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Piattaforma spaziale

Un’altra collana che ha fatto la storia della fantascienza in Italia, ormai irreperibile, è “I ROMANZI DEL COSMO”. Il NUMERO 1 presentava un gradevole romanzo minore di un grande autore: Piattaforma spaziale (Space Platform, 1953) di Murray Leinster, ma nel corso dei suoi 201 numeri (di cui uno doppio) ha presentato autori di prima grandezza come Aldiss, Asimov, De Camp, Ellison, Kornbluth, Kuttner, Norton, Pohl e numerosi autori minori comunque apprezzabili anche se trascurati dalla critica e, purtroppo dimenticati dagli appassionati. La rivista costava 150 lire come la cugina ricca Urania, ma aveva un aspetto più dimesso, la carta un po’ più scadente, 160 pagine (passate quasi subito a 144), uno o più racconti in appendice (sul primo numero Deserto d’orrore (Being) di Richard Matheson).

Piante da appartamento

Un manuale di facile consultazione, ricco di suggerimenti, creato per aiutare a identificare, scegliere e coltivare le piante d’appartamento preferite. È strutturato a schede, ciascuna delle quali contiene la foto della pianta abbinata a una sua breve descrizione botanica, consigli dettagliati per la coltivazione e cure richieste. Completano il volume due capitoli dedicati rispettivamente alle piante e ai fiori sul balcone e alle piante aromatiche.
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Piano B 3.0. Mobilitarsi per salvare la civiltà

Alcune tra le criticità più recenti, come il declino della produzione del petrolio, le conseguenze del riscaldamento globale e l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, rischiano di spingere a un punto di rottura l’intero sistema dell’economia mondiale. La sfida, quindi, è costruirne uno nuovo, prevalentemente alimentato da fonti energetiche rinnovabili, dotato di un sistema di trasporti estremamente differenziato e che riusi e ricicli i propri scarti in maniera efficiente. Ed è indispensabile farlo a una velocità senza precedenti, perché perpetuare il modello economico attuale, che sta distruggendo gli ecosistemi che lo supportano e spianando la via a pericolosi cambiamenti climatici, non è più un’opzione percorribile. Un piano d’azione per invertire la rotta è quanto Lester Brown, propone con “Piano B 3.0”. Una strada, percorribile già da oggi, per ridurre su scala globale e locale sprechi e inefficienze e per liberarci rapidamente dalla dipendenza dai combustibili fossili. Una strategia in cui non sono ammessi spettatori e in cui ciascun individuo ha un ruolo chiave da giocare.
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Pianeta senza nome

Eric e Arla sono due disperati avventurieri provenienti dal Pianeta Senza Nome: lui è un ex sacerdote, ora pirata informatico, lei una ragazza con poteri-psi. I due dovranno scoprire cosa effettivamente vogliono i Vitae, la razza che li ha messi in contatto fra loro e che ha un disegno ben preciso per la riconquista – anzi, la ristrutturazione – di un certo settore della galassia. Sullo sfondo, il mistero del mondo su cui ha avuto origine la vita umana, ormai dimenticato da secoli. Che i potentissimi extraterrestri abbiano delle mire proprio sul Luogo Originario?

PIANETA EDEN

Una cosmonave terrestre, in un giorno ormai non più lontano, è costretta a un atterraggio di fortuna su un pianeta extragalattico: Eden. Quello che potrebbe essere un banale incidente (l’equipaggio riesce in pochi giorni a rimettere la cosmonave in condizioni di riprendere il suo viaggio spaziale), porta a una straordinaria esperienza. Dietro la facciata di desolazione del piccolo pianeta, gli uomini della cosmonave scoprono alcuni esemplari di una società extraterrestre estremamente progredita, ma decaduta nell’inerzia e vittima di un’organizzazione oppressiva. Lo sviluppo abnorme di una produzione automatizzata ha portato infatti a un risultato paradossale: anziché produrre nuovo benessere e ricchezza, essa non fa che girare a vuoto o creare inutili mostruosità. Di qui una serie di conseguenze avventurose e drammatiche. Ma ancora una volta siamo di fronte, con Lem (tra i maggiori scrittori polacchi contemporanei), a un’opera che supera largamente ogni delimitazione di «genere». Per quanto con i suoi romanzi voli nei più lontani angoli della stratosfera, egli rimane coi piedi ben piantati sulla Terra. La sua visione ottimistica del mondo e dell’uomo, attraverso affascinanti parabole fantastico-scientifiche (prima ancora che fantascientifiche), invita i terrestri a non lasciar mai deperire i meccanismi della convivenza e dei rapporti sociali, e a elaborare instancabilmente delle soluzioni innovatrici. In particolare, con questo romanzo, Lem sembra quasi affidare agli stremati e abulici abitanti di Eden un messaggio per i terrestri: quello di non aspettare mai la salvezza da forze esterne e «altre».

Pianeta di caccia

Marjorie Westriding Yrarier è stata inviata sul pianeta Grass per rispondere a un misterioso interrogativo: un contagio si sta spargendo fra le stelle, un’epidemia mortale che minaccia di distruggere la razza umana. Nessun pianeta ne è rimasto immune, tranne Grass. Perché? Poco si conosce di Grass, se non che si tratta di un luogo idilliaco, dove la natura è assolutamente intatta e l’ambiente conserva un perfetto equilibrio. Interamente coperto dalle più strane varietà di vegetazione che si possano immaginare, il pianeta è un’autentica anomalia cosmica. Un gruppo di famiglie giunte secoli prima per colonizzarlo hanno edificato rapidamente una nuova società, ignorando la presenza aliena e creando un’aristocrazia che ruota attorno all’evento della Caccia. Con il passare delle generazioni, la vita su Grass e i vari usi e costumi sono sempre più sprofondati nel mistero e la Caccia, evento già ben noto sulla Terra, si è ora trasformato in uno strano rito, tremendo e inquietante. Già, perché qual è la vera natura e la vera funzione delle creature che partecipano alla Caccia, che cosa si nasconde dietro questo ciclico rituale e soprattutto… qual è la preda?

Piacevolezza dell’olio. Il metodo per degustare

Dagli anni Ottanta, la cultura e la produzione dell’olio hanno registrato un boom senza precedenti: sono stati riconvertiti gli impianti industrializzati e valorizzate le colture artigianali al fine di rivalutare al massimo la qualità e la genuinità. E così, oggi, sulle tavole dei buongustai l’olio occupa un posto d’onore, e il consumatore accorto sceglie la marca e la provenienza con la stessa attenzione che di solito dedica alle etichette del vino. Luca Maroni ha fatto il punto sulle attuali conoscenze sull’olio e le espone in questo volume.
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Piacevole sbaglio

Come deve comportarsi una rispettabile giovane donna rapita per errore dal nobiluomo che sta per sposare sua cugina? Può cogliere l’occasione al volo! Tanto più che Julia Frant è da anni segretamente innamorata dell’affascinante Alec MacLean, visconte di Hunterston. Accortosi dello sbaglio, Alec non ha possibilità di rimediare: deve sposarsi entro la mezzanotte o perderà l’eredità del nonno. Tuttavia accoglie di buon grado lo scambio della sposa scoprendo che, a differenza della sua gelida e calcolatrice fidanzata, Julia è piena di passione e di bontà. Senza contare che, quando la prende tra le braccia per baciarla, improvvisamente l’eredità diventa l’ultimo dei suoi pensieri…

Philip K. Dick. La macchina della paranoia. Enciclopedia dickiana

I libri di Philip K. Dick, da oltre cinquant’anni, sono amati da milioni di lettori che folgorati dalla ricchezza delle sue intuizioni cercano di decifrare i segreti narrativi, i simbolismi nascosti, le sinistre assonanze tra la realtà che descrive e quella in cui ciascuno di noi è immerso. L’enciclopedia dickiana traccia una mappa complessiva dei concetti e dei temi che attraversano la sua opera: quarantuno voci – dagli alieni agli universi paralleli – compongono un ampio quadro di interpretazioni e riflessioni su Dick, proponendo nuove e inedite letture critiche. Il volume comprende inoltre un’accurata ricostruzione delle vicende biografiche dell’autore, una sinossi completa e ragionata di tutti i suoi romanzi, dei racconti e saggi più significativi, un’esaustiva bibliografia primaria e secondaria.
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Philidor, il musicista che giocava a scacchi

Alla voce “”Scacchi dell’Enclyclopédie di Diderot e d’Alembert, il cavaliere di Jaucourt scriveva: «Si capisce facilmente dal numero dei pezzi, dalla diversità dei loro movimenti e dal numero delle case, quanto questo gioco debba essere difficile. Tuttavia a Parigi abbiamo avuto un giovane di 18 anni che giocò contemporaneamente due partite di scacchi senza vedere la scacchiera… Questo giovane si chiama Philidor». Questo saggio rappresenta uno spaccato di vita settecentesca. L’ambivalenza del personaggio Philidor, diviso tra i due grandi amori: per la musica e per gli scacchi, emana un fascino particolare. L’avventurosità della sua vita, inoltre, non può non accendere la nostra curiosità moderna.

Peter Pan nei giardini di Kensington

Quella di Peter Pan è la storia di un bambino solo per metà umano che vive nei giardini di Kensington tra fate e animali. Quando volando andrà a rivedere la sua casa, troverà la mamma con in braccio un altro bambino, e anche la piccola Maimie, incontrata per caso nei giardini, malgrado l’amore mostrato nei suoi confronti, lo lascerà per tornarsene nel mondo reale. Eppure Peter Pan è felice lo stesso nel suo mondo al di fuori del tempo, dove può vivere giocando, dove non invecchia mai. L’eterno fanciullo è l’emblema di chi non vuole crescere, ecco perché, a cent’anni dalla sua creazione, piace ancora tanto a grandi e bambini. Età di lettura: da 10 anni.
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Peter Chambers e l’infame terzetto

Anche Peter Chambers, onesto fino all’osso, disincantato e cinico, astuto e raziocinante, ha le sue debolezze. Debolezze formali, se vogliamo, ma forse per questo ancor più pericolose: la «magione dorata» degli Asquith influisce su Peter con il suo stuolo di servitori, le sue due piscine, la sua fuga di salotti. Gli Asquith hanno dollari da buttar via, tanti da potersi permettere di comprare per una di loro un marito come Peter Chambers. E qui sta la maggior debolezza di Peter: di fronte a un bel mucchio di dollari e soprattutto all’ex miss Texas che gli propongono di sposare non sa tirarsi indietro. Ma non per questo, Chambers perde il senso delle proporzioni. Continua a muoversi in souplesse attraverso una ragnatela di giochi politici, di ambizioni sfrenate, di pericolo latente. E se, per un attimo, si è lasciato accecare dalla sfaccettata personalità di uomini tanto diversi da lui, farà in fretta a riacquistare il suo «occhio di lince» e a ridare senso a un enigma apparentemente irrisolvibile.

Peter Camenzind (Mondadori)

Pubblicato nel 1904, Peter Camenzind è il primo successo letterario del giovane Hesse. Secondo la più antica tradizione del romanticismo tedesco il protagonista Peter Camenzind, alter-ego dello stesso Hesse, abbandona poco più che ragazzo il paese natale per scoprire il mondo. Essere raffinatissimo, Peter impara dal suo peregrinare a osservare con distacco gli uomini e arriva, infine, ad auspicare il ritorno a un mondo primordiale, preurbano e preindustriale. Il romanzo si configura quindi come un’autobiografia larvata, un ripensamento nostalgico e distaccato degli anni trascorsi e un auspicio per il futuro. Il rifiuto dell’intellettualismo e il ritorno alla natura, descritta mirabilmente, costituiscono il fascino di questa “piccola composizione in prosa”, secondo la definizione che ne diede lo stesso Hesse.

Pesciolino

«Sai chi sono?» mi chiese. Si scostò i capelli dagli occhi. Ero troppo piccola, non potevo saperlo. «Sono tuo padre. » («Manco fosse Dart Fener» commentò mia madre in seguito, quando mi raccontò la storia.) «Sono una delle persone più importanti che ti capiterà di conoscere» disse. Non è stata semplice la vita, per Lisa Brennan-Jobs, nata alla fine degli anni Settanta in una fattoria nel cuore della Silicon Valley da una madre che insegue sogni hippies e da un padre che, prima di cambiare per sempre il mondo, sbarca il lunario vendendo apparecchiature per telefonare gratuitamente (e illegalmente) e che la riconosce solo dopo il test del DNA. Per lei quello con Steve Jobs, che ai suoi occhi di bambina era una figura tanto mitica quanto evanescente, resterà per sempre un rapporto complesso e tormentato, fatto di incomprensioni e complicità, di nomignoli affettuosi e lunghi silenzi, di provvisori riavvicinamenti e gesti fortemente simbolici ma silenziosi: tra tutti, l’aver ribattezzato “Lisa” il primo computer proprio in onore della figlia, come Jobs confessa a Bono Vox durante una cena in Costa Azzurra. Fino al toccante racconto degli ultimi giorni vissuti insieme, con Lisa che nelle sue frequenti visite inizia a portare via da casa del padre oggetti senza alcun valore materiale, ma che le parleranno per sempre di lui. Pesciolino è la storia di una bambina in cerca della propria identità, in costante equilibrio tra due genitori all’opposto e i loro mondi; ed è un ritratto di Steve Jobs intenso ed emozionante, onesto e spietato e quindi lontano da ogni cliché, una visione intima dell’uomo dietro il mito.

Pescecani

Pescecani by Mario Giordano
Il nababbo di Treviso? Possiede 163 motociclette, 155 bici da corsa, 70 fra yacht e motoscafi e 493 auto, compresa la Jaguar di Diabolik. Tutto gelosamente custodito in una decina di capannoni. Collezionismo estremo: per soddisfarlo, ha sottratto 40 milioni di euro alle banche e messo 700 dipendenti sulla strada. Il Corona di Arzignano? Guadagnava 9 milioni di euro, denunciava al fisco 177 euro. Lo 0,0001 per cento. Il suo mito? Il re dei paparazzi Fabrizio Corona. La sua vita? Una cavalcata tra eccessi, belle donne e champagne. Le tasse? «Una parola complicata.» Si sente un evasore? «Dov’è il problema? No go copà nisun.» Non ha ammazzato nessuno. Eccoli qui i pescecani, quelli che negli ultimi anni si sono arricchiti alle spalle degli italiani che tiravano la cinghia. Pare che siano sempre di più e i dati parlano chiaro: la crisi non ha aumentato solo le differenze tra ricchi e poveri, ma anche la percentuale di chi fa soldi in modo illegale. E il rischio è che, voraci come sono, i pescecani si stiano impadronendo del Paese. Che siano proprio loro a comandare, del resto, è apparso evidente quando è saltato il tappo della Cupola di Roma. E a chi chiede perché i problemi non si risolvono, ecco spiegata la ragione: perché ci sono loro, i pescecani, che nei nostri problemi ci sguazzano. E fanno soldi. Molte delle storie che leggerete in queste pagine vi faranno arrabbiare. Molte vi faranno sorridere. Molte vi sembreranno così assurde da non essere vere. Invece è tutto documentato, fino all’ultima virgola. Verrebbe da aggiungere: purtroppo. C’è il professore della Bocconi che vende hotel e palazzi che non ha; c’è il faccendiere pasticcione che si mette in posa con i vip, nascondendo 234 assegni a vuoto. C’è Er Viperetta Massimo Ferrero, di cui si racconta la vera storia. E poi ci sono i banchieri, i signori della corruzione (dall’Expo al Mose), i re degli appalti romani e il rampollo così spudorato da filmarsi mentre consegna la tangente. Questo libro è il racconto incredibile e drammatico di un pezzo di realtà italiana che sta crescendo e forse ci sfugge, ma su cui tutti dovremmo riflettere e intervenire. Non possiamo, infatti, far finta di non vedere che i furbi stanno vincendo la loro storica lotta con i fessi. Che non c’è angolo della nostra meravigliosa Italia in cui, accanto a tante persone perbene, non si rischi di trovare il pescecane di turno. Bisogna imparare a conoscerli per difendersi. A combatterli. Queste pagine sono una specie di vaccino, un antidoto. Una legittima difesa per impedire che i pescecani si mangino tutto. Perché è lecito che ognuno speri di salvarsi facendo il furbo. Ma nessun Paese in mano ai furbi può sperare di salvarsi.