54385–54400 di 65579 risultati

Diario di un parroco di campagna

Il giovane parroco di Ambricourt si rivolge al suo gregge come «un povero mendicante che va di porta in porta a mano tesa senza aver animo neppure di bussare», preoccupato e stupito dalla noia, dal disamore, dall’aridità della piccola comunità a lui affidata. La sua vita quotidiana è ridotta all’essenziale, il suo corpo, goffo e magrissimo, è minato da un male incurabile: proprio questo sacerdote “vincente” su di sé e sugli altri è per Bernanos il simbolo di una religiosità autentica. Una forza e una dignità incrollabili sostengono infatti il giovane prete che, pur sperimentando dentro di sé l’angoscia del dubbio, è capace di riaccostarsi alla pienezza della fede, accettando e facendo accettare agli altri, in uno slancio d’amore, il suo destino.
**

Diario di Grecia

Questo Diario – pubblicato in edizione ridotta nel ’59 presso un editore di Padova – è la relazione di un breve viaggio in Grecia compiuto da Lalla Romano nel ’57. Eugenio Montale definì allora questo libro come «un’opera discreta, qualcosa come una confessione privata. Nulla di turistico e di occasionale offusca il nitore del piccolo volume. È l’esperienza di chi, dopo aver sospettato che la Grecia fosse ormai “un libro”, scopre che la Grecia è invece un modo di vivere nell’eternità».

Il Diario di Anne Frank

Un quaderno rilegato in cartone, nel quale giorno per giorno dal lunedì 15 giugno 1942 al 1 agosto del 1944, una ragazza olandese di tredici anni registra angosce, illusioni, sogni e speranze rivelate a una immaginaria amica di nome Kitty, diviene testimonianza delicata e commovente delle atrocità e dei drammi dell’occupazione nazista di Amsterdam.

(source: Bol.com)

I Diari

I diari by Sof’ja Tolstaja
Sof’ja Behrs aveva solo diciotto anni quando sposò Lev Tolstoj. Dal 1862 fino alla sua morte tenne un diario che è la storia del matrimonio con un uomo dai tanti amori – la letteratura, il popolo, la scuola, la natura – e lei, Sof’ja, che aveva soltanto lui per dare un senso alla propria esistenza. Un racconto denso di emozioni, in cui l’ansia e la paura di non essere amata lasciano affiorare il ritratto sincero e appassionato di una donna e di una moglie che per tutta la vita dovette fare i conti con il genio del marito, travolta da una spirale inesorabile, fatta di noia, solitudine, gelosia e tristezza, cui si aggiungono il fastidio e il distacco di Lev. Sof’ja non accetta di tacere le sue idee e la sua opposizione: Lev, scrive, parla per frasi fatte, servendo così a dovere il grande e ammirato scrittore.

I diari dell’Olocausto

I diari dell’Olocausto by Alexandra Zapruder
Vincitore del premio National Jewish Book
I racconti e le memorie inedite delle giovani vittime delle persecuzioni naziste
Questa commovente raccolta riunisce alcune incredibili storie scritte durante l’Olocausto da ragazzi tra i dodici e i ventidue anni. I protagonisti erano rifugiati o abitanti dei ghetti, o ancora giovani costretti a nascondersi dalla violenza delle leggi razziali. Sono pagine di diario, appunti, scritti in presa diretta, spontanei e toccanti, il cui valore di testimonianza ha pochi eguali nella storia. Quasi tutti i loro autori, infatti, morirono prima della Liberazione. Questo libro, vincitore del National Jewish Book Award, testimonia in modo vivido le impressioni e la sofferenza di chi visse sulla propria pelle lo sterminio nazista, compone il reportage inconsapevole di bambini e ragazzi alle prese con le difficoltà giornaliere dettate dalle persecuzioni. I loro pensieri, le loro idee e i loro sentimenti avvicinano il lettore a un livello più profondo di comprensione degli orrori dell’Olocausto. 
La testimonianza di una generazione assassinata
Vincitore del premio National Jewish Book
«Scritti nel terrore e nell’oscurità da giovani ebrei che attendevano la morte per mano delle SS  e dei loro complici, queste straordinarie testimonianze riecheggeranno nel cuore ferito del lettore per molti giorni e molte notti.»
Elie Wiesel
«Alexandra Zapruder ha reso un grosso servizio alla storia e al futuro: il suo libro merita di diventare una lettura obbligatoria nello studio dell’Olocausto.»
Publishers Weekly
«Questa collezione fa luce sulla vita di tutti i giorni durante l’Olocausto e ci dà l’opportunità di seguire la vita di questi ragazzi nei loro sforzi di sopravvivere al regime nazista.»
Debórah Dwork, direttrice del Centro Strassler per gli studi sull’Olocausto
**Alexandra Zapruder**
Laureata allo Smith College, ha conseguito un master ad Harvard in Scienze dell’educazione. È tra i fondatori dello United States Holocaust Memorial Museum di Washington, D.C. I diari dell’Olocausto, il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton, ha vinto il National Jewish Book Award. Ha scritto e co-prodotto I’m still here, un documentario pluripremiato, basato su questa raccolta.

Diana, O, LA Cazadora Solitaria

**¿Qué pasiones o ideales mueven al ser humano y lo arrastran hasta su propia muerte?** Esta parece ser la pregunta que se hace Carlos Fuentes al reflexionar acerca de la vida y la muerte de la actriz Diana Soren: tan solitaria como bella, tan fuerte como destruible, de ojos profundos, que encierra en su persona, y en el apasionado episodio erótico que vive con un escritor mexicano, los ideales de toda una generación, la de los años sesenta, cuando las ilusiones de la década se resistían a morir.
*En Diana o la cazadora solitaria* encontramos el retrato de un ser humano que vivió en carne propia la ambigüedad de la era de la cual finalmente fue víctima, al tiempo que un reflejo del mundo intelectual de un México que despertaba tras el genocidio de Vietnam y los homicidios masivos del sesenta y ocho. Como afirma el escritor mexicano Héctor Aguilar Camín:
*«En la búsqueda llano, insaciable y esnob de la felicidad, los personajes de Diana encuentran el paraíso de los amantes, que es la eternidad de sus momentos, y su infierno rutinario, que es la provisionalidad de su amor eterno.»*
**

Diablo

**Da questo romanzo l’attesissima serie su Netflix
Un grande thriller
Dietro il mercato nero degli esorcismi si cela un mondo pericoloso e spietato.**
Dopo la morte del fratello posseduto da un demone, Elvis Infante è diventato un diablero e si guadagna da vivere dando la caccia a ogni sorta di creatura ultraterrena, per poi venderla al mercato nero. Ma la sua ultima missione sembra diversa da tutte le altre. Nella squallida periferia di Los Angeles si troverà ad affrontare un gigolò travestito da prete, la mafia internazionale, veterani di guerra degli Stati Uniti e una spietata assassina. Elvis scoprirà che il gioco in cui si è andato a cacciare è molto più grande di lui e ci sono fili che dirigono i suoi movimenti senza che se ne accorga.
**Da questo libro la serie su Netflix
Un autore tradotto in 14 lingue**
«La più esplosiva caratteristica del libro di Haghenbeck è il ritmo. Procede frenetico, agganciando il lettore al testo. Un ottimo esempio di potenza narrativa.»
«Un meraviglioso ponte di collegamento tra *Pulp Fiction* e *Hellblazer*. L’autore è bravissimo a raccontare il surreale con dettagli estremamente realistici. Una lettura agile e sorprendente che può accontentare tutti i tipi di lettori.»
«È come se Tarantino avesse adottato l’immaginario fantastico di Clive Barker per girare un film delirante sui cacciatori di demoni in chiave thriller. Un romanzo pieno di azione e humor.»
**F.G. Haghenbeck**
è nato nel 1965 in Messico. È autore di romanzi, graphic novel e libri per ragazzi. Le sue opere hanno ricevuto importanti premi in Messico e in Spagna e sono state tradotte in 14 lingue. I diritti di *Diablo *sono stati acquistati da Netflix che produrrà una serie basata sul romanzo: un progetto che è stato definito dai registi «un’ambiziosa fusione di fantasy, horror e una buona dose di humor nero».
**
### Sinossi
**Da questo romanzo l’attesissima serie su Netflix
Un grande thriller
Dietro il mercato nero degli esorcismi si cela un mondo pericoloso e spietato.**
Dopo la morte del fratello posseduto da un demone, Elvis Infante è diventato un diablero e si guadagna da vivere dando la caccia a ogni sorta di creatura ultraterrena, per poi venderla al mercato nero. Ma la sua ultima missione sembra diversa da tutte le altre. Nella squallida periferia di Los Angeles si troverà ad affrontare un gigolò travestito da prete, la mafia internazionale, veterani di guerra degli Stati Uniti e una spietata assassina. Elvis scoprirà che il gioco in cui si è andato a cacciare è molto più grande di lui e ci sono fili che dirigono i suoi movimenti senza che se ne accorga.
**Da questo libro la serie su Netflix
Un autore tradotto in 14 lingue**
«La più esplosiva caratteristica del libro di Haghenbeck è il ritmo. Procede frenetico, agganciando il lettore al testo. Un ottimo esempio di potenza narrativa.»
«Un meraviglioso ponte di collegamento tra *Pulp Fiction* e *Hellblazer*. L’autore è bravissimo a raccontare il surreale con dettagli estremamente realistici. Una lettura agile e sorprendente che può accontentare tutti i tipi di lettori.»
«È come se Tarantino avesse adottato l’immaginario fantastico di Clive Barker per girare un film delirante sui cacciatori di demoni in chiave thriller. Un romanzo pieno di azione e humor.»
**F.G. Haghenbeck**
è nato nel 1965 in Messico. È autore di romanzi, graphic novel e libri per ragazzi. Le sue opere hanno ricevuto importanti premi in Messico e in Spagna e sono state tradotte in 14 lingue. I diritti di *Diablo *sono stati acquistati da Netflix che produrrà una serie basata sul romanzo: un progetto che è stato definito dai registi «un’ambiziosa fusione di fantasy, horror e una buona dose di humor nero».

Di questo amore non si deve sapere

Di questo amore non si deve sapere: La storia di Inessa e Lenin by Ritanna Armeni
«*Un capitolo inesplorato e sorprendente nella saga dell’Ottobre rivoluzionario. Amore e politica che si intrecciano e si scontrano, tra ardori e ipocrisie. E le lacrime di Lenin: una scoperta che Ritanna Armeni ci racconta con precisione documentaria e passione narrativa*». **Pierluigi Battista** «*Una storia importante, appassionata e dolorosa. Questo libro mi ha fatto scoprire un Lenin inedito e umanissimo, un capitolo sconosciuto della storia dei bolscevichi*». **Luciana Castellina** «*Una storia meravigliosa, finalmente sottratta all’oblio. Si soffre, si esulta, si tifa per l’amore di Vladimir e Inessa, che si nutre di Storia e nella Storia resta impigliato, finché la ricostruzione straordinaria di Ritanna Armeni non lo restituisce ai lettori con il respiro serrato di un romanzo*». **Nadia Terranova** «*Una donna borghese e un rivoluzionario innamorato. La Rivoluzione Russa a un secolo di distanza regala ancora grandi storie. Lei è Inessa Armand, lui è Lenin. Un ritratto sorprendente, senza giudizi e senza politica, narrato come da una grande distanza, con la lingua serena dei racconti di Puskin*». **Lucia Annunziata** Donna attraente e appassionata, magnetica e vitale, pianista eccellente, poliglotta, rivoluzionaria, impegnata nella lotta per i diritti delle donne, sostenitrice del libero amore, madre di cinque figli e moglie di un ricchissimo industriale russo: è Inessa Armand, votata anima e corpo alla causa bolscevica. Anche se per molto tempo il regime sovietico ha fatto di tutto per tenerlo segreto, fu il grande amore di Lenin, oltre che la sua più fidata collaboratrice. Si conobbero a Parigi nel 1909, in un caffè dove si incontravano

Di questa vita menzognera

Famiglia di imprenditori partenopei senza scrupoli, arricchiti a dismisura, i Negromonte godono dei favori e dell’intesa del potere centrale e sono padroni indiscussi della città nonché pionieri di una nuova economia di rapina. Vivono in un immenso palazzo settecentesco ricalcando grottescamente un presunto fasto borbonico, circondati da una corte di ecclesiastici, precettori e segretari. Distruggere e ricostruire sono le parole d’ordine. Vendere Napoli, il Golfo, il Vesuvio, e fare Eternapoli, una sorta di enorme parco tematico, è il loro progetto.

Di qua dal paradiso

Il romanzo esce nel 1920 e provoca subito scalpore. Siamo all’indomani della Prima Guerra Mondiale. La società sta cambiando, una nuova generazione sale alla ribalta e Francis Scott Fitzgerald è pronto a raccontarcelo come nessun altro ha ancora fatto. Il protagonista, alter-ego dell’autore, è Amory Blaine, un giovane della borghesia, intelligente, affascinante e ambizioso. Ma i suoi sogni dovranno vedersela con la realtà. Sono presenti tutti i classici ingredienti fitzgeraldiani: la ricerca del successo, l’incontro/scontro con donne belle e impossibili, la necessità di fare i conti con le disillusioni della vita. Una formazione umana e sentimentale descritta con quel linguaggio fresco, spregiudicato, al contempo cinico e romantico, che costituisce la cifra stilistica dell’autore.
**

Di passaggio

Una tenuta nelle campagne del Brandeburgo viene suddivisa tra le quattro figlie di un vecchio possidente terriero. La parte più modesta, un bosco su cui sorge una piccola casa con un grande giardino e l’accesso diretto al lago, è affidata all’ultimogenita, Klara, che proprio nelle acque di quel lago decide di togliersi la vita. Tra cessioni ed espropri, l’abitazione passa di mano in mano, testimone silenziosa di violenze e passioni, urla e sospiri dei suoi inquilini, tutti inesorabilmente alla ricerca dello Heim, di un luogo in cui sentirsi “a casa”. Undici le vite, undici i destini che si danno il cambio, incastrandosi come tessere di un raffinatissimo mosaico naturale, su cui però la storia lascia le sue indelebili impronte, dalla tragedia della guerra all’orrore dei campi di concentramento, dalla sofferenza dei vinti all’arroganza dei “liberatori”.
A scandire il ritmo di questo racconto fuori dal tempo – ma dal tempo profondamente segnato – è la presenza costante della dodicesima tessera, il giardiniere, l’unico a credere soltanto nella natura e nell’alternarsi delle stagioni, il solo a prendersi cura della casa, con immutata devozione, fino alla fine.

Uno di noi

Un ragazzino dodicenne, suo fratello maggiore e il loro padre, carismatico e manipolatore, hanno vinto quella che loro chiamano “la guerra”: dopo il tribolato divorzio dei genitori, la madre ha perso la custodia dei figli. I tre lasciano il Kansas, di notte, e viaggiano verso ovest, verso la periferia brulla e assolata di Albuquerque, in New Mexico, per ricominciare una nuova vita insieme. All’inizio tutto sembra normale: i ragazzi vanno a scuola, giocano a basket e si fanno nuovi amici. Ben presto, però, la situazione precipita: strani personaggi vanno e vengono dal loro appartamento, e il padre da distratto si fa prima lunatico, poi imprevedibile e infine pericoloso. Magariel firma lo straordinario ritratto di un bambino che lotta per cercare di tenere insieme i pezzi della sua famiglia, e racconta il legame feroce di due fratelli che si proteggono a vicenda da un padre di cui una volta si fidavano ma che ora non riconoscono più.

(source: Bol.com)

Di Ilde Ce N’è Una Sola

**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
In luglio a Bellano fa un caldo della malora. L’aria è densa di umidità e il cielo una cappa di afa. Eppure l’acqua che scorre rombando tra le rocce dell’Orrido è capace di tagliare in due il respiro, perché è fredda gelata, certo, ma anche perché nelle viscere della roccia il fiume cattura da sempre i segreti, le passioni, gli imbrogli, le bugie e le verità che poi vorrebbe correre a disperdere nel lago, sempre che qualcuno non ne trovi prima gli indizi. Come per esempio una carta d’identità finita nell’acqua chissà come e chissà perché. Brutta faccenda. Questione da sbrigare negli uffici del comune o c’è sotto qualcosa che compete invece ai carabinieri?
Alla fine, a sbrogliare la matassa ci pensa Oscar, operaio generico, capace cioè di fare tutto ma niente di preciso, che da sei mesi è in cassa integrazione e snocciola le giornate sul divano con addosso le scarpe da lavoro, con la punta grossa. In quel luglio del 1970, offuscato dal caldo e dalle ombre tetre della crisi economica, armato della sua curiosità ottusa Oscar fa luce sui movimenti un po’ sospetti di Ilde, la giovane moglie dal caratterino per niente facile, che forse sta solo cercando il modo di tirare la fine del mese come può. In Di Ilde ce n’è una sola, **Andrea Vitali torna ai fatidici anni Settanta, alle ristrettezze che seguono il boom economico, alle fatiche di far quadrare il bilancio di casa**, all’irridente spavalderia di chi invece ce l’ha fatta e crede di aver domato il mondo e l’avvenire. Con l’umorismo spesso salace della sua scrittura, Vitali ci regala un’altra pagina del suo interminabile romanzo lacustre, specchio di vite semplici e reali in cui può riconoscersi ognuno di noi.
**
### Sinossi
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
In luglio a Bellano fa un caldo della malora. L’aria è densa di umidità e il cielo una cappa di afa. Eppure l’acqua che scorre rombando tra le rocce dell’Orrido è capace di tagliare in due il respiro, perché è fredda gelata, certo, ma anche perché nelle viscere della roccia il fiume cattura da sempre i segreti, le passioni, gli imbrogli, le bugie e le verità che poi vorrebbe correre a disperdere nel lago, sempre che qualcuno non ne trovi prima gli indizi. Come per esempio una carta d’identità finita nell’acqua chissà come e chissà perché. Brutta faccenda. Questione da sbrigare negli uffici del comune o c’è sotto qualcosa che compete invece ai carabinieri?
Alla fine, a sbrogliare la matassa ci pensa Oscar, operaio generico, capace cioè di fare tutto ma niente di preciso, che da sei mesi è in cassa integrazione e snocciola le giornate sul divano con addosso le scarpe da lavoro, con la punta grossa. In quel luglio del 1970, offuscato dal caldo e dalle ombre tetre della crisi economica, armato della sua curiosità ottusa Oscar fa luce sui movimenti un po’ sospetti di Ilde, la giovane moglie dal caratterino per niente facile, che forse sta solo cercando il modo di tirare la fine del mese come può. In Di Ilde ce n’è una sola, **Andrea Vitali torna ai fatidici anni Settanta, alle ristrettezze che seguono il boom economico, alle fatiche di far quadrare il bilancio di casa**, all’irridente spavalderia di chi invece ce l’ha fatta e crede di aver domato il mondo e l’avvenire. Con l’umorismo spesso salace della sua scrittura, Vitali ci regala un’altra pagina del suo interminabile romanzo lacustre, specchio di vite semplici e reali in cui può riconoscersi ognuno di noi.

Di ghiaccio e d’oro

“Una giovane e brava autrice che merita un grande successo.”
Miriam Formenti
Inghilterra, 1152.
Rimasta orfana, Arabelle viene mandata al castello di sua zia, lady Megan. Qui conosce Bryan, figlio illegittimo del lord, di poco più grande di lei. L’incontro suscita in entrambi i giovani un profondo turbamento, ma la fanciulla viene destinata al monastero. Cinque anni dopo, Arabelle è ormai pronta a prendere i voti: prima di entrare per sempre in convento le rimane solo un’estate, durante la quale incontra di nuovo Bryan. Ma il ragazzo di un tempo è divenuto un uomo d’arme duro e sprezzante, che però non l’ha mai dimenticata. Ed è ora disposto a tutto pur di averla…