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Set di paura (eLit)

Kelly Trent recita in una soap opera molto popolare che l’ha resa famosa. Tutto pensa fuorché di dover lasciare la serie perché un incidente piuttosto sospetto sul set lascia intendere che qualcuno ce l’abbia con lei. Ancora amareggiata, Kelly decide di partecipare alla realizzazione di un videoclip in un’isola delle Florida Keys. Unico elemento positivo: Doug O’Casey, istruttore di ballo. Lo scenario da favola si trasforma però nel peggiore degli incubi. Si verificano incidenti che per Doug, ex poliziotto di Miami, hanno le sembianze di tentati omicidi ai danni di Kelly. Il tutto coronato da una serie di minacce di morte. Risulta chiaro che qualcuno vicino all’attrice non vuole soltanto che lei se ne vada dal set. La vuole morta. Ma non ha considerato che per O’Casey questa faccenda è diventata una questione molto personale.
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### Sinossi
Kelly Trent recita in una soap opera molto popolare che l’ha resa famosa. Tutto pensa fuorché di dover lasciare la serie perché un incidente piuttosto sospetto sul set lascia intendere che qualcuno ce l’abbia con lei. Ancora amareggiata, Kelly decide di partecipare alla realizzazione di un videoclip in un’isola delle Florida Keys. Unico elemento positivo: Doug O’Casey, istruttore di ballo. Lo scenario da favola si trasforma però nel peggiore degli incubi. Si verificano incidenti che per Doug, ex poliziotto di Miami, hanno le sembianze di tentati omicidi ai danni di Kelly. Il tutto coronato da una serie di minacce di morte. Risulta chiaro che qualcuno vicino all’attrice non vuole soltanto che lei se ne vada dal set. La vuole morta. Ma non ha considerato che per O’Casey questa faccenda è diventata una questione molto personale.

Sessantotto

A distanza di cinquant’anni, sintetizzare con ‘generazione del ’68’ quel movimento di rivolta che ha avuto come teatro la scena del mondopuò quantomeno apparire sbrigativo, per non dire semplicistico, stereotipato. Lo scopo di questo libro è quello di mostrare che il ’68, lungi dall’essere il risultato dell’esperienza di una generazione omogenea, è in realtà frutto della convergenza di soggetti diversi per cultura politica, esperienze, istanze di rivolta e modi della partecipazione. Che il ’68 sia plurale emerge immediatamente dalla scomposizione di quella generazione, soprattutto analizzandola per età: tre, quattro anni di differenza marcano, infatti, una distanza spesso conflittuale tra due culture generazionali. Attraverso decine di storie di vita e lungo gli itinerari che dagli anni Cinquanta portarono migliaia di ragazze e ragazzi al ’68, Francesca Socrate intreccia la ricostruzione storica con l’analisi della loro memoria autobiografica e del linguaggio usato per raccontarla: si elabora così il senso che i protagonisti del movimento attribuiscono oggi a quel loro passato.

(source: Bol.com)

I serpenti sugli alberi

Il tema dell’invasione di campagne e città da parte di serpenti velenosi ha le sue radici nell’inconscio collettivo o sta ormai acquistando un valore di sinistro avvertimento ecologico? A breve distanza dal raccapricciante Albergo sulla tana dei crotali (Urania n. 967) dell ‘americano Gi more, l’inglese Lamark riprende il pauroso argomento in un romanzo dove non i serpenti a sonagli, ma i più micidiali rettili africani cominciano a pullulare e a far strage nelle campagne dell’Inghilterra meridionale.
Copertina di Karel Thole

Il Sermone Sulla Caduta Di Roma

Il sermone sulla caduta di Roma by Jerome Ferrari
Ognuno di noi durante la propria vita crea un mondo fatto di legami, di progetti e di sogni che si esauriscono con la propria morte. Così Marcel, che affronta la malattia, l’emigrazione, la seconda guerra mondiale, la colonia africana e la vecchiaia per poi morire nel suo paese, in Corsica, dove tutto ha avuto inizio. E così Matthieu, suo nipote, che due generazioni dopo, nella stessa cittadina corsa, si illuderà di trovare il suo posto nel mondo dietro il bancone di un bar. Ma anche la sua vita, fatta di vetro e di ghiaccio, presto crollerà. Bisogna credere nei mondi che creiamo? Bisogna illudersi che siano eterni? Sant’Agostino rispose allo sgomento dei fedeli per la caduta di Roma presa dai visigoti ricordando: nessuna cosa dell’uomo è fatta per durare.

I serial killer. Il volto segreto degli assassini seriali

I serial killer sono sempre più presenti ormai nel nostro immaginario collettivo, come inquietanti “mostri” al centro di film o romanzi, che ne danno però spesso una rappresentazione distorta, incentrata sulla morbosità e la perversione. Questo libro intende mostrare al lettore il volto reale dei serial killer: chi sono, perché uccidono, cosa contraddistingue la loro “umanità”, quali sono le strategie per catturarli e i possibili trattamenti di riabilitazione. Per illustrare la loro psicologia, nella prima parte è riportata una raccolta di brani di diari, lettere e interviste. La seconda parte del volume entra nello specifico delle efferatezze compiute dagli assassini seriali: dalle donne; in Italia; in ambito sanitario; adescando le vittime su internet; in gruppo, in guerra o in connessione con la mafia. Analizzando un campione di 2230 assassini identificati, provenienti da tutto il mondo, gli autori coniugano la trattazione teorica alla rivisitazione dei casi più eclatanti in 207 schede informative; propongono inoltre una inedita classificazione motivazionale dell’omicidio seriale e una nuova ipotesi di trattamento per i colpevoli, Questo volume si presenta quindi come uno strumento operativo per psicologi, psichiatri, criminologi, investigatori, avvocati, magistrati e per tutti gli altri operatori che, in qualche modo, entrano in contatto con questo tipo di crimine (ad esempio, scrittori, sceneggiatori e attori).
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I Serial Killer

I serial killer by Vincenzo Maria Mastronardi, Ruben De Luca
Un successo da oltre 30.000 copieIl volto segreto degli assassini seriali: chi sono e cosa pensano? Come e perché uccidono? La riabilitazione è possibile?I serial killer sono sempre più presenti nell’immaginario collettivo.Questo libro intende mostrare al lettore il volto reale dei serial killer: chi sono, perché uccidono, quali sono le strategie per catturarli. Per illustrare la loro psicologia, nella prima parte sono riportati brani di diari, lettere e interviste; la seconda parte esamina invece le efferatezze compiute dagli assassini seriali. Analizzando un campione di 2230 assassini da tutto il mondo, gli autori coniugano la trattazione teorica alla rivisitazione dei casi più eclatanti in 207 schede; propongono inoltre un’inedita classificazione sui “perché” dell’omicidio seriale e una nuova ipotesi di trattamento per i colpevoli. Questo volume è quindi un indispensabile strumento operativo per psicologi, psichiatri, criminologi, investigatori, avvocati, magistrati e per coloro che, in qualche modo, entrano in contatto con questo tipo di crimine (ad esempio, scrittori e attori), ma costituisce anche una guida interessante per tutte quelle persone che sono semplicemente curiose di conoscere l’universo segreto dei “mostri del nostro tempo”: gli assassini seriali.L’universo segreto dei mostri del nostro tempo: gli assassini seriali«Un libro che non è solo un prezioso strumento di conoscenza per gli addetti ai lavori, ma anche un’utile lettura per chiunque voglia comprendere davvero la realtà. Fuori dai luoghi comuni.» Silvana Mazzocchi, la Repubblica• Storia dell’omicidio seriale e definizioni• Gli assassini seriali in Europa e nel mondo • Perché si diventa serial killer?• Le fasi dell’omicidio seriale: il modus operandi e la “firma ”• Tecniche d’investigazione: come si cattura un serial killer?• Diagnosi e cura di un serial killer • Serial killer al femminile• Omicidi seriali in Italia: Roberto Succo, Donato Bilancia, il “Mostro di Firenze” e gli altri • Gli “Angeli della Morte”• L’uso di internet per adescare le vittime• Forme atipiche di omicidio serialeVincenzo Maria MastronardiÈ psichiatra, psicoterapeuta, criminologo clinico, titolare della cattedra di Psicopatologia forense, direttore dell’Osservatorio dei Comportamenti e della Devianza e del Master in Scienze Criminologico-forensi presso la «Sapienza» di Roma. È direttore dell’Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologico-forensi e del «CrimeC lab». Tra le sue molte pubblicazioni ricordiamo Le strategie della comunicazione umana, Manuale di comunicazione non verbale, La comunicazione in famiglia, Filmtherapy, Grafologia giudiziaria e, per la Newton Compton, Madri che uccidono (con Matteo Villanova) e I serial killer (con Ruben De Luca).Ruben De LucaÈ psicologo, criminologo, già collaboratore con l’Osservatorio dei comportamenti e della devianza presso la facoltà di Medicina dell’Università di Roma la «Sapienza». Tra le sue ultime pubblicazioni: Anatomia del Serial Killer e Il Terrore in casa nostra.

Sergej M. Ejsenstejn

Sergej M. Ejzenštejn è unanimemente considerato uno dei maggiori registi della storia del cinema. ‘Sua Maestà Ejzenštejn’ come lo chiama Šklovskij, era figlio di un architetto ebreo-tedesco, e di una madre russa. Allo scoppio della rivoluzione nel 1917, il padre si schiera con i bianchi, lui combatte per l’Armata Rossa. Entra nel teatro di avanguardia, persuaso che alla trasformazione della società debba corrispondere la trasformazione del linguaggio e della cultura. Tra i suoi capolavori: Sciopero (1924-25), La corazzata Potëmkin (1925), Ottobre (1927), Aleksandr Nevskij (1938), Ivan il Terribile (1944).
(source: Bol.com)

Serenata senza nome

Sono passati piú di quindici anni da quando Vinnie Sannino è emigrato in America, imbarcandosi di nascosto su una nave. Là ha avuto successo, è diventato campione mondiale di pugilato nella categoria dei mediomassimi. Ma il suo ultimo avversario, un pugile di colore, è morto, e lui non se l’è piú sentita di continuare. Adesso è tornato per inseguire l’amore mai dimenticato, Cettina, la ragazza che alla sua partenza aveva pianto disperata. La vita, però, è andata avanti anche per lei, che ora è donna e moglie. Vedova, anzi: perché il marito, un ricco commerciante, viene trovato morto. Qualcuno lo ha assassinato finendolo con un pugno alla tempia, simile a quello che, in una sera maledetta, Vinnie ha vibrato sul ring dall’altra parte del mondo. Per Ricciardi e Maione, e per i loro cuori, sarà davvero una brutta settimana di pioggia.
«Il cadavere era di un uomo grande e grosso, riverso di lato, le braccia strette al petto e le ginocchia contro il ventre. Il vestito che indossava era di buona fattura, e il soprabito, aperto, pareva nuovo e costoso, anche se sporco di fango. Poteva avere una cinquantina d’anni, forse meno. Il volto era tumefatto e la tempia sinistra recava una strana depressione».
(source: Bol.com)

Serena

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Serena “piedi nudi” è un mondo a sé: vuole il costume da bagno e non i vestiti. Dalla “sua” spiaggia palmeggiante tante volte ha scrutato l’orizzonte, affidando alle tinte turchine dell’oceano le innocenti domande di un’adolescente. Finché un bel giorno quello stesso orizzonte le rimanda Dolphy, un delfino pasticcione, che non teme le altre specie, anzi le va a cercare per l’esuberanza del suo carattere. I due diventano subito amici e tra loro si instaura un rapporto speciale. Serena intanto cresce tra un’avventura e l’altra con il suo nuovo amico, un amico che le correnti di fine estate non potranno allontanare dal suo cuore.
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La sera delle promesse

L’ultima promessa che Jo fa alla moglie è la più difficile da mantenere: un futuro migliore. Un futuro migliore per i loro figli sempre più persi in esistenze incolori. Ma Jo non sa da dove cominciare perché si è dedicato totalmente alla carriera a scapito di un vero legame con loro. Dopo averli riuniti tutti insieme nella loro casa in Bretagna, per la prima volta dopo anni guarda i suoi figli negli occhi e vede la malinconia di cui parlava sua moglie. Vede nello sguardo di Cyrian il rimpianto per un matrimonio che sembra basarsi ormai solo sulle convenzioni e per il mancato rapporto con sua figlia. Vede nell’apparente freddezza di Sarah e nella sua voglia di rimanere da sola una ferita del cuore che non si è mai rimarginata. Per tenere fede alla parola data, Jo deve aiutarli a credere di nuovo nell’amore e a non aver paura dei propri sentimenti. Deve riscoprire che cosa vuole dire essere un padre e tornare nelle loro vite provando a rimetterli sulla strada verso la felicità. Piano piano, grazie a lui, Cyrian scopre che in fondo è ancora innamorato della moglie e che per parlare con la figlia basta farle arrivare il proprio affetto. E Sarah non ha più paura di lasciarsi andare e affidarsi a qualcuno. Perché non c’è niente di più forte di quello che lega una famiglia per ritrovare sé stessi e non sentirsi più soli. Perché non è mai troppo tardi per regalare un sorriso che illumina il futuro di sfumature inaspettate.

La sera a Roma

Federico, il protagonista di questa storia ambientata in una Roma elegante e decadente, è uno sceneggiatore di esperienza con molti film di successo alle spalle. Frequenta i salotti nobili della capitale, ma anche le redazioni dei giornali, le trattorie storiche del centro e l’entourage intellettuale e cinematografico. Un giorno uno dei più apprezzati broker della finanza romana gli chiede di incontrare un giovane attore, Domenico Greco, per aiutarlo a entrare nel mondo del cinema e Federico, per cortesia, invita a casa sua quello che a prima vista è un belloccio senza arte né parte.
Poche ore dopo, però, il ragazzo viene ucciso con un colpo di pistola. E il protagonista, essendo uno degli ultimi ad averlo visto, si ritrova coinvolto nelle indagini. A dipanare l’intricata trama di segreti, relazioni clandestine, innamoramenti mai confessati, tradimenti, lavorano parallelamente Margiotta, un sagace commissario, Maselli, un giornalista di cronaca nera assetato di scoop, e lo stesso Federico, che si ritrova talmente invischiato nella vicenda sentimentale legata all’omicidio da mettere a rischio il proprio matrimonio. E muovendosi tra nobili decaduti, fisioterapiste brasiliane e mostri sacri del cinema italiano, la sfida del protagonista sarà proprio quella di dimostrare la sua innocenza. Di rivelazione in rivelazione, la verità verrà a galla gradualmente, tenendo altissima la tensione e spiazzando anche il lettore più navigato.
Servendosi di una lingua raffinata, di un ritmo avvolgente e del suo sguardo ora caustico ora malinconico, Enrico Vanzina manovra con maestria personaggi veri e immaginari sullo “scintillante palcoscenico dell’eternità romana”. Il risultato è un romanzo impeccabile, che è insieme un giallo appassionante, una riflessione sul Tempo e un affresco eccezionalmente autentico di Roma e della società italiana.
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### Sinossi
Federico, il protagonista di questa storia ambientata in una Roma elegante e decadente, è uno sceneggiatore di esperienza con molti film di successo alle spalle. Frequenta i salotti nobili della capitale, ma anche le redazioni dei giornali, le trattorie storiche del centro e l’entourage intellettuale e cinematografico. Un giorno uno dei più apprezzati broker della finanza romana gli chiede di incontrare un giovane attore, Domenico Greco, per aiutarlo a entrare nel mondo del cinema e Federico, per cortesia, invita a casa sua quello che a prima vista è un belloccio senza arte né parte.
Poche ore dopo, però, il ragazzo viene ucciso con un colpo di pistola. E il protagonista, essendo uno degli ultimi ad averlo visto, si ritrova coinvolto nelle indagini. A dipanare l’intricata trama di segreti, relazioni clandestine, innamoramenti mai confessati, tradimenti, lavorano parallelamente Margiotta, un sagace commissario, Maselli, un giornalista di cronaca nera assetato di scoop, e lo stesso Federico, che si ritrova talmente invischiato nella vicenda sentimentale legata all’omicidio da mettere a rischio il proprio matrimonio. E muovendosi tra nobili decaduti, fisioterapiste brasiliane e mostri sacri del cinema italiano, la sfida del protagonista sarà proprio quella di dimostrare la sua innocenza. Di rivelazione in rivelazione, la verità verrà a galla gradualmente, tenendo altissima la tensione e spiazzando anche il lettore più navigato.
Servendosi di una lingua raffinata, di un ritmo avvolgente e del suo sguardo ora caustico ora malinconico, Enrico Vanzina manovra con maestria personaggi veri e immaginari sullo “scintillante palcoscenico dell’eternità romana”. Il risultato è un romanzo impeccabile, che è insieme un giallo appassionante, una riflessione sul Tempo e un affresco eccezionalmente autentico di Roma e della società italiana.

Il seppellitore di bambole

In un paese non esistono segreti. Odi mai sopiti, rivalità in amore, colpe del passato ed errori del presente. Tutto è di pubblico dominio; vizi e virtù di ciascuno salgono quotidianamente sul banco degli imputati, giudici le malelingue. Così non è un segreto per nessuno che il figlio degli Schlösser, Ben, un ragazzone di ventidue anni con il quoziente intellettivo di un bambino, scorrazza giorno e notte per i campi di granoturco, sempre munito di binocolo, pala pieghevole e coltello, alla ricerca di cose perse o abbandonate. Non è un segreto per nessuno che a Ben piacciono soprattutto le bambole: ama farle a pezzi e poi seppellirle chissà dove. Una passione insolita, imbarazzante per i suoi genitori, ma da tutti tollerata. Nessuno comunque lo ritiene pericoloso. Fino all’estate del 1995. Quando, misteriosamente, una dopo l’altra, cominciano a scomparire belle ragazze bionde. E la madre di Ben, Trude, teme con ansia l’arrivo di ogni nuova notte, perché sempre più spesso il figlio resta fuori sino all’alba e, anziché mazzi di cardi e ossicini di topo, le porta «in dono» brandelli di stoffa insanguinata…
Il seppellitore di bambole è un thriller psicologico in cui l’orrore assume i contorni della quotidianità e la suspense cresce in modo irresistibile sino al colpo di scena finale. Petra Hammesfahr riesce a ricreare alla perfezione l’atmosfera claustrofobica di una piccola comunità e a descriverne la paura nei confronti di tutto ciò che viene considerato «diverso», in un Paese, la Germania, che ancora si ritrova a fare i conti con il suo passato più buio: gli anni del nazismo.

La separazione

La sua famiglia è la sua vita
Ritrovarla è la sua speranza
Malesia, 1955. La famiglia Cartwright sta facendo le valigie per lasciare Malacca.
Emma ha undici anni e non capisce perché il trasloco sia stato organizzato senza aspettare il ritorno della madre e il padre taciturno non risponda alle domande sue e della sorella più piccola, Fleur. Di ritorno dalla visita a un’amica malata, la mamma di Emma, Lydia, trova la casa completamente vuota. Nessuna traccia del marito, delle figlie o dei servitori. Sulla base delle poche informazioni che riesce a recuperare, Lydia si imbarca in un pericoloso viaggio all’interno del Paese dilaniato dalla guerra civile. Soffocando lacrime e angoscia, decide di affrontare i pericoli della giungla fittissima, la guerra, le bande di predoni che spadroneggiano nel territorio, fino ad arrivare dove avrebbe dovuto ricongiungersi con i suoi; ma forse è troppo tardi, e il suo viaggio è appena cominciato… Tra la Malesia, sconvolta dal dramma della guerra, e un’Inghilterra fredda e inquietante, si snoda l’appassionante storia di una madre e di una figlia che continuano a cercarsi sorrette dalla speranza di potersi finalmente ritrovare.
Una madre e una figlia, la forza di un legame impossibile da spezzare
Pubblicato in anteprima mondiale
«Emma, Fleur», chiamò.
«La mamma è a casa».
Lydia si affrettò a entrare per ripararsi dalla pioggia.
«Alec?», chiamò di nuovo.
«Sono tornata».
Non ci fu alcuna risposta.
Dinah Jefferies
è nata a Malacca, in Malesia, e si è trasferita in Inghilterra all’età di otto anni. Ha insegnato Studi teatrali e Inglese. Ha iniziato a scrivere nei cinque anni che ha trascorso in un piccolo villaggio sulle montagne andaluse. La separazione è il suo primo romanzo e uscirà in Inghilterra nel 2014 pubblicato da Penguin. L’autrice sta scrivendo un secondo romanzo, The Tea Planter’s Wife ambientato tra gli anni Venti e Trenta a Ceylon, l’attuale Sri Lanka.

La separazione del maschio

La separazione del maschio by Francesco Piccolo
Il maschio che parla in questo romanzo è un poligamo recidivo e impenitente, ma anche un padre capace di tenerezza e attenzione, un marito allegro e appassionato. Il sistema in apparenza è semplice, basta scomporre le giornate in segmenti, per cercare di vivere molteplici vite: frammenti di tempo, storie parallele, frazioni di felicità possibile. Per non parlare del sesso, che è un pensiero costante: un’ossessione e una consuetudine, un linguaggio, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno.
Piú ancora della seduzione e della conquista, piú dell’amore che in forme diverse è parte fondamentale di ciascuna relazione.
Ascoltando il suo racconto ci ritroviamo a ridere, sorridere e pensare, e mentre inorridiamo delle sue malefatte siamo costretti a riconoscere quanta verità ci sia nelle sue parole.
Un romanzo scandaloso e disarmante come una confessione.

Separati in patria

Chi minaccia (o promette) secessioni può risparmiarsi la fatica: l’Italia è già spaccata. Almeno in due. Nord e Sud sono mondi diversissimi, che a volte si odiano, quasi sempre non si capiscono e di sicuro non sembrano appartenere allo stesso Paese. E se si può sorridere di striscioni e cori da stadio come ”Garibaldi, perché?”, i numeri delle impari opportunità sono serissimi: il reddito medio in Val d’Aosta supera i 18.000 euro, in Basilicata non arriva agli 11.000. La Lombardia ha circa 27.000 posti nei suoi asili nido, il Molise poco più di 200. Un processo in appello può durare 369 giorni a Bolzano, 2185 a Reggio Calabria, dove però alcune procure sono sotto organico fino a un devastante 100 per cento. E così via in altri campi: istruzione, amministrazione pubblica, lavoro, persino lo sport. Non stupisce che in un anno 120.000 cittadini siano emigrati da un’Italia all’altra: è uno stato di emergenza. La classe politica lo sa? Certo, ma proviene quasi esclusivamente dal Nord, visto che al Sud sembrano non fidarsi più dei politici meridionali. In questo libro, Giovanni Floris ci accompagna alla scoperta della penisola che crediamo di conoscere, analizzando le realtà sconcertanti, i dati preoccupanti, le curiosità e gli scandali di una nazione la cui unica gestione unitaria efficiente a volte sembra quella del crimine organizzato. L’Italia che sogna il federalismo e pratica l’evasione, l’Italia che chiede la meritocrazia e cerca le scorciatoie, l’Italia che si sente diversa da sé ma che a se stessa è uguale da 150 anni. E che ha la possibilità di una riscossa, legata a un salto di volontà: rimettere in moto una politica pigra e affrontare riforme coraggiose. L’inno nazionale che cantiamo è stato adottato in via provvisoria nel 1946. Forse è ora di rendere definitiva, e soprattutto operativa, l’unità d’Italia.

(source: Bol.com)