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Le sultane

Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, piccola e astuta mercante in grado di vendere l’acqua santa al diavolo, che nomina incessantemente il suo morto. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della Terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi. Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile: Wilma non sa fare i conti col suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo; Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer; Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi i peccati che riesce ad arraffare. I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole. Ma niente, quella continua a riderle in faccia. Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando improvvisamente l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù. Così, come tre parche potenti che inseguono disperate lo scoccare del loro tempo, nell’ombra filano i destini di chi ha tentato di metter loro i bastoni tra le ruote… Dopo la fortunata trilogia della Guerrera, Marilù Oliva racconta una storia irresistibile di amicizia, solitudini, rivincite e desideri inconfessabili, tra sorrisi amari e atmosfere noir.

(source: Bol.com)

Le straordinarie avventure di Letitia Carberry

Tre intraprendenti zitelle inglesi alle prese con un cadavere: ma perché mai un paziente dell’ospedale della loro città ha deciso d’impiccarsi? E il mistero è reso più fitto dal fatto che l’uomo, che esercitava la professione di medium, sembra al centro di oscuri disegni che hanno a che fare con complicati segreti…

Le storie libro XXXI Adrianopoli

Al sorgere dell’aurora del giorno che nel calendario è segnato con la data del 9 agosto, l’esercito iniziò in tutta fretta la marcia d’avvicinamento dopo aver sistemato le salmerie ed i bagagli nei pressi delle mura di Adrianopoli» L’evento più decisivo, il punto di svolta del tardo Impero Romano, la battaglia di Adrianopoli, è stata studiata per secoli, basandosi sui rarissimi cronisti dell’epoca: Ammiano Marcellino è uno di questi! Vissuto a cavallo di quell’evento come militare al comando di Ursicino, una volta ritiratosi a vita privata a Roma Ammiano decide di continuare la storia dell’Impero Romano dove l’aveva lasciata Tacito. Del suo “”Res Gestae”” ne rimane circa la metà (18 libri su 31).

Le stelle di Lampedusa

Quando Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, vide Anila per la prima volta rimase di sasso. Quella bambina non avrà avuto più di dieci anni. Che cosa ci faceva una creatura così piccola, da sola, in una nave piena di naufraghi disperati? Di solito, ragionò, i bambini di quell’età arrivano qui in Italia accompagnati dai genitori, o da un amico di famiglia o da qualche altro adulto conosciuto lungo il viaggio.

Allo stupore di quel primo istante seguì una certezza: l’arrivo a Lampedusa per Anila non era la fine di un lungo viaggio ma solo una tappa intermedia, un nuovo punto di partenza verso il suo vero obiettivo, trovare la mamma ‘da qualche parte in Europa’ e salvarla. Da tutto. Dalla prostituzione, dal vudù africano che la teneva in scacco, dalla non meno malefica burocrazia occidentale, ma soprattutto dai suoi stessi sensi di colpa.

Pietro Bartolo accetta di accompagnare Anila lungo questo suo nuovo percorso. E, attraverso i suoi occhi neri e profondissimi, si proietta dentro l’interminabile incubo dei tanti migranti bambini che negli anni sono arrivati – da soli – sulle coste italiane: la miseria di Agades, la traversata del deserto, gli orrori delle carceri libiche, il terrore del naufragio nelle acque gelide di un Mediterraneo invernale e ostile.

A metà strada esatta tra un romanzo di formazione e un documentario, queste pagine ci permettono di toccare con mano, di scoprire in prima persona che cosa c’è davvero dall’altra parte dell”allarme immigrazione’, quello che troviamo rilanciato negli slogan più beceri di questo medioevo permanente in cui la politica ci ha catapultati.

Un libro per capire l’importanza di essere testimoni. Perché, alla fine, l’unico pericolo che corre davvero la nostra civiltà davanti al tumultuoso flusso migratorio di quest’epoca è quello dell’incomprensione e della stupidità.

(source: Bol.com)

Le stanze segrete

Un romanzo difficile da leggere, soprattutto all’inizio, che tratta un tema d’attualità. Se il lettore ha pazienza, forse, potrà essere ricompensato.
L’essere umano possiede dentro di sé tutto quello che occorre per determinare il proprio destino. Le zone d’ombra, gli aspetti inquietanti del suo comportamento non sono ancora del tutto chiari, nonostante che gli studiosi della mente umana, nei secoli, abbiano tracciato delle regole, segnato i confini, spiegato i modi e le abitudini delle malattie della mente, delle patologie a cui può andare incontro l’uomo.
Risorse infinite ma anche condizionamenti invisibili: nelle stanze segrete della mente c’è un luogo affascinante in cui risiede ogni cosa: è l’inconscio. Freud, Jung dicono che è la nostra “memoria assoluta”: ogni evento, ogni situazione che vivi, ogni odore che senti viene registrato nella tua mente. Pensieri, idee e comportamenti che hai acquisito e che porti avanti in modo automatico, senza esserne cosciente: non c’è nulla di male, alcuni di questi automatismi sono assolutamente utili. Altri, però, invisibilmente ti stanno condizionando.
Una vicenda attualissima che ha come sfondo i suicidi preceduti da una strage di familiari. Eventi prevedibili, oppure tremendi blackout della mente? Questa è la domanda che si pongono tutti.
Una cosa è certa: nessuno può essere sicuro di poter gestire la sua vita, che nessun episodio o situazione particolare possano costringerlo a rivedere il suo pensiero.
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### Sinossi
Un romanzo difficile da leggere, soprattutto all’inizio, che tratta un tema d’attualità. Se il lettore ha pazienza, forse, potrà essere ricompensato.
L’essere umano possiede dentro di sé tutto quello che occorre per determinare il proprio destino. Le zone d’ombra, gli aspetti inquietanti del suo comportamento non sono ancora del tutto chiari, nonostante che gli studiosi della mente umana, nei secoli, abbiano tracciato delle regole, segnato i confini, spiegato i modi e le abitudini delle malattie della mente, delle patologie a cui può andare incontro l’uomo.
Risorse infinite ma anche condizionamenti invisibili: nelle stanze segrete della mente c’è un luogo affascinante in cui risiede ogni cosa: è l’inconscio. Freud, Jung dicono che è la nostra “memoria assoluta”: ogni evento, ogni situazione che vivi, ogni odore che senti viene registrato nella tua mente. Pensieri, idee e comportamenti che hai acquisito e che porti avanti in modo automatico, senza esserne cosciente: non c’è nulla di male, alcuni di questi automatismi sono assolutamente utili. Altri, però, invisibilmente ti stanno condizionando.
Una vicenda attualissima che ha come sfondo i suicidi preceduti da una strage di familiari. Eventi prevedibili, oppure tremendi blackout della mente? Questa è la domanda che si pongono tutti.
Una cosa è certa: nessuno può essere sicuro di poter gestire la sua vita, che nessun episodio o situazione particolare possano costringerlo a rivedere il suo pensiero.

Le stanze dell’addio

“Io ho ricominciato a lavorare. In altri luoghi scrivo, succhio gamberi, respiro foglie balsamiche, faccio l’amore, ma una parte di me è qui, sempre qui, impigliata a un fil di ferro o a una paura mai vinta, inchiodata per sempre: il puzzo di brodaglia del carrello del vitto, quello pungente dei disinfettanti, il bip del segnalatore del fine-flebo, la porta che si chiude alle mie spalle quando termina l’ora della visita.”
Così si sente chi di noi vive l’esperienza di una perdita incolmabile: impigliato, inchiodato. Dalle pagine di questo libro affiora il volto vivissimo di una giovane donna, Giovanna De Angelis, madre di tre figli e di molti libri, editor di professione, che si ammala e muore. Il suo compagno la cerca, con la speranza irragionevole degli innamorati, attraverso le stanze – dell’ospedale, della casa, dei ricordi – fino a perdersi. Solo un ragazzo non si sottrae alla fratellanza profonda cui ogni dolore ci chiama e come un Caronte buono gli tende una mano verso la vita che continua a scorrere, che ci chiama in avanti, pronta a rinascere sul ciglio dell’assenza.
Yari Selvetella dà voce a un addio che sembra continuamente sfuggire al tentativo di essere pronunciato, come Moby Dick nel fondo del mare, e scrive un kaddish laicissimo eppure pervaso del mistero che ci unisce a coloro che abbiamo amato. Attraverso il labirinto al neon degli ospedali, le stanze chiuse del lutto, il filo tracciato da una penna sul foglio bianco è ancora di salvezza, celebrazione commossa della forza vitale delle parole.
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### Sinossi
“Io ho ricominciato a lavorare. In altri luoghi scrivo, succhio gamberi, respiro foglie balsamiche, faccio l’amore, ma una parte di me è qui, sempre qui, impigliata a un fil di ferro o a una paura mai vinta, inchiodata per sempre: il puzzo di brodaglia del carrello del vitto, quello pungente dei disinfettanti, il bip del segnalatore del fine-flebo, la porta che si chiude alle mie spalle quando termina l’ora della visita.”
Così si sente chi di noi vive l’esperienza di una perdita incolmabile: impigliato, inchiodato. Dalle pagine di questo libro affiora il volto vivissimo di una giovane donna, Giovanna De Angelis, madre di tre figli e di molti libri, editor di professione, che si ammala e muore. Il suo compagno la cerca, con la speranza irragionevole degli innamorati, attraverso le stanze – dell’ospedale, della casa, dei ricordi – fino a perdersi. Solo un ragazzo non si sottrae alla fratellanza profonda cui ogni dolore ci chiama e come un Caronte buono gli tende una mano verso la vita che continua a scorrere, che ci chiama in avanti, pronta a rinascere sul ciglio dell’assenza.
Yari Selvetella dà voce a un addio che sembra continuamente sfuggire al tentativo di essere pronunciato, come Moby Dick nel fondo del mare, e scrive un kaddish laicissimo eppure pervaso del mistero che ci unisce a coloro che abbiamo amato. Attraverso il labirinto al neon degli ospedali, le stanze chiuse del lutto, il filo tracciato da una penna sul foglio bianco è ancora di salvezza, celebrazione commossa della forza vitale delle parole.

Le spiagge di Goa

L’ex colonia portoghese di Goa è una delle mete turistiche più affascinanti dell’India e da sempre rifugio di hippy in cerca di misticismo e di droghe a buon mercato. Ma un nuovo progetto del governo sta per trasformarla in una fonte inesauribile di guadagni illeciti, dei quali il primo beneficiario sarà il ministro Banerjee. Per recuperare prove contro di lui, il questore di Bombay convince George Sansi, che ha lasciato la polizia, a recarsi a Goa in incognito. Non gli ci vorrà molto per rendersi conto che, dietro l’incarico che gli è stato affidato, si nasconde una verità ben più sinistra.

Le spade incantate

Diana Paxson, Mercedes Lackley, Josepha Sherman e altre ventitré autrici, si sono unite per condurre i lettori in fantastici mondi dove una spada può valere più del suo peso in oro, dove Undrago possiede una magia che per lui è più una maledizione che un vantaggio, dove si consumano altre avventure nelle quali un incantesimo mal pronunciato o una freccia fuori bersaglio possono scatenare le forze del male nelle terre della magia.
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Le Sorelle Fatali

Cordelia, la più piccola delle sorelle Andreas, riceve un giorno per posta le seguenti righe: Andiamo, su, a pregare gli dei per nostra madre che è presa dalle doglie.
La lettera reca la firma di James Andreas, genitore di Cordelia e di Rosalinda e Bianca, docente di letteratura inglese al Barnwell College con un chiodo fisso in testa: William Shakespeare, il bardo immortale.
Avvolta dalle tempeste di sabbia dei versi shakespeariani sin da piccola, con un padre bizzarro, dotto e ossessivo che comunica quasi soltanto attraverso la lingua del genio di Stratford- upon-Avon, Cordelia comprende all’istante il contenuto di quelle righe: la madre è così gravemente malata che occorre subito tornare a Barnwell, la ridente cittadina del Midwest americano dove le tre sorelle hanno vissuto i giorni felici dell’infanzia e dell’adolescenza.
Questo è, almeno, quello che Rose, Bean e Cordy, in momenti diversi, decideranno ciascuna per sé: tornare a casa per poi ripartire verso un’altra grande avventura della loro giovane vita.
In realtà, a spingerle a fare immediato ritorno a Barnwell è il loro fallimento, l’assoluta necessità di allontanarsi da un’esistenza sull’orlo del naufragio.
Rose, la primogenita, seria e affidabile ricercatrice di matematica, ha raggiunto l’età adulta rigidamente dedita ai propri doveri di figlia e rabbiosamente giudice delle vite delle sorelle assenti. Ma ora ha di fronte una scelta senza ritorno: seguire lontano da Barnwell l’uomo che la vuole sposare, o rimanere a coltivare una solitaria carriera universitaria nel paese natale.
Bean ha placato per anni la propria insicurezza spendendo denaro e seducendo uomini che non amava. Affascinata dalle attrattive della vita a New York, si è fatta irretire dalla rincorsa alla ricchezza e all’apparenza, e ora fugge dai suoi imperdonabili errori.
Cordy, la piccola, bella e libera preferita di papà, dopo anni trascorsi senza una casa, passando da un falso amore all’altro, è incinta senza un compagno e senza sapere dove mettere radici.
Ritornate a Barnwell, incerte se voler o poter ripartire quanto prima, le tre sorelle si ritrovano a fare i conti con il loro passato e la loro storia presente.
La lunga estate al capezzale della madre le pone, infatti, irrimediabilmente davanti al destino comune che le lega, come le sorelle fatali, le tre streghe del Macbeth, l’opera che ha accompagnato la loro meravigliosa e incomparabile infanzia.
Rosalinda, Bianca e Cordelia sono le sorelle Andreas: sanno tutto di Shakespeare, ma forse poco della vita e dell’amore.
«Non ci sono passi falsi in questo romanzo d’esordio: l’umorismo, la poesia e il realismo che caratterizzano questo delizioso libro non potranno che affascinare gli amanti della buona narrativa contemporanea».
Booklist
«Uno splendido esordio».
Library Journal
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### Sinossi
Cordelia, la più piccola delle sorelle Andreas, riceve un giorno per posta le seguenti righe: Andiamo, su, a pregare gli dei per nostra madre che è presa dalle doglie.
La lettera reca la firma di James Andreas, genitore di Cordelia e di Rosalinda e Bianca, docente di letteratura inglese al Barnwell College con un chiodo fisso in testa: William Shakespeare, il bardo immortale.
Avvolta dalle tempeste di sabbia dei versi shakespeariani sin da piccola, con un padre bizzarro, dotto e ossessivo che comunica quasi soltanto attraverso la lingua del genio di Stratford- upon-Avon, Cordelia comprende all’istante il contenuto di quelle righe: la madre è così gravemente malata che occorre subito tornare a Barnwell, la ridente cittadina del Midwest americano dove le tre sorelle hanno vissuto i giorni felici dell’infanzia e dell’adolescenza.
Questo è, almeno, quello che Rose, Bean e Cordy, in momenti diversi, decideranno ciascuna per sé: tornare a casa per poi ripartire verso un’altra grande avventura della loro giovane vita.
In realtà, a spingerle a fare immediato ritorno a Barnwell è il loro fallimento, l’assoluta necessità di allontanarsi da un’esistenza sull’orlo del naufragio.
Rose, la primogenita, seria e affidabile ricercatrice di matematica, ha raggiunto l’età adulta rigidamente dedita ai propri doveri di figlia e rabbiosamente giudice delle vite delle sorelle assenti. Ma ora ha di fronte una scelta senza ritorno: seguire lontano da Barnwell l’uomo che la vuole sposare, o rimanere a coltivare una solitaria carriera universitaria nel paese natale.
Bean ha placato per anni la propria insicurezza spendendo denaro e seducendo uomini che non amava. Affascinata dalle attrattive della vita a New York, si è fatta irretire dalla rincorsa alla ricchezza e all’apparenza, e ora fugge dai suoi imperdonabili errori.
Cordy, la piccola, bella e libera preferita di papà, dopo anni trascorsi senza una casa, passando da un falso amore all’altro, è incinta senza un compagno e senza sapere dove mettere radici.
Ritornate a Barnwell, incerte se voler o poter ripartire quanto prima, le tre sorelle si ritrovano a fare i conti con il loro passato e la loro storia presente.
La lunga estate al capezzale della madre le pone, infatti, irrimediabilmente davanti al destino comune che le lega, come le sorelle fatali, le tre streghe del Macbeth, l’opera che ha accompagnato la loro meravigliosa e incomparabile infanzia.
Rosalinda, Bianca e Cordelia sono le sorelle Andreas: sanno tutto di Shakespeare, ma forse poco della vita e dell’amore.
«Non ci sono passi falsi in questo romanzo d’esordio: l’umorismo, la poesia e il realismo che caratterizzano questo delizioso libro non potranno che affascinare gli amanti della buona narrativa contemporanea».
Booklist
«Uno splendido esordio».
Library Journal

Le signorine omicidi

MIGNON G. EBERHART, Divorzio provvisorio L’infermiera Sarah Keate e la collega Drue sono state richieste in una lontana magione per assistere un paziente ferito da un colpo di pistola. Poi un uomo viene ucciso e i sospetti puntano su Drue, che non gli era estranea. Toccherà a Sarah cercare di discolparla e smascherare l’assassino, addentrandosi nei velenosi segreti di una famiglia.
JAMES YAFFE, Mammina e il suo creatore
Dave, investigatore dell’ufficio del pubblico difensore di Mesa Grande, segue il caso di un cliente accusato dell’omicidio di un reverendo. Caso complicato daN’enigmatico messaggio lasciato dalla vittima in punto di morte. Per fortuna c’è la cara e insostituibile mammina a dargli una mano nelle indagini, dispensando saggi consigli e scaltre intuizioni.
AGATHA CHRISTIE, Diritto d’asilo
La moglie del parroco trova nella chiesa di Chipping Cleghorn un uomo in fin di vita. Dalle labbra del morente coglie un’ultima parola: “asilo”. Non credendo alle apparenze di un suicidio, decide di chiedere aiuto a qualcuno. A una dolce e acutissima vecchietta che di nome fa Miss Marple.

Le sette leggi spirituali del successo

In questo breve e incisivo saggio Deepak Chopra ci mostra come raggiungere felicità e successo vivendo in armonia con i sette principi naturali che regolano l’universo. Secondo Chopra, infatti, il successo non si esaurisce nella componente materiale della nostra esistenza. Al contrario, occorre trovare una via alternativa all’ambizione e all’iper-lavoro per raggiungere l’armonia e l’appagamento alla base del benessere psicofisico. Un testo illuminante, completato da alcuni esercizi pratici, che ci aiuterà ad applicare nella quotidianità gli insegnamenti del maestro, grazie a un percorso facile ed equilibrato.

Le sabbie del tempo

Vittime della feroce vendetta di uno spietato colonnello in lotta contro gli indipendentisti baschi, quattro suore di clausura sono costrette a lasciare le mura protettive del convento. Ognuna di loro ha una storia, un segreto da nascondere, un pericolo da affrontare. In fuga attraverso la Spagna, terra di sangue e passione, scopriranno il prezzo dell’innocenza e della speranza. Impareranno a sopravvivere in un mondo ostile, fino a quando ciascuna di loro troverà il proprio destino. E scoprirà la propria verità.
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Le rivoluzioni del libro. L’invenzione della stampa e la nascita dell’età moderna

In questo studio l’autrice fissa la sua attenzione sulle tre grandi rivoluzioni che fra XV e XVII secolo hanno dato forma all’età moderna: il Rinascimento, la Riforma protestante e la Rivoluzione scientifica. Ognuna di queste si dimostra influenzata nel profondo dall’invenzione della tipografia, nel senso che la diffusione dei libri resa possibile dalla scoperta di Gutenberg sta nel cuore stesso di queste tre rivoluzioni: la riscoperta e la diffusione degli autori antichi, base del Rinascimento, presuppone l’esistenza della tipografia; senza l’effetto moltiplicatore della stampa, che disseminò 300.000 copie delle opere di Lutero e infinite edizioni tradotte della Bibbia, la rottura della Cristianità operata dalla Riforma sarebbe stata impensabile.
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