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La vedova Couderc (Biblioteca Adelphi)

Un giovane ricco esce di prigione, non sa dove andare: si ritrova – quasi senza accorgersene – a convivere con una matura vedova in una casa di campagna lungo un canale. È un rifugio, una nicchia di innocente, riposante carnalità, da cui guardare con più leggerezza le cose e le persone intorno – un paesaggio immobile, affocato. La promessa di una stasi biologica, di un auspicato torpore della mente. Ma altre donne interverranno a turbare quel precario equilibrio. Si scatena un inferno provinciale, di interessi e recriminazioni. E insieme si accende l’occasione demoniaca per tornare al delitto. A ragione Gide avvicinò questo romanzo allo “Straniero” di Camus, che apparve in quello stesso 1942. E aggiunse, in una lettera a Simenon: «… ma trovo che il suo libro si spinga molto oltre, pur senza averne l’aria, e quasi inavvertitamente, il che coincide con il livello più alto dell’arte». Rare volte Simenon è riuscito a rendere altrettanto palpabile il peso del destino.
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### Sinossi
Un giovane ricco esce di prigione, non sa dove andare: si ritrova – quasi senza accorgersene – a convivere con una matura vedova in una casa di campagna lungo un canale. È un rifugio, una nicchia di innocente, riposante carnalità, da cui guardare con più leggerezza le cose e le persone intorno – un paesaggio immobile, affocato. La promessa di una stasi biologica, di un auspicato torpore della mente. Ma altre donne interverranno a turbare quel precario equilibrio. Si scatena un inferno provinciale, di interessi e recriminazioni. E insieme si accende l’occasione demoniaca per tornare al delitto. A ragione Gide avvicinò questo romanzo allo “Straniero” di Camus, che apparve in quello stesso 1942. E aggiunse, in una lettera a Simenon: «… ma trovo che il suo libro si spinga molto oltre, pur senza averne l’aria, e quasi inavvertitamente, il che coincide con il livello più alto dell’arte». Rare volte Simenon è riuscito a rendere altrettanto palpabile il peso del destino.

Vedere voci

In questo libro Oliver Sacks abbandona il terreno dei disturbi neurologici per indagare un altro mondo, che generalmente viene ignorato: il mondo dei sordi. Qui, come in altri casi di menomazione, Sacks riesce a scoprire che il meno può anche nascondere un più: per esempio, una capacità acutissima di sviluppare l’esperienza visiva – base, questa, su cui si è formato un affascinante linguaggio visivo, i «Segni», che permette ai sordi di costituire comunità. Ancora una volta, è l’enorme dono di empatia, in Sacks, a guidare l’indagine, che toccherà alcuni problemi fondamentali del rapporto fra parola, immagine e cervello, ma anche renderà conto di esperienze dirette dell’autore, sino alla sua partecipazione alla rivolta nell’unica università per sordi al mondo, la Gallaudet University, nel marzo 1988. Per questa nuova edizione italiana, Sacks ha scritto una prefazione nella quale delinea la storia dei sordi in Italia, e racconta della sua visita, nel novembre 1990, alla comunità dei sordi e alla scuola di via Nomentana a Roma.

Il vecchio delle visioni

Algernon Blackwood, tra tutti i grandi scrittori inglesi dell’inizio di questo secolo, è sicuramente quello che maggiormente ed in maniera più approfondita ha trattato il tema del versante nascosto della realtà.
Nell’antologia che vi presentiamo, l’autore ripercorre tutti i temi caratteristici della letteratura fantastica: dalle apparizioni di fantasmi al tema delle visioni, dalle case infestate alle entità misteriose, dal mistero puro al soprannaturale in tutti i suoi diversi aspetti.
I protagonisti delle storie di Blackwood, vengono a contatto con il versante nascosto della realtà di cui abbiamo detto prima, nei modi più semplici ed ovvi, a dimostrazione del fatto di come il mistero si nasconda spesso, assai semplicemente, dietro l’angolo della strada di casa.
Ma la caratteristica precipua di Blackwood è quella di partire sempre da situazioni di assoluta normalità, per arrivare poi, immancabilmente, al mistero, al soprannaturale, in parole povere all’ignoto.
I racconti compresi in questo volume, del tutto inediti in Italia, costituiscono dei bellissimi esempi dello stile e del narrato di Blackwood.

Il vecchio dei serpenti e altri racconti

Antologia senza presentazione.
Indice:
Robert Moore Williams – Il vecchio dei serpenti (The Smallness Beyond Tought, 1966)
J. M. McFadden – Bestia accelerata (Mercury, 1965)
Keith Laumer – Padrone del mondo (World Master, 1965)
Gerald Pearce – Autodelatore (Security Syndrome, 1965)
Copertina di Karel Thole

Il vecchio con gli stivali e altri racconti

"Il vecchio con gli stivali" è stato giudicato il più riuscito pamphlet di colore politico che il fascismo abbia ispirato; e in questa chiave è stato trasposto sullo schermo in un film di Luigi Zampa ("Anni difficili"), alla cui sceneggiatura collaborò lo stesso Brancati.
La ispirazione fondamentale è di satira politica; ed è la difesa dell'italiano qualunque contro le sopraffazioni e le retoriche della dittatura, alleata e complice naturale (si vedano i "consigli" che Aldo Piscitello riceve in famiglia!) di tutte le meschinità, le ipocrisie e le menzogne che allignano nei cuori umani.
Italiano qualunque ma non qualunquista; ché, anzi, proprio in una simile distinzione il racconto trova la sua risentita moralità. […]

Gli altri racconti che gli fanno corona arricchiscono il quadro nel senso del chiaroscuro: tipi e storie di disadattati, di vittime, in qualche modo, di un loro infelice amore per la vita.
Sta a sé la Singolare avventura di Francesco Maria, uno dei più freschi e spassosi racconti antidannunziani che si possono leggere; e il suo pregio consiste nella lievità di mano con cui l'autore (tranne forse che nell'ultima battuta) conduce la sua irriverente dissacrazione etnico-linguistica.
Si vorrebbe arrivare a dire che anche qui cristianamente lo scrittore condanna il peccato e ha simpatia per il peccatore, ha rispetto per l'umanità dei suoi personaggi anche nel pieno infuriare della caricatura. […]

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

A dieci anni dalla prima pubblicazione nel nostro paese e dopo una lunga, fortunatissima permanenza in libreria, esce in un’edizione speciale, con una copertina di Tullio Pericoli, il romanzo che ha segnato l’incontro fra il pubblico italiano e Luis Sepúlveda. Rivivono così la passione e i valori che hanno ispirato uno degli scrittori di riferimento della nuova letteratura latinoamericana. La storia del vecchio che vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana con la sola compagnia dei romanzi d’amore prediletti ha appassionato tanti lettori in tutto il mondo. Ma il vero patrimonio di Antonio José Bolívar Proano, ciò che lo rende un personaggio indimenticabile, è una sapienza speciale, assorbita dalla grande foresta ai tempi in cui viveva immerso nel cuore della selva insieme agli indios shuar: un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che i gringos, capaci soltanto di sfruttare e distruggere, non sanno capire. Solo un uomo come lui può dunque adempiere al compito ingrato di inseguire e uccidere il ‘tigrllo’, il felino accecato dal dolore per lo sterminio dei suoi piccoli, che si aggira minaccioso per vendicarsi sull’uomo. Questo romanzo è la storia del loro incontro, ma soprattutto è un canto d’amore dedicato all’ultimo luogo in cui la terra preserva intatta la sua verginità. “A volte, affacciato sulla riva del Mar Cantabrico” scrive oggi Sepúlveda nella prefazione a questa nuova edizione, “lascio che il mio sguardo si perda all’orizzonte. So che dall’altra parte, risalendo il gran Rio delle Amazzoni e le altre migliaia di fiumi che lo alimentano, nel cuore della selva, con vent’anni in più sulle spalle, Antonio José Bolívar Proano se ne sta in piedi, con un libro aperto sul tavolo, a leggere lentamente i suoi romanzi d’amore, in salvo dall’ostinata barbarie umana.”

Il vangelo segreto di Tommaso

Il Vangelo di Tommaso, rinvenuto con altri manoscritti gnostici nel 1945 a Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, ha un valore storico e teologico inestimabile. Perché allora fu condannato alla distruzione? Cosa spinse la Chiesa dei seguaci di Cristo, oggetto di feroci persecuzioni, ad approvare il Credo niceno e a stabilire che alcune testimonianze sulla vita e sull’insegnamento di Gesù erano ortodosse e altre eretiche? In questo libro Elaine Pagels istituisce un appassionato confronto storico e filologico fra il Vangelo di Tommaso (di cui fornisce una nuova traduzione) e quello di Giovanni, scorgendovi due diverse interpretazioni della presenza di Dio nel mondo. La lettura dei testi apocrifi, infatti, così cronologicamente e semanticamente vicini alla predicazione di Gesù, continua a suggerire verità alternative e ad aprire nuovi percorsi di ricerca, sia religiosa sia storico-scientifica. In questo libro ricco di spiritualità, la Pagels ci rivela la grande lezione di umanità e di antidogmatismo presente nell’insegnamento “negato ” di Tommaso, suggerendo una nuova chiave di lettura di pagine di storia cristiana rimaste troppo a lungo celate.

Il Vangelo secondo la Scienza

Il Vangelo secondo la Scienza passa al microscopio della logica gli aspetti ‘scientifici’ della teologia e quelli ‘teologici’ della fisica e della matematica, nel tentativo di risolvere un problema preciso: quali domande religiose hanno un senso, e quali domande sensate ammettono una risposta?
Attraverso la decostruzione scientifica delle grandi religioni occidentali e orientali il libro approda a una ricostruzione teologica della scienza e della matematica, indicando una sorprendente via d’uscita dall’apparente dilemma tra fede e ragione.

(source: Bol.com)

Il Vangelo secondo Gesù Cristo

*O Evangelho segundo Jesus Cristo* (1991) è sicuramente uno dei libri piú belli – e sofferti – di Saramago. Come pure è quello che piú di tutti ha scatenato critiche feroci da parte del clero ortodosso sia portoghese sia italiano che ha definito blasfemo e sacrilego il romanzo.
Un Vangelo, invece, terribilmente umano, e che permette al lettore di sentirsi “spiritualmente” vicino alla figura del Cristo, di un Gesú riportato a dimensione umana, “pover’uomo” come tanti altri “poveri uomini” di questo mondo, peccatori e non. Prima, neonato come tutti gli altri, poi in perenne lotta tra questo mondo, quello degli uomini e delle donne, dell’amore e del dolore terreni, e il mondo soprannaturale – quello del Padre -, che non riesce a capire, i cui fini, e confini, sono a lui, come a tutti gli uomini, ignoti e imperscrutabili. Fino alla morte, non desiderata e non voluta, lui stesso ignara vittima sacrificata a una divinità indifferente, ingannato.

Van Gogh il suicidato della società

«Come un’inondazione di corvi neri nelle fibre del suo albero interno», la società suicidò van Gogh. Non fu dunque il pittore a soccombere a un suo delirio, ma un delirio ben più vasto e maligno, l’affatturamento capillare che è la prima opera della società stessa, a farlo soccombere. Non si creda, però, che qui Artaud anticipi le innumerevoli accuse alla società cattiva e oppressiva che hanno ammorbato i nostri anni. Artaud, come sempre, è ben più radicale. Non gli basta il predominio di una classe sull’altra, o la malvagità del denaro, per inchiodare la società. Ma è la *magia nera* della società stessa, l’universale fattura che essa fa agire su tutti a essere chiamata qui da Artaud con il suo nome. È questa la prima e insuperata forma di «crimine organizzato» che ci governa. Van Gogh, e come lui Gérard de Nerval, o Artaud stesso, stavano per sottrarsi alle maglie di quella fattura, ma ne furono alla fine catturati di nuovo, come vittime preziose, di cui spartirsi le spoglie. Un anno prima di morire, nel 1947, Artaud affrontò van Gogh, raccontando la sua «funebre e rivoltante storia di garrottato da uno spirito malvagio», e illuminando con la luce barbagliante delle sue frasi spezzate ciò che significa la maledizione dell’artista, il nemico occulto del suo *opus*: «In fondo ai suoi occhi come depilati, da beccaio, van Gogh si abbandonava senza tregua a una di quelle operazioni di oscura alchimia che hanno preso la natura per oggetto e il corpo umano per marmitta o crogiolo».

Il vampiro

È stato proprio questo racconto di John Polidori a rendere celebre letterariamente il personaggio del vampiro, strappandolo al mondo del folklore e della leggenda. Aubrey è un giovane gentiluomo inglese che incontra Lord Ruthven, un uomo dalle origini misteriose, appena entrato nella buona società londinese. Aubrey ne rimane affascinato e decide di accompagnarlo a Roma, ma i due si perdono di vista quando Ruthven seduce una giovane italiana e scompare. Si ritrovano in Grecia, dove Aubrey sta corteggiando Ianthe, la figlia di un oste greco, la quale una sera gli racconta la leggenda di un vampiro, una creatura mostruosa che si nutre di sangue umano. Da quel momento iniziano ad accadere fatti inquietanti intorno a Aubrey, e tutto sembra essere collegato al suo amico Ruthven, il quale porta la sofferenza nella vita delle persone che incontra.

(source: Bol.com)

Il vampiro Marius

Sinossi

Risvegliatosi da un sonno millenario, il vampiro Thorne è in cerca di una guida che lo reintroduca nel mondo attuale. Il fato lo porta a incontrare Marius, antico mentore di Lestat e amante di Pandora, il quale soddisfa la sua avida curiosità narrandogli la propria vita, un resoconto che diviene appassionata cronaca dei suoi amori, delle sue sofferenze e dei segreti finora mai svelati. La voce intima e profonda di Marius ci accompagna così attraverso i secoli, testimone diretta degli eventi cruciali della Storia. È tuttavia nel presente, nella giungla più intricata, che Marius andrà incontro al proprio destino reclamando giustizia per il vampiro più vecchio dell’universo.

Il vampiro di Blackwood

Sinossi

Benvenuti a Blackwood Farm: svettanti colonne bianche, saloni senza fine, giardini inondati di sole e l’oscura, densa striscia di una palude maledetta… È il mondo di Quinn Blackwood, eccentrico e affascinante giovane tormentato, sin dagli anni dell’infanzia, da un inquietante doppio, Goblin, uno spirito che solo lui può vedere, e che nasconde risvolti ben più inquietanti di un compagno di giochi immaginario. Finché una notte, mentre Quinn, ossessionato dalla storia di un vecchio antenato ritiratosi su una misteriosa isola al centro della palude, vaga fra quelle acque limacciose illuminate dalla pallida luce della luna, ha un incontro drammatico che porrà presto fine alla sua vita terrena, segnando l’inizio della sua esistenza come vampiro. E da quando, suo malgrado, riceve il Dono del Sangue, perdendo ogni cosa in cambio di un’indesiderata immortalità, Goblin assume su di lui un controllo terrificante… In una disperata corsa avanti e indietro nel tempo, dagli anni in cui era bambino al presente di New Orleans, dall’antica Atene alla Napoli del XIX secolo, Quinn si mette alla ricerca del vampiro Lestat, l’unico che, forse, potrebbe liberarlo dallo spettro che sembra volerlo risucchiare nella nera palude e nei suoi terribili segreti…

il vampiro del mare

Leggendo questo romanzo dell’ottimo Charles Eric Maine, vien fatto di pensare con un brivido a che punto esattamente la fantasia si sostituisce alla realtà, perchè i fatti sui quali il romanzo si basa, e dai quali l’autore trae le sue tragiche deduzioni, sono realmente accaduti nel mondo d’oggi. I fatti, che tutti conosciamo, sono questi: a titolo sperimentale, da anni, vengono fatte esplodere bombe sempre più potenti, perfino sotto la superficie dei mari. Ebbene, se una di queste bombe creasse un’immensa falla nel letto di un oceano, quali ne sarebbero le conseguenze? Forse, la bocca del vampiro, alla quale l’autore paragona la voragine spalancata sul fondo marino, succhierebbe dalla Terra l’elemento che le dà la vita: l’acqua. Spietato nel suo agghiacciante pessimismo, il romanzo descrive la spaventosa agonia degli uomini destinati a morire, e ai quali viene ostinatamente taciuta la verità perchè si possa compiere il tentativo disperato di salvarne almeno una parte.

Il vampiro del mare

Una serie di esperimenti nucleari provoca terremoti e siccità sulla terra. Qualcosa o qualcuno sembra succhiare l’acqua dal fondo degli oceani. Il processo è irreversibile: il mondo ha davanti a sé un futuro senza speranza. È questa forse l’agghiacciante risposta alla sfida della scienza? E da dove verrà la salvezza per l’uomo?
Charles Eric Maine, uno dei maestri del “cataclisma FS” all’inglese, riconferma con questo romanzo le proprie doti di grande narratore realista.