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Educazione al piacere (I Romanzi Extra Passion)

Lysandra Keates è nei guai: suo padre è morto lasciando la famiglia sul lastrico, la madre è malata e le possibilità di trovare un lavoro rispettabile sono nulle. La disperazione la spinge a rivolgersi a Vivien Manning, famosa cortigiana che gestisce un giro di mantenute e protettori altolocati. Il problema è che Lysandra non ha alcuna esperienza a letto, dettaglio non trascurabile che induce Vivien a trovarle un insegnante d’eccezione, l’affascinante visconte Andrew Callis. Ex libertino e vedovo, Andrew non tocca una donna da anni, ma non appena vede Lysandra in lui si accende di nuovo, incontenibile, un ben noto desiderio. E quando le lezioni andranno oltre il lato sensuale, tutto si complicherà…

(source: Bol.com)

L’editore ideale. Frammenti autobiografici con iconografia

“Penso a un editore come a un creatore. Creatore dal nulla se egli è riuscito a dominare il problema fondamentale di qualunque industria: il giro di affari che garantisce la moltiplicazione infinita di una sia pur piccola quantità di circolante.” A oltre novant’anni dalla morte, il pensiero del torinese Piero Gobetti appare tutt’oggi di attualità disarmante: uomo morale, pragmatico e a tratti cinico, Gobetti ci offre un esaustivo affresco del lavoro dell’editore nei primi anni del ‘900, identificando nella mancanza di figure editoriali adeguate la causa scatenante della crisi dell’editoria in Italia. In questa raccolta di riflessioni e scorci sulla sua (seppur breve) vita, il giornalista torinese sottolinea la necessità di colmare il gap che allontana l’industria editoriale italiana da quella degli altri Paesi civili, sostituendo a editori sempre più simili a “tipografi o librai” individui dotati di una propria identità, non disposti a cedere a squallidi compromessi in nome del guadagno ma, soprattutto, consapevoli delle proprie responsabilità verso il pubblico.
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Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale

I consumatori vivono oggi in un mondo virtuale idilliaco costruito dai media. Intrappolati in una fitta ragnatela di chimere economiche e politiche, i cittadini ne sono spesso (e inconsapevolmente) parte integrante. Ma la realtà economica globale è un pianeta che muta con sconcertante intensità e rapidità. A gestirlo è l’economia canaglia, una forza indomabile in mano a nuove generazioni di spregiudicati uomini d’affari, imprenditori e finanzieri. I cittadini alimentano un subdolo meccanismo che li danneggia. Ma tutto ciò è già successo. Attraverso esempi concreti, Loretta Napoleoni descrive l’avvento e la diffusione dell’economia canaglia, invitandoci ad aprire gli occhi e a conoscere veramente il mondo in cui viviamo: dalla caduta del Muro di Berlino, attraverso gli anni novanta, la rivoluzione cibernetica, il diffondersi della pirateria fino alla tragedia delle Torri Gemelle e alla costruzione dell’impero economico cinese e di quello finanziario islamico.
(source: Bol.com)

L’eco lontana delle onde del nord

Dopo la dolorosa separazione dal marito, che ormai rifiuta persino di vedere la figlia, Annabel cerca di ricominciare trasferendosi sull’isola di Rügen, nel Mar Baltico, con le sue bianche scogliere di gesso e le lunghe spiagge incontaminate. In una magnifica casa sulla costa, circondata da un giardino fiorito, sente finalmente di poter ritrovare la serenità. Finché un giorno, nel porto, scorge una vecchia barca abbandonata, con una scritta sbiadita sulla prua: “Rosa delle tempeste”. Un nome che suscita in lei un’attrazione immediata e irresistibile. Accarezzando il sogno di comprarla per restaurarla e trasformarla in un caffè sull’acqua, si imbatte nell’affascinante Christian Merten, anche lui interessato alla barca per ragioni piuttosto oscure. Spinta da una curiosità sempre più forte, Annabel scopre nella stiva una vecchia lettera ingiallita: il messaggio di una donna che, trent’anni prima, proprio su quella barca aveva tentato di fuggire dalla Germania Est. Ma non è l’unico segreto nascosto nella “Rosa delle tempeste”: Annabel non sa ancora che sta per riportare alla luce una storia che potrebbe cambiare per sempre il suo futuro… Un romanzo appassionante sulla forza del destino e dell’amore. Lo stile inconfondibile di una delle voci più amate della narrativa femminile.
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### Sinossi
Dopo la dolorosa separazione dal marito, che ormai rifiuta persino di vedere la figlia, Annabel cerca di ricominciare trasferendosi sull’isola di Rügen, nel Mar Baltico, con le sue bianche scogliere di gesso e le lunghe spiagge incontaminate. In una magnifica casa sulla costa, circondata da un giardino fiorito, sente finalmente di poter ritrovare la serenità. Finché un giorno, nel porto, scorge una vecchia barca abbandonata, con una scritta sbiadita sulla prua: “Rosa delle tempeste”. Un nome che suscita in lei un’attrazione immediata e irresistibile. Accarezzando il sogno di comprarla per restaurarla e trasformarla in un caffè sull’acqua, si imbatte nell’affascinante Christian Merten, anche lui interessato alla barca per ragioni piuttosto oscure. Spinta da una curiosità sempre più forte, Annabel scopre nella stiva una vecchia lettera ingiallita: il messaggio di una donna che, trent’anni prima, proprio su quella barca aveva tentato di fuggire dalla Germania Est. Ma non è l’unico segreto nascosto nella “Rosa delle tempeste”: Annabel non sa ancora che sta per riportare alla luce una storia che potrebbe cambiare per sempre il suo futuro… Un romanzo appassionante sulla forza del destino e dell’amore. Lo stile inconfondibile di una delle voci più amate della narrativa femminile.

L’eco delle città vuote

Janie ha lasciato la Cambogia a undici anni. In Canada, ad attenderla, c’è il suo futuro: l’adolescenza con la madre adottiva, gli studi di Elettrofisiologia, e poi l’incontro con Navin, il marito, e la nascita di Kiri. I genitori e Sopham, il fratello minore, li ha seppelliti insieme alla sua vecchia identità, la bambina che i khmer rossi chiamavano Mei. E con loro Phnom Penh, «la città alla confluenza dei fiumi» con i suoi templi luccicanti, una città vuota dopo il 17 aprile 1975, congelata nel tempo dall’assenza di vita; i campi di lavoro, dove l’Angkar li aveva confinati privandoli anche dell’identità; l’interminabile traversata via mare verso la Malesia e l’istante fatale in cui la sua mano ha lasciato quella di Sopham, per sempre. Ma le innumerevoli anime che un uomo si porta dentro, il «pralung», talvolta possono rientrare da una finestra aperta, possono essere restituite al legittimo proprietario, e quando Hiroji – il collega, l’amico – le chiede di aiutarlo a ritrovare James, il fratello scomparso in Indocina mentre infuriava la guerra, per Janie arriva il momento di riappropriarsi di una parte di sé. La Cambogia – terra di una bellezza violenta, amara – è il punto di partenza e di arrivo, il crocevia dove vanno a confluire i destini dei protagonisti in un viaggio a ritroso nella memoria, personale o collettiva.
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### Sinossi
Janie ha lasciato la Cambogia a undici anni. In Canada, ad attenderla, c’è il suo futuro: l’adolescenza con la madre adottiva, gli studi di Elettrofisiologia, e poi l’incontro con Navin, il marito, e la nascita di Kiri. I genitori e Sopham, il fratello minore, li ha seppelliti insieme alla sua vecchia identità, la bambina che i khmer rossi chiamavano Mei. E con loro Phnom Penh, «la città alla confluenza dei fiumi» con i suoi templi luccicanti, una città vuota dopo il 17 aprile 1975, congelata nel tempo dall’assenza di vita; i campi di lavoro, dove l’Angkar li aveva confinati privandoli anche dell’identità; l’interminabile traversata via mare verso la Malesia e l’istante fatale in cui la sua mano ha lasciato quella di Sopham, per sempre. Ma le innumerevoli anime che un uomo si porta dentro, il «pralung», talvolta possono rientrare da una finestra aperta, possono essere restituite al legittimo proprietario, e quando Hiroji – il collega, l’amico – le chiede di aiutarlo a ritrovare James, il fratello scomparso in Indocina mentre infuriava la guerra, per Janie arriva il momento di riappropriarsi di una parte di sé. La Cambogia – terra di una bellezza violenta, amara – è il punto di partenza e di arrivo, il crocevia dove vanno a confluire i destini dei protagonisti in un viaggio a ritroso nella memoria, personale o collettiva.

Gli ebrei questi sconosciuti. Le parole per saperne di più

In cosa consiste lo shabbat, il sabato ebraico? Cosa significa cibo kasher (o kosher)? Quali sono le funzioni del rabbino? Perché gli ebrei praticano la circoncisione? Quali sono i testi fondamentali della tradizione ebraica? Sono molti gli interrogativi che sorgono quando si parla degli ebrei, un popolo che per duemila anni ha vissuto in mezzo agli altri, pur mantenendo strenuamente la propria identità e le proprie tradizioni, i propri usi e costumi. A questi interrogativi vogliono rispondere i diversi percorsi di questo libro, inteso proprio come breviario di notizie e dati essenziali per comprendere la realtà ebraica di oggi e di sempre, in Italia e nel resto del mondo.
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Gli ebrei e le parole

“Non è questione di sassi, tribù, cromosomi. Per dare corpo al continuum ebraico basta essere dei lettori” Perché le parole sono così importanti per così tanti ebrei? Il romanziere Amos Oz e la storica Fania Oz-Salzberger si avventurano lungo le varie epoche della storia ebraica per spiegare la fondamentale relazione che esiste tra gli ebrei e le parole. Mescolando narrazione e studio, conversazione e argomentazione, padre e figlia raccontano le storie che stanno dietro ai nomi, alle dispute, ai testi, alle barzellette, ai proverbi più duraturi dell’ebraismo. Secondo loro, queste parole compongono la catena che lega Abramo agli ebrei di tutte le successive generazioni. Usando come cornice per la discussione questioni quali la continuità, le donne, l’atemporalità, l’individualismo, i due Oz riescono con maestria a entrare in contatto con personalità ebraiche di ogni tempo, dall’anonimo, forse femminile, autore del Cantico dei Cantici, passando per oscuri talmudisti, fino agli scrittori contemporanei. Suggeriscono che la continuità ebraica, persino l’unicità ebraica, non dipenda tanto da alcuni luoghi essenziali, monumenti, personalità eroiche o rituali, quanto piuttosto dalle parole scritte e da un confronto che si perpetua tra le generazioni. Ricco com’è di cultura, poesia e umorismo, questo libro è uno straordinario viaggio tra le parole che sono al centro della civiltà ebraica e porge la mano al lettore, qualsiasi lettore, perché si unisca alla conversazione.
(source: Bol.com)

Gli ebrei che sfidarono Hitler

Nessuno a Brooklyn si sarebbe mai immaginato che i tranquilli signori Bielski fossero degli eroi. Ora questo libro squarcia il velo sulla loro eccezionale impresa. Determinazione, intelligenza e disciplina sono le armi che hanno fatto di Tuvia Bielski e dei suoi fratelli le anime di un’imponente operazione di salvataggio di ebrei, realizzata dagli ebrei stessi, durante la seconda guerra mondiale. Rifugiatisi nelle foreste della Bielorussia, organizzarono un’unità partigiana con un obiettivo: salvare più persone possibile. Così l’unità Bielski accolse non solo giovani combattenti o abili sabotatori, ma anche donne, vecchi e bambini, diventando l’ultima speranza di gente disperata.

Ebraismo e modernità

I saggi tradotti in questo volume discutono, nel quadro di un’ampia riflessione sul significato dell’agire politico, alcune delle questioni più controverse del nostro tempo: l’autonomia della cultura ebraica nel mondo moderno, il problema dell’esilio, la fondazione dello Stato di Israele, la possibilità della pace in Medio Oriente.
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È tutta vita

Stavano così bene insieme, cosa è successo alla loro vita? Cosa è successo ai due chiusi in una camera d’albergo con il cartello ”non disturbare” sulla porta? Dove sono finite la passione, la complicità? Il nuovo libro di Fabio Volo è un’immersione nella vita quotidiana di una coppia, nell’evoluzione di un amore. Racconta la crisi che si scatena alla nascita di un figlio e, ancora di più, racconta di quando qualcosa rompe l’incantesimo tra due innamorati. E suggerisce, lascia intravedere una risposta, una via d’uscita. È come se i protagonisti dei suoi romanzi più amati, Il giorno in più o Il tempo che vorrei, si ritrovassero ad affrontare quello che viene dopo l’innamoramento, la responsabilità e la complessità dello stare insieme per davvero. Ancora una volta Volo sorprende per la capacità di fotografare e dare un nome ai sentimenti, perfino quelli meno nobili e non per questo meno comuni. È tutta vita è un romanzo diretto, sincero, spudorato. Leggendolo capita di ridere e commuoversi, come quando qualcosa ci riguarda da vicino.

(source: Bol.com)

E tu splendi

E quando le cose ti chiamano, ti chiamano. Quando sono lì, sono lì per noi. Non importa se ci sono state per un secondo o da sempre. Arigliana, “cinquanta case di pietra e duecento abitanti”, è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza. Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre – sono rimasti senza la mamma –, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? è l’irruzione dell’altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni. Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore. Attraverso questa voce irriverente, scanzonata eppure saggia, Catozzella scrive un romanzo potente e felice, di ombre e di luce, tragico e divertente, semplice come le cose davvero profonde.

(source: Bol.com)

È solo una storia d’amore

Dall’autrice del bestseller Ti prego lasciati odiare Numero 1 in classifica Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no? Il nuovo scoppiettante e romanticissimo romanzo di Anna Premoli Un’autrice da mezzo milione di copie Vincitrice del Premio Bancarella «Anna Premoli è capace di tuffare il genere del rosa nazionale in suggestioni internazionali e ben piantate nello spirito del nostro tempo.» la Repubblica «Anna Premoli è uno spot vivente del self-publishing: dal web al Premio Bancarella con il suo romanzo d’esordio.» Vanity Fair «Il primo vero caso italiano di self-publishing fortunato.» La Stampa Anna PremoliNata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica, con i diritti cinematografici opzionati dalla Colorado Film, ha vinto il Premio Bancarella ed è stato tradotto in diversi Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi, L’amore non è mai una cosa semplice e L’importanza di chiamarti amore.
(source: Bol.com)

E se poi mi innamoro, pazienza

Carlotta vive a Venezia, ha quasi trent’anni, molti pregi: è ironica, creativa, affettuosa. E un unico grande difetto: è afflitta da pigrizia cronica. Lei non è che odi il lunedì, odia tutti i giorni della settimana, se sono lavorativi. Il suo sogno – nonché buon proposito per l’anno nuovo – è quello di smettere di lavorare. Certo avrebbe un sacco di tempo libero, ma lo impiegherebbe in modo costruttivo leggendo, iscrivendosi a un corso di pittura, organizzando cenette per gli amici e, perché no, facendo la fidanzata. Questa probabilmente sarebbe la sua maggiore occupazione. Anche perché, in un paese come l’Italia, affidarsi ai sussidi sarebbe quantomeno incauto e non essendo una figlia di papà avrebbe bisogno di qualcuno che si occupi di lei, non solo in senso metaforico. Così, quando, durante la notte di Capodanno, sotto il vischio, esprime il desiderio di trovare il suo principe azzurro (in alternativa a una vincita all’Enalotto) e aprendo gli occhi vede Felix – bello sguardo, bel sorriso, forse un po’ troppo sportivo, ma nessuno è perfetto – pensa di aver risolto tutti i suoi problemi. Forse però questa rigorosissima organizzazione dei sogni non tiene conto di un piccolo particolare: l’amore, quello vero, se ne infischia dei buoni propositi e fa sempre e inevitabilmente di testa propria.
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E se fosse lui quello giusto?

La geniale professoressa di Fisica Jane Darlington passa il suo trentaquattresimo compleanno in lacrime. Vorrebbe un figlio, ma non un marito; da sempre infatti la sua grande intelligenza spaventa gli uomini e trovare un candidato adatto al compito non è semplice. Cal Bonner, leggendario seduttore e giocatore di football dei Chicago Stars, non particolarmente acuto, le sembra la scelta perfetta. Jane allora entra in azione, ma rimarrà molto sorpresa: il generoso Cal non assomiglia per nulla all’individuo superficiale che si aspettava, e soprattutto non è affatto disposto a farsi usare e poi scaricare. Come potrà un determinato campione di football interferire nella vita e nei piani di una professoressa un po’ speciale che non si è mai, ma proprio mai, innamorata? Con un sacco di onestà, comprensione e molto, molto umorismo…

È pronto!

Sempre occupati a districarci tra mille impegni – casa, famiglia, lavoro, imprevisti – quante volte abbiamo cenato a base di pasta in bianco e tonno in scatola perché non avevamo proprio il tempo per preparare niente di meglio? Quante volte, stanchi di questi menù deprimenti, avremmo voluto lanciare un SOS che arrivasse alle orecchie giuste, a un ideale “pronto soccorso cena” che facesse comparire in tavola pranzi degni di questo nome, sani e gustosi nel tempo di uno schiocco di dita? Finalmente il segnale di allarme è arrivato a destinazione: Benedetta Parodi ha inventato per noi le perfette ricette “salvacena”, ovvero quelle che in 15 minuti ci permettono di preparare piatti semplici ma buonissimi e – perché no – anche di grande effetto! Ma Benedetta ha pensato anche a chi di tempo ne ha un po’ di più e ha dato vita a un manuale di facilissima consultazione che va incontro a ogni esigenza, organizzato in modo che sia sempre comodo trovare ciò che si cerca. Gli antipasti, i primi, i secondi e i dolci sono ordinati per tempo di realizzazione: da quelli che si preparano in un quarto d’ora, ai piatti da 30 minuti, fino a quelli un po’ più elaborati da fare quando si ha più di mezz’ora a disposizione. E grazie ai ricchissimi indici degli ingredienti, delle portate e dei tempi di preparazione ci vorrà un attimo per trovare la ricetta che fa al caso nostro. E Benedetta non si è fermata qui: per la prima volta, infatti, TUTTE le ricette sono illustrate da fotografie scattate da lei in persona, per rendere immediata la verifica del risultato raggiunto. Ma solo di quello estetico: per quanto riguarda il gusto, Benedetta è una garanzia! Allora, che aspettate: È PRONTO!
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Sempre occupati a districarci tra mille impegni – casa, famiglia, lavoro, imprevisti – quante volte abbiamo cenato a base di pasta in bianco e tonno in scatola perché non avevamo proprio il tempo per preparare niente di meglio? Quante volte, stanchi di questi menù deprimenti, avremmo voluto lanciare un SOS che arrivasse alle orecchie giuste, a un ideale “pronto soccorso cena” che facesse comparire in tavola pranzi degni di questo nome, sani e gustosi nel tempo di uno schiocco di dita? Finalmente il segnale di allarme è arrivato a destinazione: Benedetta Parodi ha inventato per noi le perfette ricette “salvacena”, ovvero quelle che in 15 minuti ci permettono di preparare piatti semplici ma buonissimi e – perché no – anche di grande effetto! Ma Benedetta ha pensato anche a chi di tempo ne ha un po’ di più e ha dato vita a un manuale di facilissima consultazione che va incontro a ogni esigenza, organizzato in modo che sia sempre comodo trovare ciò che si cerca. Gli antipasti, i primi, i secondi e i dolci sono ordinati per tempo di realizzazione: da quelli che si preparano in un quarto d’ora, ai piatti da 30 minuti, fino a quelli un po’ più elaborati da fare quando si ha più di mezz’ora a disposizione. E grazie ai ricchissimi indici degli ingredienti, delle portate e dei tempi di preparazione ci vorrà un attimo per trovare la ricetta che fa al caso nostro. E Benedetta non si è fermata qui: per la prima volta, infatti, TUTTE le ricette sono illustrate da fotografie scattate da lei in persona, per rendere immediata la verifica del risultato raggiunto. Ma solo di quello estetico: per quanto riguarda il gusto, Benedetta è una garanzia! Allora, che aspettate: È PRONTO!