraglio di salvezza illumina il destino degli Eliminatori. La fine non è ancora giunta, e David è abbastanza coraggioso e folle da affrontare faccia a faccia il più potente degli Epici e ristabilire per sempre il giusto corso degli eventi. O perire.
Il terzo e conclusivo capitolo di una saga irripetibile, l’epopea di una genia di eletti votati all’estremo sacrificio, mossi da un invincibile anelito di libertà.

Il Caffè dell’Undicesima Musa

Nella carrozza semideserta di un treno che corre attraverso la campagna siede un uomo dalla grande testa calva, forte di torace e con un paio di gambette sottili su cui ricadono i calzini allentati di lana scarlatta a losanghe lilla. Il passeggero solitario altri non è che il professor Timofej Pavlovic Pnin, esule negli Stati Uniti e titolare di un corso di lingua russa all’Università di Waindell, in viaggio per recarsi a tenere una conferenza presso il circolo femminile di un’altra località della sterminata provincia americana. Ma il professor Pnin – tradito dalla sua passione per gli orari ferroviari, che lo ha indotto a ignorare ogni suggerimento e a elaborare personalmente il proprio itinerario – si trova sul treno sbagliato.
Comincia così, in modo emblematico, il ritratto ironico e affettuoso, esilarante e patetico di uno di quei personaggi che Nabokov sa disegnare con arte insuperata: un buffo *émigré* caparbiamente determinato a ricercare l’impossibile adattamento a un’altra civiltà, in lotta impari con un mondo in cui tutto – lingua, ambiente, gli oggetti stessi – pare rivoltarglisi contro. Perde tutte le sue battaglie, Pnin: con l’ex moglie Liza, ormai inesorabilmente «americana»; con il figlio Victor, nel cui personalissimo e un po’ lunare universo non riesce a far breccia; con le beghe e mene e manovre accademiche del campus, dalle quali uscirà sopraffatto; persino con la piccola comunità dei suoi compatrioti, chiusa nelle proprie diatribe meschine e nel disperato tentativo di reiterare un passato irripetibile. Anche Pnin si rifugia talvolta, oniricamente, in quel passato: e sono pagine mirabili, affidate a una gamma di intonazioni che trascorre dalla pura comicità alla malinconia.

Il caffè dei miracoli (VINTAGE)

Siamo a Bauci, piccolo borgo a strapiombo sulla costiera amalfitana. A pochi giorni dalla visita del vescovo, don Enzo vede qualcosa al centro della piazza e va su tutte le furie: una donna, o meglio, un’opulenta statua di Botero, il cui sedere da tre tonnellate guarda malauguratamente in direzione della chiesa. Che fare di questo scandalo? Se lo chiedono tutti, nel paesello, fin quando, ai piedi dell’imponente chiattona, compare un fagotto con dentro una neonata. Un romanzo irresistibile che fa commuovere e sorridere, in un coro formidabile di furbizie e rivalità, di voltafaccia e colpi di genio.
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### Recensione
**Il fondoschiena di Botero sconvolge la processione**
*Bruno Gambarotta*, Tuttolibri – La Stampa
Avete presente i floridi personaggi che popolano i quadri e le sculture dell’artista colombiano Fernando Botero? Al loro confronto le modelle di Rubens fanno la figura di anoressiche. Ora immaginate un suo nudo di donna scolpito in un blocco di marmo di tre tonnellate, la *Maya tropical*, con un fondoschiena «per estensione secondo solo alla provincia di Salerno». Questa meraviglia compare nel giro di una notte di luglio sulla piazza di Bauci, un piccolo borgo inerpicato sulla costiera salernitana, a picco sul mare. L’hanno collocata proprio di fronte alla chiesa parrocchiale dedicata alla patrona del paese, Sant’Eufrasia, che sarà celebrata con una processione l’ultimo giorno del mese.
L’arrivo della scultura mette in moto una spassosa commedia sentimentale messa in scena da **Franco Di Mare**, popolata da figurine indimenticabili. A iniziare da don Enzo, il parroco che esige la rimozione immediata della statua messa lì da un improvvido assessore alla cultura; il sindaco Rocco Casillo sarebbe anche d’accordo, purtroppo sono finiti i soldi, spesi tutti per allestire la mostra dedicata al maestro di Bogotà. Siamo solo all’inizio di una sequenza di fuochi d’artificio che svelano una comunità i cui abitanti sanno tutto di tutti, dove Adelaide Strazzullo, facente funzione di perpetua, è conosciuta come Radio Bauci. Completano il quadro delle fonti: il blog «Vite parallele» creato dal professor Gaspare Mangiafico per rivalsa contro gli amministratori che non vogliono avvalersi del suo aiuto e Michele Gargiulo, detto Michele iPhone per la sua capacità di raccogliere e diffondere notizie sui paesani.
Michele è il titolare del bar Arturo, «il caffè dei miracoli» che dà il titolo al romanzo. La sua nomea è dovuta a tre eventi, giudicati miracolosi, accaduti negli anni passati: l’innesco inesploso di una mina tedesca nel ’43, la caduta di una campana e un marito armato di pistola che non riesce a trovare la moglie fedifraga nascosta nel cesto della biancheria sporca. Il locale è il punto focale del reticolo di una trama che non raccontiamo. Dove a salvarsi sono le donne, caritatevoli e ricche di un buon senso che non trova udienza presso gli uomini. A cominciare da Elvira Neri, capo divisione al ministero dei Beni culturali a Roma; trascorrendo le vacanze nel suo paese natale spende invano la sua sagacia nel trovare soluzioni ai guai dell’amministrazione e scopre «la felicità irragionevole e perfetta» generata dal doversi occupare temporaneamente di una neonata, trovata in una scatola ai piedi della *Maya tropical*.
L’allegra ferocia di **Franco Di Mare** (10 con lode per la scelta dei nomi) si scatena nel disegno degli amministratori locali, così stolti da buttare per aria, per reciproci sospetti e vecchi rancori, un cospicuo finanziamento dell’Unione Europea (sono in buona compagnia). L’ha procurato Elvira che non ricorda più il nome «di quel vecchio ministro che aveva detto che con la cultura non si mangia». Il sindaco Rocco Casillo minaccia: «a Bauci sgancio la bomba atomica, come fece quello a Waterloo» e ricorda sempre una frase di sua madre: «Chi comanda non fa errori». Davide Ferrigno, professore di lettere, il giovane assessore alla cultura, «a differenza del pelide Achille, non adduceva lutti nemmeno alle mosche. Per dirla tutta, trasaliva all’apparire della sua stessa ombra».
Ma non tutto è perduto a Bauci, il borgo ritornato in letargo dopo che i turisti estivi se ne sono andati; sono sbocciate due imprevedibili storie d’amore, l’umanità di un giovane maresciallo dei carabinieri ha rimediato ai pasticci provocati da due ragazzine per aiutare un’amica nei guai e noi chiudiamo il libro sorridenti e rasserenati.
### Sinossi
Siamo a Bauci, piccolo borgo a strapiombo sulla costiera amalfitana. A pochi giorni dalla visita del vescovo, don Enzo vede qualcosa al centro della piazza e va su tutte le furie: una donna, o meglio, un’opulenta statua di Botero, il cui sedere da tre tonnellate guarda malauguratamente in direzione della chiesa. Che fare di questo scandalo? Se lo chiedono tutti, nel paesello, fin quando, ai piedi dell’imponente chiattona, compare un fagotto con dentro una neonata. Un romanzo irresistibile che fa commuovere e sorridere, in un coro formidabile di furbizie e rivalità, di voltafaccia e colpi di genio.

La Caduta

Un Boeing 777 atterra regolarmente all’aeroporto di New York e rimane immobile sulla pista, a motori spenti. Le tendine sono abbassate, il portellone non si apre, il pilota non risponde alle chiamate radio né i passeggeri al cellulare. Si sospetta un attentato terroristico, ma le forze speciali, incaricate di salire a bordo, si trovano invece di fronte a una scena agghiacciante: sembra che tutti gli occupanti dell’aereo siano inspiegabilmente morti. Per risolvere il caso vengono convocati Eph Goodweather, dell’Ente prevenzione malattie infettive, e la sua collega Nora Martinez. Esaminando i cadaveri i due si accorgono che le vittime non presentano segni né di panico né di agonia; qualunque ne sia stata la causa, la morte deve averli colti di sorpresa. Nemmeno i quattro superstiti trovati per miracolo da Eph e Nora sono d’aiuto, poiché nessuno di loro ricorda nulla. La notizia dell’accaduto si diffonde attraverso i media e arriva fino ad Abraham Setrakian – un anziano ex professore sopravvissuto all’Olocausto -, l’unico in grado di capire la situazione. L’uomo riconosce che quel fatto inspiegabile è in realtà l’evento a lungo atteso a cui si è preparato per tutta la vita… È un morbo dagli effetti letali quello che ha infettato il Boeing, la cui diffusione nelle strade di Manhattan dà inizio a uno scontro in cui gli umani diventano il cibo di misteriosi esseri soprannaturali. Con l’aiuto di Setrakian, Eph dovrà cercare di fermare il contagio e salvare la città prima che sia troppo tardi… Guillermo Del Toro e Chuck Hogan rinnovano gli schemi del genere horror, facendo de La progenie un romanzo ad alta tensione visionaria che ci trascina nel cuore di un’epica battaglia tra bene e male, vita e morte, umano e disumano.

La caduta di Roma e la fine della civiltà

Roma non è caduta. O almeno cosi dicono le più recenti teorie storiografiche. La transizione al dominio germanico sarebbe stata graduale e pacifica, risultato di una progressiva integrazione delle popolazioni del nord, vitali ma primitive, nel grande organismo imperiale, raffinato e ormai prossimo all’esaurimento. II loro mescolarsi avrebbe dato vita a una nuova era di positive trasformazioni culturali. Niente affatto, sostiene Bryan Ward-Perkins. Ma quale integrazione, quale proficua sistemazione delle popolazioni esterne entro i confini dell’impero! “I Germani che invasero l’impero d’Occidente occuparono o estorsero con la minaccia della forza la massima parte dei territori in cui si stabilirono, senza alcun accordo formale sulla divisione delle risorse con i loro nuovi sudditi romani. Dovunque si abbiano testimonianze di una certa ampiezza, la norma era indubbiamente la conquista o la resa alla minaccia della forza, e non un accordo pacifico”.
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La caduta di Hyperion. I canti di Hyperion: 2

I sette pellegrini hanno raggiunto le Tombe del Tempo di Hyperion e sono al cospetto dello Shrike; intorno a loro divampa lo scontro tra gli Ouster e le forze dell’Egemonia. John Keats, una macchina umana costruita dalle Intelligenze Artificiali in cui è stata ricreata la coscienza del poeta, riesce a scoprire dove risiede il loro nucleo operativo, ma il fatto che si trovi all’interno dei teleporter comporta conseguenze inquietanti: bisognerebbe riportare indietro l’orologio dell’evoluzione umana, evitando così di soccombere alle Intelligenze attraverso la distruzione della Rete su cui si fonda l’Egemonia. Mentre i capi dell’Egemonia si trovano di fronte a una scelta di vita o di morte, il destino dei pellegrini si unisce inesorabilmente con quello dell’intera umanità. Con “La caduta di Hyperion”, Dan Simmons descrive un mondo decadente e profondo.
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La caduta delle consonanti intervocaliche

La caduta delle consonanti intervocaliche, avvenuta tra il X e l’XI secolo nella regione dove sarebbe poi nato il Portogallo, è il fenomeno linguistico che ha cominciato a separare il portoghese dallo spagnolo. Un passaggio importante per Heliseu da Motta e Silva, professore brasiliano di filologia romanza: la nascita della sua lingua, il fondamento del suo lavoro e, curiosamente, anche il motivo per cui ha conosciuto sua moglie. Ormai in pensione, Heliseu si sveglia il giorno in cui l’università si appresta a omaggiarlo e inizia a preparare mentalmente il discorso di ringraziamento. Alla sua età, s’impone un bilancio. Ed ecco allora venirgli in mente la possibilità di ripercorrere la propria carriera attraverso gli avvenimenti, anche quelli più intimi, di un’esistenza apparentemente perfetta: l’inizio negli anni Sessanta, quando il paese (come il resto del mondo) era tutto un fermento libertario; il matrimonio con Mônica, il figlio maschio, lo stipendio fisso, il bell’appartamento, gli inizi della dittatura, l’infatuazione per una giovane dottoranda francese, la pubblicazione importante e, infine, il buen ritiro tranquillo e soddisfatto di chi ha avuto una vita piena. Ma è andata veramente così? Nell’organizzazione del ricordo, dei ricordi, nella scelta delle cose da dire e da tacere, si insinuano continuamente dubbi, altre possibilità di racconto, deviazioni nella narrazione. Di perfetto, nella vita di Heliseu, c’è ben poco. Il disprezzo dei colleghi, l’estraneità del figlio, la tragica morte della moglie: tra fallimenti, mistificazioni, sensi di colpa, è andato tutto storto, ed è il momento di riconoscerlo. In questo romanzo toccante, di grande bellezza e di sottile poesia, Cristovão Tezza ci racconta con grande maestria una storia universale: la storia della nostra umana incapacità alla vita. ‘Un libro da maestro’. ‘Veja’ ‘Una delle voci più importanti, rispettate e creative della letteratura brasiliana attuale’. ‘Diário da Região’ ‘Le sue sconfitte, le vittorie e i conflitti sono gli stessi di tutti noi’. ‘Estado de Minas’ ‘Nel più proustiano dei suoi romanzi, Tezza ci presenta un uomo in lotta con le colpe e i rimpianti di una vita intera’. ‘Bem Paraná’ ‘Una scrittura dalle innumerevoli voci, quasi rielaborasse Machado de Assis con una maschera folle, ma senza mai perdere la rotta della chiarezza’. ‘Bravo’

(source: Bol.com)

Cadranno i tuoi veli

Samantha, detta Sam, è tornata dall’Africa da pochi mesi e Brooklyn le sembra un paese ostile e straniero. Ha problemi di ansia e il lavoro che le ha trovato la ONG per cui lavorava in Kenya la deprime profondamente. Immaginava il suo futuro in modo diverso.
La prima notte nella nuova casa, per di più, viene svegliata da dei rumori inconfondibili nell’appartamento accanto: la testiera di un letto che batte contro il muro e gli ululati di piacere di una donna. Il giorno seguente conosce un tipo simpatico nella lavanderia del palazzo e solo alla fine si rende conto che è lui, il vicino di casa che le ha dato quel benvenuto così particolare.
Nell’arco di qualche settimana capisce che Asher è un seduttore seriale, che si libera delle conquiste subito dopo aver fatto sesso con loro. E che lei ha il dubbio privilegio di poter sentire attraverso il muro buona parte delle sue “prodezze”. Se Asher fosse solo questo Sam cambierebbe stanza alla propria camera da letto e la finirebbe lì. Ma quel ragazzo bello e amichevole ha dentro delle ombre che conoscere non è facile e un passato doloroso che, in un certo senso, rispecchia quello della stessa Sam…

CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

Qualcosa sbatteva contro il muro. Tump-tump-tump, e così via a ritmo regolare, quasi ipnotico. Sentii un lamento, poi dei gemiti sempre più forti. Gemiti femminili. Una voce che diceva cose che non capivo per intero e che comunque non volevo…
Okay, cose che capivo quasi per intero, in realtà, perché la signorina, chiunque fosse, voleva comunicarle all’intero palazzo. Cose tipo: “Oh, sì, scopami, sfondami con quell’arnese gigante”; e tipo: “Oh, sì, ancora, sei così grosso, non resisto più, ti prego continua”.
Scusate se non riesco a rendere l’enfasi. Era piuttosto enfatica.
Lui, il possessore dell’arnese gigante, non emetteva un suono. Immaginavo che fosse il responsabile del tump-tump-tump ritmico, e che il tump-tump-timp fosse la testiera del letto che sbatteva contro il muro, ma non ne avevo le prove. Sembrava solo l’ipotesi più ragionevole.
La faccenda andò avanti per una decina di minuti, poi la tizia emise una serie di veri e propri ululati e i colpi sul muro finirono.
La donna disse qualcosa ridendo, lui sempre muto. O, insomma, parlava a voce troppo bassa perché potessi farmi i fatti suoi.
Mi chiesi chi vivesse nell’appartamento accanto al mio, è ovvio. Mi chiesi anche se fosse una coppia (in quel caso forse era meglio che spostassi la mia camera da letto) o una single. Speravo per loro che scopassero così tutte le sere, ma speravo per me che fosse solo una cosa occasionale.
Certo che ci avevano dato dentro.
Mmm… erano millenni che non mi capitava, e comunque non l’avevo mai fatto con quella foga, ne ero sicura.
Non so quanto tempo passò. Stavo di nuovo per addormentarmi, quando un nuovo gemito mi mise sul chi vive.
A seguire, i mugolii sempre più forti della mia nuova vicina e del suo focoso ragazzo. Il quale, per quel che ne sapevo, poteva anche essere muto.
**
### Sinossi
Samantha, detta Sam, è tornata dall’Africa da pochi mesi e Brooklyn le sembra un paese ostile e straniero. Ha problemi di ansia e il lavoro che le ha trovato la ONG per cui lavorava in Kenya la deprime profondamente. Immaginava il suo futuro in modo diverso.
La prima notte nella nuova casa, per di più, viene svegliata da dei rumori inconfondibili nell’appartamento accanto: la testiera di un letto che batte contro il muro e gli ululati di piacere di una donna. Il giorno seguente conosce un tipo simpatico nella lavanderia del palazzo e solo alla fine si rende conto che è lui, il vicino di casa che le ha dato quel benvenuto così particolare.
Nell’arco di qualche settimana capisce che Asher è un seduttore seriale, che si libera delle conquiste subito dopo aver fatto sesso con loro. E che lei ha il dubbio privilegio di poter sentire attraverso il muro buona parte delle sue “prodezze”. Se Asher fosse solo questo Sam cambierebbe stanza alla propria camera da letto e la finirebbe lì. Ma quel ragazzo bello e amichevole ha dentro delle ombre che conoscere non è facile e un passato doloroso che, in un certo senso, rispecchia quello della stessa Sam…

CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

Qualcosa sbatteva contro il muro. Tump-tump-tump, e così via a ritmo regolare, quasi ipnotico. Sentii un lamento, poi dei gemiti sempre più forti. Gemiti femminili. Una voce che diceva cose che non capivo per intero e che comunque non volevo…
Okay, cose che capivo quasi per intero, in realtà, perché la signorina, chiunque fosse, voleva comunicarle all’intero palazzo. Cose tipo: “Oh, sì, scopami, sfondami con quell’arnese gigante”; e tipo: “Oh, sì, ancora, sei così grosso, non resisto più, ti prego continua”.
Scusate se non riesco a rendere l’enfasi. Era piuttosto enfatica.
Lui, il possessore dell’arnese gigante, non emetteva un suono. Immaginavo che fosse il responsabile del tump-tump-tump ritmico, e che il tump-tump-timp fosse la testiera del letto che sbatteva contro il muro, ma non ne avevo le prove. Sembrava solo l’ipotesi più ragionevole.
La faccenda andò avanti per una decina di minuti, poi la tizia emise una serie di veri e propri ululati e i colpi sul muro finirono.
La donna disse qualcosa ridendo, lui sempre muto. O, insomma, parlava a voce troppo bassa perché potessi farmi i fatti suoi.
Mi chiesi chi vivesse nell’appartamento accanto al mio, è ovvio. Mi chiesi anche se fosse una coppia (in quel caso forse era meglio che spostassi la mia camera da letto) o una single. Speravo per loro che scopassero così tutte le sere, ma speravo per me che fosse solo una cosa occasionale.
Certo che ci avevano dato dentro.
Mmm… erano millenni che non mi capitava, e comunque non l’avevo mai fatto con quella foga, ne ero sicura.
Non so quanto tempo passò. Stavo di nuovo per addormentarmi, quando un nuovo gemito mi mise sul chi vive.
A seguire, i mugolii sempre più forti della mia nuova vicina e del suo focoso ragazzo. Il quale, per quel che ne sapevo, poteva anche essere muto.

Cade la terra

Alento è un borgo abbandonato che sembra rincorrere l’oblio, e che non vede l’ora di scomparire.
Il paesaggio d’intorno frana ma, soprattutto, franano le anime dei fantasmi corporali che Estella, la protagonista di questo intenso e struggente romanzo, cerca di tenere in vita con disperato accudimento, realizzando la più difficile delle utopie: far coincidere la follia con la morale.
Voci, dialoghi, storie di un mondo chiuso dove la ricchezza e la miseria sono impastate con la stessa terra nera. Capricci, ferocie, crudeltà, memorie e colpe di un paese di “nati morti” che si tormenta nella sua più greve contraddizione: voler essere strappato alla terra pur essendone il frutto.
“Cade la terra” è un romanzo che acceca con la sua limpida luce gli occhi assonnati dei morti: sembra la luce del tribunale della storia, ma è soltanto il pietoso tentativo di curare le ferite di un mondo di “vinti”, anime solitarie a cui non si riesce a dire addio perché la letteratura, per Carmen Pellegrino, coincide con la loro stessa lingua nutrita di “cibi grossolani”. Seppellirli per sempre significherebbe rimanere muti.
Ma c’è orgoglio e dignità in queste voci, soprattutto femminili. Tornano in mente le migliori pagine di Mario La Cava, Corrado Alvaro e Silvio D’Arzo: prose appenniniche petrose ed evocative, come di pianto riscacciato in gola, la presa d’atto dell’impossibilità d’ogni epica.
“Cade la terra” è tassello romanzesco importante della grande letteratura meridionale novecentesca. Che venga pubblicato ora, in altro secolo, è solo la dimostrazione che gli orologi non sempre indicano l’ora esatta.
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### Sinossi
Alento è un borgo abbandonato che sembra rincorrere l’oblio, e che non vede l’ora di scomparire.
Il paesaggio d’intorno frana ma, soprattutto, franano le anime dei fantasmi corporali che Estella, la protagonista di questo intenso e struggente romanzo, cerca di tenere in vita con disperato accudimento, realizzando la più difficile delle utopie: far coincidere la follia con la morale.
Voci, dialoghi, storie di un mondo chiuso dove la ricchezza e la miseria sono impastate con la stessa terra nera. Capricci, ferocie, crudeltà, memorie e colpe di un paese di “nati morti” che si tormenta nella sua più greve contraddizione: voler essere strappato alla terra pur essendone il frutto.
“Cade la terra” è un romanzo che acceca con la sua limpida luce gli occhi assonnati dei morti: sembra la luce del tribunale della storia, ma è soltanto il pietoso tentativo di curare le ferite di un mondo di “vinti”, anime solitarie a cui non si riesce a dire addio perché la letteratura, per Carmen Pellegrino, coincide con la loro stessa lingua nutrita di “cibi grossolani”. Seppellirli per sempre significherebbe rimanere muti.
Ma c’è orgoglio e dignità in queste voci, soprattutto femminili. Tornano in mente le migliori pagine di Mario La Cava, Corrado Alvaro e Silvio D’Arzo: prose appenniniche petrose ed evocative, come di pianto riscacciato in gola, la presa d’atto dell’impossibilità d’ogni epica.
“Cade la terra” è tassello romanzesco importante della grande letteratura meridionale novecentesca. Che venga pubblicato ora, in altro secolo, è solo la dimostrazione che gli orologi non sempre indicano l’ora esatta.

Cadaveri diversi. Un’indagine per il commissario Cataldo

Tre delitti in pochi giorni, senza un movente apparente. Tre casi che tolgono il sonno al commissario Cataldo. Tutto ha inizio con il ritrovamento del cadavere di un uomo in un’auto bruciata. La vittima è Christian Borsari, la cui condotta in vita, non irreprensibile, non sembra però giustificare l’omicidio. In mancanza di altri elementi, Cataldo indaga in direzione di quella che era stata la grande passione del Borsari, le donne. A partire dalla fidanzata rumena, Viorica, che lavora in un night di Modena. Quando un altro uomo, un tale Radulescu, che in comune con l’indagine sembra avere solo la nazionalità rumena, viene trovato ucciso nel suo appartamento, la questione si complica.
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La cacciatrice di stelle

Amuna Fiend non è la classica sedicenne spensierata. E’ una ragazza in coma, costretta in uno stato vegetativo a seguito di un aneurisma cerebrale. Il suo corpo è disteso immobile in un letto di ospedale, ma non la sua ‘entità paranormale’ che, al contrario, è aggrappata alla vita con tutta se stessa.
Cercherà di fare l’impossibile per ritornare dal suo incredibile viaggio, grazie al sostegno di Jeremiah Martins, un ragazzo con i poteri di “Stella Cadente” che per caso capta il suo desiderio, mentre sorvola la città di Sacramento, in California.
Jeremiah la conduce su Blendende, la Stella che da un po’ di tempo considera casa sua. Il destino ha in serbo molte sorprese…per entrambi.
Per info visitate il blog personale dell’autrice: http://nicholasedevelyneildiamanteguardiano.blogspot.it/
Twitter https://twitter.com/TaniaPaxia
Facebook https://www.facebook.com/pages/La-cacciatrice-di-stelle/872384896144911
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### Sinossi
Amuna Fiend non è la classica sedicenne spensierata. E’ una ragazza in coma, costretta in uno stato vegetativo a seguito di un aneurisma cerebrale. Il suo corpo è disteso immobile in un letto di ospedale, ma non la sua ‘entità paranormale’ che, al contrario, è aggrappata alla vita con tutta se stessa.
Cercherà di fare l’impossibile per ritornare dal suo incredibile viaggio, grazie al sostegno di Jeremiah Martins, un ragazzo con i poteri di “Stella Cadente” che per caso capta il suo desiderio, mentre sorvola la città di Sacramento, in California.
Jeremiah la conduce su Blendende, la Stella che da un po’ di tempo considera casa sua. Il destino ha in serbo molte sorprese…per entrambi.
Per info visitate il blog personale dell’autrice: http://nicholasedevelyneildiamanteguardiano.blogspot.it/
Twitter https://twitter.com/TaniaPaxia
Facebook https://www.facebook.com/pages/La-cacciatrice-di-stelle/872384896144911

La cacciatrice di ossa

Gambe flesse, cosce strette al petto, capo chino. Un braccio piegato all’indietro, l’altro teso verso l’alto con le dita irrigidite alla ricerca di un’impossibile via di fuga. Il cadavere ritrovato nella discarica di Morehead Road dentro un fusto riempito di cemento non ha ancora un nome. Ma ha già un codice: MCME 227-11. Il codice del nuovo caso affidato a Temperance Brennan, l’antropologa forense più brillante degli Stati Uniti. Tempe inizia subito a indagare, nonostante l’FBI sembri decisa a metterle i bastoni fra le ruote. A suggerire quella che potrebbe essere la pista giusta è un meccanico di scuderia per i bolidi delle gare NASCAR, Wayne Gamble. Wayne lavora all’autodromo non lontano da Morehead Road ed è convinto che quel macabro ritrovamento abbia qualcosa a che fare con la scomparsa di sua sorella, dodici anni prima, insieme all’aspirante pilota Cale Lovette. La loro era parsa solo una fuga d’amore, eppure, stranamente, anche in quell’occasione era intervenuta l’FBI. Perché adesso, a tanti anni di distanza, il Federal Bureau non vuole che Temperance si interessi a questo vecchio caso rimasto irrisolto? Cocciuta, acuta e ironica come sempre, Tempe torna a cimentarsi con la morte e con le storie sempre diverse che il corpo di ogni vittima racconta. Ma questa volta la verità ha i toni ingannevoli e ambigui del grigio: grigio come il cielo sopra il Charlotte Motor Speedway e come l’asfalto della sua pista ad alta velocità.
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