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Il viaggiatore del giorno dei morti

Con un cappotto troppo lungo e un incongruo berretto di pelliccia sulla testa, il volto pallido e febbrile, un giovane sconosciuto sbarca, alla vigilia del giorno dei Morti, alla Rochelle da un cargo proveniente da Trondheim. Scoprirà di essere l’erede del vasto patrimonio dello zio, un uomo a lui ignoto, che è vissuto in una feroce solitudine. E scoprirà anche che suo zio teneva in pugno tutti i ricchi notabili della città, riuniti in un sinistro sindacato. Più esattamente: teneva i loro segreti in una cassaforte di cui nessuno ora conosce la combinazione. Comincia così una partita mortale fra il giovane straniero, che tutti vorrebbero docile e sprovveduto, e i vari potenti del luogo, attaccati a un ordine delle cose che deve rimanere intatto. Ma il giovane pallido ha una precisa percezione dei trabocchetti che si aprono a ogni suo passo in quell’inferno di provincia. E una tenace determinazione lo spinge a salvarsi. Così riuscirà anche a trovare, nel terrorizzante groviglio che lo avvolge, il filo di una imprevedibile, perfetta storia d’amore.

Via Gemito

Federico, in dialetto Federì, è un uomo che vive di furia la sua vita, senza possibilità di conciliazione. Insofferente verso ogni tipo di lavoro ma soprattutto verso il suo di ferroviere, sempre senza una lira, tormentato dalla responsabilità di una famiglia numerosa, ha un’unica certezza: sa di avere un destino da grande pittore. Ma più questo destino stenta a compiersi, più lui fa sfuriate, prende di petto Napoli, la sua città amata e detestata, travolge tutto e tutti nella fiumana di un dialetto urlato, esuberante che privilegia l’oscenità e la bestemmia. In cima alla lista dei nemici del suo genio, quest’uomo incoercibile, rissoso, che non vuol cadere nella vita oscura ma la reinventa continuamente, colloca la moglie, Rusinè, capro espiatorio dei suoi scontenti. Su di lei si scaricano tutte le smanie, un terremoto che attraversa gli anni, i decenni, e guasta gli affetti familiari, i legami di parentela, segna profondamente i figli, soprattutto il primogenito. E’ quest’ultimo a raccontare il padre ingombrante, prigioniero della sua stessa mente di artista fantasioso fino alla menzogna. Ma lo fa in modo non pacificato, testimone d’accusa, perso nella Napoli d’oggi fra le tracce di un’infanzia e di un’adolescenza affollata di quadri, colori, frenesie creative e delusioni, infelicità e allegria, verità e fraintendimenti.

La via del samurai

“Una straordinaria meditazione sulla morte e un’amara riflessione sulla perdita di tradizioni e valori antichissimi, nel racconto di un grande rappresentante della letteratura contemporanea.” [dalla pagina web di Bompiani]

Via con l’uragano

Clay Burden ha sposato sua moglie Rhonda perché era stanco di stare da solo. Val era andata via da di lui – e se non poteva avere Val, forse il matrimonio avrebbe potuto fargliela dimenticare. Sei anni più tardi, lavorando a Paradise City, Clay incontra nuovamente Val. Sposata con il sinistro Henry Vidal, lei è cambiata: è ancora bella e passionale, ancora irresistibile, ma tesa e nervosa e piena di strane ansie e paure.
Quando Clay lascia il suo lavoro e si unisce all’impero di Vidal, quello che all’inizio era solo una furtiva sensazione di disagio diventa una certezza. Val deve essere liberata dall’influenza ipnotica esercitata su di lei dal marito – anche se Clay sarò costretto ad uccidere per liberarla…

Via Castellana Bandiera

Più che una strada, via Castellana Bandiera è un budello a doppio senso in cui, se due auto si incrociano, una deve per forza cedere il passo. È una domenica d’estate e lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne si trovano l’una di fronte all’altra, al volante delle rispettive auto. Ma né Samira, vecchia albanese che abita in quella via, né Rosa, milanese d’adozione con origini palermitane finita lì per errore, accettano di arretrare. Samira è la suocera dell’uomo che le siede accanto, Saro Calafiore, capostipite di una vociante famiglia costruita su un miscuglio di odio reciproco, opportunismo e costrizione. Rosa invece ha tagliato presto il cordone ombelicale, lasciando la Sicilia e un padre che non ne voleva sapere di una figlia lesbica. Attorno a Samira e Rosa si muovono una pletora di personaggi indisciplinati, grotteschi, restii a lasciare la scena alle due donne. Mentre l’asfalto brucia e l’aria si fa incandescente, gli uomini della famiglia Calafiore organizzano un giro di scommesse per sfruttare a loro favore il faccia a faccia. Ma gli esiti del complotto sconvolgeranno ogni previsione. Nel suo romanzo d’esordio, Emma Dante, talento dirompente del teatro italiano, raschia, tra realismo e allucinazione, la superficie di un mondo che, in nome dell’onore e di passioni senza tempo, si condanna all’immobilità.
Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film in concorso alla 70esima edizione della mostra del cinema di Venezia.
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### Sinossi
Più che una strada, via Castellana Bandiera è un budello a doppio senso in cui, se due auto si incrociano, una deve per forza cedere il passo. È una domenica d’estate e lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne si trovano l’una di fronte all’altra, al volante delle rispettive auto. Ma né Samira, vecchia albanese che abita in quella via, né Rosa, milanese d’adozione con origini palermitane finita lì per errore, accettano di arretrare. Samira è la suocera dell’uomo che le siede accanto, Saro Calafiore, capostipite di una vociante famiglia costruita su un miscuglio di odio reciproco, opportunismo e costrizione. Rosa invece ha tagliato presto il cordone ombelicale, lasciando la Sicilia e un padre che non ne voleva sapere di una figlia lesbica. Attorno a Samira e Rosa si muovono una pletora di personaggi indisciplinati, grotteschi, restii a lasciare la scena alle due donne. Mentre l’asfalto brucia e l’aria si fa incandescente, gli uomini della famiglia Calafiore organizzano un giro di scommesse per sfruttare a loro favore il faccia a faccia. Ma gli esiti del complotto sconvolgeranno ogni previsione. Nel suo romanzo d’esordio, Emma Dante, talento dirompente del teatro italiano, raschia, tra realismo e allucinazione, la superficie di un mondo che, in nome dell’onore e di passioni senza tempo, si condanna all’immobilità.
Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film in concorso alla 70esima edizione della mostra del cinema di Venezia.

Il veterano e altre storie

Nel caldo torrido di un maledetto agosto, lungo le strade di un quartiere degradato, un uomo viene selvaggiamente picchiato e derubato, nell'omertosa indifferenza dei passanti. Il difensore dei due giovani aggressori è uno dei più quotati avvocati di Londra, ma durante il processo una doppia sorpresa porterà alla luce un'insospettabile verità… E' questo il primo dei cinque racconti compresi in questo volume. Cinque brevi thriller dotati del respiro di romanzi; cinque storie graffianti in cui il grande maestro ancora una volta riversa il suo tocco magico. Un'altra prova della straordinaria abilità di Forsyth nel costruire trame appassionanti, piene di suspense e di svolte impreviste a poche righe dalla fine, ricche dell'ironia beffarda di chi ama sovvertire ogni pronostico, sorprendendo sempre il lettore.

Il vestito rosa

La mattina del 22 novembre 1963, nel caldo sole autunnale di Dallas, una folla entusiasta e festante dà il benvenuto al presidente Kennedy e alla First Lady. Nessuno immagina che alla fine di quella giornata Jacqueline Kennedy rimarrà sola e che il suo bellissimo vestito rosa, strappato e macchiato di sangue, diventerà un segno della Storia. Kate Quinn è una vivace ragazza irlandese che, come tante, è emigrata negli Stati Uniti per fare fortuna. Lei però sembra avercela fatta, perché ha trovato lavoro come sarta nell’esclusivo atelier di Manhattan che confeziona gli abiti di Mrs. Kennedy, Chez Ninon. Non l’ha mai incontrata di persona, eppure le sembra di conoscerla benissimo e ne ha fatto un vero e proprio mito, con il quale s’identifica pericolosamente. Tanto da rischiare persino di perdere l’amore sensibile e appassionato di Patrick, meraviglioso ma troppo semplice per le sue aspirazioni. Quando però il tailleur rosa diventa famoso per la più tragica delle ragioni, il suo fragile sogno vacilla e Kate capisce che cosa conta davvero per lei. Il vestito rosa è la storia delicata di una giovane donna piena di sogni, che entra per un attimo in un mondo illusoriamente perfetto e scopre quanto più importante sia vivere ogni giorno in quello reale. È il bellissimo affresco di un’epoca in cui l’eleganza, la moda e lo stile cominciavano a essere a portata di tutti. È il commosso racconto di un’illusione, che qualcuno ha chiamato Sogno Americano, e della sua tragica fine. Ed è l’omaggio profondamente umano a Jackie Kennedy, scomparsa proprio vent’anni fa, e al suo fascino indimenticabile.

Verso il risveglio (la voce dell’anima)

Questo libro, immaginando la voce della propria anima, vuole entrare nel profondo di se stessi, al di là dei vari ruoli che si rivestono in società, al di là delle proprie maschere e corazze, per entrare nell’essenza di sé e scoprirsi chi si è veramente. Ognuno ha una sua verità dentro di sé che ci rende liberi e aperti, e questa verità è come un’energia positiva che emaniamo quando questa viene liberata da noi, diversamente rimane chiusa come in un bozzolo, quando ascoltiamo la paura in noi, che è, invece, energia bloccata e, come un circolo vizioso, circola all’interno del problema/soluzione senza mai uscirne definitivamente, perché circoscritta a se stessa. Trovarne le radici e consapevolizzarle, vuol dire poter liberare quell’energia bloccata e lasciarla fluire per emanare tutta la bellezza e soavità del proprio essere, dell’essere libero e gioioso. È un libro che parla di te, che ti accompagna nella conoscenza più profonda del tuo inconscio per scoprire l’essenza di te e poterti riconoscere come anima.
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La versione spagnola

È un lunedì mattina quando lo scrittore Massimo Senise riceve nel suo attico romano un pacco da Madrid. Sono le copie della versione spagnola del suo ultimo romanzo. Attratto dalla bella copertina, Senise si immerge nella lettura, ma d’improvviso s’interrompe, disorientato. Nel primo capitolo compare un personaggio di nome Marta che nell’originale – ne è certo – non esisteva. Camminando lieve e triste sulla battigia, la ragazza entra ed esce dal libro nello spazio di una frase.
Incuriosito e perplesso, Senise legge oltre e scopre altri interventi arbitrari, che sembrano formare un messaggio destinato a lui. Il suo pensiero va subito alla traduttrice, Magdalena Vegas Palacio. Chi è questa donna che pare conoscerlo così intimamente? E chi è Marta? Cercare nel passato sembra essere l’unica strada, e Senise decide di partire, intraprendendo un viaggio nei ricordi fra i quali riemerge la figura di una misteriosa bambina, comparsa una notte a Murano nel giardino di sua zia: il suo primo incontro con l’assurdo. Senise la cerca a Venezia, inutilmente, poi vola a Madrid, e di lì a Toledo, nel tentativo di incontrare almeno la traduttrice.
Inattese coincidenze e improvvise epifanie lo colgono mentre insegue il fantasma che è entrato nel suo libro come un passeggero clandestino in una nave.

(source: Bol.com)

Un vero dandy

Ferdinand Dudley è un tipico dandy, tanto bello quanto spietato in amore e nella vita. Adesso che ha messo gli occhi su lady Viola e la sua proprietà di Pinewood Manor non ha intenzione di arrendersi sino a quando non otterrà quello che vuole. Mal gliene incoglie. Per Viola, Ferdinand è solo un uomo da disprezzare e niente di quello che lui mette in campo serve a farle cambiare idea. E’ un brutto colpo per Ferdinand, perchè Viola è l’unica donna che gli abbia mai resistito e perchè è troppo tardi lui ha scoperto di essersene innamorato. Ma è davvero troppo tardi?

Veritas (Versione italiana)

È un giorno come tanti altri, per il vicequestore Michele Arlia, napoletano trapiantato nella capitale e, soprattutto, decisamente lontano dallo stereotipo del poliziotto giovane e atletico. Come ogni mattina è alla sua scrivania, con la pipa in bocca, spenta purtroppo, la giacca già macchiata nonostante siano solo le dieci e il cigolio della sedia a ricordargli che è ora di perdere almeno uno dei suoi centoquaranta chili, quando arriva quella maledetta telefonata: alla basilica di San Clemente una turista americana ha denunciato la scomparsa del marito durante una visita guidata e il caso ricade sotto la sua giurisdizione. Più seccato all’idea di dover lasciare le comodità dell’ufficio che preoccupato dal caso, in fondo si tratta di ordinaria amministrazione, il vicequestore raggiunge il luogo della sparizione. Ad attenderlo, un’atroce scoperta: all’interno della nicchia ricavata in una parete dei sotterranei giace l’uomo scomparso. Il corpo pare essere stato oggetto di un sadico rituale: evirato, con una ferita profonda sotto la scapola destra, le narici completamente escoriate. Per Arlia sarà il primo di una serie di omicidi eseguiti secondo la stessa procedura. Solo la sua passione per la storia dell’arte e per l’archeologia lo porterà a capire che i delitti sono legati a un antico culto e che i luoghi in cui vengono lasciati i cadaveri non sono affatto casuali. Lottando contro il tempo e contro un assassino che vuole coinvolgerlo in un gioco perverso, Arlia si troverà solo e capirà di dover trasgredire alle regole per poter vincere la partita e salvarsi la vita.

Veritas

È un giorno come tanti altri, per il vicequestore Michele Arlia, napoletano trapiantato nella capitale e, soprattutto, decisamente lontano dallo stereotipo del poliziotto giovane e atletico. Come ogni mattina è alla sua scrivania, con la pipa in bocca, spenta purtroppo, la giacca già macchiata nonostante siano solo le dieci e il cigolio della sedia a ricordargli che è ora di perdere almeno uno dei suoi centoquaranta chili, quando arriva quella maledetta telefonata: alla basilica di San Clemente una turista americana ha denunciato la scomparsa del marito durante una visita guidata e il caso ricade sotto la sua giurisdizione. Più seccato all’idea di dover lasciare le comodità dell’ufficio che preoccupato dal caso, in fondo si tratta di ordinaria amministrazione, il vicequestore raggiunge il luogo della sparizione. Ad attenderlo, un’atroce scoperta: all’interno della nicchia ricavata in una parete dei sotterranei giace l’uomo scomparso. Il corpo pare essere stato oggetto di un sadico rituale: evirato, con una ferita profonda sotto la scapola destra, le narici completamente escoriate. Per Arlia sarà il primo di una serie di omicidi eseguiti secondo la stessa procedura. Solo la sua passione per la storia dell’arte e per l’archeologia lo porterà a capire che i delitti sono legati a un antico culto e che i luoghi in cui vengono lasciati i cadaveri non sono affatto casuali. Lottando contro il tempo e contro un assassino che vuole coinvolgerlo in un gioco perverso, Arlia si troverà solo e capirà di dover trasgredire alle regole per poter vincere la partita e salvarsi la vita.

La verità sul processo Andreotti

Giulio Andreotti è stato assolto dall’accusa di associazione con Cosa nostra? Questo libro spiega come sono davvero andate le cose.
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