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Creature nel cervello

La Lakeview Clinic accoglie bambini colpiti da traumi emotivi e cerca di rieducarli, facendo superare loro il momento più terribile dello shock. Questo, almeno, all’apparenza: in realtà l’istituto serve a mascherare un crudele esperimento militare il cui scopo è di mettere a punto un’arma psichica. Ma l’esperimento sfugge di mano agli scienziati e quello che avviene poi è semplice e agghiacciante: i mostri partoriti dagli incubi dei soggetti dilagano nella realtà. Celia Reynolds ha solo otto anni ed è convinta che la sua mamma l’abbia portata a Lakeview per farla guarire, così non le racconta i pensieri mostruosi che i medici tentano di inculcarle, i rumori dell’altro mondo che le fanno sentire, le cose orrende che lei stessa porta in vita per ordine degli sperimentatori. Ora è troppo tardi per fermarli…
Copertina di Vicente Segrelles

Creature

L’esplorazione dei pianeti porterà molte sorprese: alcune indubbiamente positive, altre imprevedibili, altre ancora tremende. Per esempio, che cosa ci fa un mausoleo sigillato su Marte perchè tutti lo evitano e lo temono? E’ possibile che in epoche antichissime gli abitanti di un mondo morente abbiano voluto lasciarvi un messaggio che la nostra razza non può assolutamente permettersi il lusso di ignorare? A queste e ad altre diaboliche domande risponde, in un numero mozzafiato, Alfred E. van Vogt, decano della fantascienza americana e padre di alcune delle più convincenti *creatures* che la sf ci abbia regalato dai tempi di Wells. Esseri che non sono soltanto mostri, ma che indubbiamente preferiremmo non incontrare di notte o su un pianeta sconosciuto…
**INDICE**

**NON SOLO I MORTI**
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**COMANDO FINALE**
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**GUERRA DI NERVI**
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**VILLAGGIO INCANTATO**
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**NASCONDIGLIO**
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**LA CREATURA DEL MARE**
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**RESURREZIONE**
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**LA TORRE DI KALORN**
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**ALFRED ELTON VAN VOGT – L’autore**
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GIUSEPPE CAIMMI

Creare la libertà

Creare la libertà: Potere, controllo e la lotta per il nostro futuro by Raoul Martinez
La libertà è un concetto alle fondamenta del sistema politico e sociale in cui viviamo; dà forma al senso della giustizia e al nostro stile di vita, ed è spesso la risposta alle domande più profonde su chi siamo e chi vorremmo essere. Ma è anche stato distorto e strumentalizzato per giustificare il suo contrario, da disuguaglianze laceranti a politiche estere a dir poco criminali. “Creare la libertà” solleva il velo sui meccanismi che controllano la nostra vita e demolisce alcuni miti fondanti della nostra società: miti sul libero arbitrio, sul libero mercato, sulle elezioni libere. In un momento storico così critico, in cui si parla di muri, divisioni, isolamenti e conflitti, Martinez dà voce a un pensiero di massima apertura ed empatia, e dimostra che sì, forse siamo meno liberi di quanto ci piacerebbe essere, ma la libertà è un qualcosa che possiamo creare insieme.

Crea la vita che ami

Crea la vita che ami: Ritrova le tue risorse interiori e diventa ciò che sei by Maurizio Pirero
Se vivi con la sensazione di essere stanco e oberato da ciò che devi fare, di essere sottovalutato o non rispettato, di sprecare inutilmente il tuo tempo, la tua vita, le tue energie, forse ciò che ti manca è conoscere il tuo Perché autentico, l’ispirazione e la ragione che ti spinge ad alzarti dal letto la mattina felice, la dote che ciascuno porta con sé. Creare una vita ricca, un lavoro che valorizzi i tuoi talenti e che li sappia valorizzare negli altri, una relazione appagante, un corpo sano e in forma non è una chimera riservata solo a pochi; è anche alla tua portata, ma devi scoprire chi sei davvero, quello che vuoi, quello che ti dà gioia. Maurizio Pirero dedica da oltre vent’anni la sua esistenza a sostenere le persone nell’esprimere il loro potenziale, così che vivano senza rimorsi, rimpianti o amarezza, ma al contrario con gratitudine, soddisfazione ed entusiasmo. Con il suo metodo del Perché autentico, già sperimentato con l’aiuto della sua rete di Felicitatori in training individuali, ma anche in contesti aziendali ed educativi, ti scorterà con questo agile libro, ricco di spunti anedottici e autobiografici, in un percorso di scoperta dopo il quale saprai fare della tua vita un’opera d’arte. Dai partecipanti ai seminari di Crea la Vita che Ami: “Maurizio è stato l’uomo con la lanterna che, seguendo la bussola delle qualità essenziali, ci ha guidati in questo viaggio sorprendente nel centro di noi stessi.” “La scoperta delle forze interiori e del Perché è geniale, pur nella sua semplicità! E riempie le persone di nuove sorprendenti ricchezze.”

Coyote del cielo

Gli indiani Chumash vivono nella California del 1699, ignari dell’imminente invasione degli esploratori europei. Tra poco, malattie come il vaiolo e “pratiche commerciali” come la schiavitù distruggeranno un intero popolo. E’ per questo che il cyborg immortale Joseph, proveniente dal XXIV secolo, arriva in California nei panni del Coyote Celeste, la divinità indiana, dando inizio a un piano che dovrà concludersi con il trasferimento dei pellerossa in Australia, nella speciale “riserva” della Compagnia del Tempo. Ma Joseph dovrà fare i conti con un popolo molto fiero e con Mendoza, la botanica che come lui lavora per la Compagnia, che non gli ha mai perdonato il suo rude “reclutamento” nella Spagna del 1500…

Il covo di Teresa

Il covo di Teresa by Diego De Silva
È pomeriggio presto quando la signora Teresa rientra dopo aver fatto compere. Sull’ascensore incontra Marco, il figlio dell’inquilina del piano di sopra, un bravo ragazzo che conosce da quand’era bambino. Parlano di sciocchezze, come spesso accade in ascensore. Ma pochi minuti dopo Marco suona al campanello di Teresa, e si infila con forza in casa sua. Dice che è soltanto un impiccio. Ma allora perché ha con sé una pistola? È l’inizio di un’avventura infinita, davvero trascinante, ritmata da una scrittura rara.

Costituzione della Repubblica Italiana

Costituzione della Repubblica Italiana Vista la deliberazione dell’Assemblea Costituente, che nella seduta del 22 dicembre 1947 ha approvato la Costituzione della Repubblica Italiana Edizione 15.12.2011 Italia

Cosmetica del nemico

Tutto comincia nella sala d’attesa di un aeroporto. Non poteva essere altri che lui, una vittima perfetta. È stato sufficiente parlargli. E aspettare che la trappola scattasse. Tutto finisce nella sala d’attesa di un aeroporto. Va detto comunque che il caso non esiste. Un giallo? Forse. Certamente la doppiezza dell’uomo, la crudeltà, la bellezza e la bruttezza.
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Così crudele è la fine

***«Mi chiamo Enrico Mancini e sono un poliziotto. Un profiler. Il mio lavoro è dare una forma al buio, dare un’identità a chi per averne una deve uccidere. Il mio lavoro è attraversare lo specchio oscuro per dare la caccia ai riflessi del male. Ma questa volta la preda sono io. E la caccia avrà un’unica, inevitabile fine crudele.»***
«*Zilahy fa brillare Roma di una luce nera, bellissima.*»
**Donato Carrisi**
In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l’ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l’ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer.
Costretto a rincorrere l’assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso.
E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l’identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.

Scritto con maestria, carico di tensione narrativa e letteraria e forte dell’ambientazione in una Roma inesplorata, Così crudele è la fine è un’entusiasmante e vorticosa sfida al lettore, che accelera senza sosta sino al finale indimenticabile.
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### Sinossi
***«Mi chiamo Enrico Mancini e sono un poliziotto. Un profiler. Il mio lavoro è dare una forma al buio, dare un’identità a chi per averne una deve uccidere. Il mio lavoro è attraversare lo specchio oscuro per dare la caccia ai riflessi del male. Ma questa volta la preda sono io. E la caccia avrà un’unica, inevitabile fine crudele.»***
«*Zilahy fa brillare Roma di una luce nera, bellissima.*»
**Donato Carrisi**
In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l’ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l’ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer.
Costretto a rincorrere l’assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso.
E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l’identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.

Scritto con maestria, carico di tensione narrativa e letteraria e forte dell’ambientazione in una Roma inesplorata, Così crudele è la fine è un’entusiasmante e vorticosa sfida al lettore, che accelera senza sosta sino al finale indimenticabile.

Così crudele è la fine

‘Mi chiamo Enrico Mancini e sono un poliziotto. Un profiler. Il mio lavoro è dare una forma al buio, dare un’identità a chi per averne una deve uccidere. Il mio lavoro è attraversare lo specchio oscuro per dare la caccia ai riflessi del male. Ma questa volta la preda sono io. E la caccia avrà un’unica, inevitabile fine crudele.’

‘Zilahy fa brillare Roma di una luce nera, bellissima.’
Donato Carrisi

In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l’ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l’ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer.
Costretto a rincorrere l’assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso.
E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l’identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.

Scritto con maestria, carico di tensione narrativa e letteraria e forte dell’ambientazione in una Roma inesplorata, Così crudele è la fine è un’entusiasmante e vorticosa sfida al lettore, che accelera senza sosta sino al finale indimenticabile.

(source: Bol.com)

Cose turche

L’autore di questo libro, musicista, per un problema di possesso casuale di droga è stato costretto a vagabondare nelle celle di tre galere turche. In questo libro-diario racconta l’esperienza e come ne è uscito vivo; in allegato, un CD “live” dal carcere turco di Azmir.
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Le cose semplici

Un giovane incontra a Parigi una ragazzina enfant prodige della matematica e i due s’innamorano, si fidanzano, si sposano. Lei, poco più che ventenne, va in America. Ma il mondo s’inceppa e in un batter d’occhio tutto finisce: niente più petrolio, niente più energia elettrica, commercio né moneta, niente più regole sociali. Ovunque solo guerre e carneficine. Il mondo si imbarbarisce e la sua caduta coglie i due innamorati ai due lati dell’oceano, senza possibilità di comunicare. Per vent’anni i due vivranno lontani, lei ha una vita durissima, lui comincia a scrivere per non dimenticarla, finché, dopo tanti anni, i due si ritroveranno, accesi dal fuoco della passione e dal bisogno di verità. “Le cose semplici” è il tentativo di raccontare il cammino dei nostri desideri più comuni ed elementari – e di tutto quello che ci tocca il cuore, fino a straziarci con la sua bellezza o con il ricordo pungente di essa – attraverso la labirintica distruttività del mondo. Il nostro bisogno di vivere una vita che si possa dire umana, di gioia ma anche di un dolore dotato di senso, è destinato a infrangersi contro il muro del potere, della superficialità, del pensiero indotto e dei luoghi comuni? O può trovare soddisfazione?
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Cose preziose

Quale evento turba questa volta la pace della tranquilla cittadina americana di Castle Rock? E’ l’arrivo di Leland Gaunt, un forestiero strano e sfuggente. Quest’individuo ambiguo apre un negozio, Cose Preziose, dove è possibile acquistare pezzi rari, curiosità, autentiche gioie per piccoli collezionisti. Gaunt sembra catturare i desideri più nascosti di ogni cliente, riuscendo a trovare per chiunque ciò che cercava o segretamente sognava da anni…

Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo

«Perché la credenza nel sacro? Perché ovunque riti e divieti, perché non vi è stato un ordine sociale, prima del nostro, che non appaia dominato da un’entità soprannaturale?». Girard, già con il suo memorabile saggio del 1972, La violenza e il sacro, aveva posto alcune di quelle domande ultime che l’antropologia ormai tende sempre più a celare in opaco involucro. Ma con questo libro, che apparve nel 1978 provocando subito grande clamore, egli si è spinto sino alle cose ultime, quelle che, secondo la parola del Vangelo di Matteo, «sono nascoste sin dalla fondazione del mondo». E queste cose, come la «lettera rubata» di Poe, sono così nascoste proprio perché stanno dinanzi ai nostri occhi: nella Bibbia e nel Vangelo. Dopo aver indagato a lungo i testi dell’antichità classica e i più disparati materiali etnologici, Girard ha riconosciuto che il testo più difficile da leggere, per il sovrapporsi di innumerevoli letture precedenti, era appunto quello delle Scritture: l’eccessiva familiarità si svela essere innanzitutto il modo che il mondo ha scelto per difendersi da alcune verità tremende, quali in esse si annunciano. Rovesciando ancora una volta le prospettive, Girard legge i Vangeli non più come una storia sacrificale, ma come la storia che dice la verità nascosta del sacrificio, che svela la costituzione del «meccanismo vittimario», del capro espiatorio, del linciaggio fondatore. Questa rivelazione sarebbe allora il più possente gesto antisacrificale di ogni tempo – e tutta la storia occidentale nascerebbe dal ripercuotersi nei secoli di quel gesto. Con ammirevole passione intellettuale, Girard vuole tornare a mostrare che la radice unica della cultura sta proprio nel religioso, e che quell’ambigua parola è la pietra che l’Occidente tenta, da secoli, di gettare via.
Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo è apparso per la prima volta nel 1978.

Le cose che sai di me

PREMIO PLANETA 2013 Il piccolo pezzo di cielo che si intravede dal finestrino è di un azzurro intenso. Patricia è sull’aereo che la sta riportando a casa, a Madrid. All’improvviso la sconosciuta che le è seduta accanto le dice una cosa che la sconvolge: ‘Qualcuno vuole la tua morte’. Patricia è colpita da quella rivelazione, ma poi ripensa alla sua vita e si tranquillizza: a ventisei anni è realizzata, felicemente sposata e con un lavoro che la porta a girare il mondo. Niente può turbare la sua serenità. È sicura che quella donna, che dice di riconoscere le vibrazioni emanate dalle persone, si sbaglia.Eppure a Patricia, tornata alla routine di sempre, iniziano a succedere banali imprevisti che giorno dopo giorno si trasformano in piccoli incidenti. Incidenti che stravolgono le sue abitudini e il suo lavoro.Non può fare a meno di ripensare alla donna dell’aereo e alle sue parole. Parole che a poco a poco minano le sue certezze. Vuole sapere se è davvero in pericolo. Vuole scoprire chi desidera farle del male, e quando il sospetto cresce dentro di lei, inizia a guardarsi intorno con occhi diversi, dubitando delle persone che ha vicino. Sente che tutto il suo mondo sta crollando pezzo dopo pezzo, ma deve trovare il coraggio di resistere: la minaccia è più vicina di quanto immaginasse. Però deve essere pronta a mettere in discussione tutta la sua vita, a leggere dentro sé stessa. Perché anche la felicità ha le sue ombre. Anche un cielo senza nuvole può dar vita in un attimo a una terribile tempesta. Con Le cose che sai di me, Clara Sanchez si è aggiudicata il Premio Planeta, il più importante riconoscimento letterario spagnolo. In Italia, grazie al sorprendente successo del Profumo delle foglie di limone e di Entra nella mia vita, l’autrice ha conquistato un milione di lettori, dominando le classifiche. Nel suo nuovo romanzo, da mesi al numero uno incontrastato dei bestseller spagnoli, esplora la realtà nel profondo, lì dove la sicurezza vacilla e gli inganni si svelano. Una storia che ha sconvolto i lettori per la sua intensità. Scoperte e rivelazioni inaspettate, tradimenti ed emozioni nascoste in un romanzo che insegna come il cielo non abbia un colore solo.

(source: Bol.com)

Le cose che portiamo

Uno dei libri del secolo per il New York Times. Finalista del premio Pulitzer e del National Book Critics Circle Award. Trai i 100 libri da leggere nella vita per Amazon.com. La guerra evocata in tutta la sua insostenibile concretezza, in tutto il suo peso, il suo orrore e la sua assurdità. Le cose che portiamo è tutto questo e molto di più. Attraverso le vicende di un immaginario plotone di soldati impegnato a combattere nella giungla vietnamita, Tim O’Brien consegna al lettore un’ispirata, appassionante riflessione in forma narrativa sui temi della memoria, della verità e del potere del narrare. Un atto d’accusa contro tutte le guerre, limpido e umanissimo; un libro-monumento, capace di incidersi a fondo nella tormentata coscienza americana e in quella del lettore. E di riaffermare il ruolo irrinunciabile della letteratura come strumento di comprensione profonda di noi stessi e della realtà. “Il più grande scrittore della sua generazione”. – San Francisco Examiner “Una fiction letteraria potente ed evocativa, nel segno della più assoluta precisione stilistica”. – The Washington Post “Questo libro procura ustioni di terzo grado”. – The Boston Globe “La memoria come profezia. Le cose che portiamo racconta non dove siamo stati, ma dove siamo e dove saremo domani”. – Los Angeles Times “Una narrazione di formidabile spessore letterario e umano. Cruciale”. – The New York Times “Le cose che portiamo resta, a distanza di tempo, una delle opere imprescindibili”. – Giuseppe Culicchia, TuttoLibri – La Stampa

(source: Bol.com)