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Matematica E Arte: Forme Del Pensiero Artistico

Il libro vuole saldare didattica e divulgazione su un tema di grande fascino come quello dei rapporti tra la matematica e l’espressione artistica cercando di andare oltre alle ovviet che spesso circondano questo argomento, alle facili metafore, a esoterici misteri, con l’obiettivo di fornire un quadro concettuale matematico per quanto possibile rigoroso, accessibile a una cultura liceale, isolando quei temi per i quali non sia pretestuoso l’intreccio tra matematica e arte. Il Cd che accompagna il testo raccoglie il materiale didattico prodotto nella attivit laboratoriale con gli studenti: schede di lavoro, animazioni, film, pagine di geometria dinamica, e pu essere utilmente utilizzato da chi intenda riproporre nel proprio contesto didattico questa esperienza.

Mastruzzi Indaga

Gino Mastruzzi è un investigatore privato per modo di dire. Sì, di tanto in tanto gli viene affidato un caso da risolvere, ma le sue indagini finiscono sempre con lo scoprire una realtà che non si può, che non si può più, che non si può ancora ”risolvere”. È la realtà metropolitana dell’emarginazione e del razzismo, delle sacche di povertà e della malavita dentro la cornice di una città ”civile” e opulenta come Bologna. Piuttosto che investigatore, Mastruzzi – burbero, pieno di acciacchi, donchisciottesco – è una sorta di ”assistente sociale”. Si butta a pesce dove sente odore di ingiustizia e così finisce con lo smascherare una città fatta anche di arroganza, potere occulto, personaggi intoccabili. Gino Mastruzzi ha molti amici tra vagabondi e senza casa, zingari e immigrati, mendicanti e disoccupati, insieme a loro lotta quotidianamente contro i mulini a vento, non vince mai, tuttavia da ogni nuova impresa sgangherata esce conservando l’unico bene per lui prezioso: la dignità..

(source: Bol.com)

Mastro Pulce

Un romanzo rocambolesco nato da un caso giudiziario. Una ‘fiaba in sette avventure’ di straordinaria sottigliezza, composta da un grande autore dell’Ottocento qui presentato in una nuova scintillante traduzione e in un’edizione riccamente annotata e sapientemente introdotta.

(source: Bol.com)

Massacro ad Amman

Da una spia egiziana, che poi viene soppressa, la CIA viene a sapere che si sta preparando un attentato a Hussein: la congiura, stando alle dichiarazioni della spia, è organizzata da una persona molto vicina al re, una persona di «tutta fiducia». Il servizio segreto americano invia ad Amman l’Altezza Serenissima dello spionaggio mondiale: Malko Linge. Il compito di SAS è tutt’altro che facile: non può avvertire Hussein del pericolo perché rischierebbe di mettere in allarme il traditore, e quindi è costretto a lavorare dietro le quinte, con tutto quello che questo implica. Per fortuna, ha al suo fianco una ex «coniglietta», che adesso è agente dell’MI5 britannico. Non solo: sulla sua strada incontra altre tre donne stupende, anche se non certo riposanti. Carote, un’inglesina che non è troppo convinta di voler fare ciò che vorrebbero farle fare; Sophia, un’italiana sposata con un giordano, bene accetta negli ambienti di corte; e Ratwa, appassionata guerrigliera. Basterebbe questo «ventaglio» di donne a rendere interessante qualunque avventura. Ma l’autore non si ferma qui. Al suo arco ha ancora molte frecce: intrighi, violenza, sparatorie, descrizioni ambientali, personaggi a tutto spicco. Come sempre, De Villiers ha strutturato per noi un romanzo estremamente realistico, offrendoci un quadro lucido e analitico di un mondo difficilmente penetrabile e comprensibile: il mondo arabo, dilaniato dalle sue lotte drammatiche, dalle sue contraddizioni, dalle sue passioni violente.

Massacro a Mosca

Mack Bolan accetta di sotterrare momentaneamente l’ascia di guerra con i suoi amici-nemici della CIA per correre in aiuto di una “talpa” dell’agenzia, in pericolo di vita a Mosca. Il Giustiziere si introduce tra le segrete mura del Cremlino per cercare di portare a termine una sua personalissima vendetta… ed ecco che l’ascia di guerra viene affondata con inaudita violenza là dove nessuno se l’aspettava: dritto nel cuore dell’alto comando del KGB, il potente servizio di spionaggio dell’Unione Sovietica. 92esima avventura dell’Esecutore, firmata in realtà da Stephen Mertz, classe 1947, veterano dell’esercito, scrittore che spazia dal thriller paranormale al romanzo storico al noir. Dal 1982 al 1986 fa parte del gruppo di scrittori che, sotto il nome di Don Pendleton, tengono in vita il personaggio di Mack Bolan: Mertz firma in totale undici avventure dell’Esecutore, di cui solo due edite in Italia.

Maschera bianca

Delitti e rapine sono avvenimenti quasi quotidiani nel sordido e malfamato quartiere londinese di Tidal Basin. Nei suoi vicoli nessuno osa avventurarsi da solo, né di gorno né di notte. Questa volta l’uomo che giace riverso sul marciapiede, con una pugnalata al petto, non è un abitante del quartiere. Molti lo hanno visto accasciarsi al suolo. Ma nessuno lo conosce. Nessuno sa fornire indicazioni sull’assassino. Un muro di mistero sbarra la via dalle indagini: dietro quel muro c’è Maschera Bianca, il “Demonio” di Tidal Basin. Il mistero verrà svelato dopo una serie di colpi di scena e con una soluzione sorprendente che fa di Maschera Bianca uno dei più straordinari, fantasiosi e impeccabili romanzi di Wallace.

Martirio lunare

Può l’uomo sopravvivere in un ambiente privo d’aria e quindi privo di tutte quelle manifestazioni vitali che dall’ossigeno traggono soprattutto il sostentamento? John W. Campbell junior, l’autore della vicenda che presentiamo ai nostri lettori, risponde affermativamente al quesito e con una narrativa scarna, esente da qualsiasi retorica, racconta la vicenda avventurosa di un pugno di “naufraghi” rimasti sulla Luna, “inferno squallido e raggelato”, in attesa dell’astronave-soccorso che li venga a liberare. Nel frattempo dovranno strappare al pianeta spento un’esistenza. Un’esistenza che come dice il titolo del racconto sarà un martirio allucinante. Ma l’uomo non è nuovo a certe imprese e forte di tutte le esperienze della sua civiltà finisce per vincere la battaglia e stabilire sulla Luna un avamposto che consentirà ad altri di continuare lungo il cammino del progresso.
Copertina di Curt Caesar.

Marte in fuga

Casseia Majumdar è figlia di una delle famiglie più antiche e conservatrici della confederazione che colonizzò Marte. Ma la sua vita cambia per sempre dopo il coinvolgimento nella rivolta marziana del 2171. Quei brevi giorni di ardente idealismo hanno lasciato un sogno indelebile, e lo stesso vale per Charles Franklin, un brillante fisico che dedica la propria esistenza a ricerche sulla natura dello spazio e del tempo, sviluppando una teoria probabilistica dell’universo. Si tratta di studi sensazionali le cui implicazioni minacciano il precario equilibrio con la Terra, trasformata dai progressi della nanotecnologia… Infatti, la Terra non può permettere che la propria egemonia venga intaccata da un pianeta rivale forte e unificato, capace di portare alle estreme conseguenze le nuove scoperte di Franklin; il conflitto è aperto e l’escalation incontrollabile, pronta a sfociare in una lotta all’ultimo quartiere a base di virus di computer e di macchine da guerra autoreplicanti. Ma per gli uomini di Marte, pionieri di una nuova frontiera, non rimane che una soluzione radicale, definitiva: un atto di coraggio e di ribellione che nessuno mai avrebbe potuto non solo prevedere, ma neppure concepire… Se negli anni ’90 Marte è tornato protagonista della fantascienza, con Greg Bear il tema raggiunge vertici insuperati. Ricco di invenzioni, speculazioni e avventura dall’inizio alla fine, questo romanzo è uno splendido squarcio di storia futura, il più completo tentativo di scrivere una grandiosa epica marziana e, insieme, di proiettare l’immaginazione scientifica verso nuovi inesplorati orizzonti

Marked. La casa della notte

Mi chiamo Zoey, ho sedici anni, una madre apprensiva, un patrigno scostante e una sorella maggiore tutta perfettina. E per lungo tempo sono stata convinta che questi fossero i miei problemi. Mi sbagliavo. Perché un giorno ho ricevuto il Marchio: una mezzaluna blu tatuata sulla fronte. E tutto è cambiato. Dovete sapere che il Marchio è la prima tappa per diventare un vampiro. La successiva è entrare nella Casa della Notte, una scuola dove s’impara a controllare i propri poteri e ad affrontare la delicatissima fase della Trasformazione. Cosa succede, allora? Alternativa uno: mi trasformo in vampiro, cioè divento più che umana; più forte, più intelligente, più dotata. Alternativa due: il mio corpo rifiuta la trasformazione e io muoio. Per sempre. Ma neppure questo è il mio problema più grosso. Oh, no. Il fatto è che il mio marchio è diverso da quello degli altri, è il segno di capacità incredibili per una ragazza della mia età, e ciò non aiuta a farmi nuovi amici. Senza contare che Afrodite, la presidentessa delle Figlie Oscure, il club più esclusivo della scuola, non ha preso molto bene la mia “superiorità”. Insomma mi odia. Talvolta vorrei tornare indietro, ma non posso. Anche perché qui, nella Casa della Notte, sta succedendo qualcosa di profondamente sbagliato e pericoloso. E io sono l’unica che possa fermarlo.

Maria Antonietta, un’austriaca a Versailles

“Che mangino brioches”, si è sempre pensato che Maria Antonietta avesse detto alla folla che chiedeva del pane. L’ennesimo gesto di una sovrana che ancora oggi è portata a simbolo della rovina di un Paese grazie al suo lusso sfrenato, i cui sudditi sono stati salvati dalla rivoluzione francese. Ancora oggi, nei libri di Storia delle scuole medie e superiori, leggiamo di una Francia resa povera da spese folli e si racconta di una regina dedita allo champagne mentre il popolo moriva di fame. Eppure sono molte le testimonianze che, nel corso dei secoli, hanno chiarito che non sono state le scarpe di Maria Antonietta a impoverire le casse statali ma l’eccessivo entusiasmo dei ministri nel voler sostenere la rivoluzione americana. Oggi si sa che Maria Antonietta non pronunciò mai quella frase, che tagliò i costi di Versailles, e che, una volta tornata a Parigi, prese in mano il controllo degli affari di Stato al posto del marito. Si sa di lei che fu una grande estimatrice di Washington e tra le prime a rivalutare la figura di Rousseau, che leggeva con passione alle sue figlie piccole. Una raccolta di testi del filosofo fu data alle stampe, con la sottoscrizione di Benjamin Franklin e della stessa Maria Antonietta. La retorica della rivoluzione è stata analizzata a fondo, la sua strategia di false notizie e di linguaggio familiare, materno, appassionato, molto lontano dagli ideali razionali a cui siamo sempre stati abituati. Perché, dunque, si continua a dipingere degli avvenimenti come non sono stati? Un po’, probabilmente, per dare una giustificazione valida alla rivoluzione e a ciò che avvenne dopo. Un po’, anche, per pigrizia. Una buona dose è dovuta al fatto che si dovrebbe cambiare opinione e ciò è difficile. Ma i personaggi storici sono figli della Storia e, in quanto tali, vanno considerati e narrati nel loro contesto storico. Quindi in questi libri entriamo nella Storia per capirli, seppur per poco, con poche pretese. Perché la Storia, come diceva Borges, è ciclica e destinata a ripetersi; ciò che possiamo fare è capire.

Marekiaro

CON UN TESTO DI MAURIZIO DE GIOVANNI

”Il Napoli è una seconda famiglia, nella quale ho assunto la mia parte di responsabilità. Non sono napoletano, ma ho il sangue azzurro.”

Lo chiamano Marekiaro, anche se è nato e cresciuto ai piedi dei Carpazi, nella città slovacca di Banská Bystrica. È stato il capitano del Napoli di Benítez e del Napoli di Sarri. Dopo undici anni da protagonista è stato a un passo dall’addio, ma ora è pronto a guidare in campo il nuovo Napoli di Carlo Ancelotti. Uno dopo l’altro, Marek Hamšík ha battuto tutti i record individuali per un calciatore del Napoli: ha superato persino il più forte di tutti, il dios del calcio Diego Armando Maradona, per numero di gol segnati con la maglia azzurra. Una maglia che si è cucito addosso resistendo alle sirene dei club più ricchi e titolati, perché più dei soldi e dei trofei conta quello che resta nel cuore. Giocare nel Napoli significa giocare per tutta la città: Marekiaro, come racconta Maurizio de Giovanni nel testo che accompagna questa autobiografia, è il Capitano della città, un uomo in missione per conto del suo popolo. Con poche parole e molti fatti – con l’esempio dimostrato sul campo – Hamšík ha conquistato Napoli e se ne è fatto conquistare. In queste pagine racconta la sua storia: il calcio nel destino, i sacrifici dei genitori, l’amore precoce e incondizionato per il pallone, il rapporto con la famiglia e la gente comune di Napoli, oltre che con i compagni e gli allenatori, le partite memorabili, i gol, le gioie e le delusioni di una carriera straordinaria, vissuta con serenità e umiltà in ogni sua tappa. Marekiaro è un uomo che davanti a uno striscione, un murales o un coro a lui dedicato reagisce imbarazzato, chiedendosi come può ricambiare l’affetto e le speranze di Napoli; un calciatore che ha saputo conciliare geometrie e creatività, rigore tattico e intuizione, timidezza e audacia per diventare un capitano vero, un leader a cresta alta.

(source: Bol.com)