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L’orrore di Dunwich e altri racconti. Ediz. integrale

Sulla cupa collina battuta dai venti e dai fulmini degli uragani, si erge la scura casa dei Whateley, dal cui interno si sentono provenire suoni innominabili, sintomatici di misteriose presenze. Quando finalmente gli abitanti dei dintorni si decidono ad attaccare la casa per porre termine alle uccisioni di uomini e di animali che si verificano in tutta la zona, scoprono un essere a metà tra un uomo e un mostro alieno che…

Orrore a Crouch End

In questa collana dedicata ai Maestri del Fantastico non poteva certo mancare quello che è considerato attualmente il miglior scrittore di narrativa Horror, ossia Stephen King. Ed eccolo qui puntuale all'appuntamento con i nostri lettori, in un romanzo breve che ha scritto in omaggio a Lovecraft, un autore questo che ha sempre molto apprezzato ed amato.
Parlare di King è assolutamente superfluo. Tutti conoscono assai bene questo grande autore americano, ed i suoi romanzi e racconti, oltre a godere di un'enorme popolarità nel nostro Paese – come peraltro in tutto il resto del mondo – sono stati diverse volte trasportati sullo schermo, riscuotendo anche in questa sede gli stessi consensi di pubblico e critica che hanno sempre conseguito per la narrativa.
Ma King non è il solo in questo volume a tributare il suo omaggio a Lovecraft: altri nomi di tutto rispetto si affiancano a lui nel ricordare con i loro scritti il grande "Solitario di Providence", e fra questi balzano subito all'occhio i nomi di Ted Klein, di Ramsey Campbell, di Basil Copper e Frank Belknap Long.
Infine, a completare un volume eccezionale sotto tutti i punti di vista, abbiamo un inedito di Lovecraft curato ed elaborato sul testo originale da Martin Warnes. Insomma, un libro unico ed insostituibile che arricchirà la vostra biblioteca del Fantastico Orrorifico.

L’orologio liquefatto

Toby Peters è certamente il più scalcinato investigatore privato della Hollywood anni ’40 e sulla sua difficile strada incontra sempre personaggi strambi ed eccentrici. Come il grande Salvador Dalì, il genio del surrealismo, che lo assume e gli affida un caso un po’ particolare. Dalla residenza di Carmel, al pittore sono stati rubati tre dipinti e tre antichi orologi russi che la moglie Gala aveva portato con sé quando era fuggita dall’Unione Sovietica. È ovvio che Dalì ha pagato qualcuno perché rubasse i quadri; un’operazione architettata a scopi pubblicitari. Ma il piano prevedeva il furto di due dipinti soltanto. Se il terzo quadro dovesse essere visto dal pubblico, lo scandalo che ne seguirebbe sarebbe una rovina per la carriera e la fama del pittore. E méntre Peters, accompagnato da Gunther Wherthman, il nano erudito, e Jeremy Butler, il lottatore-poeta, si affanna per salvare la faccia al grande Dalì, un’altra celebrità fa sentire la sua presenza… con una serie di misteriosi delitti.

L’orologiaio di Everton

Un sabato sera del tutto uguale agli altri, tornando a casa dopo la solita partita a *jacquet* con l’amico Musak (uno dei riti capitali della sua esistenza monotona e ripetitiva), Dave Galloway scopre che il figlio Ben se n’è andato, portandosi via il furgone e senza avergli scritto neanche due parole di addio – esattamente come, quindici anni e mezzo prima, se n’era andata la madre di Ben, lasciandosi dietro una scia di profumo volgare, un vecchio paio di scarpe e un bambino di pochi mesi. Su quel bambino il padre si era chinato aspirandone l’odore tiepido «di pane appena sfornato» – e da allora aveva vissuto soltanto per lui. Ogni attimo della sua vita. La notte come il giorno. «Sei felice, Ben?» gli chiedeva, più spesso di quanto avrebbe dovuto, e alla sua risposta affermativa insisteva: «Lo sai che sono tuo amico, vero, Ben?». Ma sì, Ben sembrava felice: era un bravo ragazzo, un alunno modello; forse solo un po’ chiuso, un po’ malinconico. Sulla madre non aveva mai fatto domande. Quando gli viene detto che Ben è scappato con una ragazzina di quindici anni, Lillian, che insieme hanno ucciso un uomo e stanno fuggendo lungo le strade del Middle West inseguiti dalle polizie di cinque Stati, Dave comincia a domandarsi che cosa sa di suo figlio, e del proprio essere stato figlio. Dopo l’arresto Ben si rifiuterà di vedere il padre, ma Dave deciderà di rimanergli ugualmente accanto: perché nel figlio ha riconosciuto quello stesso desiderio di ribellione che appartiene anche a lui, ed è appartenuto a suo padre, quel rifiuto dei limiti che è «il segreto degli uomini» – degli uomini che lo soffocano come di quelli che un giorno varcano la linea di confine. Quel segreto di cui forse Dave sarà ora capace di parlare a suo figlio, e al figlio di suo figlio che Lillian sta per mettere al mondo.

L’oro di Mosè

Nel corso di uno scavo in una grotta di Betania, il villaggio sul fiume Giordano dove fu battezzato Gesù, padre Matteo scopre una serie di scheletri affiancati che portano al collo un collare di ferro simile a quello degli schiavi, ornato da oscure incisioni. All’inizio Matteo, preso dai molti compiti del suo ruolo di Custode e preoccupato per l’insorgere di una serie di malesseri che gli procurano forti dolori, e che si riveleranno per i primi sintomi del morbo di Burger, sottovaluta la scoperta. Ma quando padre Vidigal gli rivela che le incisioni rappresentano lo stemma di Federico II, e attorno a lui cominciano a verificarsi strani fatti, Matteo capisce di aver messo le mani su qualcosa che scotta.
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L’oro bianco

Questo romanzo appartiene alla seconda Trilogia di Thomas Covenant, un uomo dei nostri tempi proiettato nella Landa dove è in atto uno scontro tra le forze del Bene e del Male.
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Ormoni!

“Ormoni!”, esclama spesso riducendo tutto ad un meccanismo naturale. L’amore, la passione, il desiderio, la poesia, l’arte e l’intera vita, divengono ‘mere trasformazioni dell’istinto e delle pulsioni chimiche che gli ormoni, elementi atti alla stimolazione delle funzioni e alla regolazione dell’equilibrio degli importanti fenomeni vitali, hanno perduto’.
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L’orlo della voragine

Che cosa faremmo se la civiltà che conosciamo, con le sue macchine, le sue comunicazioni, le sue comodità, scomparisse dal giorno alla notte? A questa domanda, che ha affascinato decine di scrittori di fs. e milioni di lettori, dà ora la sua risposta McIntosh in un romanzo di eccellente fattura, svelto, movimentato, ben raccontato, che arricchisce il filone della fantascienza catastrofica di una suggestiva immagine: le “isole di terra” circondate da enormi crepacci nelle quali i superstiti tentano di riorganizzare la vita.
Copertina: Karel Thole

Orizzonti e limiti della scienza. 10ª cattedra dei non credenti

Dai cieli all’uomo. Shakespeare e Galileo, Bruno e Newton all’alba della nostra modernità hanno scorto nella volta celeste un Grande Libro in cui erano scritti, “in caratteri matematici”, leggi di natura e destini di individui, popoli e imperi. Oggi che i nostri cieli sono solcati dai satelliti artificiali, qualcuno considera come un Libro il nostro genoma: un Libro non meno enigmatico, in cui dobbiamo decifrare se ci toccherà in futuro salute o malattia, virtù o vizio, prosperità o sventura. Nel volume saggi di: George Coyne e Francesco Bertola, Julian Chela Flores e Edoardo Boncinelli, Alberto Oliverio e Giuliano Avanzini, Giulio Giorello e Bruno Forte, Carlo Maria Martini.
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Le origini del rituale nella chiesa e nella massoneria

*Gli articoli qui riuniti originariamente furono *
*pubblicati sulla rivista “Lucifer” fondata dalla *
*signora Blavatsky e probabilmente sono il risultato di altrettante conversazioni sull’argomento.*
*Nulla da dire sull’importanza del lavoro: il lettore scrupoloso lo vedrà da sé.*
*Piuttosto mette  conto di rilevare, per gli ignari ed i semplici, che la vera Massoneria non è quella *
*semplice, superficiale e malfamata che amici *
*ignoranti e nemici interessati fanno conoscere ma è quella vera Saggezza o Sapienza Antica *
*che è esistita, esiste ed esisterà sempre in quanto *
*risponde a quelle domande che, ad un certo punto della sua evoluzione, un individuo *
*rivolge a se stesso: *
*“Chi sono? *
*Cosa sono venuto a fare in questo mondo? *
*Qual è il compito mio, lo scopo della mia vita?*

Le origini del pensiero greco

“È sul piano politico che in Grecia la Ragione si è in primo luogo espressa, costituita, formata” Il cammino dal mito alla razionalità, dalla tirannide alla democrazia, nel capolavoro di uno dei maggiori studiosi dell’antichità classica. “Non era forse un po’ troppo azzardato pretendere di delineare in pochi capitoli le origini del pensiero greco, ossia di abbozzare il quadro delle mutazioni intellettuali che si producono tra il XII secolo prima della nostra era, quando crollano i reami micenei, e il V secolo, il momento in cui si colloca il fiorire di una città come Atene? Settecento anni da sorvolare, la massima parte dei quali, dal XII all’VIII secolo, rappresentata dal periodo battezzato dagli storici dell’antichità come “secoli oscuri’ giacché, scomparsa in quell’epoca la pratica della scrittura, non disponiamo per conoscerla di nessuna fonte grafica, di nessun testo. Su un’estensione temporale di questo genere non era dunque possibile procedere come uno storico o un archeologo, che mobilitano per la loro indagine tutte le risorse della loro disciplina. Nella forma di un semplice saggio, la cui ambizione non era di chiudere il dibattito con una ricerca esaustiva ma di rilanciarlo orientando la riflessione su una nuova strada, ho così tentato di ridisegnare le grandi linee di un’evoluzione che, dalla monarchia micenea alla città democratica, ha segnato il declino del mito e l’avvento dei saperi razionali. Di questa rivoluzione intellettuale ho proposto un’interpretazione globale che mi sembrava, nella sua coerenza, conforme ai principali dati di fatto di cui disponiamo. Qual è, mi sono dunque chiesto, l’origine del pensiero razionale in Occidente? Come è avvenuta la sua nascita nel mondo greco?”

(source: Bol.com)

Dell’origine e dell’ufficio della letteratura

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Il 22 gennaio del 1809 il Foscolo dava inizio al suo insegnamento presso l’Università di Pavia con questa orazione inaugurale che la tradizione accademica voleva affidata al professore di eloquenza. Nell’impostazione dell’orazione non è difficile cogliere echi vichiani, ma nel contempo, anche motivi di originalità, che rendono l’orazione significativa soprattutto oggi, quando pare che si vada perdendo l’interesse per alcuni temi su cui l’intera cultura occidentale ha costruito la sua stessa identità attraverso i secoli ed i millenni. E la dimenticanza della propria storia non è che una rinuncia alla propria identità.
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L’origine delle specie

“C’è qualcosa di grandioso in questa concezione per cui la vita, con le sue diverse forze, è stata originariamente infusa in poche forme o in una sola; e da un inizio così semplice, innumerevoli forme bellissime e meravigliose si sono evolute, e tuttora si evolvono.” Con queste parole, nel 1859, Charles Darwin concludeva la prima edizione dell’Origine delle specie.
Come la rivoluzione copernicana aveva sottratto la terra dal suo posto immobile al centro dell’universo, così la rivoluzione darwiniana avrebbe portato al superamento del concetto della fissità delle specie, mostrando come tutte le forme viventi si sono evolute – e continuano a evolversi – le une dalle altre attraverso il meccanismo completamente naturale della selezione del più adatto.
In una nuova traduzione e con l’integrazione delle successive risposte alle critiche viene qui proposto questo testo fondamentale nella sua prima edizione.

L’orgia di Praga

Sulle tracce del manoscritto inedito di un martire di lingua Yiddish, lo scrittore americano Nathan Zuckerman a metà degli anni Settanta si reca nella Praga dell’occupazione sovietica. Lì, in una nazione strangolata dal totalitarismo comunista, scopre una dimensione letteraria che non gli appartiene, segnata come dalla prevaricazione istituzionalizzata. E lì, fra gli scrittori oppressi insieme ai quali si trova ben presto invischiato in una serie di avventure bizzarre e struggenti, scopre anche una forma intrigante e perversa di eroismo. “L’orgia di Praga”, che riproduce le pagine dei taccuini sui quali Zuckerman annota il suo soggiorno fra quegli artisti proscritti, funge da epilogo alla trilogia composta da “Lo scrittore fantasma”, “Zuckerman scatenato” e “La lezione di anatomia”, e appone un sigillo sensazionale all’intricata struttura dell’opera magna di Roth sulle conseguenze impreviste dell’arte.

Organizzare il coraggio. La nostra vita contro la ‘ndrangheta

Pino Masciari, imprenditore edile calabrese, ha sfidato la malavita organizzata e per questo ha dovuto rinunciare alla propria vita e alla propria libertà. Da solo ha denunciato, combattuto, ricercato la verità fino a far condannare oltre quaranta persone, dalla piccola manovalanza della ‘ndrangheta fino ai massimi vertici dell’organizzazione e della cupola politica che spesso si lega alla delinquenza. Dal 1997 Masciari e la sua famiglia rientrano nel Programma speciale di protezione e devono abbandonare la loro casa e la loro terra. Niente più lavoro e affetti, ma una continua serie di spostamenti che sembrano un abbandono continuo e prolungato. In questi anni Masciari diventa testimone di giustizia. Ma attorno a lui trova un muro di gomma che vorrebbe isolarlo. Nonostante la situazione in cui si è costretto a vivere (senza scorte, senza prospettive per il futuro) Masciari andrà sempre a testimoniare facendo nomi e cognomi, non tacendo nulla della sua drammatica esperienza di imprenditore fatto fallire per mano delle famiglie di ‘ndrangheta. Ad accorgersi di lui e della sua famiglia sarà però la società civile che interviene numerosa e solidissima, sostituendosi alle scorte e alle carenze dello Stato. Grazie a loro Pino Masciari è ancora vivo e la sua storia ha preso una strada di libertà. Con lui, la moglie Marisa e i due figli. Una famiglia che ha sofferto per la propria scelta di giustizia. Questo libro è la loro storia.
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