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Notti d’amore

I ricordi, quando si rivivono, sono ancora più dolci, basta saperli accettare.
Meg e Steven una volta si amavano, lui le aveva chiesto anche di sposarlo. Ma una furibonda lite ha messo la parola fine alla loro storia. Steven non riesce a crederci e non si rassegna all’idea che tra loro due possa essere tutto finito e che Meg abbia deciso di abbandonare la piccola città di Wichita per cercare il successo come ballerina nella grande mela: New York City. Quindi quando Steven viene a sapere che Meg è tornata per curarsi da una brutta caduta, decide che è arrivato il momento di riconquistare la sua donna.
Meg sa che appena rivedrà Steven, il suo primo amore, tutti i ricordi torneranno a galla così come le sensazioni che quell’uomo aveva saputo regalarle. Lei non vuole ricascarci, è lì solo per guarire, poi tornerà alla sua più grande passione: la danza classica.

Le Notti Bianche

Le notti bianche by Dostoevskij Fëdor LeggereGiovane
Eroe del romanzo breve Le notti bianche, opera del periodo cosiddetto romantico di Dostoevskij, è la figura del sognatore, nella cui piatta esistenza, chiusa in uno sterile mondo di fantasticherie, piomba per un breve attimo la giovane Nasten’ka. Simbolo del pulsare delle emozioni, Nasten’ka offrirà per la prima volta al sognatore scampoli di vita vera, finché una sua lettera, con l’annuncio delle proprie nozze, non lo “risveglierà” per riportarlo al suo illusorio destino di sogni. Sullo sfondo di una Pietroburgo deserta e quasi magica, si inserisce l’intenso dialogo tra i due protagonisti, pure voci, la cui identità è l’oggetto stesso delle loro riflessioni e della loro autocoscienza.

Notti al circo

Un nome è sulla bocca di tutti: Sophie, in arte Fevvers, è la Donna Alata. È il 1899 e in un camerino della Alhambra Music Hall di Londra un giovane californiano, Jack Walser, è venuto a intervistarla. E Fevvers gli racconta come è nata una stella: abbandonata in un cesto davanti a un bordello, è stata allevata da Lizzie, una delle ragazze. Le singolari protuberanze che ha sulla schiena (sono forse ali?) l’hanno ben presto destinata a fare il quadro vivente, ma la vita per lei ha in serbo ben altre sorprese: l’attendono il trapezio e la gloria, e poi Parigi, Berlino, Londra e Mosca. Finzione o realtà? Inizialmente scettico, il giornalista soccombe al fascino irresistibile di Fevvers, tanto che si ritrova a Mosca come clown del circo.
«Sogni, miti, fiabe, metamorfosi, inconscio ribelle, viaggi epici e una sensualissima celebrazione della sessualità nelle sue manifestazioni più gioiose e più oscure». Ian McEwan
«Un’opera gloriosa». «Times Literary Supplement»
«Una delle migliori scrittrici del secolo». «The Sunday Times»
«Notti al circo incanta, è strepitoso». «Literary Review»
«Incredibilmente divertente e tremendamente
serio al tempo stesso. Un grande romanzo». «Observer»
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### Sinossi
Un nome è sulla bocca di tutti: Sophie, in arte Fevvers, è la Donna Alata. È il 1899 e in un camerino della Alhambra Music Hall di Londra un giovane californiano, Jack Walser, è venuto a intervistarla. E Fevvers gli racconta come è nata una stella: abbandonata in un cesto davanti a un bordello, è stata allevata da Lizzie, una delle ragazze. Le singolari protuberanze che ha sulla schiena (sono forse ali?) l’hanno ben presto destinata a fare il quadro vivente, ma la vita per lei ha in serbo ben altre sorprese: l’attendono il trapezio e la gloria, e poi Parigi, Berlino, Londra e Mosca. Finzione o realtà? Inizialmente scettico, il giornalista soccombe al fascino irresistibile di Fevvers, tanto che si ritrova a Mosca come clown del circo.
«Sogni, miti, fiabe, metamorfosi, inconscio ribelle, viaggi epici e una sensualissima celebrazione della sessualità nelle sue manifestazioni più gioiose e più oscure». Ian McEwan
«Un’opera gloriosa». «Times Literary Supplement»
«Una delle migliori scrittrici del secolo». «The Sunday Times»
«Notti al circo incanta, è strepitoso». «Literary Review»
«Incredibilmente divertente e tremendamente
serio al tempo stesso. Un grande romanzo». «Observer»

La notte

“Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (…) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all’Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell’anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto?” (dalla Prefazione di F. Mauriac)

Notte senza stelle

Il Mondo Sotterraneo. Un luogo di minacciosa oscurità da cui prudentemente Drizzt Do’Urden vorrebbe tenersi alla larga. Una solitaria e nobile missione spinge tuttavia il valoroso elfo ad inoltrarsi in quella regione inquietante ove non affiorano le ombre e ove potrà ricongiungersi con i suoi amici a Blingdenstone, la città degli gnomi, per poi raggiungere Menzoberranzan, la città degli elfi. Solo allora Drizzt potrà finalmente comprendere quali insidiosi pericoli possano dalle tenebre minacciare i cari compagni a Mithril Hall. Le sue armi sferzeranno colpi mortali contro creature malvagie, e un tumulto di emozioni si scatenerà nel suo animo, quando il suo sguardo indugerà esitante sulla sua terra d’origine.
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Notte senza fine

Caldo infernale stanotte nel quartiere residenziale alla periferia di una selvaggia Los Angeles. Aria rovente in casa Clark. Irrespirabile. Svegliati, Jody. Sguscia fuori dal tuo sacco a pelo. Sei da Evelyn, ricordi? Stanotte dormi a casa sua. È lei che ti sta chiamando. Svegliati, Jody, non hai sentito quel rumore? Ma jody Fargo conosce Evelyn Clark dai tempi dell’asilo e fin d’allora la sua amica del cuore aveva dimostrato un’innata inclinazione al melodramma. Pazzesco, la solita fifona la sveglia nel cuore della notte solo perché crede di aver sentito un’insignificante rumore al piano di sotto. Un bicchiere caduto, una porta sbattuta, chissà! E per Evelyn è già allarme rosso. Poi la porta si apre ed Evelyn scompare. Evelyn la fifona, la visionaria, fluttua nell’oscurità, sospesa nell’aria si allontana lungo il corridoio buio.Non per magia, non per incanto. Qualcuno l asta portando via, dopo averle piantato nel ventre una lancia da combattimento. E Jody non crede ai suoi occhi. Ma la rivolo di sangue che scorre fin nell’inguine, a quello sì. La punta della lancia che ha trapassato il corpo di Evelyn ha sfiorato anche lei. Fortunata, Jody. L’abominevole lanciere fetido di morte non l’ha vista, ma lei ha visto lui. Ora tutto prende forma, ogni dettaglio di quell’incredibile visione da incubo che assume i contorni della realtà: Casa Clark alla mercé di una banda di criminali. Bisogna scappare. Ma non da sola. Andy, il fratellino di Evelyn dorme nella stanza di fronte. E con lui Jody tenta il tutto per tutto. La notte è lunga, Jody, devi correre, non fermarti. E non credere a tutto ciò che vedi: finalmente all’alba il nemico è andato via. Ma qualcuno potrebbe essere rimasto in agguato, qualcuno che forse è braccato e disperato come te. La notte è ancora lunga, Jody, una notte senza fine…

NOTTE MESSICANA

E’ nella splendida baia Di Cancun che Janine,nota scrittrice di gialli,spera di trovare l’ispirazione per il prossimo
romanzo,ma non ha fatto i conti con il vicino di casa,l’affascinante Canton. E un pò per gioco un pò per deformazione
professionale o per paura di essere travolta da un’irresistibile passione,Janine inizia a raccontargli bugie e a comportarsi
in modo davvero strano.Ma Canton non è un tipo a cui piacciono gli scherzi…

Notte incantata

Londra, 1820
Non c’è donna, nubile o sposata, che non concederebbe le proprie grazie ad Alexander, Granduca di Nevgaria e ambasciatore del suo piccolo regno a Londra. Qualcuna, come l’amica di Meagan Tavistock, arriva addirittura a rivolgersi a una fattucchiera perché l’aiuti a conquistare l’affascinante straniero. Ma inaspettatamente l’amuleto preparato dalla maga esercita il suo influsso sull’ignara Meagan, che dopo un ballo finisce per abbandonarsi a una travolgente notte di passione tra le braccia del granduca. Quando, la mattina seguente, l’incanto svanisce, i due amanti si ritrovano in una situazione piuttosto compromettente. Per salvare la reputazione della giovane, Alexander propone allora un matrimonio riparatore, che però Meagan è restia ad accettare. Perché non può evitare di chiedersi se ciò che li lega sia vero amore o soltanto l’effetto del sortilegio.

Una notte ho sognato che parlavi

Queste pagine narrano la storia quotidianamente e banalmente vera di Tommy, un simpatico e riccioluto adolescente autistico. E del suo straordinario rapporto con il padre, Gianluca Nicoletti.
Di un bambino che a tre anni era tanto buono e silenzioso – forse persino troppo – e di suo padre che, quando un neuropsichiatra sentenziò: «Suo figlio è attratto più dagli oggetti che dalle persone», non trovò tutto ciò affatto strano. (In fondo, era stato così anche per lui: aveva cominciato a parlare tardissimo e ora si guadagnava da vivere proprio parlando; quindi, prima o poi, pure Tommy avrebbe iniziato a farsi sentire.) In seguito, con l’arrivo dell’adolescenza, le cose in famiglia improvvisamente cambiarono: quel bambino taciturno diventa un gigante con i peli, forzuto, talvolta aggressivo, spesso incontrollabile, e Gianluca, chiamato in causa dalla moglie sconfortata, si scopre – suo malgrado – un genitore felicemente indispensabile.
«Il padre di un autistico di solito fugge. Quando non fugge, nel tempo lui e il figlio diventano gemelli inseparabili.
Tommy è la mia ombra silenziosa» scrive Nicoletti.
«È un oracolo da ascoltare stando fermi, e senza troppo arrabattarsi a farlo agitare sui nostri passi.
Molto più interessante è respirarlo e cercare di rubare qualcosa del suo segreto d’immota serenità.»
E allora ecco il racconto dolceamaro, sempre franco e disincantato, di un piccolo universo quotidiano, fatto di impegnative (per il padre che deve pedalare per due) e piacevoli (per il figlio che va a rimorchio) gite in tandem su e giù per Roma, di meno piacevoli visite negli uffici della Asl per ottenere un permesso di parcheggio per disabili irragionevolmente negato, di acrobatiche organizzazioni famigliari per conciliare lavoro- scuola-terapie-svago (districandosi fra deliziose insegnanti di yoga, esperti di ippoterapia, demotivati insegnanti di sostegno, svogliati operatori sociosanitari), e poi di risse verbali per un posto a sedere in autobus, di quesiti su come gestire la nascente (e prorompente) sessualità di Tommy e su come affrontare «un domani» il suo futuro. Perché l’autismo – di cui si sa ancora pochissimo – non è un disturbo infantile: dall’autismo non «si guarisce».
*Una notte ho sognato che parlavi* è dunque un memoir ironico e commovente, talvolta struggente, spesso allegro, e insieme un libro-verità che racconta con grande coraggio una patologia, troppo spesso rappresentata in modo fantasioso e iperbolico, oggi diffusissima.
E, cosa che non molti sanno, una vera e propria emergenza sociale, la prima causa di handicap in Italia.

Notte Eterna

Sono trascorsi due anni da quando il virus diffuso dai vampiri ha invaso il mondo, ormai sull¿orlo della distruzione. Il Padrone, il potentissimo capo degli strigoi, dopo aver annientato qualunque forma di resistenza da parte degli umani, ha rinchiuso in vasti campi di prigionia i sopravvissuti e ne ha selezionati alcuni per la produzione di sangue o come schiavi per svolgere lavori di manovalanza. Persino l¿ambiente viene modificato: una coltre di ceneri nucleari ricopre infatti il pianeta Terra, dove regna quasi sempre l¿oscurità e il sole si scorge appena per poche ore al giorno. La resistenza è guidata da una banda improvvisata di combattenti liberi che, sebbene accomunati dall¿unico scopo di scongiurare l¿apocalisse, formano un gruppo alquanto disgregato: Ephraim Goodweather, capo dell¿Ente controllo e prevenzione malattie infettive, è impegnato nella ricerca del figlio Zack, rapito dalla madre Kelly, cambiata in vampiro; la dottoressa Nora Martinez, una sua ex collega, è preoccupata per le sorti dell¿anziana madre e sentimentalmente indecisa tra Ephraim e il disinfestatore russo Vasiliy Fet; il misterioso signor Quinlan, il vampiro bastardo, persegue invece un obiettivo tutto suo. Le creature del male sembrano avere vinto su tutti i fronti e lo strapotere del Padrone appare invincibile, ma anche lui ha un punto debole, sebbene siano in pochi a conoscerlo. Solo un uomo è in grado di approfittarne, ma ci si può fidare di lui? Epica conclusione della trilogia ¿Nocturna¿, che ha tenuto i lettori con il fiato sospeso, Notte eterna è una storia di pura adrenalina, tra scenari cupi e spiazzanti, in cui pochi eroi di tragica grandezza tengono alta la fiamma della speranza per aggiudicarsi l¿ultima, imprevedibile mano di una partita decisiva.

(source: Bol.com)

La notte è per le streghe

Donald Lam è tuttora arruolato in Marina. Si batte da eroe contro il nemico sull’onda sconfinata del Pacifico. Ma Bertha Cool, rimasta sola sulla breccia a difendere gli interessi dell’Agenzia Investigativa, simpaticamente nota ai nostri lettori, quasi quasi… farebbe il cambio con Donald. Everett Belder, rappresentante di commercio, si reca da Bertha per incaricarla di concludere una transazione di ordine finanziario. Il poveretto, tuttavia, sembra essersi munito d’un biglietto di andata senza ritorno, che lo condurrà dalla padella nella brace… E non appena Bertha accetta di aiutarlo, ecco che la nostra simpatica grassona parte a spron battuto nella stessa direzione presa dal suo cliente: dalla padella nella brace! Bertha infatti incontra gente stranissima. Una moglie gelosa che si stringe sotto braccio un gatto molto sensibile… una donna che poi viene uccisa… forse, due volte… una suocera della peggior specie, un’astuta figliola adottiva, una segretaria più ricca d’espedienti che d’anni, una cameriera diplomala in stenodattilografia… e denari, denari a palate benché Bertha non riesca ad afferrare mai un soldo! Eppure la nostra investigatrice non si scoraggia. Si lancia allo sbaraglio, con l’impulsività che le è propria, e risolve clamorosamente quello che a ragione è ritenuto l’enigma ‘‘giallo“ meglio costruito da A. A. Fair. Senza tema di ripeterci: questo è un “giallo” che non vi lascerà dormire!

Notte E Nebbia a Bombay

Notte e nebbia a Bombay by Anita Desai
Nella tumultuosa solitudine di Bombay, Hugo Baumgartner, ebreo tedesco arrivato in India ormai da cinquant’anni, si è ritagliato un angolo tranquillo, rinunciando per sempre alla patria e alla sua lingua. Ma nonostante il tempo trascorso, i ricordi tornano ad affacciarsi con dolorosa intensità. L’agiata infanzia in Germania, l’affetto delicato della madre, ma anche la salita al potere del nazismo, la fuga verso l’Oriente.
In India, sempre firanghi, sempre straniero, Baumgartner ha imparato quelle poche parole che gli servono per sopravvivere, fino all’incontro con un ragazzo tedesco, un giovane dio del male che segnerà il suo destino.

Notte di speranza

Voleva ritrovare l’amore con l’uomo della sua vita
Parigi, 1796. Sono trascorsi due anni dalla terribile strage dei Tourangeau e la contessa Cornélie Danterre si è felicemente riunita ai nipotini, unici superstiti. Qui viene raggiunta da Marcel Bartén che, dopo aver lasciato il villaggio di Pont Rouge, è stato reintegrato nell’esercito rivoluzionario e ora combatte al fianco del generale Bonaparte. Cornélie vede il suo desiderio più grande in procinto di avverarsi, ma per trovare la felicità con l’uomo che ama il cammino è ancora lungo, e minacciato da un pericoloso intrigo. Perché François Nèvers, divenuto influente uomo politico, non ha mai dimenticato Cornélie e tantomeno lo smacco subito. E ora è deciso a vendicarsi…

Notte di sangue a Coyote Crossing

In mezzo allo sconfinato nulla dell’Oklahoma, nella contea di Coyote Crossing, gli abitanti dormono sonni tranquilli, o almeno così credeva il giovane aiuto sceriffo Toby Sawyer, prima di quella notte. I Jordan sono piombati in città, assetati di vendetta per l’omicidio del fratello Luke, ma il cadavere è scomparso e tutti sembrano avere troppe cose da nascondere per raccontare la verità. Toby deve ritrovare il corpo prima dell’alba, e scoprirà ben presto di non essere l’unico a cercarlo: tre killer cicanos gli distruggono il trailer a raffiche di mitra, e lui fa appena in tempo a fuggire con il figlio in braccio, sotto una pioggia di proiettili. Sua moglie Doris ha scelto proprio quella notte per piantarlo in asso e andarsene a stare da sua sorella a Houston, e l’idea di dover affidare il piccolo alla sgallettata amante diciassettenne Molly non è certo rassicurante… E il Capo? Dov’è finito il suo onnipresente capo? Nello spazio di una sola notte, senza potersi fidare di nessuno, uomo o donna, amico o collega, il giovane Toby diventerà uomo, scoperchiando segreti pericolosi che lo costringeranno a combattere contro il cuore marcio di un’intera città e a scontrarsi con i Jordan in un’ultima sfida che profuma di O.K. Corral. Una frenetica corsa contro il tempo tra esplosioni, incendi e inseguimenti mortali. A bordo di una scassata Nova e poi di Ford Mustang, rombanti Harley Davidson e ingombranti Peterbilt.