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La civiltà del vento

Un tema caro a Ballard, che ricorre in quasi tutta la sua ormai vasta produzione, torna in questa antologia, e soprattutto nel romanzo breve che le dà il titolo. È il tema della rovina della nostra civiltà, non tanto descritta spettacolarmente quanto subita da pochi personaggi che si sono in qualche modo adattati alla desolazione, all’abbandono, alla decadenza. Nessuno come Ballard ha saputo creare l’atmosfera di una metropoli spopolata, dove ancora qualche albergo funziona, qualche semaforo scatta, e dove per esempio un giovane, allevato in una delle nuove Città Giardino, ritorna per una affascinante ricognizione. Nella Città Giardino non c’è smog, non ci sono motori, il vento e il sole forniscono tutta l’energia; ma quel mite e ordinato mondo pastorale è ben presto dimenticato da Halloway. In lui, e nei pochi altri superstiti che vivono tra i bui grattacieli e le rugginose carcasse di automobili, nasce un sogno grandioso, delirante: ridare la luce, il traffico, il rumore, la violenza, la vita, a quel drago addormentato che è la metropoli.
Indice:
La civiltà del vento (The Ultimate City, 1976)
Il pastore aereo (Low-Flying Aircraft, 1976)
L’astronauta morto (The Dead Astronaut, 1976)
Il bombardiere del sogno (My Dream of Flying to Wake Island, 1976)
Vita e morte di Dio (The Life and Death of God, 1976)
Il più grande show televisivo mai visto (The Greatest TV Show on Earth, 1976)
Gli invasori (A Place and a Time to Die, 1976)
Bambini prodigio (The Comsat Angels, 1976)
Copertina di Karel Thole

Ciulla, il grande malfattore

Ciulla, il grande malfattore by Dario Fo, Piero Sciotto
Scandali finanziari, abusi edilizi, corruzione politica e una crisi economica che arricchisce i pochi e impoverisce le masse. È Roma nel 1884, quando ci arriva Paolo Ciulla, giovane catanese assai versato nel disegno. Vuole studiare architettura e diventare un artista: non ci riuscirà. In compenso anni dopo, in una Sicilia sconvolta dalla dura repressione degli scioperi agrari e del movimento dei Fasci siciliani, verrà a galla il suo vero genio: quello per la falsificazione di banconote. È solo l’inizio di una «carriera» che si dipanerà per laboratori e stamperie, banche e taverne, trasformandolo in un paladino dei poveri messi in ginocchio dalla crisi. Paolo Ciulla, anarchico, criminale, benefattore, è un antieroe contemporaneo e la sua Italia è la nostra. Le sue avventure, raccontate con stile trascinante in questo romanzo dal vero, attraversano e illuminano un Novecento italiano che non è stato il secolo breve, ma il più lungo: iniziato nel 1861, non è ancora finito. L’interrogatorio di Ciulla, uno dei primi grandi processi mediatici del nostro Paese, ha il ritmo di una pièce teatrale: quasi cieco per le sperimentazioni con gli acidi, ma ironico e indomito, il principe dei falsari per giorni tiene testa a giudici e pubblici ministeri. Fino all’apoteosi finale, il più grande momento di gloria: il riconoscimento pubblico di un italianissimo genio.

city

‟Questo libro è costruito come una città, come l’idea di una città. Mi piaceva che il titolo lo dicesse. Adesso lo dice. Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. Il resto è tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. Ci ho viaggiato per tre anni, in City. Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. È il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro?Quanto ai personaggi – alle strade – c’è un po’ di tutto. Ci sono uno che è un gigante, uno che è muto, un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, un generale dell’esercito, molti professori, gente che gioca a pallone, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre. Gente così.”Alessandro Baricco‟– Allora, signor Klauser, deve morire Mami Jane?– Che vadano tutti a cagare.– È un sì o un no?– Lei che ne dice?Nell’ottobre del 1987, la Crb – casa editrice da ventidue anni delle avventure del mitico Ballon Mac – decise di indire un referendum tra i suoi lettori per stabilire se fosse il caso di far morire Mami Jane.”

(source: Bol.com)

La Città Ribelle: Il Caso Napoli

Con i contributi di Erri De Luca e Maurizio de Giovanni
“È la storia di un Sud diverso, che non accetta più stereotipi, che non vuole essere il castello degli orrori di un paese che è troppo luna park per essere vero.”
*Maurizio de Giovanni*
“Ho conosciuto l’orgoglio ferito, mortificato dei miei concittadini, il loro rancore… Oggi riconosco il sentimento opposto, non solo di riscatto dalla condizione subalterna, ma di fierezza.”
*Erri De Luca*
Quello di Luigi de Magistris e di Napoli è un caso clamoroso. Nessun miracolo. San Gennaro non c’entra. Ex magistrato, autore di coraggiose inchieste in Calabria, già parlamentare europeo, de Magistris è riuscito a vincere le elezioni nel 2011 contro tutti, e nel 2016 a raddoppiare il suo mandato. Napoli invasa dai rifiuti, ostaggio della camorra, sull’orlo della bancarotta. Questa era l’immagine della terza città d’Italia dopo decenni di malapolitica. Ora molti problemi sono stati risolti, altri rimangono ma i napoletani non si vergognano più della loro città. È cambiato qualcosa che va al di là delle statistiche e che vale la pena raccontare: la voglia di partecipare, un modo di far politica che ha fatto sentire la gente vicina al potere, in controtendenza con quanto accade a Roma e in molte altre città. I napoletani sono accorsi a votare il loro sindaco, dai movimenti ai centri sociali, dai collettivi studenteschi alle associazioni dei cittadini, ai comitati di lotta. Vogliono conoscerlo i sindaci di città come Barcellona, Berlino, Atene, sapere come si fa “il sindaco di strada” e contrastare l’illegalità diffusa, la burocrazia, il boicottaggio del governo centrale, sostenendo al contempo un nuovo “movimento nazionale di liberazione”. E soprattutto conquistando il cuore di una città così difficile. Ma chi è veramente Luigi de Magistris, sindaco “rischia tutto”?

La città perduta del dio scimmia

Sin dai tempi del conquistador Hernán Cortés si racconta della Città del Dio Scimmia, detta anche la Città Bianca, un antico insediamento perduto da qualche parte nella Mosquitia, una foresta pluviale inesplorata dell’Honduras. Secondo le leggende, sarebbe stata fondata in quella regione inaccessibile per sfuggire agli invasori spagnoli, e nessuno l’ha mai cercata perché su di essa grava una maledizione: chiunque ne varcherà le mura verrà ucciso, dalla malattia o dal diavolo. Nel 1940, il giornalista e avventuriero Theodore Morde torna dalla giungla portando con sé centinaia di reperti e una storia misteriosa, ma si uccide senza rivelare il luogo esatto in cui si trova. Oltre settant’anni dopo, Douglas Preston si unisce a un team di scienziati per una ricerca senza precedenti. Nel 2012 sale per la prima volta su un piccolo aereo che trasporta il Lidar, una tecnologia segreta e avanzatissima in grado di mappare persino i terreni più ostili della foresta. In una piccola valle circondata da ripide montagne, le immagini mostrano non solo una città di grandi dimensioni totalmente sconosciuta, ma anche l’esistenza di una civiltà ignota. Per trovare conferma alle rilevazioni aeree, Preston e il team affrontano un viaggio durissimo e pericoloso nella foresta honduregna, combattendo contro piogge torrenziali, valanghe di fango, insetti, giaguari e serpenti velenosi. Tutto sembra finire bene, ma al ritorno l’autore e altri membri del gruppo scopriranno di essere stati contagiati da una malattia incurabile, e dagli effetti potenzialmente mortali…
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La città e le stelle

Un’immensa città del futuro. Una superciviltà arrivata all’ultimo stadio dello sviluppo sostenibile. Un pianeta deserto, ostle, “proibito”: è in questo scenario che si muove Alvin, il giovane eroe del romanzo, che resta fra i più celebri di Clarke. La domanda che lo ossessiona è: come riscoprire l’antico segreto della razza umana? Come uscire dal labirinto e tornare al volo spaziale?
Copertina di Franco Brambilla

La Città Delle Rose

Isaac Amin è in carcere, accusato di spionaggio perché ebreo nell’Iran che ha fatto del regime islamico la sua bandiera. Ai compagni di prigionia giunge notizia dell’esecuzione sommaria dei loro familiari. A Isaac è negato ogni contatto con l’esterno, può solo amarli da lontano e augurare a loro una buona vita. Farnaz osserva il giornale, ancora aperto su un articolo che il marito probabilmente non ha mai finito di leggere. Ripensa alla sera prima, l’ultima trascorsa insieme, sprecata in una discussione sulle condizioni sempre più allarmanti del Paese, argomento che lui odiava. A un oceano di distanza, Parviz lavora nel negozio di cappelli del suo padrone di casa a Brooklyn, per pagare l’università e l’affitto. Strano che fra tante ragazze, si sia innamorato proprio della figlia del padrone, Rachel, timida e molto religiosa. È come se Parviz, incapace di tanta fede, delegasse a lei le sue preghiere per la salvezza del padre lontano. Shirin non ama i maghi e i trucchi con cui fanno sparire le cose e le persone. Come quelli che succedono a casa sua, dove sono scomparsi la teiera d’argento e l’anello con lo zaffiro della mamma. Forse sono solo fuori posto, le dicono. E Shirin pensa che deve essere successa la stessa cosa a suo padre, che non si vede da giorni. Magari, prima o poi, ritroverà anche lui al suo posto, nella poltrona di pelle in soggiorno, tra i libri e le sigarette, a sorseggiare il tè che gli verserà dalla teiera d’argento la mamma, di nuovo con l’anello al dito.

La città del vento. Century: 3

19 giugno, Parigi. Tornata nella capitale francese, Mistral scopre di essere seguita da Jacob Mahler, il perfido emissario che risponde agli ordini di Heremit Devil, l’ultima persona che Mistral vorrebbe rivedere. Per fortuna non è sola: a Parigi sono appena arrivati i suoi amici Harvey, Sheng ed Elettra. Di nuovo insieme, i ragazzi decidono di lanciare le antiche trottole in loro possesso per scoprire dove si nasconde Mahler e per trovare il terzo misterioso oggetto, il Velo di Iside. Età di lettura: da 9 anni.
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La città del lontanissimo futuro

Questa “Città” di Harrison è stata giudicata negli USA il miglior romanzo di fantasy degli anni ’70, destinato a restare un classico nel suo genere. URANIA, collana di fantascienza, non pubblica romanzi di pura fantasy, come non ne pubblica, evidentemente, di puramente polizieschi o di puro spionaggio, o di puro horror, di puro soprannaturale, eccetera. Ma il discorso cambia quando la fantasy è per esempio “Pellegrinaggio vietato” di Simak (n. 685) o “Molto dopo mezzanotte di Bradbury” (n. 732); quando il poliziesco è “Delitto alla base spaziale” di Maine (n. 657), e l’horror è “Il superstite” di Herbert (n. 724); quando lo spionaggio è “Un agente dall’aldilà” di O’Toole (n. 718), e il soprannaturale è “Psicospettro” di Davies (n. 715). Perchè in tutti questi casi la fantasy, il poliziesco, lo spionaggio, l’horror, i fantasmi, sono ANCHE fantascienza, e fantascienza di primissimo ordine. Inutile aggiungere che la remotissima, fantastica “Città” di Harrison rientra in questa categoria.
Copertina di Karel Thole

Città del Fuoco Celeste

Shadowhunters – 6. Città del fuoco celeste by Cassandra Clare
Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l’oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre – uniti da un legame profondo e indissolubile – sono costretti a cercare un altro mondo dove l’estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Molte vite saranno perdute per sempre, e l’amore sarà sacrificato per un bene più grande: scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine degli Shadowhunters è anche il loro inizio.

La città d’oro

Questo romanzo è l’avventurosa storia di Rudolph August Berns, l’uomo che per primo scoprì Machu Picchu, l’antica città perduta degli Inca, quarantaquattro anni prima che l’esploratore americano Hiram Bingham ottenesse fama e fortuna rivendicando a sé la sensazionale scoperta. Come hanno fatto numerose ricerche storiche recenti, questo libro ripara perciò un torto della storia, narrando della vita e della figura di un affascinante avventuriero che, nel 1887, fu celebrato dalle gazzette di Lima come colui che aveva restituito al mondo la misteriosa El Dorado. Tutto ha inizio in Germania, nella prima metà dell’Ottocento, quando il piccolo Rudolph August Berns, primogenito del commerciante Johann Berns e della moglie Caroline, passa il suo tempo nella bottiglieria del padre a fantasticare sui miti e le leggende delle epoche passate. I suoi sogni a occhi aperti riguardano soprattutto le cronache del viaggio in Perù di Johann Jakob von Tschudi, dove si narra delle meraviglie di quel paese, di giacimenti d’oro e gioielli preziosi, di vestiti, strumenti e strade d’oro, e dove si afferma che, all’arrivo degli Spagnoli, gli Inca furono costretti a rivelare i propri segreti. Tutti, tranne uno: El Dorado, la città sacra, interamente fatta di oro purissimo: i ponti, le case, le strade, le terme… una meraviglia dell’architettura, che avrebbe lasciato a bocca aperta, entusiasmato e contemporaneamente arricchito chiunque l’avesse ritrovata. Nel corso degli anni in molti si erano cimentati nel suo ritrovamento: Gonzalo Pizarro l’aveva cercata inutilmente, arrivando a scoprire soltanto il Rio delle Amazzoni. Alexander Von Humboldt, l’avventuriero venerato da Rudolph, si era recato in Perù e aveva soggiornato a lungo sulle Ande, senza venire a capo di nulla. Determinato a trovare la città d’oro, Berns intraprende così un pericoloso viaggio in Perù,sulle tracce della città abbandonata nel fitto nella giungla o da qualche parte tra le montagne. Magnifico romanzo d’avventura, La città d’oro è stato salutato al suo apparire in Germania come ‘uno dei più travolgenti romanzi dell’ultima stagione letteraria’, un’opera che ci restituisce il mondo esotico delle grandi esplorazioni.

(source: Bol.com)

Circuito chiuso-Annales

Protagonista di “Annales” è Anna, centralinista del “Chiedi tutto 24 ore su 24”, cali center atipico disponibile a qualsiasi richiesta. Anna, da tempo, riceve inquietanti lettere anonime a ogni compleanno: è così che il catalogo dei più celebri serial killer di tutti i tempi inizia a intrecciarsi alla vera e propria caccia all’uomo alla ricerca dello sconosciuto mittente. Tra indizi disseminati nei luoghi più strani e domande sempre più assurde al telefono, si sviluppa una trama a metà tra il thriller e il comico fino all’imprevedibile, spiazzante finale. In “Circuito chiuso” Un supermercato di provincia, una ragazza che fa la vigilante, sua nonna. Un delitto consumato tra il reparto scatolame e i surgelati, un tipo sconosciuto e sospetto, un mistero legato al passato. Questi sono gli ingredienti di “Circuito chiuso”, un giallo-umoristico esplosivo ambientato tra frutta e verdura, sottoaceti e latticini in cui, tra corsie piene di merce e carrelli della spesa, si snodano le vicende di un paese in subbuglio, solo all’ pparenza pigro, mite e sonnolento.
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Il circo delle anime

Ad Anacostia, il quartiere più malfamato di Washington D.C., Derek Strange e la sua agenzia investigativa sono l’unica risorsa per chi si sforza di credere ancora nel valore della verità. Quando un noto spacciatore della zona, Granville Oliver, viene incarcerato con l’accusa di omicidio e rischia di finire sulla sedia elettrica, Strange accetta di scandagliare la rete intricata di ricatti e omertà che sta dietro al delitto. Ma nessuno sembra disposto a collaborare con lui e con il suo partner Terry Quinn, tranne una giovane donna, ex fidanzata del vice di Oliver, l’unica che accetta di parlare a rischio della vita.