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L’Isola Dei Senza Memoria

L’isola dei senza memoria by Yoko Ogawa
In un tempo non precisato, su un’isola senza nome l’intera popolazione progressivamente smette di ricordare. Come per un’inspiegabile epidemia della memoria, sparisce l’idea di qualcosa, quindi sparisce la cosa stessa. Un giorno dopo l’altro, l’epidemia colpisce tutto e tutti. Nottetempo un guizzo inatteso, e gli uccelli è come se non esistessero più: cancellati dalla mente, vibrano nell’aria come meteore senza senso. Che cos’erano le fotografie e i francobolli, cosa i frutti del bosco e le caramelle? Che cos’era il suono del carillon, cosa il profumo delle rose? Dimenticati, i fiori vengono gettati nel fiume, per sbarazzarsi di ciò che è inutile oramai. Gli abitanti dell’isola non ricordano più i traghetti, non sanno più andarsene. Gli abitanti dell’isola non ricordano più la funzione di gambe e braccia, non sanno più muoversi. Gli abitanti dell’isola bruciano i libri su un rogo per disfarsi di quegli oggetti di carta che nessuno è in grado di usare. La Polizia Segreta vigila sull’oblio collettivo, perseguitando chi, per cause misteriose, non riesce a dimenticare. Vigila e perseguita chi dei libri vorrebbe ancora servirsi, come un’autrice e il suo editore, impegnati a difendere la memoria attraverso la narrazione scritta, ultimo baluardo contro la cancellazione della coscienza. Nell’Isola dei senza memoria di Yoko Ogawa la dimenticanza si fa regime totalitario, sistema di sorveglianza, come nelle migliori distopie e nelle peggiori deviazioni del reale. Una fiaba allegorica e oscura, terribilmente vera, sul potere della memoria e la devastazione generata dalla sua perdita, che equivale alla perdita dell’umanità; sulla speranza della letteratura come ultima traccia del nostro labile passaggio sulla Terra. Yoko Ogawa scrive così il surreale libro nero di un mondo in cui il divenire è svuotamento e la vita persecuzione; in cui alienazione e separazione dal senso sono le uniche costanti nel buio grottesco della natura umana.

L’isola dei senza colore-L’isola delle cicadine

Due viaggi in Micronesia dischiudono a Sacks una prospettiva sconfinata di orrori, meraviglie e misteri: la cecità cromatica completa ed ereditaria che si manifesta a Pingelap e Pohnpei, in una terra che è un tripudio di colori; il devastante e inspiegato “lytico-bodig” che colpisce con una paralisi progressiva solo certi abitanti dell’isola di Guam e solo quelli nati in determinati anni. Sacks racconta questi suoi viaggi passo per passo, o meglio salto per salto dei minuscoli aerei che lo trasportano come cavallette da un’isola all’altra. Un racconto che, con partecipazione profonda e magistrale arte narrativa, mette di fronte il lettore all’indecifrato rapporto fra la mente e la natura che ci circonda e di cui siamo fatti.
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L’Isola Dei Bambini Rapiti

L’isola dei bambini rapiti by Frida Nilsson
Siri e Miki sono due sorelle molto affiatate che abitano su un’isoletta insieme al papà, un vecchio pescatore rimasto vedovo alla nascita di Miki. Un giorno Miki viene rapita dal temutissimo pirata Testabianca. Corre voce che Testabianca lasci ai suoi uomini tutto il bottino e che per sé tenga soltanto una cosa: i bambini che fa rapire. Li vuole piccoli e magrolini, perché devono poter entrare nei cunicoli della miniera dove li costringe a lavorare come schiavi. Il padre, benché molto anziano, decide d’imbarcarsi sulla prima nave in partenza. Siri lo segue di nascosto, facendosi assumere sulla “Stella Polare” come pelapatate. Sulla nave, Siri stringe amicizia con il marinaio Fredrik, che la difende dal resto della ciurma, perché anche la sua sorellina Hanna è stata rapita da Testabianca. Abbandonata dal capitano sull’Isola dei Lupi, Siri affronta mille peripezie, incontra nuovi amici e nemici, e attraversa molte volte il mare prima di raggiungere finalmente l’isola di Testabianca, dove però lei e l’amico Fredrik vengono catturati dai pirati. Siri è destinata alla miniera, mentre Fredrik resta prigioniero, con tre giorni di tempo per scegliere se diventare un pirata anche lui, oppure essere fucilato. Siri ha tre giorni per liberare se stessa, Miki, Fredrik e anche Hanna… Un romanzo pieno di tenerezza e suspense, scritto con intelligenza e maestria, che unisce il sapore classico dell’avventura pura a temi più profondi, come il coraggio di conservare l’umanità anche in contesti di conflitto e crudeltà.

L’isola degli idealisti

Sull’isola della Ginestra, un piccolo scoglio verde al centro di un lago, la villa della famiglia Reffi è il rifugio sicuro per il vecchio Antonio, medico otorino dall’ironia affilata, e i suoi due figli. Carla, la maggiore, si dedica alla scrittura tra le frecciatine del genitore. Celestino, il fratello minore, è diventato medico per esaudire le preghiere del padre ma preferisce rivolgere il suo intuito alla matematica. Con i cugini spiantati Vittorio e Jole e le due domestiche, gli abitanti del Ginestrin sono al completo. La vita sull’isola scorre tranquilla fino a quando sulle sue rive non approdano due ladri d’albergo in fuga dalla polizia: Guido, giocatore d’azzardo con la passione per la pittura e Beatrice, bella, sfacciata e fatale. L’arrivo dei due latitanti e le loro rivelazioni incrinano il mondo perfetto dei Reffi, che si ritrovano l’uno contro l’altro di fronte a un dubbio morale: denunciare i due ospiti o dare loro una possibilità di riscatto? È l’inizio di un vortice di tensione che sconvolge la quiete dell’isola e gli animi dei suoi abitanti, che tra amori impossibili, fughe, bugie e invidie dovranno fare i conti con la loro più vera natura. Un libro perduto durante la Seconda guerra mondiale e ritrovato nell’archivio di famiglia, un romanzo inedito nello stile del migliore Scerbanenco: tagliente, ironico, sensuale. Il ritorno del maestro del noir all’italiana.

(source: Bol.com)

L’isola degli amori segreti

L’isola degli amori segreti by Livia Ottomani
Elafonissos, l’isola più bella e selvaggia della Grecia: è la meta di Diego, che lascia per un po’ il suo bel condominio alla Garbatella, per andare a lavorare come fotografo di scena sul set di un film che si girerà proprio in quella perla del Mediterraneo. Diego è entusiasta, è l’occasione che aspettava. Quello che non si sarebbe invece mai atteso è un incontro capace di sconvolgergli la vita. Lei si chiama Zoe e la sua bellezza riluce come quella di una dea. Occhi neri, profondi, una massa di capelli scuri che ricadono su spalle flessuose. Diego ne è incantato. Ma le riprese di un film non durano in eterno, e dopo l’ultimo ciak lo attende un volo per Roma. Che ne sarà di lui e Zoe?
**Livia Ottomani**
È un collettivo di autori che si sono incontrati cinque anni fa a un corso di scrittura e poi, non potendo più fare a meno della reciproca compagnia, hanno deciso di scrivere un romanzo che li legasse per sempre.

L’isola dai mille profumi

Su un isola incantata del mare di Giava vive Ryk l’olandese, gigante solitario dalla faccia da corsaro e dal cuore ferito. A condividere la sua cupa solitudine, giunge Shirley, l’europea dallo sguardo limpido e dolce, che porta a sua volta una ferita dentro di sé. Nell’esasperazione dei sentimenti e della natura stupenda ma inquietante, la coraggiosa Shirley dovrà affrontare l’ostilità della malvagia Mei e le insidie della notte equatoriale, carica di mille profumi e di rumori furtivi. Riuscirà a vincere l’una e le altre? A strappare il biondo e malinconico Ryk ai fantasmi del passato?

Isis. Lo stato del terrore

Le decapitazioni dei prigionieri. La pulizia etnico-religiosa nelle zone occupate dell’Iraq. La proclamazione di un Califfato. Queste sono le cose che i media hanno cominciato a raccontarci nell’estate 2014 sull’Isis, i pochi frammenti di un mosaico nuovo e terribile, a cui il mondo non era pronto. Queste milizie hanno conquistato un territorio più vasto del Texas nel cuore del Medio Oriente, hanno dissolto i confini dettati dal colonialismo occidentale un secolo fa, hanno costretto gli Usa a tornare a bombardare l’Iraq. Ma chi sono, da dove vengono, come hanno fatto a diventare così potenti, e fin dove possono arrivare? In questo libro Loretta Napoleoni, uno dei massimi esperti di terrorismo internazionale, offre al grande pubblico il ritratto dell’Isis, il cui stesso nome è mutato molte volte, a seconda delle diverse condizioni sul campo e nel sistema mediatico. Perché, scrive Napoleoni, “quel che distingue questa organizzazione da ogni altro gruppo armato che l’ha preceduta e quel che ne spiega l’enorme successo sono la sua modernità e il suo pragmatismo”. Questa nuova minaccia punta a un ambiziosissimo obiettivo: far nascere dalle ceneri dei conflitti mediorientali non un gruppo terroristico, ma un vero e proprio stato, con un suo territorio, una sua economia e un’enorme forza di attrazione per i musulmani fondamentalisti di tutto il mondo.
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L’Isis non è morto. Ha solo cambiato pelle

Comprendere il fenomeno dell’Isis e capire quanto sia pericoloso per l’Italia e per l’Occidente non è mai stato facile. Non lo era già nel 2014 quando, con un’avanzata travolgente in Iraq e in Siria, sconvolgeva il mondo, apparendo come un mostro spaventoso. Non lo è nemmeno oggi dopo la caduta di Raqqa – la capitale dello Stato islamico – e delle altre rocca-forti, avvenuta a fine 2017. Come se quel mostro spaventoso fosse stato un grande bluff. Studioso di terrorismo alla LUISS di Roma e al MIT di Boston, Alessandro Orsini analizza rigorosamente la situazione attuale, aiutandoci a sfatare l’immagine distorta dell’Isis che spesso ci hanno offerto i media, ora ingigantendone la potenza ora banalizzandone i reali moventi e obiettivi, la preparazione bellica e gli strumenti militari a disposizione. Partiamo da un fatto: secondo Orsini, nonostante lo Stato islamico sia crollato, l’Isis continua ancora oggi a rappresentare un pericolo per le città in Occidente. Ed è un pericolo che ha assunto diversi, nuovi, imprevedibili volti che Orsini ci illustra per cercare di prevederne i futuri movimenti: dai lupi solitari, come l’autore della strage di Nizza, alle cellule autonome più o meno addestrate, come quella che ha colpito a Barcellona e che per fortuna era molto impreparata. Al tempo stesso Orsini ci illumina sui rapporti tra Isis e al-Qaeda, la cui evoluzione influenzerà il terrorismo in Occidente. Questo libro offre un’analisi originale e, coniugando un approccio scientifico e un’esposizione chiara a tutti, si pone come uno strumento per leggere uno dei fenomeni più complessi e inquietanti del nostro tempo.
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Isabella per sempre

Andrea Castigli è un potente nobile vicino ai Gonzaga, signori di Mantova. Uomo affascinante e dal carattere molto forte, niente lo può fermare se vuole qualcosa. Nemmeno quando i suoi occhi bramosi si posano su di lei, una piccola aristocratica decaduta, dai capelli fulvi e dagli occhi come gemme di acqua marina. Abbandonata senza mezzi in una locanda di infimo ordine, quella donna accetterebbe l’offerta del bel barone che vuole scortarla fino a Mantova, perché direbbe di sì a tutto ciò che lui le volesse proporre. Se solo potesse…

Isabella e Lucrezia, le due cognate

Questa doppia biografia tratteggia le vite di due delle più famose protagoniste del Rinascimento italiano, Isabella d’Este marchesa di Mantova e Lucrezia Borgia duchessa di Ferrara, che divengono cognate in virtù del terzo matrimonio di Lucrezia con Alfonso d’Este. Erede di una grande dinastia, sottile stratega capace di vincere le più difficili partite dello scacchiere italiano, mecenate e collezionista, Isabella incarna il prototipo della donna politica cerebrale e ragionatrice, che antepone l’interesse dello Stato agli affetti. Lucrezia, figlia di un papa controverso e “carnale” come Alessandro vi, è invece capace di intense passioni e forti sentimenti, ma all’occorrenza si dimostra un’accorta governante e arriva a contendere a Isabella il primato di mecenate più celebrata della penisola. Le due cognate incrociano le loro esistenze con quelle dei maggiori personaggi del tempo, incarnando due diversi e significativi prototipi di “dame di potere e di corte”. Attraverso Isabella e Lucrezia, inoltre, il libro racconta nel dettaglio l’Italia dell’Umanesimo e del Rinascimento, mettendone in evidenza la grandezza e la tragicità, gli splendori e le miserie, la complessità e le contraddizioni, gli individualismi e i particolarismi che le impediranno per molti secoli ancora di divenire uno stato unitario. È, dunque, una biografia ma anche un’analisi politica, che attraverso lo studio del passato, delle Signorie, del papato, dell’impero, dei regni nazionali, serve a comprendere meglio l’Italia di oggi. Perché la storia, come direbbe Benedetto Croce, ‘è sempre storia contemporanea’.

(source: Bol.com)

Isabella di Morra e Diego Sandoval De Castro

Scriveva Renato Serra nel 1913 che gli italiani non si erano quasi accorti che Croce era quasi miglior letterato che critico. I due «quasi» sono suoi, del Serra. E uno è senz’altro di troppo: né allora gli italiani si sono accorti, e tanto meno se ne accorgono oggi, che Croce è uno dei prosatori più nitidi ed esatti, più avvincenti, più acuti ed arguti del nostro secolo. E di una prosa che racconta, che sa impareggiabilmente raccontare, senza sfagli e capricci dell’immaginazione, con rigore di documenti e di filologia, vicende lontane nel tempo, vite avventurose e appassionate. Pubblicando una delle sue *Vite di avventure, di fede e di passione*, speriamo che gli italiani finalmente se ne accorgano. Al di là delle polemiche sulle teorie estetiche e la critica letteraria del Croce, il Croce «narratore» è da ritrovare, da riscoprire – e da godere.

Irresistibile Tentazione

Due amici improbabili – l’innocente brava ragazza e il famigerato bad boy. Una sera il destino li ha messi sulla stessa strada e tra loro si è creato un legame tanto saldo da essere indistruttibile, fino alla notte in cui hanno ceduto alla tentazione.

Cinque anni più tardi, Jaxson è tornato per riparare agli errori che ha commesso con l’unica ragazza che per lui abbia mai contato qualcosa. Solo che qualcuno non è felice del suo ritorno, qualcuno che considera Julia come sua, e non si fermerà davanti a nulla per assicurarsi che la cosa resti così – per sempre.

Jaxson dovrà lottare per proteggere Julia, ma dovrà anche fare i conti con i demoni, vecchi e nuovi, che infestano la sua anima, con la morte, la corruzione, la distruzione e la guerra.

(source: Bol.com)

Un irreprensibile marchese (eLit) (Gli sfrontati di Havisham)

**Gli sfrontati di Havisham**
Devonshire, 1847.
La vita dell’irreprensibile Marchese di Marsden viene letteralmente sconvolta dall’incontro con Linnie Connor, una donna assolutamente poco adatta a lui.
Pazzo di desiderio, però, decide che nessun ostacolo potrà frapporsi tra lui e la donna che gli ha strappato il cuore, a costo di infrangere tutte le regole del bel mondo.
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### Sinossi
**Gli sfrontati di Havisham**
Devonshire, 1847.
La vita dell’irreprensibile Marchese di Marsden viene letteralmente sconvolta dall’incontro con Linnie Connor, una donna assolutamente poco adatta a lui.
Pazzo di desiderio, però, decide che nessun ostacolo potrà frapporsi tra lui e la donna che gli ha strappato il cuore, a costo di infrangere tutte le regole del bel mondo.

Irregolare

In un prossimo futuro estremamente verosimile, tecnologico e inquinato oltre limite, il rinnovamento naturale è praticamente assente e la ricerca diretta altrove. La vita media ha superato il secolo grazie agli impianti cibernetici sostitutivi e potenzianti e il collasso demografico è stato scongiurato con l’introduzione di una razionale direttiva internazionale, che dispensa un Permesso di Procreazione solo in caso di un nuovo decesso. Una nascita in cambio di una morte. Tutte le identità personali sono registrate e codificate digitalmente, creando una traccia informatica unica e indelebile. Nessuno sfugge al Sistema e ai suoi occhi elettronici. Nell’ordine disumanizzato di una società gestita dalle macchine, un efferato delitto scuote le fondamenta: un uomo viene trovato morto nel suo appartamento, il suo occhio artificiale strappato dall’orbita oculare. Shaun Morrison, detective dalla personalità complessa e poco incline alla disciplina imposta dal corpo di polizia, indaga sul caso, che sembra subito condurre a un traffico di innesti cibernetici per poi complicarsi. L’elemento di disturbo è qualcuno che il Sistema disconosce: un irregolare.
“Non ho mai avuto una dimora fissa, un riparo dove sentirmi al sicuro, un posto da chiamare casa. Non ho mai avuto amici perché dovevo spostarmi di continuo. Non ho mai avuto una persona accanto perchè non avrei mai potuto amarla senza metterla in pericolo. Non posso avere un lavoro, né una famiglia, né una vita normale. La mia esistenza è una società unipersonale fondata sulla schiacciante solitudine e sulla diffidenza verso il prossimo, sulla paura di commettere un passo falso e sulle notti logorate dagli incubi. Io sono un irregolare e la mia vita è fatta di sogni che mai si realizzeranno.”
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### Sinossi
In un prossimo futuro estremamente verosimile, tecnologico e inquinato oltre limite, il rinnovamento naturale è praticamente assente e la ricerca diretta altrove. La vita media ha superato il secolo grazie agli impianti cibernetici sostitutivi e potenzianti e il collasso demografico è stato scongiurato con l’introduzione di una razionale direttiva internazionale, che dispensa un Permesso di Procreazione solo in caso di un nuovo decesso. Una nascita in cambio di una morte. Tutte le identità personali sono registrate e codificate digitalmente, creando una traccia informatica unica e indelebile. Nessuno sfugge al Sistema e ai suoi occhi elettronici. Nell’ordine disumanizzato di una società gestita dalle macchine, un efferato delitto scuote le fondamenta: un uomo viene trovato morto nel suo appartamento, il suo occhio artificiale strappato dall’orbita oculare. Shaun Morrison, detective dalla personalità complessa e poco incline alla disciplina imposta dal corpo di polizia, indaga sul caso, che sembra subito condurre a un traffico di innesti cibernetici per poi complicarsi. L’elemento di disturbo è qualcuno che il Sistema disconosce: un irregolare.
“Non ho mai avuto una dimora fissa, un riparo dove sentirmi al sicuro, un posto da chiamare casa. Non ho mai avuto amici perché dovevo spostarmi di continuo. Non ho mai avuto una persona accanto perchè non avrei mai potuto amarla senza metterla in pericolo. Non posso avere un lavoro, né una famiglia, né una vita normale. La mia esistenza è una società unipersonale fondata sulla schiacciante solitudine e sulla diffidenza verso il prossimo, sulla paura di commettere un passo falso e sulle notti logorate dagli incubi. Io sono un irregolare e la mia vita è fatta di sogni che mai si realizzeranno.”

Iron Flowers

Audace, potente, magnifico. Un fantasy imperdibile, romantico come The Selection e brutale come Il racconto dell’ancella. Non tutte le prigioni hanno le sbarre. In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Nomi è testarda e indisciplinata. Serina è gentile e romantica, e sin da piccola è stata istruita per essere un esempio di femminilità, eleganza e sottomissione. Sono queste le doti richieste per diventare una Grazia, una delle mogli dell’erede al trono. Ma il giorno in cui le ragazze si recano nella capitale del Regno, pronte a conoscere il loro futuro, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché, contro ogni previsione, è proprio l’indomabile Nomi a essere scelta come compagna del principe, e non Serina. E mentre per Nomi inizia una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, sua sorella, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata sull’isola di Monte Rovina, un carcere di donne ribelli in cui, per sopravvivere, bisogna combattere e uccidere. È cosi che entrambe si trovano prigioniere, l’una di una gabbia dorata e l’altra di una trappola infernale. Per le due sorelle la fuga è impossibile: un solo errore potrebbe significare la morte. E allora, quando non c’è soluzione, l’unica soluzione è cambiare le regole. Un romanzo ribelle, all’insegna del girl power. Una storia che spinge a dire basta e a reagire. Perché nessuno ha il diritto di decidere per te.

(source: Bol.com)

Ipotesi di una sconfitta

Ipotesi di una sconfitta by Giorgio Falco
Da bambino Giorgio Falco amava la divisa da autista degli autobus, che il padre indossava ogni giorno per andare al lavoro, tanto che a Carnevale voleva vestirsi come lui, anziché da Zorro, chissà se per emularlo o demolirlo.Questo romanzo autobiografico non può che cominciare cosí, con la storia del padre: solo raccontando l’epopea novecentesca del lavoro come elevazione sociale, come salvezza, Falco ne può testimoniare il graduale disfacimento, attraverso le proprie innumerevoli esperienze professionali, cominciate durante il liceo per pagarsi una vacanza mai fatta. Operaio stagionale in una fabbrica di spillette che raffigurano cantanti pop, il papa e Gesú, per 5 lire al pezzo. Venditore della scopa di saggina nera jugoslava, mentre in Jugoslavia imperversava la guerra. Aspirante imprenditore di un’agenzia che organizza «eventi deprimenti per le élite». Redattore di finte lettere di risposta ai reclami dei clienti. Una lunga catena di lavori iniziati e persi, che lo conduce alla scelta radicale di mantenersi con le scommesse sportive. È la fine, o solo l’inizio. Perché questa è anche la storia – intima, chirurgica, persino comica – di un lento apprendistato per diventare scrittore. E di come possa vivere un uomo incapace di adattarsi.
«Mi sentivo convalescente, ma non ero deluso dal lavoro. Soffrivo, dall’età di diciassette anni, di una nevrosi politica ed economica, piú che individuale».