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L’uomo dei mondi di polvere

Jon Hundred non è esattamente un uomo: è un robo-minatore alto due metri, con la pelle che manda riflessi d’acciaio. Ottanta per cento macchina, venti per cento carne da macello, Jon ricorda pochi brandelli del suo passato, ma sa che sta fuggendo da chi lo bracca per recuperare i pezzi utili del suo corpo. Gettati su un mondo di polvere e roccia dove la vita umana non vale niente, Jon e pugno di minatori devono affrontare l’ultima impresa: scavare un’ennesima galleria nella montagna e vincere sul tempo una macchina infernale. Un romanzo forte e originale come la Ballata di John Henry, la leggenda di frontiera che l’ha ispirato.
Copertina: Luca MICHELUCCI

L’uomo dei dubbi

Roger Broome è arrivato nella metropoli per incrementare la modesta attività che conduce in una piccola località vicina insieme alla madre, ‘l’unica donna bella dalla quale sia mai stato amato’. Alla vigilia della partenza, euforico per il buon esito degli affari, si concede un giro per bar, ed è cosí che conosce Molly, aspirante segretaria bruttina ma disponibile. Dopo un giro di drink, i due si spostano nella camera di lui. Quella notte succede qualcosa di terribile, tanto che al mattino l’unico pensiero di Roger è cercare la piú vicina di stazione di polizia. Eppure, nel corso di una gelida giornata di febbraio, sullo sfondo della metropoli immaginaria che ‘non è New York ma non potrebbe esserlo di piú’, tutto concorre a tenerlo lontano dall’87° distretto. Il misterioso furto di un frigorifero ai danni della padrona di casa, un mefistofelico vicino di stanza, e, soprattutto, l’incontro con la giovane Amelia, che lo seduce con i modi spigliati e la scura pelle di velluto. Con L’uomo dei dubbi, Ed McBain rivoluziona la serie dell’87° distretto regalandoci un Norman Bates pieno di fragilità e rovelli, e per questo ancora piú pericoloso dell’originale.

‘Ed McBain è stato l’artefice della narrativa noir d’intrattenimento, la stessa che ha infiammato la fantasia dei lettori americani nell’ultimo mezzo secolo’.
Stephen King

‘L’uomo dei dubbi è un piccolo miracolo di tensione emotiva. Un orologio inesorabile e agghiacciante, che continua col proprio ticchettio pagina dopo pagina, che inverte valori e prospettive in maniera copernicana’.
Dalla Prefazione di Maurizio de Giovanni

(source: Bol.com)

Un uomo da odiare

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Le guerre tra Federico I di Svevia e i comuni lombardi fanno da sfondo a una storia d’amore e di odio fra una giovane nobildonna milanese, ormai considerata solo merce di scambio, e il barone svevo a cui è stata donata. Lui desidera essere amato, lei vuole soltanto odiarlo. Un romanzo ricco di avvenimenti nel quale si intrecciano le vite di conquistatori e vinti, con i loro sogni e le loro vendette.
“Lo desideravo tanto, ma non volevo accettare uno svevo. Sono stata una ribelle cieca e stupida, convinta che una milanese non potesse innamorarsi di un nemico. Ero piena di pregiudizi e non sapevo che per il cuore non esiste patria, non esiste orgoglio. Non sapevo che si potesse uccidere per amore.”
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### Sinossi
1158
Le guerre tra Federico I di Svevia e i comuni lombardi fanno da sfondo a una storia d’amore e di odio fra una giovane nobildonna milanese, ormai considerata solo merce di scambio, e il barone svevo a cui è stata donata. Lui desidera essere amato, lei vuole soltanto odiarlo. Un romanzo ricco di avvenimenti nel quale si intrecciano le vite di conquistatori e vinti, con i loro sogni e le loro vendette.
“Lo desideravo tanto, ma non volevo accettare uno svevo. Sono stata una ribelle cieca e stupida, convinta che una milanese non potesse innamorarsi di un nemico. Ero piena di pregiudizi e non sapevo che per il cuore non esiste patria, non esiste orgoglio. Non sapevo che si potesse uccidere per amore.”

Un uomo da evitare

Siamo nell’estate 1938. Il filosofo ebreo Bernhard Israel Veilchenfeld viene allontanato dall’Università di Leipzig e cerca rifugio in una cittadina della Sassonia. All’iniziale simpatia con cui viene accolto subentra la diffidenza, l’isolamento e ben presto l’aperta ostilità.
Invitarlo a cena significa avere i vetri rotti a sassate, difenderlo dai soprusi è come lottare contro i mulini a vento. “Un uomo da evitare” è la storia di un martirio, di un martirio privo di qualsiasi magnificenza; la rappresentazione del terrore nazista come progressivo annientamento e decadimento dell’essere umano. Testimone dei fatti e protagonista della narrazione è un bambino, il giovane figlio di un medico. Hofmann ci presenta il dramma di un popolo da un’angolazione nuova, “innocente”, e forse per questo più acuta e toccante.
Gert Hofmann (Limbach, Sassonia, 1932), docente di germanistica presso numerose università straniere, oggi vive a Erding e si dedica esclusivamente alla scrittura.

L’uomo che voleva essere felice

L’uomo che voleva essere felice by Laurent Gounelle
L’incontro con un vecchio saggio trasforma la vacanza a Bali di un professore nell’avventura più inaspettata, più travolgente, più affascinante: la scoperta di sé. E dà l’avvio a questa storia – ma potremmo anche chiamarla favola – che schiude davanti a noi un mondo di nuove possibilità, offrendoci le chiavi di un’esistenza all’altezza dei nostri sogni. Bestseller in Francia, L’uomo che voleva essere felice – come L’Alchimista di Paulo Coelho – è uno di quei libri che hanno il potere di cambiare la nostra vita. Perché il messaggio dell’autore è semplice: tutti possiamo trovare la felicità.

L’uomo che veniva dal futuro

Una serie di misteriose esplosioni fa strage tra i Figli d’America, un movimento di fanatici ormai vicino a prendere il potere negli Stati Uniti. Conduce le indagini il tenente Danforth, con la sua Squadra Speciale munita di telèpati e di cronocamere, apparecchi ancora sperimentali che permettono di filmare avvenimenti accaduti fino a venti minuti prima. E appunto una cronocamera scopre che le esplosioni sono in realtà «implosioni», cioè scoppi all’indentro. Ma non saranno allora – si chiede Danforth – ordigni che funzionano in senso contrario al flusso normale del tempo? E’ concepibile che gl’imprendibili terroristi agiscano dal futuro? E quando perde il posto (un capro espiatorio ci vuole sempre) continua l’inchiesta da solo, seguendo tracce sempre più chiare. Tanto chiare, anzi, da far pensare che siano state lasciate apposta da qualcuno che lo conosce bene: qualcuno che lui stesso conosce anche meglio.
Copertina di Karel Thole

L’uomo che vedeva gli atomi

“Oggi – dicono – un uomo isolato, uno che lavori per conto suo, non può fare niente di buono, specialmente nel campo della scienza e della tecnica.” Sarà vero. Ma può anche essere un trito, malinconico luogo comune; questo felice romanzo di Murray Leinster provvede a smentirlo una volta per tutte. Il garagista e meccanico Bud Gregory infatti lavora solo quando ne ha voglia e strettamente per conto suo. Ma tutta la scienza ufficiale e organizzata degli S.U. dovrà correre da lui, col cappello in mano, a pregarlo di fare qualcosa per scongiurare le mortali minacce che si stanno addensando sulla Terra: “Fai qualcosa – dicono – Bud!” E Bud vedrà quello che si potrà fare.
**Ristampa del n. 217*

L’uomo che scompare

Quattordici racconti brevissimi, quattordici quadretti sapientemente dipinti da un autore che sa altalenare con maestria il surreale e la suspance

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

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“Sono un appassionato lettore di storie cliniche… ma non ho mai letto dei racconti psicologici così intensi come quelli narrati da Oliver Sacks nell’*Uomo che scambiò sua moglie per un cappello*… E’ un libro che vorrei consigliare a tutti: medici e malati, lettori di romanzi e di poesia, cultori di psicologia e di metafisica, vagabondi e sedentari, realisti e fantastici. La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell’universo.” (Pietro Citati)

L’uomo che possedeva il mondo

Una cripta con un corpo esposto in una bara trasparente, e sopra la cripta la sagoma slanciata di un missile. È il mausoleo Carson, eretto a Londra all’eroe morto nel tentativo di raggiungere la Luna. Intorno al mausoleo sorgono le rovine della città resa irriconoscibile dal tempo e dalle guerre atomiche, e fra le rovine vivono gli unici esseri che ancora popolino la superficie del pianeta: i mutanti. Sotto le rovine, a grande profondità, sorgono le nuove città dei terrestri normali, autentiche fortezze sotterranee impenetrabili alle radiazioni. Ma Robert Carson, I’uomo al quale il mondo ha costruito un monumento, è vivo. L’hanno riportato in vita gli scienziati di Marte. E un giorno Robert Carson arriva sulla Terra per prendere ufficialmente il posto che gli spetta. Ma il discorso che pronuncerà ai suoi sudditi non sarà quello che i marziani si aspettano.
Copertina di Karel Thole

L’uomo che possedeva il mondo Urania

Una cripta con un corpo esposto in una bara trasparente, e sopra la cripta la sagoma slanciata di un missile che porta il nome di “Wanderer-II”. E’ il mausoleo Carson, eretto a Londra all’eroe morto nel tentativo di raggiungere la Luna. Intorno al monumento sorgono le rovine della città resa irriconoscibile dal tempo e dalle guerre atomiche, e fra le rovine vivono gli unici esseri che ancora popolino la superficie del pianeta: i mutanti. Sotto le rovine, a grande proondità sorgono le nuove città dei terrestri normali, autentiche fortezze sotterranee, impenetrabili alle radiazioni. Ma Robert Carson, l’uomo al quale il mondo ha costruito un monumento, è vivo. L’hanno riportato in vita gli scienziati di Marte. E’ vivo ed è proprietario di tutta la Terra. Lui non capisce bene come possa un uomo solo possedere un mondo, ma gli assicurano che è così, e che per il bene della Terra è meglio che il pianeta diventi una colonia di Marte. E un giorno Robert Carson arriva sulla Terra per prendere ufficialmente il posto che gli spetta. Ma il discorso che pronuncerà ai suoi sudditi non sarà quello che i marziani si aspettano.