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Esche vive

Fiorenzo vive a Muglione, profonda provincia toscana fatta di disoccupazione e fossi stagnanti, e non lo si può considerare un ragazzo fortunato: oltre al nome che gli hanno affibbiato, dei due genitori gli resta solo il padre, lunatico proprietario del negozio Magic Pesca ma soprattutto allenatore dell’Unione Ciclistica Muglionese, nel cui vivaio si ostina a cercare un grande campione del futuro. Ma soprattutto, a quattordici anni Fiorenzo ha perso la mano destra per colpa di un petardo, e nonostante abbia saputo reagire con intraprendenza e fantasia, dedicandosi alla musica heavy metal con il forsennato entusiasmo dell’adolescenza, ha dovuto scoprire presto che nella vita “quello che manca conta molto di più di quel che c’è”. Tiziana invece ha trent’anni, e in comune con Fiorenzo ha solo di essere nata a Muglione. Da dove è scappata dopo il liceo, per laurearsi e frequentare un master all’estero che le ha aperto sfolgoranti possibilità di lavoro. Ma Tiziana ha preso una decisione improvvisa e coraggiosa: tornare a casa, mettere le proprie competenze al servizio della comunità. Il paese di Muglione, in segno di gratitudine, le affida la gestione del locale Informagiovani, che però diventa subito il ritrovo di un gruppo di anziani giocatori di carte, costringendo Tiziana a fare i conti con il proprio senso di inadeguatezza, mentre un amore complicato e dolcissimo arriva a stravolgerle la vita.
E poi c’è Mirko, il Campioncino, il ragazzino prodigio che il padre di Fiorenzo ha scovato per caso in Molise e si è portato a casa perché il suo assoluto talento ciclistico lascia sperare grandi cose. Mirko è un mistero totale, una contraddizione vivente: intelligentissimo ma ingenuo, potenza imbattibile in sella a una bici ma goffo e inerme nel quotidiano, idolo degli appassionati di ciclismo e insieme bersaglio perfetto dei crudeli compagni di scuola. Fiorenzo, Tiziana e il Campioncino, tre mondi lontanissimi che si incontrano per caso in un luogo desolato e improbabile, tre anime che intrecciando i loro destini danno vita a un corto circuito struggente e divertentissimo, amaro e poetico. **
### Sinossi
Fiorenzo vive a Muglione, profonda provincia toscana fatta di disoccupazione e fossi stagnanti, e non lo si può considerare un ragazzo fortunato: oltre al nome che gli hanno affibbiato, dei due genitori gli resta solo il padre, lunatico proprietario del negozio Magic Pesca ma soprattutto allenatore dell’Unione Ciclistica Muglionese, nel cui vivaio si ostina a cercare un grande campione del futuro. Ma soprattutto, a quattordici anni Fiorenzo ha perso la mano destra per colpa di un petardo, e nonostante abbia saputo reagire con intraprendenza e fantasia, dedicandosi alla musica heavy metal con il forsennato entusiasmo dell’adolescenza, ha dovuto scoprire presto che nella vita “quello che manca conta molto di più di quel che c’è”. Tiziana invece ha trent’anni, e in comune con Fiorenzo ha solo di essere nata a Muglione. Da dove è scappata dopo il liceo, per laurearsi e frequentare un master all’estero che le ha aperto sfolgoranti possibilità di lavoro. Ma Tiziana ha preso una decisione improvvisa e coraggiosa: tornare a casa, mettere le proprie competenze al servizio della comunità. Il paese di Muglione, in segno di gratitudine, le affida la gestione del locale Informagiovani, che però diventa subito il ritrovo di un gruppo di anziani giocatori di carte, costringendo Tiziana a fare i conti con il proprio senso di inadeguatezza, mentre un amore complicato e dolcissimo arriva a stravolgerle la vita.
E poi c’è Mirko, il Campioncino, il ragazzino prodigio che il padre di Fiorenzo ha scovato per caso in Molise e si è portato a casa perché il suo assoluto talento ciclistico lascia sperare grandi cose. Mirko è un mistero totale, una contraddizione vivente: intelligentissimo ma ingenuo, potenza imbattibile in sella a una bici ma goffo e inerme nel quotidiano, idolo degli appassionati di ciclismo e insieme bersaglio perfetto dei crudeli compagni di scuola. Fiorenzo, Tiziana e il Campioncino, tre mondi lontanissimi che si incontrano per caso in un luogo desolato e improbabile, tre anime che intrecciando i loro destini danno vita a un corto circuito struggente e divertentissimo, amaro e poetico.

È proprio la fine del mondo

Ogni romanzo di Damon Knight è un po’ la “fine del mondo”, se i nostri lettori (abituati a confrontarsi con questa evenienza più spesso di quanto non si creda) ci permettono di ricorrere a un termine tanto abusato in fantascienza. Eppure, possiamo assicurare loro che: a) in questo caso, l’affermazione è perfettamente giustificata; b) nessuno esagera se proclama questo romanzo come uno dei più riusciti e brillanti scritti da Knight da diversi anni a questa parte; e c), infine, che le sorprese in serbo anche per il più smaliziato lettore non sono davvero poche. Compresa la particolare evenienza di cui accennavamo all’inizio di questo blurb.
Copertina: Oscar CHICONI

È lui o non è lui

Il bersaglio della satira di Greggio, questa volta, sono tutti quelli che ci “attapirano”, in primo luogo politici, conduttori e giornalisti televisivi, facce note della vita mondana. Insieme a una serie di aneddoti esilaranti sui retroscena di trasmissioni come “Striscia la notizia” e su tutta la gente pazza e squinternata che popola il mondo dello spettacolo e la vita politica. **

Dylan Dog: Esistenza, orrore, filosofia

Nevrotico, ex-alcolista, vegetariano, Dylan Dog è senz’altro il detective privato più in controtendenza del panorama fumettistico e letterario. “L’Indagatore dell’Incubo” deve però il suo grandissimo successo e la sua fama imperitura a ben più che all’intreccio delle sue storie, ai variegati mostri che affronta o alle battute del suo folle assistente Groucho. Il geniale e vulcanico padre di Dylan Dog, Tiziano Sclavi, è riuscito infatti a infondere al suo personaggio un ingrediente segreto, ossia una sensibilità poetica e filosofica di tipo esistenzialista, che gli ha permesso di parlare della condizione umana attraverso i mostri che l’Indagatore dell’Incubo affronta per sbarcare il lunario. Accompagnati da Dylan e dalla filosofia contemporanea, affronteremo un percorso fumettistico e filosofico attraverso tutte le situazioni “estreme” dell’esistenza, dall’assurdità della vita all’illusione dell’amore, dall’angoscia di fronte alla morte all’affannosa ricerca della verità, fino a guardare nietzscheanamente nell’Abisso, con la speranza che quest’ultimo, in un momento di distrazione, non si accorga di noi.

Due corpi nel naviglio

Nel giro di pochi giorni due corpi vengono ripescati nel naviglio di Milano. Il colonnello Valerio Maffi De Valera indaga. E più o meno identifica i responsabili.
Un racconto poliziesco di un autore che ama l’ironia.

Duchessa d’Autunno

Una bella duchessa in lutto per il suo amatissimo consorte. Un mercante abbronzato torna a rivendicare i suoi diritti di nascita. Due anime in cerca di amore e rinascita. Le loro strade si incontrano e il viaggio comincia… Ambientata nell’Hampshire nel 1777 questa è la storia di Antonia, Duchessa Vedova di Roxton e di come riemerge dalla disperazione più profonda dopo la morte di suo marito, la sua anima gemella, e inaspettatamente trova di nuovo l’amore.

Dorian & Sophie

Sophie e Mike stanno insieme da cinque anni, ma più che l’amore a tenerli legati è l’abitudine. Le continue mancanze di Mike, passate e presenti, minano il loro rapporto fino a giungere ad una rottura che potrebbe essere insanabile. In tutto questo si insinua Dorian, un vecchio amico di Mike, un uomo gentile dagli intensi occhi azzurri, così diverso da Mike da esserne l’opposto. Tornato in città dopo una lunga assenza, la sua vita si intreccerà con quella di Sophie, di cui si innamorerà perdutamente. Ma certi legami sono difficili da spezzare e Sophie, incastrata tra un vecchio amore oramai logoro e uno nuovo che la spaventa, sarà costretta a fare una scelta.

Donne e Fanciulle

Già il titolo del volume spiega che di ciascuna delle novelle qui raccolte è protagonista una donna o una fanciulla, dell’aristocrazia, della borghesia ricca, delle classi medie, del popolo. Ma non dice, il titolo, che il libro è molto indulgente, e devo dirlo io. Quando non sian buone e ingenue, queste mie donne, sono colpevoli per colpa degli altri, come avvien quasi sempre nella vita; perchè io credo che la responsabilità della donna si sia esagerata sempre, e in questi ultimi tempi sia stata portata alle stelle da alcuni scrittori, i quali voglion vedere nella donna La Nemica, per antonomasia, con iniziali maiuscole. Di maiuscolo, a mio credere, non v’è il più delle volte che l’asinità dell’uomo; epperò il mio libro è indulgente, e raffigura la donna come una creatura di grazia, che gli uomini possono condurre a perdizione più presto e più sovente di quel che la donna non conduca a perdizione gli uomini; e dà alla donna una responsabilità ben piccola dei malanni che può commettere, e a cui gli uomini la incitano per il loro interesse egoistico, o l’incoraggiano storditamente con l’esempio.

Dizionario dei telefilm (Saggi)

I telefilm che hanno segnato un’epoca, come Happy Days, Miami Vice, M.A.S.H. o I segreti di Twin Peaks. Quelli che hanno scatenato vere e proprie manie collettive e imposto nuovi divi, come Dallas, E.R. e Friends. Gli infallibili Derrick, Baretta, Starsky e Hutch, Colombo… I «cult» ai confini della realtà televisiva come Star Trek, Agente Speciale, Il prigioniero e X-Files o quelli «a quattro zampe» come Rin Tin Tin, Lassie, Flipper e Furia. Le sit-com dalla risata facile come I Jefferson, I Robinson o Tre cuori in affitto. Senza trascurare le serie «made in Italy», dallo Sheridan di Ubaldo Lay al Maigret di Gino Cervi fino a Un medico in famiglia. E poi le serie dimenticate, quelle interrotte dopo le prime puntate, quelle che hanno magari trovato pochi ma accanitissimi fan. L’elenco potrebbe continuare a lungo, suscitando una raffica di ricordi e di domande, perché i telefilm e i loro eroi hanno accompagnato i nostri anni, con vicende ora comiche ora drammatiche. Hanno proposto personaggi indimenticabili e imposto modelli di comportamento, hanno costruito trame appassionanti e situazioni coinvolgenti, e al tempo stesso sono stati specchio dei cambiamenti del costume e della società.
In questo informatissimo dizionario, Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria offrono un catalogo completo di tutti i telefilm trasmessi dalle reti televisive italiane pubbliche e private. Di ogni serie sono riportati i dati essenziali, a cominciare dal cast, e una scheda con le caratteristiche tecniche principali, il riassunto, le indiscrezioni dietro le quinte e le curiosità, i premi, le guest-star, i produttori, le colonne sonore, le eventuali traduzioni cinematografiche.
Insomma, tutto quello che c’è da sapere sui telefilm che hanno reso il nostro piccolo schermo un po’ più grande.
Corredato da numerose illustrazioni, è un libro da sfogliare tra curiosità, divertimento e nostalgia: perché raccoglie le infinite storie che ci stanno accompagnando, anno dopo anno, e ci fannoridere, piangere e sognare. Questa edizione aggiornata è stata arricchita con oltre 300 nuove schede.

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Sinossi

I telefilm che hanno segnato un’epoca, come Happy Days, Miami Vice, M.A.S.H. o I segreti di Twin Peaks. Quelli che hanno scatenato vere e proprie manie collettive e imposto nuovi divi, come Dallas, E.R. e Friends. Gli infallibili Derrick, Baretta, Starsky e Hutch, Colombo… I «cult» ai confini della realtà televisiva come Star Trek, Agente Speciale, Il prigioniero e X-Files o quelli «a quattro zampe» come Rin Tin Tin, Lassie, Flipper e Furia. Le sit-com dalla risata facile come I Jefferson, I Robinson o Tre cuori in affitto. Senza trascurare le serie «made in Italy», dallo Sheridan di Ubaldo Lay al Maigret di Gino Cervi fino a Un medico in famiglia. E poi le serie dimenticate, quelle interrotte dopo le prime puntate, quelle che hanno magari trovato pochi ma accanitissimi fan. L’elenco potrebbe continuare a lungo, suscitando una raffica di ricordi e di domande, perché i telefilm e i loro eroi hanno accompagnato i nostri anni, con vicende ora comiche ora drammatiche. Hanno proposto personaggi indimenticabili e imposto modelli di comportamento, hanno costruito trame appassionanti e situazioni coinvolgenti, e al tempo stesso sono stati specchio dei cambiamenti del costume e della società.
In questo informatissimo dizionario, Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria offrono un catalogo completo di tutti i telefilm trasmessi dalle reti televisive italiane pubbliche e private. Di ogni serie sono riportati i dati essenziali, a cominciare dal cast, e una scheda con le caratteristiche tecniche principali, il riassunto, le indiscrezioni dietro le quinte e le curiosità, i premi, le guest-star, i produttori, le colonne sonore, le eventuali traduzioni cinematografiche.
Insomma, tutto quello che c’è da sapere sui telefilm che hanno reso il nostro piccolo schermo un po’ più grande.
Corredato da numerose illustrazioni, è un libro da sfogliare tra curiosità, divertimento e nostalgia: perché raccoglie le infinite storie che ci stanno accompagnando, anno dopo anno, e ci fannoridere, piangere e sognare. Questa edizione aggiornata è stata arricchita con oltre 300 nuove schede.

Denise la cozza

Lei si chiama Denise Cozzoluto, ma tutti la chiamano Denise “la Cozza”. Viene dal Sud e vive a Milano in un palazzone multietnico con mamma, papà, il fratello mononeuronico e la nonna spacciatrice di santini. Il suo non è certamente un fisico da velina (oscilla tra la taglia 46 e la 48), ma ha un sogno, un’idea ben chiara in testa fin da quando era piccola: vuole lavorare in televisione. E chi se ne frega se non è alta, non è magra, non ha fidanzati famosi e non frequenta le feste dei potenti. Lei è intelligente, sveglia, ironica. E crede in se stessa. Per un gioco del destino, Denise si trova catapultata dietro le quinte del mondo dello spettacolo, dove incontra Elisabetta Canalis fuori dall’ascensore, mangia a fianco di Alba Parietti (senza trucco), riceve un motorino direttamente da Gerry Scotti, e se la vede con segretarie magrissime, direttori squali, e ragazze tutte uguali a Barbie (capacità cerebrali comprese). Ed è proprio a questo punto che deciderà di trasformarsi in una Robin Hood della televisione, pronta a fare piazza pulita di tutte le facce inutili che popolano, senza motivo apparente, il piccolo schermo. E quando meno se lo aspetta, troverà anche l’amore.

Democrazia S.p.A. Stati Uniti: una vocazione totalitaria?

“Il sistema politico americano non è nato democratico, semmai ha avuto sin dall’inizio inclinazioni antidemocratiche”, scrive Sheldon Wolin procedendo a una radiografia del potere negli Stati Uniti. Nell’America di oggi si assiste a uno scontro sempre più impari tra una democrazia incompiuta e un’antidemocrazia che non osa definirsi tale. Denunciando la simbiosi ormai congenita di Stato e impresa, Wolin descrive un paese in cui i cittadini sono politicamente demotivati e le multinazionali globali si sono sostituite al governo. Emergono così i tratti di un sistema perverso di gestione privata del potere, una sorta di “totalitarismo rovesciato”, frutto dell’impatto sulla politica interna della linea imperialistica della Superpotenza. Il governo è nelle mani di oligarchie finanziarie e di élite repubblicane, le elezioni sostituiscono la partecipazione reale, i programmi sociali vengono smantellati e i sistemi di persuasione di massa incidono sull’immaginario collettivo. Destinato a diventare un punto di riferimento nel dibattito politico degli anni a venire, “Democrazia S.p.A.” è anche un appassionato invito ai cittadini di tutte le democrazie occidentali a uscire dal letargo politico. È infatti un monito anche per noi: molti dei suoi argomenti risultano fin troppo calzanti per l’Italia di oggi. Prefazione di Remo Bodei. **